Introduzione
Come si caratterizza l’esperienza emozionale rispetto ad un vissuto non emozionale? Qual è la definizione delle emozioni?
Tutti facciamo esperienza quotidiana su di noi, vediamo le emozioni nelle persone che ci stanno vicino, andiamo alla ricerca di situazioni emozionali guardando film, leggendo libri quindi tutti noi abbiamo una nostra idea che fa parte di quello che è il segno delle emozioni, come per molti altri fenomeni della psicologia non è sufficiente l'introspezione o l'esperienza personale per poter capire i meccanismi di base che sottostanno alla vita emozionale e quindi cercheremo di capire come viene circoscritto questo fenomeno in una realtà di laboratorio.
Questo ci porta chiaramente a dover a trovare un compromesso tra quella che è validità validità la interna della ricerca nello studiare un fenomeno e la esterna ed ecologica che nell'ambito delle emozioni perché è un compromesso necessario in laboratorio per motivi diciamo così etici prima di tutto e anche metodologici non è possibile indurre eticamente delle emozioni particolarmente intense, molto diverso dalla concezione di emozioni che abbiamo noi, e questo quindi pone dei limiti su quelli che sono i fenomeni che possiamo studiare, la ricerca sul campo allo stesso tempo intensità invece ci permette di osservare dei fenomeni molto più complessi, molto più spontanei e di maggiore.
Dall'altra lo svantaggio quello di non poter controllare tutti i fattori che intervengono nel costituire l'esperienza emozionale e quindi il compromesso sta nella cercare di riprodurre in un contesto sperimentale delle situazioni emozionali in parti controllabili potendo quindi isolare tutta una serie di fattori che intervengono ma allo stesso tempo di non costruire delle situazioni troppo artificiose, troppo lontane dalla realtà che viviamo tutti i giorni.
In laboratorio, che cosa si può studiare dal punto di vista emozionale?
Metodi di induzione delle emozioni
Cercheremo di vedere come è stato raggiunto questo compromesso nella ricerca psicologica, il primo approfondimento che troverete in una video lezione è dedicato proprio ai metodi di induzione delle emozioni, passerò in rassegna quelle che sono le tecniche che nei diversi laboratori di ricerca sono state utilizzate per provare a ricreare delle situazioni emozionali cercando anche di analizzare i pro e i contro delle diverse tecniche, mettendole a confronto e valorizzando quello che è il peso diciamo della validità interna rispetto alla validità esterna, quanto questi metodi sono effettivamente metodi che permettono di indurre delle emozioni che possono essere in qualche modo misurate e controllate, ma lo stesso tempo siano comunque verosimili, quindi generalizzabili alle esperienze esterne, quando studierete questa videolezione vi invito non solo a imparare l'elenco delle tecniche e quindi ad apprendere solo l'aspetto così puramente pratico, ma anche a ragionare su questi aspetti metodologici, serve comunque ragionare su quelli che possono essere i limiti di un metodo di studio, un metodo di osservazione e questo aspetto non riguarda solo la ricerca scientifica riguarda anche la realtà clinica in cui comunque si mette in atto un metodo di osservazione di un fenomeno, riflettere su quelli che possono essere limiti di un metodo e delle misure che si utilizzano in un metodo, è un momento formativo a prescindere da quelli che sono gli interessi nell'ambito della psicologia di ciascuno di noi fa parte della formazione dello psicologo.
Le emozioni e gli altri costrutti dell’affettività
Le emozioni, e gli altri costrutti dell’affettività, tono dell’umore, affettività di tratto, etc:
- Reattività emozionale e stress, videolezione.
Cercheremo di capire come il fenomeno emozioni si colloca all'interno della nostra vita affettiva, rispetto ad altri costrutti.
Le emozioni non sono tutto ma sono fenomeni che presentano determinate caratteristiche, che a loro volta si distinguono da altri fenomeni affettivi come il tono dell’umore, l’affettività di tratto, che hanno connotazione “affettiva” ma non rientrano nella definizione delle emozioni.
Possiamo sempre in qualche modo sentirci più o meno bene ma possiamo dare una connotazione di piacevolezza spiacevolezza al nostro stato in qualsiasi momento è di fatto raro sentirsi in uno stato neutro, ci sentiamo in uno stato di apatia, in realtà sentiamo un qualcosa di spiacevole uno stato di noia che comunque non tende nel versante negativo.
