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Psicologia dello sviluppo: appunti

Appunti di psicologia dello sviluppo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Farina dell’università degli Studi di Trieste - Units, facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea in Scienze della formazione primaria. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. E. Farina

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ESTRATTO DOCUMENTO

MANIPOLAZIONE

Quando si indebolisce il riflesso di prensione il bno inizia a sviluppare la prensione vera e propria: un atto

volontario.

Fasi: 

- Avvicinamento a partire dalla spalla RASTRELLAMENTO

- Attraverso il gomito sposta l’avambraccio e della mano

- Coordinazione di spalla, gomito e polso.

Evoluzione gesto della prensione:

- CUBITO-PALMARE 3-6 MESI

- DIGITO-PALMARE 8 MESI

- RADIO-DIGITALE 10-13 MESI 19/03/2018

COMPETENZE GOSSO-MOTORIE A 3 ANNI

- Si acquisisce maggior sicurezza e agilità. Riescono a percepire l’ambiente padroneggiando i

movimenti oculari.

- Si ricerca l’equilibrio usando le braccia, e si riesce a camminare su una “linea retta”, il bno valuta

l’ambiente grazie a un processo che si è costruito nel tempo.

- Si riesce a salire le scale alternando i piedi o saltando coi piedi uniti da uno scalino.

- Iniziano a fare movimenti seguendo il ritmo della musica.

- Comincia ad usale tricicli con o senza pedali. Capacità di coordinare i vari movimenti

- Utilizzano la palla in maniera più appropriata. (es. iniziano a lanciare la palla e riprenderla)

COMPETENZE MOTORIE FINI A 3 ANNI

Hanno un controllo sempre maggiore delle mani, dita e polsi, così sono capaci anche a mangiare da soli o a

servire il cibo col cucchiaio.

Sono in grado di vestirsi (con vestiti “semplici”)

Sanno lavarsi le mani e i denti

Si fanno i primi giochi con: costruzioni, puzzle, forbivi, perline, plastilina, sabbia, farina e acqua, matite e

fogli (tratto pesante/leggero), pennelli.

ETA’ SCOLARE

Lo sviluppo motorio diventa più omogeneo.

Nelle attività grosso-motorie in genere i maschi hanno prestazioni migliori rispetto alle femmine, che però

sono più flessibili 

Si ha un maggior controllo del corpo riescono a stare seduti e prestare attenzione per periodo lunghi,

tuttavia si ha ancora forte bisogno di essere attivi.

I bni hanno ancora bisogno di muoversi ed entrare in contatto col proprio corpo. Bisogno di movimento

cognitivo e corporeo molto alto

COSA PUO’ FARE L’ADULTO

Possiamo promuovere attività per i bambini che non hanno sviluppato ancora certe capacità. Si esplora

mantenendo un clima giocoso e non giudicante.

Il bno se si sente giudicato nella sua capacità di fare un certo movimento o no, tutto ciò non lo aiuta.

L’adulto deve rispettare i tempi del bno.

Far partecipare i bni alle attività che incoraggiano l’imitazione (ruolo dei neuroni specchio).

Bisogna predisporre lo spazio e i materiali perché i bni sperimentino attività sempre più complesse, ciò

significa avere l’idea di una progressione (all’inizio è più utile utilizzare certi materiali, ma dopo altri)

Bisogna stimolare i bni a:

- Fare giochi in cui si utilizzano sia la motricità grossa che quella fine in maniera coordinata.

- Esplorare le proprietà degli oggetti con tutti i sensi.

- Utilizzare la ritmicità per favorire la coordinazione intermodale.

GIOCOC PER COORDINAZIONE OCULO MANUALE E MOTRICITA’ FINE

Si chiede ai bni di prendere le palline di diversa

grandezza con la pinza, e posizionarle nei contenitori

dello stesso colore. SI Può lavorare sul grande/piccolo,

sui colori. Sviluppo della capacità manuali o di

specializzazione.

APPRENDIMENTO E MEMORIA

Nel nostro percorso scolastico è importante ciò che abbiamo imparato riguardo al contenuto, ma la cosa

più impostante è che abbiamo imparato ad imparare.

[SCRIVERE LA NOSTRA DEFINIZIONE DI IMPARARE: imparare è come un’esperienza che può sembrare

talvolta lineare, ma che non lo è mai. È un processo che ci porta all’acquisizione di nuove competenze e

conoscenze che ci aiutano ad autorealizzarci. Imparare significa anche capire cosa certe esperienze ci hanno

insegnato e come ci hanno cambiato. Imparare è un processo involontario che tutti facciamo (come ad es.

imparare a camminare)]

CHE COSA SIGNIFICA APPRENDERE?

L’apprendimento può essere definito come un cambiamento piuttosto stabile del comportamento, che

nasce dall’esperienza.

A SCUOLA SI VA PER IMPARARE…

Ma imparare significa sempre la stessa cosa?

Quando chiediamo di imparare “qualcosa” il verbo sottintende sempre lo stesso processo? No.

“imparare la tab. del 6” trovare delle strategie per memorizzarla

I bni cominciamo ad interpretare in verbo “imparare”

IL COMPORTAMENTISMO

PAVLOV e WATSON: studi sugli animali e persone, isolano dei meccanismi dei processi di apprendimento

come: il condizionamento classico, che è un ‘associazione di uno stimolo neutro ad un comportamento

appreso.

Studio di comportamenti innati che si hanno in certe situazioni in cui siamo pre-geneticamente formati per

rispondere a questi stimoli.

Esistono comportamenti innati che, oltre a determinarsi nelle situazioni geneticamente per programmante,

si possono associare stabilmente a stimoli nuovi, grazie ad esperienze ripetute.

NEGLI ANIMALI

Il cibo (stimolo incondizionato) genera una risposta di

salivazione (risposta incondizionata)

Il campanello (stimolo neutro) genera una risposta di

orientamento (riflesso neutro)

Il suono del campanello ripetuto piu volte subito prima di

presentare il cibo (stimolo condizionato) elicita una risposta

di salivazione (riflesso condizionato).

I cani hanno imparato che ogni volta che sentono il campanello arriva il cibo, dopo tante ripetizioni, al solo

suono del campanello producevano saliva

Pavlov sostiene che l’apprendimento è causa di questi stimoli

NELL’UOMO

[https://www.youtube.com/watch?v=86uhfLq4a4k]

Questi studiosi hanno capito che associano degli stimoli in maniera opportuna si possono provocare certi

comportamenti di riflesso, che si trasformano in comportamenti appresi APPRENDIMENTO PER

ASSOCIAZIONE.

IL CONDIZIONAMENTO OPERANTE

SKINNER: far acquisire o scoraggiare certi comportamenti con rinforzi o punizioni.

Rinforzo Positivoricevere qualcosa di gratificante che aumenta la frequenza del comportamento

desiderato (un premio fisico, ma anche una sensazione di benessere, un sorriso, un abbraccio)

Rinforzo Negativoricevere la sospensione di una condizione negativa a seguito del comportamento

desiderato (sospende la punizione, una cosa negativa viene tolta per rinforzare dei comportamenti positivi

che sono stati messi in atto)

Punizione ricevere qualcosa di sgradevole/spiacevole a seguito del comportamento che si vuole

estinguere

Esperimento SKINNER BOX: un ratto viene messo in una gabbia che ha

una leva, un distributore di cibo, un pavimento elettrificabile e un

dispositivo per la registrazione automatica delle risposte. Le levette

sono collegata sia al cibo che al pavimento.

I topolini che accidentalmente toccavano la leva ottenevano diversi

risultati, in alcuni casi arrivava del cibo, in altri casi si attivava l’elettricità sotto il pavimento. Skinner cosi

studia il rinforzo dei comportamenti.

