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INTRODUZIONE

martedì 8 ottobre 2019 12:34

Premesse

Come conosciamo ciò che crediamo di conoscere? È la domanda da tenere di sfondo.

- Come vengono generate le teorie? Qual è il fondamento del nostro sapere? Non

possiamo accettare posizionamenti assiomatici ma dobbiamo discriminare tra

asserzioni conoscitive e conoscenze scientifiche. Dobbiamo capire qual è la procedura

che fonda una teoria (non si può tollerare che gli psicologi non abbiano letto ciò che

vanno affermando).

"Dubbio non è la paralisi, è saper riflettere su ciò che si sa in funzione a ciò che

dobbiamo fare", uno psicologo senza dubbi è pericoloso.

La scienza è l'esercizio di portare le domande là dove sembra non debbano starci.

- Se c'è la psicologia c'è qualcosa di noi che non è esaurito dalla biologia di partenza.

- La conoscenza che permette di agire vale più di una conoscenza che permette di

- capire.

"La psicologia non ha verità, nessuna scienza ha verità", la psicologia ha delle conoscenze e

dentro la psicologia ci sono più voci. Lo psicologo deve stare sul piano del confronto con le

altre voci, sul piano della verifica.

Ogni psicologo è il frutto del proprio tempo storico, alcune teorie sono state modificate

perché abbiamo superato alcuni retaggi passati.

Aggressività: ruolo causale dell'aggressività nella spiegazione della condotta violenta. C'è la

credenza popolare che dentro di noi ci sia qualcosa (fattore causale) che ci fa fare

qualcos'altro. Dobbiamo capire che cos'è questo prima.

Prevenzione: "giungere prima che il negativo si presenti" (ex. campagna di prevenzione

dell'influenza tramite vaccini). È un concetto medico, non psicologico (lo spostamento di

termini dalla medicina alla psicologia è problematico). In psicologia non c'è una

corrispondenza causa-effetto tra sofferenza patita e conseguenze, la psicologia lavora su

processi non su nessi causali (psicologia non ha leggi dalla seconda metà del '900).

Ex. Evento traumatico non necessariamente diventerà un trauma.

Violenza: concetto che si è evoluto nel tempo; nel nostro paese non è possibile picchiare un

bambino, è violenza (una volta non era così). Il concetto di violenza non può non essere

legato alla legge, la psicologia non può essere autoreferenziale, è in comunicazione con altre

realtà (ex. Codice deontologico,…).

Viviamo in una società che ha fortemente sanzionato l'uso della forza fisica, una società

non violenta; il che non vuol dire che non ci sia violenza nella società. Oggi la violenza

sanguinaria paga poco, c'è più violenza sottile. La violenza è fortemente legata al potere.

• Coercizione violenza: la violenza è la violazione di un patto sociale di convivenza

dove la forza non è equamente distribuita.

Animalità dell'uomo

La psicologia scientifica nasce dalla fisiologia, dall'evoluzionismo e dal positivismo.

"Odissea nello spazio": trasmette l'idea che la tecnica si sia sviluppata a partire da un'arma,

Psicologia della violenza Pagina 1

"Odissea nello spazio": trasmette l'idea che la tecnica si sia sviluppata a partire da un'arma,

propone un'origine violenta dell'essere umano - tema dell'animalità. Il nostro immaginario è

stato sempre colonizzato da un'idea dell'animalità dell'uomo.

Costruzione culturale dell'idea di aggressività: è come se l'essere umano fosse in balia di

qualche cosa, filogeneticamente ereditata, che lo spinge ad essere violento. Ex. "branco" è

un termine legato al mondo animale che si usa per descrivere alcune condotte violente.

Dalla storia delle idee (filosofia classica, greca, cristianesimo, filosofia moderna) al

fondamento scientifico: abbiamo ereditato un modo di pensare l'interiorità umana come

“avida e litigiosa”, l’essere umano come “vittima” della lotta tra elementi opposti. Troviamo

pertanto una serie di antitesi tra “natura” e “cultura”, “istinto” e “apprendimento”, “geni” e

“ambiente”. Nell'800 si pensava che l'animalità fosse il nucleo biologico/animale

dell'uomo che veniva frenata dalla società; nella folla questi freni venivano slegati e si

lasciava spazio all'animalità.

