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Psicologia dello sviluppo Appunti scolastici Premium

Appunti di Psicologia dello sviluppo. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Manuale di Psicologia dello sviluppo, Capitolo 1 La Storia, Jean Piaget, Teoria stadiale dello sviluppo cognitivo. Primato del sociale sull’ideale, Stimolo-mezzo, ecc.

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. A. Caratozzolo

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ESTRATTO DOCUMENTO

- C : duttile e flessibile, le domande vengono via via

OLLOQUIO CLINICO

modellate sulle risposte date dal bambino.

- M : le domande poste al bambino vertono su compiti e prove

ETODO CRITICO

più standardizzate . Vengono usati giochi e prove con materiali concreti e si

chiede al bambino di giustificare le modalità di soluzione da lui adottate,

mettendo in discussione le sue argomentazioni e proponendogli soluzioni

diverse.

Il limite maggiore di questo metodo è che la sua validità è affidata interamente alle

capacità del ricercatore con l’alto rischio di distorsioni soggettive.

B 3.6 L P ’ : Per provare che il comportamento osservato è una

OX E OSSERVAZIONI DI IAGET SULL IMITAZIONE

vera e propria imitazione intenzionale Piaget introduce nell’ambiente, in modo naturale delle

modificazioni suggerite dal corso delle azioni del bambino (apri e chiudi le mani è imitato anche se in

scena compare un giocattolo). - Metodo longitudinale

L O STUDIO DEL

3.9 - Metono trasversale

CAMBIAMENTO - Metono longitudinale-sequenziale

B 3.7 D , - : :

OX ISEGNI LONGITUDINALE TRASVERSALE E LONGITUDINALE SEQUENZIALE A CONFRONTO

Con il metodo longitudinale gli stessi soggetti vengono seguiti nel corso

I del loro sviluppo, osservando periodicamente i cambiamenti che con il

L METODO

3.10 tempo si producono nei loro comportamenti. E’ l metodo di elezione per

LONGITUDINALE lo studio dello sviluppo.

Questo metodo, prevede il confronto, in un unico momento temporale, di

individui di diverse età. Gruppo di bambini anni 2, gruppo bambini anni 5,

gruppo bambini anni 7. Es per studiare lo sviluppo del linguaggio nel

periodo compreso tra i 2 e i 5 anni occorreranno 4 diversi gruppi di

I bambini (di 2, 3 4 e 5 anni). Il vantaggio di questo metodo è quello di

L METODO

3.11 considerare un arco di sviluppo considerevole semplicemente aumentando

TRASVERSALE i gruppi di età. Il limite consiste nel fornire informazioni sulle differenze

legate all’età e non sui cambiamenti che si producono con l’età. Ma il

limite maggiore consta nel fatto che osservando soggetti di età diversa non

si ha la certezza che l’unica cosa che cambia nei gruppi sia l’età.

Questo metodo permette di superare il limite dell’effetto coorte. Con

I M questo metodo gruppi di soggetti di età diversa vengono seguiti

L ETODO

3.12 - longitudinalmente sino a che l’età di ciascun gruppo non si sovrappone

LONGITUDINALE parzialmente a quella che avevano, all’inizio della ricerca, i gruppi di età

SEQUENZIALE successivi.

Tutti gli strumenti di misurazione usati in psicologia sono strumenti di

G misurazione indiretta. Essi misurano quei comportamenti nell’ipotesi che

LI STRUMENTI DI

3.13 Vi sia una corrispondenza con i processi e le funzioni inosservabili, che

INDAGINE cioè non possiamo direttamente misurare.

Il primo ad aver individuato il modo di misurare l’intelligenza è stato

Alfred Binet 1904. Con Terman nel 1916 fu messo a punto il concetto di

Q.I. E.M. (età mentale) X E.C. (età cronologica) x 100. Binet ebbe l’idea

geniale di misurare l’intelligenza sulla scala del tempo, cioè prendendo

I TEST DI LIVELLO come unità di misura l’età. Mise a punto delle prove come la

3.14 MENTALE comprensione del linguaggio, le conoscenze aritmetiche, la memoria etc.

Q:I: di crescente difficoltà. Questo procedimento gli permise di elaborare il

concetto di età mentale, che definì come il livello di intelligenza raggiunto

dai bambini normali ad una data età cronologica. Attualmente il Q.I. si

calcola con il confronto delle prestazioni ottenute da un gruppo campione.

B 3.8 L WISC: la scala di intelligenza Wechsler per bambini tra i 5 e 15 anni, consiste di 12

OX A SCALA

subtest a difficoltà crescente, divisi in 2 scale: una scala verbale e una scala di performance questa ultima

prevede un punteggio in funzione del tempo impiegato per risolvere le prove del subtest. In ciascuna delle

2 scale si ottiene un punteggio distinto che poi verrà sommato per ottenere il punteggio globale. La

7

possibilità di avere una valutazione separata permette di individuare le eventuali difficoltà specifiche di

ciascun bambino.

