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Noi facciamo delle inferenze sull’appartenenza di un oggetto A alla classa B,oppure sulla

probabilità che l’evento A sia causato dall’evento B sulla base del grado in cui A è rappresentativo

di B o per meglio dire sulla base della somiglianza tra A e B. una persona valuta la probabilità di un

evento incerto in base al grado in cui quell’evento i è simile nelle proprietà essenziali alla

probabilità essenziali alla popolazione dalla quale è tratto; i riflette le caratteristiche salienti del

processo che l’ha generato. Oltre a essere simile alla popolazione che l’ha generato un evento per

essere rappresentativo dovrebbe corrispondere al processo che l’ha generato,apparire cioè casuale.

Per questo Khaneman e Tversky ritengono che l’euristica possa essere viziata da una distorta

concezione del concetto di casualità e sembra che questa distorsione non risparmi le persone cono

conoscenze sofisticate di statistica.

Errori sistematici:

-legge ingenua dei piccoli numeri:anche campioni piccoli sono ritenuti altamente rappresentativi

della popolazione da cui sono tratti

-insensibilità alle probabilità di base:ignorate in presenza di profili fortemente stereotipici,solo

quando le descrizioni sono ambigue le probabilità a priori acquistano importanza per il giudizio

-legge dei grandi numeri:se dobbiamo effettuare un’inferenza intuitiva di qualche attributo o tratto

da un campione della popolazione ,se dobbiamo fare una generalizzazione,è molto probabile che il

giudizio o la stima siano completamente distorti se il campione è piccolo

La fallacia della congiunzione:regola dell’estensione:se l’estensione di un evento A include

l’estensione dell’evento B allora la probabilità di A sarà maggiore o uguale a B,poiché l’insieme

delle possibilità associate alla congiunzione dei due eventi A e B è incluso nell’insieme delle

possibilità associate a B- la probabilità di occorrenza della congiunzione degli eventi A e B sarà

uguale o minore della probabilità di occorrenza dell’evento B- la probabilità degli eventi composti

non può essere maggiore della probabilità degli eventi semplici componenti -->fallacia della

congiunzione:gli individui raramente si attengono a questo principio sia nel giudizio diretto che in

quello indiretto. L’uso di indizi di tipo estensionale sembra favorire l’eliminazione di questo

fenomeno:un esplicito riferimento al numero degli indizi relativi ai

casi individuali incoraggia i soggetti a sviluppare una rappresentazione dei problemi in cui

l’inclusione di classe può essere rapidamente percepita e apprezzata. La fallacia può dipendere

anche da altri fattori ad esempio se il giudizio si riferisce a proprietà immaginarie indipendenti dalla

loro effettiva esistenza, o disposizionali tendenze che possono effettivamente verificarsi

EURISTICA DI ANCORAGGIO E AGGIUSTAMENTO

L’applicazione avviene in due stadi

-generazione di un giudizio preliminare o recupero di un giudizio precedentemente effettuato a

partire da un valore ipotetico,l’ancora

-aggiustare la stima utilizzando info aggiuntive

Errore sistematico:sottostimare i valori a causa di un aggiustamento insufficiente

Wright e Anderson:la familiarità della situazione non incide particolarmente sull’ancoraggio:la sua

forza dipende dall’entità del valore assunto come ancora

REGREDIRE VERSO I VALORI MEDI

Regressione verso la media:fenomeno di fluttuazioni dei valori intorno alla media:spesso si incorre

in errori perché i soggetti non sviluppano intuizioni corrette riguardo questo fenomeno

Perché non ci si aspetta questo fenomeno in molti contesti in cui realmente si manifesta

-anche se si riconoscesse l’azione della regressione spesso si inventano spiegazioni causale non

sostenute dalla realtà dei fatti

Gli individui fanno ricorso in maniera ingiustificata proprio ai valori estremi di indici predittivi per

rendere conto della fiducia nelle loro previsioni:le caratteristiche delle info che ispirano fiducia

sono spesso relate inversamente alla capacità predittiva di quell’info .

