Estratto del documento

Modalità esame e preappello

Modalità esame: domande 40 risp multipla + 2 aperte, senno c’è il preapello con 5/6 domande su quello che si è fatto in classe, delle 5/6 né si devono scegliere 2, l’orale è sui testi a scelta.

Esercitazione

Lavori che si fanno assieme in aula + lavori in piccoli gruppi da fare + esercitazioni in sostituzione del libro. Preappello + esercitazioni orale solo per accettare il voto 05/03/2018.

Psicologia dello sviluppo

Si parla di ciclo di vita, e non di età evolutiva. Lo sviluppo avviene per tutta la vita, ciò può esser vero per alcuni aspetti. (Anche se è iniziata la decadenza fisica, possiamo essere in fase di sviluppo, poiché noi cambiamo in tutto il nostro corso della vita).

Che cos'è la psicologia dello sviluppo?

Sviluppo: insieme di processi grazie ai quali gli organismi crescono e cambiano nel corso della loro vita. Quando parliamo di sviluppo parliamo di qualcosa che cambia. Questi processi sono molti e diversi, e non danno luogo allo stesso cambiamento negli individui. I processi possono essere di due tipi: maturazione e apprendimento.

Maturazione

Mutamenti biologici del nostro corpo (es. la maturazione del cervello permette lo sviluppo di processi psicologici come la concentrazione, il problem solving e la comprensione della mente di altri), abbiamo meno potere di modifica e cambiamento.

Apprendimento

Mutamenti relativamente permanenti nel comportamento, nei pensieri, nei sentimenti. (Es. lo sviluppo fisico è necessario per aver successo nello sport, ma è necessario anche un training e molta pratica).

La psicologia dello sviluppo è lo studio scientifico dei mutamenti degli individui nel corso della loro esistenza, ha l’obiettivo di: descrivere (descrivo ciò che succede), spiegare (cercare di capire le cause, le conseguenze e le interazioni di questi cambiamenti che descriviamo) ed ottimizzare lo sviluppo (cioè porre le condizioni migliori per uno sviluppo migliore). C’è bisogno di capire quali atteggiamenti non ottimizzano lo sviluppo e quali sì, capire i modi di ragionare (abbiamo informazioni maggiori per migliorare il nostro lavoro).

Psicologia positiva

Branca nata nel 2000 che si interroga sulle cause del benessere.

Determinismo vs probabilismo

Nell'800 abbiamo la nascita della Psicologia: c’era la necessità di affrancarsi da religione e filosofia → studio scientifico dell’uomo, usiamo i modelli della Fisica (che venivano definiti unicasuali e deterministici, si cercava LA causa e quello che determina) → ricerca della causa del comportamento e dello sviluppo nell’ambiente (comportamentismo) o nei fattori biologici (psicoanalisi). La psicologia ragiona come la fisica, si cerca una causa che determina. Es. l’ambiente mi dà degli stimoli a cui io reagisco.

Nel '900 ci si rende conto che il modello precedente era troppo semplicistico, scienze fisiche: modelli probabilistici multicausali, si hanno reciproche modificazioni ed interazioni delle variabili lungo il tempo. Si indaga in modo più allargato sui fattori che interagendo assieme portano allo sviluppo di una certa azione o di un certo comportamento.

In Psicologia: studio del funzionamento cognitivo, si ha un ruolo attivo della mente che riorganizza le proprie relazioni con ambiente ed organismo (cognitivismo); si ha lo studio della relazione reciproca fra persona ed ambiente (prospettiva interazionista e sistematica, teorie ecologiche). Il Cognitivismo aggiunge a tutto il processo il modo in cui noi lo interpretiamo, la mente delle persone ha un ruolo attivo in questa interpretazione, condizionata in base a delle variabili che poi mi permettono di sviluppare una risposta a questi stimoli. 06/03/2018.

Le formazione delle principali scuole ('900)

Comportamentismo

Deriva dalla teoria dell’apprendimento di Pavlov (condizionamento classico). La scuola comportamentista è quella che dà molta importanza all’ambiente. Watson (datemi un bambino ed io lo plasmerò) fiducia estrema nelle potenzialità di apprendimento mediante l’esperienza, che da un lato la si interpreta come una passività, dall’altro c’è anche una sorta di ottimismo poiché possiamo diventare ciò che vogliamo. Possibilità di acquisire un comportamento attraverso esercizi o opportuni stimoli. L’individuo è docile e plasmabile.

