Lezione 1: psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo in genere si ferma all’adolescenza, ma in realtà studia tutto l’arco di vita. L’apprendimento riguarda più l’aspetto cognitivo, sono strettamente legati alla maturazione ma è più legato alle esperienze di vita.
Quando ci si confronta con il bambino bisogna considerare che il suo mondo è diverso dal nostro per quello che riguarda la sfera cognitiva, emotiva, ecc. Le parole, ad esempio, hanno valori diversi, magari non capiscono ciò che si intende. Tendono alla compiacenza. Si possono osservare i filoni più vistosi. Due eventi che avvengono in concomitanza hanno una probabilità di essere completamente indipendenti.
Un errore che si può fare è utilizzare i nostri ricordi per capire il bambino, questo perché i ricordi dell’infanzia sono molto distorti. Porre domande dirette al bambino la maggior parte delle volte non dà risposte affidabili.
Sviluppo normativo e idiografico
Sviluppo normativo: sviluppo costante in tutti i bambini, che interessa tutti i membri della stessa specie. Sviluppo idiografico: variazioni dello sviluppo, ad esempio alcuni bambini riescono a parlare prima degli altri. Lo sviluppo idiografico è quello più individuale (la differenza tra sviluppo normativo e idiografico può essere una domanda d’esame).
- Avvengono già cambiamenti importanti
- Periodo prima della scuola
- L’età scolare intende dalla scuola elementare e media
- L’adolescenza comprende la scuola superiore e anche l’università
Non tutti gli autori utilizzano lo stesso intervallo temporale, ma più o meno la linea è questa. Un aspetto fondamentale dello sviluppo è il concetto di plasticità per quanto riguarda sia il modo in cui il nostro cervello è costruito ma anche come ci comportiamo nel mondo reale.
Già a partire dai neuroni (il singolo neurone ha poco legame con il comportamento), la plasticità è una caratteristica intrinseca al sistema nervoso che si può vedere già analizzando il singolo neurone. Plasticità significa cambiare velocemente ai cambiamenti dell’ambiente. Durante lo sviluppo è stra-visibile in tutto ciò che succede, sia a livello dei tessuti biologici che del comportamento, anche a livello dei singoli neuroni. Oggi si usa il termine resilienza.
Resilienza: il fatto di resistere ai cambiamenti, il fatto di resistere a traumi o altri eventi, è strettamente collegato alla plasticità.
LTP: potenziamento alla risposta elettrica. Se stimoliamo il neurone artificialmente il presinaptico e registriamo il post-sinaptico. Dopo 10 secondi, vediamo delle risposte omogenee (a sinistra della barra viola che rappresenta il trattamento). La stimolazione dura 10 secondi. Nella barra viola si danno mille stimolazioni in 1 secondo e poi successivamente si danno stimolazioni di 10 secondi. Si può vedere come la risposta sia aumentata di circa il doppio dopo una stimolazione molto forte alla stessa stimolazione precedente.
Memoria e apprendimento sono un esempio classico della plasticità sia a livello neurale che comportamentale. Un altro esempio che riguarda la società di oggi è la risposta agli stupefacenti: il cervello, il corpo tende a mantenere l’omeostasi, cerca di mantenere le sue condizioni precedenti nonostante il farmaco, però per fare questo deve cambiare: c’è una nuova sostanza, il cervello cambia e mette in atto processi plastici per cambiare e cambiano così tanto che poi, quando non prendiamo più la sostanza, devono essere messi in atto processi plastici opposti (astinenza) per poter tornare alla situazione iniziale precedente.
Dopo una stimolazione il presinaptico rilascia più glutammato e quindi potenzia la risposta.
Cultura e correnti psicologiche
Cultura: guardo intorno al soggetto.
- Comportamentismo: corrente psicologica che vede l’essere umano come una scatola nera, si studia lo stimolo e la reazione, ciò che è dentro al soggetto non posso studiarlo e lo ignoro. Punta sulla cultura, guardo solo cosa succede al soggetto, la natura non la guardo neanche.
- Corrente psicoanalitica: basata sulla cultura, sull’aspetto ambientale. Freud si è sempre occupato dell’ambiente in cui cresce il bambino, dell’ambiente familiare. Tendiamo a dimenticare gli eventi negativi della nostra vita.
