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Psicologia dello sviluppo Appunti scolastici Premium

Appunti di psicologia dello sviluppo basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Palermiti dell’università degli Studi della Calabria - Unical, Facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in servizio sociale e sociologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Palermiti

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• l'effetto (più la soddisfazione nel soggetto sarà alta più l'apprendimento sarà efficace)

Gli studi di Thorndike, così come quelli di Skinner, si differenziano ulteriormente da quelli di

Pavlov poiché, mentre nel condizionamento classico la risposta prodotta dall’animale è un’azione

che l’organismo compie automaticamente in seguito ad uno stimolo, nel tipo di condizionamento

studiato da Thorndike la risposta è un’operazione che l’organismo compie sull’ambiente in vista di

uno scopo.

APPRENDIMENTO PER OSSERVAZIONE O MODELING- BANDURA

Bandura sostenne che un comportamento può essere appreso senza la presenza di un rinforzo, ma

semplicemente attraverso l’osservazione . Ciò vuol dire che il bambino impara osservando gli altri.

Parliamo quindi di ’apprendimento osservativo per il quale è possibile apprendere modelli di

comportamento semplicemente osservandone l esecuzione da parte di altri e in seguito imitandoli.

Bandura ci parlò di rinforzi vicarianti: rinforzi che non agiscono direttamente sull’individuo ma

passano attraverso i modelli imitativi a cui il bambino si espone.

COGNITIVISMO

A partire dall’inizio degli anni ’60, all’interno del movimento comportamentista, cominciarono a

svilupparsi nuove tendenze. Alcuni psicologi proposero dei correttivi all’eccessiva semplicità del

modello S-R rivolgendo anche una critica al comportamentismo perché:

• Non ha considerato ciò che avviene tra lo stimolo e la risposta;

• Considera il dato esterno come l’unico motore del comportamento;

• Hanno condotto esperimenti solo sugli animali con la pretesa di spiegare il comportamento

umano;

Questi psicologi, insoddisfatti da un approccio privo di pensiero quale il comportamentismo,

rivalutarono l’attività psichica convinti che questa non potesse essere ignorata.

Rientrano tra i protagonisti di questo spostamento graduale dal comportamentismo al cognitivismo

Tolman e Woodworth. Per Tolman l’apprendimento non si risolve in una semplice associazione di

tipo stimolo-risposta, ma si configura in termini di raggiungimento di una meta. Egli sostiene che il

comportamento non è mosso solo da stimoli che spingono ma da mete che attirano, nel senso che

esso è guidato da scopi e intenzioni. Tolman, introducendo i concetti di “scopi”, “aspettative”,

“mappa cognitiva, (organizzazione mentale che l uomo si crea rispetto all’ambiente ), si discosta

evidentemente dalla maggior parte del comportamentismo precedente aprendosi a concetti sempre

più di stampo cognitivista. Ricordiamo anche Woodworth il quale ritenne che lo schema S-R non

bastasse per spiegare i comportamenti, per questo introdusse tra lo stimolo e la risposta l’organismo,

cosicchè la teoria divenne S-O-R . Era necessario secondo l’autore, tener conto delle necessità

dell’organismo, delle esperienze precedenti che intervengono a identificare i comportamenti.

Il cognitivismo intende prendere in esame i processi cognitivi, intese come funzioni organizzate. Il

nostro cervello elabora le informazioni che arrivano dall’ambiente e le organizza. La mente viene

considerata un complesso di meccanismi, processi e informazioni, che stanno dietro l’attività

direttamente osservabile. Studia la mente come un meccanismo strutturato che coglie, trasforma ed

elabora dati. Il funzionamento della mente è paragonato a quello di un computer che elabora

informazioni provenienti dall'esterno, (processo definito INPUT) restituendo a sua volta

informazioni sotto forma di rappresentazione (OUTPUT)

Il termine cognitivo si riferisce a tutti i processi di manipolazione delle informazioni: elaborazione,

immagazzinamento, recupero e combinazione.

L’APPRENDIMENTO

E’ quel complesso di processi con cui l’individuo acquisisce nuove conoscenze. Processo con cui

l’individuo interpreta i segni o le informazioni che gli giungono attraverso la percezione e li elabora

associandoli alle informazioni che ha in memoria, cioè quella già possedute. L’apprendimento

quindi, consente l’acquisizione di abitudini, nozioni, comportamenti. Esso viene studiato come un

fatto molecolare cioè analizzando la connessione tra input e output.

