La psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo spiega lo sviluppo umano influenzato dall’idea che si ha di ciò che è fondamentalmente la natura umana. Idee diverse sulla natura e sui modi di funzionamento dell’uomo hanno dato origine a interpretazioni e teorie differenti. La teoria è una produzione volta a collegare informazioni e conoscenze acquisite tramite l’esperienza con le quali si spiegano i fenomeni. Si usa per scoprire in maniera generale e permette l’organizzazione della conoscenza e, in caso, incrementarla con sperimentazioni e ricerche. Può funzionare per un periodo ma nuovi dati possono confutare teorie fondanti, facendole un tassello di una nuova teoria. Diverse teorie e interpretazioni formano il puzzle dello sviluppo umano.
Cambiamenti nell'oggetto di studio
Negli ultimi 20 anni l’oggetto di studio è cambiato:
- Inizialmente si studiavano le strutture mentali, la capacità cognitiva dell’individuo.
- Ultimamente si prende più in considerazione lo sviluppo affettivo, le relazioni sociali del bambino con la realtà.
L’ambito delle neuroscienze è sempre più significativo, studia la relazione tra la maturazione di determinate aree cerebrali e la nascita di determinati comportamenti e/o abilità. Ritenuta una scienza perché si basa su metodi scientifici e paradigmi, l’uomo come oggetto di studio è complesso nel suo insieme e da interpretare sul momento.
L'arco di vita
Inizialmente la vita era concepita come “Arco di Vita” dove vi era il fanciullo ingenuo con poche abilità e predisposto ad apprendere. L’età adulta dove si raggiunge l’apice dell’evoluzione e a seguire un lento e continuo declino verso l’età senile. Con gli ultimi studi si è dimostrato come in qualsiasi fascia d’età è possibile l’apprendimento, il bambino è molto competente e può perdere alcune abilità che non utilizza nel contesto sociale.
Modelli di sviluppo
Il Modello è un insieme di elementi che combinati provano a spiegare il funzionamento di un sistema, non tiene conto di diversi dettagli semplificando e generalizzando la realtà. Inizialmente i modelli utilizzati erano deterministici –una causa influenza direttamente un’azione- e unicausale –un fenomeno è dato da un’unica causa-. Ora le cause dei fenomeni vanno ricercate nei fattori esterni come il comportamentismo sviluppatosi in un contesto sociale dove si apprende un comportamento per imitazione. Fattori interni come la psicoanalisi che prende in considerazione la libido come responsabile di vari fenomeni.
Al giorno d’oggi il modello utilizzato è di tipo probabilistico e si basa su numerose variabili che interagiscono fra loro. L’individuo, interagendo con l’ambiente, assume un ruolo attivo. Col passare del tempo i risultati dei fenomeni possono non essere sempre uguali. L'“Effetto Farfalla”: non esiste una sola causa, la somma di molte piccole cause possono nel tempo determinare grandi effetti. Modello probabilistico, olistico e interazionista: analizza la relazione tra l’individuo e l’ambiente che formano un sistema integrato e dinamico, le parti s’influenzano a vicenda.
Ambiente ecologico secondo Bronfenbrenner
Bronfenbrenner distingue l’ambiente ecologico in cerchi concentrici:
- Microsistema: ambienti scolastici, familiari.
- Mesosistema: mette in relazione i vari microsistemi.
- Esosistema: riprende le condizioni di lavoro e di famiglia.
- Macrosistema: racchiude le scelte politiche e sociali.
Tutte le sfere s’influenzano reciprocamente.
Sviluppo tra biologia e natura
Potenzialità di un individuo ma non la sua realizzazione. Fattori genetici: delineano le potenzialità, i geni non indicano un programma che conduce ad un unico esito evolutivo. Ogni genotipo corrisponde ad una serie di fenotipi in funzione alle peculiari caratteristiche ambientali entro cui avviene lo sviluppo.
Fattori biologici: contiene l’insieme delle condizioni che rendono possibile il funzionamento psichico lungo lo sviluppo. L’esperienza e la pratica influisce direttamente la maturità neurofisiologica dell’individuo, aiutandosi anche dal darwinismo neuronale.