In ogni momento siamo caratterizzati da un tono, positiva o negativa di varia intensità, cercheremo di capire all'interno della nostra vita affettiva la parola emozione a cosa fa riferimento, quali sono i parametri attraverso i quali possiamo parlare di emozioni rispetto ad altri fenomeni affettivi come il tono dell'umore, l’affettività positiva e negativa, quindi faremo un cenno per riuscire a collocare le emozioni in una dimensione molto più ampia che riguarda la nostra vita affettiva.
Facendo questa rappresentazione dei diversi stati affettivi introdurremo anche il concetto di stress che è fondamentalmente uno stato psicofisico di elevata intensità emozionale e in particolare, rispetto allo stress dedicheremo una lezione; trova numerosi punti in comune appunto con l’attivazione emozionale poiché si sviluppano stati/vissuti soggettivi connotati in modo negativo e che quindi hanno una valenza emozionale, c’è una condivisione anche degli apparati fisiologici tra stress e vissuti emozionali.
Motivazione ed emozioni
Motivazione ed emozioni, videolezione:
- Dal latino “movere”: processi interni che spiegano l’energia e la direzione del comportamento osservabile.
- In particolare, per quanto riguarda motivazione ed emozioni, videolezione, facciamo riferimento a qualche cosa che fa da interfaccia tra organismo e ambiente, sorta di processo interno, e da cui dipende l’innesco/l’avvio/inizio, l’intensità, la durata e la cessazione di una condotta = spinta motivazionale. Studiare la motivazione vuol dire individuare quali sono i fattori che avviano e direzionano un comportamento: che cosa motiva una condotta? Come facciamo a motivare una condotta? Quali sono i fattori che motivano un certo comportamento? La psicologia si dedica a questi quesiti per comprendere le motivazioni alla base di certi comportamenti e per individuare quali potrebbero essere le spinte motivazionali più all’attivazione di certi comportamenti.
- Teoria degli impulsi/bisogni: pulsione x abitudine -> aspettativa x valore.
Dopodiché cercheremo di delineare la relazione tra motivazione ed emozioni, nei manuali di psicologia generale ci sono capitoli dedicati alle motivazioni e capitoli dedicati alle emozioni che tendono a presentarli distinti; ha senso perché sono comunque approcci che nell'ambito della psicologia hanno mantenuto strade in parte parallele però noi cercheremo di vedere qual è la radice comune tra questi due stati interni dalla loro derivazione latina “movere” condividono una parte importante nella parola muovere che riflette fondamentalmente il concetto legato all'energia che porta al movimento; è una spinta/un movimento che parte da processi interni.
Rappresentano entrambi le motivazioni così come le emozioni degli stati interni che spiegano l'avvio di un movimento, ne spiegano l'energia con cui una certa condotta viene messa in atto così come la direzione del comportamento osservabile; hanno entrambi una componente di azione che attiva l’organismo con una certa intensità e in una certa direzione.
Volevo giusto ripassare insieme alcuni concetti che poi troverete nella video lezione sulla relazione tra motivazione ed emozioni giusto per così iniziare a scaldarci su alcuni argomenti.
Studiare le motivazioni vuol dire individuare quelli che sono i fattori che avviano e direzionano un comportamento, non è solo mettersi in moto, quindi passare da uno stato ad un altro, ma è anche la direzione che prende il nostro comportamento, ci avviciniamo o ci allontaniamo da una determinata situazione, quindi lo studio delle motivazioni va alla ricerca di quelli che sono i fattori che motivano una determinata condotta e allo stesso tempo individuano quelli che sono i processi con i quali è possibile motivare un certo tipo di comportamento che spontaneamente non verrebbe messo in atto.
È interessante fare questo excursus di come gli psicologi hanno riflettuto sul tema delle motivazioni nel corso degli ultimi direi 150 anni inizialmente si dava molto valore a quelli che sono gli aspetti innati del comportamento motivazionale, quindi le motivazioni come fondamentalmente delle tendenze a mettere in atto dei comportamenti che vanno a esaudire certi bisogni certi impulsi interni, per le teorie psicanalitiche, per ripristinare uno stato di equilibrio, nel momento in cui si verificava una mancanza di bisogno organico, quindi si interpretava il comportamento motivazionale come l'espressione di un bisogno, un bisogno intrinseco all'organismo nel momento in cui l'organismo si trova in uno stato diciamo di mancanza, di disagio, si viene a perdere una forma di equilibrio.
