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Psicologia dello sviluppo

Appunti di Psicologia dello sviluppo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Appunti schematici di “Manuale di psicologia dello sviluppo” – a cura di Ada Fonzi, La storia, Piaget: Cognitivismo, Intelligenza stadiale, Vygotskij: prospettiva storico-culturale, ecc.

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Caratozzolo

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ESTRATTO DOCUMENTO

Valutazione delle abilità sociali

INTERVISTE

Scambio verbale tra intervistatore e intervistato

Aperte: no domande prefissato né limiti al tipo e all’ampiezza delle risposte

Chiuse: domande prefissate e risposte limitate (scelta multipla, si o no, ecc) (vi rientrano i questionari

autodescrttivi)

Le interviste aperte in genere servono da base per capire l’area di interesse del soggetto per poter fare

delle interviste chiuse.

Limiti: i oggetti possono barare per dare un’immagine positiva di sé

LE SCALE DI NOMINA

Sono adattamenti o variazioni del Test Sociometrico di Moreno.

Si chiede ai membri di un gruppo di sceglie con chi tra gli altri membri vorrebbero o non vorrebbero

svolgere una determinata attività. Le domande possono riguardare le abilità (con chi vorresti studiare) o

i legami affettivi (con chi vorresti uscire). Il fatto che lo status dei vari membri (quante scelte e quanti

rifiuti) sia stabilito da più valutazioni indipendenti garantisce l’affidabilità e la validità del test.

Limiti: non spiega perché un bambino è così benvoluto o viene isolato

Capito 4: Lo sviluppo cognitivo

I riflessi

Nasciamo con alcune connessioni stimolo-risposta chiamate riflessi (piangere, reagire con determinati

movimenti)

Sono movimenti involontari elicitati da uno stimolo

Sono controllati da strutture neurali sotto il livello della corteccia

Alcuni sono funzionali solo nei primi mesi di vita

Sono importanti indicatori dell’integrità strutturale e funzionale del cervello del bambino

Percezione

Secondo il senso comune (“realismo ingenuo”), la percezione è una mera registrazione sensoriale,

secondo la psicologia è una complessa interpretazione della realtà.

Consiste nell’assegnare un significato agli stimoli provenienti dagli organi di senso e nell’attribuire ad

essi proprietà fisiche: nitidezza ad un’ immagine, grandezza ad un oggetto, chiarezza ad un suono, ecc.

Teoria empirista di Helmhotz, 1967: la percezione è la somma di sensazioni elementari, integrate dalle

informazioni apprese in precedenza. Gli stimoli attuali vengono interpretati in base alle esperienze

passate.

Teoria della Gestalt,1935: gli psicologi della Gestalt avevano un approccio globalistico alla realtà e

rifiutarono la frammentarietà di Helmhotz. La percezione non è cumulativa e non è influenzata dal

passato, ma si compie all’istante in base alla distribuzione degli stimoli, ai loro rapporti e ai “principi di

unificazione. Ad esempio, tanti segmenti, posti uno dopo l’altro vengono unificati in virtù della loro

vicinanza: Es: --------------- . Questi sono segmenti del tutto indipendenti uno dall’alto ma vengono

percepiti come un tutto, cioè come una linea.

Movimento del New Look of Perception (Bruner), anni ‘60 : la percezione è influenzata dal significato

emotivo dello stimolo. I bambini poveri percepivano come più grande una moneta rispetto ad un disco

di carta di pari dimensioni, perché la loro condizione economica difficoltosa li portava a sopravvalutare

stimoli in contrasto con essa (moneta) rispetto a quelli neutri (disco).

Teoria ecologica di Gibson, 1966 : la percezione non è atomistica, né globalistica, né motivazionale. In

un ambiente vengono colti di preferenza stimoli che si prestano al raggiungimento di un fine, cioè

proprietà strumentali di un oggetto, come “commestibilità”, “percorribilità”, ecc. (=affordances, cioè

disponibilità, reperibilità).