Fenomeno della regressione:contro intuitivo per il fatto che gli individui suppongono che l’esito

previsto debba essere massimamente rappresentativo della variabile che l’ha generato. La

regressione non sempre rappresenta una previsione corretta :ciò si verifica nelle situazioni di

instabilità o di processi non stabili-->Andreanssen: la tendenza degli individui a essere più o meno

regressivi dipende dal fatto che essi attribuiscono oppure no a una causa stabile sottostante

l’andamento dei dati osservato recentemente

ERRORI NELL’EMISSIONE DI GIUDIZI:ILLUSIONE DI CONTROLLO

Gi individui si creano un’aspettativa di successo personale superiore a quanto l’obiettività consente

di rilevare con una probabilità di occorrenza maggiore quando fattori connessi a situazioni in cui il

successo dipende dall’abilità dell’individuo sono introdotte in situazioni governate dal caso

EFFETTO POLLYANNA O PENSIERO DESIDERATIVO

Certi eventi sono considerati più probabili di altri per il semplice fatto che sono vissuti come più

desiderabili:gli individui tenderanno a rischiare certi decisioni più di quanto dovrebbero in base alle

info obiettive. Può anche verificarsi il caso che certi esiti siano considerati più desiderabili perché

più probabili -->effetto Pollyanna. I due aspetti possono covariare nel senso che gli esiti positivi

tendono a essere considerati più probabili e quelli negativi più improbabili perché gi individui

tendono a ricercare gli effetti piacevoli e ad evitare quelli spiacevoli

ERRORI NEL FEEDBACK:VALUTARE L’ACCADIMENTO DI EVENTI GIA’ ACCADUTI

Gli individui giudicano eventi già accaduti come altamente predicibili sulla base di fatti conosciuti.

La modalità di ragionamento che porta a valutare gli eventi incerti di cui si conosce l’esito al

momento del giudizio,facendo un bilancio a posteriori di fatti accaduti in precedenza,è nota con il

nome di hindsight(sguardo a ritroso-Fischhoff). Due caratteristiche:

-una volta conosciuto l’esito di un evento incerto per gli individui quell’esito sembra inevitabile se

si guarda a ritroso;

-essi tendono a vedere delle relazioni tra certi altri eventi e quello che è effettivamente accaduto--

>la gente non solo tende a considerare inevitabile ciò che è accaduto ma altresì a considerarlo

relativamente inevitabile prima che accadesse.

Gli individui quando fanno valutazioni a ritroso tendono a esagerare ciò che potrebbe essere stato

anticipato in condizioni di previsione:questo fenomeno è determinato dal sistema di memoria

umana.

L’ampiezza del fenomeno dell’ hindsight sembra dipendere non solo da fattori legati ai meccanismi

cognitivi di recupero dell’info ma anche da differenze individuali legate al diverso bisogno di

elaborare le info manifestato dagli individui:chi ha questo bisogno elevato ricordano molti più

elementi utilizzati per descrivere una persona per esempio.

I soggetti con basso e medio bisogno di elaborare info esprimono una tendenza sistematica

all’hindsight mentre quelli con elevato bisogno dimostrano di non subire l’effetto di quella

tendenza.

MODELLI DELLA DECISIONE

Teorie normative:una scelta è razionale nella misura in cui massimizza l’utilità derivante dall’esito

Valore atteso:valutazione delle conseguenze di una determinata scelta,tenendo conto del momento

in cui si verificheranno e della possibilità che si verifichino effettivamente e fu proposto da

Bernoulli e si può calcolare

V = S p x

P probabilità di occorrenza associata all’i-esimo esito di una possibile opzione. Tuttavia il principio

del valore atteso si è rivelato inadeguato dal punto di vista predittivo poiché in alcune situazioni se

lo si adottasse la soluzione potrebbe comportare a conseguenze assurdo-->paradosso di San