Nelle abitudini di vita queste pulsioni riescono a sfogarsi, ad emergere. Emerge questa spinta motivazionale, sono forze innate, che porta l'organismo ad andare alla ricerca di un oggetto, di una situazione in grado di soddisfare un determinato bisogno, il mio organismo ha fame, metto in atto un comportamento che va a tamponare questa mancanza, questo squilibrio organico.
Ovviamente queste teorie degli impulsi e dei bisogni partono da modelli costruiti diciamo sul comportamento animale. Negli anni ci si è concentrati sulle conseguenze di un certo comportamento che offre dei risultati che a loro volta innescano un vissuto piacevole o spiacevole a seconda che il bisogno sia stato soddisfatto o meno.
La soddisfazione o la manca di essa evoca un vissuto emozionale quindi necessariamente alle spinte motivazionali si associano le emozioni esperite cui si associa il comportamento.
Nella vita, ancora prima che il comportamento sia messo in atto, tendiamo a crearci delle aspettative quindi a prevedere quello che potrebbe essere l’esito del comportamento; si anticipa una sorta di vissuto emozionale quindi l’aspettativa che si attiva interagisce con quello che è il valore e che offre una connotazione in termini di valenza. -> offre un collegamento tra le spinte motivazionali e le emozioni.
- Le emozioni sono la principale fonte di motivazione: le persone cercano oggetti o attività che li fanno sentire bene ed evitano situazioni che li fanno sentire male, principio del piacere freudiano. Questo è l’assunto motivazionale di base delle teorie in tutte le aree della psicologia, tra cui le teorie delle emozioni, dell’apprendimento e del processo decisionale.
- Poiché le emozioni sono transitorie ed hanno carattere di urgenza, hanno tipicamente la precedenza sulle motivazioni. Le emozioni spiacevoli, come l’ansia o la tristezza, potrebbero comportare la perdita di libido o desiderio sessuale, l’appetito e la motivazione sociale. Al contrario, le emozioni piacevoli come la gioia possono accrescere queste motivazioni.
Le teorizzazioni proprie dell'approccio freudiano vedono il comportamento motivazionale come l'espressione dell'interazione tra questi bisogni, questi impulsi o queste pulsioni e l'abitudine è fondamentalmente ciò che noi apprendiamo durante la nostra vita, che da direzione a un certo tipo di comportamento, quindi parte un impulso, poi il modo in cui questo impulso viene soddisfatto, la direzione che prende il comportamento è un qualcosa invece di acquisito, di appreso mentre l'impulso è unicamente un fattore innato, una spinta innata, il modo in cui l'impulso viene soddisfatto trova spazio in quelle che sono le nostre esperienze di vita, questo quindi è il significato di questa interazione pulsione per abitudine.
Da questo approccio ci si sposta gradualmente a dare peso non solo alle spinte motivazionali dettate degli stati interni resistenti innati ma al valore, all'incentivo che si associa ad un comportamento, un comportamento ha un certo esito, questo esito avrà una valenza a seconda di come un certo comportamento risulterà perché a questo si associa un vissuto emozionale, quindi la spinta motivazionale verso un obiettivo al quale viene attribuito un certo valore porta anche a una forma di anticipazione di quella che è l'emozione che la persona potrebbe vivere una volta raggiunto l'obiettivo, quindi non è più una spinta che viene scatenata solo da uno stato di squilibrio interno ma da una rappresentazione dello scopo dell'obiettivo e della valenza emozionale di questo obiettivo, quindi per valore si intende un valore emozionale, una valenza.
L'aspettativa tiene conto della probabilità con cui un certo tipo di scopo potrà essere raggiunto perché una persona può avere un’aspettativa di un certo tipo e vivere un'emozione di successo, di fallimento rispetto a un certo comportamento che quindi ne definisce la spinta motivazionale però la valenza poi viene temperata da quella che è l'aspettativa che la persona ha di avere le competenze, la probabilità legata anche a fattori contestuali di raggiungere un certo tipo di esito quindi entrambe le cose interagiscono con le aspettative che la persona si costruisce sulla probabilità di ottenere un certo esito positivo o negativo, il valore, la valenza che viene ad un certo obiettivo. -> le emozioni diventano la principale fonte di motivazione.
