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sabato 27 ottobre 2018 17:53

LE FORME DEL DISAGIO SOCIALE

Introduzione

Cambia la società -> cambiano forme del patire

Disagio: senso di poco agio di un essere umano in un contesto (logica contestuale), appartiene a tutti.

-> di qualcuno

-> di qualche epoca (in un certo contesto)

-fotografa morfologia del vivere oggi e delle richieste che arrivano in base alle nuove forme di disagio.

Disagio non viene trattato da una prospettiva clinica o psicopatologica, ma analizzato come si

presenta prima della pratica clinica.

Conoscenze che produciamo come psicologia hanno conseguenze.

Psicologo deve avere consapevolezza di come guarda il mondo non lavorare tramite categorie che

applica qua e la -> no "Normalizzazione della massa" ma "DIVERSIFICARE LA NORMA"

-dobbiamo portare le nostre teorie e pratiche al cospetto del mondo, non devono rimanere astratte.

-ragionare sulle esperienze e non spacciare le idee, guardare le esperienze della vita.

-in clinica: non proporre ciò che non è sostenibile (ciò che neanch'io farei)

1. Moderno:

FREUD: "Il disagio della (nella) società"

Suddivisione opere di Freud:

-Freud clinico

-metapsicologia -> fondamenti della sua psicologia.

-persona nella società (si inserisce in questa categoria).

Per adattarci alla società abbiamo messo da parte una parte di felicità (idea di disagio basata sulla

rinuncia) per il bisogno di sicurezza.

“Natura pulsionale” dell’essere umano: egli si civilizza per evitare di rimanere in balia dell’irrazionalità

tumultuosa delle sue pulsioni (affrancamento dalla condizione animale, "stato civile" VS "stato di

natura").

• La civiltà è insieme repressiva e rassicurante, la civiltà ha sempre un costo: legge limita desideri

e libertà individuali.

• L’essere umano civilizzato è “triste” ma “adattato”.

• Disgregare l’ordine civile comporta un costo molto più alto della necessaria repressione ->

nevrosi come compromesso.

Ragiona sul progetto che il Moderno (il suo tempo) ha sul singolo:

-rapporto gerarchico, di subordinazione e di conflitto tra il piano simbolico (l’ordine della civiltà) e il

piano pulsionale (il disordine della natura umana) -> istituzioni della civiltà si impongono sulla

natura, scissione orizzontale che separa l’alto dal basso.

• L’Io contro le spinte pulsionali

• Lo Stato contro le pressioni conflittuali

-primato della Legge (razionalità umana) come cerniera tra la dimensione psichica e la dimensione

sociale -> importanza del contesto: codici simbolici dipendono dal contesto (dal periodo storico).

Concetto di limite -> costitutivo della civiltà

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Concetto di limite -> costitutivo della civiltà

2. Postmoderno:

Modernità: omogeneità

Postmodernità: sovvertire ordine delle cose

Passaggio d'epoca: nel '900 sono avvenuti una serie di cambiamenti nella nostra società, "nei campi

di sterminio muore la ragione dell'illuminismo" -> idea di civiltà, idea di scienza al servizio dell'uomo.

-> dopo la II Guerra Mondiale medicina e psicologia vengono poste sotto processo

a. Tramonto delle grandi narrazioni: orizzonte non è più orizzonte entro cui si vive. Non siamo più

persuasi che ci sia un aldilà (abbiamo solo questa vita da giocarci al meglio), non siamo più

disposti a sacrificare la vita biologica per un'idea (non capiamo ad esempio logica del terrorista

islamico).

b. Avvento del capitalismo del consumo (usa e getta, non solo sulla merce ma anche sulle

categorie umane).

c. Avvento della società della comunicazione (istantaneità).

d. Affermazione dei diritti della differenza, le forme di vita non sono omologabili: ribellione dei

classificati, si oppongono a un sistema classificatorio, crisi delle differenze di genere, identità

non vuole più essere definita in base al genere; ognuno può dire la sua su tutto, nessuno porta

prove su ciò che va dicendo.