I topini una volta capito che succedeva qualcosa si schiacciava la leva, se arrivava del cibo cercavano di

schiacciarla il più possibile (rinf. Positivo), ma se i topini prendevano la scossa giravano alla larga dalla leva

(punizione). Mentre se lasciava l’elettrificazione costante e la leva in quel caso toglieva l’elettrificazione, e

così i topini si accorgono che premendo la leva veniva tolto il disagio (rinf. Negativo).

Studiando questi topolini Skinner ha costruito questa teoria del Rinforzo.

NELL’UOMO…

Anche nei processi di apprendimento si hanno questi meccanismi di rinforzo.

Es. il bno piange e la mamma gli dà da mangiare, rinforzo positivo sul pianto grazie al cibo, la mamma riceve

un rinforzo negativo perché così il pianto cessa.

Il rinforzo negativo e l’apprendimento di evitamento hanno un ruolo importante nel comportamento

umano.

NELLA SCUOLA?

Questo tipo di approccio si ha con lode/richiamo. Lode per un comportamento corretto e viceversa.

Però le lodi non sempre hanno l’effetto che noi intendiamo.

Non è il feedback che sostiene o no il comportamento, ma è come noi lo valutiamo e lo interpretiamo sulla

base di quello che per noi è importante.

Ci sono delle lodi da tener in considerazione affinché siano qualcosa che incentivano a continuare un

comportamento positivo, bisogna tener conto anche delle persone che fanno le lodi e dal tipo di relazione

che sono riuscita a costruire con quella persona, perché se ho una relazione di fiducia a quel complimento

io credo, se alla base non ho la fiducia il complimento ricevuto scivola. Anche l’autostima del

lodato/rimproverato è importante. Importante è anche creare le condizioni affinché una persona possa

sbagliare senza sentirsi sbagliato.

Le lodi e i rimproveri funzionano se sono specifiche e contestualizzate (es. ti sei impegnato poco in questo

compito oggi, o es. lodare non il risultato, ma il progresso), altrimenti corriamo il rischio di etichettare una

persona.

L’APPRENDIMENTO OSSERVATIVO

BANDURA: si apprende anche osservando un modello e cercando di imitarlo. (es. il bno osserva ciò che

succede ad un compagno che ha un certo comportamento)

L’apprendimento IMITATIVO è più complesso di una semplice associazione stimolo-risposta e richiede che

siano attivi alcuni progressi cognitivi:

- Attenzione selettiva al modello

- Individuare e immagazzinare in memoria la sequenza di azioni che il modello compie

- Che ci sia in grado di riprodurre la sequenza a livello motorio (riproduzione motoria) o ad altri livelli

- Autoconsapevolezza (capacità di percepirsi come un soggetto che sta compiendo un’azione)

La persona ora ha un ruolo molto più attivo rispetto alle prime teorie comportamentistiche.

BLACK BOX

Viene presa in considerazione dai comportamentisti la “scatola nera della mente”.

Negli anni ’60 e ‘80 i processi di apprendimento vendo studiati secondo un approccio cognitivista, che

considera l’uomo come un soggetto che elabora, trasforma, riduce, immagazzina e recupera l’informazione.

Nei primi anni dello studio del comportamentismo si utilizza il MODELLO HIP l’individuo e considerato

simile ad un computer, cioè come un puro semplice sistema di elaborazione degli stimoli.

Si studiano gli stimoli ma anche i processi di elaborazione individuali.

I processi di elaborazione e di memoria sono centrali in questi primi studi.

LA MEMORIA

Gli umani sono dotati di memoria fin dalle prime fasi di vita (es. abituazione ad uno stimolo,

condizionamento dell’ambiente)   

Negli anni ’60 il modello HIP funzionava così: input dati abbandono o conservazione elaborazione

generazione di output.

Nel 1968 il modello più noto è quello di ATKINSON e SHIFFRIN

I TRE MAGAZZINI:

- SENSORIALE (meno di 1 secondo), le informazioni vengono mantenute per le primissime analisi.

Trattiene informazioni fedeli dagli organi di senso, ma per pochissimo tempo (es. memoria

iconica/ecoica).

- BREVE TERMINE (circa 30 sec.), codifica le informazioni della memoria sensoriale; decide quali

informazioni passare alla memoria a lungo termine e in che modo; serve a ritenere le informazioni il

tempo necessario per svolgere un lavoro o prendere una decisione;

 prove di “Span”: ricordare liste di numeri, lettere o parole, se diamo senso a ciò che dobbiamo

memorizzare lo ricorderemo più facilmente.

modello di BADDELEY: esecutivo centrale, loop fonologico, taccuino visuo spaziale, buffer

episodico.

- LUNGO TERMINE (pochi minuti ad anni interi), è

quella che chiamiamo comunemente

“memoria”. Le informazioni che arrivano dalla

MBT vengono ricodificate ed immagazzinate,

per poi essere recuperabili.

L’immagazzinamento ed il recupero chiamano

in causa specifici comportamenti strategici.

Esperimento di SPAN: es. cerchiamo di ricordarci tutti gli oggetti della lista

Leone orso tigre, formaggio mela carota, macchina bicicletta autobus, casa appartamento hotel

- Strategia di raggruppamento

- Le imparo a coppie

- Storie

- Ordine alfabetico

- Impararle a cantilena 21/03/2018

È importante lavorare sulle strategie di “immagazzinamento” delle informazioni nella memoria. La

riflessione riguardo i modi di memorizzazione prende il nome di METACOGNIZIONE poiché riprende anche il

metodo cognitivo dell’individuo.

Ad esempio, da questi studi si sa che è più facile ricordare un brano se:

- Le parti importanti sono alternate a parti secondarie;

- Sono presenti spiegazioni di parti di testo

- Sono presenti collegamenti logici tra le parti (contestualizzazione)

si aggiungono cosi elementi di interesse, di chiarificazione del significato e di strutturazione logica.

DISTINZIONE DELLE MEMORIE A LUNGO TERMINE

- Memoria EPISODICA: ci sono elementi del ricordo che lo circoscrivono ad un determinato

momento, e si riferisce a specifici eventi ed esperienze di vita. Contiene informazioni spazio-

temporali specifiche riguardo ad un evento. È organizzata cronologicamente;

- Memoria SEMANTICA: dà significato ad una serie di eventi, ed è più astratta e generale della

precedente, infatti non è legata a nessun episodio specifico, ma tenta di creare macro-categorie

associative tra eventi. Trascende le condizioni temporali e spaziali a cui è legata. È organizzata in

modo tassonomico e associativo;

- Memoria DICHIARATIVA: (sapere cos) ci aiuta a ricordare le cose in sé, si riferisce alla conoscenza

esplicita dei fatti, come la definizione di una parola o le circostanze in cui abbiamo conosciuto una

persona. È un tipo di conoscenza direttamente accessibile tramite la coscienza;

- Memoria PROCEDUALE: (sapere come) ci aiuta a ricordare come fare qualcosa, si riferisce alle

informazioni di cui facciamo uso nell’attuare un compito. È un tipo di conoscenza tacita (non

riguarda solo l’abilità motoria).

SVILUPPO DELLA MEMORIA

I bni hanno fin da piccoli abilità amnestiche. Ciò si può capire da:

- L’abituazione all’attenzione il bno, se sottoposto alla visione continuativa di qualcosa, si abitua

alla visione di questo oggetto se gli viene ancora presentato.

- Imitazione

- Riconoscimento (es. il volto dei genitori)

- Ricerca di oggetti nascosti

- Condizionamento classico operante i bni continua a fare movimenti dei quali ha sperimentato

l’effetto.