Il bambino nasce già provvisto delle capacità di captare e interpretare la realtà attorno a sé:

nel feto ha le prime esperienze tattili, uditive e gustative.

o mostra di avere già preferenze: preferisce i sapori dolci a quelli amari

o ha una soglia uditiva più alta degli adulti (quindi sente di meno) soglia oltre la quale il suono deve

o arrivare per essere sentito

distinguono la voce umana da altri suoni e una voce dall’altra e soprattutto distinguono la voce

o materna

Vedere le forme

La percezione più studiata è quella visiva - facilità di registrare comportamenti

anche fugaci (dove gira lo sguardo)

- strumenti funzionali

Alla nascita: apparato visivo funzionante ma immaturo

il bambino vede ad una distanza che va dai 20 ai 50 cm

o reagisce alle differenze di luce

o è attratto dagli oggetti in movimento volto umano

o è attratto dai colori

o  di fronte a varie maschere del volto umano i bambini di 4 mesi

preferivano quella di un volto ben definito, i bambini di 2 anni (che hanno

già uno schema del volto) erano attratti da un volto leggermente

deformato

L’orientamento spaziale

Costanze percettive: gli oggetti non cambiano forma o dimensione se guardati da diverse angolazioni

ESP. TOM BOWER (tecnica basata sul condizionamento):

3 mesi: costanza della forma

4-5 mesi: costanza della dimensione

Profondità: esperimento di Gibson e Walk “fosso visivo”, “baratro”, “precipizio”

Il bambino a 6 mesi ha coscienza della profondità: posto su una lastra di vetro che sovrasta un fosso a

fantasia sagomata, sebbene una parte di questo pavimento a scacchi sia aderente al vetro 8sotto di lui)

il bambino si rifiuta di attraversare la lastra di vetro per ricongiungersi alla madre che è dall’altro

lato del vetro.

Capacità basilari di apprendimento

I bambini hanno una grande capacità di apprendere e ricordare.

Per conoscere i meccanismi di apprendimento bisogna rifarci al comportamentismo che ebbe i suoi

padri fondatori Watson e Pavlov.

Watson

 E’ contro la psicologia di Wundt che nel 1987 aprì il primo laboratorio di Psicologia, in Germania,

per studiare la coscienza, le sensazioni, i pensieri.

 Solo il comportamento osservabile può essere studiato in modo oggettivo.

Cos’è la parola?

I movimenti dei muscoli fonatori

Il pensiero?

Un parlare sublocale

Watson e le idee di base del comportamentismo

• Nessuno spazio all’innatismo

• Determinismo monocausale – principio unico che spiega tutto il comportamento: l’apprendimento di

connessioni S-R

• Contro la separazione corpo-mente

• Accento sulla ricerca e la descrizione rigorosa e scientifica

• Grande enfasi sulla possibilità del cambiamento

L’APPRENDIMENTO

• L’inizio dell’apprendimento si verifica già nel periodo pre-natale (ad es. mettendo un altoparlante

vicino al ventre materno, i suoni trasmessi provocano un’accelerazione del battito cardiaco del feto).

• Sin dalla nascita l’organismo possiede, geneticamente, un determinato programma comportamentale

(ad es. la pupilla si restringe ad una luce intensa = riflesso incondizionato).

incondizionato

• L’ apprendimento non è altro che la possibilità di arricchire o modificare tale programma sulla base

dell’esperienza

esperienza

• Il condizionamento che implica una modificazione per associazione tra stimoli è noto come

CONDIZIONAMENTO CLASSICO

Nel bambino l’apprendimento è migliore se è adattivo (ad es. legato alla nutrizione)

Pavlov

• Le ricerche di Pavlov (proseguite da Watson negli Usa) partirono dalla constatazione che i cani

emettono saliva non solo mentre s’introduce del cibo nella loro bocca, ma anche alla semplice vista del

cibo o dello sperimentatore che solitamente li nutre.

• Pavlov intuì che questa reazione non era un riflesso biologico innato, ma appreso.