B 3.9 I G : Può essere somministrato a un intero gruppo di bambini. Consta di

OX L TEST MOSAICO DI ILLE

62 prove, rappresentate sotto forma di disegni di facile comprensione raggruppati in 3 categorie:

1. Conoscenza di nozioni elementari

2. Abilità che richiedono osservazione

3. Capacità di ragionamento logico

Questo test, come la scala di WISC, consente di avere dei punteggi separati per ciascuno dei 3 tipi di

competenza, permettendo di mettere in evidenza i diversi schemi di rendimento dei bambini.

* A : uno strumento è attendibile se ripetendo le

TTENDIBILITÀ

misurazioni dà sempre gli stessi risultati. Per verificare ciò si può

ricorrere alla separazione in due parti di uno stesso test e la

somministrazioni delle 2 parti del test sarà alternata tra i soggetti.

* V : provare che il test misura realmente ciò che dice di

ALIDITÀ

A

TTENDIBILITÀ E

3.15 voler misurare. Un buon metodo per valutare la validità è

VALIDITÀ DEI TEST confrontare i risultati del test con un test già accreditato, oppure

comparare 2 gruppi distinti di persone già selezionate per capacità

e verificare, somministrando ad es prove di intelligenza se le più

capaci danno i migliori risultati, inoltre la validità è testimoniata

dalla capacità predittiva.

Gli strumenti di analisi della personalità tendono a descrivere un tipo di

personalità, un genere, uno stile, confrontando una serie di risposte date

M dai soggetti con dei “profili tipici”. I test di personalità si possono

ETODI DI racchiudere in 2 categorie:

VALUTAZIONE DELLA

3.16 : 1. Q : valutano singoli tratti separati della

PERSONALITÀ I UESTIONARI AUTODESCRITTIVI

personalità. Domande sì/no. Il più famoso test italiano esportato

QUESTIONARI E LE anche all’estero è il Big five Questionnaire.

TECNICHE PROIETTIVE 2. T : tendono a dare una valutazione globale. Es.

ECNICHE PROIETTIVE

Test di Rorschach, Test delle favole della Duss.

B 3.10 I : il reattivo comprende 10 tavole incomplete, il cui

OX L TEST DELLE FAVOLE DELLA DUSS

protagonista si trova in determinate situazioni che, nell’ipotesi della Duss, corrispondono agli stadi dello

sviluppo psicoafffettivo del bambino. Es. per valutare il complesso di svezzamento e i sentimenti di

rivalità tra fratelli: storia dell’agnellino.

Il concetto di competenza sociale è un costrutto polivalente. Vi sono varie abilità

considerate costruttive di questa competenza: capacità di percepire e valutare i

comportamenti delgi altri, l’acquisizione di abilità relazionali sempre più

complesse, comportamento collaborativi e socialmente responsabile, capacità di

gestire e di risolvere i conflitti, capacità di sapersi integrare in un gruppo. Vi è

una miriade di modi per valutarla, ma gli strumenti in genere più utilizzati sono:

1. L : possono essere aperte o vincolate. Rientrano in questa

E INTERVISTE

L A categoria anche i questionari di autovalutazione.

MISURAZIONE 2. L : queste tecniche sono tutte variazioni o adattamenti

E SCALE DI NOMINA

DELLE ABILITÀ del Test sociometrico di Moreno. si richiede a tutti i componenti di un

3.17 :

SOCIALI LE gruppo con chi si vorrebbe e con chi non si vorrebbe fare una certa

INTERVISTE E attività. L’analisi delle scelte e dei rifiuti consentono di redigere una certa

LE SCALE DI radiografia del gruppo che mette in luce le reti di relazioni interpersonali

NOMINA che si instaurano al suo interno.

- Pregi: facilità di applicazione, affidabilità e validità.

- Limiti: non ci dice il perché un determinato soggetto occupa un

certo status. Per ovviare a questo limite si può affiancare al test

una seconda tecnica di nomina in cui ai soggetti viene chiesto di

indicare chi, tra i compagni possiede determinate caratteristiche.

Infine si incroceranno i dati.

B 3.11 U : chi scegli chi.

OX N ESEMPIO DI SOCIOGRAMMA 8

C 4: L

APITOLO O SVILUPPO COGNITIVO

I riflessi sono risposte organizzative ed automatiche a stimoli specifici;

sono innati nella nostra specie, non devono cioè essere appresi tramite

l’esperienza; hanno in generale una funzione adattiva. Alcuni riflessi

4.1 I R

IFLESSI mantengono la loro funzione per tutto l’arco della vita, altri, quelli

neonatali (rotazione del capo, suzione, marcia automatica, prensione,

Moro, babinsky), scompaiono.

Punto di vista influente è quello della –Gestalt (Max Wertheimer).

Secondo questa teoria, la percezione è organizzata non in virtù di

un’azione mentale di secondo livello, cioè di un lavoro del sistema

4.2 L A PERCEZIONE cognitivo, ma in virtù di un’innata corrispondenza tra le strutture

percettive e la realtà. I bambini sentono già dal grembo materno, ma in

maniera attutita.