Trovo questo excursus interessante perché vedrete anche voi riprende molti concetti che avete studiato nelle altre discipline delle scienze psicologiche però qui cerchiamo di puntare l'attenzione sul ruolo del valore emozionale delle situazioni, è interessante perché si introduce il concetto di emozione anticipata che è un qualcosa di importante nel guidare il nostro comportamento non è solo l'emozione che noi viviamo come esito di una certa esperienza, ma viviamo emozioni anche aspettando un qualcosa o pensando di ottenere qualcosa e questa forma di emozione che non è la stessa che viviamo quando viviamo effettivamente un'esperienza però è certamente un tipo di esperienza emozionale che gran parte dei nostri comportamenti sia in termini di intensità di energia, della condotta sia in termini di direzione, quale direzione prendiamo nel comportarci, apprende significato l'affermazione, la relazione, sempre più stretta tra motivazioni ed emozioni e in quest'ottica perché le emozioni possono essere considerate la principale fonte di motivazioni, questo riflette il principio freudiano del piacere, dove fondamentalmente le persone cosa fanno manualmente, cercano oggetti o attività, situazioni che li fanno sentire bene e cercano invece di evitare situazioni che possono essere associate a delle emozioni negative, l'assunto motivazionale di base delle teorie in tutte le aree della psicologia, tra le teorie delle emozioni, ritroviamo questo concetto nell'apprendimento e nei processi decisionali, è un concetto alla base di molte discipline psicologiche, è chiaro che le emozioni cioè sono fenomeni transitori e per questo hanno anche un carattere d'urgenza, sono delle esperienze circoscritte nel tempo e nel momento in cui si attivano, hanno la priorità su altri fenomeni in corso, hanno la priorità anche sui processi cognitivi, vanno quindi a guidare la nostra attenzione, i nostri processi percettivi, i processi di consolidamento mnestico eccetera, questo fa sì che le emozioni in qualche modo abbiano la precedenza sulle motivazioni.
-> Le emozioni sono vissuti intensi e transitori che hanno una durata limitata nel tempo ma quando ci sono hanno carattere d’urgenza ovvero mettono l’organismo sotto pressione; il carattere di urgenza delle emozioni modifica le spinte motivazionali.
Questo significa che ad esempio quando ci arriva l'emozione negativa, ansia, tristezza, ecco questo stato può andare ad interagire con le nostre motivazioni di base, andando ad esempio a perdere a far perdere spinte emozionali positive come la libido, il desiderio sessuale, l'appetito, la motivazione a socializzare e stare insieme alle persone.
Le motivazioni sono guidate dall'aspettativa emozionale, quello che può essere l'esito di un comportamento, l'anticipazione di un’emozione. Allo stesso tempo la relazione può anche invertirsi nel senso che un certo vissuto emozionale, come la gioia, può a sua volta andare a interferire con le motivazioni, viviamo emozioni molto positive, queste possono accrescere certe spinte motivazionali quindi avviare più favorevolmente certi comportamenti, obiettivi motivazionali differenti.
Ecco questo ci porta a concretizzare questa relazione tra motivazioni ed emozioni anche a livello di circuiti neurali, di organizzazione del sistema nervoso nel guidare il comportamento motivazionale e il comportamento emozionale, passeremo in rassegna quelli che sono i modelli definiti da alcuni studiosi che hanno studiato in primis il comportamento motivazionale nell'animale e poi da lì sono passati a utilizzare certi ragionamenti, certi schemi di ragionamento, per studiare il comportamento motivazionale nell'uomo e da lì vedremo come le emozioni sono associate all'attivazione di determinati circuiti nazionali. -> le spinte motivazionali possono essere alimentate dall’aspettativa dell’esperire un certo vissuto emozionale e viceversa, le emozioni, quando sono presenti possono andare a modificare e modulare le spinte motivazionali.
Sistemi motivazionali
Ho pensato di introdurvi questi concetti, di sistemi motivazionali, circuiti motivazionali, è importante che li capiate nell'ottica della relazione tra motivazioni ed emozioni, altrimenti rimane un po' la curiosità di capire che relazione effettivamente ci sia, perché stiamo parlando di emozioni, perché un corso di emozioni parla di sistemi motivazionali, l'interpretazione più condivisa di quella che è la funzione delle emozioni è che le emozioni si siano sviluppate
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