Esperimento del cane riflesso condizionato

• dapprima li stimolò col suono d’un campanello, senza che ciò provocasse salivazione (stimolo

stimolo neutro);

neutro

• poi introdusse del cibo nella loro bocca, e ciò comportò salivazione (riflesso

riflesso incondizionato);

incondizionato

• ripresentò più volte i due stimoli in successione (suono e cibo);

• alla fine notò che i cani cominciavano a salivare al solo suono del campanello (era il riflesso

condizionato).

condizionato STIMOLI

"stimoli

stimoli adeguati" o "incondizionati

incondizionati" "stimoli

stimoli condizionati" (possono

adeguati condizionati

(elicitano le risposte in modo elicitare lo stesso tipo di risposte).

spontaneo) RISPOSTE

acquisite o condizionate "naturali" o incondizionate

che si stabiliscono dopo un certo che si attuano in modo spontaneo

addestramento Terminologia

Stimolo Incondizionato (SI) : qualsiasi stimolo che naturalmente elicita sempre un certo tipo di risposta

Risposta Incondizionata (RI) : qualsiasi risposta che naturalmente si presenta in conseguenza di uno SI

Stimolo Neutro (SN): qualsiasi stimolo che naturalmente non produce RI

Stimolo Condizionato (SC): qualsiasi stimolo, inizialmente neutro, che, dopo ripetute associazioni con SI, provoca una

RC anche se presentato da solo

Risposta condizionata (RC): una risposta simile a RI che si presenti dopo l’esposizione a SN, in assenza di SI.

Skinner Condizionamento operante o strumentale

Far acquisire o scoraggiare certi comportamenti attraverso

RINFORZI PUNIZIONI

procedura che procedura che

aumenta la probabilità riduce la probabilità

che la risposta Se il ratto Se il ratto che la risposta

si ripeta in futuro. premendo la leva premendo la si ripeta in futuro.

Lo stato conseguente trova il cibo leva prende la Lo stato conseguente

deve essere gradito scossa deve essere

al soggetto sgradevole

per il soggetto

POSITIVO: riceve un premio:

esempio del ratto con il cibo

NEGATIVO: quando lo sottrae

da una condizione spiacevole.

Es: se il ratto è soggetto alla

scossa e premendo la leva

annulla il passaggio della

corrente elettrica

 Il condizionamento classico in genere si basa su comportamenti riflessi (sollecita una risposta) e

nasce dall’associazione tra stimoli, laddove il condizionamento operante implica una risposta

strumentale (costruisce una risposta) e nasce dall’associazione tra stimoli (Sd ed Sr) e risposte

 Il condizionamento classico elicita una risposta, laddove quello operante manipola la probabilità che

una data risposta sia emessa dal soggetto.

LA MEMORIA metafora del computer

Studio della memoria (anni 60-70) secondo l’approccio teorico HIP (Human Information Processing)

S’intende per “memoria” la capacità di conservare (ricordare) le precedenti esperienze.

Memoria/Adattamento. La memoria serve per acquisire informazioni utilizzabili ai fini di un

adattamento sempre migliore all’ambiente. Questa funzione cognitiva è tanto più importante quanto più

si sale la scala zoologica. Gli animali inferiori, infatti, affidano il loro adattamento alla memoria

genetica, cioè a quanto trasmesso ereditariamente dai progenitori, e rispondono agli stimoli ambientali

quasi esclusivamente con schemi prefissati (innati o istintivi) di comportamento. Gli animali superiori

invece possono programmare in modo creativo-inventivo il loro comportamento, sulla base delle

informazioni memorizzate nel corso della loro propria esperienza, giungendo persino (nel caso

dell’uomo) a modificare l’ambiente secondo le proprie esigenze.

Il processo mnemonico è suddiviso in tre fasi:

 acquisizione (fissazione) di determinate informazioni

 conservazione (ritenzione/ reiterazione) delle stesse informazioni acquisite, ma col rischio di

sottoporle a modifiche qualitative o quantitative (i cd. “errori”); inoltre ciò che è stato acquisito

può anche essere perduto o dimenticato (“oblio”),

 ricordo (recupero) di quanto è stato conservato. Sono legate: se vedo

qcn lo riconosco e

Riconoscimento (si riconosce qcs come familiare) rievoco varie

Rievocazione (si rievocano esperienze di quel qcs) esperienza: quando

l’ho conosciuto, le

sue abitudini, ecc

(sostano brevemente nel registro sensoriale. Alcune vengono perse altre passano nella memoria

a breve termine e da qui nella memoria a lungo termine)

L'informazione che arriva La MLT si considera essere

alla MBT, se non è oggetto virtualmente illimitata, ma la

di attenzione, comincia riattivazione di un'informazione può

subito a cancellarsi anche essere impedita dall'incompletezza

se, mediante una ripetizione, delle associazioni necessarie alla sua

può essere restaurata. identificazione.

