Psicologia dello sport
1° modulo - presentazione
La psicologia dello sport studia i meccanismi che permettono di raggiungere la prestazione d’eccellenza e il miglioramento continuo, attraverso la connessione mente, corpo (ciò che la mente pensa, il corpo realizza), ambiente (fisico e relazionale) e materiali, intesi come estensione del proprio corpo. Tramite l’utilizzo di un modello di analisi e di intervento sulla prestazione, opera con l’obiettivo di permettere al singolo o all’organizzazione di raggiungere la massima efficacia e la massima efficienza nelle sfide.
Definizione di psicologia dello sport
La psicologia della prestazione umana è una branca della psicologia che studia professionisti, atleti e non, con l’obiettivo di portare alla luce i loro meccanismi mentali, migliorarne la prestazione e il benessere in generale cercando di far corrispondere la prestazione reale a quella potenziale.
Storia
1898 → Norman Triplett conduce il primo esperimento di psicologia dello sport. L’oggetto della valutazione erano gli effetti della presenza di altri concorrenti sulla prestazione ciclistica.
1920 → Karl Diem fonda il primo laboratorio in Germania.
1923 → Primo corso in psicologia dello sport sugli effetti di fattori quali i tempi di reazione, la consapevolezza mentale, la tensione vs. il rilassamento muscolare e la personalità sulla prestazione sportiva.
1927 →
- In URSS Puni condusse il primo studio psico-fisiologico sugli effetti dell’allenamento nel tennis tavolo e, successivamente, aprì un laboratorio di psicologia dello sport nell’Istituto di Educazione Fisica di Leningrado.
- Cloman Griffith dell’Università dell’Illinois istituì il primo laboratorio di psicologia dello sport in Nord America. Fu il primo a fornire consulenze psicologiche a una squadra di baseball.
Il maggior stimolo allo sviluppo di questa disciplina fu la nascita di svariate associazioni e riviste scientifiche. In Italia, la psicologia dello sport inizia a diffondersi dopo le Olimpiadi di Roma del 1960, quando gli psicologi cominciano ad interessarsi al mondo dello sport nel tentativo di salvaguardare il benessere psicofisico dell’atleta, contribuendo così ad introdurre miglioramenti nella preparazione e nella prestazione sportiva. Antonelli e Salvini furono i precursori di questa disciplina in Italia, anche con la metodologia del neuroimaging per valutare le performance sportive degli atleti.
Le tre tappe della psicologia dello sport
1° Fase —> Influenza del comportamentismo. Le prime esperienze della psicologia dello sport rientrano nella concezione causale del pensiero/comportamento dell'individuo.
2° Fase → Sviluppo della Cibernetica: scienza interdisciplinare che studia il funzionamento e le relazioni di qualsiasi sistema dinamico semplice o complesso, prodotto dalla natura o dall'uomo.
1° principio: l’unità di ragionamento definita T.O.T.E., ovvero test – operate – test – exit. Quindi molti dei fenomeni di cui si occupano le varie scienze, dalla biologia all'economia, si fondano sui medesimi principi di funzionamento che governano tutti i tipi di sistema. Questi principi riguardano sostanzialmente il controllo, mediante la trasmissione e l'elaborazione di informazioni, di una parte del sistema su un'altra al fine di guidarne l'andamento verso un obiettivo preposto.
3° Fase → Studi sull’intelligenza artificiale e il secondo principio della Cibernetica: Non è possibile, per qualunque sistema percettivo (osservatore), nell'atto del percepire, prescindere dalla propria struttura interiore. Ogni percezione (osservato) dipende strettamente dalla struttura interna del percettore stesso. Tale principio può essere collegato ad un altro principio, studiato da Maturana e Valera i quali strutturarono nella loro analisi dei sistemi viventi il principio dell’autopoiesi, ovvero ogni essere vivente è il risultato e il costruttore di sé stesso. In sostanza: la presenza di un osservatore altera il sistema osservato.