MEMORIA

Già con il concetto di mappa cognitiva di Tolman, viene fuori un principio che prelude quella che

negli anni 60, sarà la teoria del cognitivismo. Secondo questo nuovo approccio, la mente apprende

prima e memorizza poi, delle conoscenze che immagazzina per poterle recuperare all’occorrenza.

Mentre il comportamentismo sosteneva che il comportamento viene appreso e memorizzato solo in

vista di un bisogno immediato che funge così da stimolo; i cognitivisti dicono che l’uomo apprende

una mappa cognitiva indipendentemente dalla presenza di un bisogno fisiologico. Distinguiamo:

memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

• memoria a breve termine: ha una capienza limitata e serve sia da transito ovvero le

informazioni prima di approdare nella memoria a lungo termine passano da questa; e sia da

memoria di servizio cioè mette a disposizione immediata quelle informazioni che

provengono dalla memoria a lungo termine.

• Memoria a lungo termine: è un archivio dalla capienza illimitata dove vengono depositate le

conoscenze che acquisiamo.

APPRENDIMENTO VERBALE

Secondo Skinner l’apprendimento del linguaggio avviene per l associazione delle parole agli

oggetti. Per l’autore il bambino associa l’oggetto alla parola o al suono. Chomsky critica la

posizione skinneriana perché non ha tenuto conto degli studi di linguistica svolti fino a quel

momento; studi che mettono in evidenza che esiste nella mente del bambino una grammatica, una

sintassi che precede l’emissione delle parole. ES: il bambino dice PAPPA, dietro questa singola

parola in realtà si nasconde un contenuto più vasto. Il bambino dice pappa e vuol dire”mamma,

dammi la pappa”. Chomsky quindi dice che il linguaggio è innato. Piaget invece dice che

l’apprendimento del linguaggio avviene per imitazione.

SIGMUND FREUD

Freud è il padre della psicoanalisi, una prospettiva psicologica elaborata dopo gli studi sull’isteria

ai quali si dedicò a partire dal 1885. PSICANALISI è il nome di un procedimento per l’indagine di

processi psichici; di un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici, in particolare

l’isteria, le fobie e stati ossessivi.

La psicoanalisi infatti, nasce come metodo terapeutico per la cura di disturbi psichici come la

nevrosi. La sua efficacia viene meno nei casi della psicosi, come la schizofrenia, la paranoia. Questi

disturbi ai quei tempi venivano poco considerati; basti guardare la cura che veniva adottata, una

cura abbastanza crudele come l’ incatenazione o la segregazione di chi ne era affetto; inoltre, la

maggior parte dei neurologi sosteneva che i sintomi psicopatologici avessero cause solo di natura

organica escludendo la componente psichica. Freud inizialmente condivideva questa tendenza, fino

a quando non intensificò i suoi studi accanto a un suo collega, Charcot.

Questo stava sperimentando un nuovo metodo di cura che potesse abbattere quello precedente

secondo lui inappropriato e inefficiente. Sperimentò il metodo dell’ipnosi che consisteva nella

suggestione da parte del medico sul paziente, al fine di far riemergere nella sua memoria, le

situazioni traumatiche che erano state la causa scatenante del disturbo, e farle rivivere durante la

seduta. Questo perché Charcot era convinto che nei

recessi della mente, ci fossero dei pensieri rimossi dalla coscienza che si manifestavano fisicamente

nei sintomi dell’isteria; pensieri ai quali si poteva risalire attraverso l’ipnosi. Con questo

accorgimento egli dedusse che, l’isteria non veniva provocata solo da cause di tipo organico o

fisico, ma anche mentale. Il fatto che i pazienti durante la seduta ipnotica non manifestavano il loro

disturbo, incuriosì molto Freud il quale utilizzò il metodo appreso da Charcot, ma con risultati

scadenti. Infatti si accorse che l’ipnosi poteva solo far riemergere alla coscienza gli eventi

traumatici rimossi, ma non portava alla diretta guarigione del disturbo che al risveglio del paziente,

si ripresentava identico. Questo lo indusse ad abbandonare il metodo dell’ipnosi. Nel periodo in cui

aprì il suo studio medico, nel 1886, entrò in stretta relazione con Breuer , figura significativa tramite

il quale Freud venne a conoscenza del caso particolare di una paziente affetta da isteria: la paziente

manifestava paralisi, contratture, disturbi della vista e del linguaggio; Breuer dopo averla sottoposta

a ipnosi profonda, la invitò a descrivergli i sintomi che si sentiva cioè a dare espressione verbale di

ciò che lei provava. Egli si rese conto che quando la paziente parlava dell’origine del suo sintomo, il

sintomo stesso scompariva. Il fatto di raccontare le proprie angosce e i propri sentimenti le consentì

di migliorare la propria situazione. Da qui ne dedusse che: è il paziente stesso che rievocando

liberamente il suo vissuto, giunge alla causa dei suoi sintomi; i sintomi scomparivano quando i

pazienti riuscivano a ricordare e rivivere l’esperienza e l’emozione vissuta. Il caso di questa

paziente isterica è stato particolarmente importante per la nascita della psicanalisi.