“La nostra origine è la causa delle nostre cattive passioni. Il diavolo, sotto forma di

babbuino, è nostro nonno!” Charles Darwin

“Gli uomini hanno ereditato dai loro antenati una serie di istinti moralmente spregevoli e

deficienze intellettuali.” Francis Galton

Era la stagione nella quale le scienze venivano interpellate per portare avanti politiche

sociali, per migliorare la società, bisognava eliminare la bestialità che c'era dentro di noi.

Anche la psicologia in quel periodo è arruolata in questo tipo d'impresa. Le concezioni

scientifiche predominanti si attuavano in pratiche coerenti: gli ingegneri genetici con

l’eugenetica tentavano di combattere le tare ereditarie (fuori dal controllo dell’individuo),

identificate con tecniche psicometriche.

1. LOMBROSO e L'uomo delinquente

Idea che l'ontogenesi ricapitolasse la filogenesi: ci sarà quindi qualcuno più avanzato e

qualcuno più arretrato, perché non avevano raggiunto un certo livello di sviluppo. Tesi

completamente sbagliata che ha sostenuto anche il colonialismo europeo.

Antropomorfizzazione (in negativo) degli animali nella scienza: Lombroso fa un'operazione

pericolosa/scientificamente sbagliata, proietta nel mondo animale la violenza umana e poi

riconduce la violenza osservata nell'animale, nell'essere umano. L'animale non sa di essere

egoista, siamo noi che proiettiamo queste qualità (emozioni umane negative) sul

comportamento animale; nell'affermazione "l'animalità è violenta", la violenza è una nostra

categoria applicata in un giudizio su un comportamento degli animali. Fa agire gli animali in

funzione di categorie culturali umane (egoista, avido, violento,…), inscrive poi questo tipo di

violenza all'interno del mondo umano. Vengono proiettate nell'animale anche le categorie

dell'amico e del nemico.

Lombroso non nega che ci siano crimini prodotti dal contesto.

L'antropologia criminale ebbe una grande diffusione poiché sosteneva un'idea già diffusa;

l'animale selvatico diventa importante, ed ebbe successo, perché ricordava all'essere

umano cos'è stato e cosa potrebbe tornare ad essere senza la società - l'animale selvatico

(immagine della "scimmia cattiva") assume una grande valenza simbolica. L'idea che ci sia

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(immagine della "scimmia cattiva") assume una grande valenza simbolica. L'idea che ci sia

una qualche forma di sragione legata all'animalità all'interno dell'uomo dà legittimazione ad

intervenire per impedire che emerga (grande internamento,…). Dà spinta alla

normalizzazione rispetto a dei criteri ritenuti "scientifici".

Atavismo scimmiesco dei criminali: i criminali sarebbero persone in cui ricompaiono

- tratti scimmieschi dei nostri antenati che li portano a commettere atti di violenza.

Atavismo In biologia, comparsa in un individuo di inaspettate caratteristiche non

possedute né dai genitori, né dagli immediati ascendenti; interpretata in

passato da alcuni evoluzionisti come un ritorno a condizioni che esistevano in

lontanissimi antenati.

Critiche a Lombroso:

Vede solo il negativo del comportamento umano.

- La teoria che l'ontogenesi che ricapitoli la filogenesi non è sostenibile.

-

È il primo tentativo, fallito, di trovare qualcosa all'interno della soggettività come causa degli

atti aggressivi.

2. EVOLUZIONISMO

Per anni si è attuata un'antropomorfizzazione dell'animale, gli evoluzionisti invece ribaltano

la prospettiva attuando una zoomorfizzazione dell'essere umano: prospettiva dell'animale

proiettata sull'essere umano, gli esseri umani sono interpretati dalla visuale della vita

animale.

2 posizioni:

1. L'essere umano si è evoluto come cacciatore: si è specializzato come sapiens

uccidendo. L'unica differenza tra animali ed esseri umani sono le armi di distruzioni di

massa.

Territorialità: idea che l'aggressività sia al servizio della territorialità, che ci sia una

spinta innata negli animali a difendere e possedere un'area, è un istinto che va

soddisfatto; poiché questo è un comportamento adattivo per molte specie animali, lo

sarà anche per l’essere umano.

Secondo alcuni il sovraffollamento sarà un problema, visto l’aumento demografico del

pianeta, tra gli esseri umani si scatenerà un’aggressività devastante.

