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Psicologia della personalità

La personalità è un complesso/sistema che racchiude in modo globale l’insieme dei sistemi psicologici, e manifesta il tutto è più delle singole componenti della personalità: propri pensieri e sentimenti.

Personalità e temperamento

Il temperamento è la base di componenti psicobiologiche della personalità e tendenze emotive innate, mentre la personalità è il tutto che racchiude anche il temperamento e fa riferimento alle qualità psicologiche che contribuiscono a creare le strutture persistenti e caratterizzanti dell’individuo.

Punto di vista interno ed esterno

Punto di vista interno: come l’individuo vede, valuta e vive se stesso, soggettività individuale.

Punto di vista esterno: come l’osservatore (psicologo) vede il soggetto.

Approccio nomotetico e idiografico

Approccio nomotetico:

  • Misure fisse: studio delle leggi generali della personalità valide (es. questionari standardizzati) dove le misure di calcolo sono le stesse per tutti gli individui.

Approccio idiografico:

  • Misure variabili: studio dell’intimità, studio di quell’individuo in modo approfondito delle sue caratteristiche uniche e irripetibili (es. interrogatorio, intervista).

Tutti siamo differenti ma tutti siamo umani; ci sono elementi comuni ed elementi particolari.

Determinanti della personalità

  • Fattori genetici
  • Fattori disposizionali (tratti)
  • Fattori socioculturali
  • Fattori esistenziali (eventi che influenzano la nostra esistenza)
  • Fattori ambientali
  • Fattori cognitivi
  • Motivazione
  • Processi inconsci

Fonti per valutare la persona e/o la personalità

LOTSDati:

  • L (Life record data): Dati biografici e anagrafici oggettivi (curriculum, luogo di nascita, data di nascita).
  • O (Observer Data): Osservazioni date sull’individuo da altri osservatori come genitori, insegnanti, colleghi.
  • T (Test data): Porre al soggetto questionari standardizzati o altre procedure sperimentali, ed è ciò che il soggetto fa.
  • S (Self-report date): Punto di vista interno, informazioni e resoconti forniti dal soggetto, quello che la persona racconta di sé.

Maggiori discrepanze DATI S DATI T (self-report - test date): Non sempre quello che noi osserviamo con dati comportamentali oggettivi coincide con quello che l’individuo dice di sé. Sia per cause inconsce che per dare un’impressione più positiva di sé, come la desiderabilità sociale, distorsioni inconsce, acquiescenza.

Maggiori concordanze DATI S - DATI O: Le auto-descrizioni e le valutazioni da parte degli altri tendenzialmente concordano, anche se i giudizi dati su di noi stessi sono più benevoli.

Importanti fonti di studio sulle differenze individuali

  • Reazioni collegate in modo automatico e inconscio a certi stimoli, e si ricavano informazioni dal modo di reazione (es. associazioni di parole).
  • Differenze individuali nei comportamenti non verbali (espressioni facciali e gestualità).

Metodi della psicologia della personalità

  • Studio di casi e ricerca clinica (idiografico): studio sui singoli individui, gli studi di casi sono solo descrittivi senza poter fare delle previsioni e quindi hanno scarsa utilità pratica; vengono fatti da psicanalisti e dalla psicologia clinica.
  • Metodi psicometrici e questionari (nomotetico).
  • Esperimenti (nomotetico).
  • Studi correlazionali (nomotetico): servono per capire quali variabili, dimensioni di personalità possono essere associabili o associate ad altre. Non forniscono informazioni dettagliate sul caso singolo. Es: estroversione/socievolezza sono due caratteristiche che si associano tra loro, mentre ansia e fiducia si associano al contrario tra loro, ma non si può dire che una per forza causa l’altra.

Nei questionari di personalità si può calcolare il grado di associazione fra tratti: R = +1 correlazione positiva, R = -1 correlazione negativa, R = 0 correlazione nulla.

Metodo sperimentale (monografico)

Le ricerche sperimentali sono pure empiriche ma la ricerca empirica non è detto che sia sperimentale. Interpretazione dei risultati e verifica delle ipotesi.

Ipotesi: lo sperimentatore avanza provvisoriamente in attesa di una verifica (confronti tra gruppo sperimentale e di controllo) per dimostrare che i risultati dell'esperimento non sono dovuti al caso.

