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Psicologia dello sviluppo

Il concetto di infanzia è un concetto relativamente recente; prima del 1600 non si attribuiva un periodo specifico all’infanzia. Alla fine del 1800 inizia la psicologia dello sviluppo e si cominciano a studiare i bambini. Binet è il primo che sviluppa il test di intelligenza per capire quali bambini erano esclusivamente svantaggiati dalla condizione sociale e quali avevano invece dei problemi di sviluppo cognitivo. Hall inizia a utilizzare il questionario e introduce il concetto di fase di sviluppo, ossia che lo sviluppo sia formato da diverse fasi collegate fra di loro. Gessel utilizza modalità di osservazioni sistematiche, usando un contesto controllato ma simile a un contesto naturale (cupola).

Lo sviluppo nei bambini si studia con l’osservazione diretta (attualmente vi sono metodi più specifici e tecnologici). Una sonda modalità sono gli esperimenti, ossia osservare come reagisce il soggetto a modificazioni ambientali. Infine, anche tramite la raccolta di informazioni da parte di adulti che si occupano dei bambini. Talvolta vengono utilizzate più metodologie insieme. Nel corso del tempo i metodi sono variati ma gli aspetti di base permangono.

Temi legati allo studio dello sviluppo

  • Educazione – Da un lato l’educazione aiuta lo sviluppo del bambino, dall’altro la psicologia dello sviluppo ha aiutato l’educazione.
  • Parenting – Il ruolo dei genitori e come questo abbia un’influenza sullo sviluppo.
  • Contesto – In che modo il contesto culturale influenza lo sviluppo del bambino, così come le microculture e l’ambiente multiculturale.

Lo sviluppo è determinato anche dalla biologia perché segue lo sviluppo del cervello. Vengono analizzati i processi cognitivi (modo di elaborare le informazioni, es: linguaggio, memoria, attenzione) e come essi si modificano. Si analizzano anche i processi socio-emotivi (sfera emotiva e competenza emotiva, capacità di capire i sentimenti propri e altrui). L’affettività è influenzata dai meccanismi cognitivi. Le competenze emotive sono associate a quelle socio-relazionali.

Fasi dello sviluppo

  • Prenatale
  • Prima infanzia (fino ai 2 anni) – Dipende dagli adulti, ma iniziano le prime attività psicologiche importanti.
  • Seconda infanzia (fino ai 6 anni) – Caratterizzata da autonomia e prima separazione dalla famiglia (ingresso a scuola). Molte delle competenze cognitive si sviluppano in questo periodo.
  • Fanciullezza (fino agli 11 anni) – Si sviluppano le competenze scolastiche e aumenta la capacità di regolazione (essere in grado di gestire il comportamento) e la gestione dell’affettività (controllo ansia e rabbia senza l’intervento di un adulto). In questo periodo possono iniziare a notarsi disturbi dell’apprendimento.
  • Adolescenza (fino ai 18 anni) – Periodo in cui possono identificarsi problemi più grandi dal punto di vista psicologico. Caratterizzato dalla ricerca dell’identità e sviluppo di un pensiero astratto.

Dibattito e rapporto

  • Tra natura e cultura – Vi sono studiosi che propendono per il pensiero che la genetica abbia un ruolo importante e studiosi che propendono per la cultura. Si cerca di comprendere qual è l’influenza dell’ambiente fisico e socioculturale sullo sviluppo dell’individuo.
  • Tra continuità e discontinuità – Si può pensare allo sviluppo come qualcosa di lineare, caratterizzato dall’apprendimento graduale, o si può pensare che lo sviluppo sia costituito da fasi, tra l’una e l’altra vi è un cambiamento qualitativo. Secondo Piaget le strutture di ragionamento sono differenti in un bambino piccolo e in uno più grande.
  • Tra dominio generale e specifico – Dominio specifico: linee evolutive per ogni dominio all’interno di queste possono essere continue o discontinue. Secondo la visione di dominio generale, il sistema cognitivo si riorganizza man mano che cresce con meccanismi generali che influenzano lo sviluppo di tutte le aree. Piaget ha una visione generale discontinua: secondo lui queste fasi sono diverse perché nei bambini piccoli le competenze sono mediate dal tatto (sviluppo senso-motorio).
  • Tra ruolo delle esperienze più antiche rispetto al resto delle esperienze – Le prime esperienze sono particolarmente rilevanti per l’individuo (teoria dell’attaccamento con le figure genitoriali, per cui il bambino sviluppa un modello mentale dei genitori che influenzerà le sue relazioni future). Secondo un altro pensiero, le esperienze modificano in qualche modo lo sviluppo del bambino indipendentemente da quanto precoci siano.

