Che materia stai cercando?

Psicologia dello sviluppo

Appunti di Psicologia dello sviluppo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Manuale di Psicologia dello sviluppo, Capitolo 1 La Storia, Jean Piaget, Teoria stadiale dello sviluppo cognitivo. Primato del sociale sull’ideale, Stimolo-mezzo, ecc.

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Caratozzolo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

tramite il linguaggio e gli insegnamenti su come fare le cose (area di sviluppo

prossimo di Vygotskij). I due concetti chiave della sua opera sono quelli di

anticipazione e di comunicazione sociale.

C 2 I

APITOLO NODI TEORICI ATTUALI

E’ oggetto della psicologia dello sviluppo non solo il periodo che va dalla

D

ALLA PSICOLOGIA nascita all’adolescenza, ma l’intera vita umana, dal concepimento alla

DELL ETÀ EVOLUTIVA morte. La psicologia dello sviluppo si pone come disciplina che prende in

2.1 ALLA PSICOLOGIA DELLO considerazione l’intero ciclo di vita, poiché ritiene che le funzioni

:

SVILUPPO LA PROSPETTIVA psichiche subiscano dei mutamenti evolutivi incessanti lungo il corso

DEL CICLO DI VITA della vita.

La psicologia è stata a lungo dominata da modelli di spiegazione che

facevano risalire la spiegazione del comportamento umano ad una o poche

cause. In psicologia le cause del comportamento e sviluppo umano sono

state ricercate nell’ambiente e nei fattori biologici. I due principali

orientamenti sono stati:

I MODELLI  : ha ricondotto il comportamento umano

COMPORTAMENTISMO

2.2 DETERMINISTICI all’influenza dell’ambiente e degli stimoli da esso provenienti.

UNICAUSALI (determinismo ambientale) Watson S-R e Dollard frustrazione-

aggressività

 . Il comportamento è il risultato dell’azione della

PSICOANALISI

pulsione. Freud ipotizzo prima una sola pulsione (sessuale) poi

una seconda (morte).

L’attenzione è stata poi posta sulle reciproche modificazioni ed interazioni

delle variabili lungo il tempo e sul fatto che le variabili non sono ferme

nel tempo, ma hanno un andamento dinamico. Inoltre, non solo non esiste

I MODELLI PROBABILISTICI

2.3 una sola causa, , ma i complessi rapporti tra le diverse cause impediscono

:

MULTLLICAUSALI IL di predire in modo certo gli esiti di una modificazione, dunque si arriva ad

CONTRIBUTO DELLA FISICA esprimersi in termini di probabilità. I modelli probabilistici, rinunciano ad

una causalità lineare, ma non per questo a fare scienza,

Due grandi aree:

 : mente non solo reattiva, ma

RUOLO ATTIVO DELLA MENTE UMANA

anche proattiva, capace di rielaborare informazioni, ruolo cruciale

della mente umana nel costruire il proprio rapporto con il mondo

( ). P , , . L’enfasi sulla

COSTRUTTIVISMO IAJET WERNER VYGOTSKIJ

I MODELLI PROBABILISTICI funzione costruttrice della mente umana è venuta in seguito anche

:

MULTICAUSALI IL

2.4 dal cognitivismo (che Bruner ha criticato).

CONTRIBUTO DELLA  P : L ha sottolineato

ROSPETTIVA INTERAZIONISTA E SISTEMICA EWIN

PSICOLOGIA l’importanza di considerare uomo e ambiente in relazione tra loro.

Ha introdotto il concetto di campo per considerare la totalità.

B (teorie ecologiche dello sviluppo), ha ripreso le

RONFENBRENNER

intuizioni di Lewin proponendo il modello “persona-processo-

persona” e sottolineando l’importanza del contesto.

U

2.5 La psicologia dello sviluppo contemporanea si è sempre più orientata su

N MODELLO

, ,

PROBABILSITICO OLISTICO modelli di tipo probabilistico, olistico, interazionista e costruttivista.

,

INTERAZIONISTA M : L’assunto di fondo del modello interazionista

ODELLO INTERAZIONISTA

COSTRUTTIVISTA riguarda la relazione tra individuo e ambiente i quali formano un sistema

integrato e dinamico, l’uomo e l’ambiente si influenzano reciprocamente

.

Teoria ecologica di Bronfenbrenner ha parlato di ambiente ecologico,

nella sua teoria ecologica dell’ambiente, con il termine ecologia fa

riferimento alle strutture ambientali di cui l’individuo fa esperienza e con

cui è direttamente (microsistema e mesosistema) e indirettamente

(ecosistema e macrosistema) collegato. In un’ viene

OTTICA INTERAZIONISTA

privilegiata l’analisi dell’ambiente come esso è percepito e costruito

dall’individuo. 3

Un’importante distinzione è quella tra ambiente condiviso e ambiente non

condiviso, D e P affermano l’importanza dell’ambiente non

UNN LOMIN

condiviso come quello familiare per due fratelli (ognuno fa una diversa

esperienza, nonostante viva nello stesso contesto).

B 2.1 I :

OX DIVERSI TIPI DI AMBIENTE

 A : famiglia, nido, scuola ,gruppo dei pari.

MBIENTE PROSSIMALE

 A : sistemi sociali, culturali ed economici più ampi.

MBIENTE DISTALE

Ambiente prossimale e distale devono essere considerati nelle loro reciproche interazioni e non come

realtà tra loro separate.