Grazie a Breur, Freud elaborò successivamente il metodo terapeutico delle libere associazioni che

consisteva nella verbalizzazione da parte del paziente di qualunque pensiero gli venga in mente,

anche di ciò che poteva sembrare banale. Il paziente così facendo offrirà all’analista una quantità di

materiale, pensieri, idee, ricordi che stanno ancora sotto l’influsso dell’inconscio da cui potranno

così riemergere. Rispetto all’ipnosi ora, anziché spingere il paziente sotto suggestione a dire

qualcosa su un determinato tema, lo si sollecitava a lasciarsi andare, cioè a dire tutto quello che gli

passava per la mente. Così l’analista esercitava una minima costrizione sul paziente, che non

perdeva mai il contatto con l’attualità. Fra i prodotti della libera associazione intervenivano spesso

dei racconti di sogni ai quali Freud attribuirà particolare attenzione. Freud scoprì infatti che i sogni

sono portatori di elementi significativi riguardo alla realtà psichica del paziente e quindi anch’essi

divennero materiale prezioso da analizzare per la scoperta di contenuti psichici profondi.

Secondo lui la causa dell’isteria nella maggior parte dei casi, risaliva al periodo dell’infanzia in

corrispondenza di traumi di natura sessuale, traumi* che il paziente in-cosciemente, tendeva a

rimuovere perché rappresentavano un carattere penoso e insopportabile per la sua personalità, e che

riemergevano sottoforma di patologie; il sesso era il fattore scatenante sia in luogo di traumi

sessuali e sia di fantasie sessuali infantili represse o vissute in modo colpevole.

Freud , durante le sue sedute, si rese conto che le pazienti sviluppavano un profondo legame

affettivo quasi amoroso nei suoi confronti; questo legame non era altro che la proiezione sul

terapeuta dei sentimenti che i pazienti nutrivano verso i loro genitori. Da questa considerazione

sviluppò un altro metodo terapeutico: il transfert che risultò una tecnica utile per sia l’analista in

quanto lo aiuta meglio a definire il tipo di relazioni che il paziente intratteneva con il genitore; e sia

per il paziente per aiutarlo nella guarigione.

TRAUMA*: dal greco ferita, lacerazione, nella teoria psicanalitica si riferisce all intensità di un

evento a cui il soggetto non è in grado di rispondere in modo adeguato. L’evento traumatico è un

esperienza che ha prodotto stimoli forti e difficili da eliminare, e dalla quale discendono disturbi

permanenti nella psiche.

Con l’opera “al di là del principio del piacere” del 1920, Freud teorizza la presenta, nell’inconscio,

di pulsioni di vita (eros ), e di pulsioni di morte(thanatos) che formano la coppia opposta. La

pulsione è una rappresentazione psicologica innata costituita da spinte che esistono nell’organismo

e che lo portano a tendere ad una meta. Eros o pulsione di vita è sinonimo delle spinte determinate

dalla sessualità; Thanatos o pulsione di morte è sinonimo delle spinte dell’aggressività e della

distruzione. L energia che caratterizza la pulsione è definita libido. Il termine libido di solito viene

usato unicamente per indicare il desiderio sessuale , Freud intendeva invece un valore diverso e ne

da un senso più ampio: per lui infatti è tutto ciò che rientra nel termine amore, amicizia non

strettamente sessuale.

APPROCCIO STRUTTURALE

In “l’io e l’es”, del 1922, Freud espone la struttura dell’apparato psichico, partendo da tre istanze

della personalità: L’ES, l’IO, e il SUPER-IO. Sono tre componenti della psiche che obbediscono a

leggi di funzionamento diverse.

