ARGOMENTI DI PSICOLOGIA CLINICA
Salvini
1. Realtà di senso e di significato. Per una epi-
stemologia della psicologia clinica
Oggetti + eventi incontrati dallo psicologo = 1. attività mentali e comportamentali dell’osservato +
2. concetti e teorie dell’osservatore.
non può prescindere dalle convinzioni e teorie che guidano le proprie e altrui concezioni del mon-
do.
Le strategie conoscitive dello psicologo si collegano agli eventi osservati. Se le loro scelte teoriche ipotiz-
zano una realtà come spiegazione assoluta rischiano di perdere fenomeni che appartengono a diversi
domini della ragione.
Ogni operazione conoscitiva colloca al centro della riflessione il come e il perché conosciamo.
Concezioni della realtà e assunti metateorici
DAL REALISMO MONISTA AL REALISMO IPOTETICO
Realismo monista: esiste un mondo indipendente dal soggetto che lo conosce. La concettualizza-
zione e l’elaborazione teorica seguono l’osservazione. Hanno creato problemi epistemologici alla
psicologia:
a. La mente è un epifenomeno del corpo materialismo riduzionista psicologia = neurofisio-
logica;
b. Con il parallelismo psico-fisico non ci sono più gli assunti del monismo passaggio dal biolo-
gico allo psichico.
Percorso del realismo monista:
Empirismo fisicalista o fenomenista priorità del dato rispetto alle categorie dell’osservazio-
ne. Lo scienziato deve considerare solo l’evidenza sensoriale, poi estrarrà leggi generalizza-
bili e predittive.
Comportamentismo soluzioni in ambito sperimentale. L’uso di modelli ha liberato la psicolo-
gia cognitivisti da preoccupazioni realiste.
a) b)
Riduzionismo olistico (molarismo); atomistico (molecolarismo) psicologia imperfetta ri-
spetto alla biologia: la fisica spiega la realtà ultima delle cose. Assumere il riduzionismo
come prescrizione scientifico-normativa vuol dire scegliere il realismo ontologico e monista,
tendendo a identificare i fenomeni psicologici con i termini che li descrivono e conferendo
loro una consistenza fattuale.
Realismo ingenuo: identifica la realtà degli eventi psichici e comportamentali con i costrutti che li
descrivono.
Realismo ipotetico: la comprensione del mondo è sempre mediato da assunti paradigmatici, da
schemi cognitivi espliciti adottati dall’osservatore. Rifiuta il monismo ed è pluralista. Non ci può
essere un’unica teoria che spiega tutti i fatti che appartengono a diversi ordini di realtà.
La teoria dell’attribuzione relativa alle teorie implicite della personalità mette in crisi il realismo inge-
a) b)
nuo dimostrando che i nomi si agganciano alle cose in funzione del modo in cui pensiamo, di
c)
un processo collettivo e delle nostre intenzioni conoscitive. gli esseri umani non operano di-
rettamente sulla realtà, ma sulle trasformazioni percettive che formano le loro esperienze del
mondo.
ATTI MENTALI E REALTÁ
Solo un alto grado di isomorfismo tra percezione e realtà ha consentito la sopravvivenza delle specie.
Ma man mano che la rappresentazione si allontana da una realtà costruita sulla varianza am-
bientale, gli individui usano rappresentazioni e schemi mentali, oltre che gli organi di senso, per
costruire ipotesi e interpretare il mondo.
Percezione come processo attivo differenzia le modalità e le scelte percettive + consente la risolu-
zione dei problemi. Argomenti di psicologia clinica (Salvini) 1
L’input sensoriale è un dato percettivo in funzione di un processo cognitivo attivato dal soggetto e
guidato da intenzioni e scopi.
Oltre alle caratteristiche esterne dell’oggetto, grazie alle credenze, alle competenze e alle intenzioni,
l’uomo coglie anche i significati dell’oggetto.
Gli eventi psicologi implicano: a. meccanismi percettivi scontati;
b. processi cognitivi precostituiti;
c. forme di elaborazione = atti mentali.
Proprietà degli stimoli sociali: a. il loro significato è spesso nascosto o travisato;
b. il loro assetto è instabile e muta di continuo.
complicano il compito del soggetto percipiente.