Teorie dello sviluppo

Teorie psicoanalitiche

Teoria di Freud – Basata sul ruolo dell’inconscio, l’importanza delle esperienze precoci, interesse per l’aspetto affettivo-relazionale, idea delle fasi psicosessuali. Secondo Freud lo sviluppo è dato da conflitti tra piacere e ciò che è imposto dalla società.

Teoria psicosociale di Erikson – Interesse per gli aspetti affettivi. Identifica il percorso di sviluppo nel corso della vita. Lo sviluppo si articola in 8 fasi, ciascuna delle quali è caratterizzata da una crisi che sancisce un punto di svolta che costituisce una potenziale fragilità, ma anche una possibilità di crescita e cambiamento. Mette in difficoltà l’individuo e gli consente di evolversi.

Teorie cognitive

Teoria di Piaget – È interessato allo sviluppo per stadi. In ogni stadio le caratteristiche cognitive dell’individuo sono diverse. Crescendo cambia il meccanismo con cui elabora le informazioni. Un concetto importante è il costruttivismo: secondo lui il bambino è attivo e sperimenta, fa prove del mondo. Lo sviluppo è diviso in fasi:

  • Stadio senso-motorio – Esperienze sensoriali e motorie.
  • Stadio preoperatorio – Il bimbo inizia a rappresentare il mondo tramite pensieri e parole.
  • Stadio operatorio concreto – Effettuare un ragionamento logico, capacità di classificazione.
  • Stadio operatorio formale – Effettuare ragionamenti astratti, logici.

Teoria socio-culturale di Vygotskji – Lo sviluppo cognitivo è inseparabile dall’ambiente (l’intelligenza non è sufficiente a sopravvivere in determinati ambienti). Gli strumenti culturali influenzano lo sviluppo cognitivo. La Zona di Sviluppo Prossimale è la zona di apprendimento che il bambino fa da solo o con il supporto di qualcuno. Introduce l’idea che lo sviluppo non venga raggiunto individualmente, ma grazie agli altri.

Teoria dell’elaborazione delle informazioni – Interesse per come avviene dentro la mente il ragionamento tramite diagrammi di flusso. Interessato a capire i modelli di funzionamento delle capacità cognitive dell’individuo. Viene associato il cervello a un computer.

Teorie comportamentiste e socio-cognitive

Comportamentismo – Studiano il comportamento, il risultato della cognizione. Descrivono i meccanismi del comportamento manifesto. I comportamentisti sono una scuola di pensiero.

Condizionamento classico di Pavlov – Esempio del cane. Si riesce a condizionare la produzione di salivazione al suono di una campanella per l’associazione al cibo. Si creano delle associazioni. Vi sono evoluzioni del comportamentismo più articolate.

Condizionamento operante di Skinner – Pensa che le associazioni possano essere rinforzate dando un premio. Il rinforzo è qualsiasi evento che aumenta la probabilità che si verifichi un comportamento.

Teoria socio-cognitiva di Bandura – Legato all’apprendimento osservativo. Il bambino vede il compagno che viene lodato e mette in atto lo stesso comportamento. Bandura riconosce che il rinforzo può essere influenzato dai pensieri dell’individuo. Apprendimento osservativo: gli individui manifestano comportamenti, mai rinforzati precedentemente, frutto dell’osservazione di altre persone che sono state rinforzate per il loro comportamento.

Teoria etologica

Teoria etologica di Lorenz – Studia il comportamento animale. Introduce il concetto di periodi critici: periodo in cui deve avvenire una determinata esperienza perché influenzi o sviluppi un determinato comportamento.

Teoria dell’imprinting: schema comportamentale definito dalla genetica che ha lo scopo di mantenere la vicinanza dell’animale. Le teorie etologiche sono focalizzate sul ruolo dei geni e sull’assetto genetico.

