M P
ANUALE DI SICOLOGIA DELLO SVILUPPO
C 1 L S
APITOLO A TORIA
S H fu il primo a rendersi conto che la mente del bambino è
TANLEY ALL
differente da quella dell’adulto. Iniziò studi sui bambini con il metodo dei
racconti degli adulti. Esaminò anche l’adolescenza che definì come nuova
nascita.
F G pose un altro problema, quello dell’influenza che
RANCIO ALTON
possano avere, nella formazione della personalità, i fattori ereditari e
quelli ambientali.
C B condusse uno studio sulle fiabe dei fratelli Grimm.
HARLOTTE UHLER
L G. K : ricerche sul disegno infantile
E ORIGINI DELLA ERSCHENSTEINER
1.1 I limiti di queste ricerche, furono in parte superati da A G il
PSICOLOGIA DELLO RNOLD ESELL
quale con l’aiuto di osservatori ben addestrati sottopose ad osservazione
SVILUPPO periodica alcune decine di soggetti da 0 a 16 anni.
Nel 1970 B prese in esame soprattutto i legami di attaccamento e
OWLBY
separazione.
Verso il 1980 si è delineato un indirizzo che sostiene l’opportunità di non
fermarsi ai primi 20 anni di vita, ma di estenderli anche al periodo
successivo: si tratta della psicologia del ciclo di vita. B – R .
ALTES EESE
In Italia la psicologia dello sviluppo è giunta in ritardo, i primi studi
risalgono al 1950.
1.2 J P
EAN IAGET
Teoria stadiale dello sviluppo cognitivo.
J. P che all’inizio si interessò di biologia, si rese conto che l’intelligenza rende possibili
IAGET
adattamenti rapidi, egli considerò l’intelligenza come la forma di adattamento biologico più elevata. Per
P. l’intelligenza è il risultato di un’interazione tra organismo e ambiente. Lo sviluppo dell’intelligenza,
secondo P. si verificherebbe nella forma di un equilibrio dinamico fra un processo di assimilazione dei
dati dell’esperienza a schemi mentali e un processo di accomodamento (ossia di modificazione di tali
schemi quando l’esperienza è troppo nuova e non si adatta ad essi o quando il giudizio di altri, mostra la
loro inadeguatezza).
La prima età da lui studiata fu quella fra i 4 e gli 8 anni (con metodo del colloquio clinico). P. mise in
evidenza alcuni orientamenti del pensiero infantile:
E : difficoltà ad uscire dal proprio punto di vista.
GOCENTRISMO
R : primato della percezione sulla rappresentazione
EALISMO
A : induce ad attribuire vita a molti elementi del mondo naturale
NIMISMO
F : interpretare gli eventi naturali come mossi da una causalità psicologica.
INALISMO
In seguito P. studio i primi 3 anni di vita (con il metodo dell’osservazione sistematica), sui suoi 3 figli.
Con queste ricerche P. delineò una .
TEORIA STADIALE DELLO SVILUPPO COGNITIVO
1) I - : 15-18 mesi, capacità di entrare in possesso di un oggetto non
NTELLIGENZA SENSO MOTORIA
direttamente afferrabile, utilizzando strumenti presenti.
2) S : dai 18 mesi, il bambino sa produrre immagini mentali, e indica
TADIO DEL PENSIERO INTUITIVO
come attività caratteristiche che lo accompagnano il gioco simbolico (es. uno scatolone che evoca
una macchina), l’imitazione differita e il linguaggio verbale (parole che evocano realtà non
presenti).
3) S : 6-11 anni, il bambino è capace non solo di
TADIO DEL PENSIERO REVERSIBILE E OPERATORIO
produrre immagini mentali, ma anche di metterle in relazione tra loro. P. studiò questo periodo
con il metodo critico (presentando al bambino vari materiali e compiti da eseguire). Scoperta di
invarianze quantitative.