- Teoria dell’attaccamento: via madre-bambino, dà importanza anche alla natura perché fa vedere come sviluppa le risposte dell’attaccamento dell’infanzia, quali condizioni provocano queste risposte, se c’è una predisposizione genetica, ecc.
- Psicologia evoluzionistica: basata su natura, va a vedere in che modo il comportamento è determinato e predeterminato geneticamente, va a vedere cosa sono le predeterminanti genetiche che poi diventano biologiche.
- Teoria di Erikson: si applica a tutte le età, ne parleremo più in là. Si basa su concetti come sentimento di fiducia del bambino rispetto alla madre e alle persone che gli stanno intorno e l’adulto emergente nello sviluppo della sua identità.
- Teoria di Piaget: prime fasi di sviluppo sui bambini ma soprattutto lo sviluppo cognitivo dei bambini, come avvengono i processi di comprensione e come funziona il suo pensiero.
Lezione 2: psicologia dello sviluppo
L’esperimento è il principe del metodo scientifico. I gruppi devono essere fatti con smistamento non random e devono essere omogenei. Il miglior risultato spaziale fornisce delle risposte che sembra una risonanza magnetica, è una tecnica abbastanza nuova. Calcola il cervello come se fossero tanti cubetti e ciascun cubetto è come se fosse un’antenna, il segnale viene registrato e fa un’operazione di matching con il segnale che viene registrato e la migliore spiegazione che si può dare. A quel punto si ricevono delle mappe dell’attività registrata a profondità.
Poi si fa la media delle onde e si otterrà una risposta pulita. Si deve descrivere ciò che si è visto. Il primo aspetto è la statistica descrittiva (moda, media, mediana). La media è il punto centrale della gaussiana. Poi abbiamo la variabilità dei dati, quanta la gaussiana è ampia, ovvero la differenza c’è fra la media (che descrive meglio la popolazione) e i valori estremi. Avremo delle popolazioni con molta variabilità, descritte da gaussiane molto spiaccicate (in basso) oppure fatte nell’altro modo dove i valori sono tutti molto vicini alla media e in questo caso la media esprime meglio una popolazione rispetto alla curva in basso dove i valori sono anche lontani dalla media.
Statistica inferenziale: consente di trarre conclusioni dalle differenze in termini di probabilità. Una volta che si hanno dei valori, ad esempio dell’altezza di una popolazione dei laziali contro gli abruzzesi, se vado a prendere 1000 persone a testa, ci saranno dei valori di media decimali e diversi. Se la media degli abruzzesi è alta posso dire che in media gli abruzzesi sono più alti dei laziali? No, perché devo vedere la variabilità. Più la variabilità è bassa più la media è affidabile per descrivere in media la popolazione. T-student e Anova sono metodi di statistica inferenziale.
Anova: analisi della varianza, confronta la varianza generale e la varianza dei campioni da confrontare e dicono se le due medie sono diverse oppure no. Le gaussiane sono state descritte per la prima volta da Carl Gauss. Si ricercano differenze fra medie. Adesso vediamo se c’è associazione fra più variabili (correlazione, associazione).
Ognuno dei punti con un certo punteggio su X e Y. Si ottiene così una nuvola di punti che può essere molto distribuita, ad esempio rappresenta un’elisse o un cerchio, allora sarà difficile vedere se c’è un’associazione tra le variabili. Nel disegno grafico sopra, si può disegnare una retta di regressione tratteggiando una linea dal punto più in alto a sinistra a quello più in basso a destra. La retta di regressione in questo caso ha una tendenza negativa, rappresenta la direzione suggerita da questi punti e vuol dire che le due variabili sono associate ma in modo negativo, all’aumentare di uno diminuisce l’altra, coefficiente di correlazione negativo R di Pirson che va da -1 a 1. Se va a uno vuol dire che le due variabili sono completamente associate, se una aumenta anche l’altra, se 0 vuol dire che non c’è associazione, sono completamente casuali l’una rispetto all’altra, se è -1 significa che sono inversamente proporzionali. Pendenza negativa coefficiente negativo.
Lezione 3: psicologia
Altri tipi di esperimento slegati da quelli da laboratorio:
- Esperimento campo: via di mezzo tra la ricerca di laboratorio.