Aumenta notevolmente nei Lo span di cifre in un

primi anni di vita bambino di 5 anni è di poco

inferiore a 4; in uno di 6-7

anni supera le 5 cifre

Si studia con lo “span” (ampiezza o lunghezza)

di cifre, numeri o immagini (quanti ne sa

ripetere subito dopo averli sentiti enunciare)

I fattori che influenzano l’acquisizione e la conservazione del materiale memorizzato per un periodo di

tempo più o meno lungo, sono:

Fattori relativi al soggetto. Uno stato di stanchezza o dolore ostacola l’apprendimento. Viceversa,

 la motivazione interiore, l’interesse per l’argomento ecc lo favoriscono. Il rendimento aumenta sino

all’età di 20 anni, poi diminuisce sino a 60 anni, età in cui la media del rendimento è pari a quella

dei ragazzi di 11 anni.

Fattori relativi al materiale da memorizzare. Si ricorda più facilmente e più a lungo un materiale

 dotato di significato, organizzato, raffigurante oggetti concreti (ad es. la melodia di una canzone o

un brano di prosa si apprendono meglio di un insieme di note o di parole slegate; una serie di

numeri che seguono uno schema logico meglio di una serie di numeri a caso; le figure meglio delle

parole; le parole “concrete” meglio di quelle “astratte”, ecc.);

Fattori relativi alla pratica o all’esercizio. Vi sono, in questo campo, varie tecniche operative per

 la memorizzazione:

il superapprendimento (cioè quando un determinato materiale viene ripetuto di continuo, a

o intervalli di tempo crescenti, finché non viene completamente e definitivamente fissato. È

noto, in tal senso, che molte attività praticate con costanza per un certo periodo di tempo e

poi abbandonate, se vengono riprese sono riattivabili con estrema facilità);

l’esercizio concentrato (è una variante del superapprendimento: la differenza sta negli

o intervalli di tempo, che in questo caso si susseguono a ritmo uniforme);

l’esercizio frazionato (qui le prove di apprendimento sono intervallate con delle fasi di

o riposo. La memorizzazione si ottiene più facilmente che non con l’esercizio concentrato);

l’apprendimento globale (consiste nel memorizzare un materiale nella sua totalità in ogni

o prova effettuata: ad es. di una poesia di quattro strofe si ripetono ogni volta tutte e quattro le

strofe);

l’apprendimento parziale (consiste nel memorizzare un materiale suddividendolo in tante

o parti da apprendere isolatamente ad ogni prova: ad es. di una poesia di quattro strofe si ripete

la prima finché non la si è appresa, poi la seconda e così via);

l’apprendimento incidentale (che si verifica quando memorizziamo senza averne

o l’intenzione, purché ci sia l’abitudine all’apprendimento volontario: p. es. ad un soggetto si

presenta una serie di figure geometriche regolari, ognuna diversamente colorata, e gli si

chiede di anticipare il nome delle diverse figure che si presentano in successione –triangolo,

quadrato, ecc.-, finché non ha memorizzato tutta la successione; poi gli si chiede di rievocare

il colore di ogni singola figura).

Le strategie 23llocuti

Per far funzionare meglio la memoria si usano strategie:

Reiterazione. Ripetere tra sé e sé il dato da memorizzare fino a quando non dobbiamo usarlo (nei

o bambini è evidente perché muovono silenziosamente le labbra)

Organizzazione. Memorizzare in modo più semplice (per esempio i numeri di telefono dividendoli

o in prefisso + 3 numeri da 2 cifre)

Elaborazione. Collegare con frasi o immagini due parole da ricordare. (per ricordare “ape” e

o “fiore” possiamo immaginare un’ape che succhia il polline di un fiore)

I bambini piccoli non usano strategie. Iniziano a farlo dopo i 5 anni. Usano però metodi rudimentali (ad.

Es. se ad un bambino di 2 anni si chiede di tenere amente un certo posto, lo fissano oppure restano nei

paraggi.)