4) S - : dai 12 anni, il pensiero diviene sempre più
TADIO DEL PENSIERO FORMALE O IPOTETICO DEDUTTIVO
indipendente dalla percezione, può fare ipotesi. Il bambino giunge a questa età ad acquisire
nozioni complesse come quelle di probabilità e implicazione.
P. diede avvio anche ad una nuova disciplina l’epistemologia genetica che si occupa del modo in cui si
formano nel bambino i concetti che stanno alla base di discipline quali la matematica, la fisica e la
biologia e permette di cogliere dei parallelismi fra la storia della scienza e lo sviluppo cognitivo.
1
Nell’ultimo periodo, P. si occupò dello studio dell’immagine mentale e della memoria, mostrando lo
stretto legame che questa ha con l’intelligenza.
1.3 L . S. V
EV YGOTSKIJ
In contrapposizione a Piaget (riferimento ad una forte matrice genetico-biologica), V ha fatto
YGOTSKIJ
riferimento al contesto sociale e culturale e alle differenziazioni psicologiche emergenti in dipendenza dei
fattori ambientali. Le sue prime ricerche di interesse psicologico, furono condotte su bambini ciechi e
sordomuti. Per V. il problema fondamentale della ricerca psicologica era la coscienza come proprietà
della mente umana di appropriarsi di contenuti di pensiero e forme di comunicazione di un determinato
contesto sociale e culturale.
I principali contributi della sua opera alla psicologia dello sviluppo possono essere individuati nei
concetti di:
P ’
RIMATO DEL SOCIALE SULL IDEALE
S - : V. vide nella relazione sociale tra il bambino e gli altri (in primis la madre), il
TIMOLO MEZZO
presupposto essenziale per lo sviluppo normale dei processi psichici. Questo intreccio di relazioni
è veicolato dal linguaggio. La mente possiede strumenti interni, come il linguaggio interiore, ma
ricorre sempre a strumenti esterni (stimoli-mezzo). La specie umana si è dotata di strumenti che le
consentono di andare al di là del proprio patrimonio biologico. Gli strumenti più importanti sul
piano dello sviluppo dei processi mentali sono gli artefatti cognitivi.
A .ASP: la prestazione cognitiva cresce spontaneamente in funzione
REA DI SVILUPPO PROSSIMO
della maturazione biologica dell’età del bambino, tuttavia, la prestazione migliora se il bambino
viene inserito in un contesto sociale e culturale più ricco.
V. affermò che le funzioni psichiche tipiche della specie umana sono strettamente dipendenti dalla rete di
fattori sociali e culturali entro cui cresce e si sviluppa il bambino.
E’ colui che ha formulato la teoria dell’attaccamento che si pone come
paradigma. La sua trilogia: , comprende 1)
ATTACCAMENTO E PERDITA
l’attaccamento alla madre, 2) La separazione dalla madre, 3) La perdita
della madre.
Per B. è essenziale per la salute mentale del bambino che questi, faccia
esperienza di una relazione continuativa, intima, calda con la propria
1.4 J B madre.
OHN OWLBY Nella formulazione di B. le esperienze del bambino con la madre portano
alla formazione di modelli mentali del sé e delle persone significative del
mondo circostante (Internal Working Model), che fanno da filtro nei
processi di elaborazione delle informazioni.
Folgorato dall’etologia e dagli esperimenti di K. Lorenz derivò il
concetto di imprinting.
1.5 J S. Si trova nel mezzo tra Piajet e Vygotskij. Ha dato vita al movimento di ricerca
EROME
B chiamato: secondo il quale la percezione viene studiata
RUNER NEW LOOK OF PERCEPTION
non come una risposta ad uno stimolo, ma come un processo che proviene
dall’interno e che è influenzato dai valori, dalle motivazioni e dalle credenze della
persona. La percezione è fondamentalmente il frutto di un’ipotesi (inconscia) a
partire dalla quale si traggono informazioni dal mondo esterno che possono
verificarla o falsificarla.