Ambito di applicazione della psicologia dello sport
La psicologia dello sport consiste nell’applicazione di tecniche volte all’espressione della genialità dell’individuo, riconoscendo e portando in evidenza le risorse del soggetto tramite un adeguato metodo d’intervento. Il suo fine è il conseguimento del benessere e della salute per favorire l’incremento della prestazione sportiva. I settori di cui si occupa riguardano:
- Studio della personalità dell’atleta
- Fondamenti psicologici delle capacità motorie
- Fase di preparazione delle gare
- Selezione degli atleti
- Psicologia del gruppo sportivo
- Psicologia dell’allenamento e della competizione
- Lo stato mentale della prestazione d’eccellenza
Essa studia il cervello come emulatore di realtà possibili considerando lo sport e tutto ciò che è ad esso connesso.
Presupposti e obiettivi
L’ottimizzazione, il benessere, la salute che lo psicologo dello sport deve considerare sono:
- La prestazione sportiva ad altissimo livello attraverso la stimolazione dell’intelligenza motoria dell’atleta e favorendo quella familiarità col compito che gli permetterà l’utilizzo ottimale dell’energia. Il percorso di ottimizzazione passa attraverso l’acquisizione della massima consapevolezza di ciò che accade in sé.
- Innesto della psicologia dei muscoli per mantenere la prestazione.
- La costruzione dell’identità personale si basa sui modelli logici dello studioso G. Bateson. I livelli logici dell’esperienza in ordine gerarchico (dal più basso al più alto) sono: l’ambiente, i comportamenti, le capacità, le opinioni e le credenze, i valori e le convinzioni. I primi tre sono legati al modo del fare, gli ultimi due al modo dell’essere e rispondono alla domanda “perché”, quindi sono strettamente legati alla motivazione.
- La motivazione è strettamente collegata alla direzione e all’intensità del comportamento. Costituisce la chiave d’accesso ai risultati, lavora attraverso i bisogni dell’atleta, gli stimoli positivi, l’interesse e il divertimento, l’affiliazione con i compagni, il bisogno di affermazione.
- Le abilità mentali specifiche dell’atleta quali la conoscenza di sé, l’abilità di immaginazione, la flessibilità, l’adattamento, la gestione dello stress, la concentrazione.
- Il linguaggio ha funzione costruttiva perché può favorire il SAR (sistema di attivazione reticolare) che si interessa di mettere in collegamento mente e corpo orientando l’attenzione sulle cose significative.
- Il sistema cioè l’ambiente sociale.
- La gestione e programmazione del tempo.
- La creazione della propria storia. Se un atleta non si sente protagonista della sua storia, prima o poi abbandonerà i propri ideali.
- Le profezie e i riti.
- La meditazione.
- L’ipnosi.
Differenza tra motivatore e psicologo dello sport
Motivatore → Applica tecniche slegate da una teoria e usa meccanismi suggestivi che hanno effetto temporaneo.
Psicologo dello sport → Conosce e agisce sui meccanismi mentali che permettono l’espressione della genialità dell’atleta rispettando l’ecologia dell’individuo e promuovendo la sua autonomia. Opera seguendo un modello di riferimento, sa analizzare gli errori e utilizza teoria → Il costruttivismo. Ci serve per interpretare la pratica.
Indicatori di prestazione modello → S.F.E.R.A.
2° modulo - Costruttivismo e metodo
Metodo → È ciò che ci permette di raggiungere un’ottimizzazione tramite analisi, verifica e mantenimento.
Tecniche → Sono a discrezione di ogni professionista ma sono inutili senza una teoria, un modello e un metodo. È necessaria la ripetibilità perché un metodo sia scientifico e comprovato.
Il costruttivismo nasce intorno al 1960 e prende spunto da diverse discipline, come la neurobiologia, la cibernetica, le neuroscienze, la teoria dei sistemi, ecc. Secondo il costruttivismo la realtà è un’invenzione, ovvero di una creazione del nostro cervello basata e modificata dall’esperienza. Quindi ci sono tante realtà quante le persone che la sperimentano perché ognuno di noi costruisce la propria realtà in base al proprio vissuto esperienziale.
Gli autori di riferimento del costruttivismo
- Giambattista Vico: padre fondatore del pensiero costruttivista che criticò il metodo scientifico di Cartesio, agli inizi del XVI secolo.
- Locke, Berkeley, Hume, Kant: sposano il pensiero costruttivista e lo sviluppano nelle loro teorie.
- Wiener e Von Foerster: primi veri autori costruttivisti; si sono occupati di cibernetica e teorie dei sistemi.
- Maturana e Varela: dal punto di vista biologico elaborarono il concetto di autopoiesi degli esseri viventi, ovvero “l’essere vivente è il costruttore di se stesso con la propria esperienza”.