- Quasi-esperimento: il ricercatore non può controllare la variabile indipendente, come avrebbe fatto l’esperimento normale, non può dire ora faccio succedere questo, ora quello, la deve prendere così come la trova, nella condizione naturale, non può neanche assegnare casualmente i soggetti ai gruppi, un aspetto fondamentale della ricerca sperimentale. Se lui vuole studiare la differenza di sesso alla risposta al terremoto ad esempio, non troverà mai esattamente 50-50 maschi e femmine ma in proporzioni sbilanciate e poi è difficile trovare il fattore che ha influenzato la variabile misurata cioè da un esperimento del genere, il terremoto ad esempio, tutto quello che è successo dipende dal terremoto, in realtà non è così ma possono esserci stati altri eventi contemporanei e si può scrivere un effetto dato non dal terremoto ma successo contemporaneamente.
Il laboratorio in genere si testa e manipola una sola variabile ma in realtà sono sempre tante le variabili che interagiscono e le interazioni tra le variabili. Osservazione naturale: osservazione più distaccata possibile. Osservazione controllata: questo aspetto è indotto dallo sperimentatore, nel senso che può modificare la situazione naturale per far accadere alcune cose. Es. il rapporto degli animali da curare, il ricercatore introduce alcune modificazioni.
Autocoscienza: presente nei bambini e nei vertebrati superiori, è il fatto se il bambino è consapevole di essere un essere a se stante, di avere un’identità. In questo caso si fa un’osservazione strutturata, controllata nel senso che si fa osservare il bambino allo specchio, poi si fa una modifica sul suo volto, ad esempio si disegna un puntino rosso tra gli occhi senza farsene accorgere, negli animali si fa anestetizzandoli e poi dopo si rimette davanti allo specchio. Se quando si rivede si gratta il pallino o lo osserva attentamente è il segnale che possa avere una coscienza perché la prima prerogativa dell’autocoscienza è avere un’immagine e se la si ha, e ci accorgiamo che è stata cambiata, la si gratta oppure guarda attentamente, si hanno le basi per l’autocoscienza.
Video ripasso finale metodo osservativo. Parlare del metodo osservativo che può essere svolto in due setting: sul campo o in laboratorio. Contrariamente all’artificiosità del metodo sperimentale in laboratorio, il metodo osservativo sul campo si propone di osservare il comportamento dell'individuo nel loro contesto naturale attraverso un’interferenza minima del ricercatore nel comportamento dei soggetti sui quali viene condotta la ricerca. Viene spesso utilizzato questo metodo per osservare i bambini molto piccoli che ovviamente non possono essere sottoposti ad intervista o ad altri strumenti. Le critiche mosse a questo metodo sono varie: alcuni comportamenti non avvengono frequentemente in natura se l'oggetto di una ricerca sono le persone queste tendono ad alterare la propria spontaneità cessando di essere osservate. Questo metodo però presenta dei vantaggi, chiaramente rappresenta un'enorme fonte di informazione sui comportamenti spontanei in ambiente naturale e fornisce materiale per stimolare altre ipotesi da confermare con osservazioni controllate. Le osservazioni possono essere di minima, di lieve o di elevata per strutturazione. Di minima sono per esempio le osservazioni etologiche etnografiche. Le piace invece ha usato un metodo di lievi presto maturazione derivata. Per strutturazione sono invece le checklist, le scale di valutazione e gli schemi di codifica per rendere l'osservazione più vicina al rigore oggettivo. Ci sono alcuni principi utili: la delimitazione chiara di ciò che si vuole osservare, ridurre il grado di coinvolgimento dell'osservatore nel contesto di osservazione, utilizzare strumenti validi e attendibili ed infine preparare una buona griglia di osservazione. Le principali tecniche osservative sono due: quelle narrative e quelle descrittive. Quelle narrative si trattano di una narrazione del comportamento osservato con linguaggio quotidiano semplice dettagliato e quanto più completo possibile. È una tecnica osservativa narrativa e il diario sicuramente il diario questa è la tecnica osservativa narrativa più utilizzata in assoluto. Passiamo ora a quelle descrittive che rilevano e quantificano specifici comportamenti definiti a priori utilizzando delle griglie di codifica per esempio appunto il cus sorto o le griglie di osservazione.