B ha elaborato 3 teorie profondamente innovative:
RUNER
1. Q
UELLA CHE CONSIDERA LA PERCEZIONE SOPRATTUTTO COME UN ATTO DI
’ ;
COSTRUZIONE PROVENIENTE DALL INTERNO
2. ,
QUELLA CHE ASSEGNA AL PENSIERO QUESTA COSTRUZIONE ATTRAVERSO
, ;
STRATEGIE E LE CATEGORIE
3. ,
QUELLA CHE ATTRAVERSO GLI STUDI SULLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
RICONDUCE QUESTE CATEGORIE ALLE NARRAZIONE E QUINDI AL MONDO
.
INTERINDIVIDUALE
B. afferma che l’attività umana è finalizzata e diretta ad uno scopo, quindi
anticipatrice perché dotata di aspettative. L’attività umana è un processo di
attribuzione di significati. Gli strumenti per realizzare questi scopi, andranno costruiti
2
tramite il linguaggio e gli insegnamenti su come fare le cose (area di sviluppo
prossimo di Vygotskij). I due concetti chiave della sua opera sono quelli di
anticipazione e di comunicazione sociale.
C 2 I
APITOLO NODI TEORICI ATTUALI
E’ oggetto della psicologia dello sviluppo non solo il periodo che va dalla
D
ALLA PSICOLOGIA nascita all’adolescenza, ma l’intera vita umana, dal concepimento alla
’
DELL ETÀ EVOLUTIVA morte. La psicologia dello sviluppo si pone come disciplina che prende in
2.1 ALLA PSICOLOGIA DELLO considerazione l’intero ciclo di vita, poiché ritiene che le funzioni
:
SVILUPPO LA PROSPETTIVA psichiche subiscano dei mutamenti evolutivi incessanti lungo il corso
DEL CICLO DI VITA della vita.
La psicologia è stata a lungo dominata da modelli di spiegazione che
facevano risalire la spiegazione del comportamento umano ad una o poche
cause. In psicologia le cause del comportamento e sviluppo umano sono
state ricercate nell’ambiente e nei fattori biologici. I due principali
orientamenti sono stati:
I MODELLI : ha ricondotto il comportamento umano
COMPORTAMENTISMO
2.2 DETERMINISTICI all’influenza dell’ambiente e degli stimoli da esso provenienti.
UNICAUSALI (determinismo ambientale) Watson S-R e Dollard frustrazione-
aggressività
. Il comportamento è il risultato dell’azione della
PSICOANALISI
pulsione. Freud ipotizzo prima una sola pulsione (sessuale) poi
una seconda (morte).
L’attenzione è stata poi posta sulle reciproche modificazioni ed interazioni
delle variabili lungo il tempo e sul fatto che le variabili non sono ferme
nel tempo, ma hanno un andamento dinamico. Inoltre, non solo non esiste
I MODELLI PROBABILISTICI
2.3 una sola causa, , ma i complessi rapporti tra le diverse cause impediscono
:
MULTLLICAUSALI IL di predire in modo certo gli esiti di una modificazione, dunque si arriva ad
CONTRIBUTO DELLA FISICA esprimersi in termini di probabilità. I modelli probabilistici, rinunciano ad
una causalità lineare, ma non per questo a fare scienza,
Due grandi aree:
: mente non solo reattiva, ma
RUOLO ATTIVO DELLA MENTE UMANA
anche proattiva, capace di rielaborare informazioni, ruolo cruciale
della mente umana nel costruire il proprio rapporto con il mondo
( ). P , , . L’enfasi sulla
COSTRUTTIVISMO IAJET WERNER VYGOTSKIJ
I MODELLI PROBABILISTICI funzione costruttrice della mente umana è venuta in seguito anche
:
MULTICAUSALI IL
2.4 dal cognitivismo (che Bruner ha criticato).