Pietroburgo il giocatore potrebbe offrire una fortuna per partecipare anche una volta la paradosso di

San Pietroburgo poiché mediamente il ritorno che ne avrebbe è maggiore di una qualsiasi somma

offerta. Il problema divenne quello di individuare un principio diverso:la grande intuizione di

Bernoulli fu che non esiste una semplice equivalenza tra il valore monetario dei beni e il valore che

questi ultimi hanno per le persone che li possiedono o che vorrebbero possederli. Le decisioni sono

determinate più dall’interesse o utilità che gli esiti hanno per il decisore il valore morale(la funzione

di utilità ha andamento logaritmico).

Critiche:impossibile assegnare utilità a esiti non monetari-->la nozione di utilità fu trascurata e

riesumata recentemente per far parte integrante dell’impianto della teoria dei giochi e

comportamento economico di von Neumann e Morgenstern.

La teoria dell’utilità si basava sull’assunzione che un individuo è sempre in grado sia di esprimere

preferenza o indifferenza tra uno stato e un altro,sia di stabilire un ordine di preferenze tra

combinazioni di probabilità di tali stati a condizione che le preferenze del soggetto siano sempre

coerenti.

MODELLO DELL’UTILITA’ SOGGETTIVA ATTESA

Probabilità soggettiva:grado di credenza con cui viene considerata l’occorrenza di eventi:in questi

casi la probabilità oggettive degli esiti,spesso,non sono disponibili. Valutazioni soggettive o

interpretazioni personali degli eventi possono determinare una deviazione consistente rispetto alla

probabilità obiettiva di occorrenza di quegli stessi eventi.

TEORIA DELL’UTILITA’ MULTI-ATTRIBUTIVA

Spesso le decisioni da prendere si presentano molto complesse tanto che un individuo non riesce a

esprimere una valutazione globale degli esiti di ogni opzione come in realtà richiederebbe la teoria

classica dell’utilità;non è facile riassumere in una singola quantità numerica gli aspetti essenziali di

un esito:l’individuo dovrebbe disaggregare ogni opzione in termini di attributi o dimensioni che

possono avere per il decisore stesso un qualche valore. Il decisore può attribuire a ognuna delle

dimensioni un peso in funzione dell’importanza che egli ritiene abbia per la definizione dell’’esito

dell’evento. Il modello più semplice dell’utilità multi attributiva può essere sintetizzato nella

seguente formula

U(si) = S h u (sj)

H è il peso dell’j esimo attributo di u(si)il punteggio del valore sul j esimo attributo dell’esito o

opzione sj. Il decisore sceglie quello con l’utilità multi attributiva più alta .

Uno dei maggiori problemi consiste nella possibilità che un attributo rilevante possa essere

omesso :l’omissione potrebbe alterare seriamente i risultati.

La teoria multi attributiva ha avuto estesa applicazione nella costruzione di aiuti per la decisione ad

opera di Edwards –tecniche di supporto dirette a migliorare l’abilità del decisore nella strutturazione

del problema decisionale,compiti in cui l’espressione della preferenza si basa sulle differenze di

valore tra un certo numero di attributi che sono possibili con gradi diversi dalle alternative in esame.

Tali tecniche utilizzano un programma interattivo(es MAUD)che assiste e guida il decisore a

strutturare e decomporre tali preferenze in forma multi attributiva a partire dalle info relative alle

opzioni fornite dal decisore- i programma aiuta il decisore a far emergere gli attributi rilevanti per

ognuna di esse ed esprime per ogni dimensione dei valori che costituiranno i poli di una scala sulla

quale il decisore potrà stimare tutte le opzioni e specificare su quella scala il punto ideale. Il

programma consente di riorganizzare la struttura delle preferenze ottenute secondo la procedura se

viene rilevata un’incoerenza nei punteggi assegnati alle opzioni a causa di una specificazione

inappropriata oppure per l’impossibilità di trovare un punto ideale sulla scala.