Manifestazione dei diritti della differenza ridisegnano l’assetto contemporaneo e mettono in

luce delle problematiche (maternità lesbica, problemi di genere…). Occuparci delle differenza

vuol dire preoccuparci anche delle preoccupazioni per le differenze.

e. Avvento del pluralismo -> Società sta diventando sempre più orizzontale, problema del

governare individuo in questa società (vogliamo credere di scegliere con la nostra testa) -> non

più accettate regole ed autorità ma nasce persuasione (autorità non può più manifestarsi

apertamente ma si nasconde, dominio al giorno d'oggi viene mascherato).

Ex. Medicina utilizza ancora logica paternalistica ("Io so cos'è giusto per te") -> rischio anche per

psicologia!!! Al giorno dopo viene data meno importanza alla parola del medico in quanto

professionista.

f. Società di individui -> valore del singolo:

L'Io della postmodernità ha più gradi di libertà:

• possibilità di scelta, ma non è facile scegliere

• capacità/possibilità di pensare a noi stessi in termini di possibilità (non possibile/scontato in una

società verticale dove tutto è preordinato/predeterminato)

• Crisi de concetto di limite, fondamentale nell'epoca moderna. Società senza padri: mancanza

dell'autorità (Bene/male?). Tema del paternalismo. Nostalgia del padre, tentativo della

tradizione di riproporsi come tale. Non c’è più ordine—> spaesamento (tema della relatività). Il

cambiamento non è ben voluto (anche i pazienti spesso non vogliono cambiare perché hanno un

Psicologia del disagio sociale Pagina 2

cambiamento non è ben voluto (anche i pazienti spesso non vogliono cambiare perché hanno un

equilibrio con la loro posizione). Tentativo di ripresentare un ordine. “No” che aiutano a

crescere, “no” messo in positivo.

-godimento senza fine (logica del capitalismo) -> spinta al godimento

-> mancanza di limite al godimento

• Importante realizzarsi, sperimentare, fare esperienze

Metafore abusate sulla società di oggi:

-BAUMAN: Società solida/società liquida

-> veicola messaggio che la prima sia caratterizzata da padri forti e benessere mentre la seconda

da una famiglia maternizzata e da malessere.

-> vuole ritornare al benessere e porre freno al disagio ponendo un limite al godimento

("accontentati"), nostalgia dell'autorità perduta, gioventù smarrita.

Attenzione ai messaggi nascosti -> L’imposizione di un preciso ordine psichico dovrebbe

ritornare a regolare il desiderio.

'68: momento di maggior visibilità di una crisi della società verticale-> impossibile invertire questo

processo, tradizione è morta e non può riproporsi, "siamo nati come individui e non torniamo

indietro", metafora del piano inclinato. Metafora del tramonto della tradizione, ma la luce illumina

ancora alcune parti; la notte non è ancora arrivata. Non c’è on/off, ma è un percorso progressivo.

Tramonto -> liberazione dell’io, soggettività liberata con l’affermarsi della psicologia.

• Psicologia per definizione tutela la soggettività

Dando spazio al desiderio si rompono i legami? NO!

-> Liberazione dal legame: disfarsi dell'altro, non possiamo uscire dal legame, l'altro non è mai fuori

dalla vita dell'uomo, impossibile.

-spesso l'autonomia viene spacciata come forma di dominio: disfarsi dell'altro, idea di poter

possedere senza essere posseduti -> problema della contemporaneità!!

“Lo schiavo è colui che non ha legami, che non ha un suo posto, che si può utilizzare dappertutto e in

diversi modi. L’uomo libero invece è colui che ha molti legami e molti obblighi verso gli altri, verso la

città e verso il luogo in cui vive” (Benasayag)

• Una persona libera non è disponibile perché ha dei legami, lo schiavo non è libero perché non ha

legami.

“La libertà individuale non esiste: esistono soltanto atti di liberazione che ci connettono agli altri”

(Benasayag)

• psiche ha carattere politico: nessuno di noi può costruire la propria identità senza misurarsi col

riconoscimento altrui, non esiste identità individuale senza l'altro.

• ambivalenza costitutiva e fondativa dell'essere umano: andiamo verso 'altro ma vogliamo

essere indipendenti dall'altro, desideriamo l'altro e desideriamo di avere un nostro desiderio.

-> Liberazione del legame: nuovo legame libero da vincoli superati. Ridefinizione dei modi di stare

insieme (tema dell’emancipazione femminile, conseguenze sulla coppia, caduta della supremazia

maschile). Difficoltà nei rapporti di coppia: prima norma esterna, il legame era indissolubile, il

maschio godeva dei suoi privilegi.

