PSICOLOGIA DELLA PERSONALITÀ
- Primativo -6cfu - II semestre
LIBRO: Psicologia della personalità e delle differenze individuali.
AUTORI: De Berni, Carretti, Moè, Pazzaglia.
CAPITOLI
1. Cognizione e personalità
2. Metodi d’indagine
3. Motivazione
4. Intelligenza
5. Memoria
6. Studio
7. Orientamento spaziale 1
2
PREMESSA
Lo studio della personalità è un ambito ampio e multidisciplinare, che è stato affrontato a partire da
tradizioni di ricerca differenti,
Psicologia sociale; interessata agli aspetti della personalità che hanno origine dalle relazioni sociali e
riguardano il rapporto dell’individuo con gli altri.
Psicologia clinica; studia le patologie.
Psicologia dinamica
Psicometria; strumenti di valutazione.
La psicologia generale ha il vantaggio di evitare le limitazioni precedentemente accennate, in quanto si
occupa a fondo di una tematica sia in ambiti di studio quali la memoria, l’orientamento ecc. ma anche
tenendo conto delle differenze individuali considerando , per esempio, quali siano le capacità/ difficoltà
specifiche del singolo in una particolare situazione.
Es: studio dei processi della memoria (generale).Ma non tutti hanno la stessa motivazione al ricordo,
utilizzano le stesse strategie per ricordare (individuale).
Fondamentale è anche lo studio del funzionamento del sistema cognitivo nell’ottica di comprendere la
personalità.
ciò è utile, del resto per lo stesso individuo, nella misura in cui le conoscenze sulla sua cognizione (
metacoginzione - o ragionamento) gli permettono di scegliere i processi ottimali in relazione ai diversi
compiti (strategie) e dunque di essere più efficienti, efficaci, soddisfatti di sé (autostima) e convinti delle
proprie possibilità (autoefficacia percepita).
Finalità del corso: Studio dei legami espliciti esistenti tra cognizione, personalità e differenze individuali
nell’ambito dei processi motivazionali, memoria, intelligenza, studio e orientamento spaziale.
I. Capitolo 1: COGNIZIONE E PERSONALITÀ
I. Lo studio della relazione tra cognizione e personalità.
Processi cognitivi↔personalità
Processi cognitivi: Interesse verso processi e abilità quali attenzione, memoria, ragionamento, l’intelligenza,
ecc..
Psicologia della personalità: studio delle qualità delle persone.
Queste dimensioni della personalità sono state opreazionalizzate
In modi diversi a seconda della teoria di riferimento in
“tratti”, “sé”, “costrutti personali”, o in ”variabili intraindividuali
e variabili interpersonali.
Metodologie e strumenti diversi in funzione del tipo di domanda e delle modalità usate per ottenere le
informazioni. Punti di discordanza
Processi cognitivi Ps. Della personalità
Analizzare la prestazione Considera i tempi di reazione Comportamento tipico.
Accuratezza di un compiti Considera risposte a questionari
Colloqui individuali.
Orizzonte temporale Pochi millisecondi Tempi lunghi
Ambiti di studio diversi: processi e abilità (memoria, ragionamento e intelligenza).
La rivoluzione cognitiva degli anni ’70 ha posto le basi per l’intreccio degli interessi. 3
Nel panorama della psicologia della personalità si sviluppa l’approccio socio-cognitivo: analizza lo studio di
costrutti che si formano dall’interazione tra persona e situazione. Permettendo di specificare e di verificare
empiricamente come tali conoscenze vengano generate, organizzate e come influenzino la scelta degli
obiettivi da raggiungere.
Allo stesso tempo anche i modelli teorici della psicologia cognitiva includono variabili personali: ad es.
analisi di aspetti personali emotivo-metacognitivo, motivazionali e culturali che influiscono sulle variabili
cognitive e nella formazione di rappresentazione mentali dell’ambiente.
Paradigmi di studio in psicologia della personalità
Approccio NOMOTETICO Approccio IDIOGRAFICO
•Differenze individuai descritte in termini di •Ogni individuo è unico e non possono
predefiniti criteri e dimensioni. essere utilizzabili gli stessi concetti o
termini per definire e descrivere due
•Differenze tra gruppi persone differenti.Si enfatizza l'unicità della
persona e della sua esperienza di vita.
Teoria dei tratti Teorie psicoanalitiche
Teoria dell’apprendimento sociale Teorie fenomenologiche
Teorie sociocognitive
II. Principali approcci allo studio psicologico della personalità
Definizioni di personalità
Linguaggio quotidiano: è un termine che applichiamo ad un “pacchetto di qualità” che le persone
possiedono. Caratteristiche di una persona.