A 5 anni si inizia ad usare la reiterazione. Esperimento: ai bambini viene mostrata una serie di

figure e lo sperimentatore ne indica 3 a caso spiegando

A 5 anni ci può essere: che a breve avrebbero dovuto mostrarli loro nello

Strategia non disponibile (non si può stesso ordine. Quelli che usavano la reiterazione

nemmeno apprendere)

Mancanza di produzione (la si può riuscivano meglio.

apprendere.)

Pieno uso della strategia

Memoria insieme di dati organizzati in modo rigoroso attorno a nuclei tematici

Si sviluppa prima

Mem. Episodica Mem. Semantica

Fatti, eventi, esperienze Rappresentazione di concetti

dell’individuo. e relative relazioni

Costruzione del sé acquisizione del linguaggio e condivisione

e storia personale di esperienze con persone della stessa cultura

Questa categoria riguarda la memoria del significato

Mem. Episodica: delle parole, per esempio il significato della parola

organizzazione in forma associativa e fiore, o della parola cane. A differenza della memoria

episodica, non ha carattere personale, ma è

contestualizzata piuttosto comune a tutti coloro che parlano la stessa

lingua. E' la comprensione unanime del significato

Mem. Semantica: delle parole quella che permette alle persone di fare

conversazioni che hanno un senso.

organizzazione basata su schemi e concetti

1. Si sviluppa prima la memoria episodica e poi la memoria semantica.

2. Il passaggio avviene in modo graduale.

3. La linea di congiunzione è lo “script” (copione, sceneggiatura). Lo script è la ripetizione schematica

di alcuni atteggiamenti (come si sta al ristorante, come si confezione una torta, ecc). Inizialmente il

bambino memorizza questi atti come episodi (mem. episodica), successivamente ne estrae gli

elementi che si ripetono costantemente, li usa come organizzatori dell’esperienza finché non entrano

nella mem. semantica come concetti.

Memoria ed età 

Scarsa memoria nell’età adulta e infantile diminuzione della velocità con cui si elabora

l’informazione

“rifiuto” o scarsa motivazione

per compiti che “sanno di scuola”

Nella mezza età la memoria è ancora efficiente se connessa ad attività lavorative o quotidiane

IL LINGUAGGIO

Per imparare e capire una lingua: > semanticità (capacità di rappr. simbolicamente oggetti e stati

d’animo)

> dislocazione (capacità di pensare al passato e al futuro)

> produttività (capacità di capire frasi nuove e dare un numero

infinito di messaggi attenendosi però a regole ben precise)

sviluppo del linguaggio del bambino = straordinario



Linguaggio fattori genetici e ambientali

LINGUAGGIO = APPRENDIMENTO LINGUAGGIO = MATURAZIONE

Skinner: Chomsky:

 linguaggio = comportamento verbale - linguaggio = maturazione del dispositivo LAD

(Language Acquisition Device)

si apprende come gli altri comportamenti

 il rinforzo lo favorisce

il fatto che aiuta a raggiungere certi scopi i bambini iniziano a parlare alla stessa età a

fa si che il bambino lo usi (dammi acqua) prescindere dagli stimoli esterni

- importanza della sintassi (la produttività e la

Limiti: comprensione sono possibili se si conoscono le

 non tiene conto dell’aspetto creativo del regole grammaticali)

linguaggio (il bambino è presto capace di

formulare frasi originali) Limiti:

- esclude l’apprendimento

- esclude il rapporto tra linguaggio e attività cognitive,

percettive e motorie

- esclude i casi in cui la sintassi non spiega il senso

della frase (Ha l’orologio? Significa Che ore sono?)