 M –M – E – M : Bronfenbrenner (ambiente

ICROSISTEMA ESOSISTEMA SOSISTEMA ACROSISTEMA

ecologico).

B 2.2 E : Dunn e Plomin affermano che vi è una continua interazione tra influenze

OX REDITÀ E AMBIENTE

genetiche ed ambiente per questi autori è importante il come avviene questa interazione (es. ciclo

mestruale nel mondo…). Il compito della psicologia dello sviluppo è quella di comprendere come

avviene questa interazione.

B : Nelle varie età le condizioni biologiche pongono un limite massimo al

IOLOGIA E AMBIENTE IL

RAPPORTO TRA livello di prestazione che il bambino può dare, la realizzazione di queste

2.6 MATURAZIONE ED potenzialità è però legata all’esperienza e all’ambiente.

ESPERIENZA L’interazione tra individuo e ambiente va sempre considerata nella sua

dimensione temporale, poiché si tratta di un’interazione dinamica in

continua e reciproca modificazione lungo il tempo. I piani di ricerca

longitudinali sono maggiormente adatti per realizzare quell’approccio

L A SFIDA DEI MODELLI

2.7 centrato sull’individuo e non sulla variabile si preferisce anche

PROBABILISTICI l’osservazione in condizioni naturali. Si privilegia comunque lo studio

della complessità della situazione e delle interazioni che in essa si

realizzano. Sono diffuse anche metodologie che prevedono un

questionario (autovalutazione).

Che cosa cambia durante lo sviluppo e nel passaggio da un’età all’altra? Il

tema della continuità e discontinuità lungo lo sviluppo riguarda 2 aspetti:

1. I : uno sviluppo è definito continuo

L COMPORTAMENTO MANIFESTO

C quando la natura di un nuovo comportamento può essere prevista

ONTINUITÀ E

2.8 in base al comportamento precedente.

DISCONTINUITÀ LUNGO 2. I : lo sviluppo può essere considerato continuo

LO SVILUPPO PROCESSI COINVOLTI

se si ritiene che per tutto il suo corso agiscano gli stessi processi

causali, mentre è discontinuo quando si ritiene che agiscano

processi diversi.

Secondo il modello costruttivista e stadiale di Piaget, lo sviluppo

cognitivo non è affatto continuo, al contrario è strutturalmente discontinuo

L e si organizza in stadi differenziati sulla base della maturazione. Secondo

A SEQUENZA

2.9 la concezione stadiale ogni bambino, in un certo stadio, presenta

STADIALE prestazioni simili che riguardano tutti gli ambiti del funzionamento

psichico.

Gli studi sul conflitto sociocognitivo hanno potuto evidenziare che lo

stadio non è una struttura globale ed unitaria, ma che è possibile per certi

O compiti ragionare in modo diverso, caratteristico dello stadio seguente, in

LTRE IL CONCETTO DI

2.10 conseguenza di un’interazione sociale che ha costretto a prendere in

STADIO considerazione modalità di ragionamento differenti e più evolute delle

proprie.

B 2.3 L’ : l’area di sviluppo prossimo identifica per Vigotskij la differenza

OX AREA DI SVILUPPO PROSSIMO

tra il livello di sviluppo di un individuo ad un momento dato e il suo livello potenziale ancora non

espresso. Si tratta della differenza tra il livello di prestazione cognitiva che il soggetto può raggiungere

quando opera da solo ed il livello che può raggiungere quando opera con un altro soggetto che si colloca

ad un livello di sviluppo superiore.

2.11 V Esiste una grande variabilità interindividuale tra soggetti della stessa età e

ARIABILITÀ 4

intraindividuale (all’interno dei singoli soggetti). Appurato il fatto che

INTERINDIVIDUALE E esistono notevoli differenze tra soggetti della stessa età, il concetto di

VARIABILITÀ stadio dello sviluppo oggi non può essere utilizzato nella sua formulazione

INTRAINDIVIDUALE tradizionale.

P Molti psicologi preferiscono sostituire al concetto di stadio, quello di

ERCORSI DI SVILUPPO

2.12 percorso di sviluppo e parlare non di percorsi obbligati, ma di percorsi

INDIVIDUALIZZATI E possibili. E’ importante considerare il presente.

DIFFERENZIATI

S Sviluppo e cambiamento non sono sinonimi. Si ha sviluppo solo quando il

VILUPPO E

2.13 cambiamento è incrementale.

CAMBIAMENTO E’ grazie al complesso intreccio tra fattori di rischio e di protezione, nella

L

O SVILUPPO DELLE relazione tra individuo ed ambiente, che un percorso evolutivo iniziato

2.14 POTENZIALITÀ TRA nelle peggiori condizioni non si conclude necessariamente in modo

OPPORTUNITÀ E RISCHI patologico.

B 2.4 S : : ad essere responsabile di qualsiasi

OX VILUPPO E CONTINUITÀ IL RUOLO DELLE ESPEREIENZE PRECOCI

danno a lungo termine non è il primo anello della catena, ma l’effetto cumulativo di tutti.

C 3 M

APITOLO ETODI E STRUMENTI

Nel periodo tra nascita e l’adolescenza si verifica un radicale ed evidente

C

ONOSCENZA INGENUA cambiamento sia quantitativo che qualitativo. Occorre studiare questo

3.1 E CONOSCENZA mutamento con approccio scientifico per comprenderne i motivi, perché la

SCIENTIFICA psicologia ingenua non dice nulla circa le cause.

