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La modulazione del sorriso e del distress durante l'interazione faccia a faccia a 3 mesi: Still Face Paradigm (Volto immobile)

Lo Still Face Paradigm è stato studiato per la prima volta nel 1978 da Tronick, Als, Wise e Brazelton. Il sorriso e il distress sono espressioni facciali importanti nello sviluppo del bambino, regolano le interazioni mamma-bambino e consentono al bambino di manifestarsi (il sorriso matura più tardi che il distress). Spitz sostiene che il sorriso è il primo organizzatore della vita psichica. Bowlby sostiene che il sorriso è importante per l'attaccamento.

Comparsa del sorriso sociale

Il bambino deve avere:

  • Capacità di mantenere l’attenzione sostenuta per un certo tempo.
  • Capacità di mantenere uno stato di veglia per un periodo prolungato (stabilità comportamentale).
  • Capacità di sincronizzare le espressioni emotive con quelle di terzi.

Distress

Il distress è una condizione negativa indifferenziata che può associarsi a dolore fisico o mentale (fame, sonno, disagio). Dipende da: valore comunicativo nella prima infanzia, valutazione del dolore (scala del dolore) e origine delle emozioni negative.

La ricerca

La ricerca ha come obiettivo indagare le azioni facciali associate al sorriso e al distress attraverso tre fasi:

  • Pre SF interazione (2 min) mamma-bambino liberamente faccia a faccia.
  • SF la mamma assume un viso neutro (1 min) senza interagire con il bambino ma guardandolo.
  • Post SF ripristino interazioni libero (2 min).

La psicologia dello sviluppo

È la disciplina che si occupa del cambiamento psicologico in funzione del tempo. Qualsiasi variazione che si verifica tra un tempo T1 e T2. Il tempo fisico scandisce lo sviluppo dell’individuo/specie. Il tempo psicologico passa più o meno veloce a seconda di come ci sentiamo. L’obiettivo è identificare e descrivere fenomeni psicologici nei diversi momenti della vita cercando di spiegare perché si manifestano.

Il cambiamento

Il cambiamento è la capacità che con l’età può aumentare o diminuire nella frequenza o quantità. Dopo la prima parola il bambino aumenta il vocabolario in modo quantitativo. Il pianto caratterizza il neonato e tende a decrescere con il tempo in età adulta “sparisce”. Oppure si fa riferimento a una capacità che può sostituire, integrare, emergere da un altro comportamento.

  • Pointing: prima comunicazione nel bambino.
  • Contagio emotivo: il bambino verso i 18 mesi integra l’empatia con il contagio emotivo.

L'ontogenesi

L'ontogenesi (sviluppo dell’individuo ≠ da filogenesi studio della specie) è un processo caratterizzato da multidirezionalità: perdita e acquisizione di crescita o declino. I temi di studio sono: sviluppo comunicazione, intelligenza, affettività.

Perché la psicologia dello sviluppo non si chiama più psicologia dell’età evolutiva?

Perché lo studio moderno dello sviluppo implica un’analisi delle regolarità e del cambiamento nel corso dell’intero ciclo di vita.

La moderna psicologia dello sviluppo

Baldwin (USA), Piaget (Ginevra), Vygotsky (Russia) ritenevano che una prospettiva evolutiva fosse essenziale per comprendere il comportamento mentale adulto; unica prospettiva possibile. Wundt (1900) il padre della psicologia sperimentale non condivideva quest’assunzione.

Dibattito teorico

  • Dentro la psicologia dello sviluppo ci sono tante teorie e modelli contrapposti sul cambiamento.
  • Esistono diversi punti di vista su come si verifica il cambiamento.
  • Il tentativo di spiegare lo sviluppo ha creato ipotesi e teorie sulle traiettorie evolutive delle diverse funzioni psicologiche.

Paesaggi epigenetici sulle traiettorie evolutive

Sviluppo delle emozioni, memoria, attenzione, linguaggio. Lo studio dello sviluppo è un compito multidisciplinare che richiede la collaborazione di diverse discipline.

Come viene studiato il cambiamento?

Con il metodo sperimentale. La psicologia dello sviluppo è una disciplina scientifica e adotta come metodo di acquisizione le discipline scientifiche.

Esperimento

  • Costituisce il metodo più potente per studiare l’effetto di una variabile (esperimento dell’orsacchiotto).
  • È un metodo costoso di risorse.
  • Lo scopo è quello di verificare un’ipotesi teorica/empirica individuando i nessi causali tra le variabili (il ricercatore cerca la presenza di causa-effetto tra distinte misure).
  • Prevede la manipolazione di una variabile indipendente “X” per vedere se essa causa la variabile dipendente “Y”: il contesto di ricerca variabile è una qualsiasi proprietà di un evento reale che viene misurata. (nello SFP “X” è SFP e “Y” è sorriso/distress).

