Psicologia della salute del bambino – Prof.ssa Bonichini
Lezione 1 – 10 marzo
Lo scopo principale del corso è quello di apprendere:
Apparato teorico
◼ Strumenti e tecniche di valutazione
◼ Panoramica interventi psicologici in oncologia
◼
Che possono favorire l’attività dello psicologo della salute e la sua collaborazione con le
figure socio-sanitarie che si occupano della salute del bimbo e della sua famiglia.
Il focus è sul bimbo malato e soprattutto sulla sua famiglia, facendo particolare
attenzione al caso della famiglia oncologica. lavorare con genitori e famiglia è quasi
→
più importante che lavorare con il paziente.
Uno psicologo che si occupa di questo ambito, cos’è fondamentale che conosca a sappia
fare? Competenze principali
→
1. Conoscere la letteratura scientifica nazionale ed internazionale sul tema della
salute del bimbo, tenendosi costantemente aggiornato al riguardo e avendo
dimestichezza con i principali concetti teorici di riferimento teoria come guida
→
nella partica clinica
2. Principali concetti teorici di riferimento che costituiscono la bussola per muoversi
come efficaci ed efficienti professionisti della salute del bambino.
a. Caring niche, ovvero la nicchia di cura, un modello utile per comprendere
cosa accade ad un bimbo quando si ammala e deve essere trasferito dalla
sua nicchia originaria in una nicchia di cura
b. Adattamento alla malattia. Come un bimbo e la sua famiglia si adattano
alla malattia che richiede il ricovero (es. oncologica)
c. Qualità di vita. Che cosa si intende per qualità di vita? Costrutto complesso
e differente per ogni persona (costrutto soggettivo è quindi importante
→
assumere il punto di vista del paziente)
d. Coping. Ogni persona di fronte ad un momento di forte stress mette in atto
strategie di coping per affrontare il dolore. Alcune sono adattive, altre meno
efficaci.
3. Aspetti che fanno riferimento al bimbo che si ammala di tumore nelle fasi dello
sviluppo, per conoscere di che cosa si occupa la psicologia della salute del bimbo
con specifico riferimento all’oncologia pediatrica
a. Processi di adattamento alla malattia a seconda della fase di sviluppo del
bimbo
b. Conseguenze psicologiche a breve e a lungo termine
c. Aspetti psicosociali della famiglia del bimbo malato
4. Condurre una buona valutazione psicologica sia del bimbo, sia dei genitori, per
individuare e analizzare le eventuali difficoltà presenti.
Ciò implica:
a. Stabilire una buona alleanza con il paziente e la propria famiglia
b. Raccogliere precise informazioni anamnestiche Francesco Aveta © - 1
c. Per arrivare a fare un’accurata diagnosi NB, solamente in alcuni casi si è
→
di fronte a psicopatologie quando si tratta di bimbi e famiglie, questo perché
le persone nella maggior parte dei casi sono sani psicologicamente, e quasi
sempre, dopo un momento di impasse, si risolve e si adattano. In rari casi
l’intervento è più specialistico e psicoterapeutico perché queste persone non
riescono a farne fronte autonomamente.
5. Dopo un’accurata valutazione si arriva a stabilire un appropriato piano di
trattamento, questo perché l’intervento psicologico non va mai improvvisato.
Bisogna aver chiaro il problema della persona e anche la sua richiesta bisogna
→
chiedersi: “è una richiesta accettabile?” questo ci permette di pianificare il
→
lavoro psicologico.
6. Proporre degli interventi psicologici che siano efficaci per il bambino e per la sua
famiglia interventi evidence based
→
Nel lavoro dello psicologo che si occupa di psicologia della salute c’è un tema trasversale
che è fondamentale in ogni fase della relazione con il piccolo paziente e/o con i suoi
genitori: l’uso di una comunicazione efficace. Questo da parte di tutta l’equipe medica.
sarà un tema trattato nel corso, ma è una soft skill che non riguarda strettamente solo
→
questo ambito ma in generale ogni ruolo che ricoprirà lo psicologo.
Programma
Introduzione alla psicologia della salute
◼ La psicologia pediatrica
◼ La psico-oncologia pediatrica
◼ Un modello evolutivo: la CARING NICHE
◼ Meccanismi di difesa e coping
◼ L’adattamento psicologico
◼ Il bambino e i processi di ADATTAMENTO
◼ alla malattia nelle diverse fasce d’età
◼ I vissuti del paziente adolescente
◼ La famiglia del bambino malato (compresi i fratelli sani che cosa succede al
◼ →
fratello che rimane a casa?)