I periodi sensibili sono determinati momenti in cui il cambiamento del comportamento è molto evidente, si è più modellabili a livello neuronale come il bambino che da piccolo è in grado di imparare velocemente, in questa fascia d’età è anche più facile curare eventuali lesioni cerebrali.
Prunning sinattico: è un processo neuronale della corteccia cerebrale che elimina le sinapsi non utilizzate nell’esperienza, a questo s’alterna un periodo dove in determinati momenti s’innalza la quantità di materia grigia aumentando le abilità del bambino. L’eliminazione di sinapsi futili è detto Darwinismo Neuronale.
Lo stato evolutivo del presente riflette il passato del soggetto e a seconda delle varie interazioni delle variabili determinerà il comportamento futuro. Il presente è il lasso di tempo nel quale si può intervenire per modificare il percorso di sviluppo che risulta essere probabilistico e pluridirezionale quindi potenzialmente può tendere verso il bene così come verso il male.
Periodi di sviluppo nel ciclo di vita
- Periodo prenatale: Concepimento, formazione del zigote, e nascita del nuovo individuo.
- Periodo neonatale (1° mese): Primo mese di vita, definiti neonati, non hanno acquisito alcun tipo di esperienza ma hanno in compenso degli ottimi riflessi, come quello utilizzato durante l’allattamento, che intorno ai 3-4 mesi verranno sostituiti da un comportamento organizzato.
- Prima infanzia (2-3 anni): Il bambino parla e possiede un pensiero astratto, grazie alla rappresentazione, prima di questo il bambino non rievocava le immagini viste, la realtà era composta da un continuo sparire degli oggetti che una volta sottomano venivano riconosciuti.
- Età prescolare (3→5 anni): I bambini iniziano la socializzazione secondaria, s’aprono al contesto sociale, [quella primaria è con chi si prende cura del soggetto]. Entrano a far parte di una nuova realtà fatta di diritti, doveri e regole.
- Età della fanciullezza, scolare (6→10 anni): Acquisiscono più autonomia, si scelgono fra loro, sviluppano autostima che non può ben crescere se mettendosi in confronto con gli altri non eccellono in determinati ambiti scolastici-sportivi.
- Preadolescenza (10→13 anni): È una condizione di tipo sociale, si riferisce all’età al contrario della pubertà che è di tipo biologico e che si sta sempre più anticipando per via di vari fattori.
- Adolescenza (13→18-20 anni): Non è presente in quei popoli dove bambini a 12 anni sono già sposati (spose-bambine) o stanno lavorando essendo a tutti gli effetti dei mini-adulti. In occidente lo stato d’adolescenza può arrivare fino ai 25 anni in corrispondenza con la maturità della corteccia cerebrale e col conseguimento del percorso scolastico.
- Emerging adulthood, adulto emergente (18-20→30 anni): Periodo di studio, in cui si fanno il più delle esperienze a livello sociale e affettivo, aumentano inoltre le sofferenze psicologiche.
- Età adulta (30→60-65 anni): La fascia d’età è aumentata col tempo
- Età senile (65→80 anni): Individui ormai in pensione ma le loro condizioni di vita permettono loro di avere un’esistenza attiva.
- Anziani anziani (80 in poi): Individui in pensione che non sono più autosufficienti.
La psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo studia i cambiamenti nel corso della vita di vari ambiti, identifica, descrive e spiega il fenomeno. Le leggi generali cercano di trovare una correlazione tra il cambiamento del comportamento su larga scala, esempio gli stadi di Piaget. Le differenze individuali vengono studiate per capire se nonostante le tappe di sviluppo analoghe diversi individui tendono a tardare od arrivare prematuramente all’obiettivo. L’età di per sé non è una variabile esplicativa, non spiega il cambiamento se non accompagnata da un’ipotesi sulla natura del cambiamento.
Prospettive teoriche recenti
Le prospettive teoriche più recenti si basano su quattro concetti:
- Multidirezionalità: Lo sviluppo ontogenetico, dell’individuo, non segue sempre la stessa direzione, non è un cammino predefinito e univoco verso una crescita. Lo sviluppo consiste nella co-occorrenza di acquisizione e perdita, di crescita e declino. Durante lo stesso periodo diversi individui presentano un incremento delle abilità mentre altri presentano un declino.