(abbiamo la capacità di immagazzinare informazione da prima della nascita)

STRATEGIE DI MEMORIA

I bni di 1-2 anni mostrano segni della presenza di strategie semplici, soprattutto per la localizzazione degli

oggetti (li cercano nell’ultimo posto in cui li hanno visti).

DELOACHE, CASSIDY E BROWN (1979) dicono che già a 18-24 mesi i bni impiegano strategia per ricordare,

anche se rudimentali (es. dell’ogg. Nascosto da ricordare)

FAVELL, MILLER E MILLER (1993): a 5 anni i bni attuano spontaneamente la reiterazione per la

memorizzazione.

L’IMPORTANZA DELLE CONOSCENZE

Quando i bni sono più grandi entrano in scena altri fattori come l’expertise.

L’expertise di un bno in un particolare dominio può influenzarlo anche più di quanto non faccia la sua

capacità di apprendimento generale.

Esperimento di SCHNEIDERS (1989): si presentano a dei bni di 7, 9, 11 anni una storia relativa ad una partita

i

di calcio. I bni vengono poi divisi in esperti e non esperti di calcio. bni esperti di calcio con scarse

capacità di apprendimento ricordano più facilmente la partita di quelli inesperti, ma con buone capacità di

apprendimento.

Queste conoscenze hanno grande importanza nei processi di insegnamento-apprendimento, sappiamo

infatti che è importante catturare l’interesse del bno per facilitare i suoi processi di apprendimento. Per far

ciò è necessario conoscere i bni ed essere interessati a loro.

I DIVERSI FILONI DEL COSTRUTTIVISMO

Si comprende come sia impostante il contesto (biologico, fisico, sociale, culturale, tecnologico), preso in

considerazione, in un primo momento, dal cognitivismo che è andato sviluppandosi in COSTRUTTIVISMO.

Nel costruttivismo la conoscenza si “costruisce”, a differenza del cognitivismo.

Abbiamo due filoni differenti del costruttivismo:

- Costruttivismo INTERZIONISTA (Piaget, Ausubel): il soggetto esplora ed interagisce con l’ambiente

esterno.

- Costruttivismo SOCIO-CULTURALE (Vygotsky, Leont’ev): si considera l’ambiente come insieme di

interazioni sociali con altri soggetti. L’interazione sociale ci dota di nuovi strumenti per

apprendere co-costruzione della conoscenza.

A SCUOLA

I concetti del costruttivismo si applicano attraverso:

- Interesse sui contenuti, ma soprattutto sui processi di apprendimento.

- Elaborazione ed integrazione di prospettive differenti.

- Promozione della collaborazione che aiuta la co-costruzione della conoscenza.

- Interiorizzazione di una metodologia flessibile di apprendimento, che porti alla fine i bni ad una

gestione autonoma dei processi ed all’acquisizione di un proprio metodo.

DALL’ETEROREGOLAZIONE ALL’AUTOREGOLAZIONE

L’autoregolazione è stato studiato da molti studiosi, nella forma di passaggio da una gestione guidata a una

gestione autonoma. Questa autonomia si acquisisce attraverso la conoscenza del proprio funzionamento

cognitivo METACOGNIZIONE. L’adulto non trasmette contenuti, ma è guida e mediatore nei processi di

apprendimento.

DALLA CONOSCENZA ALL’AZIONE

Se rifletto metacognitivamente sulla richiesta del compito, sulle caratteristiche personali e sulle condizioni

di studio pongo le basi per avere un controllo sui miei processi di apprendimento, quindi:

- Scelgo la strategia giusta e la utilizzo in maniera flessibile.

- So guidare l’attività in funzione degli obiettivi.

- Sono monitorare i processi raccogliendo e valutando i feedback.

- So, eventualmente, cambiare direzione e scegliere una nuova strategia.

- So fare previsioni realistiche sui risultati della mia attività.

ESSERE UN BUON UTILIZZATORE DI STRATEGIE

Per esserlo non basta conoscere molte strategie, ma bisogna saperle utilizzare in modo flessibile e coerente

con le caratteristiche personali (es. stile cognitivo), le caratteristiche del compito (es. saper fare le

equazioni) e le condizioni ambientali.

NON DIMENTICHIAMO LA MOTIVAZIONE!

Nei processi di apprendimento è molto importante la motivazione e l’acquisizione di uno stile

motivazionale che sostenga il percorso scolastico. Ad esempio, è molto importante il processo di

attribuzione causale di successi e fallimenti.

ATTRIBUZIONI

Le attribuzioni sono le percezioni che gli individui hanno circa le cause degli eventi che accadono a sé stessi

(autoattribuzioni) e agli altri (eteroattribuzioni).

Lo stile attributivo tende a ricercare un certo tipo di causa per spiegare degli eventi. È importante nella

reazione al successo o al fallimento.

L’ERRORE FONDAMENTALE DI ATTRIBUZIONE

L’errore di attribuzione consiste nell’attribuire il successo a cause interne e l’insuccesso a cause esterne,

mentre tendiamo ad attribuire cause inverse al successo/insuccesso altrui.

Questo meccanismo serve per mantenere intatta l’autostima.

WEINER

Per capire lo stile attributivo di una persona bisogna indagare su:

- Locus of control;

- Stabilità;

- Controllabilità;

Dall’incrocio di queste tre variabili abbiamo otto tipo di attribuzioni: abilità, impegno, tenacia, tono

dell’umore, pregiudizio, facilità del compito, aiuto e fortuna 26/03/2018

[lettura dialogo “PER CONCLUDERE?” ed impressioni sul metodo della maestra]

Il nostro modo di fare, di relazionarci con gli alunni è molto guidato dalle idee implicite che abbiamo su

come funziona l’apprendimento o su che tipo di intelligenza i nostri alunni hanno. Le nostre credenze

implicite influenzano molto il nostro lavoro in classe, e lavorano molto più forte delle conoscenze vere e

proprie.

PENSARE L’INTELLIGENZA [gli insegnanti pensano l’intelligenza]

CHE COSA SI INTENDE PER INTELLIGENZA?

Le teorie scientifiche sull’intelligenza, negli anni si sono centrate su tre grandi temi:

- Capacità di apprendere;

- Conoscenza acquisite nel corso dello sviluppo;

- Abilità di adattarsi all’ambiente.

“capacità di ragionare in modo deduttivo o induttivo, astrattamente, di usare analogie, sintetizzare

informazioni e applicarle a nuovi ambiti” Kanazawa.

Per Piaget l’intelligente è chi meglio sa creare una relazione favorevole con l’ambiente e sa modificarsi con

esso.

IL DIBATTITO ODIERNO

L’intelligenza ha molte sfaccettature e sembra organizzata secondo una gerarchia di abilità (capacità

generali di più alto livello e più specifiche a livelli inferiori).

L’intelligenza come processo: STENBERG e la TEORIA TRIARCHICA dell’intelligenza efficace (analitica,

creativa e pratica).

Le differenze intellettive sono il risultato tanto dell’eredità quanto dell’ambiente.

Questa conoscenza è esplicita, ma abbiamo anche una conoscenza implicita che ci influenza (es. “eh ma i

fattori genetici sono prevalenti) e ci si comporta di conseguenza.

L’idea di intelligenza scientifica o meno corrisponde anche a dei modi di misurarla questa intelligenza. Se la

concepisco come statica e competitiva la misuro facendo dei test del quoziente intellettivo, ma se io

l’intelligenza la vedo come qualcosa di dinamico che si evolve, la misuro in maniera diversa, misuro

l’intelligenza come potenziale di apprendimento, costruendo cosi un modo per poter sviluppare

l’intelligenza e capire così quanto e cosa posso fare.