La misurazione: attendibilità e validità

La psicanalisi

Sigmund Freud è un autore spesso citato a sproposito visto che in pochissimi hanno letto realmente le sue vastissime opere. Per psicoanalisi, Freud intendeva tre cose fondamentalmente:

  • È un metodo di indagine per esplorare/indagare il significato inconscio, tutti quegli aspetti latenti apparentemente consapevoli soprattutto nei nostri sogni, fantasie, deliri; per tirar fuori il significato reale dalla nostra attività mentale si utilizza tramite delle tecniche anche terapeutiche come le libere associazioni, le analisi del transfert ecc. ma può essere utilizzata anche come chiave di lettura/interpretativa.
  • Tecnica terapeutica: libere associazioni, transfert.
  • Teoria psicologica (nomotetico): teoria della mente umana (metapsicologia) utilizzata per costruire modelli mentali.

Freud, partendo dai primi studi per trovare delle tecniche per combattere l’isteria, ma non riuscendo ad ottenere risultati positivi, nei primi del '900 capì un percorso di “interpretazione dei sogni” e autoanalisi che portò alla celeberrima opera che portò alla nascita della Psicoanalisi.

Passò una lunga fase (1915-1917) di rielaborazione delle sue ricerche, dove le sue scoperte e pensieri si stavano mutando, cambiando; fin quando il Freud maturo pubblicò la sua nuova opera “il disagio della civiltà”: la civiltà è un male necessario, gli esseri umani per superare lo stato animale hanno elaborato cultura e civiltà, ma pagando un prezzo molto caro, la rinuncia alla propria pulsione passionale, ai propri bisogni personali. Vivono costantemente in un conflitto tra le richieste che la civiltà impone loro e le spinte istintive che albergano al loro interno (Freud ha una visione pessimistica).

Approccio psicodinamico

Freud propose una visione della mente individuale, che considera la psiche individuale un teatro di incontro e scontro di forze intrapsichiche (impulsi, motivazioni, pensieri) che spingono, determinano le nostre manifestazioni interiori coscienti ma che in realtà sfuggono alla nostra coscienza e al nostro controllo consapevole. (Determinismo radicale inconscio) Tutte le azioni umane (pensieri, scelte, sentimenti) che compiamo sono guidate da cause che sfuggono alla nostra coscienza e quindi dal nostro controllo.

Questo conflitto tra forze è strutturale, non si può sfuggire o risolvere, fa parte della condizione umana essere spinta da forze interne ed esterne.

Coping e meccanismi di difesa

Meccanismi di difesa: insieme di strategie mentali e comportamentali attraverso cui affrontiamo situazioni per noi importanti.

Personalità per Freud: come dentro la mente individuale ci siano queste spinte che lavorano su più piani ma sempre in modo conflittuale:

  • Prima topica (1895-1915): mente stratificata, mente unificata.
    • Conscio: Pensieri immediatamente accessibili alla coscienza.
    • Pre-conscio: Contenuti mentali che non sono né inconsci né consapevoli, si attivano in maniera inconsapevole o con uno sforzo cosciente; accessibili nella coscienza ma non presenti in modo stabile.
    • Inconscio: Parte maggioritaria, non potrà mai essere recuperato ma solo con le libere associazioni.
  • Seconda topica (1922): Tre istanze che lottano di continuo, tre sistemi unificabili tra di loro.
    • Es: Strato più profondo/istintivo della psiche umana che è guidato da impulsi sessuali e aggressivi; ed è guidato dal processo primario (quando c’è un impulso che spinge alla propria realizzazione in modo immediato) guidato dal principio del piacere, il soddisfacimento della pulsione che crea una spinta, un desiderio che a sua volta genera una tensione, e il piacere si ottiene quando questa tensione viene scaricata.
    • Io: Ruolo di mediatore dei due opposti (es- super-io) Cerca di soddisfare le spinte pulsionali, ma lo fa in modo radicalmente diverso attraverso la realtà. Attraverso il principio di realtà, delle sue conseguenze che essa ha: le condizioni sono migliori da consentire di conciliare il desiderio di soddisfacimento della pulsione e dall’altro il non venir meno delle regole della società.
    • Super-io: È il contrapposto dell’es, funziona in modo istintivo ed immediato cercando di punire e reprimere le pulsioni.

Pulsione: ogni fonte di energia psichica che motiva e determina le azioni della persona, le pulsioni aumentano il livello di tensione della psiche, il piacere è l’abbassamento delle tensioni; tutte e tre le istanze della mente soddisfano le pulsioni, ma in modo sostanzialmente diverso.