B 41 L : la mente umana sembra attratta dalla novità, tra i primi a sottolinearlo

OX A DISCRIMINAZIONE VISIVA

fu Ivan Pavlov noto per i suoi studi sui riflessi condizionati. Quando uno stimolo rimane presente a lungo

si ha l’abituazione, quando si introduce uno stimolo nuovo si ha la disabituazione. Milewsky per studiare

la discriminazione ha condotto l’esperimento delle forme geometriche, quando introduceva una forma

geometrica nuova (disabituazione) il bambini davano segni di maggiore attenzione.

Alla nascita l’apparato visivo è funzionante ma immaturo. Il bambino non

4.3 V è in grado di focalizzare entrambi gli occhi su uno stesso punto, egli riesce

EDERE LE FORME a mettere a fuoco i dettagli solo a breve distanza 20-50 cm.

Tom Bowerha dimostrato che intorno ai 3 mesi i bambini iniziano a

cogliere la costanza di forma, mentre la costanza di grandezza si delinea

’ intorno ai 4-5 mesi. Esperimento di Gibson e Walk sulla profondità:

L ORIENTAMENTO

4.4 bambini che si spostano a gattoni su una lastra di vetro a 6 mesi, dove il

SPAZIALE vetro era trasparente e mostrava sotto il vuoto, i bambini non si

avventuravano, dimostrando di riconoscere la profondità.

 T : Il fisiologo russo P.

EORIA DEL CONDIZIONAMENTO CLASSICO

Pavlov elaborò la famosa teoria dei riflessi condizionati, che

ebbe una notevole influenza sullo sviluppo del comportamentismo

americano. Pavlov effettuò degli studi sui cani. Condizionamento

classico: (Studio sui cani. Risposta salivazione RC riflesso

condizionato, al suono di un campanello SN, associato al cibo SI

Stimolo incondizionato). Per i lattanti, sembrano in grado di

acquisire meglio uno stimolo condizionato se la nuova

associazione da apprendere è dotata di qualche valore adattivo

L E CAPACITÀ BASILARI

4.5 come il cibop.

DI APPRENDIMENTO  T : Una specifica risposta,

EORIA DEL CONDIZIONAMENTO OPERANTE

prodotta in maniera casuale viene ripetuta se ad essa viene

associato uno stimolo piacevole (rinforzo positivo: cibo -

comportamento: premere la levetta). Skinner box con topo che

corre e incappa accidentalmente nella levetta che aziona il cibo. .

 B : ha provato che i bambini imitano le azioni degli adulti

ANDURA

esperimento pupazzo colpito e poi il bimbo lasciato da solo col

pupazzo lo colpisce a sua volta. Imitazione.

B 4.2 G : ?: Renée Baillargeon ha fatto abituare

OX LI OGGETTI LÀ FUORI PERCEZIONE O RAPPRESENTAZIONE

bambini intorno ai 4 mesi alla vista di un piano rotane su un arco di 180° successivamente i bambini

erano sottoposti a due situazioni, un evento possibile (il piano rotolava fino ad andare a sbattere contro

una scatola) ed un evento impossibile si posizionava una scatola al centro della stanza, si faceva rotolare il

piano rotante, ma poi la scatola veniva fatta scendere attraverso un foro sotto il pavimento. L’autrice ha

notato che la sorpresa dei bambini era sinonimo di una percezione di permanenza che quindi, appare nei

bambini molto prima dei due anni come affermava Piajet.

4.6 L Lo studio della memoria è stato condotto dagli anni ’60 in poi, soprattutto

A MEMORIA nel quadro dell’approccio teorico HIP Human Information Processing:

9

elaborazione delle informazioni nell’uomo, che studia la mente come uno

strumento per elaborare informazioni: computer.

Secondo un modello proposto alla fine degli anni ’60, nel quadro

dell’HIP, Atkinson e Shiffrin la memoria consiste in attività di

immagazzinamento , grazie alle quali le informazioni vengono codificate

e trattenute nel sistema cognitivo, e in attività di recupero, mediante le

quali possiamo avere accesso in modo più o meno efficiente alle

informazioni immagazzinate.

B 4.3 U : Roove-Collier: bimbo che scalcia per attivare

OX NO STUDIO SULLA MEMORIA DEI BAMBINI

sonaglietti, nei giorni seguenti se ha conservato memoria dell’episodio, scalcerà ugualmente

(condizionamento operante). A 5 anni cresce l’abilità di rievocazione. La rapida espansione del

vocabolario dal 2° anno di vita in poi, mostra che i bambini sono in grado

S di ritenere anche materiale astratto: memoria e sviluppo linguistico e

UCCESSIVI SVILUPPI

4.7 concettuale si intrecciano inscindibilmente. Gli studiosi dell’HIP

DELLA MEMORIA attribuiscono questo incremento a 2 fattori: aumento della capacità

strutturale e al miglioramento funzionale.

Una delle strategie più utilizzate è la reiterazione (si ripete tra sé e sé cosa

si vuole memorizzare). Altra strategia è l’organizzaizone (raggruppare le

L info da ricordare).L’elaborazione implica la costruzione di un legame tra

E STRATEGIE

4.8 2 o più cose da ricordare. Esperimento su bambini di 5 anni, alcuni usano

MNEMISTICHE la reiterazione, altri no, altri la apprendono per l’occasione, ma poi la

dimenticano.

