PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO COGNITIVO
PERCHÉ STUDIARE LO SVILUPPO È IMPORTANTE?
Se si riesce ad intervenire precocemente nel corso dello sviluppo, si riesce a costruire
un’impalcatura solida per il futuro adulto.
Molti disturbi hanno il loro esordio prima dell’età adulta. Molto frequentemente le patologie
psichiche si presentano in situazioni familiari problematiche e complesse (può capitare che
in una famiglia “perfetta” possa capitare di avere un bambino con problemi psichiatrici o
psicologici); un’ampia percentuale degli adulti che hanno un problema psichiatrico
manifestavano già da bambini uno o più disturbi psichiatrici.
Colonna azzurra: percentuale in
riferimento agli stati uniti; colonna gialla
in riferimento a coloro che hanno subito
abusi durante l’infanzia.
Ciò che avviene durante l’infanzia ha
effetti a lunga durata lungo tutto il ciclo
di vita, non è qualcosa che si
cristallizza/sofferma solo nell’età
infantile effetto a cascata durante lo
sviluppo che perdurano per tutta l’età
adulta.
Tanto più l’abuso che l’adulto ha subito
durante l’infanzia è grave, tanto più
Anche in questo caso è una sfera molto ampia, non limitata alla mera sfera psicologica.
Sperimentare esperienze durante l’infanzia può sviluppare difficoltà nel neurosviluppo (lo
sviluppo della nostra mente) si innescano delle capacità di funzionamento dei circuiti
neurali che vanno ad impattare sullo sviluppo sociale, cognitivo ed emotivo e così via.
Questo non è un percorso predeterminato, si può ipotizzare che possa prendere questa
strada un bambino che avuto problemi durante l’infanzia, ma si parla sempre di probabilità
epigenica.
Bisogna cercare di intervenire quando la mente è ancora plastica e si hanno maggiori
possibilità di modificare i percorsi del bambino, che in seguito diventeranno processi
meccanici e automatici.
Quando ci occupiamo del bambino che si sviluppa non ci si occupa solo del bimbo, ma si
tiene conto anche del contesto educativo, della famiglia e dell’ambiente più in generale.
“Per fare un uomo occorre un intero villaggio” (proverbio africano) il bimbo non cresce
solo nel nucleo familiare, ma anche nel contesto scolastico coi pari e con gli insegnanti e
così ad andare ad allargare il cerchio. Andando a modificare il contesto si modifica anche il
bambino e il suo processo evolutivo. Sviluppo cognitivo nel periodo 6-12 anni in
funzione del reddito familiare (USA).
Punteggio abilità matematiche: Il gap visibile a 12
anni è già presente prima che i bambini inizino la
scuola (6 anni).
diverso reddito familiare
Il impatta sulle capacità
matematiche del bambino: in uno studio americano
si è riscontrato che un reddito familiare basso
rappresenta un fattore di rischio per il bambino che già dai 6 anni ci sono nette differenze
nelle abilità matematiche. Nonostante avvenga l’iscrizione a scuola, non vi è alcun incrocio
nelle abilità dei bambini con differenti redditi e le varie abilità non si incrociano mai.
La medesima cosa avviene se si guardano i vari comportamenti antisociali dei bambini con
diverso reddito. 1
Perché la classe sociale d’appartenenza fornisce un fattore di rischio?
Nei casi più gravi perché essa può causare infezioni e malnutrizione in casi di povertà
estrema; nei casi meno gravi può comportare delle difficoltà di apprendimento, disturbi
d’ansia o altro. La scolarizzazione materna è un fattore protettivo: tanto
più è elevato il fattore di scolarizzazione genitoriale
tanto più alto sarà il livello di scolarizzazione del
bambino.
Altro bambino di occuparsi di sviluppo è che l’ambiente
in cui il bambino cresce può modificare la crescita del
bambino.
È meglio intervenire molto precocemente nell’istruzione dei bambini piuttosto che
attendere che diventino più grandi, perché la mente dei piccoli è molto più plastica e si può
plasmare meglio.
I primi 2-3 anni di vita rappresentano un periodo cruciale per la nostra vita, ciò che avviene
in quegli anni ha un effetto a cascata su tutti gli sviluppi futuri del bambino. È una finestra
di opportunità unica per far sì che i meccanismi di adattamento all’ambiente siano
funzionali piuttosto che disfunzionali.