NATURA DI CREDENZE E CONOSCENZA La tabella ci mostra cosa

differenza una credenza da una

conoscenza (es. differenze di

genere nell’apprendimento).

La conoscenza scientifica ha una

percentuale di incertezza, mentre

le credenze che ci costruiamo le

diamo per certe senza metterle in

discussione.

Essendo ricerche scientifiche hanno validità nel tempo, mentre le credenze sono fuori dall’asse temporale.

Le conoscenze si possono modificare, mentre le credenze non le cambiamo.

LE CONCENZIONI IMPLICITE

Idee implicite costruite intorno a un prototipo di persona intelligente, a sua volta fondato sul successo del

processo adattivo, quindi dipende dal contesto specifico (apprendere le regole tacite di una cultura).

CREDENZE E CONOSCENZE

AAbbiamo due intelligenze, idea entitaria (che non si può modificare) vs. incrementale (in base agli stimoli

posso incrementare o modificarla), statica vs dinamica.

Chi ha un’idea più stativa dell’intelligenza bocciavano di più, usavano le domande chiuse, avevano una

modalità di correzione diadica (risposta giusta sulla risposta sbagliata). Chi aveva una risposta più dinamica

riuscivano a dare una “correzione positiva”, l’errore era una tappa importante nella costruzione delle

conoscenze.

Chi ha una concezione incrementale hanno una maggior esposizione al rischio di burn out. Poiché ci si sente

più caricati dalla responsabilità dell’apprendimento.

ESERCITAZIONE IN CLASSE SUL BRANO

Individuare elementi relativi a:

- Partecipazione al trattamento dell’errore

- Uso domande aperte e/o affermazioni

- Contenuto: riflettere sull’errore o sostituirlo (es. suggerendo la risposta corretta)

- Oggetto della valutazione: risposta o capacità alunno

- Concezione intelligenza: innatismo o costruttivismo 04/04/2018

JEAN PIAGET (1896-1980)

“L’intelligenza è ciò che usi quando non sai cosa fare”

Intelligenza= forma di adattamento all’ambiente (idea di origine darwiniana, in voga nella sua epoca)

Si occupa inizialmente di biologia (scrive un trattato a 11 anni) e di epistemologia (origini della conoscenza):

con BINET cerva di scoprire attraverso quali meccanismi i bni giungono alla conoscenza del mondo.

Inizialmente si occupa di come misurare l’intelligenza (cosa e quanto sa fare una persona) attraverso il

numero di risposte date ad un test. Tuttavia egli si interroga poi maggiormente sul processo dietro la

risposta, anche scorretta, non rilevabile dalla discriminazione giusto/sbagliato. Egli si accorse infatti che bni

della stessa età sbagliavano “allo stesso modo”: da qui pensò che esistessero dei modi di pensare

caratteristici a seconde delle età della vita.

vuole costruire una teoria generale sull’intelligenza.

FASI DELLO SVILUPPO DELLA TEORIA DI PIAGET

1. Studio dell’acquisizione dei concetti specifici; usa il colloquio clinico coi bni di 3-10 anni. Analizza,

ad esempio, il concetto di casualità. Esso si svolge attraverso domande poste ai bambini, dei quali si

ascolta la risposta, poi individua delle tappe del pensiero (per la causalità: inizialmente magico, poi

animistico e logico).

2. Organizzazione delle conoscenze specifiche del bno nella visione globale del suo sviluppo cognitivo.

Colloquio clinico e critico ed uso dei materiali

Secondo Piaget, la conoscenza non è innata, né dovuta solo a fattori esterni (EMPIRISMO). Il suo approccio

viene definito “ORGANISMICO”: l’individuo costruisce la conoscenza attivamente; infatti, passa da schemi

di pensiero (strutture psicologiche) più semplici a schemi più complessi, attraverso l’esperienza.

Il bno viene paragonato ad uno scienziato/esploratore (scopre le cose entrando in contatto diretto con

l’ambiente).

Le strutture del bno di arricchiscono solo in contatto con l’ambiente, poiché lo pone davanti a degli ostacoli.

sono

STRUTTURE (schemi) varianti, perché diventano più complesse.

FUNZIONI: i meccanismi che stanno alla base del cambiamento delle strutture sono sempre identici; si dice

quindi che sono invariati. Le funzioni in questione sono assimilazione e accomodamento. Attraverso questi

processi la struttura mentale si modifica in base alle richieste ambientali. 

ACCOMODAMENTO “Sistemare” gli schemi mentali di fronte ad una situazione inedita modificare gli

schemi a seconda di dati esterni. 

ASSIMILAZIONE Catalogazione di informazioni provenienti dall’esterno incorpora i dati esterni nei

propri schemi: tende alla conservazione.

I due movimenti hanno lo scopo di riportare l’organismo all’equilibrio.

Intelligenza: Caso particolare di adattamento all’ambiente. Si parla di adattamento quando tendiamo ad

adeguarci (adattarsi attivamente) alle richieste ambientali.

Esempi di assimilazione:

- Attivare la suzione prima davanti al seno materno e poi davanti al biberon: infatti il bno sa che un

oggetto di una forma del genere combinato alla suzione equivale a nutrimento.

Esempi di accomodamento:

- Attivare la suzione anche davanti al ciuccio (ricevere consolazione): la suzione viene arricchita di un

altro significato, ovvero (oltre al nutrimento) la consolazione.

- Ruotare il polso per riuscire a far passare un oggetto tra le sbarre: la bna sa così che si possono

portare a sé gli oggetti in più modi.

Davanti alla situazione nuova, tentiamo di assimilarla allo schema preesistente: questo può funzionare o

non funzionare. In caso di insuccesso si crea un disequilibrio tra il soggetto e l’ambiente, tale per cui gli

schemi del bno si modificano.

I meccanismi di accomodamento creano nel bno una gratificazione legata al successo dell’azione compiuta.

Lo sviluppo è un processo continuo dal punto di vista delle funzioni e discontinuo dal punto di vista delle

strutture.

Esistono 3 momenti in cui il bno cambia in larga parte i suoi schemi mentali (riorganizzazione mentale),

tanto che vengono chiamati “stadi”.

Gli stadi sono:

• Qualitativamente diversi

• Internamente coerenti: i

modelli di pensiero in

uno stadio sono

conformi allo stadio

stesso; quindi il bno non

può pensare in maniera

più evoluta o meno

evoluta. (in realtà non è

così: si è dimostrato ad

esempio che nello stadio

egocentrico di Piaget i

bni sono invece capaci di

empatia.) 09/04/2018

1.SENSO-MOTORIO (0-18/24 MESI)

I bni passano dall’essere da organismi riflessi ad organismi riflessivi (i primi mesi di vita sono dominati

dall’esecrazione dei riflessi involontari). I bni danno risposte intenzionali a secondo dalla relazione e dei

suoi scopi.

La conoscenza del mondo deriva dai sensi e dalle azioni sugli oggetti. Il bno conosce il mondo esterno ed

interno grazie ad un rapporto di percezione.

Non vi è una rappresentazione mentale interna degli oggetti, quando il bno diventerà capace di creare una

rappresentazione mentale dell’oggetto quello sarà, secondo Piaget, il momento in cui passera di stadio. (il

modo di ragionare cambia in maniera radicale)

Suddiviso in 6 sotto-stadi:

0-1 ESERCIZIO DEI RIFLESSI i bni non hanno intenzionalità nei loro movimenti

1-4 REAZIONI CIRCOLARI PRIMARIE i bni compiono azioni per caso e vengono catturati da cosa ottengono

dal movimento e se sono cose interessanti li ripetono. Nascono le prime abitudini e le azioni incentrate sul

corpo

[video bimba 2 mesi che tocca per sbaglio il giochino e vede che si muove, allora continua a toccarlo

intenzionalmente] è una reazione circolare

4-8 REAZIONI CIRCOLARI SECONDARIE i bni incominciano ad agire in maniera sempre più volontaria sugli

oggetti esterni. Si ha un’azione sugli oggetti esterni, studio della conseguenza dell’azione, si ha un

abbinamento di visione e prensione, si hanno delle imitazioni semplici. Principalmente rivolte al mondo

esterno.