Linguaggio pensiero

Piaget:

linguaggio e pensiero sono condizionati da: - egocentrismo

- realismo

- animismo

- finalismo

Vygotskij:

linguaggio e pensiero sono condizionati dal contesto sociale

linguaggio = funzione regolativi prima (2 anni) serve per comunicare alle persone il proprio

pensiero (a voce alta) poi viene interiorizzato (7 anni) come

mezzo per guidare dall’interno (livello intrapsichico) i

propri processi cognitivi e il proprio comportamento



Linguaggio abilità sociali

Il linguaggio permette di modificare il contesto sociale

Aggiunta di informazioni modifica del comportamento altrui quando si chiede qualcosa

quando si asserisce qualcosa

Sviluppo del linguaggio è importante il contributo degli adulti (come si rapportano a loro)

Bruner: motherese o baby-talk (la madre interpreta i vocalizzi del bimbo)

IMPORTANTI Routine (eventi importanti che devono ripetersi: leggere le favole,

il gioco del cucù…

Primi segnali gestuali e vocali

  

Pianto (2-3 mesi) suoni vocalici (5-6 mesi) suoni consonantici (6-10 mesi) lallazione; vocalizzi

intenzionali (combinati con lo sguardo o il sorriso) (9-13 mesi) gesti referenziali o simbolici

[indicare, dire no, fare ciao] che sostituiscono le parole.

I bambini piccoli comprendono più parole di quante ne sappiano dire. Si registra un rapido incremento

nei primi mesi di vita:

10 mesi: 60 parole contestualizzate (circoscritti al loro ambiente: non lo fare, batti le mani)

16 mesi: 200 parole decontestualizzate

Le prime parole (11-13 mesi)

In un primo periodo aumentano molto lentamente (da 1 a 10 per tre mesi, 40-50 verso i 16 mesi, fino a

200 a 20 mesi).

Prime parole: - nomi (mamma, nonni, ecc)

- azioni abituali (dormire, bere, ecc)

vengono adoperati solo su richiesta: cos’è questo? Un cane

Per costruire i significati delle varie parole il bambino si serve di 2 categorizzazioni:

1. caratteristiche funzionali: la forchetta serve per mangiare, l’acqua per bere

2. caratteristiche percettive: colore, forma grandezza

Estensione dei significati:

 sovraestensione : il bambino dà il nome “cane” a tutti gli animali con 4 zampe, una coda,..

 sottoestensione : il bambino dà il nome cane solo al suo; pensa che Giuseppe possa

chiamarsi solo suo fratello, ecc

Le prime frasi (18- 24 mesi)

 Olofrasi (una parola, accompagnata da un gesto, che sostituisce la frase): “Pappa” mostrando il

piatto

 A 24 mesi il bambino conosce 300 parole e inizia a fare le prime frasi (di 2-3 parole) Studio

della

1. Parola perno + parole aperte (“bella tata” = la tata è bella) struttura

semantica

2. esame del contesto: “Mamma calzino” può voler dire tante cose

 Frasi protoimperativa: “Palla!” = dammi la palla

 Frasi protodichiarative: “Palla!” = guarda la palla

Grammatica e semantica (2-3 anni)

 Dicono le prime frasi perché conoscono più parole, i verbi, gli aggettivi, plurale/singolare,

maschile/femminile. Hanno difficoltà con gli articoli (soprattutto i meno usati come “gli”) e i

pronomi (soprattutto con la terza persona plurale)

 Ipercorrettismi: il bambino cerca di imparare dagli adulti in modo attivo (vedi errori infantili:

copriti, il più peggio: cercano di seguire le regole generali della grammatica)

 Impara ad esprime i suoi stati d’animo

Discorso (4-6 anni)

COMPRENSIONE: ascoltando un discorso gli individui si fanno uno schema mentale di quel racconto

e ricorderanno cose diverse a seconda della propria predispostone e del proprio interesse.

Ricerca di Pitchert e Anderson: descrizione di una casa a persone alle queli vine chiesto di

immedesimarsi in ladri d’appartamento e acquirenti.

Studi su bambini: si narra una storia e viene chiesto loro di riesporla o di rispondere alle domande.

7-8 anni: cresce la capacità di comprendere le sequenze temporali e i rapporti causa-effetto

PRODUZIONE: per studiarla si chiede ai bambini di narrare una storia (narrare mette in moto molti

processi psicologici: abilità linguistiche, memoria episodica e semantica, problem 27llocut, emotività;

in più bisogna attenersi ad una specie di grammatica: schema narrativo, continuità tematica,

connessione semantica, coesione e coerenza):

4-8 anni i bambini sono capaci di narrare

Lingua scritta



Orale scritto 

Sviluppo linguaggio scritto incidenza della consapevolezza fonologica (capacità di identificare le

componenti sonore di una lingua [sillabe, fonemi] e di saperle intenzionalmente manipolare)

Ricerche sui bambini 3-9 anni (individuazione, spostamenti e fusione di vari fonemi) consapevolezza

fonologica già dai 3-4 anni

Evoluzione dell’abilità di scrittura: fluidità dei periodi, correttezza della sintassi, padronanza delle

convenzioni dello scrivere, attenzione al lettore, consapevolezza della funzione che avrà il testo scritto

Per favorirla: buone proposte scolastiche, esperienze di scrittura extrascolastiche.

