Psicologia sportivamente
Temi di psicologia dello sport
Capitolo 1: La "qualità" delle motivazioni nello sport
SDT theory (Self Determination Theory) studia i processi di autoregolazione della motivazione umana all'interno dei contesti sociali.
- Autodeterminazione = percezione che una persona ha dell'origine del proprio comportamento:
- Locus of causality interno: i risultati dipendono dal proprio comportamento piuttosto che da fattori esterni, scelte autonome della messa in atto del proprio comportamento.
- Locus of causality esterno: attribuzione del motivo del proprio comportamento a cause esterne a sé stessi (es. pressioni di altri).
- Autodeterminazione = bisogno innato collegato a bisogni psicologici di base:
- Bisogno di autonomia: esigenza di percepire i propri comportamenti originati da scelte personali.
- Bisogno di competenza: necessità umana di interagire efficacemente con l'ambiente e di poterlo, in quale misura, controllarlo producendo risultati desiderabili.
- Bisogno di sentirsi in rapporto con gli altri: desiderio di essere legati in modo soddisfacente con altre persone considerate significative.
Internalizzazione = processo attraverso cui una persona passa da una regolazione dei propri comportamenti basata sulle contingenze o pressioni esterne a una regolazione basata su spinte interne. Processo che si conclude quando un comportamento viene messo in atto esclusivamente perché ritenuto piacevole e prossimo ai propri valori.
I contenuti dell'autodeterminazione nella regolazione del comportamento
Teoria dell'autodeterminazione: integra differenti piani che riguardano i processi regolatori del comportamento:
- Il locus di causalità percepito dall'individuo.
- Le differenti modalità di regolazione della motivazione.
- Livello di autodeterminazione del comportamento.
Contenuti:
- Assenza di regolazione: il comportamento viene "subito" e l'individuo che lo mette in atto agisce senza alcuna precisa intenzione di ottenere un risultato (comportamento a-motivato), non necessita di controllo interno e/o competenza personale.
- Regolazione esterna: le ragioni del comportamento vengono riconosciute dall'individuo che lo mette in atto. Attività intrapresa per ottenere risultati giudicati positivamente o per evitare conseguenze negative. Sono regolati da persone esterne o circostanze.
- Regolazione introiettata: primo livello nel processo di internalizzazione. Le conseguenze contingenti vengono fornite dall'individuo a se stesso. Le spinte motivazionali riguardano il mantenimento o miglioramento della propria autostima, evitamento del senso di colpa o ansia.
- Regolazione identificata: consapevole attribuzione di valore all'obiettivo comportamentale. L'attività è sentita propria e percepita come importante per se stessi e per il raggiungimento di obiettivi personali.
- Regolazione integrata: più completa forma di internalizzazione della motivazione estrinseca. Le ragioni di un comportamento sono sentite congruenti e armoniche con i valori e i bisogni della persona che li mette in atto.
- Regolazione intrinseca: attività intrapresa per puro piacere e soddisfazione. Comportamenti che scaturiscono dal sé e sono sentiti come propri.
La misura della motivazione autodeterminata
"Approccio della libera scelta" (Deci) prevede di misurare la quantità di tempo che un individuo, posto in una situazione in cui può scegliere di dedicarsi liberamente a molteplici attività, dedica al comportamento oggetto di studio. Se una persona sperimenta una spinta autonoma a intraprendere una certa attività, lo farà ogni volta che è possibile.
Scale usate per la valutazione degli stili motivazionali: (SRQ-E) Exercise Self-Regulation, (SMS) Sport Motivation Scale, Motivation for Physical Activity Questionnaire
Exercise Self-Regulation
Composta da domande che riguardano le ragioni per cui un individuo fa sport, 4 scale differenti:
- Regolazione esterna (perché gli altri vogliono che faccia sport).
- Regolazione introiettata (perché mi sento a disagio quando non lo faccio).
- Regolazione identificata (perché sento che è la cosa migliore che posso fare per me stesso).
- Motivazione intrinseca (perché mi diverte).
I fattori che influenzano l'autodeterminazione
TVC (Teoria della Valutazione Cognitiva) ha studiato i fattori capaci di ostacolare il naturale percorso verso l'autodeterminazione. Gli eventi capaci di limitare la percezione di autonomia o competenza tendono a diminuire la spinta verso la motivazione intrinseca.
Rapporto allenatore-atleta
Allenatori capaci di supportare l'autodeterminazione favorendo la motivazione intrinseca sono quelli capaci di lasciare agli atleti la possibilità di sperimentare autonomamente il modo di arrivare alla soluzione del problema o di erogare una prestazione, fornendo parallelamente feedback su di essa. Sono capaci di assumere la prospettiva dell'atleta.
→ Teoria di Nicolls: sull'orientamento motivazionali, gli elementi che permettono agli individui di definire soggettivamente il proprio livello di competenza.
- Orientamento all'io = basso livello di autodeterminazione (confronto con gli altri o riferimenti normativi, es. vincere, essere il migliore).
- Orientamento al compito = alto livello di autodeterminazione (es. fare del proprio meglio, apprendere nuove abilità, migliorarsi).
a e b sono tra loro interdipendenti e sono entrambe presenti nelle persone in diversi gradi di combinazione. Allenatore che orienta ad un clima motivazionale: è capace di riconoscere l'impegno dell'atleta piuttosto che i risultati, fa attenzione ai progressi più che alle prestazioni, valorizza il contributo di ciascun atleta, la collaborazione con i compagni.
