PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
LO STUDIO DELLO SVILUPPO
Obiettivo della psicologia è studiare il comportamento e i processi interni che lo regolano e lo
controllano. I comportamenti sono governati tanto da fattori biologici quanto da fattori sociali.
L’uomo è una creatura biologica e sociale.
Gli psicologi dello sviluppo non studiano i bambini, ma studiano i cambiamenti nel comportamento
che si verificano durante il ciclo di vita nelle varie fasi e nelle varie età. In alcune fasi questi
cambiamenti sono macroscopici e quindi più facili da osservare.
Il concetto di sviluppo non va confuso con quelli spesso erroneamente utilizzati come sinonimi:
• quantitativa (capelli, unghie crescono…), la
crescita: cambiamento nella sola dimensione
crescita può essere misurata
• maturazione: fa riferimento a cambiamenti qualitativi (maturazione tratti sessuali
nell’adolescenza…)
• cambiamenti quantitativi e qualitativi che si manifestano nell’individuo
apprendimento: per
effetto della sua esperienza individuale (suonare il pianoforte, guidare…), è una conseguenza
a un ambiente specifico dell’individuo
Il concetto di sviluppo invece fa riferimento a un ambiente specie-specifico, un ambiente generale
per tutto il genere umano. Diversamente dal concetto di crescita, maturazione e apprendimento fa
riferimento a cambiamenti quantitativi e qualitativi e include l’idea di una programmazione interna,
una predisposizione che caratterizza l’uomo come specie che manca al concetto di apprendimento e
quini a riferimento a un ambiente specie specifico, scarsamente influenzato dagli aspetti culturali e
personali in cui il bambino è immerso. (Per esempio il bambino sviluppa le abilità linguistiche, tutti
i bambini di tutte le culture sono predisposti ad apprendere una lingua benché apprendano la lingua
del contesto specifico di appartenenza.)
Vogliamo descrivere i cambiamenti entro una o più aree del comportamento o domini dello sviluppo
(sviluppo motorio, sviluppo cognitivo, sviluppo del linguaggio, lo sviluppo emotivo, sviluppo sociale,
lo sviluppo reale è un complesso di domini che si influenzano l’uno con
lo sviluppo affettivo);
l’altro, un bambino non si sviluppa nell’ordine dei capitoli di un manuale, sono molto
importanti quindi le relazioni osservabili tra questi domini.
Studiare lo sviluppo a livello descrittivo significa descrivere le trasformazioni che avvengono
all’interno dei domini e tra domini diversi, queste trasformazioni possono essere rappresentate
graficamente attraverso delle curve. Le curve non sono sempre lineari e crescenti.
Lo sviluppo non implica solo un incremento lineare-quantitativo, ma può avvenire anche secondo
sequenze di trasformazioni non lineari.
Le più frequenti sono le trasformazioni stadiali (Piaget). Un bambino in uno stadio è qualitativamente
diverso da un bambino in un altro stadio, ha comportamenti e pensieri diversi.
Nelle curve a U il bambino a una certa età presenta alcune abilità che poi sembrano sparire per poi
ripresentarsi ad età più elevate ma qualitativamente diverse.
Alcuni aspetti dello sviluppo non cambiano nel tempo e tenono a rimanere costanti nel tempo. Per
esempio alcune caratteristiche temperamentali, alcuni tratti della personalità, alcuni processi cognitivi
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di base, alcune capacità emotive (emozioni primarie) si manifestano molto precocemente e non si
modificano al variare dell’età.
Controintuitivamente alcuni aspetti dello viluppo si estinguono con l’avanzare dell’età (per esempio
la capacità di discriminare volti umani è sempre presente mentre la capacità di discriminare volti di
primati è presente solo a sei mesi.) Abilità poco adattive si estinguono.
Lo sviluppo è una sequenza di trasformazioni. Studiare lo sviluppo significa studiare il cambiamento
che avviene nel tempo e per fare ciò bisogna assumere un punto di visto dinamico che tenga conto
della dimensione temporale.
Lo psicologo dello sviluppo si chiede anche che cosa renda possibile lo sviluppo (passiamo al livello
interpretativo, da quello descrittivo.) Spieghiamo come avviene il cambiamento, individuiamo i
fattori che rendono possibile lo sviluppo e fattori che rallentano, aiutano o inibiscono lo sviluppo.
COSA RENDE POSSIBILE LO SVILUPPO? QUALI FATTORI LO INFLUENZANO?
I fattori che influenzano il cambiamento sono diversi.