è essenziale occuparsi, per la futura prosperità e benessere dell’UE, comprendere lo
sviluppo cognitivo e sociale in questa finestra temporale.
Che cosa vogliamo? Vorremo avere dei bambini attivi che quando crescono diventano dei
cittadini attivi. Com’è possibile raggiungere questo risultato? La salute mentale è una parte
fondamentale: non si può essere dei cittadini partecipi e attivi se abbiamo dei problemi che
intaccano la nostra salute mentale. Salute mentale che non si può separare dallo sviluppo
sociale, cognitivo ed emotivo; essi sono le fondamenta di un’architettura che diventerà più
variegata e ampia, la quale però, se non presenta solide fondamenta, rischia di crollare alla
prima difficoltà.
I bambini possono attuare una serie di comportamenti/ indicatori precoci di future
problematiche che possono essere un indizio dei futuri problemi della salute mentale.
Un’idea ingenua che spesso si ha in mente è di affibbiare le medesime caratteristiche delle
problematiche psicologiche degli adulti anche ai bambini, sbagliando, perché gli infanti
hanno problemi in maniera differente. Talvolta, quelli che sono segnali di difficoltà del
bambino non vengono considerati come tali, ma vengono classificate come problematiche
comportamentali e di difficoltà ad esprimere le loro emozioni.
Lo sviluppo è il frutto di un’inestricabile interazione tra l’esperienza e i fattori genetici. Le
esperienze avverse costituiscono una sorta di tossina per il nostro cervello, determinano
una serie di cambiamenti, forzati dagli agenti stressanti, che modificano le modalità di
funzionamento del nostro cervello, dei nostri circuiti neurali.
Un ambiente instabile comporta delle fondamenta instabili per lo sviluppo del bambino, che
possono in futuro comportare delle componenti problematiche per l’infante.
Importantissimo dare supporto all’ambiente del
bambino, perché potrebbe prevenire eventuali
problemi futuri.
Come si fa a dare supporto al bambino che si
sviluppo e al contesto in cui si sviluppa?
Il primo livello rappresenta la base e si fa
riferimento ad esso come qualcosa di universale,
che dev’essere esteso a tutta la popolazione. La
salute, soprattutto in Italia, è considerata 2
importante supporto universale, indipendentemente da chi sei vieni curato. Medesima
cosa viene applicata alla base della piramide: non importa chi tu sia, il supporto ti
dev’essere concesso. Esempio: donna in gravidanza deve avere delle cure adeguate, che
iniziano sin dal periodo di gestazione, subito dopo la nascita si parla di controlli per il
bimbo, come la scuola dell’infanzia (a cui tutti i bambini devono avere supporto).
Colore giallo-secondo livello : grazie al supporto universale possono essere emerse
alcune difficoltà, che possono essere
anche molto semplici (come ad esempio il ritmo sonno-veglia dei bambini), il problema può
causare una serie di problemi a cascata, la madre potrebbe sentirsi inadeguata nella cura
del proprio genito, andando ad aiutare la madre si prevengono a monte dei problemi che
potrebbero avere uno sviluppo successivo.
Queste problematiche si possono identificare e permettono dunque di offrire al genitore
quel poco in più necessario al genitore per superarle e andare avanti senza problemi.
Livello 3: appare la parola psicoterapia. Qua c’è bisogno do una maggior attenzione, si è
identificato un problema che richiede competenze specifiche. Tale problema è stato
identificato grazie ai due livelli che hanno fatto da screening, ho identificato famiglie in cui i
problemi sono già evidenti e importanti, potendo dunque intervenire prima e avere un
maggior successo con l’aiuto di questa famiglia.
Nella punta della piramide vi sono le malattie più importanti che richiedono un intervento
psichiatrico.
Di tutti i livelli, è nell’ultimo che si fa prevalente la componente genetica; perché per
esempio problematiche come la schizofrenia o a forte componente psichiatrica fanno
riferimento alla genetica.
Un approccio ai servizi della genitorialità dev’essere multilivello, in modo tale che si dia un
supporto specifico alla popolazione generale, ma anche al caso/problematico specific* più
grave.
