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Psicologia dello sviluppo

Capitolo 3: La vita iniziale

La storia dello sviluppo infantile inizia con il concepimento. Dal punto di vista del genitore, la nascita è un inizio. Dal punto di vista del bambino sono significativi gli aspetti di continuità tra la vita prenatale e postnatale. Al momento del concepimento, i bambini ricevono un patrimonio genetico che rappresenta una delle influenze più forti sul loro sviluppo. Durante la vita prenatale si verificheranno eventi che avranno un peso nell'assicurare la crescita psicologica.

Il nostro patrimonio ereditario

L'unione tra l'uomo e la donna segna l'arrivo di un essere nuovo e unico. In quel momento il padre e la madre trasmettono al figlio quella particolare combinazione di materiale genetico che egli stesso conserverà per tutta la vita, e che costituisce il fondamento su cui si costruirà la sua personalità. Da adulti il nostro corpo è composto da trilioni di cellule ma in ognuno di esse possiamo ritrovare lo stesso insieme di materiale genetico, costituito da cromosomi e dai geni. Il risultato finale sarà un essere umano sviluppato.

La trasmissione genetica

All'inizio non siamo altro che un'unica piccola cellula, eppure quella cellula ospita l'intero patrimonio genetico dell'individuo. La relazione è complessa, poiché in nessun caso certe caratteristiche mentali sono determinate da un solo gene. Ogni gene è collegato a un aspetto specifico di una caratteristica o di un processo evolutivo. Il patrimonio genetico rappresenta una delle possibili influenze. La vita prenatale è divisa nelle fasi germinale, embrionale e fetale, durante le quali si verificano progressioni in ambiti specifici e il bambino è esposto a pericoli tipici di quel periodo. A volte si verificano degli incidenti durante il processo di formazione del materiale genetico.

Le malattie genetiche

Alcuni disturbi sono ereditari: i geni difettosi possono essere trasmessi dai genitori alla prole anche quando i primi non mostrano segni evidenti della malattia.

  • Sindrome di Down: È una delle più note malattie genetiche, denominata anche mongolismo per l'aspetto delle persone che ne sono affette. I bambini colpiti da questa malattia hanno problemi di apprendimento di intensità variabile e presentano problemi di vista, udito e disturbi cardiaci. È un esempio di anomalia cromosomica dovuta a incidenti casuali dopo il concepimento nella formazione dei cromosomi, che risulta nella presenza di un terzo cromosoma nella coppia 21.
  • Sindrome di Klinefelter: È causata da un cromosoma eccedente che riguarda la coppia di cromosomi sessuali alla quale si è aggregato un terzo componente. Si verifica solo nei maschi e si manifesta dopo la pubertà, quando il ragazzo non sviluppa le caratteristiche maschili e inizia a sviluppare i tratti femminili. Si riscontra un ritardo nella capacità verbale.
  • Sindrome di Turner: È un'anomalia di un cromosoma sessuale che colpisce solo le femmine ed è causata dall'assenza di un cromosoma. Il risultato è il mancato sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie e la sterilità. La somministrazione degli ormoni sessuali adeguati durante la pubertà può favorire lo sviluppo di un aspetto più tipico.
  • Fenilchetonuria (PKU): Disordine metabolico per cui il bambino è incapace di metabolizzare l'amminoacido fenilalanina presente nel latte. Se non viene curata, questa malattia produce un ritardo mentale. Le procedure di screening effettuate dopo la nascita, abbinate a una dieta che esclude la fenilalanina, consentono di evitare conseguenze gravi. È un disordine causato da un gene recessivo, provocato dal fatto che entrambi i genitori sono portatori di un gene difettoso che impedisce la normale elaborazione degli alimenti in questione.
  • Malattia di Tay-Sachs: Malattia degenerativa del sistema nervoso che causa la perdita progressiva delle funzioni mentali e motorie e provoca la morte entro il quinto anno di vita. Si riscontra tra i bambini ebrei provenienti dall'Est europeo. È un disordine causato da un gene recessivo, provocato dall'assenza di un gene responsabile di decomporre un prodotto tossico in uno non tossico nei neuroni.
  • Fibrosi cistica: È un disordine causato da un gene recessivo: i bambini sono privi di un enzima che impedisce al muco di ostruire i polmoni e il tratto digestivo.
  • Daltonismo: È l'incapacità di distinguere il rosso e il verde e si riscontra nei soggetti maschi. È causato da un gene recessivo che si trova nei cromosomi X. Poiché i cromosomi nella coppia di cui sono portatrici le femmine sono entrambi di tipo X, un gene difettoso su uno di essi sarà compensato dall'altro gene funzionante. Solo se entrambi sono difettosi si avrà il daltonismo. I maschi che hanno un cromosoma X e uno Y, sono più vulnerabili, perché nessun gene corrispondente sul cromosoma Y è in grado di contrastare gli effetti di un gene difettoso sul cromosoma X.
  • Emofilia: Le persone affette sono prive della sostanza che permette al sangue di coagulare; ogni taglio o contusione può causare un'emorragia mortale. È legata al sesso perché si riscontra in soggetti maschi. I meccanismi genetici che ne spiegano le origini sono simili a quelli che provocano il daltonismo.