CONTRIBUTO DELLA P : L ha sottolineato
ROSPETTIVA INTERAZIONISTA E SISTEMICA EWIN
PSICOLOGIA l’importanza di considerare uomo e ambiente in relazione tra loro.
Ha introdotto il concetto di campo per considerare la totalità.
B (teorie ecologiche dello sviluppo), ha ripreso le
RONFENBRENNER
intuizioni di Lewin proponendo il modello “persona-processo-
persona” e sottolineando l’importanza del contesto.
U
2.5 La psicologia dello sviluppo contemporanea si è sempre più orientata su
N MODELLO
, ,
PROBABILSITICO OLISTICO modelli di tipo probabilistico, olistico, interazionista e costruttivista.
,
INTERAZIONISTA M : L’assunto di fondo del modello interazionista
ODELLO INTERAZIONISTA
COSTRUTTIVISTA riguarda la relazione tra individuo e ambiente i quali formano un sistema
integrato e dinamico, l’uomo e l’ambiente si influenzano reciprocamente
.
Teoria ecologica di Bronfenbrenner ha parlato di ambiente ecologico,
nella sua teoria ecologica dell’ambiente, con il termine ecologia fa
riferimento alle strutture ambientali di cui l’individuo fa esperienza e con
cui è direttamente (microsistema e mesosistema) e indirettamente
(ecosistema e macrosistema) collegato. In un’ viene
OTTICA INTERAZIONISTA
privilegiata l’analisi dell’ambiente come esso è percepito e costruito
dall’individuo. 3
Un’importante distinzione è quella tra ambiente condiviso e ambiente non
condiviso, D e P affermano l’importanza dell’ambiente non
UNN LOMIN
condiviso come quello familiare per due fratelli (ognuno fa una diversa
esperienza, nonostante viva nello stesso contesto).
B 2.1 I :
OX DIVERSI TIPI DI AMBIENTE
A : famiglia, nido, scuola ,gruppo dei pari.
MBIENTE PROSSIMALE
A : sistemi sociali, culturali ed economici più ampi.
MBIENTE DISTALE
Ambiente prossimale e distale devono essere considerati nelle loro reciproche interazioni e non come
realtà tra loro separate.
M –M – E – M : Bronfenbrenner (ambiente
ICROSISTEMA ESOSISTEMA SOSISTEMA ACROSISTEMA
ecologico).
B 2.2 E : Dunn e Plomin affermano che vi è una continua interazione tra influenze
OX REDITÀ E AMBIENTE
genetiche ed ambiente per questi autori è importante il come avviene questa interazione (es. ciclo
mestruale nel mondo…). Il compito della psicologia dello sviluppo è quella di comprendere come
avviene questa interazione.
B : Nelle varie età le condizioni biologiche pongono un limite massimo al
IOLOGIA E AMBIENTE IL
RAPPORTO TRA livello di prestazione che il bambino può dare, la realizzazione di queste
2.6 MATURAZIONE ED potenzialità è però legata all’esperienza e all’ambiente.
ESPERIENZA L’interazione tra individuo e ambiente va sempre considerata nella sua
dimensione temporale, poiché si tratta di un’interazione dinamica in
continua e reciproca modificazione lungo il tempo. I piani di ricerca
longitudinali sono maggiormente adatti per realizzare quell’approccio
L A SFIDA DEI MODELLI
2.7 centrato sull’individuo e non sulla variabile si preferisce anche
PROBABILISTICI l’osservazione in condizioni naturali. Si privilegia comunque lo studio
della complessità della situazione e delle interazioni che in essa si
realizzano. Sono diffuse anche metodologie che prevedono un
questionario (autovalutazione).
Che cosa cambia durante lo sviluppo e nel passaggio da un’età all’altra? Il
tema della continuità e discontinuità lungo lo sviluppo riguarda 2 aspetti:
1. I : uno sviluppo è definito continuo
L COMPORTAMENTO MANIFESTO
C quando la natura di un nuovo comportamento può essere prevista
ONTINUITÀ E
2.8 in base al comportamento precedente.