B 4.4 L : Un bambino già a 3 anni può essere un valido testimone (es. cause

OX A TESTIMONIANZA INFANTILE

di divorzio). Ma 6 anni è il limite minimo ormai considerato accettabile e 10 anni un’età giusta.

 M : si riferisce a fatti ed eventi specifici legati alle

EMORIA EPISODICA

esperienze dirette dell’individuo. Consente l’identità e la

continuità del sé, conservando la storia del soggetto.

 M : contiene rappresentazioni dei concetti e

EMORIA SEMANTICA

M delle loro relazioni, che si formano grazie a processi di astrazione.

EMORIA E

4.9 Sottostà all’acquisizione del linguaggio e permette la condivisione

CONOSCENZA di esperienze tra persone appartenenti ad una medesima cultura.

La cerniera tra memoria episodica e memoria semantica sono gli script.

Secondo Nelson, la memoria episodica precede quella semantica. Es.

bimbo/scacchi. La memoria semantica si basa su schemi e concetti.

Le prestazioni in prove di memoria a breve termine mostrano un

peggioramento già nell’età di mezzo. Ciò, in parte si spiega con

L MEMORIA IN un’accresciuta difficoltà di applicazione delle strategie di

A

4.10 ET ADULTA E immagazzinamento, a sua volta connessa con un rallentamento nella

À SENILE velocità con cui l’informazione viene elaborata. Però sia l’esperienza che

la memoria implicita (che non ha bisogno di strategie), sono presenti negli

anziani e costituiscono per loro, un valido supporto.

Per considerare un sistema di comunicazione “linguaggio” deve avere i

requisiti di: semanticità (rappresentare simbolicamente oggetti),

dislocazione (deve potersi riferire a passato o futuro), produttività (il

parlante deve essere in grado di comprendere frasi nuove e produrre una

4.11 I serie infinita di messaggi). Ovviamente occorre rispettare regole rigide. I

L LINGUAGGIO principali problemi relativi all’acquisizione del linguaggio sono

1. I

L RUOLO DEI FATTORI GENETICI E AMBIENTALI

2. I RAPPORTI TRA LINGUAGGIO E PENSIERO

3. I .

RAPPORTI TRA LINGUAGGIO E LE ABILITÀ SOCIALI

B 4.5 I : nonostante gli esperimenti dei coniugi Gardner,i quali hanno

OX L LINGUAGGIO DEGLI ANIMALI

insegnato alcuni vocaboli ad uno scimpanzé, l’uso del linguaggio rimane una prerogativa umana.

4.12 L : Secondo la concezione comportamentista la comparsa del linguaggio

INGUAGGIO 10

sarebbe determinata dall’esperienza e dall’apprendimento. Ma la

spiegazione un termini di imitazione del modello adulto, non rende conto

dell’aspetto creativo del linguaggio. A questa prospettiva, è contrapposta

quella che alla base della capacità di acquisire la propria lingua ci sia una

base innata.

APPRENDIMENTO O Skinner comportamentismo: per questo autore il linguaggio è un

?

MAUTRAZIONE comportamento appreso.

Chomsky linguista: considera il linguaggio come un prodotto di un

meccanismo cognitivo innato. LAD Language acquisition device:

dispositivo preposto a consentire la comprensione e produzione di frasi

indipendentemente dalla specificità delle varie lingue.

Piaget: ha sostenuto l’impossibilità di isolare il linguaggio dallo sviluppo

dell’intelligenza. Per Piaget, il linguaggio sarebbe reso possibile da un più

generale sviluppo cognitivo e dalla concomitante comparsa di nuovi

processi mentali.

Vigotskij: muove dalla premessa che pensiero e linguaggio abbiano

radici differenti e che il passaggio dall’uno all’altro non sia automatico,

L INGUAGGIO E

4.13 ma richieda una complessa e dinamica trasposizione. Lo sviluppo di

PENSIERO entrambi poi inscindibile dal contesto sociale di crescita dell’individuo. Il

linguaggio prende avvio, nell’ambito del rapporto interpersonale, nelle

interazioni del bambino con i genitori e gli altri adulti e i coetanei.

Successivamente prende avvio l’interiorizzazione del linguaggio come

strumento che consente di guidare dall’interno i propri processi cognitivi e

il proprio comportamento.

I La necessità di studiare il linguaggio all’interno del contesto d’uso, è stata

L RAPPORTO TRA sottolineata dai sostenitori di una spiegazione del linguaggio centrata sui

LINGUAGGIO E ABILITÀ fattori interpersonali e sociali.

SOCIALI Bruner sottolinea che il linguaggio non può essere studiato solo nei suoi

4.14 aspetti strutturali o formali, ma se ne devono considerare anche gli usi

concreti in diversi contesti, con vari interlocutori. Le routine

comunicative, vengono a costituire un sistema di sostegno per

l’acquisizione linguistica LASS Language acquisition support system.