Alcuni fattori sono innati (filogenesi, patrimonio genetico, caratteristiche individuali come
temperamento), altri sono ambientali che sono collegati all’ambiente in cui il bambino è inserito e
alle esperienze del bambino (ontogenesi, ambiente sociale e culturale, esperienza).
Questa è una questione antica “natura-ambiente”: la psicologia dello sviluppo assume un punto di
vista interazionista, lo sviluppo è il risultato di effetti combinati di semi (natura) e suoli (ambiente).
Un seme vulnerabile inserito in un suolo ricco darà luogo a una certa pianta, un seme ricco piantato
nella sabbia darà luogo a un’altra panta ecc…
• Il processo di sviluppo risulta influenzato anche da fattori filogenetici legati all’evoluzione
della specie. Per esempio fin dalla nascita il bimbo è particolarmente attratto da informazioni
di natura sociale, ovvero da informazioni che massimizzano la probabilità di entrare in
interazione e in relazione con gli altri. Attenzione a volti, suoni, movimenti biologici…
Il seme non viene al mondo grezzo ma è predisposto da fattori filogenetici a entrare in relazione con
gli altri. (Attaccamento, imprinting…)
• Il processo di sviluppo risulta influenzato da fattori maturazionali: la maturazione del SNC
influenza molto il cambiamento soprattutto nei primi mesi di vita con la massima plasticità
cerebrale. Il cervello aumenta non solo di dimensioni con l’età ma modifica la sua architettura
in funzione dell’ambiente e delle esperienze che deve elaborare.
• l’ambiente è un costrutto teorico molto complesso che
Fattori ambientali-esperienziali:
rimanda ad almeno tre significati.
è l’ambiente che ci accomuna come specie e che ci fornisce
1. Ambiente specie-specifico,
esperienze comuni a tutti gli individui umani (es sviluppo linguistico).
2. Ambiente esterno individuale, diverso da individuo a individuo, induce il bambino ad
acquisire o sviluppare determinate esperienze (es calcio, pianoforte…), può essere analizzato
a più livelli (famiglia, scuola, pari, condizioni socio-economiche, politica sociale e dei servizi)
3. Ambiente interno individuale, le pregresse esperienze avute influenzano il nostro
cambiamento, a livello cognitivo cool e hot tutte le nostre esperienze vengono trattenute in
memoria e influenzano il nostro oggi 2
dell’interattività (cioè il fatto di considerare lo sviluppo come risultato di molteplici fattori)
La logica
ci obbliga ad adottare un’ottica probabilistica. Nessuno può prevedere come sarà lo sviluppo di un
bambino, si possono solo prevedere i fattori di rischio e di protezione che massimizzano la probabilità
di avere uno sviluppo tipico o atipico. Questo approccio probabilistico è molto facilmente osservabile
nelle differenze individuali di sviluppo tipico e atipico.
è ottimizzare lo sviluppo atipico. E’ un obiettivo
Altro obiettivo della psicologia dello sviluppo
applicativo, vuole promuovere il cambiamento e il miglioramento.
Infatti una descrizione adeguata ci fornisce i fatti dello sviluppo e una spiegazione adeguata ci
fornisce i fattori che hanno contribuito a un esito evolutivo tipico, posso quindi indagare lo sviluppo
atipico per confronto. SVILUPPO FISICO-CEREBRALE
SVILUPPO PRENATALE E GRAVIDANZA
capitolo 3 santrock 3
Sviluppo prenatale
Delle centinaia di milioni di spermatozoi espulsi, solo 200-330 giungono a destinazione e compiono
un assalto in massa, ma solo uno riesce a perforare l’ovulo che cambia poi composizione chimica per
impedire agli altri spermatozoi di entrare.
Genetica della fecondazione
Cariotipo di una cellula somatica: 23 coppie di cromosomi corrispondenti, cioè 46 cromosomi.
Cariotipo di un gamete (cellula sessuale): 23 cromosomi.
Spermatozoo mediamente più resistente e lento: femmina X. di arrivare all’ovulo in più, ma X è più
Spermatozoo leggero e rapido: maschio Y. 20% di probabilità
forte e quindi l’arrivo al concepimento è più probabile per X, dunque le probabilità di un nascituro
maschio o femmina si aggira intorno al 50%.
Fattori epigenetici
Ma non tutto si trova nel genoma, l’epigenetica è una importante componente. Essa studia i
cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo, e descrive tute quelle
modificazioni ereditabili che variano l’espressione genica da una cellula o un organismo pur non
alterando la sequenza del DNA. Studia i fattori che causano una diversa espressione dei geni.