La prevenzione e il trattamento dei disordini genetici hanno fatto progressi notevoli, grazie al counselling rivolto a genitori a rischio per la nascita di bambini malati, in parte grazie all'analisi del DNA, ed in parte grazie ai trattamenti sempre più efficaci, come nel caso della fenilchetonuria.

Natura ed educazione

I tentativi di spiegare il comportamento umano si sono sempre incentrati sulla questione natura – educazione. Negli anni le due tendenze sono state messe in rilievo con diversa intensità: all'inizio del secolo XX, l'innatismo regnava nelle teorie psicologiche; dai primi anni '20 si è diffuso l'ambientalismo che considerava lo sviluppo infantile in funzione delle pratiche educative e dell'atteggiamento dei genitori. Il fatto che i genitori forniscono ai bambini l'ambiente in cui cresceranno e il patrimonio genetico non era preso in considerazione (ad es., i genitori punitivi hanno tendenzialmente figli aggressivi; le madri depresse di solito hanno figlie depresse, ecc). Questo cambiamento è avvenuto grazie all'avvento della scienza della genetica comportamentale, il cui obiettivo è di investigare la genetica e i fattori ambientali oltre alle interazioni tra questi due generi di influenze.

I due metodi principali usati dai genetisti comportamentali sono:

  • Studi sui gemelli: prevedono il confronto tra gemelli identici e non identici. I primi sono definiti monozigoti perché hanno origine da un solo uovo fecondato e hanno geni in comune. I gemelli dizigoti nascono da 2 zigoti e non sono più simili geneticamente di due normali fratelli che condividono il 50% dei geni. I gemelli identici e non identici si differenziano nel grado di affinità genetica ma condividono lo stesso ambiente dal momento del concepimento. Qui emerge l'importanza dell'eredità genetica.
  • Studi sulle adozioni: fanno uso di un esperimento naturale per accertare l'influenza reciproca dell'eredità e dell'ambiente. Il confronto coinvolge i bambini insieme ai genitori adottivi e a quelli biologici. Quando questo metodo viene adottato nell'indagine di due tratti della personalità, estroversione e nevrosi, emerge la maggiore somiglianza dei bambini ai loro genitori biologici. Tutte le caratteristiche psicologiche esaminate mostrano l'esistenza di alcune influenze genetiche. La portata dell'influenza varia da una caratteristica a un'altra.

Le due influenze, natura ed educazione, non sono in opposizione e non agiscono separatamente, ma interagiscono e producono i loro effetti in maniera congiunta. I bambini determinano il trattamento in virtù della loro natura intrinseca.

Scelta del proprio posto: le persone scelgono gli ambienti che sono adeguati alla loro specifica struttura genetica. Le caratteristiche influenzate dall'eredità possono subire influenze della stessa portata dal mutamento delle condizioni ambientali.

Influenze condivise: sono influenze comuni a tutti i bambini in una data famiglia.

Influenze non condivise: sono influenze uniche per ogni bambino in famiglia. Esse sono forti nell'esercitare il loro potere sullo sviluppo tanto quanto le influenze condivise.

L'alimentazione, le droghe, l'alcol e lo stress sperimentato dalla madre in attesa sono considerati elementi in grado di influenzare lo sviluppo del bambino, producendo effetti negativi di lunga durata o permanenti. L'influenza tra madre e figlio è reciproca.