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maschio godeva dei suoi privilegi.

FROMM

La tristezza non è il nostro destino, non siamo destinati ad accontentarci. Nuova lettura dei disagi

evidenziando come l’assetto societario contemporaneo fosse poco consono per lo sviluppo armonico

della personalità, società di oggi ostacola la libertà (che è positiva per la crescita dell'Io). La società,

se analizzata, può liberare la soggettività e pensarla in modo armonico. Difende molto la soggettività.

È più ottimista degli altri. Il disagio non è inevitabile, ma è solo la conseguenza di un assetto

sbagliato. Obiettivo—>riuscire ad affrancare l’essere umano dai vincoli permettendo lo sviluppo.

Critica alla società come elemento che penalizza l’individuo—>intervenire sugli assetti societari

affinché la soggettività possa avere uno sviluppo adeguato. Individuo contemporaneo affrancato

dalle tradizioni, ma la libertà può essere minacciosa, può essere un peso, essere autonomi può essere

angoscioso. Ambivalenze tra essere legati ed essere slegati. Componente di disagio nell’essere liberi.

Prima il disagio era perché eri represso, qui il disagio è indotto dall’essere liberi. Fare i conti con la

propria individualità non è così scontato, se non si hanno le risorse adeguate si può sperimentare il

disagio. “Fuga dalla libertà” -> l’individuo si spaventa e cerca qualcuno o qualcosa a cui legarsi. Una

libertà può spaventare l’essere umano.

Meccanismi di fuga:

-Autoritarismo -> rinunciare a se stessi fondendosi con un’autorità potente, confondersi con una

grande autorità (demodé).

-Distruttività -> per fuggire all'impotenza si arriva a distruggere il mondo, gli altri e se stesso

(penalizzata).

-Conformismo -> forma più diffusa nella contemporaneità perché ti conformi acriticamente

all’esistenza fuggendo dalla solitudine e dall'isolamento.

L’autonomia spaventa perché spinge a fare i conti con il proprio progetto esistenziale. Più tolgo dei

vincoli, più disagio (esempio del disagio alla fine degli studi, disagio rispetto alle scelte).

BETTELHEIM

Un campo di concentramento è analogo ad una società massificata, sistema oppressivo che non

permette di sviluppare la soggettività -> L’individualità è aggredita dalla società di massa.

FRANKL (“Uno psicologo nei lager”)

Società che schiaccia l’individuo, aggredisce la capacità dei singoli di significare il mondo:

massificazione, spersonalizzazione -> necessario aiutare la soggettività (logoterapia: un ambulatorio

per aiutare le persone a creare i significati della propria esistenza).

Figure del Postmoderno

VITTIMA

Prende il posto della figura dell’oppresso (es. i nevrotici freudiani, schiacciati da un sistema che inibiva

la componente emozionale). Si parla sempre più di vittima e meno di oppresso -> individualizzazione

del trattamento.

La vittima è una figura classica della psicologia.

1800 -> Spostamento della questione dal "povero matto" alla questione di disagio. Malattia mentale

questione sociale e non più personale. Idea che le forme di disagio contemporaneo abbiano bisogno

di vittime.

Essere vittima può essere usato in modo manipolatorio -> Nel momento in cui sono riconosciuto

come vittima assume potere in un certo contesto. La vittima è colei che auto-identificandosi come

tale permette di far muovere attorno a se un certo tipo di sistema. Figura importante che soffrendo fa

muovere il mondo, fa muovere tutta una dinamica relazionale.

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muovere il mondo, fa muovere tutta una dinamica relazionale.

Caratteristiche:

-Si fonda su un evento: viene "messa al mondo" come vittima. La mia infelicità attuale è letta e

spiegata attraverso il lavoro clinico andando a trovare tracce del passato che hanno segnato per

sempre la mia vita (vittima ha già pagato un prezzo), elemento esplicativo della mia situazione

attuale. Ha molto appeal nel senso comune. È una ricostruzione, non è un accesso al passato.

Memoria è l'uso nel presente di ciò che è accaduto nel passato -> comporta scegliere da che parte

stare.