Istinto Qualche cosa che ci è dato, preformato, e che va soddisfatto e che mi

muove. È un meccanismo, ha un qualcosa di meccanico (Vedi

definizione classica di istinto da parte dell'etologia e della Treccani).

Definizione E’ un meccanismo nervoso sensibile a determinati impulsi

classica preparatori, scatenanti e orientanti, di origine interna come pure

dell’etologia esterna, e che risponde a tali impulsi con movimenti coordinati che

(Tinbergen) contribuiscono alla conservazione dell’individuo e della specie.

Ma l'essere umano è una macchina? Può il linguaggio della meccanica fungere da

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Ma l'essere umano è una macchina? Può il linguaggio della meccanica fungere da

metafora per l'essere umano? Se veramente avessimo quest'istinto, esso dovrebbe

mettersi in moto ogni volta che veniamo minacciati.

La storia ci dice che le società primitive sono le meno territoriali di tutta la storia, è una

contraddizione poiché se la società non regolamentava le interazioni, avremo dovuto

avere una forte spinta territoriale.

Attaccamento ad un territorio nasce con lo stato: spesso confondiamo il territorio con

ciò che è privato, ma la proprietà privata è arrivata col capitalismo, non esiste

naturalmente (l’attaccamento ad un territorio è un fenomeno recente, nasce con

l'invenzione dello Stato). Oggi riteniamo violenza ciò che va a violare la nostra privacy

e questa è una condizione nuova.

Sovraffollamento: l'aggressività aumenta in situazione di sovraffollamento. È

veramente vera come teoria? Ex. Sovraffollamento dei treni il venerdì sera.

Problematicità di queste teorie:

○ Alcune teorie non riescono a spiegare la nostra vita quotidiana.

○ Le moderne scienze animali non usano più il concetto di istinto. Anche gli stessi

animali mettono in crisi la meccanicità del loro comportamento.

○ Se riteniamo di avere un killer dentro di noi, abbiamo il problema del controllo

dell'essere umano.

○ La territorialità come istinto naturale che arma l’aggressività da difesa è un mito

2. Resti con traumi, schegge conficcate, sono la prova, secondo alcuni studiosi, che

l'essere umano era aggressivo fin dalle sue origini ("Ipotesi del cacciatore" --> idea che

l'arma ha fatto l'essere umano: usandole abbiamo acquisito abilità che altrimenti non

avremo sviluppato).

Bioarcheologia: una delle modalità per provare l'esistenza di questo killer è lo studio

dei resti umani, ricostruendo i modi di vivere di quelle persone. È pericolosa l'idea che

gli scheletri fornirebbero prove dirette e non interpretazioni (“Una punta di freccia di

selce conficcata in una colonna vertebrale non è un’interpretazione”). Ma questo è

sempre un processo inferenziale che ha le proprie problematicità.

Problema di segni e significati!

Se anche si raggiunge consenso sulla natura dei segni, resta aperto il problema del

significato di quei segni.

Ex. Un cranio ritrovato è chiaramente bucato per estrarre il cervello, quel cervello può

essere stato mangiato: questo gesto è violenza o devozione? Che significato veniva

attribuita all'azione? Il gesto, il segno, deve essere inserito in un frame che gli dà

significato. Allo stesso modo che ogni volta che prendo un pugno non reagisco allo

stesso modo. La mia reazione dipende più da come interpreto il mondo ed il gesto, che

dal gesto che ho ricevuto in sé.

C'è differenza tra comportamento e azione!

Comportamento: ciò che si fa (colpire con un pugno una persona) - livello descrittivo

del movimento motorio.

Azione: il significato di ciò che si fa (pugno sportivo, vendicativo, fortuito…)

Problematicità di queste teorie:

○ C'è il rischio di costruire la storia tramite asserzioni stereotipate. Dobbiamo fare i

conti con un lessico sedimentato che proviene da diversi ambiti e ci impedisce di

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conti con un lessico sedimentato che proviene da diversi ambiti e ci impedisce di

vedere le cose in un altro modo.