Ad es: «quella persona è molto disponibile», «è sempre agitato», «è molto estroversa», ecc.
Gordon Allport, uno dei primi psicologi della personalità definisce il termine personalità (1937) come:
“l’organizzazione dinamica, interna alla persona di sistemi psicofisiologici che determinano il suo
adattamento all’ambiente”.
Nel 1961 cambia l’ultima frase: “che determina i modi caratteristici di comportarsi e di pensare”.
"organizzazione dinamica": la personalità è costantemente in crescita e in cambiamento.
"psicofisiologico": importanza del contributo sia del sistema psicologico che fisiologico .
“caratteristici" marchio individuale che non può essere duplicato.
“pensiero” e “comportamento” si riferiscono al pensare e all’agire.
Caprara e Cervone (2000): “quel complesso insieme dei sistemi psicologici che contribuiscono
all’unicità e alla continuità della condotta e dell’esperienza individuale sia come viene espresso sia
come viene percepito dall’individuo e dagli altri.”
PDV dell’individuo: senso di continuità della propria identità, unicità.
PDV dell’osservatore: la personalità è l’insieme di caratteristiche psicologiche che permette di
distinguere gli individui l’uno dall’altro.
Definizioni diverse derivano da teorie della personalità sottostanti diverse e, di conseguenza, sono
caratterizzate da diversi approcci allo studio della personalità.
Principali teorie e approcci allo studio della personalità
I. Teorie DISPOSIZIONALI/TRATTI.
II. Teorie dell’APPRENDIMENTO (situazionismo e teorie dell’apprendimento sociale).
III. Teorie COGNITIVE/SOCIO-COGNITIVE.
IV. Teoria PSICODINAMICA. 4
V. Teorie FENOMENOLOGICHE UMANISTICHE/ESISTENZIALI.
I. Teorie disposizionali/tratti
Tatti: disposizioni stabili che portano a specifiche modalità di reazione in una pluralità di circostanze e che
spiegano il comportamento assunto in una varietà di situazioni.
Diverse teorie dei tratti che discordano su natura e numero dei tratti individuati.
Utilizzo dell’analisi fattoriale per identificare il numero sufficiente di dimensioni che permette di descrivere
le differenze tra gli individui.
L’analisi fattoriale è un’analisi statistica che viene applicata per studiare, riassumere e semplificare le
relazioni in un insieme di variabili.
Ciò permette di rappresentare un set ampio di variabili tramite un insieme più compatto di nuove variabili
tra loro indipendenti, ovvero di individuare uno o più fattori o dimensioni latenti (ad esempio dei tratti di
personalità) che si suppone abbiano dato origine alle similarità tra le variabili osservate.
Tot fattori analisi fattoriale - fattori latenti indipendenti.
Ansioso
agitato nervoso = instabilità emotiva.
puntuale coscienziosità.
meticoloso conscienzioso
Ogni fattore (tratto di personalità) sarà composto da gruppi di variabili tra loro correlate e, idealmente,
indipendenti dagli altri set di variabili rappresentate negli altri fattori.
Principali teorici Visione della personalità
Allport: Psicologia individuale La personalità è l’organizzazione dinamica, interna
alla persona, di sistemi psicofisiologici che
determinano il suo adattamento all’ambiente.
Eysenck: Teoria tri-fattoriale dei tratti La personalità è l’espressione di tre tratti
fondamentali fortemente determinati
biologicamente.
Costa e McCrae: Teoria dei big five La personalità è l’espressione di cinque tratti
(tendenze di base biologicamente determinate) e
degli adattamenti caratteristici dell’individuo
all’ambiente, influenzati dalla sua storia di vita
Prospettive eterogenee con aspetti comuni:
1. Coerenza e peculiarità:
• Coerenza nel tempo e nelle diverse situazioni (rispetto alle modalità con cui le persone si comportano,
pensano e provano emozioni).
• Tali regolarità nel comportamento vengono spiegate ipotizzando l’esistenza di costrutti psicologici che
corrispondono a tendenze abituali a mostrare un certo tipo di condotta.
• La personalità è dunque intesa come una particolare configurazione di tratti che identificano le
caratteristiche psicologiche fondamentali della persona (PECULIARITA’).\
2. Decontestualizzazione
• Regolarità e coerenza nella manifestazione comportamentale dei tratti indipendentemente dai diversi
contesti e situazioni (decontestualizzazione).