Il genoma funziona come un dizionario, l’epigenoma è circostanziale (un italiano conosce il
dizionario italiano ma l’uso che ne fa è circostanziale alle parole conosciute e usate). E’ il livello di
espressione di un gene associato a quanto o meno i fattori epigenetici determinano la attivazione di
questo gene.
Stadi/periodi dello sviluppo prenatale
Durante il periodo prenatale si completa l’organizzazione di un individuo maturo e capace di
sopravvivere nell’ambiente esterno.
1. Stadio germinale dalla fecondazione alla 2 settimana di gravidanza
2. Stadio embrionale 2-8 settimana
3. Stadio fetale 8-38/42 settimana
Periodo germinale:
1. avvengono tre processi principali:
- la fecondazione generalmente nella tuba di Falloppio,
- la divisione cellulare, la prima divisione dopo 36 ore, il viaggio nelle tube, la morula si forma dopo
circa 3 giorni, la continua divisione darà luogo alla blastocisti che ha la forma di una sfera cava
l’impianto/annidamento dello zigote (blastocisti) nella parete dell’utero.
-
Periodo germinale→embrionale: lo strato esterno della blastocisti emette delle proiezioni che
penetrano la parete uterina, la massa cellulare interna alla blastocisti diventa l’embrione, dalla zona
dell’impianto iniziano a svilupparsi vasi sanguigni che daranno origine alla placenta (organo
attraversi cui avvengono gli scambi nutrizionali tra madre e bambino).
si sviluppano anche i sistemi che sostengono la vita dell’embrione:
Periodo embrionale:
2. amnio (sistema di supporto costituito da una sacca contenente un liquido nel quale galleggia
l’embrione in via di sviluppo), placenta, cordone ombelicale (sistema di supporto che contiene
due arterie e una vena che collega il bambino alla placenta).
La massa di cellule diventa una forma umana riconoscibile (il feto), si formano i principali organi e
arti. C’è una differenziazione delle cellule in regioni corporee e tessuti specializzati, è il periodo di
più rapida crescita della vita umana, uno sviluppo rapidissimo.
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Sistema circolatorio e cuore, ossa muscoli, sistema escretore e riproduttivo dal mesoderma.
Tubo neurale e pelle dall’ectoderma.
Sistema digestivo e respiratorio dall’endoderma.
dall’organogenesi:
Il periodo embrionale è caratterizzato formazione dei principali organi e arti.
All’ottava settimana il feto non è più grande di tre centimetri e non pesa più di un grammo, ha una
forma riconoscibile di mini essere umano.
Periodo fetale:
3. periodo finale dello sviluppo prenatale, avviene lo sviluppo vero e proprio
del cervello.
Età minima vitale,
22 settimana: il
bambino è in grado
di sopravvivere al di
fuori del grembo materno.
Nel periodo fetale gli organi aumentano di volume, aumenta il grasso del bambino, aumentano le
misure e il peso. 5
Principi dello sviluppo fisico prenatale
Lo sviluppo segue una sequenza di tre principi basici:
• sequenza prossimale-distale: crescita comincia dal centro del corpo e procede verso le regioni
più esterne, quindi comincia per gli organi interni e il tronco e poi continua verso gli arti
• sequenza cefalo-caudale: la crescita più rapida avviene in alto, nella testa, e procede verso gli
arti inferiori
• sequenza specifica rispetto alla massa: le strutture più grandi si formano prima di quelle più
piccole (es mano prima delle dita)
La crescita non è lineare, è molto rapida, l’incremento di statura e di peso è maggiore che in qualsiasi
altro periodo del ciclo della vita, infatti per esempio nei primi 6 mesi di gravidanza c’è il massimo
aumento di statura e peso, quasi 2 mm al giorno, a partire dalla 35 settimana c’è un rallentamento
della crescita.
✗ Embrione: lunghezza della testa è metà della lunghezza totale del corpo, alla nascita sarà ¼.
E’ una crescita non lineare ma anche sproporzionata.
Il patrimonio genetico e l’ambiente collaborano nel determinare lo sviluppo fisico, e non solo. Le
principali variazioni interindividuali della crescita sono imputabili a fattori ereditari (es quantità di
ormone della crescita) e all’ambiente (es nutrimento ed esperienza della madre, malattie, fumo,
infezione, altri agenti teratogeni). Tutto ciò può influire nello sviluppo fisico del bambino e sul
comportamento.