Oggetto di studio (variabili)

La psicologia dello sviluppo si è concentrata sul cambiamento che riguarda il comportamento e sull’evoluzione cognitiva sebbene si concentri su strutture neurali che sostengono tali attività. Allo sperimento affianca altri metodi:

  • Quasi sperimentali (questionari).
  • Metodi correlazionali.
  • Osservazione naturalistica (trascrivere precisamente l’evento osservato salvaguardando le condizioni naturali).

Micro-analisi

È l’analisi fotogramma per fotogramma di materiale registrato in video. Simulazione computer: nuovo metodo di esprimere teorie nella scienza. Programma che simula fenomeni. Laboratorio sperimentale virtuale. Metodo elittico per sistemi complessi che permette di entrare molte variabili simultaneamente.

Strategie di ricerca per lo studio del cambiamento

Disegni sperimentali e osservativi di tipo trasversale e longitudinale.

  • Il ricercatore considera contemporaneamente gruppi di età diverse mettendole a confronto tra loro in una particolare variabile. Formalmente si intende lo studio di un fenomeno psicologico che utilizza almeno 2 rilevazioni della stessa variabile in soggetti di età diversa (meno costoso). È appropriato quando l’obiettivo è individuare e confrontare le capacità caratteristiche delle diverse età.
  • Il ricercatore segue gli stessi soggetti nel tempo misurando i cambiamenti in una particolare variabile. Formalmente si intende lo studio di un processo ontogenico che occupa mesi o anni e che utilizza almeno 2 rilevazioni distanti temporalmente agli stessi soggetti. È appropriato quando si vuole studiare il processo di cambiamento e il rapporto tra componenti preceduti e successivi. Il metodo sperimentale è caratterizzato dalla riproducibilità (chi lo legge può riprodurlo).

Metodi microgenetici

(È longitudinale) Il comportamento viene indagato negli stessi soggetti per un breve periodo (perché lo sperimentatore sa già quando avviene il cambiamento) ma per un numero elevato di sessioni. Consentono l’osservazione diretta del cambiamento.

L'attività di ricerca in psicologia dello sviluppo

  1. Impostazione del problema scientifico.
  2. Formulazione di una ipotesi precisa.
  3. Individuazione e descrizione delle metodologie.
  4. Raccolta dati, analisi dati, risultati e conclusione.
  5. Rendere le scoperte disponibili.

La ricerca sulla primissima infanzia

La ricerca sulla primissima infanzia costituisce uno degli aspetti più recenti e caratterizzanti delle moderne scienze dello sviluppo.

Per studiare il bambino:

Motivazione di ordine culturale

  • Concetto di “feto prezioso”: profondi cambiamenti subiti dalla famiglia, moderne politiche delle nascite, valore della gravidanza.
  • Sviluppo tecnologico: computer, tecniche di videoregistrazione, rilevazione poligrafiche, neuro-immagini. Negli anni ‘70/’80 si osservava solo il linguaggio e il movimento.

Motivazione di ordine teorico

  • Cambiamento nei paradigmi di riferimento (psicanalisi, comportamentismo, cognitivismo: ha stimolato la ricerca nella 1^ infanzia).
  • Dibattito innato vs appreso (punto di vista privilegiato).
  • Comprensione del concetto di stato comportamentale: nasce negli anni ‘60/’70 con la ricerca sul sonno: fasi REM (movimento oculari rapidi) e NO REM. Gli stati comportamentali sono il risultato di condizioni di comportamenti neurali. I diversi stati comportamentali sono l’espressione di modalità distinte di attività e reattività nervosa (il bambino risponde agli stimoli in base allo stato comportamentale). Il neonato si addormenta in fase REM, mentre l’adulto si addormenta in fase NO REM per poi passare in fase REM.

Motivazione di ordine metodologico

  • Minore complessità psicologica rispetto all’adulto.
  • Inconsapevole di essere oggetto di studio.
  • Cambio di prospettiva a livello metodologico: chiedersi non già che domande porre a un neonato ma che cosa, tra quello che sa fare (per esempio succhiare), possa servire da risposta. SUCCHIARE: suzione nutritiva (SN) e non nutritiva (SNN) (succhiotto con trasduttore di pressione); GUARDARE: movimenti saccaridi (destra e sinistra) in cui il B. tende a guardare gli occhi, fissazione visiva (per quanto tempo), orientamento dello sguardo; ESPRESSIONI FACCIALI E VOCALIZZI: attività mimica facciale (baby facs, Max), analisi spettrografica del pianto (dolore, fame); RISPOSTE FISIOLOGICHE: elettrocardiogramma, elettroencefalogramma, elettromiogramma, risonanza magnetica, potenziali evocati.

Tecnica della preferenza visiva

Consiste nella presentazione di 2 o più stimoli (oggetti, diapositive) in sequenza o simultaneamente.

  • Due stimoli diversi in centro.
  • Gli stimoli vengono separati agli stimoli e il bambino dovrà decidere dove guardare. Permette di indagare se il bambino è in grado di discriminare 2 stimoli.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher a_21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Dondi Marco.
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