- Plasticità: Concetto emerso in ambito neuropsicologico, strutture cerebrali integre possono svolgere le funzioni di una struttura lesionata, questo è stato visto sia negli adulti che nei bambini. È una proprietà fondamentale.
- Multidisciplinarietà: Definito tale dato che lo sviluppo viene studiato su più livelli, quello biologico, comportamento e attività cognitiva. Lo studio dello sviluppo mette in evidenza tutte le interazioni fra i vari livelli per una diagnosi completa.
- Multiculturalità: Gli individui si sviluppano in contesti culturali differenti e questi influenzano fortemente l’aspetto evolutivo per cui il background storico-culturale determina usanze e abitudini del soggetto. Studi cross-culturali studi analoghi vengono condotti su diverse culture per trovare generalità e differenze tra le varie culture.
Contesto di sviluppo
Il contesto di sviluppo è l’insieme dei fattori fondamentali che influenzano lo sviluppo umano, questi fattori sono la coorte, lo status socioeconomico, la cultura e il genere.
- Coorte: L’insieme di più persone nate nello stesso periodo. Si esamina la coorte del baby boom post bellico, in USA al termine della 2° Guerra c’è stato un incremento demografico esponenziale. Negli anni ’60-’70 questa generazione di “ribelli” porta a varie rivoluzioni modificando i ruoli familiari e gli stili di vita. Una volta raggiunta la terza età conducono una vita attiva e agiata grazie alle scoperte mediche.
- Status socioeconomico: Vivere in povertà influenza negativamente lo sviluppo, al contrario, crescere in ambienti benestanti e sviluppati che offrono servizi quali la sanità, l’istruzione, assistenza in vari ambiti porta l’individuo a crescere in maniera positiva.
- Cultura: Insieme di valori che caratterizzano determinate aree geografiche. La cultura collettivista favorisce l’armonia sociale, educa il bambino all’obbedienza e alla subordinazione al bisogno collettivo, questa mentalità è tipica della cultura orientale e africana. La cultura individualista pone al centro la realizzazione personale, il successo individuale, stimola l’indipendenza, l’autonomia e l’auto espressione, questa mentalità è tipica dei paesi occidentali. Queste due mentalità si mescolano tra loro a seguito di relazioni interculturali tra soggetti.
- Genere: Essere maschio o femmina comporta grandi differenze nella realtà quotidiana. Determinati comportamenti sono per definizione maschili o femminili, un po’ per natura come il prendersi cura di, e altri per cultura, per esempio la bambina gioca con le bambole mentre il bambino con le macchine. Le scelte professionali dell’individuo sono influenzate dal proprio genere sia per fattori innati sia acquisiti.
Tutte queste teorie sono d’accordo nell’affermare che formano lo sviluppo, il dibattito è aperto per quanto riguarda il peso dei fattori. Le teorie generali studiano i meccanismi che possono essere applicati trasversalmente a più culture e ad età diverse. Le teorie stadiali cercano le differenze di base nelle varie tappe di vita.
Comportamentismo
Comportamentismo: sostiene che la cultura e l’ambiente siano i fattori determinanti, il pensiero invece non può essere studiato perché non osservabile, al contrario del comportamentismo che dipende dall’apprendimento che può essere rinforzato o corretto. Importante è il condizionamento operante di Skinner che sostiene di poter plasmare qualsiasi individuo tramite i rinforzi adeguati.
Comportamentismo cognitivo: Bandura sostiene che l’osservazione sia fondamentale, i bambini prendendo come esempio gli adulti imitano il comportamento dei soggetti più significativi per loro (Modeling). L'Autoefficacia, è l’auto percezione di competenza, più è alta più gli obiettivi da raggiungere potranno essere complessi.
Teoria dell'attaccamento
Teoria dell’attaccamento: Bowlby sostiene che il bambino crei un forte legame d’attaccamento verso colui che lo protegge e lo fa sopravvivere. Unisce natura, la predisposizione biologica dell’individuo e la cultura che mette a disposizione il soggetto per la predisposizione.