Metodi di raccolta dei dati. Può spiegare la genesi di alcune differenze individuali, ad esempio se alcuni cambiano comportamento e altri no nel corso del tempo, si può vedere la genesi.
Mortalità: si potrebbero perdere tutti i soggetti di una categoria, ad esempio tutti i maschi, e quindi la seconda parte della ricerca sarebbe falsificata.
Il metodo trasversale è l’opposto del metodo longitudinale. Soggetto al problema cross-generazionale. Siccome non si può seguire precisamente lo sviluppo di un bambino, che si riferisce ad una situazione standard, se qualcuno ha un comportamento diverso di una corte lo attendi a scriverlo al fatto di uno sviluppo non normale. I metodi longitudinale e trasversale si possono combinare, facendo dei “dagli” ai vari metodi, è il caso dello studio sequenziale. Si dice se un soggetto ha una teoria della mente, è qualcosa che ha il soggetto. Significa che quando ci si comporta con gli altri.
Teoria della mente: capacità di un soggetto, avere la teoria della mente significa che quando ci si comporta con gli altri, ti comporti dimostrando che sai che con quello con cui stai parlando è uno che ha le tue stesse caratteristiche sociali (non è una cosa così ovvia), molti animali si comportano tutti così, ad esempio una rana salta e scappa via, noi ci comportiamo trasferendo all’altro alcune caratteristiche particolari.
Un esperimento che è stato fatto per spiegare se le scimmie avessero una teoria della mente (ce l’hanno abbastanza sviluppata) è avvicinarsi con un secchio in testa che la copra, dando una banana, avendo del cibo in mano, per riuscire a capire se la scimmia si comportasse nello stesso modo se tu ti copri la testa oppure no, se si comportasse in modo diverso significa che capisce che informazioni gli stai trasferendo.
- B
- Sss
- D
- ? mortalità
- ? coorte
- Ricercatore
- B
- A
- D
Lezione 4: psicologia dello sviluppo
Si presenta uno stimolo ambiguo, uno stimolo che può essere proiettato in più modi (es. vaso di Rubin), non c’è una standardizzazione, diventa problematico fare delle misure.
Test di Rosharch: si presentano delle macchie di inchiostro, ciascuno può vederci quello che vuole (nelle immagini ambigue le immagini si alternano, non c’è possibilità di inventare). A destra c’è un item del TAT (test percezione tematica) poi esiste anche la possibilità di fare questi test tramite stimoli visivi ma anche attraverso favole raccontante e il paziente finisce la storia.
Poi c’è un altro campo che si occupa delle abilità sociali. La competenza sociale è la capacità di valutare i comportamenti degli altri, (abbiamo già visto la teoria della mente, la capacità di capire nell’altro c’è una persona come noi che si comporta secondo regole sociali come noi) si valutano le acquisizioni delle abilità relazionali, capacità di collaborare ecc. fatte attraverso le interviste.
Sociogramma di Moreno: tecnica numerica. Per ovviare all’assenza di spiegazioni, si può utilizzare la seconda tecnica. Con la risposta alle domande poste, si può tentare di dare una spiegazione alle risposte delle domande delle prime domande della prima fase dell’analisi sociografica.
- C
- B
- B
- A, la B ci potrebbe anche stare ma dato che tutte le sue opzioni sono state scartate, A
- D (non si interviene, quindi naturalistiche)
- A
- D, variabile indipendente
- C. Se fosse la B, la b di solito misura solo un gruppo
- B. nel sequenziale (C), se si perdessero soggetti si potrebbero rimpiazzare o prendere dati da altri gruppi, nello studio longitudinale si ha un solo gruppo
- Nelle domande con “eccetto”, il prof ha visto che c’è sempre più errore, indipendentemente dalla domanda, ha detto di fare attenzione, all’esame potrebbe capire una domanda simile. B si può ingannare il soggetto purché alla fine dell’esperimento lo si informi
Genetica dello sviluppo
Genotipo: è il pool di geni. Fenotipo: Epigenetica: è una cosa recente. Si tratta di un problema generale specie negli organismi più complessi. I geni, pur essendo molto complessi, non riescono a spiegare l’enorme complessità dell’essere umano (o di altri esseri). Se prendiamo il comportamento di una persona non c’è una spiegazione diretta dovuta al pool genetico, ci sono molte varia.
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