Teoria ecologica

Teoria ecologica di Bronfenbrenner – Importanza del ruolo dell’ambiente come un ruolo complesso identificando dei sottosistemi:

  • Microsistema – Il più vicino al bambino (famiglia, nido).
  • Mesosistema – Interazione tra i microsistemi ai quali il bambino partecipa attivamente.
  • Esosistema – Contesto allargato che può influenzare il bambino, ma in cui non partecipa attivamente (lavoro della madre: orari di lavoro).
  • Macrosistema – Cultura generale in cui è inserita la famiglia e il bimbo.
  • Cronosistema – I cambiamenti della relazione tra i vari contesti ambientali nel corso del tempo (la famiglia crescendo diventa meno rilevante).

Studio scientifico dello sviluppo

I primi studi sono stati osservativi. Successivamente viene applicato allo studio dello sviluppo il metodo scientifico (raccolta di evidenze basate su misurazioni e formulazione di ipotesi). Il metodo scientifico dà una procedura utilizzabile per formulare un’ipotesi (deriva da una teoria generale o dati acquisiti precedentemente). Il metodo scientifico prevede di progettare l’esperimento, come si vuole valutare l’ipotesi, poi si conduce l’esperimento e si verifica che i dati siano congruenti all’ipotesi iniziale. Infine si comunicano i risultati ad una rivista scientifica.

I film aggressivi aumentano l’aggressività degli adolescenti. Faccio un questionario iniziale e poi divido i partecipanti in due gruppi: a uno sottopongo con film neutro e all’altro uno aggressivo. Valuto l’aggressività di nuovo con un questionario e guardo se è cambiato qualcosa. Una teoria è un insieme di idee collegate tra loro che cercano di spiegare un fenomeno e fare previsioni. Piaget ipotizza che certi tipi di attività cognitive non siano presenti in bambini da una determinata età.

Disegni di ricerca in ambito psicologico evolutivo

Ricerca descrittiva

Descrive un fenomeno. Si è interessati ad un fenomeno e lo si descrive in dettaglio in modo diretto (osservazione naturalistica) o indiretto (questionario). Rapporti di amicizia nei bimbi con disturbo di disattenzione: trovo un modo per osservare e capire le amicizie dei bambini (si può chiedere ai bambini o al genitore). Lo stesso faccio in un gruppo di bambini tipici per vedere se ci sono delle differenze. Prima osservo un fenomeno e poi faccio delle ipotesi.

Ricerca correlazionale

Serve a capire se due fenomeni sono collegati e ha come obiettivo studiare le associazioni. Si sa che due variabili sono relazionate, ma non si sa la causa. La prima potrebbe essere la causa della seconda e viceversa. Per capire qual è la causa si utilizza la manipolazione sperimentale. Associazioni tra uso dei social media e bassa autostima nelle preadolescenti femmine. Chi sta di più su Instagram ha anche un'autostima più bassa. Faccio lo studio, verifico quanto stanno su Instagram e poi faccio una valutazione dell’autostima delle adolescenti. Ipotizzo che all’aumentare delle ore su Instagram diminuisca l’autostima. Questa associazione può significare che stare online diminuisce l’autostima, oppure le ragazze che hanno un’autostima più bassa preferiscono nascondersi nei social media (il contrario).

Ricerca sperimentale

Serve a capire se una variabile ha conseguenze su un’altra variabile. Manipolo l’evento e vedo se modificando qualcosa ho risultati diversi e scopro la causalità. Divido due gruppi, uno sta tanto su Instagram e l’altro poco e valuto all’inizio e alla fine per vedere se in uno diminuisce l’autostima e se nell’altro l’autostima è stabile.

Esperimento

L’esperimento è una procedura ben definita nella quale i soggetti sono assegnati a condizioni sperimentali in modo causale in cui uno o più fattori, che si pensa influenzino il comportamento in esame, sono manipolati, mentre gli altri fattori rimangono costanti. La variabile sono caratteristiche che cambiano e possono avere diversi livelli e possono essere valutati.

Per capire se un fenomeno è uguale per molte persone si usa un questionario standardizzato, con domande ben precise. Le variabili possono essere:

  • Indipendente: quella che si manipola ed è la potenziale causa.
  • Dipendente: cambia in base alla mia manipolazione.

Si utilizzano un gruppo sperimentale, la cui esperienza viene manipolata, e un gruppo di controllo, che serve per capire il confronto con il gruppo sperimentale. Quando le persone vengono assegnati ai gruppi devono essere assegnati a caso ai due gruppi, perché le persone si differenziano per molte variabili. In questo modo non c’è il rischio che nel gruppo vi siano soggetti con caratteristiche simili. Quando non si può manipolare certe variabili già presenti allora si parla di un quasi esperimento. Se si analizzano maschi e femmine per un compito matematico, non si può manipolare il genere. Al genere ci possono essere associate altre variabili. Divido i soggetti per una loro caratteristica.