Ex. Attenzione ad una visione (sbagliata) omogenea della preistoria, con lo stesso

stereotipato copione (l’uomo fuori a cacciare, la donna accanto al fuoco,

eccetera)

○ Non c'è rapporto causa effetto nello psichismo, e per questo non ci sono leggi

psicologiche. Nemmeno la biologia usa più il concetto di causa; i rapporti causa

effetto non danno origine a comportamenti automatici.

○ Ipotesi del cacciatore è falsificata

3. LORENZ (padre dell'ETOLOGIA)

Crea un modello logico, basato fondamentalmente sull'osservazione. Parla molto di doti

innate, si muove dentro la dicotomia tra ciò che è innato e ciò che è appreso. Fattori interni,

innati/energetici e fattori esterni/ambientali in qualche modo interagiscono, proprietà

interne che si legano a comportamenti.

Sostiene che da sempre l'essere umano ha mostrato comportamenti aggressivi e che

l'aggressività sia al servizio della specie (è un istinto adattivo); sdogana l'aggressività dalle

concezioni teologiche di negatività e la inscrive nel naturale.

Modello psico-idraulico dell'aggressività: Nel nostro sistema nervoso avremmo delle energie

motivazionali, distinte per i diversi istinti dell'essere umano; ogni energia è come una

massa d'acqua che si accumula in un serbatoio. C'è un livello di energia biologica ed

istintuale (endogena) che aumenta all'interno dell'organismo, che si accumula e crea una

pressione verso l'esterno e va a premere su una valvola che regola questa pressione. La

valvola può essere aperta dalla pressione interna, da uno stimolo esterno/ambientale o da

una combinazione di questi due elementi; abbiamo depositi di energia che possono essere

attivati da uno stimolo esterno. Per essere rilasciata, l'energia ha bisogno di una condotta,

di un comportamento.

Per Lorenz l'aggressività è energia che monta all'interno di noi e che dev'essere

- rilasciata. Usa questa metafora per spiegare la dinamica tra istinto ed aggressività.

L'aggressività è intesa come un comportamento istintuale. Ad ogni istinto è legato un

qualche tipo di comportamento, l'istinto si rilascia attraverso comportamenti.

Secondo questo modello abbiamo bisogno di scaricare energia sistematicamente. Il

problema diventa come attrezzarsi a questo momento come società. Poiché quest'energia

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problema diventa come attrezzarsi a questo momento come società. Poiché quest'energia

spinge per diventare comportamento, gli stimoli esterni possono diventare insignificanti

(uccelli che mettono in atto comportamenti predatori in assenza della preda), "attività a

vuoto".

Idee di fondo, conseguenze e problematicità:

1. Per ogni istinto ci dovrebbero essere uno o più comportamenti specifici e stereotipati

che vengono eseguiti in risposta a uno o più stimoli scatenanti. Falso. La risposta

comportamentale dell’animale si dimostra molto fine e variabile in relazione

all’ambiente e ai suoi cambiamenti.

2. La probabilità che si verifichi un determinato comportamento istintivo dovrebbe

aumentare col tempo intercorso dalla sua ultima esecuzione. Falso. Nel regno animale

esistono riscontri irregolari (es. per i topi di laboratorio in isolamento aumenta

aggressività se poi messi in gruppo, per certi pesci invece diminuisce).

3. Ogni comportamento istintivo dovrebbe avere la proprietà di esaurirsi

temporaneamente a seguito di un’esecuzione ripetuta. Falso. Caso dell'attività

sessuale dei ratti: pareva esaurimento invece, quando al ratto (apparentemente

esausto) si presenta una nuova femmina ricettiva riprende l’attività sessuale. In questo

caso, cosa si è “esaurito”?

4. Non dovrebbe esserci alcuna retroazione (feedback) che parta dalle fasi iniziali del

comportamento istintivo e arrivi a produrre un aggiustamento o la cessazione delle

fasi successive. Falso. Per animali nel loro ambiente naturale non ha alcun senso una

risposta “tutto o niente”. Di fatto, questo vincolo è raro. Invece, appare comprovata

che il comportamento è influenzato dalle retroazioni. Il feedback è il fenomeno che

maggiormente mette in crisi il modello psico-idraulico.

Se accettiamo l'idea che l'energia prima o poi si manifesta, come ci comportiamo come

- società? L'idea che siamo portatori di distruttività promuove una serie di attività

psico-pedagogiche di tip

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AndreaGenu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della violenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zamperini Adriano.
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