B 4.6 I - : modo di parlare della mamma con il bimbo….

OX L BABY TALK O MOTHERESE

La competenza linguistica è il punto di arrivo di un percorso che prende

avvio in forma gestuale e pre-verbale sin dai primi mesi di vita, quando il

L’ linguaggio è ancora assente o comincia a manifestarsi.

EMERGERE DELLA - 6-10 mesi: balbettio

COMPPETENZA

4.15 : - 8-12 mesi: i bambini comprendono le parole, inizialmente

LINGUISTICA I PRIMI circoscritte ad ambiti specifici.

SEGNALI GESTUALI E - 9-13 mesi: i bambini indicano, danno e mostrano.

VOCALI - Dai 16 mesi: aumenta la produzione verbale e scompaiono quasi

del tutto i gesti referenziali.

Di solito situata tra gli 11 e i 13 mesi, la comparsa delle prime parole

riguarda nomi per indicare oggetti familiari….Le procedure usate dai

L A PRODUZIONE DELLE

4.16 bambini per l’uso del linguaggio, possono essere di:

PRIME PAROLE Sovraestensione:Cane anche il gatto o la pecora.

Sottoestensione: Giuseppe solo il fratello. Cane solo quello di casa.

4.17 L O : parole pronunciate isolatamente che hanno significato di una

E PRIME FRASI LOFRASI

(18-24 ) frase. Le prime frasi sono costruite tramite 2 grandi gruppi di parole:

MESI P : (poche parole che ricorrono frequentemente e sempre

AROLE PERNO

all’inizio della frase)

P : molto più numerose e poste in 2° posizione.

AROLE APERTE

Talvolta i bambini nominano l’oggetto (es. palla) con una modalità

protoimperativa (per indicare all’adulto che desidera da lui una certa

11

azione es. che gli portino la palla) in questo caso il bambino vuole

raggiungere uno scopo concreto; altre volte, con modalità

protodichiarativa (ad es. per inviare la mamma a guardare la palla), in

questo caso il bambino desidera suscitare l’interesse dell’altro. Bruner ha

sottolineato l’alto valore istruttivo del racconto della fiaba anche a

bambini molto piccoli.

L 2-3 anni: le frasi diventano più complesse

O SVILUPPO DI

GRAMMATICA E

4.18 SEMANTICA NELLA

PRIMA E MEDIA

FANCIULLEZZA 4-6 anni: a questa età il bambino giunge a cimentarsi con interazioni

D verbali lunghe e complesse e con la comprensione e produzione di unità

ALLE FRASI AL

: testuali di vario genere

DISCORSO

4.19 Secondo le Teorie preposizionali e i Modelli mentali durante l’ascolto di

COMPRENSIONE E un tsto l’individuo se ne costruisce una rappresentazione mentale…

PRODUZIONE Esperimento casa: ladro/acquirente.

B 4.7 L : E’ un’epoca prefissata dello sviluppo precoce in cui il giovane

OX A NOZIONE DI PERIODO CRITICO

organismo è particolarmente pronto all’apprendimento. Vedi anche attaccamento di Bowlby. Infant

sauvage non sono capaci di parlare. Concetto di plasticità del cervello: in caso di danni cerebrali, entro i

10 anni di età, è possibile il recupero della facoltà di parlare, grazie all’utilizzo di aree cerebrali

alternative. La consapevolezza fonologica facilita l’acquisizione della corrispondenza

D

AL LINGUAGGIO grafema-fonema, tappa essenziale nell’imparare a leggere. Per favorire il

4.20 ORALE ALAL LINGUA processo di avanzamento nell’alfabetizzazione è fondamentale anche il

SCRITTA contesto di vita extrascoltastico.

Parlare di pragmatica significa prendere consapevolezza del fatto che ogni

L espressione verbale può essere considerata un atto linguistico. Cioè, i

O SVILUPPO DELLA

4.21 parlanti quando dicono qualcosa, fanno anche qualcosa, compiono

PRAGMATICA un’azione.

E Il patrimonio linguistico è destinato ad ampliarsi ulteriormente.

AGLI ADULTI COSA

4.22 ?

RIMANE Piaget in base allo studio condotto sui suoi figli ha affermato che esiste

un’’intelligenza prelinguistica, che si sviluppa nel corso della prima

infanzia e che poggia sull’attività pratica del bambino: è l’intelligenza

senso-motoria. Piaget parla inoltre di assimilazione e accomodamento.

L’ INTELLIGENZA

4.23 Inoltre, afferma, che gli strumenti di conoscenza che rendono possibile al

-

SENSO MOTORIA bambino le prime forme di adattamento sono degli strumenti chiamati

schemi senso motori, ossia sequenze unitarie di percezioni e azioni; in

continuità con questi schemi emergeranno poi, dal secondo anno di vita,

degli schemi mentali (script, concetti, strategie).