Psicologia evoluzionistica: ci sono comportamenti comuni a tutti, si presume che i tratti genetici propedeutici alla sopravvivenza siano tramandati e interiorizzati nella genetica dell’individuo.
Genetica comportamentale: strategia di ricerca per determinare il ruolo che la genetica gioca nelle differenze tra gli esseri umani, gli studi sui gemelli mettono in comparazione i fratelli omozigoti da quelli eterozigoti. Lo studio sull’adozione confronta lo sviluppo di bambini adottati e quelli coi genitori biologici. Lo studio sulla doppia adozione confronta i gemelli identici adottati però da famiglie economicamente differenti.
In conclusione, anche se l’incidenza varia a seconda del tratto, le forze genetiche hanno un pesante ruolo in molti aspetti che ci caratterizzano.
Studi correlazionali
Studi correlazionali mettono in relazione due o più variabili come naturalmente si verificano e ne seguono gli andamenti. Pianificare una ricerca richiede molte decisioni difficili, bisogna scegliere l’ambito della ricerca, i soggetti adeguati e il contesto in cui essi vengono studiati, le variabili operative devono essere quantificate (es: se si prende un topo affamato bisogna specificare da quanto mangia/ si studia l’ira di un bambino stabilendo cosa sia effettivamente l’ira). La ricerca è finalizzata alla tutela del benessere della vita e dev’essere accompagnata da un comitato etico che autorizza o declina i vari metodi.
Determinare lo sviluppo cognitivo di un bambino. Bisogna prendere in esame dei bambini e il contesto familiare in cui essi crescono, l’ambiente dev’essere stimolante e per capire il livello di stimolo si può somministrare alla famiglia un questionario accompagnato da altre metodologie che colmano le lacune a vicenda. Con adeguati studi si capisce l’andamento delle due variabili ma non una correlazione di causa effetto.
Metodi di ricerca
I quattro metodi adottati maggiormente sono principalmente:
- Osservazione naturalistica: osservare direttamente il bambino piccolo, perché più spontaneo di un adulto, nelle sue attività di gioco e/o apprendimento. Positivo: permette di osservare cosa effettivamente fa il soggetto. Negativo: possono non comportarsi con spontaneità e nascondere ciò che non vogliono mostrare.
- Auto descrizione: i soggetti tramite questionari riportano informazioni personali quali interessi, hobby, pensieri, metodo più sistematico utilizzato per adulti e adolescenti. Positivo: strumento di facile somministrazione, prende in considerazione molti dati in poco tempo. Negativo: possono essere non sempre sinceri quando i questionari toccano argomenti sensibili.
- Test d’apprendimento: sono test standardizzati come il QI, la valutazione è obiettiva ma non sempre viene svolto al meglio per via di fattori esterni causa stress, ansia. Vengono dati sia a bambini che adulti con modalità differenti.
- Valutazione d’osservazione: chiedere ad una terza persona di compilare il questionario somministrato alle parti prese in esame. Ha gli stessi difetti dell’auto-descrizione.
Gli studi correlazionali sono solitamente etici perché non influenzano direttamente sulla vita del soggetto ma si limitano ad osservarla ed analizzarla. Con questo metodo però non si riesce a stabilire un rapporto di causa-effetto tra le parti perché si rischierebbe di confondere quale sia uno e quale l’altro.
Metodo sperimentale
Metodo sperimentale: Metodo che, a differenza del precedente, permette di stabilire rapporti causali tra le parti. Questo metodo è utile per determinare le cause dei fenomeni ma molto spesso intralcia il codice etico agendo attivamente sulle vite dei soggetti e perciò sono impossibili da fare. “Prendendo in esame un gruppo di bambini simili che verranno divisi in due gruppi in maniera casuale. Il primo gruppo di controllo proseguirà un percorso di sviluppo normale mentre il secondo gruppo sarà più stimolato sia da parte dei maestri sia dalle attività proposte. Se dopo due anni di osservazione, il gruppo B risulta aver sviluppato maggiormente le proprie competenze cognitive si può affermare che questo è dovuto (rapporto causa-effetto) dall’ambiente e i maestri stimolanti.”
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