Se si pensa al bambino come una sorta di fulcro di una bilancia, il fatto che l’esito possa
essere positivo o negativo non è tanto una questione categoriale, ma è una questione di
pesi. Si deve fare in modo che i pesi sulla “bilancia” che portano il bimbo ad un esito
positivo siano maggiori, facendo tendere la bilancia verso questo braccio e non verso quello
negativo tanto più si lavora sulla prevenzione, tanto più si può avere successo.
approccio wait and see
Oggi più che un , usato frequentemente tempo fa, non si aspetta
approccio
più che il bambino si sviluppo e si debba intervenire dopo, ma si parla di un
wait and help , aspetto si che il bimbo si sviluppi, ma al contempo prevengo, se ci sono
delle difficoltà visibili, intervento subito, prevenendo eventuali disagi futuri.
Lo sviluppo di per s^ è la chiave per comprendere i disordini dello sviluppo per poter
comprendere i disturbi dello sviluppo, si deve comprendere lo sviluppo tipico. Se
comprendo lo sviluppo tipico, allora posso intervenire sullo sviluppo per prevenire possibili
difficoltà future.
L’esito dello sviluppo non è predeterminato, essendo lo sviluppo un processo posso
intervenire nel corso dello sviluppo per modificare questo processo e modificare quindi
l’esito dello sviluppo (Nome autrice sulle diapo)
Una definizione di sviluppo
Crescita e sviluppo non sono necessariamente la stessa cosa : la crescita può essere
a livello fisico, ma non necessariamente a livello fisico e mentale.
Non si parla di una retta che va sempre verso l’alto, perché la crescita non avviene sempre
in maniera diretta e uguale, ma si parla più di una curva ponderale (logaritmica) in cui il
bambino varia sia a livello di peso che di mente. Il ritmo di crescita non è costante, non lo si
può rappresentare da una semplice retta. 3
Il peso del bambino cambia notevolmente dalla nascita al primo anno di vita; un altro
cambiamento importante nella curva ponderale lo si nota durante l’adolescenza, che il
corpo si modifica notevolmente.
Curva di accrescimento ponderale: come cambia il peso del bambino nel tempo. Anche
se si considera una variabile banale come il peso, presenta un ritmo di crescita scostante,
che non può essere rappresentato da una semplice retta.
Il ritmo con cui cambia una variabile si modifica nel corso dello sviluppo. Durante
l’adolescenza il peso e l’altezza cambiano in maniera esponenziale e notevole.
Durante la crescita del bambino, la madre può monitorare l’andamento della crescita del
peso e in altezza del proprio figlio, monitorando il grafico che le è stato dato alla nascita del
bimbo. Per quanto riguarda l’altezza, si hanno minori
differenze tra maschi e femmine. La curva dell’altezza
è un pochino più lineare rispetto al peso; però, se si
osserva quotidianamente l’altezza del bambino si
verificano una serie di salti, si ha una retta più
segmentata. Se si guardano le curve di sviluppo del
singolo individuo non si ha una crescita lineare, ma
procede per piccoli salti.
Ci sono alcuni comportamenti che scompaiono man
mano che il bambino cresce, ad esempio il fatto di
gattonare, si perde col procedere dello sviluppo.
Nello sviluppo motorio ci sono i riflessi neonatali che scompaiono nel corso dei primi 3
mesi di vita il che va un po’ contro l’ideale di sviluppo che si ha. Riflesso di grasping:
quando ad uno stimolo tattile sul palmo il neonato chiude la mano a pugno.
Il gattonare quando si è piccoli è una perdita che porta ad uno sviluppo evolutivo futuro:
non si gattona più per riuscire a stare in piedi e riuscire a camminare.
Es. sviluppo percettivo : capacità di discriminazione dei volti umani.
Si abitua il bambino ad uno stimolo familiare, il volto di Giovanni, nella fase test si presenta
un nuovo volto, quello di Luca; il bambino guarda maggiormente il volto nuovo rispetto al
volto familiare. La capacità di discriminare i volti è presente a 6-9 mesi e anche nella fase
adulta; secondo quanto dice il grafico sulla sinistra, andando a discriminare il volto umano.
Facendo un esperimento con due volti di scimmia, si hanno maggiori difficoltà nella
discriminazione.
Questa cosa avviene anche per i bambini di 9 mesi, si hanno un egual percentuale nel
riconoscere volti nuovi o quelli familiari. I bambini di 6 mesi, invece, discriminano, guardano
molto di più un volto di scimmia nuovo rispetto a quello familiare.
Com’è possibile una cosa del genere? I bambini nella prima infanzia hanno maggior
capacità di apprendimento, una mente più elastica e riescono ad apprendere più cose.