Vincere o perdere
SDT (Deci): il rendimento sportivo e le conseguenze in termini di esito (vittoria, sconfitta) hanno un ruolo informativo fondamentale nella vita di uno sportivo. Quando essa è enfatizzata e diventa il motivo centrale: può minacciare la motivazione intrinseca.
Esistono 2 comportamenti nei risultati sportivi:
- L'aspetto informativo (feedback) → che facilita una percezione di competenza agendo positivamente sul livello di autodeterminazione.
- L'aspetto di controllo → che tende a spostare l'attribuzione causale verso l'esterno, abbassando i livelli di percezione di autodeterminazione con effetto negativo sulla motivazione intrinseca.
Esiste un modo per associare la prestazione sportiva: alla percezione di competenza più alla percezione di controllo: ed è quello di ancorarla al proprio risultato personale (sul "come ho giocato" piuttosto che sul "quanto è finita").
Gli effetti degli apprezzamenti verbali (es lodi) hanno effetti diversi in funzione delle fasce d'età:
- Adulti → viste come feedback sull'esito dell'attività messa in atto = tende ad aumentare la motivazione intrinseca.
- Bambini → vengono percepite come strumento usato per controllare dall'esterno il comportamento = locus of causality esterno.
Contesto familiare
Specialmente in ambito evolutivo, la qualità della motivazione allo sport è influenzata fortemente anche dalle esperienze in ambito familiare.
Le conseguenze della regolazione autodeterminata in ambito sportivo
A seconda della prevalenza di un certo tipo di motivazione, un atleta (o un amatore) ha maggiori possibilità di non abbandonare la pratica sportiva, di ottenere risultati migliori, di adattarsi meglio alle difficoltà, di associare un maggior benessere psicologico alla pratica sportiva.
L'adattamento scolastico e il benessere psicologico
La pratica sportiva è spesso messa in relazione a generali condizioni di benessere psicologico, ma vi sono dei correlati negativi all'attività sportiva:
- Disturbi comportamento alimentare.
- Tentazione di ricorrere all'uso di sostanze dopanti.
L'etica sportiva
Definita come: l'attenzione al rispetto per le regole e per le convenzioni condivise in una disciplina sportiva. Prevede il rispetto etico per l'avversario, la garanzia di impegno pieno e leale all'interno della competizione e/o della preparazione ad essa. Il fatto di praticare sport per il piacere di farlo e non per altre motivazioni estrinseche, aumenta i comportamenti orientati alla sportività.
Il rendimento sportivo
Il primo meccanismo attraverso il quale l'autodeterminazione agisce sulla prestazione sportiva è quello di aumentare la persistenza nell'allenamento. Il rendimento di uno sportivo è maggiore quando il suo rapporto di fiducia e stima nei confronti di chi lo allena è maggiore.
→ Teoria del Flusso: l'esperienza di flusso corrisponde alla percezione di un completo coinvolgimento nel compito che si sta svolgendo. La percezione è quella di pieno controllo della situazione, di massima focalizzazione dell'attenzione, dell'assenza di noia e ansia.
Uno dei principali indicatori dell'esperienza di flusso è: l'alterata percezione dello scorrere del tempo. L'esperienza del "flow" (stato di grazia) corrisponde a uno stato psicologico importante per il verificarsi delle "peak-performance" (prestazioni eccellenti) = l'atleta è così coinvolto nel gesto agonistico in atto da escludere dalla sua mente qualsiasi altra cosa. Flow → può presentarsi solo quando la motivazione verso l'attività è completamente intrinseca e si riferisce esclusivamente al piacere dell'attività stessa.
Capitolo 3: Le convinzioni di efficacia personale e collettiva nello sport
L'autoefficacia percepita nella dinamica del funzionamento individuale
L'importanza delle convinzioni della persona: Bandura: convinzioni di autoefficacia/autoefficacia percepita = valutazioni che le persone hanno rispetto al sentirsi capaci di eseguire determinate azioni e di raggiungere livelli stabiliti di prestazione, in specifici compiti e ambiti della vita.
Condizioni importanti per l'agire della persona, perché le persone sono scarsamente motivate ad agire e/o impegnarsi se non si ritengono all'altezza delle situazioni o se non credono di averne buone probabilità di riuscita.
→ Teoria della Social-Cognitive-Theory (Bandura): rapporto di continua e reciproca influenza tra persona – comportamento – ambiente = Reciproco Determinismo Triadico: le elevate opportunità dell'individuo di agire trasformativamente sul proprio ambiente, attraverso processi: cognitivi, biologici, affettivi.
Proprietà distintiva della mente umana: riflettere su di sé e sul proprio comportamento, traendo vantaggio dall'esperienza che viene accumulata nel tempo, sulla base di quanto appreso nel tempo la persona affina le proprie capacità di autoregolazione, orientando il comportamento.
(Autoefficacia = massima espressività di: autoriflessione, autoregolazione, apprendimento).
- Autoefficacia percepita → influenza i processi decisionali e di selezione rispetto l'attività da intraprendere. Influenza i processi cognitivi: favorendo l'adozione di strategie appropriate di "decision making" e "problem solving".
- Le convinzioni di autoefficacia → influenzano la definizione degli obiettivi, lo sforzo profuso, la perseveranza di fronte agli ostacoli e fallimenti. Promuovono un'adeguata regolazione delle emozioni e delle reazioni fisiologiche in situazioni di stress. Ruolo centrale nel favorire la buona riuscita del compito.
Le fonti dell'autoefficacia percepita
Come si formano e cambiano le convinzioni relative alle nostre capacità.
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