Istinto di vita (libido) e di morte: La prima è l’energia che abbiamo dentro di noi, la pulsione nel riprodurci e invece la seconda sono istinti di aggressività distruttiva.

Angoscia: I conflitti continui tra le varie parti della mente causano angoscia; Freud studiò molto bene l’angoscia durante la sua esistenza:

  • Ansia nevrotica: È un segnale di allarme che un segnale indesiderabile sta affiorando alla coscienza
  • Reale: Pericoli esterni
  • Morale: Senso di colpa, legata al super-io
  • Nevrotica: Paura di perdere il controllo dei propri impulsi, campanello di allarme che il nostro apparato psichico manda alla coscienza per dire che questi impulsi potrebbero prendere il controllo causando problemi esterni.

Pulsione = individuo. Istinto = specie.

Meccanismi di difesa

L’Io non potrà mai risolvere il conflitto, perché è una questione costitutiva che fa parte dell’essere umano; quindi si avvale dei meccanismi di difesa, che aiutano meglio l’Io ad adattarsi alla società e a trovare il modo di soddisfare le pulsioni con il principio di realtà e il processo primario. Non ci sarà mai il superamento totale del conflitto perché è una componente esistenziale della psiche umana. Aiutano a gestire il conflitto. Lavorano in modo implicito, automatico, inconscio, e possono lavorare anche insieme:

  • Repressione/rimozione: La prima può anche essere frutto di uno sforzo consapevole, ma in quanto consapevole è limitata nell’allontanare qualcosa di ansioso dalla nostra mente; la rimozione è qualcosa di più radicale perché lo fa in modo inconscio, non ci rendiamo conto... questa cosa che abbiamo rimosso comparirà in modo molto più forte che mai (es. incubi).
  • Proiezione: Proietta ad altri impulsi o atteggiamenti che invece sono propri.
  • Formazione reattiva: Una persona nutre dei sentimenti di ostilità e li capovolge in un eccesso di affetto nei confronti degli altri.
  • Razionalizzazione: Elaborazione di scuse per giustificare il proprio comportamento o i propri sentimenti, ma attraverso una razionalizzazione (es. quando per un’interrogazione andata male per aver studiato male, si racconta che il professore ha fatto una domanda difficile, etc.).
  • Sublimazione: Spostamento di impulsi inaccettabili verso scopi socialmente utili (Freud faceva l’esempio dei pittori).
  • Negazione: Negare di provare certi sentimenti.
  • Isolamento: Negare l’emozione associata a un impulso.

Queste sono alcune delle tante difese che l’individuo applica.

Contenuto manifesto e latente

Contenuto manifesto: Quello che consapevolmente viviamo, crediamo di pensare e di decidere.

Contenuto latente: Stimoli sensoriali, resti diurni (contenuti mentali collegati alla veglia), impulsi inconsci.

Sviluppo psicosessuale, zone erogene e tipi di personalità

Non è un percorso lineare ma può restare bloccato a un qualunque stadio, può avvenire una regressione, zone di piacere.

  • Stadio orale (nascita-18 mesi) Personalità orale: narcisismo
  • Stadio anale (18 mesi-3 anni) Personalità anale: ordine, pulizia, ostinazione, controllo
  • Periodo di latenza (3-5 anni)
  • Stadio fallico (3-5 anni) Complesso di Edipo
  • Stadio fallico (6 anni) Personalità fallica: isteria, affermare la propria seduttività
  • Stadio genitale: Forma matura della sessualità secondo Freud

La terapia psicoanalitica

Il compito di Freud era quello di rafforzare l’Io dei suoi pazienti, riprendere il controllo. L’Io ha i seguenti compiti:

  • Controllo degli impulsi inaccettabili (Es), governare il conflitto
  • Evitare il dolore dei conflitti interni (Es vs. Super-io)
  • Integrazione armoniosa della personalità; per Freud la normalità è essere in grado di amare (riprodursi) e di lavorare (rendersi utili per la società)

Le cause:

  • Traumi infantili, esperienze infantili
  • Super-io rigido, educazione estremamente rigida, una tendenza a rimuovere le esperienze penose

Metodi terapeutici

  • Le libere associazioni
  • Analisi del transfert e delle resistenze
  • Insight (elaborazione della psicoanalisi)
  • Libido: energia sessuale

Adler e Jung

Adler e Jung affrontarono approcci psicodinamici in una prospettiva alquanto diversa da quella di Freud, fondarono ognuno il proprio movimento.

