Psicologia della Personalità
Introduzione: La psicologia che conosciamo è quella propria della tradizione
occidentale la quale affonda le proprie radici nel pensiero greco. Pone le
premesse per uno sviluppo autonomo nel 1600/1700 e si caratterizza come
disciplina scientifica nel 1800. Nella cultura occidentale, la storia della
psicologia e della scienza in generale coincide con un lungo avvicinamento ad
una concezione dell’uomo inteso come parte della natura e quindi, in quanto
tale, oggetto di indagine scientifica. In particolare lo studio della psicologia
della personalità, settore già abbastanza complesso, è stato reso più arduo dai
vari condizionamenti culturali. Quindi, come detto precedentemente, anche la
psicologia della personalità può essere inquadrata nell’ottica scientifica; oggi le
varie conoscenze scientifiche non appaiono più come verità assolute, ma
piuttosto come diverse costruzioni ipotetiche, suscettibili di cambiamenti e di
disconferme ma non ancora disconfermate. La conoscenza assume quindi un
carattere di relatività.
Origini Psicologia della Personalità: Nella Grecia del IV-V secolo a.C. cominciano
ad esserci cambiamenti in campo artistico, filosofico, politico che pongono le
fondamenta della psicologia occidentale. Nei vari campi d’interesse, il mondo
greco è guidato dalla ricerca della perfezione, dell’equilibrio, della razionalità.
-Aristotele: Nella concezione aristotelica, si considera l’anima come un
attributo della vita. Aristotele quindi sviluppa una serie di riflessioni
psicologiche circa le componenti umane e le emozioni come il piacere e il
dolore. Tra i suoi discepoli troviamo Teofrasto: esso si occupa della descrizione
della persona umana e delle differenze individuali, sottolineando come il
carattere sia un tratto predominante, una forza dinamica di cui mette in luce
solo le componenti negative (30 caratteri tra cui, il bugiardo, l’avaro,
l’adulatore)
-Ippocrate: IV-V sec a.C. si occupa di un’analisi più accurata delle differenze
individuali, del rapporto mente-corpo e delle cause (in termini di funzionamento
dell’organismo) delle malattie. Si afferma una concezione unitaria
dell’organismo e del corpo: la malattia non è mai soltanto un’alterazione di una
o più parti ma sempre un’alterazione complessiva dell’equilibrio generale.
Inoltre l’organismo viene analizzato in rapporto con l’ambiente. Si analizzano in
particolare 4 umori: il sangue, il flegma, la bile gialla e la bile nera, dalle cui
combinazioni risultano diversi tipi di temperamento e predisposizioni specifiche
alle malattie. Galeno: seguace di Ippocrate, sviluppa una riflessione sulla
natura del corpo e della mente, in particolare distingue i nervi afferenti ed
efferenti e localizza la mente nel cervello. Sviluppa inoltre 9 tipi di
temperamento che risultano dalla combinazione dei 4 umori.
-Il mondo Romano: la cultura del mondo romano è più attenta alla realtà, la si
può definire pragmatica e funzionalista ma nn sviluppa teorie originali, si limita
a registrare le novità scientifiche del mondo ellenico. Epicuro: sviluppa le regole
etiche della comunità epicurea fondate sull’esercizio della mente e sul controllo
del corpo, delle passioni, dei sentimenti e dei pensieri nocivi. Gli Stoici
( Cicerone e Seneca) affermano che l’uomo e la natura sono in piena armonia e
quindi vivere secondo le leggi della natura è un imperativo fondamentale x
l’uomo. Ed inoltre sottolineano come il conflitto tra passione e ragione possa
essere modulato dall’ambiente e dall’esperienza.