* Si è convinti che i bambini interpretino la realtà come la interpretiamo

noi, sin da piccoli, ma non è così.

* La descrizione dei comportamenti dei bambini utilizzando i ns ricordi, è

limitativo.

* Resoconto verbale, anche in questo caso si pensa che i bambini siano

capaci di comprendere il significato di tutte le parole dell’adulto, ma

questa è una facoltà che si sviluppa con l’età (es. bimbo 4 anni più e

G meno stesso significato).

LI APPROCCI * Spesso il bambino nel rispondere all’adulto è spinto dalla tendenza

DELLA

3.2 all’acquiescenza perché immagina l’adulto come detentore di un sapere

PSICOLOGIA maggiore del suo e anche se non comprende la domanda, dà una risposta

INGENUA con un senso.

* L’osservazione spontanea, spesso può indurre in errore perché fa

risaltare solo gli aspetti più evidenti che non è detto che siano rilevanti o

veritieri.

* Un altro rischio è la generalizzazione nell’osservazione, es. si dice che

un bambino è aggressivo senza misurarne le volte e le occasioni durante

le quali esprime tale comportamento.

- Gruppo di controllo neutro: nessuna scena violenta e bambini di

conseguenza tranquilli.

- Gruppo sperimentale è esposto a variabile indipendente (litigio tra

I adulti) risultato: variabile dipendente (comportamento aggressivo).

L METODO

3.3 Devono però essere tenute in considerazioni tutte le possibili

SPERIMENTALE variabili intervenenti e questo è possibile in 2 modi: disegno tra

soggetti (gruppi perfettamente omogenei) disegno entro soggetti

(esperimento fatto su un solo gruppo) ripetendo le prove.

B 3.1 G : vedi esperimento sopra.

OX RUPPO SPERIMENTALE E GRUPPO DI CONTROLLO

B 3.2 I : occorre sempre tenere in

OX L PROBLEMA DEL CONTROLLO DELLE VARIABIL INTERVENIENTI

considerazioni altre variabili intervenenti (con disegno tra soggetti o disegno entro soggetti).

B 3.3 L ’ :

OX A STRUTTURA DELL ESPERIMENTO SCIENTIFICO

* D :

ISEGNO TRA SOGGETTI

 A

PPAIAMENTO

 C : a caso

AUSALIZZAZIONE

* D : ripetere le prove allo stesso gruppo.

ISEGNO ENTRO SOGGETTI 5

L’esperimento deve avere validità interna ossia nessuna variabile

V intervenente deve essere sfuggita al controllo e anche validità esterna

ALIDITÀ INTERNA E (ossia che l’esperimento condotto in laboratorio sia veritiero ed

VALIDITÀ ESTERNA DEL

3.4 eventualmente valido anche se effettuato in ambiente esterno). Una delle

METODO minacce alla validità esterna è che il campione non sia rappresentativo:

SPERIMENTALE artificiosità del luogo o che le prove siano estranee ai contesti quotidiani.

B 3.4 : il compito oggetto di esperimento sarà più facilmente

OX LA FACILITAZIONE DEI COMPITI SPERIMENTALI

risolto se fa riferimento a competenze costruite all’interno di routine quotidiane.

Per alcuni problemi non indagabili con gli esperimenti, il ricercatore può

ricorrere a:

- Q : lo sperimentatore prende le condizioni così

UASI ESPERIMENTI

D come sono in natura e le sfrutta per valutarne gli effetti sullo

ISEGNI QUASI sviluppo. Es. studiare se esiste una relazione tra basso peso alla

SPERIMENTALI E

3.5 nascita e apprendimento.

RICERCHE - R : con questo metodo il ricercatore

CORRELAZIONALI ICERCHE CORRELAZIONALI

rinuncia a individuare nessi causali tra le variabili, per verificare se

e in che misura esse sono associate tra loro: es bambini che

guardano spettacoli violenti in TV sono più aggressivi.

Occorre definire cosa osservare e come osservare:

* O : es ogni giorno per 30 minuti.

SSERVAZIONE NATURALISTICA

* O : in questo caso il ricercatore

SSERVAZIONE CONTROLLATA

3.6 L’ introduce alcune modificazioni. Es. bambino davanti allo specchio,

OSSERVAZIONE non si riconosce fino ai 15 mesi di vita. Viene macchiato il naso

del bimbo di rosso per vedere se si riconosce allo specchio o se

tenta di pulire l’immagine riflessa nello specchio.

Fattori che possono compromettere l’osservazione:

- I ’

NFLUENZA DELL OSSERVATORE SUL COMPORTAMENTO DEL SOGGETTO

:

OSSERVATO

Per ovviare si può ricorrere alla:

Familiarizzazione

o Osservazione partecipante: l’osservatore entra a far parte

o del contesto di osservazione, interagendo liberamente con i

soggetti osservati.

Osservazione dissimulata: l’osservatore partecipa ma non è

o

V

ALIDITÀ visibile es. dietro specchio unidirezionale.

3.7 ’

DELL OSSERVAZIONE - F ’ :

ATTORI A CARICO DELL OSSERVATORE

Tendenza dell’osservatore a cogliere di più o di meno di

o quanto avvenga.

- D –

EFORMAZIONI CHE AVVENGONO AL MOMENTO DELLA CODIFICA SI

:

POSSONO OVVIARE CON

Videoregistrazione

o Affidare la codifica a persona diversa da quella che ha

o effettuato l’osservazione

Affidare l’osservazione a 2 osservatori.

o

B 3.5 L ’ : specchietto del paragrafo precedente.