Teorie psicologiche sulla realtà:
Behaviorismo: esistenza di una realtà esterna stabile e oggettiva, a cui l’individuo impara ad
adeguarsi attraverso il comportamento;
Cognitivismo: la realtà è dipendente dai sistemi di rappresentazione che guidano l’elaborazione
delle informazioni;
Psicoanalisi: la realtà esterna è definita, ma può essere percepita in modo errato a causa delle
pulsioni. Il corretto esame della realtà è un obiettivo terapeutico.
Proposizioni osservative: risultato di processi mentali astrazioni e collegamenti uso di regole
di trasformazione. In una fase successiva possono svincolarsi da una realtà sensibile e unica e
diventare rappresentazioni mentali astratte.
Le categorie in cui vengono suddivisi modelli e teorie implicano passaggi e astrazioni che potrebbero
impedire il loro rientro nel livello di realtà a cui si riferiscono. Tali categorie finiscono per istituire
una realtà con le sue regole.
REALTÁ MENTALE COME CAMPO INTERATTIVO
Le specie evolute sono in grado di manipolare simboli le percezioni sono sempre più simili ad ipo-
tesi.
Gli atti percettivi sono possibili a partire da categorizzazione la mente estrae dalla realtà i mezzi
linguistici per renderla accessibile a tutti.
a) b) c)
Atto mentale = processi interattivo-simbolici; connessioni intrasistemiche; rappresentazioni
collettive la vita materiale è una realizzazione della vita sociale.
La realtà, essendo costituita da simboli prima che da oggetti, è un artefatto umano, le cui costruzione
e metamorfosi sono risultanti da un’attività mentale realtà concettuale colta nei suoi effetti
(fatti, creazioni, azioni, sentimenti).
La costanza delle percezioni è generata dalla nostra teoria del mondo le proprietà del reale si fon-
dano su un sistema di accordi intersoggettivi.
Gli atti mentali trasportano memorie ed intenzioni, sono ispirati da regole e valori e sono progettati
su scopi e obiettivi.
REALISMO IPOTETICO E REALISMO CONCETTUALE
Realismo ipotetico: necessità di un pluralismo conoscitivo. Il reale può essere analizzato da punti
di vista diversi, ognuno dei quali restituirà una diversa rappresentazione del mondo. Gli stati psi-
cologici e quelli fisiologici rappresentano solo differenze nel modo di considerare e categorizzare
le manifestazioni di un’unica realtà, non differenze di realtà.
Ogni sapere costituisce delle verità transitorie e locali legittima la sovrapposizione delle diverse
mappe della conoscenza.
Le varie realtà concettuali fabbricate dall’uomo sono costruite attraverso accordi e attribuzioni di sen-
so e significato. Gli oggetti sociali corrispondenti a queste credenze sono costrutti.
Oggetto psicologico: qualcosa rispetto alla quale si possa organizzare un’azione o un pensiero;
l’oggetto può essere fisico o immaginario. Gli effetti del pensiero e dell’azione sono reali in
quanto atti socialmente organizzati in grado id lasciare sedimentazioni empiriche durevoli.
Goodman: Nominalismo impensabile separare una realtà dai nomi e dai discorsi che la descrivo-
no. Tutti gli aspetti della realtà dipendono dal linguaggio e dal contesto del discorso il Sé e l’i-
dentità sono entità riflesse, possibili all’interno di un contesto.
Realismo concettuale: consente di dare una configurazione realistica a certi artefatti umani. Non
esistono dati sensoriali puri e indipendenti da qualche impianto categoriale. Una cosa considerata
vera lo è nei suoi effetti.
Argomenti di psicologia clinica (Salvini) 2
Lo psicologo clinico crede che la realtà si imponga nei suoi effetti, dato che non è separabile dai di-
scorsi che la nominano, ma separata da coloro che la nominano.
Lo psicologo è fortemente incline ad un pensiero relativizzato e quindi portato a confrontarsi con le
realtà prodotte dall’attività concettuale. Gli eventi psicologici che lo psicologo descrive o interpre-
ta non sono indipendenti da un agire comunicativo dotato di senso, in cui le teorie implicite degli
attori mentre spiegano la realtà non fanno altro che produrne un’altra.
Inoltre lo psicologo ha accesso al reale attraverso una forma di preconoscenza produce spiegazioni
di spiegazioni.
Non sa bene quale sia il livello di realtà a cui appartengono i processi o gli oggetti o le relazioni che
ha davanti è lecito stabilire nessi causa-effetto tra entità categorialmente diverse (depressio-
ne-tentativo di suicidio) capacità dello psicologo di muoversi a più livelli.