Possiedono una specializzazione neurale il fatto che il nostro ambiente sia popolato di
volti umani, porta il nostro sistema a specializzarsi in ciò, poiché ho la necessità di
discriminare i volti umani per riconoscere le persone che mi circondano, l’esperienza con
tutti i volti umani che popolano l’ambiente, fa sì che si specializzi con lo sviluppo,
diventando quindi più restrittivo coi volti umani; mentre i volti di scimmia non mi
interessano molto, non sento la necessità di discriminarli, a meno che non sia uno
specialista del campo.
Es. sviluppo percettivo: abilità di riconoscere volti di primati non umani subisce un
decremento nel corso dello sviluppo che riflette la contemporanea specializzazione delle
abilità di elaborazione dei volti umani si perde la capacità di discriminare i volti delle
scimmie perché non è qualcosa di necessario, si ha dunque un decremento funzionale nello
sviluppo del bambino, volto alla specializzazione della discriminazione umana. 4
Es. Iperregolarizzazione dei verbi - Aperto/Aprito - (Brown, 1973; Marcus et al.,
1992). Nello sviluppo si possono anche avere delle
curve complesse si può avere
un’accuratezza molto elevata in un periodo
t1, un decremento nel periodo t2 e un
ulteriore sviluppo ed incremento in un terzo
tempo t3. Questo è il caso del fenomeno
dell’iperregolarizzazione dei verbi irregolari.
Si parla della capacità dei bambini di
coniugare i verbi, ad esempio al participio passato: coi verbi regolari risulta più semplice di
quelli irregolari. Quando i bambini sanno coniugare il participio passato dei verbi irregolari?
PRESTAZIONE COMPETENZA
t.1 Aperto Ripetizione
t.2 Aprito Regola (Iperregolarizzazione)
t.3 Aperto Regola + eccezioni
Prima fase. Intorno ai circa 4 anni, i bambini sanno coniugare in modo corretto il
participio passato. Questo perché nel loro ambiente linguistico i partici passati sono
coniugati in modo regolare, non sono presenti errori;
Ad un certo punto il bimbo si rende conto che per coniugare i verbi al participio passato
seguono una regola comune: si aggiunge una parte finale al verbo, ma applicando
questa regola a tutti i verbi cade nell’iperregolazione, usandola per tutti i verbi. In
questo caso il bambino ha fatto un passo avanti, perché ha imparato una nuova regola,
ma al contempo commette un errore, perché non funziona così per tutti i verbi, si
presenta dunque un decremento nel bambino.
In un terzo periodo il bambino comprende che la regola presenta anche delle eccezioni,
che non la si può applicare a tutti i verbi.
Può capitare che ci siano delle ricadute nel corso
del nostro sviluppo, perché si può imparare
qualcosa di nuovo e si cerca di applicarlo a tutto,
presentando quindi una caduta in qualcosa; ma il
fatto di cadere non è solo un passo indietro, è
anche un passo avanti. La caduta costituisce
l’esordio di una nuova competenza che sta nascendo.
Sviluppo linguistico : nello sviluppo del lessico c’è una frase in cui la produzione
linguistica del bambino subisce un brusco incremento (18- 24 mesi) per poi stabilizzarsi
dell’esplosione del vocabolario:
fenomeno l’individuazione della regola “tutte le cose
hanno un nome” provoca un effetto cascata. Anche in questo caso si presenta una crescita
che però non è lineare e unidirezionale.
L’esplosione del vocabolario non è una crescita lineare: un piccolo cambiamento ne
produce uno di ampia portata.
Un cambiamento graduale ne produce uno non lineare, improvviso es. del cambio degli
stati dell’H2O.
Lo sviluppo può avere tante diverse curve, non si deve dunque attendere che lo sviluppo
del bambino sia sempre crescente, può capitare anche che il bambino abbia una curva
lineare tendente all’alto.
Un esempio di fenomeno che cresce cresce cresce e poi va a decadere è ad esempio il
fenomeno della memoria di lavoro, che cresce fino ad un certo punto, ma quando si diventa
anziani essa decade. 5
Le curve di sviluppo NON sono sempre monotoniche, unidirezionali, curve di sviluppo a U.
(Es. fenomeno dell’iperregolarizzazione dei verbi).
Non è sufficiente che l’oggetto di studio s
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