I genitori del bambino malato di tumore
◼ La piramide degli interventi in quanto possono essere di vari interventi in cui al
◼ →
vertice ci stanno gli interventi più specifici per poi allargarsi
Interventi psicologici per i genitori e per i piccoli pazienti (anche co-terapie come
◼ AAA, attività assistite dagli animali)
Le conseguenze psico-sociali del tumore a lungo termine nei fuori terapia. Quando
◼ un bimbo guarisce dalla malattia oncologica vi possono essere delle conseguenze
sullo sviluppo?
La scuola in ospedale, come l’ospedale si organizza per far fronte al diritto allo
◼ studio
Incontri con esperti del campo
◼ Esercitazioni
◼ Francesco Aveta © - 2
Testi di riferimento
Bonichini S. e Tremolada M. (a cura di), Psicologia pediatrica. Roma: Carocci,
◼ 2019. cap. 1, 2, 3, 13, 14,15, 16, 17, 18, 21, 24 e 26
Appunti delle lezioni per i frequentanti
◼
Per approfondire
Sourkes B.M. (1999) “Il tempo tra le braccia. L’esperienza psicologica del bambino
◼ affetto da tumore”. Milano: Raffaello Cortina Editore.
Barbara M. Sourkes è psicologa e psicoterapeuta presso l'ospedale pediatrico di
◼ Montreal e assistente di pediatria presso la McGill University "Spero solo di avere
ancora tanto tempo tra le mie braccia".
L’esame
3 domande aperte
◼ Compitino per frequentanti COVID permettendo
◼ Esercitazione non obbligatoria ma che fa punteggio
◼
Eventualità: laboratorio collegato “valutazione del dolore pediatrico e interventi”
Lezione 2
Le 6 parole chiave del nostro corso:
Bambino. Persona con la sua
◼ individualità, va riconosciuta,
rispettati i bisogni e caratteristiche.
Lo psico: cosa posso fare per aiutare
questo bambino ad esprimere la sua
persona, anche in un contesto come
quello dell’ospedalizzazione?
Salute. benessere psico-fisico. Non
◼ solo l’assenza di malattia, ma lo
stare bene mentalmente e
fisicamente.
Malattia. Condizione fisico mentale
◼ con cui dobbiamo imparare a
confrontarci, ruolo equilibrato: né ignorata, né esagerata.
Ospedale. Istituzione originariamente rigida e immobile con le sue regole,
◼ gerarchie, ritmi assurdi Umanizzazione delle cure (malato e operatori), un
→
ospedale a misura di bambino Francesco Aveta © - 3
Futuro. Direzione verso cui ci proiettiamo se lavoriamo con bambini e famiglie in
◼ quest’ambito, non è motivo per negare il presente, ma per valorizzarlo, per
progettare ciò che si vuole essere domani.
Presente. Nasce dall’incontro delle precedenti parole. Compito dello psico è
◼ individuare e riconoscere le potenzialità del contesto per fornire elementi utili alla
crescita.
Lezione del 17 marzo
Psicologia della salute – introduzione
Con psicologia della salute s’intende un’area di studio, ma anche di ricerca e di
intervento. è una disciplina sia accademica che professionale.
→
Facciamo un po’ di storia:
Anni 50 e 60: relazione tra malattia fisica e aspetti di vita stressanti si inizia ad
◼ →
affrontare il rapporto tra stress e malattia fisica, tra psiche e corpo
Anni 70: rinnovamento culturale sui temi della salute, da bene individuale a bene
◼ anche collettivo, partecipazione alla prevenzione il vantaggio non è solo
→
personale ma collettivo, per cui si inizia in questi anni con il lavoro di prevenzione
1979: 38° sezione dell’APA con gruppo di lavoro su temi salute
◼ 1986: 1° conferenza europea di psicologia della salute a Tilburg. Da allora l’ESHP
◼ (European Society of Health Psychology) ha organizzato con regolarità convegni
annuali
Roma 1987: il primo convegno dedicato al ruolo della psicologia della salute
◼ Nella seconda metà degli anni Ottanta costituita la Società italiana di Psicologia
◼ della Salute e rivista “Psicologia della salute”
La definizione adottata dall’OMS (1948) per il concetto di salute: “La salute è uno stato di
completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di
malattia o di infermità. Il possesso del massimo stato di salute che si è capaci di
raggiungere costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano”.