-Dal Medioevo al Rinascimento: La filosofia medioevale subisce un
ribaltamento rispetto al pensiero greco-romano. Abbiamo il ripiegamento della
riflessione sul mondo interiore dell’anima. Il pensiero di Sant’Agostino: è
piuttosto innovativo, parla infatti del distacco dell’uomo dalla natura; della
contrapposizione dell’anima al corpo. San Tommaso: rappresenta una forma di
assimilazione del pensiero aristotelico, mira ad una riconciliazione tra fede e
ragione, sia l’uomo che la natura dipendono dalla volontà divina e quindi nn
può esserci la separazione tra anima e corpo poiché sono aspetti diversi della
stessa realtà. Quindi la scienza dell’uomo è una scienza in contraddizione,
Ippocrate ed Aristotele studiano l’uomo in sé x sé mentre ora l’uomo nn è più
un essere naturale, il dominio del valore spirituale dell’uomo sulle altre
caratteristiche della natura umana, limita la conoscenza. Con la rivoluzione
Rinascimentale si ha la formazione di una nuova concezione relativa all’uomo,
alla natura e a Dio. Tale periodo è caratterizzato da una rivoluzione economica,
sociale, l’emancipazione della borghesia, lo sviluppo di più discipline (medicina,
astrologia, matematica) ma soprattutto da una nuova ideologia: vi è una nuova
razionalità, il sentimento religioso è coerente con la piena realizzazione
dell’uomo, l’uomo tende quindi ad una visiona antropocentrica e ad
un’interpretazione più “umana” del messaggio cristiano. Lutero: dipendenza
totale dell’uomo rispetto alla volontà divina, la fede è l’unico mezzo attraverso
cui l’individuo può progettare la sua vita. Calvino: l’uomo nn ha alcuna
possibilità di aspirare al disegno divino ed è proprio tale impossibilità che rende
tangibile la presenza di Dio nel mondo e permette di realizzare la propria
salvezza.
-Età Moderna: Il XVII secolo viene inteso come l’inizio dell’era moderna,
caratterizzato dalla laicizzazione della cultura, che costituisce il presupposto x
l’avvio della rivoluzione scientifica. In questo periodo l’economia subisce un
nuovo slancio così come la produzione. Ora nn si vogliono più indagare le
intenzioni della natura ma bensì il suo funzionamento, in termini di leggi che la
governano. L’ispirazione teologica lascia spazio ad un nuovo metodo
sistematico di osservazione, descrizione. Dio può aver dato l’impulso iniziale e
deciso il comportamento della natura, ma tale comportamento non può essere
modificato e la natura nn può apportare alcun cambiamento ai piani già
prescritti. Vi è una nuova metodologia: scomporre i fenomeni nei loro elementi
x coglierne e riprodurne i nessi in un modello meccanico.
-L’Illuminismo: XVIII secolo è il secolo dei Lumi, promosso dalla rivoluzione
industriale e caratterizzato da più elementi: ricerche concrete, atteggiamento
investigativo, capacità critiche, chiarezza delle argomentazioni, entusiasmo x il
progresso e la diffusione della cultura. Tramonta definitivamente l’idea secondo
cui l’uomo è collocato dal creatore al centro dell’universo, l’uomo diventa così
artefice e protagonista del proprio destino.
-Kant: Si è ancora lontani dal prefigurare uno sviluppo scientifico autonomo
della psicologia. Kant si basa soprattutto sull’analisi dei processi psichici e del
carattere. Il carattere viene inteso in 2 modi, temperamento: che può essere
temp. Del Sentimento (=il sanguigno, sangue leggero; il malinconico, sangue
pesante) e Temp. Del Dell’attività (= collerico, sangue caldo; flemmatico,
sangue freddo) ma anche come modo di pensare e viene inteso come ciò che
l’uomo è in grado di fare di se stesso.
-Materialismo: Ideologici Francesi: Secondo La Mettrie a Cabanis, il
funzionamento psichico è espressione del funzionamento dell’organismo. La
Mettrie afferma che corpo e anima fanno parte di un’unica realtà vivente e
l’anima che ha sede nel cervello, è anch’essa una sostanza che funge da
principio motore interno. Cabanis sottolinea invece l’importanza del sistema
nervoso e l’influenza che esso esercita nel determinare differenze morali e
cognitive tra gli uomini.
Scienze biologiche e sociali: Anche il XIX secolo fu un periodo di
trasformazioni politiche e sociali, l’Europa è attraversata da profondi travagli e
tensioni e tutto si fonda sulla potenza delle armi e la conquista dei mercati, ciò
diede forma alla rivoluzione industriale. Così la borghesia industriale acquista
sempre più potere mentre fra le classi subalterne comincia a dilagare lo
scontento. Hegel afferma una concezione dell’idealismo ribadendo il primato
del pensiero sulla realtà e la sostanziale identità tra ideale e reale. Si opera una
frattura tra scienze dell’uomo e scienze della natura ed è in questo secolo che
si vede la nascita della psicologia come disciplina.