3. Organizzazione gerarchia dei tratti
• Le risposte comportamentali più semplici rappresentano il livello più semplice, la base della struttura
gerarchica (es preferire andare al cinema vs festa di compleanno).
• Alcune di queste risposte sono tra loro connesse e, nel loro insieme, danno vita a tendenze
comportamentali abituali più generalizzate (tendenza ad essere poco socievoli). 5
• L’insieme di tendenze che risultano essere tra loro collegate e a verificarsi insieme danno luogo ai tratti
(combinazione con altre tendenze abituali alla scarsa socievolezza tratto sovraordinato
dell’introversione). Fig. Esempio della struttura gerarchica dei tratti.
risposte abituali
risposte che in condizioni simili.
comp individuali più o meno
caratteristici di una persona.
La teoria tri-fattoriale dei tratti (Eysenk,1970)
La personalità segue una gerarchia organizzata in 4 livelli:
Comportamenti specifici (comportamenti e pensieri più o meno caratteristici di una persona).
Comportamenti abituali (risposte che incorrono in situazioni simili).
Tratti (associazioni di abitudini affini).
Superfattori (3).
L’approccio di Eysenk è di tipo bio- psicosociale, le differenze individuali di personalità sono influenzate dal
contesto ma soprattutto riflettono aspetti biologici e dunque determinati dall’eredità.
Differenze genetiche portano a differenze strutturali del Sistema Nervoso Centrale che producono
differenze nelle 3 dimensioni di personalità.
Identifica tre tipologie di “superfattore”.
Un costrutto bidimensionale in cui l’estremità di un continuum esprime la caratterizzazione di un tratto e
l’altra estremità l’aspetto complementare (poli opposti).
Estroversione/ Introversione, indicano il grado di socievolezza di una persona.
Nevroticismo/Stabilità emotiva, indicano la capacità di un individuo di gestire le reazioni emotive.
Psicoticismo/Autocontrollo,
Le differenze tra i due poli sono di natura biologica e genetica (diversa attivazione corticale), ma la
componente ambientale può accentuare o mitigare tali aspetti.
Estroversione vs. introversione
Estroversi: socievoli, impulsivi, giocosi, vivaci, ottimisti, con eloquio fluente, e gratificati dallo stare insieme
agli altri.
Introversi: tranquilli, passivi, asociali, prudenti, riservati, pensierosi, pessimisti, controllati.
Ruolo del livello di eccitazione cerebrale di base.
Nevroticismo vs. sabilità emotiva
Stabilità (o instabilità) emotiva e riguarda la frequenza e la facilità con cui gli individui sperimentano
irrequietezza ed angoscia.
Alto livello di nevroticismo: insicuri, nervosi, angosciati, scarsa opinione di sé, frequenti sbalzi di umore e
faticano a riprendersi dopo un’esperienza negativa (soglia bassa di attivazione del sistema limbico).
Basso livello di nevroticismo (Stabilità emotiva): persone calme, equilibrate, rilassate, razionali e
controllate.
|Componente biologica: sistema limbico. 6
BASSO NEVROTICISMO ALTO NEVROTICISMO
NTROVERSO Passivo Prudente Riflessivo Placido Pessimista Asociale Serio Rigido
Controllato Affidabile Calmo Lunatico Ansioso Riservato
ESTROVERSO Socievole Estroverso Loquace Sensibile Attivo Ottimista Impulsivo Volubile
Accomodante Vivace Spensierato Direttivo Eccitabile Aggressivo Agitato Permaloso
Psicoticismo vs. autocontrollo
(aggiunto in seguito da Eysenck, 1976)
Individui con alto psicoticismo sono egocentrici, freddi, anticonformisti, impulsivi, ostili, aggressivi,
sospettosi, psicopatici e antisociali;
individui con basso psicoticismo (autocontrollo) tendono ad essere altruisti, molto integrati, empatici,
premurosi, cooperativi, conformisti e convenzionali.
|Componente biologica: testosterone.
La differenza tra una personalità sana e una patologica è solo di natura quantitativa: entrambe possono
essere descritte attraverso i tre superfattori.
Possibilità di un percorso terapeutico in grado di promuovere il cambiamento = approccio
comportamentale.
La teoria dei “big five” – McCrae e Costa, 1985,1999.
5 fattori che spiegano la personalità di un individuo • Tratti come costrutti bidimensionali.