Sviluppi del comportamentismo

Skinner (teoria del rinforzo) inizia a farsi strada lo stimolo rinforzato dalla relazione con l’altro; Bandura l’apprendimento avviene anche come imitazione, osservando (apprendimento osservativo e teoria socio-cognitiva). Questa scuola pone enfasi sui processi ambientali, cause del nostro mutare nell’ambiente.

Psicoanalisi

Freud si concentra sui fattori interni, il comportamento è determinato da forze psichiche consapevoli e inconsce, come le pulsioni interne. Usa il cambiamento del tipo di impulso interno per definire le fasi di sviluppo (orale 12-18 mesi, anale 12-18 ai 24-30 mesi, fallica 3-6 anni, latenza 6-7-11 anni, genitale adolescenza).

La sintesi moderna

È un tentativo di conciliare aspetti del comportamentismo e della psicoanalisi. Bruner considerava Piaget la sua mano destra, mentre Vigovskij la sinistra.

Patrimonio genetico vs. ambiente

Fattori genetici: delineano l’ambito delle potenzialità di sviluppo di un individuo, ma non la sua particolare realizzazione. I fattori genetici determinano certi ambiti di sviluppo. Ci sono stati vari studi che analizzavano il peso dei due fattori, e si è arrivato a dire che sono collegati. A varie età le condizioni biologiche pongono un limite massimo al livello di prestazione che il bambino può dare → la realizzazione delle potenzialità è legata all’esperienza e all’ambiente. Lo sviluppo biologico pone un limite al nostro sviluppo (es. celebrale), questi limiti ci contraddistinguono come specie, altri limiti invece ci definiscono nella nostra crescita.

L’esperienza e la pratica influenzano a loro volta la maturazione neurofisiologica (es. sinapsi). L’apprendimento strutturato o meno influenza il nostro modo di svilupparci e sulla maturazione neurofisiologica. Per anni si è parlato di “periodi critici” per l’acquisizione di certe competenze, ma talvolta si allargava l’arco temporale di questo periodo e si è andato a definirlo “periodo sensibile”, ci sono periodi in cui siamo maggiormente predisposti a sviluppare queste competenze.

Periodo critico → periodo sensibile

Il periodo sensibile ci dà l’idea di come l’ambiente ci influenza, in un ambiente favorevole l’apprendimento sarà ottimale.

Sintesi

Dalla psicologia dell'età evolutiva alla psicologia dello sviluppo

Età evolutiva: ad una fase di evoluzione (infanzia) seguono una fase di stabilità (età adulta) e una fase di involuzione (età senile) metafora dell’arco della vita. Adulto = riferimento normativo. Si ha poi un cambiamento di prospettiva:

L’età adulta: non è un periodo di stabilità; possibili nuovi apprendimenti; non si raggiunge uno sviluppo ottimale. Lo sviluppo non si ferma più all’età adulta, si può continuare ad apprendere cose nuove, imparare ad adattarsi all’ambiente. L’età adulta non è la tappa del raggiungimento dello sviluppo ottimale.

L’età senile: grazie alla plasticità neuronale sono possibili nuove acquisizioni e nuovi apprendimenti, ciò ci permette di cambiare.

L’età evolutiva: (in senso stretto) ruolo attivo del bambino dalla nascita → percorso non lineare. I bambini interagiscono in modo attivo con l’ambiente e con le persone, il loro percorso di sviluppo non è lineare.

I "ferri del mestiere": metodi di ricerca in psicologia dello sviluppo

Nel lavoro coi bambini ci vuole una mentalità di ricerca perché altrimenti non ho gli strumenti per valutare e verificare. Ci dà un approccio scientifico da utilizzare anche in classe. Ci sono dei modi di pensare e ragionare che non sono scientificamente basati su scienze rigorose che possono dare impressioni fuorvianti. Es. il bambino di 2-3 anni che conta, dobbiamo capire se ha un pensiero sul concetto di quantità/numero o solo una cantilena.

Intorno ai 6 mesi il bambino comincia a ripetere dei suoni che sente, che sono suoni familiari (lallazione), “mamma” “papa”, il bambino comincia ad abbinare ad un suono un significato intorno al primo anno di età. Dobbiamo trovare degli elementi che possiamo usare per argomentare la nostra te, che non siano fuorvianti.