Adler: psicologia individuale

Enfatizza la condizione di inferiortà umana (adulta e infantile), organica e psicologica fondamentale con la quale deve fare chiarezza ed affrontarla. Tutti noi esseri umani ci troviamo perennemente in una condizione di inferiorità; i bambini sono soggetti a regole, obblighi dettati dagli adulti, ma anche per gli adulti tutti gli obiettivi bisogna lottare per raggiungerli, attraversando molti ostacoli.

Compensazione: Lotta per la superiorità (autostima, potere, scopi sociali).

Stile di vita: La modalità attraverso cui ognuno di noi affronta una diversa situazione, modalità unica e distintiva.

La psicopatologia è una sorta di disarmonia/disequilibrio tra l’individuo e la realtà. La lotta che l’individuo fa per raggiungere i suoi obiettivi genera psicopatologie.

Jung: psicologia analitica, inconscio collettivo

Libido per Jung è un’energia vitale che guida la nostra vita. Oltre lo stato di inconscio individuale, vi è in tutti gli individui uno stato di inconscio collettivo che racchiude immagini primordiali (archetipi: immagini primordiali e trasmesse a noi dalle generazioni precedenti, contenuti simbolici, es. il nero è sinonimo di cattiveria e il bianco di bontà).

Animus - Anima: Componente maschile e femminile di ognuno di noi, presenti sia nell’uomo che nella donna; se tu accetti entrambe le parti della tua personalità si svilupperà un processo di individuazione e crescita personale, altrimenti si ha una patologia e deve riuscire ad ottenere un dialogo interiore. Quindi bisogna stabilire un dialogo tra coscienza e inconscio.

Test proiettivi

Strumenti di valutazione e osservazione della personalità, sono strumenti costruiti sulla base delle idee psicodinamiche di Freud e colleghi. La proiezione è un meccanismo di difesa che tende all’attribuzione di aspetti che risultano nostri ma che non accettiamo, e tendono a essere attribuiti ad altre persone, ma anche vedere in una nuvola (stimolo poco strutturato e ambiguo) qualcosa, quello che vedremo sarà frutto del nostro inconscio ed è soprattutto unico.

Test di Rorschach: Utilizza le macchie di inchiostro schizzate in un foglio che successivamente verrà piegato e poi aperto; nella figura ambigua che verrà fuori, vengono proiettati contenuti inconsci inaccettabili e indesiderabili e quello che vedremo saranno dei nostri pensieri irrisolti.

Test di appercezione tematica (Murray): Tavole su cui sono rappresentate delle scene legate a situazioni di vita; il soggetto dovrà comporre un racconto indicando cosa sta accadendo, parlare della scena raffigurata e della conclusione del racconto.

Valutazione complessiva della psicoanalisi

Limiti dall’approccio psicoanalitico per i dati osservativi: insufficienti e non generalizzabili, limitata verificabilità sperimentale; pur cogliendo alcuni aspetti motivazionali della personalità, non ha validità predittiva.

In termini terapeutici, la sua efficacia non risulta superiore a quella di altre forme di trattamenti.

Teoria dei tratti (o disposizioni)

La personalità è una struttura di tanti aspetti (tratti o disposizioni) che fanno parte in modo unico, distintivo e irripetibile di quella persona, tratti di una persona che è portata in termini di probabilità a comportarsi in modo in cui è scritto nei tratti (socievolezza, aggressività, timidezza etc.).

Tratti: Sono qualità della nostra personalità, non sono statici ma sono interni all’individuo che li manifesta automaticamente e sono anche plasmati dall’ambiente e dall’educazione; variano da un individuo all’altro.

Scopi delle teorie dei tratti

  • Descrivere le differenze individuali.
  • Spiegare le cause di questi comportamenti (il perché), se sono reazioni tipiche di quella persona bisogna cercare una causa come ad esempio la timidezza se arrossisce.
  • Prevedere valutato l’insieme dei tratti di un individuo si dovrebbe prevedere cosa la persona farà, quindi prevedere i comportamenti e gli atteggiamenti della persona.

Proprietà dei tratti

Peculiarità: Gli individui possiedono profili di personalità diversi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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