Basi della teoria 1. Approccio fattoriale proposto da Eysenck
2. Approccio lessicale proposto da Cattell: la maggior parte delle differenze individuali è
sedimentata nel vocabolario della lingua quotidiana.
Ipotesi lessicale fondamentale. Discussa per la prima volta da Goldberg che ipotizzava che nel tempo gli
uomini abbiano riscontrato alcune differenze individuali particolarmente importanti nelle loro interazioni e
abbiano, quindi, coniato dei termini per riferirvisi con facilità. Questi termini comunicano informazioni
relative alle differenze individuali importanti per il nostro benessere.
STUDI LESSICALI Allport e Odbert (1936) classificarono
17.953 parole della lingua inglese in:
• Tendenze personali stabili: p.e. aggressivo, socievole, timido ecc. STUDI FATTORIALI
+
• Umori e stati mentali temporanei: p.e. imbarazzato Presenza ricorrente dei 5 fattori
• Valutazioni sociali del carattere: p.e. insignificante, rispettabile ecc. all’interno della struttura fattoriale di
• Altre caratteristiche (p.e. aspetto fisico). vari questionari di personalità.
= BIG FIVE.
Tratti dei soggetti che totalizzano Tratti dei soggetti che totalizzano
punteggi alti punteggi bassi
APERTURA ALL’ESPERIENZA Curioso, di ampi interessi, creativo, Conformista, interessi limitati,
(O) originale, dotato di immaginazione, scarse velleità artistiche, con i piedi
anticonformista. per terra.
COSCIENZIOSITÀ (C) Organizzato, affidabile, lavoratore, Privo di scopi, inaffidabile, pigro,
autodisciplinato, puntuale, trascurato, lassista, negligente.
scrupoloso.
ESTROVERSIONE (E) Socievole, attivo, loquace, Riservato, sobrio, non esuberante,
interessato agli altri, ottimista, solitario, orientato al compito,
amante del divertimento. chiuso, calmo.
AMICALITÀ (A) Gentile, benevolo, fiducioso, Cinico, sgarbato, sospettoso, non
disponibile, intelligente, ingenuo, cooperativo, vendicativo, crudele,
leale. manipolabile, manipolatore.
NEVROTICISMO (N) Preoccupato, nervoso, emotivo, Calmo, rilassato, non emotivo,
insicuro, inadeguato, ipocondriaco. forte, sicuro, soddisfatto di sé. 7
NEO Personality Inventory—Revised (NEO-PI-R; Costa & McCrae, 1992).
240 items per valutare i 5 fattori.
Ciascun fattore è a sua volta strutturato in sei sotto-domini (totale = 30 scale).
Lo strumento permette, quindi, di individuare in modo preciso le caratteristiche personologiche che si
declinano nell’individuo.
Apertura all’esperienza (O). : Si riferisce all’apertura al mondo e all’esperienza; quanto la persona è
fantasiosa, quanto ha immaginazione, attrazione per l’arte, la musica,
l’estetica e il bello in generale; curiosità intellettuale, contatto con il proprio
mondo emotivo.
O1 – Fantasia O2 – Estetica O3 – Emozioni O4 – Azione O5 – Idee O6 – Valori.
Coscienziosità (C). È la dimensione dell’autocontrollo sia sul versante emotivo, inteso come gestione degli
impulsi e dei desideri dirompenti, sia sul versante cognitivo della pianificazione,
organizzazione mentale delle proprie attività e comportamenti finalizzati agli obiettivi
prefissati.
C1 – Competenza C2 – Ordine C3 – Disciplina C4 – Impegno C5 – Autodisciplina C6 – Lucidità di pensiero.
Estroversione (E). Indica quanto la persona è socievole e quanta propensione ha a stare in mezzo agli altri
in modo presente e interattivo; di solito sono persone che parlano, estroverse, attive e
talvolta assertive.
E1 – Calore E2 – Socievolezza E3 – Assertività E4 – Attività E5 – Sensazioni E6 – Emozioni positive.
Amicalità (A). Si tratta di una scala che va sul versante interpersonale come l’Estroversione. Indaga quanto
la persona è benevola e ben disposta verso gli altri.
A1 – Fiducia A2 – Franchezza A3 – Altruismo A4 – Disciplina A5 – Modestia A6 – Sensibilità.
Nevroticismo (N). Indica quanto la persona ha la tendenza ad essere ansiosa e a sperimentare con facilità
vissuti di inadeguatezza, scoraggiamento e insoddisfazione associati a una difficoltà di
controllo e
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