Vita diventa storytelling: il passato è chiamato dal presente. I ricordi non sono inventati, ma

comunque filtrati dal presente, storia viene letta tramite prisma del vittimismo. Il passato è sempre

costruito dal presente, do significato alle esperienze: possibilità di dare senso alla mia condizione di

fallimento.

• Verità storica: separazione dei genitori quando avevo 5 anni.

• Verità narrativa: quella che costruisci a livello dialogico, non corrisponde a quella storica, si

presta a forme manipolatorie.

-Per essere vittima devi esserlo di eventi non controllabili perché la società premia chi subisce

qualcosa di incontrollabile. (ex. HIV, c’era l’idea che te la sei cercata, corresponsabile della

situazione—>aumento dello stigma, il biasimo a livello sociale). Sei meritevole o meno di avere delle

attenzioni?

-Trasforma la sua voce da privata a collettiva, questioni private diventano pubbliche. Tutte le azioni

di tutela, di prevenzione, passano attraverso voci private che si fanno testimoni di un problema

sociale.

Ex.1 Caso Cucchi, la sorella dice che è una questione pubblica -> opinioni, movimenti, interessi, corsi

di formazione per le forze dell’ordine.

Ex.2 Viso sfregiato dall’acido, figura utilizzata per parlare di questo fenomeno -> utilizzo della vittima

per dar voce a problematiche. Nella società individualizzata non passa la massa, ma la storia

individuale che smuove le emozioni degli altri.

-Superiorità morale della vittima -> si cercano delle diagnosi che confermino la propria condizione di

vittima.

Ex. PTSD è spesso una diagnosi ricercata, viene indossata come abito identitario -> superiorità morale

rispetto a quello che è accaduto. Gli abiti sociali spesso sono ritagliati dalle conoscenze sanitarie e

psicologiche. Spesso utilizziamo categorie psichiatriche per conoscere il mondo.

Ex. Nei centri per i dipendenti da sostanze, esiste il taboo del piacere della droga, la droga è usata da

vittime, che hanno patito carenze genitoriali, vittime che hanno incontrato difficoltà di percorso nella

loro esistenza. Loro non ti dicono che la droga è buona, ti raccontano la loro storia drammatica

perché questo è lo stereotipo e questo è ciò che li rende vittime, e quindi degni di essere ascoltati. In

realtà non è mai stato dimostrato scientificamente che per essere un drogato devi avere un passato

problematico.

NARCISO

Vita al giorno d'oggi viene documentata

-> come modo per certificare che esistiamo

-> dà visibilità: "che senso ha una vita che non viene vista?"

-colui che si glorifica di sé -> problemi con la classificazione del DSM & C.: connotazione storica

basata sul concetto di normalità.

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-narcisismo non è egoismo ma la "Tragedia dell'io": contemporaneità ti spinge a chiederti "chi sono?",

con liberazione del self non ci sono più categorie in cui conformarti -> conoscersi diventa un fine in sé.

L’emancipazione da vincoli istituzionali non arreca autonomia bensì insicurezza -> superabile solo

vedendo il proprio sé riflesso nelle attenzioni altrui -> ansia per il proprio Io: fa oscillare tra un sé

fragile e un sé grandioso (vuoto vs onnipotenza).

-tutti siamo narcisisti, tutti ci guardiamo con gli occhi degli altri (ex. ci facciamo belli per piacere agli

altri) -> dà importanza/enfatizza il riconoscimento altrui. Abbiamo bisogno come uomini di essere

riconosciuti -> riconoscimento può essere ricercato tramite like o followers.

-Narcisista come "Io minimo" o "io della sopravvivenza" (C. Lasch): vita quotidiana viene modellata da

strategie di sopravvivenza, narciso sa che gloria può passare in un attimo -> alla continua ricerca di

approvazione, non può fermarsi mai e deve sempre andare avanti.

-> La caduta delle istituzioni tradizionali spinge all'autogestione esistenziale: "Qual è il senso?"

significato non viene più dato ma dev'essere ricercato. Assenza del mondo degli adulti -> non riescono

più a trasmettere ai figli un senso della vita.

Fatica ad essere sé stessi

“La contrapposizione tra il permesso e il vietato tramonta

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AndreaGenu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del disagio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zamperini Adriano.
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