Linguaggio scritto mette in moto processi cognitivi come la capacità di sintesi, di analisi e di verifica

delle informazioni

Pragmatica = funzione comunicativa del linguaggio (raggiungere scopi)

Il successo di un messaggio comunicativo non dipende solo dalla semantica (aspetto locutivo) ma anche

dalla pragmatica (aspetto illocutivo). L’insegnante all’alunno “Vuoi aprire la porta?” semanticamente

è una richiesta, pragmaticamente è un ordine.

Buhler: parlare = compiere un’azione

Searle: il modo in cui interpretiamo un messaggio linguistico dipende anche dalle nostre conoscenze

(“Buona fortuna!” detto da un amico è un augurio, detto da un rivale appare sarcasmo)

I bambini intuiscono precocemente (già a 4 anni9 di dovere cambiare le proprie conoscenze linguistiche

a seconda del contesto in cui si attua la comunicazione (lunghezza della frase, grado di letteralità, scelta

lessicale, ecc)

La competenza linguistica aumenta nell’età adulta: da 40.000 parole conosciute alla fine delle superiori

a 100.000 nel periodo universitario.

Se però non c’è esercizio non è detto che ci sia un miglioramento.

Nella terza età c’è un declino delle abilità linguistiche anche se viene spesso sopravvalutato: molti

anziani infatti mantengono a lungo inalterata la propria efficacia linguistica.

Intelligenza senso-motoria

Si sviluppa dalla nascita ai 2 anni di età e rappresenta la forma più elementare di intelligenza.

Intelligenza

Simile alla biologia ORGANIZZAZIONE

ADATTAMENTO Organizzare le informazioni recepite

cibi saliva in modo da poterle reperire al

Assimilazion Accomodamento momento opportuno

Assimilare Modificarsi quel Informazioni

informazione tanto che rende recepite dall’esterno

dall’esterno in modo possibile

da renderle l’assimilazione

compatibili con la

nostra struttura Attività mentali: Azioni concrete:

dare un nome, ecc afferrare un oggetto,

muovere il sonaglio, ecc

Schemi mentali: script, concetti, Schemi senso-motori ossia sequenze

strategie (24 mesi) unitarie tra percezioni e azioni (0-24 mesi)

Stadi:

 Sviluppo = progressione di stadi;

 ogni stadio = salto di qualità rispetto al precedente di cui però integra le conquiste

I riflessi, all’inizio meccanici, vengono gradatamente coordinati e modificati, successivamente gli

oggetti e le persone vengono percepiti come esterni e capaci di continuare ad esistere anche dopo che

sono usciti dal campo della percezione.

1. 0-1 mesi: il bambino è dotato di motricità attivata da riflessi. Riflessi = schemi innati

2. 2-4 mesi: acquisizione di schemi nuovi che via via il bambino perfezione (tocca per caso un oggetto

e vuole ripetere il movimento). Coordina alcuni schemi come visione e prensione (porta davanti gli

occhi un oggetto che ha afferrato)

3. 4-8 mesi: il bambino è più consapevole del mondo circostante e mette in atto movimenti per ricreare

spettacoli interessanti (muove un oggetto col piede). Questi movimenti sono però involontari:

manca la distinzione mezzi.fini (il bambino non sa perché l’oggetto si muove ma sa che i suoi sforzi

hanno funzionato)

4. 8-12 mesi: distinzione mezzi-fini 

5. 12-18 mesi: variazione sistematica degli schemi per ottenere effetti desiderati sperimentazione

attiva. Ciò permette al bambino di conoscere meglio le proprietà (“affordance”) degli oggetti.