OX E CARATTERISTICHE DELL OSSERVAZIONE

3.8 I M Il metodo di Piaget ha una sua tipologia particolare che prevede l’intrecciarsi

L ETODO

- dell’osservazione, i quasi esperimenti, e il colloquio clinico, nel corso di una

CLINICO stessa rilevazione e in totale assenza di controlli. Questo metodo ha il vantaggio di

CRITICO DI

P registrare il comportamento con la ricchezza e la variabilità con cui si presta

IAGET spontaneamente. Piaget, studiò l’intelligenza senso-motoria dei suoi 3 bambini nel

corso dei loro primi 3 anni di vita.

- O : non si limita a registrare quanto osserva, ma interviene a

SSERVAZIONE

modificare i contenuti dell’osservazione introducendo variazioni idonee a

provocare quei comportamenti che ritiene cruciali. Es. imitazione.

6

- C : duttile e flessibile, le domande vengono via via

OLLOQUIO CLINICO

modellate sulle risposte date dal bambino.

- M : le domande poste al bambino vertono su compiti e prove

ETODO CRITICO

più standardizzate . Vengono usati giochi e prove con materiali concreti e si

chiede al bambino di giustificare le modalità di soluzione da lui adottate,

mettendo in discussione le sue argomentazioni e proponendogli soluzioni

diverse.

Il limite maggiore di questo metodo è che la sua validità è affidata interamente alle

capacità del ricercatore con l’alto rischio di distorsioni soggettive.

B 3.6 L P ’ : Per provare che il comportamento osservato è una

OX E OSSERVAZIONI DI IAGET SULL IMITAZIONE

vera e propria imitazione intenzionale Piaget introduce nell’ambiente, in modo naturale delle

modificazioni suggerite dal corso delle azioni del bambino (apri e chiudi le mani è imitato anche se in

scena compare un giocattolo). - Metodo longitudinale

L O STUDIO DEL

3.9 - Metono trasversale

CAMBIAMENTO - Metono longitudinale-sequenziale

B 3.7 D , - : :

OX ISEGNI LONGITUDINALE TRASVERSALE E LONGITUDINALE SEQUENZIALE A CONFRONTO

Con il metodo longitudinale gli stessi soggetti vengono seguiti nel corso

I del loro sviluppo, osservando periodicamente i cambiamenti che con il

L METODO

3.10 tempo si producono nei loro comportamenti. E’ l metodo di elezione per

LONGITUDINALE lo studio dello sviluppo.

Questo metodo, prevede il confronto, in un unico momento temporale, di

individui di diverse età. Gruppo di bambini anni 2, gruppo bambini anni 5,

gruppo bambini anni 7. Es per studiare lo sviluppo del linguaggio nel

periodo compreso tra i 2 e i 5 anni occorreranno 4 diversi gruppi di

I bambini (di 2, 3 4 e 5 anni). Il vantaggio di questo metodo è quello di

L METODO

3.11 considerare un arco di sviluppo considerevole semplicemente aumentando

TRASVERSALE i gruppi di età. Il limite consiste nel fornire informazioni sulle differenze

legate all’età e non sui cambiamenti che si producono con l’età. Ma il

limite maggiore consta nel fatto che osservando soggetti di età diversa non

si ha la certezza che l’unica cosa che cambia nei gruppi sia l’età.

Questo metodo permette di superare il limite dell’effetto coorte. Con

I M questo metodo gruppi di soggetti di età diversa vengono seguiti

L ETODO

3.12 - longitudinalmente sino a che l’età di ciascun gruppo non si sovrappone

LONGITUDINALE parzialmente a quella che avevano, all’inizio della ricerca, i gruppi di età

SEQUENZIALE successivi.

Tutti gli strumenti di misurazione usati in psicologia sono strumenti di

G misurazione indiretta. Essi misurano quei comportamenti nell’ipotesi che

LI STRUMENTI DI

3.13 Vi sia una corrispondenza con i processi e le funzioni inosservabili, che

INDAGINE cioè non possiamo direttamente misurare.

Il primo ad aver individuato il modo di misurare l’intelligenza è stato

Alfred Binet 1904. Con Terman nel 1916 fu messo a punto il concetto di

Q.I. E.M. (età mentale) X E.C. (età cronologica) x 100. Binet ebbe l’idea

geniale di misurare l’intelligenza sulla scala del tempo, cioè prendendo

I TEST DI LIVELLO come unità di misura l’età. Mise a punto delle prove come la

3.14 MENTALE comprensione del linguaggio, le conoscenze aritmetiche, la memoria etc.

Q:I: di crescente difficoltà. Questo procedimento gli permise di elaborare il

concetto di età mentale, che definì come il livello di intelligenza raggiunto

dai bambini normali ad una data età cronologica. Attualmente il Q.I. si

calcola con il confronto delle prestazioni ottenute da un gruppo campione.

B 3.8 L WISC: la scala di intelligenza Wechsler per bambini tra i 5 e 15 anni, consiste di 12

OX A SCALA

subtest a difficoltà crescente, divisi in 2 scale: una scala verbale e una scala di performance questa ultima

prevede un punteggio in funzione del tempo impiegato per risolvere le prove del subtest. In ciascuna delle

2 scale si ottiene un punteggio distinto che poi verrà sommato per ottenere il punteggio globale. La

7

possibilità di avere una valutazione separata permette di individuare le eventuali difficoltà specifiche di

ciascun bambino.