È un grande passo avanti rispetto a prima, poiché non si considerano solo gli
◼ aspetti fisiologici della malattia ma anche gli aspetti psicologici e sociali.
Si apre la strada ad una visione di tipo bio-psico-sociale di malattia.
◼
J.D. Matarazzo (1980) definisce la psicologia della salute come “l’insieme dei contributi
specifici (scientifici, professionali, formativi) della disciplina psicologica rispetto alla
promozione e al mantenimento della salute, alla prevenzione e trattamento della malattia e
all’identificazione dei correlati eziologici, diagnostici della salute, della malattia e delle
disfunzioni associate. Un ulteriore obiettivo consiste nell’analisi e miglioramento del
sistema di cura della salute e nella elaborazione delle politiche della salute”.
In questa definizione si parla sia di salute che di malattia, e dunque il lavoro dello
◼ psicologo sarà quindi quello di promuovere pensieri, credenze, azioni, rispetto alla
salute. quindi prevenzione e interventi al trattamento.
→ Francesco Aveta © - 4
Il lavoro dello psicologo della salute non è quindi focalizzato al singolo, non solo
◼ alla comunità, ma più ad ampio spettro, lavorando con gli altri professionisti per
migliorare il sistema di cura.
Per quale motivo la psicologia della salute si afferma sempre di più come disciplina?
1. Cambiamento nelle cause principali di mortalità: da malattie infettive a malattie
croniche (obesità, problemi cardiaci), comportamenti insani (48% mortalità) lo
→
psicologo può aiutare le persona a orientarsi verso comportamenti sani.
2. Fattori economici: prevenire è meglio che curare.
3. Sviluppo della psicologia: metodi di intervento efficaci e contributo neuroscienze. →
vedi contributo della neuro-psico-immuno-endo-crinologia (PNEI).
La psicologia della salute, in ogni caso, è ancora una disciplina in divenire:
1. Bisogno di emanciparsi dal modello medico tradizionale
2. Bisogno di allargare l’ottica dall’individuale al sociale
3. Bisogno di intersecare l’operare dello psicologo e le politiche nel settore della
salute e della prevenzione
La psicologia della salute è quella disciplina
che si muove quindi in due direzioni: salute e
malattia.
Partendo dall’ambito della salute. La psicologia
della salute sta aiutando a superare il modello
biomedico di medicina tradizionale, che si
caratterizza per:
Disciplina fondamentale: biologia molecolare
◼ Oggetto (studio-intervento): la malattia intesa come alterazione dalla norma di
◼ variabili biologiche misurabili
Procedure fondamentali: Diagnosi (come definire la presenza di una patologia);
◼ Terapia (come intervenire con strategie aventi dimostrata validità)
La psicologia della salute, mettendo l’accento sulla negazione del dualismo mente-corpo,
e preferendo il continuum tra mente e corpo e la loro costante relazione, propone il
superamento di tale modello biomedico.
Il modello biomedico è stato il modello dominante e altamente condiviso, e in certa parte
lo è ancora. Come detto, la natura del modello è biologica e riduzionista e l’impianto del
modello è di tipo dualistico corpo-mente.
La malattia viene quindi intesa come una deviazione dalla norma di variabili biologiche
misurabili. Il focus è quello di individuare una causa biologica identificabile, mentre i
fattori psicologici e sociali non sono considerati fattori potenziali e quindi non vanno
valutati. Non c’è azione preventiva; Enfatizza il “potere” dei sanitari dove la
→ →
posizione del paziente è passiva, non si tratta semplicemente dell’affidarsi, ma sulla
posizione superiore del medico e la mancanza di dialogo medico-paziente. Francesco Aveta © - 5
L’affermarsi della psicologia della salute avrebbe contribuito ad un cambio di paradigma,
cioè da un modello biomedico ad un modello bio-psico-sociale (Engel, 1977).
Modello di tipo integrato, basato sulla teoria generale dei sistemi. il sistema in
◼ →
questione è proprio la persona.
Tiene conto dei fattori psicosociali e ritiene che la diagnosi medica debba
◼ considerare l’interazione degli aspetti biologici, psicologici e sociali nel valutare lo
stato di salute dell’individuo e nel prescrivere un trattamento adeguato. →
medicina individuale, a misura dell’individuo.
Un esempio: la malattia di genere, in cui l’approccio medico rispetto ad alcune
patologie e rispetto all’utilizzo di alcuni trattamenti e piani terapeutici dovrebbe
essere differenziato in basa all’appartenenza al genere.