6. 18-24 mesi: pensiero evolutivo acquisizione della funzione simbolica (gesti, linguaggio verbale)

che permette al bambino di rappresentare realtà non presenti (quindi non percepibili).

Reazione circolare permette i progressi mentali da uno stato all’altro

A volte il bambino compie casualmente dei gesti che producono spettacoli interessanti e cerca di

ripetere il movimento per ricreare quell’effetto. 

Comportamentismo: teoria del riflesso operante (premio bambino ripete l’azione)

Piaget: ripetizione è innata e serve per migliorare le sequenze dei gesti grazie alle variazioni che via via

si inseriscono.

Caratteristiche della percezione del bambino:

 Fino ai 4 mesi (primi due stadi): egocentrismo assoluto (ciò che vede o sente è per il bambino solo il

frutto del suo sforzo nel vedere o nel sentire: non percepisce gli oggetti come realtà esterna a sé)

 Ai 18 mesi (fine stadio senso-motorio): costruzione del mondo (percezione della realtà circostante)

Il sistema cognitivo tende all’equilibrio.

Acquisizione di una nuova informazione disequilibrio quando cerchiamo in tutti i modi di

renderla compatibile con i nostri schemi mentali

(troppa assimilazione) egocentrismo assoluto

disequilibrio quando cambiamo i nostri

schemi mentali per renderci compatibile prevale nel gioco

con la nuova informazione (troppo accomodamento)

prevale nell’imitazione

Anche se non conducono all’equilibrio svolgono un ruolo importante:

GIOCO: palestra che permette al bambino di esercitare le proprie abilità e

gratifica facendo e rifacendo una cosa che gli riesce bene

IMITAZIONE: arricchisce il bambino mettendolo di fronte a schemi

mentale “preconfezionati”

La formazione dei concetti



Linguaggio pensiero concetti

Divisione in base alla tipicità secondo Eleanor Rosch

Concetti classici: (triangolo) Concetti probabilistici:

I concetti appartenenti a questa Seppur simili tra loro i concetti di questa

famiglia hanno tutti una cosa in famiglia non hanno tutti gli elementi in

comune tra di loro. comune (famiglia: tutti i membri si

somigliano ma nessuno è identico all’altro.

Concetti (divisione gerarchica di Eleanor Rosch)

1. Sovraordinato (mobili) dal generale

2. Base (tavolo – lampada – sedia) al particolare

3. Subordinato (bancone, scrivania – faretto, plafoniera – poltroncina, sdraio)

Sviluppo dell’intelligenza

 Prima infanzia : linguaggio e pensiero condizionati da egocentrismo (assoluto per il linguaggio,

intellettuale per il pensiero) realismo, animismo e finalismo)

 6-7 anni : pensiero operativo (o operatorio)

operazioni logiche su classi, serie e numeri: classificare gli oggetti sulle caratteristiche comuni e

metterli in relazioni tra loro:

operazioni spazio-temporali

azioni concrete: ciò che il bambino riesce a fare

Operazioni concrete Schemi sensi motori Un conto è lavorare con i dischi colorati,

Operazioni mentali Operazioni tattili un conto e classificarli solo sulla base di

una descrizione senza vederli.

 11 anni : pensiero ipotetico-deduttivo

operazioni formali:

- azioni mentali su proposizioni che a loro volta sono frutto di precedenti operazioni di livello più

basilari (classificazioni, ecc)

- capacità di formulare ipotesi e di mettere più ipotesi in relazione tra loro

- capacità di ragionare (esperimenti per verede se ragazzi dai 4 ai 15 anni riuscivano a stabilire da cosa

dipenda la diversa frequenza di oscillazione nei pendoli –risposta : dalla lunghezza-: a partire dagli 11

anni i bambini riesco a ragionare anche con modalità astratte)

Intelligenze diverse

Diversità quantitativa: Q.I.

Diversità qualitativa: dovuta a

 stili percettivi: il modo diverso in cui si interpreta la realtà

 diverso modo di lavorare del pensiero di fronte al problem solving

Esperimento di Witkin.

Esempio di prove di decontestualizzazione

(trovare la figura semplice nelle figure

complesse).

Alcuni individuano facilmente la figura

semplice (soggetti campo-indipendenti)

Altri hanno difficoltà (soggetti campo-

dipendenti)


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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