• L’ES che può essere inteso come sinonimo dell’inconscio, è la matrice delle pulsioni; è la

fonte delle energie istintive e obbedisce solo al principio del piacere la quale meta è motivo

di soddisfazione e l’soppressione del dolore. Questa istanza psichica è la prima a svilupparsi

nel bambino;

• l’IO costituisce la parte cosciente, è l’istanza razionale e realistica e favorisce l’adattamento

dell’organismo alla realtà esterna. Funziona secondo il principio di realtà e tende ad evitare

punizioni e danni. Compare nella seconda infanzia quando il bambino impara a scindere la

realtà dall’immaginazione, fra sé e il mondo esterno. L’io infatti fa da mediatore tra mondo

interno e mondo esterno.

• Il SUPER-IO (O SUPER-EGO), è l’ultima istanza a svilupparsi e segue le leggi della morale

e dell’etica. Si sviluppa dopo i 3-4 anni, esso viene quindi, costituito attraverso

l’interiorizzazione delle norme dell’ambiente.

APPROCCIO TOPOGRAFICO

La psiche è una realtà complessa che viene divisa da Freud in tre zone che definiscono la prima

topica( luogo). Essi sono INCONSCIO, PRECONSCIO E CONSCIO.

• INCONSCIO: è una zona profonda e misteriosa della nostra psiche che resta fuori

dell’organizzazione cosciente. L inconscio agisce attraverso impulsi, angosce, ansie, desideri

che sono caratterizzate da un certo grado di tensione. Le tensioni dell’inconscio non sono

caratteristica delle sole persone psicologicamente disturbate, ma di tutti, anche di coloro che

non hanno alcun disturbo. La differenza è che nel malato queste tensioni, nel corso

dell’infanzia, hanno imboccato una direzione particolare, con la conseguenza di generare

uno stato patologico.

• PRECONSCIO: Una specie di magazzino della nostra mente cosciente. Si può pensare al

preconscio come a qualcosa che si colloca tra il mondo cosciente e l’inconscio. I suoi

contenuti possono essere portati in campo di coscienza attraverso una certa carica di

attenzione, a differenza invece dei contenuti inconsci i quali possono riemergere solo in

certe circostanze o attraverso tecniche specifiche come l’ipnosi o le libere associazioni.

Freud chiama censura, la funzione che non permette ai contenuti inconsci di entrare in

campo di coscienza, risparmiando a quest’ultima dei gradi di turbamenti.

• CONSCIO: è la parte manifesta della psiche, composta da pensieri, emozioni e desideri

consapevoli.

APPROCCIO DINAMICO

Esistono secondo Freud, dei principi che governano la vita psichica:

• Il principio di costanza: detto anche Nirvana, mantiene nell’ apparato psichico la quantità di

eccitazione al livello più basso possibile.

• Il principio di piacere: governa la realtà inconscia; questo principio tende a far diminuire le

tensioni, quindi ad evitare il dolore e a produrre piacere e soddisfazione.

• Il principio della realtà: proprio del mondo cosciente, consente al soggetto di adattarsi alle

condizioni imposte dalla realtà esterna

I MECCANISMI DI DIFESA

Parliamo di meccanismi di difesa per riferirci allo strumento di cui l’io si serve per reprimere le

pulsioni, per orientarle in nuove direzioni e per diminuire le tensioni. I meccanismi di difesa hanno

quindi l’obiettivo di tutelare l’equilibrio psichico e sono quindi destinate a proteggere la persona

dalle richieste istintuali dell’Es. I principali sono:

• NEGAZIONE: Consiste nel rifiutarsi di credere all’esistenza di qualcosa di inaccettabile.

• RIMOZIONE: consiste nel rimuovere nell’inconscio pensieri, idee penose per la persona.

• PROIEZIONE: Si attribuisce ad altre persone i propri pensieri, tensioni, angosce che non

vogliamo riconoscere come nostri.

• FORMAZIONE REATTIVA: è un meccanismo secondario, nel senso che agisce quando la

rimozione è già in atto. La formazione reattiva è destinata infatti, ad impedire il ritorno del

contenuto rimosso.

• REGRESSIONE: è il meccanismo mediante il quale si opera un ritorno ad uno stadio

anteriore. Es: un bambino che ha un fratellino nato da poco. Temendo di perdere l’amore

materno e per attirare l’ attenzione della mamma, ricomincia a tenere un comportamento da

neonato, torna ad esprimersi in monosillabi, reclama il biberon.

• SUBLIMAZIONE: l’energia della pulsione viene trasferita verso un fine morale e sociale.

Assegna alla pulsione sessuale una meta non sessuale quale può essere un opera letteraria o

artistica.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale e sociologia
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara-13997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Palermiti Anna Lisa.

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