Mappe, teorie e modelli
MAPPE E TERRITORI
Ogni approccio scientifico, se si avvale di criteri adeguati al livello di realtà entro cui si opera, è legit-
timo. Secondo la prospettiva pluralistica, non esistono fatti ontologicamente dati, ma questi
emergono attraverso una teoria. La corrispondenza tra teorie e la realtà indagata costituiscono
un “buon programma di ricerca”.
Il metodo scientifico non è unico ed è connotato da diversi criteri e gradi di scientificità. Il metodo
contribuisce a definire l’oggetto adottare un certo linguaggio o un certo sistema concettuale
piuttosto che un altro può creare una discontinuità esplicativa.
Le teorie e i modelli che descrivono la realtà NON sono la realtà (mappa ≠ territorio) confonderli
(= letteralità) genera il realismo ingenuo. Per il realismo ipotetico la realtà è legata alle regole
di traduzione che essa porta con sé. Ma una cattiva corrispondenza non vuol dire inadeguatezza
ma può significare assenza di isomorfismo.
Le psicoterapie si fondano su una qualche credenza della natura umana presente nel contesto stori-
co-sociale e possono essere considerate tecniche basate su un certo grado di corrispondenza tra
la realtà indagata e le teorie sull’animo umano.
LA NOZIONE DI “CORRISPONDENZA”
La ricerca di criteri di corrispondenza per arrivare ad un buon programma di ricerca portano a:
1. Relazione di referenza
: corrispondenza tra teorie resa possibile dal
confronto competitivo tra teorie rispetto a un comune referente, per trovare una spiegazione
migliore. L’elevato grado di corrispondenza è in relazione a:
a. Condivisione di un comune terreno di confronto;
b. Possibilità di integrare le due teorie o escluderne una;
c. Esistenza condivisa di un’entità di apprendimento indiscussa dalle parti.
2. a)
Riferimento concettuale comune
: può essere una categoria psicolo-
b)
gica o un costrutto meta-teorico:
a. Categoria psicologica: un processo psichico viene postulato come espediente per risolvere
un problema esplicativo approcci teorici diversi convergono verso una comune
area di ricerca;
b. Costrutto meta-teorico: confronto di teorie con le analisi che le studiano.
Spesso appaiono corrispondenze fittizie, basate sull’uso degli stessi termini che creano l’illu-
sione di connessioni interdisciplinari.
b. La preconoscenza
: corrispondenza tra teorie esistente perchè lo studioso proietta l’evento in an-
ticipo sulla realtà da conoscere la preconoscenza può essere giù implicitamente presente
nei fatti che lo psicologo isola sulla scorta del linguaggio che deve essere socialmente utiliz-
zato. Il ricercatore non riesce più a distinguere ciò che appartiene al sistema socio-linguistico
e ciò che appartiene alla personalità.
1. Relazione di significato
: la corrispondenza non è cercata tra le teorie,
ma tra il carattere fattuale del mondo che gli individui si costruiscono e le teorie capaci di
cogliere le pratiche cognitive e costitutive che utilizzano. L’osservatore deve avere una teo-
ria adeguata a ricostruire le procedure attraverso cui il soggetto agente produce la realtà
inestricabile rapporto osservato-osservatore.
TEORIE E MODELLI IN PSICOLOGIA CLINICA
Funzioni dei modelli:
a. Conoscitiva complementare alla teoria;
b. Operativa complementare al metodo.
Modello: Costrutto teorico Argomenti di psicologia clinica (Salvini) 3
Nominalistico: si riferisce solo ad una certa classe di eventi;
A medio raggio: considera solo un certo numero di processi, fatti e ipotesi;
Criterio di adeguatezza: pertinente a spiegare certi eventi e non altri.
Se il modello è adeguato, servirà a spiegare solo un certo problema inutilizzabile su altri piani di
realtà.
Uso spurio (falsificato) del modello: trasferire conoscenze proprie ad un altro ambito disciplinare
sposta analogie linguistiche, concettuali e strutturali da una disciplina d un’altra. Problema anche
della psicologia clinica, che risente di schemi e procedimenti medici.
I modelli servono a qualcuno hanno uno scopo e sono guidati da un interesse il modello deve ri-
nunciare alla sua neutralità.
Sono il mezzo e il vincolo di una teoria per realizzare le proprie rappresentazioni e indicazioni operati-
ve, ma di solito finiscono per agire in sostituzione a una valida teorizzazione.