[video stessa bimba ma a 7 mesi che tiene saldamente fermo il giochino e lo fa sbattere contro gli altri, è

più sicura del suo movimento, coordina la visione con la prensione, è più evidente l’intenzionalità e la

sperimentazione]

8-12 SCHEMI DI AZIONE INTELLIGENTI I bni metto insieme e coordinano più movimenti circolari, mezzi e

fini, si ha una sequenza di azioni per raggiungere uno scopo, tentativi di assimilazione dell’oggetto a schemi

posseduti. Capiscono utilità di alcune azioni. (es. bno che lascia un giocattolo per prenderne un altro)

12-18 REAZIONI CIRCOLARI TERZIARIE sono tentativi di variare alcune sequenze per vedere nuove

sequenze e reazioni, così facendo si comprendono nuovi eventi. Si introducono delle novità nelle azioni. Si

hanno delle operazioni e azioni complesse sugli oggetti.

18-24 PENSIERO SIMBOLICO si ha una rappresentazione mentale della realtà, si ha una permanenza

dell’oggetto e dell’azione. Ed esempio inizia ad usare il gioco simbolico (es. telecomando usato per far finta

di telefonare). Il bno inizia a pianificare un’azione in base a realtà immaginate.

[video che ci fa capire queste tappe: parte dagli studi di Piaget e si concentra sullo stadio senso motorio e

mostra tutti gli stadi dello sviluppo CERCARE SU YT]

LA CONQUISTA DELLA PERMANENZA DELL’OGGETTO.

Inizialmente quando un oggetto scompare dalla vista, il bno

perde rapidamente interesse.

Dal primo al quarto mese, alla scomparsa dell’oggetto il bno

guarda con più intensità nella direzione in cui è scomparso

l’oggetto, con attesa.

RICERCA DELL’OGGETTO NASCOSTO

Tra i 4 e 8 mesi il bno incomincia la ricerca attiva dell’oggetto parzialmente nascosto

Tra gli 8 e 12 mesi il bno cerca attivamente l’oggetto nascosto nel punto dov’è scomparso.

Tra i 12 e 18 mesi il bno cerca l’oggetto dove l’ha visto comparire l’ultima volta, tuttavia non è in grado di

immaginare movimenti che non ha visto direttamente.

Tra i 18 e 24 mesi il bno riesce a rappresentarsi mentalmente l’oggetto e riesce a trovarlo anche in seguito a

spostamenti invisibili a lui.

ESISTENZA CONTINUA DEGLIO OGGETTI, BOWER 1971

I bni di 3 mesi vengono messi in una

situazione in cui nel primo caso vedono

la palla, lo schermo la copra per un

momento e poi la scopre di nuovo.

Mentre ne secondo caso quando lo

schermo si risposta non rivedono la

palla, i bni rimangono stupiti di non

rivedere l’oggetto.

OCCLUSIONE DI UN OGGETTO I MOVIMENTO, BAILLARGEON 1991

Il bno di 5 mesi nell’ultimo riquadro rimane stupito dal fatto che la carota alta rimane visibile, quando

invece è abituato al fatto che scomparissero tutte dietro i riquadri.

ACQUISIZIONE INTORNO AI 2 ANNI

Comparsa delle nozioni di permanenza dell’oggetto, spazio, tempo e causalità.

Comparsa della rappresentazione.

Il bno può agire in un ambiente in cui gli oggetti hanno un’esistenza fisica, spaziale e temporale propria e

sono fonti di autonomia e causalità.

Il bno ricostruisce le cause quando sono presenti solo gli effetti e, viceversa, è in grado di prevedere gli

effetti di un oggetto come fonte potenziale di azioni.

Il bno percepisce anche il proprio corpo come un oggetto in mezzo agli altri, si ha una rappresentazione di

sé stesso e immagina i propri spostamenti nello spazio come se li vedesse dall’esterno.

CONQUISTE DELL STADIO SENSO-MOTORIO

Pattern RIGIDI di azione pattern FLESSIBILI di azione

Pattern ISOLATI di azione pattern COORDINATI di azione

Comportamento REATTIVO comportamento INTENZIONALE

Azioni MANIFESTE rappresentazioni MENTALI

2.PRE-OPERATORIO (2-7 ANNI) 

Il bno è in grado di utilizzare I SIMBOLI imitazione differita, gioco simbolico, linguaggio (schemi verbali

per rappresentare la realtà).

Si ha una prima esplosione del vocabolario

Non è ancora un periodo operatorio perché le azioni mentali non sono ancora sistematiche e coordinate fra

loro, viene considerato un solo aspetto alla volta del compito, non ci sono ancora operazioni mentali (azioni

interiorizzate)

OSTACOLI NELL’USO DELLE OPERAZIONI MENTALI

- Egocentrismo

- Animismo, i bni non sanno ben distinguere ciò che è vivo da ciò che non lo è

- Rigidità

- Ragionamento prelogico

L’EGOCENTRISMO

Cosa utilizza piaget per dire che i bni sono egocentrici a quell’età.

Percepire e pensare il mondo solo con la propria prospettiva esperimento tre montagne.

Incapacità di decentrarsi dalla propria visione 

Conseguenze negative sulla capacità di ragionare monologhi collettivi

Il bno guarda bene il plastico e a dipendenza dalla sua

posizione ad un altro bno vengono mostrate delle foto

deve scegliere quale foto indica la prospettiva del bno

vicino al plastico.

Fino a 7-8 anni i bni non sanno individuare la foto

giusta Piaget dice che i bni fino a 8 anni non sanno

mettersi nel punto di vista dell’altro.

Altro esperimento ASSUNZIONE PROSPETTIVA ALTRUI, HUGES, 1978

Vengono mostrate ai bni

dai 3 ai 5 anni.

Nel primo riquadro Il bno

disegnato deve scappare

dal poliziotto. In quale

quadrante deve mettersi

per non farsi vedere dal

poliziotto.

Nel secondo riquadro

abbiamo 2 poliziotti. Stessa

richiesta.

I bni danno quasi sempre la risposta giusta, perché gli viene richiesto un concetto più spesso già utilizzato, a

differenza da quello delle montagne. 

L’ambito linguistico è un altro ambito che rende evidente l’egocentrismo del bno monologhi collettivi.

Es. i bni di 3-4 anni non costruiscono un dialogo, sono tanti monologhi assieme, ogni bno parla per sé.

Essendo un linguaggio un prodotto del pensiero, ed essendo il pensiero in una fase egocentrica anche il

linguaggio riflette questa fase.

Invece per costruire un dialogo vero proprio è necessario il decentramento. Si adatta il proprio modo di

parlare al contesto (o all’interlocutore che si ha davanti).

Però il bno cambia il tono con cui parla in base a chi è il suo interlocutore (es. fratellino/genitore)

10/04/2018

ANIMISMO

Altra caratteristica della fase pre-operatoria. È la tendenza ad estendere le caratteristiche degli organismi

viventi anche agli esseri inanimati. I bni di questa età hanno ancora un pensiero molto rigido.

Il bno è incapace di distinguere gli oggetti inanimati dagli esseri viventi. I bni da piccoli pensano che il

mondo attorno a loro che sia animato, ciò deriva anche dal fatto che non riescono a distinguere il mondo

esterno da quello interiore.