Esempio ricerca degli anni '70 (Meltzoff e Moore 1977)

“I neonati sono in grado di imitare?”, all’inizio si dissero di sì, poi misero in piedi uno studio per verificare se l’ipotesi fosse sensata o no. Venne chiesto ai neogenitori di fare delle espressioni molto evidenti ai loro neonati di 36 ore. Il neonato dopo un po' di volte che vedeva l’adulto proporre queste espressioni cercava di riproporle. Se posti nelle condizioni giuste questi neonati, inconsapevolmente, reagivano imitando le espressioni dei genitori. I neuroni si attivano a fanno muovere i muscoli facciali. Tutto ciò confermò la loro ipotesi, ma per far questo costruirono un disegno di ricerca corrispondente a determinati criteri.

La ricerca scientifica ha bisogno di un paziente lavoro di analisi e verifica che richiede:

  • Interrogativi chiaramente formulati con ipotesi
  • Disegni di ricerca e strumenti di analisi rigorosi (fasi e strumenti che utilizzo per rispondere agli interrogativi)
  • Verificabilità
  • Replicabilità (devo creare delle condizioni per cui in una comunità scientifica, essa può essere reperibile anche da altri)

Il metodo sperimentale

Ho due variabili: dipendente (effetto), indipendente (causa). Scopo: spiegare una relazione causa/effetto fa 2 o più fenomeni. Modalità: introdurre alcune variazioni intenzionali e di controllarne sistematicamente esperimento→ gli effetti manipolazione della variabilità indipendente.

Bandura fa degli esperimenti sull’aggressività e sull’imitazione. La sua ipotesi fu positiva, per provarlo mostro ad alcuni bambini un filmato in cui un adulto maltratta un manichino, poi lascia i bambini che hanno visto il video soli in una stanza con questo manichino e nota che i bambini iniziano a picchiare il manichino, mentre quelli che non l’hanno visto non lo fanno.

Il gruppo che lo vede: gruppo sperimentale. Il gruppo che non lo vede: gruppo di controllo. Il gruppo di controllo serve a controllare che l’effetto sulla variabile dipendente (il comportamento) dipende la variabile indipendente (il video). L’esperimento dimostra che i bambini apprendono comportamenti aggressivi attraverso la semplice osservazione degli altri.

Controllare la validità dell'esperimento

  • Validità interna: quanto il risultato della ricerca è valido rispetto alle ipotesi, ovvero se esiste una relazione causale tra variabili; minimizzare l’effetto dei fattori interveniente controllare ambiente, momento, materiale, prove.
  • Validità esterna: i risultati sono generalizzabili a individui e contesti diversi da quelli considerati.
  • Validità di costrutto: base teorica fondata, coerenza tra risultati ottenuti e la teoria alla base della ricerca → i risultati possono essere spiegati da teorie diverse? Definire bene l’oggetto dell’indagine.
  • Validità ecologica: corrispondenza tra realtà esposta a verifica empirica e quella a cui i risultati dovrebbero essere generalizzati controllare l’artificiosità dell’ambiente (es. bambini che giocano a scuola o in un laboratorio).

Negli studi di Harlow, importanti per la comprensione di alcuni aspetti sociali umani, hanno avuto alla base variabili che eticamente non potevano essere isolati. Es. isolò dei cuccioli di scimmia per molto tempo, e poi li faccio rientrare nel loro contesto sociale per la prima volta. Le scimmie impazzivano, molte morivano perché non sapevano sopravvivere visto che venivano nutriti regolarmente.

Metodo quasi sperimentale

Scopo: spiegare la relazione causa/effetto tra due fenomeni. Il quasi esperimento non raggiunge la validità interna degli esperimenti veri e propri. Modalità: utilizzo le condizioni così come si presentano in natura per valutare gli effetti sullo sviluppo. La variabile indipendente non può essere manipolata. (Es. sviluppo del linguaggio nei bambini nati pretermine o no) 07/03/2018. Nel quasi esperimento osservo le variabili che non ho manipolato su altre variabili. Esempio: correlazione tra abuso infantile e capacità di apprendimento. Come si può verificare/falsificare l’ipotesi? Variabile indipendente: Abuso. Gruppo sperimentale: bambini vittime di abuso. Gruppo controllo: bambini non vittime. Però devo avere degli elementi correlativi: età, maschi e femmine nello stesso numero, stesso numero di componenti, insomma devo controllare la maggior parte delle macro variabili. Ora devo osservarli nel processo di apprendimento, però in qualcosa di specifico (es. capacità di memoria/capacità di comprensione dei testi), se i due gruppi hanno caratteristiche significativamente diverse, allora posso dire con molta probabilità che l’essere vittima di abuso può avere influenze negative (solo se sono significativamente diversi i due gruppi).