4.24 S Uno degli aspetti più noti dell’opera di Piaget è la concezione dello sviluppo

TADI E come una progressione di stadi. Nello stadio senso-motorio, l’interazione con

MACCANISMI DI l’ambiente si basa unicamente sulla percezione e su azioni palesi. Egli

SVILUPPO NEL - suddivide il 1° stadio in ulteriori 6 stadi:

PERIODO SENSO SENSO MOTORIO

1° stadio. 0-1 mese: motricità attivata dai riflessi.

MOTORIO 2° stadio: 2-4 mesi: comincia ad acquisire schemi nuovi.

3° stadio: 4-8 mesi: il bambino è più consapevole del mondo intorno a lui

e mette in atto appositamente quei comportamenti che producono

spettacoli per lui interessanti.

4° stadio: 8-12 mesi si delinea la distinzione mezzi-fini e c’è un

incremento dell’attività esplorativa.

5° stadio: 12-18 mesi mette in atto la sperimentazione attiva per

conoscere meglio le proprietà degli oggetti.

12

6° stadio: 18-24 mesi. Compare la funzione simbolica, ossia la capacità di

rappresentare mediante simboli qualcosa che non è presente.

B 4.8 G : La fine del periodo senso-motorio, coincide con

OX LI INIZI DELLA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA

l’inizio della rappresentazione grafica.

1. Scarabocchi: 0-2 anni, lasciare il segno.

2. Stadio della collocazione: 2-3 anni

3. Stadio della forma diagrammi: 3-4 anni

4. Stadio del disegno combinazioni 3 -4 anni

5. Stadio del disegno aggregati 3 – 4 anni

6. Stadio figurativo prima fase 4-5 anni

7. Stadio figurativo seconda fase 4 – 5 anni

Luquet afferma che il bambino inizialmente mette in atto:

* Il realismo fortuito: il bambino, scopre la somiglianza tra i disegni che ha fatto e oggetti

esistenti.

* Realismo mancato: il bambino vuole disegnare ad es. un gatto, poi non riesce e dice di

aver disegnato un sole.

* Realismo intellettuale: il disegno si fa più controllato ma non ancora rispondente ai comuni

canoni

* Realismo visivo: alle soglie dell’adolescenza, il bambino potrà disegnare le cose come

appaiono da un punto di vista specifico.

La teoria di Luquet è stata criticata da autori quali Vygotsky e Bruner i quali hanno proposto di

considerare il processo del disegnare alla stregua di un problema che il bambino deve risolvere.

Fino a 4 mesi il bambino si trova in una fase di egocentrismo assoluto, in

cui le immagini che osserva sono il prodotto del suo sforzo di vedere. Il

D ’ neonato, in questa fase, non vede degli oggetti, ma dei quadri percettivi,

ALL EGOCENTRISMO ciascuno relativo ad una diversa modalità sensoriale e inizialmente privo

ASSOLUTO ALLA

4.25 di connessioni con gli altri quadri possibili. In seguito ad un processo

COSTRUZIONE DEL assai lungo, l’egocentrismo assoluto può dirsi pienamente superato solo

MONDO quando il bambino si formerà una rappresentazione mentale dell’oggetto

(alla fine del periodo senso-motorio).

Le attività intelligenti secondo Piaget, sono caratterizzate da una

proprietà: la tendenza all’equilibrio. La situazione ideale verso cui la ns

E intelligenza tende, non è quella di assimilazione totale, né quella di

QUILIBRIO E accomodamento totale, ma una situazione di equilibrio in cui né

DISEQUILIBRIO NEL

4.26 : l’assimilazione, né l’accomodamento prevalgono.

SISTEMA COGNITIVO

, , L’assimilazione prevale nel gioco (importante perché il bambino esercita

INTELLIGENZA GIOCO le proprie abilità e assimilando fornisce nuovi modi di guardare alla

IMITAZIONE realtà) e l’accomodamento nell’imitazione (che arricchisce il suo

patrimonio di schemi tramite esempi pre-confezionati).

B 4.9 I ’ - :

OX L GIOCO E L IMITAZIONE NEL PERIODO SENSO MOTORIO

1° stadio. 0-1 mese: il bambino immerso nell’egocentrismo assoluto non ha attività di assimilazione e

accomodamento se non quella del contagio del pianto.

2° stadio e 3° stadio: 2-8 mesi: comincia ad acquisire schemi nuovi. L’imitazione si fa più frequente-

4° stadio: 8-12 mesi aumenta l’attività di imitazione e di pratica dei rituali.

5° stadio: 12-18 Il gioco si arricchisce di nuovi rituali e compare l’imitazione di azioni nuove.

6° stadio: 18-24 mesi. Compaiono i giochi simbolici e l’imitazione diviene differita (telefonare con

una banana).

4.27 L Uno degli ambiti in cui l’intreccio tra pensiero e linguaggio appare più

A FORMAZIONE DEI stretto è la formazione di concetti. I concetti sono strumenti cognitivi

CONCETTI indispensabili per potersi destreggiare nell’enorme mole di dati che

provengono dall’esterno, ci permettono di fare ordine nelle esperienze e di

organizzare i singoli elementi della realtà in categorie. E’ il linguaggio che

rende possibile l’esistenza e la rievocazione di oggetti astratti.