Grazie a vari colloqui clinici Piaget ha capito che crescendo si ha una graduale distinzione:

- Ogni oggetto è animato e cosciente

- Solo le cose che si muovono sono animate

- Sono animate solo le cose con moto spontaneo

- Animali ed esseri umani sono animati 

In questa fase si è dominati anche dall’artificialismo le montagne, i laghi ecc… sono stati costruiti

dall’uomo.

Finalismo le cose esisto perché hanno una finalità (es. l’erba cresce sennò le mucche non possono

mangiare)

RIGIDITA’ DI PENSIERO

Si manifesta in diversi modi:

- IRREVERSIBILITA’, tendenza a pensare agli oggetti ed eventi nell’ordine in cui sono stati

originariamente sperimentati. I bni non riescono a invertire mentalmente le sequenze, mi rende

difficile capire che se qualcosa cambia nel suo aspetto esteriore non ne cambia la sua sostanza il

pensiero è ancora dominato dalla percezione.

Il dato percettivo domina su quello mentale.

Il bno non è in grado di annullare gli effetti di una azione mentale attraverso l’esecuzione di un’altra

azione mentale ad essa opposta.

- DIFFICOLTA’ AD ADATTARSI AL CAMBIAMENTO NELL’ASPETTO, non si ha la costanza dell’identità, il

loro pensiero sembra dominato da un tratto percettivo irrilevante, che non riescono ad ignorare

(es. cane con la maschera del gatto per il bno è un gatto).

RAGIONAMENTO PRELOGICO 

Il ragionamento del bno non è ancora logico il bno non sa compiere né induzione, né deduzioni: si hanno

dei ragionamenti TRASUTTIVI, cioè tendono a vedere una relazione causale che non esiste tra due elementi

concreti solo perché i due elementi si verificano insieme, oppure invertono causa ed effetto.

Fanno associazione di due elementi cercando di legarli, ma magari questi elementi non hanno nulla in

comune.

Ciò ostacola l’acquisizione di alcune nozioni fondamentali, che fanno parte del pensiero logico, tra cui

quelle di CONSERVAZIONE cioè la comprensione che le caratteristiche di base della materia non vengono

modificate da cambiamenti nel loro aspetto esteriore.

[video esperimento di Piaget sulla

conservazione della massa, due

palle di plastilina uguali, una viene

schiacciata a formare un tubo. Poi

viene chiesto in quale delle due

forme c’è più plastilina e la

bambina indica il tubo, poiché non

utilizza il pensiero logici, utilizza

schemi mentali pre-logici dominati

dalla percezione]

[VIDEO DI VARI BAMBINI SU COME RISOLVONO I LORO COMBITI IN BASE AL SESSO E ALL’ETA]

ESPERIMENTO: a pag 113

Principio di Conservazione: elemento necessario per passare dallo stadio pre-operatorio a quello

operatorio.

Piaget fa un esperimento con l’acqua travasata nei bicchieri per capire se i bambini hanno o no il principio

di conservazione.

Principio di classificazione: esperimento delle macchinine. I bambini devono considerare

contemporaneamente il colore e l’essere oggetto macchina (l’oggetto fa parte di due categorie diverse

contemporaneamente.

Mettere in ordine le aste di diversa lunghezza. Poi inserire altre 9 aste al posto giusto. Questo vuol dire

considerare che un’asticella ha due proprietà diverse: essere più lunga di quella precedente è più corta di

quella seguente

Concetto di numerazione: su un tavolo 10 bottiglie e davanti a queste 10 bicchieri in fila. Poi riunire i

bicchieri in un mucchio. Spesso i bni dicono che sono di più le bottiglie. Il riconoscere il numero

indipendentemente dalla disposizione è un fattore logico, che arriva dopo la fase pre- operatoria, dove il

criterio dominante di riconoscimento è la percezione visiva.

Video di due esperimenti

Stefano (5 anni): la ricercatrice prende due bicchieri uguali e li riempie con lo stesso livello di acqua. Poi

cambia bicchiere e il bno dice che è la stessa acqua perché “l’ha vista versare”. Poi ric. chiede come deve

fare per avere nel bicchiere di prima la stessa acqua. Il bno dice che nel nuovo bicchiere ce n’è di più perché

è più alto.

Federica (7 anni): la ricercatrice chiede di fare le stesse cose che ha fatto il fratello minore. La bna spiega

perché ha fato le sue scelte. Risponde che bicchieri e cucchiai sono uguali di numero anche dopo averli

uniti. Anche i gettoni blu e quelli rossi sono uguali. Acqua nel bicchiere e pasta sono uguali e spiega anche

perché.

Sembra che Stefano non abbia ancora superato la fase pre-operatoria o logica e sia ancora ancorato a

deduzioni visive (più alto, più grande...) mentre la bna che è più grande ha superato lo stadio. 11/04/2018

Le differenze di ragionamento tra i bambini sono (riguardo i video precedenti):

• La bambina dà giustificazioni per quello che fa

• La bambina si approccia alla ricercatrice come fosse un’insegnante, infatti si preoccupa di dare una

risposta sensata e giusta, nonché di apparire competente per compiacere l’interlocutrice

• Il bambino basa le sue osservazioni sul dato percettivo*, mentre la bambina usa la logica; ad

esempio, nell’esperimento del numero uguale di bicchieri e cucchiai, quando questi vengono

raggruppati

• La bambina è in grado di ragionare in termini di reversibilità

• Quando il bambino deve inserire delle nuove asticelle nel compito di seriazione, ricomincia il

lavoro: la rigidità del pensiero non gli permette di pensare a “posizioni intermedie”

*l’uso prevalente del dato percettivo per operare delle deduzioni caratterizza lo stadio preoperatorio.

L’utilizzo delle categorie logiche segna il passaggio allo stadio successivo.

3.OPERATORIO CONCRETO (7-11 ANNI)

Hanno la capacità di decentrarsi dal proprio punto di vista, in aspetti cognitivi più complessi.

Il pensiero viene organizzato in operazioni mentali, che permettono al bno di formulare ipotesi e di

conseguenza di concettualizzare la reversibilità

OPERAZIONI MENTALI forme interiorizzate di azioni precedentemente sperimentate sul mondo fisico,

sono caratterizzate dalla REVERSIBILITA’, ciò la possibilità di annullare l’effetto di un’azione mentale

eseguendone un’altra.

Tuttavia i ragionamenti devono essere ancora accompagnati da esperienze concrete, per cui non si può

ancora parlare di pensiero astratto.

Le operazioni sono CONCRETE, vincolate a casi concreti e specifici di cui si fa esperienza diretta.

ACQUISIZIONI NELLO STADIO OPERATORIO CONCRETO

Seriazione organizzare mentalmente degli elementi in base a determinati criteri. Possibilità di compiere

inferenze transitive legate all’esperienza concreta.

Classificazione classificare degli oggetti in gruppi basandosi su certi criteri, individuando le relazioni fra

gruppi. 

Numero idea più matura del numero e della sua invariabilità

Conservazione di volume, lunghezza, numero, dimensione e massa

Si passa dalla dipendenza dalla percezione alla dipendenza dalla logica.

4.FORMALE (11 ANNI)

Il pensiero è al massimo livello in cui il soggetto riesce a condurre ragionamenti corretti senza la necessità

di partire da un dato di esperienza e di verificare il ragionamento attraverso un dato di esperienza

AQUISIZIONI

In questa fase il ragionamento è slegato dai dati visibili. Si acquisiscono capacità di:

• 

Ragionamento sulle astrazioni capacità di ragionare sulle cose mai sperimentate direttamente.