DISCONTINUITÀ LUNGO 2. I : lo sviluppo può essere considerato continuo
LO SVILUPPO PROCESSI COINVOLTI
se si ritiene che per tutto il suo corso agiscano gli stessi processi
causali, mentre è discontinuo quando si ritiene che agiscano
processi diversi.
Secondo il modello costruttivista e stadiale di Piaget, lo sviluppo
cognitivo non è affatto continuo, al contrario è strutturalmente discontinuo
L e si organizza in stadi differenziati sulla base della maturazione. Secondo
A SEQUENZA
2.9 la concezione stadiale ogni bambino, in un certo stadio, presenta
STADIALE prestazioni simili che riguardano tutti gli ambiti del funzionamento
psichico.
Gli studi sul conflitto sociocognitivo hanno potuto evidenziare che lo
stadio non è una struttura globale ed unitaria, ma che è possibile per certi
O compiti ragionare in modo diverso, caratteristico dello stadio seguente, in
LTRE IL CONCETTO DI
2.10 conseguenza di un’interazione sociale che ha costretto a prendere in
STADIO considerazione modalità di ragionamento differenti e più evolute delle
proprie.
B 2.3 L’ : l’area di sviluppo prossimo identifica per Vigotskij la differenza
OX AREA DI SVILUPPO PROSSIMO
tra il livello di sviluppo di un individuo ad un momento dato e il suo livello potenziale ancora non
espresso. Si tratta della differenza tra il livello di prestazione cognitiva che il soggetto può raggiungere
quando opera da solo ed il livello che può raggiungere quando opera con un altro soggetto che si colloca
ad un livello di sviluppo superiore.
2.11 V Esiste una grande variabilità interindividuale tra soggetti della stessa età e
ARIABILITÀ 4
intraindividuale (all’interno dei singoli soggetti). Appurato il fatto che
INTERINDIVIDUALE E esistono notevoli differenze tra soggetti della stessa età, il concetto di
VARIABILITÀ stadio dello sviluppo oggi non può essere utilizzato nella sua formulazione
INTRAINDIVIDUALE tradizionale.
P Molti psicologi preferiscono sostituire al concetto di stadio, quello di
ERCORSI DI SVILUPPO
2.12 percorso di sviluppo e parlare non di percorsi obbligati, ma di percorsi
INDIVIDUALIZZATI E possibili. E’ importante considerare il presente.
DIFFERENZIATI
S Sviluppo e cambiamento non sono sinonimi. Si ha sviluppo solo quando il
VILUPPO E
2.13 cambiamento è incrementale.
CAMBIAMENTO E’ grazie al complesso intreccio tra fattori di rischio e di protezione, nella
L
O SVILUPPO DELLE relazione tra individuo ed ambiente, che un percorso evolutivo iniziato
2.14 POTENZIALITÀ TRA nelle peggiori condizioni non si conclude necessariamente in modo
OPPORTUNITÀ E RISCHI patologico.
B 2.4 S : : ad essere responsabile di qualsiasi
OX VILUPPO E CONTINUITÀ IL RUOLO DELLE ESPEREIENZE PRECOCI
danno a lungo termine non è il primo anello della catena, ma l’effetto cumulativo di tutti.
C 3 M
APITOLO ETODI E STRUMENTI
Nel periodo tra nascita e l’adolescenza si verifica un radicale ed evidente
C
ONOSCENZA INGENUA cambiamento sia quantitativo che qualitativo. Occorre studiare questo
3.1 E CONOSCENZA mutamento con approccio scientifico per comprenderne i motivi, perché la
SCIENTIFICA psicologia ingenua non dic
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Psicologia sociale
-
Psicologia cognitiva
-
Psicologia dell'educazione
-
Psicologia dello sviluppo cognitivo