Perché teorie e modelli possano agire secondo le loro possibilità, hanno bisogno di un soggetto le cui
strutture cognitive si uniformino in anticipo alla realtà che deve essere incontrata quando due
psicologi condividono lo stesso linguaggio teorico condividono anche la stessa realtà, che non ha
più incongruenze.
LA PSICOTERAPIA COME MODELLO EURISTICO
(Euristica: procedimento non rigoroso per arrivare ad un risultato da verificare in seguito)
Gli assunti dei linguaggi della psicologia clinica o della psicoterapia contribuiscono ad istituire ciò che
dicono di voler spiegare certo grado di corrispondenza tra il sistema teorico che spiega il disa-
gio e le sue forme di manifestazione effetto Pigmalione + processi di assunzione dell’identità
deviante (devianza secondaria).
La psicoterapia e la psicologia clinica permettono al paziente di oggettivare il disagio come altro da
sé.
La psicoterapia dà luogo alla rieducazione cognitiva del soggetto: adesione del paziente agli enun-
ciati di realtà su se stesso.
Rosenthal: i pazienti che migliorano sono quelli che modificano le loro convinzioni nella direzione
del terapeuta.
Yalom: i fattori terapeuti provengono per lo più dai membri del gruppo. Il terapeuta assume un
ruolo “ideale” che determina nel paziente la disposizione ad identificarsi e ad apprendere i
suoi schemi comportamentali.
Cooley: anticipando il punto di vista del terapeuta, il paziente acquista una capacità di oggettiva-
zione, controllo e riorganizzazione della parti del sé problematiche.
Mead: le attribuzioni inscritte nella relazione con l’altro, se è significativo, portano ad un’autori-
definizione di componenti importanti dell’identità
La mediazione del terapeuta permettono un cambiamento nelle categorie cognitive in base alle quali
il soggetto costruisce la sua esperienza del mondo il terapeuta deve essere in grado di capire
gli schemi con cui il paziente costruisce gli eventi fornisce elementi che provocano cambia-
menti, soprattutto sul piano interpersonale.
l’esplorazione delle descrizioni psicologiche che un individuo dà degli altri in funzione della sua im-
plicita teoria della personalità può essere la migliore forma di accesso alla sua stessa personalità.
Il terapeuta deve: 1. Portare il paziente ad identificare i suoi schemi di percezione e relazione;
2. Fargli apprendere schemi alternativi;
3. Aiutarlo ad affrontare le esperienze con i nuovi schemi.
Secondo la teoria interazionista, la personalità è costituita da una pluralità di sé non unicità del si-
stema epistemologico del soggetto resistenza al cambiamento. Nella molteplicità dei Sé è pre-
sente l’adattamento funzionale del soggetto a ruoli e contesti diversi.
IL SOGGETTO EPISTEMICO PLURIMO
Soggetto epistemico plurimo: entità psicologico-comportamentale diversa da quella considerata
nella tradizione positivista. Non è sempre identificabile con l’individuo attraverso cui si esprime.
soggetto impegnato in operazioni conoscitive per lui rilevanti. Con l’esame della sua attività si ri-
cavano entità psicologico-comportamentali diverse.
Soggettività plurima costituita da attori capaci di produrre
Un sistema a più contesti vari contesti con diverse configurazioni gerarchiche;
o
Un sistema di azioni congiunte viene adottato il punto di vista di un altro nei confronti di se
o stesso o della realtà;
Un sistema di riflessività multipla diversi gradi e criteri di autoconsapevolezza.
o
I riferimenti adottati dallo psicologo stabiliscono la sua capacità teorica di decidere il livello di realtà
in cui collocare l’evento psicologico prodotto dal soggetto epistemico.
Argomenti di psicologia clinica (Salvini) 4
Personalità: sistema di eventi in cui possono essere introdotte molte costruzioni teoriche – map-
pe della ragione.
LA SCELTA TEORICA COME SCELTA PRAGMATICA
Lo psicologo opera con problemi conoscitive che esistono in sfere separate di realtà. Un evento psico-
logico dovrebbe essere formulato nei modi più appropriati agli scopi conoscitivi (traduzione di un
evento mentale in un linguaggio psico-fisiologico).
Per i realisti concettuali la realtà è dipendente da un certo contesto.
Non esiste un’unica realtà possibile scelta teorica in psicologia = scelta
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