• 

Applicare la logica capacità di prendere una proposizione generica e calcolare le conseguenze

sulla base “se-allora”.

• 

Problem solving capacità di costruire ipotesi, elaborare mentalmente risultati e prospettare

varie soluzioni possibili prima di sottoporle a verifica

Questa capacità sono alla base del pensiero ipotetico-deduttivo e probabilistico.

CONTRIBUI IMPORTANTI A LIVELLO SCIENTIFICO

I principali contributi di Piaget a livello scientifico sono:

- Scoperta che il pensiero del bno è diverso da quello dell’adulto

- Lo sviluppo cognitivo ha inizio dalla nascita ed è continuo

- Rulo attivo del bno nell’apprendimento

- Vi sono differenti percorsi che possono portare ad indagare lo sviluppo cognitivo dei bni.

CONTRINUTI IMPORTANTI A LIVELLO QUOTIDIANO

Implicazioni educative:

- Coinvolgimento attivo

- Apprendere facendo

- Costruire un ambiente stimolante per favorire una costruzione autonoma della conoscenza

- Adattamento dei compiti al livello cognitivo del bno.

Nella vita quotidiana:

- A 4-5 anni uso di “espedienti magici” (bambola magica che ci aiuta a sopportare il dolore);

attenzione a tazze e bicchieri della stessa forma; fascino irresistibile nei travestimenti.

- A 8-9 anni fascino per scacchi, calcio o per la collezione di oggetti

- Adolescenza condurre una discussione su un tema astratto o lontano dall’esperienza portando

diverse argomentazioni o opinioni personali.

CRITICHE

Pessimismo nella valutazione delle abilità dei bni. Alcune abilità vengono acquisite prima se valutate con

 

altri metodi come: BOWER ricerca visiva dell’oggetto nascosto a 3 mesi, MCGARIGLE E DONALDSON

conservazione del numero a 4 anni.

Metodo che subisce l’influenza dell’ambiente socio-culturale, del linguaggio e della familiarità dei compiti.

Sviluppo a Stadi esiste un’età definita in cui “scatta” un cambiamento qualitativo nel funzionamento

cognitivo?

ASPETTI CRITICI DELLA TEORIA PIAGETIANA

Critiche di MARGARET DONALDSON: prove del pensiero egocentrico coi bni di età pre-scolare:

- Ruolo del linguaggio

- Prove ecologicamente poco valide 

- Sviluppo del dominio generale o dominio specifico? assunzione del punto di vista degli altri ha

sviluppo diverso e graduale a seconda dell’ambito considerato.

FISHER E FAVELL: esistono sequenze universali, ma stadi non strutture globali e coerenti. 17/04/2018

LA TEORIA DELLO SVILUPPO SOCIOCOGNITIVO DI VYGOTSKIJ

[Lettura del dialogo della bna in ospedale, la bna che risponde al muro attua un processo di costruzione

della conoscenza. Cerca di far rientrare nel nuovo schema le conoscenze che già possiede. Questo è un

esempio di costruttivismo]

[lettura dialogo di madre e figlio che vanno a fare la spesa]

SOCIOCOSTRUTTIVISMO

È un tipo di costruttivismo che coinvolge l’interazione sociale, fattore che mi permette di migliorare le

competenze a livello cognitivo. Questo è il tipo di costruttivismo di Vygotskij e Bruner. V. dice che è

proprio nell’interazioni che nascono le competenze, diversamente da Piaget che pensa che le relazioni

servono solo a sostenere assimilazione ed accomodamento (operazioni che il bno fa spontaneamente.

LEV VYGOTSKIJ 1896-1934

Nasce in Russia lo stesso anno di Piaget, V. da giovane è interessato all’area umanistica, alla letteratura

ed alla psicologia.

Pensa che il CONTESTO in tutte le sue sfaccettature sia fondamentale.

La relazione tra bno e contesto è luogo di sviluppo.

Il bno è considerato all’interno della cultura dominante a cui appartiene.

Gli stimoli presenti nell’ambiente stimolano lo sviluppo.

La psicologia deve indagare la tensione tra bno e società (equilibrio o no?)

LA TEORIA

Le funzioni intellettuali superiori emergono dalle esperienze sociali. 

Per Piaget l’ambiente è solo quello fisico, mentre per Vygotskij è TUTTO quello che il bno incontra

AMBIENTE SOCIALIE, inteso sia come cultura che interazioni

LO SVILUPPO UMANO

Può essere suddiviso in 3 diversi livelli:

1) LIVELLO CULTURALE le nostre conoscenze nascono dalle persone con cui interagiamo, che

possiedono un contesto culturale tramandato dalle generazioni precedenti.

Gli strumenti culturali sono tutto il corredo culturale del contesto di riferimento e ci aiutano ad

adattarci alla realtà, vengono sviluppati da ogni società e sono tramandati da generazione in

generazione.

(gli strumenti tecnologici e psicologici esercitano la loro influenza in maniera congiunta)

Esistono due tipi di strumenti culturali:

1. Strumenti materiali e tecnologici (computer)

2. Strumenti concettuali o psicologici (linguaggio)

2) LIVELLO INTERPERSONALE lo sviluppo cognitivo è il risultato delle interazioni tra le persone. Il

bno deve riconoscere nell’adulto una figura alla quale fare riferimento. Quando si presenta una

situazione nuova si ha un problema. Vengono messi in atto delle strategie di problem solving che

successivamente vengono interiorizzati. Queste sono tutte competenze acquisite per rinunciare a

risolvere i problemi da soli.

3) LIVELLO INDIVIDUALE Piaget ha più approfondito il tema, mentre V. ha più studiato l’aspetto

interpersonale per questo la sua teoria prende il nome di COSTRUTTIVISMO SOCIALE o SOCIO-

COSTRUTTIVISMO, il bno non è solo attivo nello sviluppo delle proprie conoscenze, ma non

costruisce da solo, il risultato si ottiene grazie all’interazione con persone più “esperte”

LEGGE DELLO SVILUPPO DELLE FUNZIONI PSICHICHE SUPERIORI

V. presenta la teoria concentrandosi soprattutto sul livello interdividuale.

Le capacità superiori compaiono prima nell’INTERAZIONE con gli altri, le competenze acquisite grazie

all’aiuto dell’altro vengono successivamente INTERIORIZZATE e compaiono a livello INTRAINDIVIDUALE.

Questo garantisce il passaggio generazionale, quindi abbiamo un passaggio di ETEROREGOLAZIONE o

AUTOREGOLAZIONE.

Le interazioni sociali formano IL CONTESTO PRIMARIO nel quale il bno viene avviato alle modalità di

pensiero più mature presenti in ogni società.

La metafora: il bno è apprendista, cioè apprende le cose da qualcuno che lo sa già fare (e lo fa da tanto

tempo)

ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE

È il concetto unificatore di tutta la sua teoria, supportato da pochi dati empirici (studi successivi).

L’apprendimento avviene nella relazione, quindi l’insegnante deve capire come far passare al meglio le

informazioni. C’è un limite tra quello che il bno sa già fare da solo e quello che non è ancora pronto per

imparare e quindi deve fare insieme ad un altro; questa è la ZPS, cioè una base di partenza per stimolare un

apprendimento efficacie.

La ZSP definisce i limiti cognitivi entro cui l’insegnamento può considerarsi efficace.

Questo cambia il modo di valutare l’intelligenza. Il test del QI non dice qual è la zona prossimale.