-Evoluzionismo: Lamarck sviluppa la teoria dell’evoluzione così come
Darwin:esso abbandona l’idea di un’armonia nell’universo ed in particolare
introduce il concetto di ‘selezione naturale’ che modifica la natura dei rapporti
tra organismo e ambiente, ponendo l’accento non solo sulle differenze
individuali ma anche sulle componenti ambientali ed innatistiche.
-La frenologia di Gall: Avanzando lo studio dell’anatomia e della fisiologia,
comincia la ricerca dei correlati biologici del funzionamento psichico, i nessi
quindi tra fenomeni mentali e caratteristiche fisiche. Gall diede un contributo
importante attraverso la frenologia, egli considera il carattere come
espressione della fisiologia cerebrale e riconosce il cervello come sede da cui
ha origine il comportamento e il temperamento dell’individuo. Le
“circonvoluzioni cerebrali” sono le aree del cervello dove hanno sede tutte e 27
le facoltà. La personalità
La personalità è una dimensione ipotetica della vita psichica, determinata dalla
connessione di più discipline. Non la si può studiare da una sola prospettiva ma
da diverse: teorica, clinica, sperimentale. È un concetto che si modifica a
seconda del punto di vista.
La personalità è determinata dalle manifestazioni comportamentali
dell’individuo, dal suo agire, il comportamento è un punto cruciale della
personalità. Inoltre la personalità è esito di un interagire dualistico tra
ambiente e individuo. Quando si parla di ambiente, si parla di pressione
ambientale: qualcosa di esterno e di forte che modifica i nostri stati mentali,
quindi l’ambiente viene “personalizzato”, “umanizzato” ed “oggettivato”.
La personalità inoltre deriva da forze interne ( che ‘comprimono’ .. ‘inibiscono’)
come ad esempio:
-Le dimensioni profonde: il super-io, la libido
-Temperamento e Tratti: sono sue cose differenti, il tratto: è una dimensione
che può variare da situazione a situazione , è qualcosa di modificabile, una
costruzione sociale ma ci sono tratti che coincidono con il temperamento:
hanno un valore più stabile che possono essere cmq modificati ma sono più
resistenti. Il temperamento è stabile ma necessita di interazione con
l’ambiente. È lo scheletro della personalità e le 2 si intrecciano tra di loro.
La personalità è anche identità, unica, singolare, irripetibile.
Si può quindi parlare di esperienza intersoggettiva: non c’è un me senza l’altro
con cui posso entrare in relazione ed interagire, l’altro fa parte di me ed io vivo
l’altro attraverso l’esperienza che faccio dell’altro, è molto importante riuscire a
comprendere i costrutti mentali dell’altro, poiché ognuno se li costruisce in
maniera diversa e bisogna inferirli attraverso il dialogo.
La personalità come costrutto ipotetico, cosa significa?
• La Teoria Scientifica
La teoria può essere definita in vari modi a seconda se si fa riferimento agli
aspetti funzionali o a quelli formali. Nelle varie discipline, la teoria viene
considerata come l’esito di una riflessione spontanea. La teoria si presenta
come un sistema: non come un insieme caotico di proposizioni ma come un
insieme ordinato di proposizioni in cui alcune di esse figurano come primitive
(assiomi) ed altre come derivate dalle precedenti. Viene quindi distinto sia un
linguaggio oggetto ( usato dalla teoria x parlare dell’oggetto indagato) e un
metalinguaggio (usato x parlare della teoria stessa). Una teoria scientifica è un
sistema di proposizioni empiriche più o meno complesse, suscettibili di
conferma o di falsificazione mediante metodi rigorosi. I requisiti-criteri che
determinano una teoria scientifica sono diversi:
-Verifica empirica della teoria scientifica:più una teoria è semplice, meno
dispendiosa, più sarà facile da verificare empiricamente
- Comprensività della teoria: una teoria è più solida quando studia più fenomeni
- Semplicità o parsimonia
- Validità o coerenza interna: teoria ben esposta
- Validità esterna o ecologica: che si può intendere in 2 modi, in primis la
produzione e l’aumento della conoscenza e in secondo luogo l’impatto concreto
che ha sulla realtà
- Valenza euristica: una teoria rimane solida se è in grado di influenzare altre
teorie (Freud)
La psicologia della personalità viene quindi inserita nel novero delle scienze
naturali e x i suoi prodotti possono essere utilizzati i criteri di verificabilità e di
falsificabilità. La teoria scientifica può quindi essere applicata ai contenuti della
psicologia della personalità.