Caratteristiche del modello biopsicosociale (Zani e Cicognani, 2000)
Il processo diagnostico deve sempre considerare l’interazione dei fattori biologici,
◼ psicologici e sociali alla base condizione salute/malattia
La terapia deve essere stabilita tenendo presente i 3 ambiti di influenza e su
◼ misura per l’individuo a cui è rivolta
Il rapporto tra medico e paziente è fondamentale per utilizzo servizi, efficacia
◼ trattamento e velocità guarigione migliore sarà il rapporto medico-paziente,
→
migliore sarà l’utilizzo da parte del paziente stesso l’utilizzo dei servizi, l’efficacia
del trattamento e la guarigione. vedi anche compliance (compartecipazione),
→
essenziale in alcuni ambiti come pazienti con disturbi cardiaci, diabetici, etc.
Cambio di prospettiva rispetto al modello precedente
◼ Cambia epistemologia e professionalità che coinvolge tutti gli operatori nel campo
◼ della salute
Integrazione e interazione fra vari livelli di analisi, intervento e professionalità
◼
Un ruolo che lo psicologo della salute potrebbe avere è quello di promuovere i
comportamenti di salute. Si definiscono comportamenti di salute (health behaviors):
Abitudini e stili di vita, influenzano in modo determinante le cause principali di
◼ morbilità e di mortalità.
Diventa importante riuscire a individuare le abitudini salutari e quelle dannose,
◼ promuovere cambiamenti che aiutino le persone ad abbandonare le seconde e a
adottare le prime.
per cambiare tali comportamenti ed abitudini è necessario essere in prima line, in
comunicazione diretta con il paziente.
Ancora, i comportamenti di salute consistono in:
azioni consistenti nel “fare” (es. seguire una dieta salutare, fare sport, etc.)
◼ azioni consistenti nell’“astenersi dal fare” (es. non fumare, non bere troppo, etc.)
◼ eventi mentali o vissuti emotivi. ovvero i motivi che ci portano ad assumere
◼ →
determinati comportamenti e condotte. È il campo di credenze, vissuti emotivi, etc.
Francesco Aveta © - 6
Lezione del 18 marzo
I dati sulla popolazione italiana dicono che la sedentarietà è del 65%, ovvero persone che
non svolgono attività fisica con regolarità. Il 40% è in sovrappeso, il 10% consuma dosi
eccessive di alcol e il 25% ha l’abitudine di fumare.
Alameda Longitudinal Study, Belloc e Breslow (1972):
Alameda è una contea americana, e gli studiosi hanno seguito e valutato gli
◼ aspetti della salute degli abitanti
Ricerca longitudinale dal 1965 in California 7.000 ss., 20-94 a
◼ Follow-up nel 1974, 1983, 1994, 1999 indici mortalità e misure salute secondo
◼ OMS quindi indici di natura anche psicologica
→
Lo scopo, in origine, era quello di individuare fattori legati alla salute e
◼ all’aspettativa delle persone, usando come indici quelli suddetti
Risultati: i comportamenti di salute interrelati e avevano conseguenze a breve e
◼ lungo termine
Abitudini sane (health habits) predittive dello stato di salute, 7 parametri: sonno
◼ (dormire regolarmente per almeno 7 ore), colazione, no cibo tra i pasti, esercizio
fisico regolare, no alcool, no fumo, peso ideale costante
I dati raccolti hanno evidenziato che non vi erano differenze sostanziali all’inizio dello
studio, e non vi erano condizioni differenti tra coloro che si impegnavano in termini di
comportamenti salutari.
Hanno riscontrato che le morti erano meno numerose nel momento in cui le persone
attuavano tutti e 7 i comportamenti suddetti, fino a 4 volte inferiori rispetto a coloro che
non ne mettevano in atto più di 3.
Più efficaci se tutti i comportamenti salutari insieme e costanti
◼ Introdotti e analizzati altri indici, di natura psicosociale:
◼ social health (essere membro attivo della comunità) differenze per età,
o genere ed etnia ovvero l’impegno in società: le persone più attive in
→
comunità manifestano un’aspettativa di vita migliore, e minori sintomi in
casi di malattia.
È stato rilevato che gli adulti possedevano un indice di social health più
elevato rispetto ai genitori (ovvio); sono emerse anche differenze rispetto al
genere e allo stato coniugale: le donne non sposate, rispetto agli uomini,
a
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Riassunto esame Psicologia della salute del bambino, Prof. Bonichini Sabrina, libro consigliato Psicologia pediatri…
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Risposte Psicologia della salute del bambino
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Esame di psicologia della salute