B 3.9 I G : Può essere somministrato a un intero gruppo di bambini. Consta di

OX L TEST MOSAICO DI ILLE

62 prove, rappresentate sotto forma di disegni di facile comprensione raggruppati in 3 categorie:

1. Conoscenza di nozioni elementari

2. Abilità che richiedono osservazione

3. Capacità di ragionamento logico

Questo test, come la scala di WISC, consente di avere dei punteggi separati per ciascuno dei 3 tipi di

competenza, permettendo di mettere in evidenza i diversi schemi di rendimento dei bambini.

* A : uno strumento è attendibile se ripetendo le

TTENDIBILITÀ

misurazioni dà sempre gli stessi risultati. Per verificare ciò si può

ricorrere alla separazione in due parti di uno stesso test e la

somministrazioni delle 2 parti del test sarà alternata tra i soggetti.

* V : provare che il test misura realmente ciò che dice di

ALIDITÀ

A

TTENDIBILITÀ E

3.15 voler misurare. Un buon metodo per valutare la validità è

VALIDITÀ DEI TEST confrontare i risultati del test con un test già accreditato, oppure

comparare 2 gruppi distinti di persone già selezionate per capacità

e verificare, somministrando ad es prove di intelligenza se le più

capaci danno i migliori risultati, inoltre la validità è testimoniata

dalla capacità predittiva.

Gli strumenti di analisi della personalità tendono a descrivere un tipo di

personalità, un genere, uno stile, confrontando una serie di risposte date

M dai soggetti con dei “profili tipici”. I test di personalità si possono

ETODI DI racchiudere in 2 categorie:

VALUTAZIONE DELLA

3.16 : 1. Q : valutano singoli tratti separati della

PERSONALITÀ I UESTIONARI AUTODESCRITTIVI

personalità. Domande sì/no. Il più famoso test italiano esportato

QUESTIONARI E LE anche all’estero è il Big five Questionnaire.

TECNICHE PROIETTIVE 2. T : tendono a dare una valutazione globale. Es.

ECNICHE PROIETTIVE

Test di Rorschach, Test delle favole della Duss.

B 3.10 I : il reattivo comprende 10 tavole incomplete, il cui

OX L TEST DELLE FAVOLE DELLA DUSS

protagonista si trova in determinate situazioni che, nell’ipotesi della Duss, corrispondono agli stadi dello

sviluppo psicoafffettivo del bambino. Es. per valutare il complesso di svezzamento e i sentimenti di

rivalità tra fratelli: storia dell’agnellino.

Il concetto di competenza sociale è un costrutto polivalente. Vi sono varie abilità

considerate costruttive di questa competenza: capacità di percepire e valutare i

comportamenti delgi altri, l’acquisizione di abilità relazionali sempre più

complesse, comportamento collaborativi e socialmente responsabile, capacità di

gestire e di risolvere i conflitti, capacità di sapersi integrare in un gruppo. Vi è

una miriade di modi per valutarla, ma gli strumenti in genere più utilizzati sono:

1. L : possono essere aperte o vincolate. Rientrano in questa

E INTERVISTE

L A categoria anche i questionari di autovalutazione.

MISURAZIONE 2. L : queste tecniche sono tutte variazioni o adattamenti

E SCALE DI NOMINA

DELLE ABILITÀ del Test sociometrico di Moreno. si richiede a tutti i componenti di un

3.17 :

SOCIALI LE gruppo con chi si vorrebbe e con chi non si vorrebbe fare una certa

INTERVISTE E attività. L’analisi delle scelte e dei rifiuti consentono di redigere una certa

LE SCALE DI radiografia del gruppo che mette in luce le reti di relazioni interpersonali

NOMINA che si instaurano al suo interno.

- Pregi: facilità di applicazione, affidabilità e validità.

- Limiti: non ci dice il perché un determinato soggetto occupa un

certo status. Per ovviare a questo limite si può affiancare al test

una seconda tecnica di nomina in cui ai soggetti viene chiesto di

indicare chi, tra i compagni possiede determinate caratteristiche.

Infine si incroceranno i dati.

B 3.11 U : chi scegli chi.

OX N ESEMPIO DI SOCIOGRAMMA 8

C 4: L

APITOLO O SVILUPPO COGNITIVO

I riflessi sono risposte organizzative ed automatiche a stimoli specifici;

sono innati nella nostra specie, non devono cioè essere appresi tramite

l’esperienza; hanno in generale una funzione adattiva. Alcuni riflessi

4.1 I R

IFLESSI mantengono la loro funzione per tutto l’arco della vita, altri, quelli

neonatali (rotazione del capo, suzione, marcia automatica, prensione,

Moro, babinsky), scompaiono.

Punto di vista influente è quello della –Gestalt (Max Wertheimer).

Secondo questa teoria, la percezione è organizzata non in virtù di

un’azione mentale di secondo livello, cioè di un lavoro del sistema

4.2 L A PERCEZIONE cognitivo, ma in virtù di un’innata corrispondenza tra le strutture

percettive e la realtà. I bambini sentono già dal grembo materno, ma in

maniera attutita.