Validità della ricerca scientifica

Dice se l’esperimento è effettivamente valido.

  • Validità interna: Riguarda la logica della relazione casuale tra la variabile indipendente manipolata e la variabile dipendente osservata. Ci possono essere delle variabili non prese in considerazione che spiegano il fenomeno.
  • Validità esterna: Serve per estendere a contesti simili i risultati.

Disegno di ricerca

La ricerca può essere longitudinale o trasversale.

Longitudinale

Studiare un campione nel corso del tempo. Questo approccio consente di valutare come si sviluppa una determinata competenza. Può però succedere che si perda un numero di soggetti. Se sono casuali non importa se sono un gruppo selezionato (fenomeno di attrito selettivo) si possono perdere informazioni importanti al fine dello studio.

Trasversale

Si studiano soggetti di età differenti in un momento preciso. È vantaggioso economicamente e per il tempo, ma non si hanno informazioni sul soggetto individuale. Può essere svantaggiato dall’effetto coorte, che si verifica quando i gruppi presi in esame hanno vissuto contesti diversi (pandemia), per cui i soggetti fanno la stessa esperienza, ma in contesti diversi e ciò comporta risposte diverse.

Metodi di ricerca

Osservazione

Il metodo di osservazione può essere:

  • Spontanea: Si osserva ciò che il soggetto fa abitualmente.
  • In laboratorio: Attraverso metodi sistematici. L’esperienza del soggetto viene controllata e manipolata, ma l’ambiente non è naturale. Il soggetto potrebbe rispondere in modo non spontaneo poiché sa di essere osservato.
  • Naturalista: Si fa l’osservazione in un contesto naturale per il soggetto.

In ambito psicologico si predilige l’osservazione in laboratorio. L’osservazione serve per poter vedere in maniera diretta il comportamento del bambino. Vengono sviluppate delle griglie osservative per analizzare i comportamenti specifici.

Questionari

Sono strumenti composti da una serie di domande e affermazioni, compilati da bambini più grandi perché devono essere in grado di leggere e comprendere. Esistono anche questionari per i genitori o gli insegnanti. Questi questionari sono standardizzati, ossia sono stati somministrati nella stessa forma a un ampio numero di soggetti e sono stati raccolti i dati per capire la risposta media. Permettono di raccogliere dati che è difficile osservare e a cui non ho accesso diretto. Tuttavia, chi compila può rispondere in maniera non veritiera. Non viene mai utilizzato come strumento diagnostico.

Test standardizzati

Sono attività anche pratiche che hanno una procedura di codifica, in base a come il soggetto assolve a un compito viene assegnato un punteggio. È lo strumento principale dello psicologo. La standardizzazione della consegna/istruzione che vengono date permette di non essere influenzati. Es: test di memoria visuo-spaziale. Per somministrare questo tipo di prove vengono utilizzate delle consegne standardizzate. I vantaggi sono che possono confrontarsi le risposte ottenute dai soggetti con i dati normativi (prestazione tipica, inferiore o superiore alla media).

Aspetti etici

Esistono delle linee guida da rispettare:

  1. Consenso informato: I partecipanti devono essere informati su quello che stanno facendo e ci si può ritirare dalla ricerca.
  2. Obbligo alla riservatezza
  3. I partecipanti devono essere informati dei rischi (disagio, affaticamento).
  4. Obbligo della protezione dei dati: I dati possono essere diffusi, ma solo sotto forma di aggregati e anonimi. Non deve essere possibile associare l’informazione a un gruppo specifico di soggetti.

Esistono i comitati etici, che non fanno valutazioni sulla ricerca, ma si assicurano che il ricercatore applichi questi sistemi di tutela.

Sviluppo prenatale e nascita

Approccio evoluzionistico

Si basa sul concetto dell’evoluzione della specie e della selezione naturale (gli individui che sopravvivono e si riproducono hanno caratteristiche più vantaggiose per la vita). Date determinate condizioni ambientali chi ha le caratteristiche migliori sopravvivrà e trasmetterà i suoi geni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Filimeno di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Viterbori Paola.
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