In estrema sintesi, il concetto cardine del costruttivismo è: l’esperienza è la causa, la rappresentazione del mondo è la conseguenza. Von Glasersfeld: filosofo e psicologo, attualmente il massimo esponente del pensiero costruttivista, anche se negli ultimi tempi le neuroscienze hanno contribuito molto al concetto della mente che crea la realtà al proprio interno.
Presupposti del costruttivismo
- L’esperienza di realtà è uno stato mentale: la conoscenza obbliga quale atto di distinzione che va ricordato. L’esperienza è la causa, il mondo la conseguenza. La causalità lineare è la maggior superstizione. Noi siamo i migliori profeti di noi stessi: piuttosto di cambiare il modello di causalità lineare, su cui basiamo la nostra esperienza del mondo, la nostra superstizione, mettiamo in rilievo concetti come destino, fato, magia.
- La consapevolezza di sé (identità) si struttura in un percorso che va da una percezione indifferenziata ad una differenziata, definendo un confine sempre maggiore fra sé e gli altri: L’identità dell’individuo nasce da meccanismi di identificazione/proiezione spesso inconsapevoli che strutturano differenziandola la propria realtà di appartenenza quindi il proprio stato mentale. L’essere umano, durante il suo sviluppo, passa attraverso diverse fasi.
- L’esperienza di relazione fra persone oscilla tra essere guida ed essere guidato.
- Il cambiamento avviene attraverso l’abbassamento della critica (autoindotto o eteroindotto, secondo una economizzazione che salvaguarda i bisogni primari e genera un ritorno verso uno stato maggiormente indifferenziato).
- Spesso la soluzione costituisce il problema: il disequilibrio tra assimilazione ed accomodamento genera la patologia. La creazione di una struttura che connette genera soluzione e cambiamento tramite la reinterpretazione delle relazioni. La capacità di alternare meccanismi di assimilazione e accomodamento è alla base della buona capacità di adattarsi alle circostanze date.
Un buon metodo per organizzare il lavoro di ottimizzazione della prestazione, nell’ottica del miglioramento continuo, è quello indicato da Deming, definito “Ruota di Deming”, in onore del suo ideatore, o ciclo PDCA. Esso si compone di 4 fasi:
- PLAN: analizzare, quindi pianificare, preparare a fondo.
- DO: fare ciò che si è deciso nella fase precedente.
- CHECK: verificare i risultati.
- ACT: decidere di mantenere o correggere i risultati ottenuti.
Formula della massima performance: Ris. tecniche x ris. umane/modello ripetibile. La principale caratteristica della massima prestazione è la ripetibilità, ovvero la capacità di replicare, in modo strutturato, il processo di prestazione riuscendo a esprimere, in modo costante, il nostro massimo potenziale e si può ottenere solo attraverso l’utilizzo di un metodo, semplice e comprensibile.
Modello SFERA
Il modello SFERA rappresenta una versione evoluta del Profilo Emotivo e nasce dalla pratica, costante negli anni, del modello di intervento in psicologia dello sport denominato A.G.S. (“Strutturazione Globale dell’Atleta”). Trae origine dalla teoria costruttivista e dalla pratica ipnotica. Il modello S.F.E.R.A. è stato presentato nel 2009 alla comunità scientifica internazionale e cerca di identificare i fattori che maggiormente costituiscono una prestazione sportiva (e professionale):
- S → Sincronia
- F → Forza
- E → Energia
- R → Ritmo
- A → Attivazione
Ogni indicatore ha 2 attrattori. Gli attrattori sono la polarità e gli attrattori zero sono i mattoni fondamentali della prestazione.
Sincronia
Definizione: capacità di essere presenti e concentrati su quello che si sta facendo, è lo stato di massima connessione mente-corpo-ambiente.
Attrattori di livello zero: IMMAGINARE (=avere ben chiaro in mente un obiettivo) - FARE (agire di conseguenza).
Sensazioni: essere nel presente, concentrazione, alleanza mente-corpo-ambiente, ampliamento dei sensi, armonia fra pensiero e azione. Si attiva sincronizzandosi sul momento presente, in modo tale da impedire alla mente di vagare in tempi e luoghi non pertinenti col compito da svolgere. Implica un lavoro di focalizzazione dell’attenzione e di entrata in connessione in primis fra mente e corpo e poi con l’ambiente circostante.