B 41 L : la mente umana sembra attratta dalla novità, tra i primi a sottolinearlo

OX A DISCRIMINAZIONE VISIVA

fu Ivan Pavlov noto per i suoi studi sui riflessi condizionati. Quando uno stimolo rimane presente a lungo

si ha l’abituazione, quando si introduce uno stimolo nuovo si ha la disabituazione. Milewsky per studiare

la discriminazione ha condotto l’esperimento delle forme geometriche, quando introduceva una forma

geometrica nuova (disabituazione) il bambini davano segni di maggiore attenzione.

Alla nascita l’apparato visivo è funzionante ma immaturo. Il bambino non

4.3 V è in grado di focalizzare entrambi gli occhi su uno stesso punto, egli riesce

EDERE LE FORME a mettere a fuoco i dettagli solo a breve distanza 20-50 cm.

Tom Bowerha dimostrato che intorno ai 3 mesi i bambini iniziano a

cogliere la costanza di forma, mentre la costanza di grandezza si delinea

’ intorno ai 4-5 mesi. Esperimento di Gibson e Walk sulla profondità:

L ORIENTAMENTO

4.4 bambini che si spostano a gattoni su una lastra di vetro a 6 mesi, dove il

SPAZIALE vetro era trasparente e mostrava sotto il vuoto, i bambini non si

avventuravano, dimostrando di riconoscere la profondità.

 T : Il fisiologo russo P.

EORIA DEL CONDIZIONAMENTO CLASSICO

Pavlov elaborò la famosa teoria dei riflessi condizionati, che

ebbe una notevole influenza sullo sviluppo del comportamentismo

americano. Pavlov effettuò degli studi sui cani. Condizionamento

classico: (Studio sui cani. Risposta salivazione RC riflesso

condizionato, al suono di un campanello SN, associato al cibo SI

Stimolo incondizionato). Per i lattanti, sembrano in grado di

acquisire meglio uno stimolo condizionato se la nuova

associazione da apprendere è dotata di qualche valore adattivo

L E CAPACITÀ BASILARI

4.5 come il cibop.

DI APPRENDIMENTO  T : Una specifica risposta,

EORIA DEL CONDIZIONAMENTO OPERANTE

prodotta in maniera casuale viene ripetuta se ad essa viene

associato uno stimolo piacevole (rinforzo positivo: cibo -

comportamento: premere la levetta). Skinner box con topo che

corre e incappa accidentalmente nella levetta che aziona il cibo. .

 B : ha provato che i bambini imitano le azioni degli adulti

ANDURA

esperimento pupazzo colpito e poi il bimbo lasciato da solo col

pupazzo lo colpisce a sua volta. Imitazione.

B 4.2 G : ?: Renée Baillargeon ha fatto abituare

OX LI OGGETTI LÀ FUORI PERCEZIONE O RAPPRESENTAZIONE

bambini intorno ai 4 mesi alla vista di un piano rotane su un arco di 180° successivamente i bambini

erano sottoposti a due situazioni, un evento possibile (il piano rotolava fino ad andare a sbattere contro

una scatola) ed un evento impossibile si posizionava una scatola al centro della stanza, si faceva rotolare il

piano rotante, ma poi la scatola veniva fatta scendere attraverso un foro sotto il pavimento. L’autrice ha

notato che la sorpresa dei bambini era sinonimo di una percezione di permanenza che quindi, appare nei

bambini molto prima dei due anni come affermava Piajet.

4.6 L Lo studio della memoria è stato condotto dagli anni ’60 in poi, soprattutto

A MEMORIA nel quadro dell’approccio teorico HIP Human Information Processing:

9

elaborazione delle informazioni nell’uomo, che studia la mente come uno

strumento per elaborare informazioni: computer.

Secondo un modello proposto alla fine degli anni ’60, nel quadro

dell’HIP, Atkinson e Shiffrin la memoria consiste in attività di

immagazzinamento , grazie alle quali le informazioni vengono codificate

e trattenute nel sistema cognitivo, e in attività di recupero, mediante le

quali possiamo avere accesso in modo più o meno efficiente alle

informazioni immagazzinate.

B 4.3 U : Roove-Collier: bimbo che scalcia per attivare

OX NO STUDIO SULLA MEMORIA DEI BAMBINI

sonaglietti, nei giorni seguenti se ha conservato memoria dell’episodio, scalcerà ugualmente

(condizionamento operante). A 5 anni cresce l’abilità di rievocazione. La rapida espansione del

vocabolario dal 2° anno di vita in poi, mostra che i bambini sono in grado

S di ritenere anche materiale astratto: memoria e sviluppo linguistico e

UCCESSIVI SVILUPPI

4.7 concettuale si intrecciano inscindibilmente. Gli studiosi dell’HIP

DELLA MEMORIA attribuiscono questo incremento a 2 fattori: aumento della capacità

strutturale e al miglioramento funzionale.

Una delle strategie più utilizzate è la reiterazione (si ripete tra sé e sé cosa

si vuole memorizzare). Altra strategia è l’organizzaizone (raggruppare le

L info da ricordare).L’elaborazione implica la costruzione di un legame tra

E STRATEGIE

4.8 2 o più cose da ricordare. Esperimento su bambini di 5 anni, alcuni usano

MNEMISTICHE la reiterazione, altri no, altri la apprendono per l’occasione, ma poi la

dimenticano.

B 4.4 L : Un bambino già a 3 anni può essere un valido testimone (es. cause

OX A TESTIMONIANZA INFANTILE

di divorzio). Ma 6 anni è il limite minimo ormai considerato accettabile e 10 anni un’età giusta.