Sono stati quindi elaborati degli strumenti per valutare l’intelligenza in modo più DINAMICO potenziale

di apprendimento

La ZSP è soggettiva per ogni bno

Il lavoro all’interno della ZPS è suddivisa in 3 fasi:

1. La prestazione è controllata dall’adulto

2. La prestazione è controllata dal bno

3. La prestazione è autogestita 18/04/2018

BARBARA ROGOFF PARTECIPAZIONE GUIDATA

Studia la ZPS e parla della PARTECIPAZIONE GUIDATA tra bno e adulto, tra i quali ci deve essere reciprocità.

Definisce ciò che accade nella zona di sviluppo prossimale.

RECIPROCITA’ BNO/APPRENDISTA È una procedura grazie alla quale gli adulti aiutano i bni ad acquisire

varie conoscenze mediante la collaborazione in situazioni di problem-solving e in una vasta gamma di

interazioni casuali e informali.

LO SCAFFOLDING: WOOD E BRUNER

È il processo grazie al quale gli adulti offrono aiuto a un bno nell’attività e adattano sia il tipo sia la qualità

d’aiuto al livello del bno.

L’IMPALCATURA fornita dall’adulto serve a compensare il dislivello tra le abilità richieste dal compito, e gli

permette di realizzare completamente il compito e di progredire ad un livello più avanzato.

IL TUTORING EFFICACE ROGOFF 1990

1. Il tutor crea un ponte tra conoscenza e abilità possedute dall’apprendista e richieste del compito

2. Il tutor fornisce aiuto e sostegno nel contesto dell’attività dell’apprendista, potenziando la capacità

di quest’ultimo di risolvere il problema

3. Le azioni del tutor garantiscono il ruolo attivo dell’apprendista nella soluzione del problema,

contribuendo al raggiungimento di un esito positivo

4. Un’efficace assistenza comprende il trasferimento di responsabilità dal tutor all’apprendista

Il successo dell’azione dell’adulto dipende dalla sensibilità dell’adulto, dalla capacità del bno di sfruttare

l’aiuto ricevuto e dal tipo di relazione fra adulto e bno (legame di attaccamento)

I PARI COME TUTOR?

il

Vygotskij modello del tutor/apprendista (esperto/novizio) può presentarsi in molteplici varianti:

genitore/figlio, insegnante/allievo, bno esperto/bno inesperto.

In tutte esiste ASSIMETRIA di ruoli, i bni traggono vantaggio (imparano) dalla guida di un compagno anche

di poco più esperto, e come gli adulti i bni-tutor devono adottare strategie efficaci.

In ambito scolastico tali possibilità vengono utilizzate nell’apprendimento collaborativo e nel tutoring tra

pari.

CONTRIBUTI DI VYGOTSKIJ

- Da importanza al contesto socio-culturale. 

- Spiega la natura del contesto e del modo in cui influenza lo sviluppo CONTESTO MULTISTRATO

- Stimola la ricerca empirica successiva

- Influenza l’approccio ecologico di Bronfebrenner e la psicologia culturale (Rogoff e Cole)

PUNTI DEBOLI DELLA TEORIA DI V

Vari punti della teoria sono rimasti vaghi e indefiniti:

- Viene trascurato il contributo del singolo bambino

- Viene trascurata la questione dell’età

- Vengono trascurati gli aspetti emotivi 23/04/2018

IL LINGUAGGIO

NASCITA DEL LINGUAGGIO

Imparare a capire e a parlare una lingua è un’impresa straordinariamente complessa. Per comprenderne la

portata occorre esaminare quali siano i requisiti perché un sistema di comunicazione possa essere

considerato “linguaggio”.

Le basi della lingua madre si acquisiscono in fretta.

Il linguaggio degli animali è stato studiato in molte forme, ma quello degli umani è quello che viene

considerato il più complesso di tutti

[esempio linguaggio delle api con video “la danza delle api”]

REQUISITI DEL LINGUAGGIO

Affinché un sistema di comunicazione possa essere considerato “linguaggio” occorre che abbia:

1. SEMANTICITA’ rappresentare simbolicamente oggetti, eventi, stati emotivi, concetti astratti;

2. DISLOCAZIONE riferirsi al passato e al futuro, oltre che al presente;

3. PRODUTTIVITA’ il parlante deve essere in grado di comprendere frasi nuove, mai sentite prima, e

produrre con il repertorio circoscritto di suoni e vocaboli specifici della sua lingua, un numero

potenzialmente infinito di messaggi. Non usiamo le forme comunicative già utilizzate in modo

standard e ripetitivo 

4. ADESIONE A REGOLE la produzione deve rispettare le regole rigide ed arbitrarie accettate per

convenzione sociale.

1.MATURAZIONE O APPRENDIMENTO?

Quanto contano i fattori genetici o la maturazione del cervello o l’apprendimento per lo sviluppo

linguistico?

SKINNER TEORIA COMPORTAMENTISTA 1957, più vicino alle teorie ambientali.

CHOMSKY TEORIA DELLA LINGUISTICA GENERATIVA 1965

LA TRADIZIONE COMPORTAMENTISTA (skinner)

Secondo questa prospettiva per la comparsa del linguaggio sarebbero determinanti l’esperienza e

l’apprendimento.

Il comportamento verbale, al pari di qualunque altro comportamento, se viene rinforzato tende a

ripresentarsi e a permanere

Processo associativo: suoni-oggetti (chiamo l’oggetto col suo nome), rinforzo degli adulti (quando dicono

mamma o papa e vengono rinforzati con complimenti ecc..), efficacia dell’uso (se il bno si rende conto che

più pronunciano bene le parole più ottengono ciò che vogliono sono incentivati ad usare le parole per

comunicare)

LIMITI DEL MODELLO COMPORTAMENTISTA

Se ci fermassimo solo al processo associativo avremmo una sottostima dell’aspetto creativo del linguaggio,

sin da quando il bno inizia a parlare è in grado di formulare espressioni originali e diverse (parole

inventate).

Ipotesi alla base della capacità infantile di acquisire la propria lingua vi sia una facoltà menale secifica

inscritta nel patrimonio genetico della specie umana

LA LINGUISTICA GENERATIVA (chomsky)

Alla base di questa teoria c’è la considerazione di una facoltà basilare del linguaggio: LA SINTASSI

Le regole sintattiche governano la corretta relazione tra le parole 

Consentono di trasformare una forma-base in nuove proposizioni Maria accarezza la bambola – la

bambola è accarezzata da Maria

Implicitamente noi siamo predisposti a cogliere tutte queste regole della costruzione delle frasi, e ciò ci

permette di imparare a parlare una determinata lingua.

LAD

Dispositivo mentale di cui siamo dotati che ci permette di filtrare le info ascoltando le persone che parlano,

ci permette di capire e produrre delle frasi.

Abbiamo una certa età in cui siamo maturi per produrre linguaggio.

Caratteristiche del LAD:

- È preposto a consentire la comprensione e la produzione di frasi, indipendentemente dalla

specificità delle varie lingue.

- È indipendente dai meccanismi di apprendimento (es. imitazione, associazione)

Infatti la lingua madre di acquisisce ad una data età prefissata (troppo rigido)

Si parla precocemente e rapidamente anche se l’offerta della stimolazione linguistica è diversa.

ALCUNE PROVE A FAVORE DEL LAD

Ipercorrettismo o Sovrageneralizzazione della regola.

Io colgo che ci sono regolarità n ciò che le persone dicono (es so che borsa diventa borse, è femminile, ma

nessuno me l’ha detto)

[video bna che dice “stuzzicadenti”, singolare “stuzzocadento”]

PUNTI CRTITICI DELLA LINGUISTICA GENERATIVA

Non si attribuisce importanza al rapporto tra linguaggio e pensiero e attività cognitive.


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58

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AUTORE

nico9898

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze della formazione primaria
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nico9898 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Farina Eleonora.

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