13

Eleanor Rosch 1973, ha suggerito che i concetti si possono distinguere in

2 tipi:

 C : triangolo, nei quali ogni caratteristica è

ONCETTI CLASSICI

condivisa da tutti gli esemplari di quel concetto.

 C : definiti da proprietà che non sono

ONCETTI PROBABILISTICI

obbligatoriamente presenti in tutti gli esemplari di quel concetto.

Questo 2° tipo di concetti è il più diffuso. La formazione di questo

tipo di concetti procede secondo un ordine preferenziale, i primi ad

essere ricordati sono i prototipi, anche noi se dovessimo elencare

tutta la frutta che conosciamo inizieremmo dalla mela e non dalla

papaia.

I concetti sono ordinati anche gerarchicamente:

* S : maggior dettaglio

UBORDINATO

* B : livello medio (usato dai bambini).

ASE

* S livello più generale.

OVRAORDINATO

Piaget distingue l’egocentrismo intellettuale: (dai 2 anni, il bambino

agisce sul piano pratico in modo differenziato, sa di esistere e di avere

sensazioni la cui fonte è il mondo esterno), dall’egocentrismo assoluto.

Esperimento sul plastico (egocentrismo spaziale): dopo aver girato attorno

ad un plastico con le 3 montagne ed averlo osservato su ogni lato, i

bambini seduti davanti ad un lato dovevano individuare la prospettiva di

una persona seduta da l lato opposto scegliendola tra alcune foto dei vari

lati:

* 6 anni: sceglievano la foto corrispondente al proprio punto di vista.

I

L PENSIERO

4.28 * Dai 7 anni: si affaccia l’idea che la prospettiva deve4 essere

EGOCENTRICO diversa, senza avere la capacità di ricostruire mentalmente ciò che

lo spettatore vedeva in realtà.

* Dagli 8 anni in poi il compito veniva svolto correttamente.

Anche per quanto riguarda il tempo Piaget ha riscontrato che i bambini

fino a 6-7 anni confondono la durata degli eventi con gli indici spaziali

degli eventi stessi.

La nozione di Piaget di egocentrismo intellettuale è stata molto criticata

perché secondo loro l’egocentrismo non dipenderebbe dal modo di

ragionare dei bambini, ma dal modo di porre le domande di Piaget.

B 4.10 L : i bambini in età prescolare, si possono considerare degli

OX A TEORIA DELLA MENTE DEI BAMBINI

psicologi in erba. Flavel Miller Miller. Suddividono la mente in 5 aspetti:

* : già dal 1° anno di vita il bambino si orienta verso gli altri in modo diverso con

LA MENTE ESISTE

il quale guarda gli oggetti.

* : 3 il bambino comprende la connessione tra

LA MENTE È COLLEGATA AL MONDO FISICO ANNI

stimoli fisici e mentali. A 4 anni si basa sul comportamento degli altri per inferire gli stati me tali,

se il babbo verrà contraddetto si arrabbierà.

* L : il bambino già a 3 anni sa che i

A MENTE È SEPARATA DAL MONDO FISICO E DIFFERISCE DA ESSSO

pensieri non si possono toccare.

* L . Verso i 4 anni il bambino inizia a

E RAPPRESENTAZIONI MENTALI POSSONO ANCHE ESSERE FALSE

comprendere la distinzione tra realtà e apparenza.

* L : verso i 6 anni capiscono che il modo in cui si percepisce la

A MENTE LAVORA IN MODO ATTIVO

realtà è influenzato dalle conoscenze pregresse.

Gli autori propongono di considerare il progresso nell’elaborazione della teoria della mente come l’iter

attraverso cui il bambino supera l’egocentrismo, inteso proprio come una carenza in questo dominio di

conoscenza.

4.29 L Tra i 6-7 anni si verificano importanti trasformazioni intellettuali. Per Piaget

A questi progressi sono dovuti alla comparsa di una nuova forma di pensiero: il

FANCIULLEZZA pensiero operatorio. Tale pensiero è caratterizzato dalla presenza di nuove

strutture mentali, dette operazioni. Queste sono sistemi coordinati di azioni

14

mentali caratterizzate dalla proprietà della reversibilità. Piaget parla di

reversibilità di pensiero, il pensiero operatorio è infatti anche detto pensiero

reversibile. Il bambino in questo stadio, riesce solo a compiere operazioni

concrete.

Intorno agli 11 anni iniziano a formarsi nuove strutture di pensiero, le operazioni

formali che consistono in azioni mentali su proposizioni.. Queste operazioni

consentono di effettuare ragionamenti più complessi. Esperimento pendolo.

B 4.11 L’ : 2 collane uguali, per bimba 5 anni una è + lunga perché distesa e una messa a

OX INVARIANZA

cerchio è più corta. (metodo critico di Piaget).

B 4.12 L : conoscenza sulla conoscenza.

OX A METACOGNIZIONE  A ’ :usato da Binet.

PPROCCIO PSICOMETRICO DELL INTELLIGENZA

 A P : Piaget era interessato agli aspetti

PPROCCIO IAGETIANO

qualitativi dell’intelligenza da una fase all’altra dell’intelligenza,

non tra persone.