Il dibattito natura-cultura dalla prospettiva della genetica comportamentale
Questa interazione tra genetica e ambiente è alla base di diverse discipline come la genetica
comportamentale che è la disciplina che intende valutare l’influenza di fattori ereditari e
dell’ambiente sulle caratteristiche individuali dello sviluppo.
Per studiare il legame tra genetica e ambiente si vengono studiati i gemelli e le persone adottate. In
particolare comparano somiglianze e differenze di comportamento di gemelli identici monozigoti con
gemelli dizigotici, non identici. Studiano anche i figli adottivi. Tentano di stabilire che comportamenti
e caratteristiche psicologiche di bambini adottati son più simili a quelle dei genitori adottivi che hanno
determinato il loro ambiente domestico o a quelle dei genitori biologici che hanno contribuito alla
caratteristiche ereditarie, oppure si fa un confronto fra figli adottivi e figli biologici.
Prospettiva epigenetica
Dott. Ernesto Burgio: “Il DNA non contiene il programma genetico dell’individuo ma semplicemente
e sarebbe l’ambiente a determinare il fenotipo
un enorme quantità di informazioni potenziali
definitivo dell’individuo.”
I geni quindi danno una probabilità di espressione e sono le esperienze prenatali e post natali a
determinare l’espressione di questi geni. Questi geni vengono accesi o spenti. Molti fenotipi possono
derivare da un unico genoma di base.
La prospettiva epigenetica enfatizza quindi l’idea che lo sviluppo sia il risultato di uno scambio
continuo bidirezionale fra fattori ereditari e ambiente e si contrappone ai sostenitori della
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correlazione tra fattori ereditari e ambiente nella quale si osserva una relazione univoca, ossia che
c’è una biologia che determina un comportamento e che poi sia l’ambiente a modularlo.
La gravidanza
Mentre il piccolo si sviluppa la madre subisce durante la gravidanza dei cambiamenti, seppur
temporanei, fisici e psicologici. Questi cambiamenti sono ormai ben conosciuti ma il vissuto emotivo
cambia da donna a donna.
Il periodo viene diviso in 3 trimestri (non equivalgono agli stati prenatali del bambino, i primi due
avvengono nel primo trimestre, il terzo percorre tutti gli altri due trimestri).
• Primo trimestre, cambiamenti ormonali
I vari sintomi sono innescati dai cambiamenti relativi della concentrazione di diversi ormoni e anche
sangue affluisce in grande quantità all’utero.
dal fatto che il
- Viene impiantata la blastocisti, aumenta il progesterone (ormone che favorisce la gestazione).
- Si forma la placenta, viene prodotta HCG (gonadotropina corionica umana) che impedisce al corpo
di rigettare l’embrione come un corpo estraneo.
della donna
Sintomi spiacevoli comuni: debolezza, stanchezza, svenimento, mal di testa, nausee (possibile
evoluzione per proteggere l’embrione? Evitare che la madre mangiasse carne avariata o piante
tossiche?).
In media 1/10 delle gravidanze termina con un aborto spontaneo in questo trimestre. La proporzione
aumenta con l’età della donna: intorno ai 40 anni 1/5 delle gravidanze termina con un aborto
spontaneo in questo trimestre.
• Secondo trimestre, sentirsi meglio ed emotivamente in contatto col bambino
Principali eventi:
aumento dimensioni dell’utero (nuovi abiti)
-
- gli altri si accorgono
percezione movimenti fetali→ aumenta nella donna il legame col figlio e la rappresentazione
-
mentale di esso
• Terzo trimestre, ingrossamento del corpo e attesa del grande evento
Cambiamento della percezione corporea della donna, possibile mal di schiena, crampi, formicolii,
intorpidimenti alle gambe, bruciore allo stomaco, insonnia, aumento ansia e senso di attesa crescenti.
La gravidanza è un periodo in cui si possono realizzare condizioni di difficoltà psicologiche.
Fattori che aumentano il rischio di depressione nelle madri (possibili problemi di legame col
bambino):
- seri problemi economici
- recente perdita del lavoro o problema di perderlo
- problemi coniugali, rifiuto del bambino da parte del partner
- assenza di supporto di coppia, familiare o amicale
- gravidanza inaspettata 7
RISCHI IN GRAVIDANZA
Teratologia e i rischi nello sviluppo prenatale
Nonostante il feto viva in un ambiente protetto non è completamente immune alle influenze del
mondo esterno che può influire sullo sviluppo del bambino in molto modi come svariati studi hanno
dimostrato. Molti pericoli nello sviluppo prenatale dipendono da complesse interazioni tra natura e
ambiente: vulnerabilità gen
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