 M : si riferisce a fatti ed eventi specifici legati alle

EMORIA EPISODICA

esperienze dirette dell’individuo. Consente l’identità e la

continuità del sé, conservando la storia del soggetto.

 M : contiene rappresentazioni dei concetti e

EMORIA SEMANTICA

M delle loro relazioni, che si formano grazie a processi di astrazione.

EMORIA E

4.9 Sottostà all’acquisizione del linguaggio e permette la condivisione

CONOSCENZA di esperienze tra persone appartenenti ad una medesima cultura.

La cerniera tra memoria episodica e memoria semantica sono gli script.

Secondo Nelson, la memoria episodica precede quella semantica. Es.

bimbo/scacchi. La memoria semantica si basa su schemi e concetti.

Le prestazioni in prove di memoria a breve termine mostrano un

peggioramento già nell’età di mezzo. Ciò, in parte si spiega con

L MEMORIA IN un’accresciuta difficoltà di applicazione delle strategie di

A

4.10 ET ADULTA E immagazzinamento, a sua volta connessa con un rallentamento nella

À SENILE velocità con cui l’informazione viene elaborata. Però sia l’esperienza che

la memoria implicita (che non ha bisogno di strategie), sono presenti negli

anziani e costituiscono per loro, un valido supporto.

Per considerare un sistema di comunicazione “linguaggio” deve avere i

requisiti di: semanticità (rappresentare simbolicamente oggetti),

dislocazione (deve potersi riferire a passato o futuro), produttività (il

parlante deve essere in grado di comprendere frasi nuove e produrre una

4.11 I serie infinita di messaggi). Ovviamente occorre rispettare regole rigide. I

L LINGUAGGIO principali problemi relativi all’acquisizione del linguaggio sono

1. I

L RUOLO DEI FATTORI GENETICI E AMBIENTALI

2. I RAPPORTI TRA LINGUAGGIO E PENSIERO

3. I .

RAPPORTI TRA LINGUAGGIO E LE ABILITÀ SOCIALI

B 4.5 I : nonostante gli esperimenti dei coniugi Gardner,i quali hanno

OX L LINGUAGGIO DEGLI ANIMALI

insegnato alcuni vocaboli ad uno scimpanzé, l’uso del linguaggio rimane una prerogativa umana.

4.12 L : Secondo la concezione comportamentista la comparsa del linguaggio

INGUAGGIO 10

sarebbe determinata dall’esperienza e dall’apprendimento. Ma la

spiegazione un termini di imitazione del modello adulto, non rende conto

dell’aspetto creativo del linguaggio. A questa prospettiva, è contrapposta

quella che alla base della capacità di acquisire la propria lingua ci sia una

base innata.

APPRENDIMENTO O Skinner comportamentismo: per questo autore il linguaggio è un

?

MAUTRAZIONE comportamento appreso.

Chomsky linguista: considera il linguaggio come un prodotto di un

meccanismo cognitivo innato. LAD Language acquisition device:

dispositivo preposto a consentire la comprensione e produzione di frasi

indipendentemente dalla specificità delle varie lingue.

Piaget: ha sostenuto l’impossibilità di isolare il linguaggio dallo sviluppo

dell’intelligenza. Per Piaget, il linguaggio sarebbe reso possibile da un più

generale sviluppo cognitivo e dalla concomitante comparsa di nuovi

processi mentali.

Vigotskij: muove dalla premessa che pensiero e linguaggio abbiano

radici differenti e che il passaggio dall’uno all’altro non sia automatico,

L INGUAGGIO E

4.13 ma richieda una complessa e dinamica trasposizione. Lo sviluppo di

PENSIERO entrambi poi inscindibile dal contesto sociale di crescita dell’individuo. Il

linguaggio prende avvio, nell’ambito del rapporto interpersonale, nelle

interazioni del bambino con i genitori e gli altri adulti e i coetanei.

Successivamente prende avvio l’interiorizzazione del linguaggio come

strumento che consente di guidare dall’interno i propri processi cognitivi e

il proprio comportamento.

I La necessità di studiare il linguaggio all’interno del contesto d’uso, è stata

L RAPPORTO TRA sottolineata dai sostenitori di una spiegazione del linguaggio centrata sui

LINGUAGGIO E ABILITÀ fattori interpersonali e sociali.

SOCIALI Bruner sottolinea che il linguaggio non può essere studiato solo nei suoi

4.14 aspetti strutturali o formali, ma se ne devono considerare anche gli usi

concreti in diversi contesti, con vari interlocutori. Le routine

comunicative, vengono a costituire un sistema di sostegno per

l’acquisizione linguistica LASS Language acquisition support system.

B 4.6 I - : modo di parlare della mamma con il bimbo….

OX L BABY TALK O MOTHERESE

La competenza linguistica è il punto di arrivo di un percorso che prende

avvio in forma gestuale e pre-verbale sin dai primi mesi di vita, quando il

L’ linguaggio è ancora assente o comincia a manifestarsi.

EMERGERE DELLA - 6-10 mesi: balbettio

COMPPETENZA

4.15 : - 8-12 mesi: i bambini comprendono le parole, inizialmente

LINGUISTICA I PRIMI circoscritte ad ambiti specifici.

SEGNALI GESTUALI E - 9-13 mesi: i bambini indicano, danno e mostrano.

VOCALI - Dai 16 mesi: aumenta la produzione verbale e scompaiono quasi

del tutto i gesti referenziali.