Metodo correlazionale

La differenza tra le ricerche sperimentali cerco la causa effetto, mentre in quelle correlazionali non ho definita la relazione tra cause ed effetti. Scopo: spiegare se e in che misura le variabili sono associate fra loro. Modalità: indagare se al variare di una variabile si associa il variare di un’altra ed in che modo. Si vuole vedere se alcuni fenomeni sono tra loro associati oppure no. Vediamo se al variare di una variabile cambia sistematicamente anche l’altra.

  • Correlazione positiva, quando rilevo una capacità es. se ho buone capacità in un settore ho buona capacità anche nell’altro. O viceversa se ho scarse competenze in una, ho scarse capacità anche nell’altra.
  • Correlazione nulla, dai calcoli risulta che le due variabili hanno percorsi indipendenti, non sono correlate.
  • Correlazione negativa, le capacità sono correlate, ma se una è alta, l’altra è bassa. (Es. voti di matematica e quantità di ansia, dire che più alta è l’ansia e più sono bassi i voti, è come dire che c’è una correlazione negativa).

Osservazione

Scopo: descrivere la complessità dello sviluppo in situazioni reali o il più possibile vicine alla realtà. L’osservazione implicitamente/esplicitamente deve essere guidata da una domanda, che aiuterà a concentrarmi. Anche se abbiamo degli interrogativi chiari o generici ci perderemo sempre dei pezzi nell’osservazione. Si creano 4 quadranti = 4 possibilità di fare osservazione. C’è stato un esperimento in cui ci si chiedeva “quando i bambini si riconoscono nello specchio?”, hanno cercato il modo di sporcare il naso a bambini di diverse età in maniera che non si accorgessero che si sporcassero al momento, e poi li si mise davanti allo specchio, bambini molto piccoli vanno a cancellare la macchia sullo specchio e non sul proprio naso. È un’osservazione naturalistica, ma controllata poiché metto le condizioni in cui la competenza di riconoscersi la si vede subito. L’importante è partire da una domanda. Quando conduciamo un’osservazione talvolta tralasciamo degli elementi, non sempre quello che perdiamo di vista non ha importanza.

Validità dell'osservazione

  • Validità interna: non è richiesta la spiegazione dei legami causali. Variabili libere di agire cercare di stabilire quali fattori rendono più probabile un dato comportamento.
  • Validità esterna: alto grado di generalizzabilità dei risultati al mondo reale.

Minacce a carico di:

  • Soggetti: reattività (non mi comporto in maniera naturale), desiderabilità sociale (mi comporto come penso che sia socialmente accettabile comportarsi).
  • Osservatore: aspettative, selezione di informazioni [si può anche decidere che colui che ipotizza non osserva, fa osservare a terzi, per non essere influenzato], ci possono essere delle minacce al valore di ciò che abbiamo rilevato se prima non codifichiamo ciò che vogliamo raccogliere.
  • Ricercatore: categorie di codifica, attendibilità.

Metodo clinico/critico di Piaget

Clinico perché assomiglia molto al colloquio clinico, come quello con lo psicoterapeuta, si parta da ciò che dice il paziente/bambino si capiscono le tematiche di fondo del discorso, e poi li si accompagna a guidarli nel discorso verso l’argomento o il punto critico che si vuole indagare. È un metodo che ha permesso a Piaget di capire come certi concetti si creassero nella mente dei bambini.

Piaget, anche con l’aiuto ed il supporto di alcuni materiali, cercava di far emergere il ragionamento dietro la risposta e non la risposta in sé.

Colloquio clinico

  • Partire dalle domande del bambino per ricavare i temi del colloquio.
  • Guidare il discorso verso gli argomenti critici che si vogliono indagare.

Diversi tipi di risposta del bambino:

  • Purchessia: vaga, con poco interesse, a caso; Ci si interroga sul perché il bambino ha risposto in questo modo, magari dipende da come gli poniamo la domanda o altro.
  • Fabulata: si accorge di non sapere e inventa una storia; Non sa cosa dire, ma ci vuole rispondere, allora inventa o ci racconta una storia.
  • Suggerita: indurre una risposta che non fa parte del modo di concepire il tema proprio del soggetto.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nico9898 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Farina Eleonora.
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