Karl Popper:
Le sue teorie non sono adeguabili alla psico della personalità ma ci offre cmq
strumenti ‘scientifici’ adeguati x ricerche. Nel 1959 sconfessò la teoria
psicoanalitica. Il suo scopo consiste nel trovare delle spiegazioni in grado di
migliorare le conoscenze acquisite, il requisito fondamentale affinchè una
spiegazione possa essere considerata soddisfacente è dato dal grado di
controllabilità delle leggi che la costituiscono. Popper respinge i principi
metafisici e considera la spiegazione scientifica come un processo suscettibile
di modificazione e miglioramento, egli determina una demarcazione tra le due
(metafisica e scienza). Il principio più importante x Popper è il criterio di
falsificabilità o confutazione: (la quale non ha nulla a che fare con la verifica
sperimentale) che determina una demarcazione tra teorie empiriche e non
empiriche. La falsificabiltà o confutazione mette in luce la teoria scientifica
poiché è applicabile solo alle teorie scientifiche che possiedono contenuti
empirici, ossia tangibili. Gli errori e i problemi in cui ci si imbatte sono necessari
all’indagine scientifica e alla confutazione della teoria, poiché ampliano la
conoscenza, eliminando le teorie più deboli e rendendone altre più forti perché
resistono a diverse confutazioni. Il criterio x scegliere tra diverse teorie la
migliore è: l’idea della verità: principio regolativo che permette di riconoscere
gli errori. Il confronto tra 2 teorie avviene nella maniera seguente: si preferisce
la teoria T2 che supera controlli maggiori rispetto alla T1 e anche se la T2 è
stata confutata ed entrambe sono false la T2 si preferisce perché ha superato
maggiori controlli rispetto alla T1, quindi contiene un minor numero di errori e
ha una maggiore aderenza ai fatti empirici. Una teoria confutata non è un
fallimento nell’attività dello scienziato ma permette il progresso dell’indagine
scientifica, difatti il successo empirico è la finalità ultima della scienza.
Qual è il successo di una teoria scientifica? X Popper una teoria non
• deve possedere una verità assoluta ma una variante empirica che deve
poter essere confutata attraverso gli esperimenti fino a giungere al
successo empirico che può durare anni fino a che nn verrà nuovamente
confutata.
Come si può utilizzare Popper? Le sue teorie non sono applicabili alla
• psico della personalità poiché sono inconfutabili e piene di variabili.
Popper sollecita un’osservazione circa la differenza tra Verifica Empirica=
controllo sperimentale di una teoria e dei suoi dati che possono
confermarla o disconfermarla, si cerca l’attendibilità di una teoria; e la
Confutazione/Falsificazione Empirica= il ricercatore cerca gli errori nella
teoria scientifica, è valida se piena di errori. Una teoria deve poter
incappare in un errore x poter arrivare ad essere più solida tanto da poter
essere nuovamente sottoposta alla confutazione : + errori, +
conoscenza. Si basa sempre sull’ elemento empirico. Sia la verifica che la
confutazione hanno in comune l’elemento empirico.
La confutazione secondo Popper?
• L’errore nella ricerca scientifica?
•
Thomas Kuhn: Le sue teorie sono applicabili alla psico della personalità.
Inoltre le sue teorie così come la sua impostazione epistemologica sono
completamente differenti dalle idee di Popper, come afferma nella sua opera
più importante ‘La struttura delle rivoluzioni scientifiche’.
Secondo Kuhn tutto ciò che è scientifico è empirico e la scienza è soggetta a
continui cambiamenti. Infatti egli fa riferimento al progresso scientifico non
come l’esito di un progresso lineare ma bensì come il frutto di un processo
rivoluzionario, che si verifica sempre dopo fasi di ricerca della scienza normale.
Il concetto fondamentale su cui si fonda Kuhn è il paradigma: conquista
scientifica universalmente riconosciuta, il quale può avere 2 diversi significati
interconnessi tra di loro: accezione estesa: si definisce un modello con problemi
e relative soluzioni accettate dai ricercatori, si fa riferimento a ciò che
accomuna tra di l
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Introduzione alla psicologia generale
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