Di solito situata tra gli 11 e i 13 mesi, la comparsa delle prime parole

riguarda nomi per indicare oggetti familiari….Le procedure usate dai

L A PRODUZIONE DELLE

4.16 bambini per l’uso del linguaggio, possono essere di:

PRIME PAROLE Sovraestensione:Cane anche il gatto o la pecora.

Sottoestensione: Giuseppe solo il fratello. Cane solo quello di casa.

4.17 L O : parole pronunciate isolatamente che hanno significato di una

E PRIME FRASI LOFRASI

(18-24 ) frase. Le prime frasi sono costruite tramite 2 grandi gruppi di parole:

MESI P : (poche parole che ricorrono frequentemente e sempre

AROLE PERNO

all’inizio della frase)

P : molto più numerose e poste in 2° posizione.

AROLE APERTE

Talvolta i bambini nominano l’oggetto (es. palla) con una modalità

protoimperativa (per indicare all’adulto che desidera da lui una certa

11

azione es. che gli portino la palla) in questo caso il bambino vuole

raggiungere uno scopo concreto; altre volte, con modalità

protodichiarativa (ad es. per inviare la mamma a guardare la palla), in

questo caso il bambino desidera suscitare l’interesse dell’altro. Bruner ha

sottolineato l’alto valore istruttivo del racconto della fiaba anche a

bambini molto piccoli.

L 2-3 anni: le frasi diventano più complesse

O SVILUPPO DI

GRAMMATICA E

4.18 SEMANTICA NELLA

PRIMA E MEDIA

FANCIULLEZZA 4-6 anni: a questa età il bambino giunge a cimentarsi con interazioni

D verbali lunghe e complesse e con la comprensione e produzione di unità

ALLE FRASI AL

: testuali di vario genere

DISCORSO

4.19 Secondo le Teorie preposizionali e i Modelli mentali durante l’ascolto di

COMPRENSIONE E un tsto l’individuo se ne costruisce una rappresentazione mentale…

PRODUZIONE Esperimento casa: ladro/acquirente.

B 4.7 L : E’ un’epoca prefissata dello sviluppo precoce in cui il giovane

OX A NOZIONE DI PERIODO CRITICO

organismo è particolarmente pronto all’apprendimento. Vedi anche attaccamento di Bowlby. Infant

sauvage non sono capaci di parlare. Concetto di plasticità del cervello: in caso di danni cerebrali, entro i

10 anni di età, è possibile il recupero della facoltà di parlare, grazie all’utilizzo di aree cerebrali

alternative. La consapevolezza fonologica facilita l’acquisizione della corrispondenza

D

AL LINGUAGGIO grafema-fonema, tappa essenziale nell’imparare a leggere. Per favorire il

4.20 ORALE ALAL LINGUA processo di avanzamento nell’alfabetizzazione è fondamentale anche il

SCRITTA contesto di vita extrascoltastico.

Parlare di pragmatica significa prendere consapevolezza del fatto che ogni

L espressione verbale può essere considerata un atto linguistico. Cioè, i

O SVILUPPO DELLA

4.21 parlanti quando dicono qualcosa, fanno anche qualcosa, compiono

PRAGMATICA un’azione.

E Il patrimonio linguistico è destinato ad ampliarsi ulteriormente.

AGLI ADULTI COSA

4.22 ?

RIMANE Piaget in base allo studio condotto sui suoi figli ha affermato che esiste

un’’intelligenza prelinguistica, che si sviluppa nel corso della prima

infanzia e che poggia sull’attività pratica del bambino: è l’intelligenza

senso-motoria. Piaget parla inoltre di assimilazione e accomodamento.

L’ INTELLIGENZA

4.23 Inoltre, afferma, che gli strumenti di conoscenza che rendono possibile al

-

SENSO MOTORIA bambino le prime forme di adattamento sono degli strumenti chiamati

schemi senso motori, ossia sequenze unitarie di percezioni e azioni; in

continuità con questi schemi emergeranno poi, dal secondo anno di vita,

degli schemi mentali (script, concetti, strategie).

4.24 S Uno degli aspetti più noti dell’opera di Piaget è la concezione dello sviluppo

TADI E come una progressione di stadi. Nello stadio senso-motorio, l’interazione con

MACCANISMI DI l’ambiente si basa unicamente sulla percezione e su azioni palesi. Egli

SVILUPPO NEL - suddivide il 1° stadio in ulteriori 6 stadi:

PERIODO SENSO SENSO MOTORIO

1° stadio. 0-1 mese: motricità attivata dai riflessi.

MOTORIO 2° stadio: 2-4 mesi: comincia ad acquisire schemi nuovi.

3° stadio: 4-8 mesi: il bambino è più consapevole del mondo intorno a lui

e mette in atto appositamente quei comportamenti che producono

spettacoli per lui interessanti.

4° stadio: 8-12 mesi si delinea la distinzione mezzi-fini e c’è un

incremento dell’attività esplorativa.

5° stadio: 12-18 mesi mette in atto la sperimentazione attiva per

conoscere meglio le proprietà degli oggetti.

12


PAGINE

24

PESO

214.45 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia dello sviluppo

Psicologia dello sviluppo – Osservazione
Appunto
Psicologia dello sviluppo – Comunicazione e linguaggio bambini
Appunto
Psicologia dello sviluppo – Ricerca dell'identità
Appunto
Psicologia dello sviluppo – Contingenze
Appunto