Forza
Definizione: insieme delle abilità fisiche, tecniche e psicologiche che riconosciamo di possedere (analogo all’autoefficacia di Bandura).
Attrattori di livello zero: FARE (=agire) - PERCEPIRE (=ascoltare le sensazioni che derivano dal corpo).
Sensazioni: sentirsi capace, attivazione del potenziale, attivazione delle risorse, senso di autoefficacia, sensazione di potenza. È importantissimo dare ascolto alle sensazioni che derivano dal corpo. Syer indica 4 processi alla base dell’educazione del corpo: apprendimento, allenamento, mantenimento, mutamento. La ripetizione continua dei movimenti stimola la fissazione di tali azioni nel cervello e l’allenamento permette di mantenere.
Energia
Definizione: è l’uso attivo della forza e della potenza. Se usata in modo appropriato, ci consente di utilizzare al meglio le risorse, fisiche e mentali, al fine di ottenere un buon risultato. (Un utilizzo scarso o eccessivo dell’energia genera una sensazione di stanchezza). È il fattore delle emozioni.
Attrattori di livello zero: PERCEPIRE - LASCIARE.
Sensazioni: sentirsi a proprio agio, sentirsi comodi, essere in equilibrio, vedere meglio, riconoscere le emozioni, agire istintivamente. Le emozioni giocano un ruolo importantissimo: positive, sostengono la motivazione e l’impegno; negative, portano frustrazione, paura, vergogna. Effetto Zeigarnick: quando lascio un compito importante interrotto, questo continua a lavorare dentro di me, causando.
Ritmo
Definizione: è l’ordinata successione degli intervalli di tempo, ciò che genera il giusto flusso nella sequenza dei movimenti. È ciò che dà qualità all’azione (rappresenta l’eleganza e l’armonia nei movimenti).
Attrattori di livello zero: LASCIARE - TENERE.
Sensazioni: essere eleganti, avere leadership, sentirsi fluidi, percepire e trasmettere fiducia.
Attivazione
Definizione: è il motore motivazionale, è la massima espressione della passione che permette all’atleta di superare i suoi limiti. È la condizione fisica e mentale che l’atleta vive nel momento in cui si sente pronto per la prestazione cioè quando le risorse psico-fisiologiche passano da uno stato di quiete/potenzialità ad uno di disponibilità all’impiego.
Attrattori di livello zero: TENERE - IMMAGINARE.
Sensazioni: divertimento, gioia, passione, motivazione, entusiasmo.
Rappresentazione
Lo sferagramma è lo strumento grafico-operativo che fotografa la situazione dei fattori prestazionali “zoomando” nello specifico. S.F.E.R.A. è sia un modello di analisi che di ottimizzazione.
Analisi → Ci permette di fare due operazioni fondamentali: avere una precisa definizione della sfida in atto e dei problemi che la compongono attraverso 2 strumenti: lo Sfera Mandala che serve per fare una fotografia grossolana mentre lo Sferagramma serve per fare una fotografia più dettagliata.
Ottimizzazione della prestazione → Dopo aver fatto la fotografia (che peraltro nel metodo sta nella fase di plan – analisi –) vado nella fase di do – ottimizzazione – dove capisco qual è il fattore da implementare e lavoro con determinate tecniche per potenziare il singolo fattore di sfera per il singolo atleta e quindi renderlo funzionale per la prestazione.
3° modulo - Autoefficacia e feedback
Definizione di Bandura: Capacità generativa (che ha la funzione di organizzare elementi particolari) il cui scopo è quello di orientare le singole abilità cognitive, sociali, emozionali e comportamentali in maniera efficiente per assolvere a compiti specifici. In particolare, il costrutto di autoefficacia è la sensazione che io ho di essere efficace nello svolgere qualsiasi compito. È connesso al fattore “punti di forza” del modello S.F.E.R.A. Viene misurato tramite l’utilizzo di scale e sottoscale.
4 fonti esperienziali e generatrici dell’autoefficacia
- Esperienze passate che ho vissuto per arrivare lì e anche l’allenamento che svolgo quotidianamente. Sono utili se sono autobiografiche (fatte da noi stessi) e riferite a situazioni affrontate con successo. Esperienze di padronanza personale.
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