Witkin ha parlato di soggetti campodipententi (non riescono a rintracciare

4.30 I la singola figura nel complesso), e di soggetti campoindipendenti (che

NTELLIGENZE DIVERSE invece nell’esperimento, sono riusciti nel compito di rintracciare la

singola figura contenuta all’interno del disegno complesso).

Howard Gardner ha parlato di intelligenze multiple: linguistica,

matematica, musicale, spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale,

intrapersonale).

Gli studiosi dell’intelligenza ritengono che la creatività si leghi ad una

forma specifica di pensiero (pensiero divergente) che ha come

caratteristica quella di generare molte soluzioni, in risposta a problemi per

4.31 L C

A REATIVITÀ cui il pensiero convergente ha in serbo una soluzione standard, efficace,

ma scontata. Test del cerchio di Torrance. (disegna ciò che vuoi in 5

minuti nei tondi). 15

C 5: L

APITOLO E EMOZIONI E LO SVILUPPO AFFETTIVO

Lo Sviluppo affettivo e quello delle emozioni, sono 2 aspetti del

funzionamento umano che sono inscindibili l’uno dall’altro e che a loro

volta si intrecciano con lo sviluppo sociale e cognitivo.

Tutti i bambini sorridono e piangono, ma all’inizio queste espressioni non

hanno alcun significato sociale. Per poter dire che un bambino prova

un’emozione dobbiamo trovarci di fronte ad una risposta complessa

costituita da più componenti:

L - Risposte fisiologiche

E ORIGINI DELLE

5.1 - Risposte tonico-posturali

EMOZIONI - Risposte motorie

- Risposte espressive

Questa risposta complessa, deve inoltre, far supporre una qualche sorta di

elaborazione cognitiva dell’evento. Schachter e Singer ritengono che vi

sia un modello della risposta emotiva.

Lo sviluppo delle emozioni, si ricollega alle tappe dello sviluppo

cognitivo indicate da Piaget.

B 5.1 L’ : Nel suo famosissimo L’espressione delle emozioni nell’uomo e

OX ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI

negli animali, 1872 Charles Darwin sostiene che le emozioni e la loro espressione sono frutto della

selezione naturale. Sono rimaste nel nostro patrimonio genetico, perché ai primordi si sono rivelate utili

alla ns sopravvivenza. La loro funzione è duplice:

1. Funzione comunicativa

2. Funzione di preparare l’individuo all’azione

Darwin ritiene che le espressioni facciali siano universali.

Ekman e Friesen parlano della teoria neuromuscolare delle emozioni la quale pone l’enfasi sulle basi

innate delle emozioni, sottolineando l’universalità delle manifestazioni dei diversi stati emotivi.

Esperimento sui FORE (associazione di volti e storie) tribù isolata dall’occidente, si chiese di imitare

alcune emozioni. Strofe riprende e rielabora la teoria della differenziazione: questa teoria prevede che

alla nascita sia possibile rintracciare nel piccolo solo uno stato emotivo

indifferenziato che evolve progressivamente in emozioni sempre più differenziate.

Nel neonato è possibile riscontrare uno stato di eccitamento generalizzato,

progressivamente questa eccitazione si differenzia in stati emotivi di sconforto e

piacere i quali evolvono, dopo i 3 mesi, nelle emozioni vere e proprie che Strofe

individua in 3 percorsi:

 S : 2 mesi: sorriso endogeno; 3 mesi: sorriso sociale

ISTEMA DEL PIACERE GIOIA

che indica piacere; 8 mesi gioia (sorriso all’arrivo della mamma).

 S - : solo a partire dagli 8 mesi si può parlare

ISTEMA DELA CIRCOSPEZIONE PAURA

E MOZIONI di paura.

5.2 E SVILUPPO  S - :

ISTEMA DELLA FRUSTRAZIONE RABBIA

COGNITIVO Ogni emozione (gioia, paura, rabbia), ha origine da un precursore (piacere,

circospezione, frustrazione) che compare nei primi 5 mesi di vita e che costituisce il

prototipo dell’emozione successiva. Strofe afferma che le emozioni sono a base

innata. Izard è sostenitore di una linea filogenetica dura, in cui ogni emozione si

configura darwinianamente come predeterminata sin dall’inizio, programmata al

momento giusto e che non dà spazio a processi di differenziazione.

S enfatizza il percorso di sviluppo di ciascuna emozione i prerequisiti

TROUFE

cognitivi che ne sottendono la comparsa, mostrando come emozione e cognizione

siano interdipendenti e come per entrambe queste dimensioni si possa parlare di stadi

di sviluppo.

5.3 L Sebbene gli etologi affermino di emozioni in termini di patrimonio

A COSTRUZIONE genetico degli individui, ereditate nel corso dei secoli perché in grado di

SOCIALE DELLE assicurare la sopravvivenza dell’essere umano, le paure sono fortemente

EMOZIONI regolate da fattori contestuali ed esperienziali, ossia, ciò che il piccolo

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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Caratozzolo Amalia.

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