I 9 mesi di gravidanza vengono suddivisi in tre trimestri di uguale durata. Dal punto di vista evolutivo sarebbe utile una suddivisione in tre stadi di durata variabile, denominati:

  • Stadio germinale: dura circa due settimane, dal concepimento fino a quando l'uovo si impianta nella parete uterina.
  • Stadio embrionale: dura circa sei settimane nel corso delle quali si formano molte cellule, ognuna con una funzione particolare, che si aggregano costituendo il midollo spinale, gli organi di senso, le braccia, le gambe, il cuore e il cervello. Sono presenti le dita delle mani e dei piedi, la bocca, la lingua e le palpebre. Al termine di questo stadio, l'embrione è lungo 2.5 cm e inizia ad avere l'aspetto di un essere umano riconoscibile.
  • Stadio fetale: dura sette mesi, un periodo che vede grandi progressi nell'altezza e nel peso. Lo sviluppo di questo periodo consiste nell'accrescimento e nel perfezionamento degli organi e delle parti del corpo che si erano formati. Il periodo in cui il cervello si sviluppa con maggiore rapidità è all'inizio dello stadio fetale. Il bambino in gestazione è più suscettibile alle influenze ambientali trasmesse dalla madre.

Agenti teratogeni

Sostanze ingerite dalla madre in grado di attraversare la placenta e influire negativamente sullo sviluppo prenatale, causando difetti alla nascita e problemi fisici e psicologici preesistenti. Gli agenti teratogeni più comuni sono classificabili in tre categorie:

  • Droghe: Alcol, Tabacco, Cocaina
  • Malattie: Rosolia, AIDS
  • Alimentazione: Denutrizione

Johnson & Morton: affermano che esistono due stadi nello sviluppo della percezione del volto. Il riflesso, a voltarsi e osservare forme che riproducono un volto è più sviluppato in confronto a stimoli di altro genere. Dopo molte settimane di esplorazione a tale stimolo, i bambini sviluppano la capacità di riconoscere i singoli volti, prestando attenzione alle caratteristiche interne.

Capitolo 4: "Creare le relazioni"

Crescere: serie di compiti evolutivi che si presentano, ordinati secondo una sequenza specifica, a varie età e che i bambini devono affrontare con l'aiuto delle persone che si prendono cura di loro. Instaurare le relazioni con le altre persone è uno dei compiti più vitali dell'infanzia. La natura delle prime relazioni instaurate esercita un'influenza profonda sulle relazioni intime successive, anche nell'età adulta. La costruzione delle relazioni è una questione che dura tutta la vita. Pensiamo a tutte le relazioni che il bambino instaura con i genitori, con fratelli e sorelle, nonni, ecc.; ogni relazione è ricca, sottile e complessa che non bastano le parole per descriverla.

Le differenze tra i bambini per quanto riguarda la natura delle relazioni che instaurano con gli altri può avere implicazioni sul percorso evolutivo che il bambino seguirà in futuro. Certo è che le relazioni forniscono un contesto in cui si sviluppano tutte le funzioni psicologiche del bambino; qui il bambino fa le sue prime incursioni nel mondo esterno, identifica gli aspetti significativi e degni di attenzione, acquisisce definizioni e mezzi di comunicazione e con il tempo, sviluppa le modalità di considerare se stesso in relazione al mondo.

La natura delle relazioni

Tutti noi abbiamo cognizione delle relazioni grazie alla nostra esperienza personale, e tutti dedichiamo tempo per riflettere su di esse. Il fallimento delle relazioni, i fraintendimenti, i conflitti, le separazioni sono fonti di grande sofferenza, mentre le relazioni felici e con esito positivo forniscono serenità e sicurezza. Per i professionisti (psicologi, assistenti sociali, ecc.) le relazioni costituiscono un aspetto fondamentale degli interventi di aiuto e di sostegno.

Scienza delle relazioni: scienza che ci consente di analizzare obiettivamente ciò che accade tra le persone. Le relazioni vengono desunte. La nostra consapevolezza riguarda le interazioni tra le persone. Quando le interazioni danno vita a conseguenze coerenti nel tempo, deduciamo l'esistenza di una relazione. Le interazioni sono un fenomeno circoscritto al qui e ora. Le relazioni implicano la continuità nel tempo. Una relazione è più della somma delle interazioni di cui è composta; ognuna possiede caratteristiche proprie che non si possono ritrovare in un'altra. In ogni tentativo di comprendere le relazioni, il livello delle interazioni non è l'unico a risultare rilevante. Le relazioni sono inserite in una serie di livelli di complessità crescente, che vanno dai processi fisiologici individuali fino alla società nella sua interezza. I livelli sono interconnessi; quando accade a un certo livello ha implicazioni su un altro livello. Se dobbiamo comprendere una relazione, dobbiamo prestare attenzione a tutti i livelli. Le relazioni sono una questione a doppio senso. Ogni relazione o interazione che coinvolge anche i bambini più piccoli procede in entrambe le direzioni. L'effetto che i bambini hanno sui genitori è incisivo sebbene diverso da quello che i genitori hanno sui figli. La socializzazione può essere compresa se considerata come un processo bilaterale. Ogni relazione è collegata con altre. Le relazioni tendono a formare una rete: il tipo di rapporto esistente tra marito e moglie ha conseguenze sulla relazione che ognuno di essi instaura con i figli e quanto avviene tra i figli avrà influenza sulla relazione tra la madre e ogni singolo figlio.

La famiglia

La prima esperienza di relazione dei bambini ha luogo nella famiglia. Questo gruppo è il contesto all'interno del quale i bambini vengono introdotti alla convivenza sociale, dove vengono acquisite le regole del comportamento interpersonale e che servirà da base quando si affacceranno al mondo esterno.

La famiglia come sistema

In una famiglia composta da due genitori e un bambino sono presenti tre elementi:

  • I singoli membri
  • Le relazioni tra loro
  • Il gruppo familiare nella sua interezza

La famiglia è un'entità dinamica indipendente che viene illustrata con l'approccio della teoria sistematica. Essa è basata sui seguenti principi:

  • Globalità: un sistema è un tutto organizzato, più grande delle sue singole parti. Ha caratteristiche particolari (coesione e atmosfera emotiva) che non sono pertinenti agli altri livelli.
  • Integrità dei sottosistemi: i sistemi sono composti di sottosistemi in relazioni l'uno con l'altro. Ognuna di tali relazioni può essere considerata un sottosistema e studiata indipendentemente. Le relazioni possono essere viste come sottosistemi.
  • Circolarità dell'influenza: tutti i componenti che fanno parte di un sistema sono interdipendenti. Il cambiamento in uno di essi ha implicazioni per tutti gli altri. Il pensiero circolare ha sostituito il pensiero lineare. Esiste influenza reciproca in tutte le interazioni sociali, comprese quelle tra bambini piccoli e adulti.
  • Stabilità e cambiamento: le famiglie e le relazioni sono sistemi aperti, cioè inclini a subire le influenze esterne. Il cambiamento di un componente implica il cambiamento in tutti gli altri membri e nelle relazioni tra loro (es. stress improvviso).

Una buona relazione coniugale sarà associata a una relazione soddisfacente tra genitore e figlio, la qual cosa porterà a uno sviluppo ottimale del bambino. Quando tra i genitori non vi è armonia, è possibile che la relazione con il bambino subisca influenze negative. La qualità del rapporto coniugale si è rivelato in associazione a diversi aspetti dello sviluppo infantile come la sicurezza dell'attaccamento, le strategie di apprendimento efficaci, il controllo degli impulsi e la maturità emotiva. La fatica di accudire un bambino disabile può avere ripercussioni negative sulla relazione coniugale che daranno vita a un'atmosfera familiare avversa a uno sviluppo regolare del bambino. La teoria sistemica considera la famiglia come un'unità dinamica alla ricerca di un equilibrio. Ogni cambiamento che si verifica sconvolge l'equilibrio del sistema e implica l'adozione di nuovi ruoli, relazioni e pattern interni.

I vari tipi di famiglia e lo sviluppo del bambino

La famiglia tradizionale era considerata il pilastro di una società stabile e il contesto essenziale per crescere figli equilibrati. I cambiamenti sociali che si sono registrati dalla metà del XX sec. nella società occidentale hanno messo fine a questo ideale tradizionale.

  • Il matrimonio non è più considerato requisito essenziale della vita familiare
  • Il tasso di divorzi è aumentato
  • Le famiglie monogenitoriali sono comuni
  • Molti bambini fanno l'esperienza del successivo matrimonio di uno dei genitori e vivono in famiglie ricostruite
  • Molte madri sono impiegate al di fuori della famiglia e sono state adottate nuove dinamiche familiari
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher topsecret87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Gatto Sergio.
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