BASE ASSIOMATICA DLLA TEORIA DELL’UTILITA’ ATTESA

Estrema logica di base:punto di forza della teoria

-per ogni decisione considera tutte le possibili azioni che possono essere eseguite;

-per ogni azione valuta tutte le possibili conseguenze

-per ogni conseguenza determina il valore del suo verificarsi e le probabilità che si verifichi

intraprendendo quelle azioni

-calcola il valore atteso e scegli l’azione che prevede quello più elevato

Per chi osserva queste azioni la teoria dell’utilità attesa può essere un criterio per valutarne la

razionalità

Assiomi:

-transitività:se A è preferito a B e B è preferito a C, anche A deve essere preferito a C

-dominanza:se A è valutato migliore di B su una dimensione e come B su tutte la altre A deve

essere scelto in quanto dominante

-invarianza:se viene preferito un esito a un altro tale ordine di preferenze non può essere modificato

o rovesciato per effetto del modo in cui questi esiti vengono messi a confronto-->la decisione deve

essere insensibile al tipo di rappresentazione del problema decisionale

CRITICA ALLE TEORIE NORMATIVE:gli assiomi non possono avere capacità descrittiva e

predittiva del comportamento di scelta

- Tversky:l’assioma della transitività può essere violato anzi vi sono circostanze in cui

l’intransitività delle preferenze diventa la condizione usuale in base alla quale i soggetti effettuano

le proprie scelte.

- se degli oggetti devono essere valutati in una sola dimensione è sicuramente facile esprimere

preferenze coerenti con tale assioma,più difficile è comportarsi coerentemente quando si devono

esprimere preferenze rispetto a oggetti valutabili su più dimensioni

La violazione dei principi della dominanza e dell’invarianza è stata dimostrata e discussa in diversi

lavori soprattutto da Tversky e Khaneman.

PRINCIPIO DELLA COSA SICURA (o dell’indipendenza)

Stabilisce l’invarianza delle preferenze tra certezza e rischio(ceteris paribus):se due eventi hanno

probabilità e valori identici,i livelli delle probabilità e dei valori non dovrebbero influenzare la

scelta tra le due scommesse-->se una persona preferisce un’azione a un’altra azione e questa

preferenza non risulta influenzata dal grado di incertezza degli eventi o dal modo in cui

un’incertezza viene risolta allora la risoluzione dell’incertezza non dovrebbe influenzare la scelta--

>principio invalidato dal paradosso di Allais.(Keller osserva che la presentazione del problema

sotto forma di matrice favorisce risposte coerenti con il principio di massimizzazione)

Khaneman e Tversky:il paradosso di Allais costituisce un esempio di ciò che hanno denominato

effetto certezza:il ragionamento che conduce all’individuazione del meccanismo psicologico

sottostante alla manifesta incoerenza nel comportamento dei soggetti ruota attorno al modo con cui

questi ultimi hanno interpretato le probabilità in gioco nelle due scommesse-->la riduzione della

probabilità dalla certezza a un qualche grado di incertezza determina una riduzione di attrattività per

l’opzione incerta maggiore rispetto al caso in cui si verifichi una corrispondente riduzione da un

determinato grado di incertezza a un altro;questo dipende dal fatto che i pesi attribuiti dagli

individui alle probabilità di occorrenza degli eventi non rispecchiano una funzione lineare:nei casi

in cui vi è una stessa quantità di riduzione della probabilità ma soggettivamente una ha più valore

quando la riduzione implica il passaggio da un minimo di incertezza alla certezza assoluta. I pesi

della decisione non aumentano linearmente con le aumentate probabilità effettive o stabilite,anche

se sono regressivi rispetto a queste ultime:i pesi di decisione e risultano essere sempre più bassi

rispetto ai corrispondenti valori di probabilità stabilite,salvo quelli che stanno in prossimità dei

punti finali dove si osserva un’iper-ponderazione delle probabilità basse,mentre per le probabilità

elevate si registra un’ipo- ponderazione,comportamento questo determinato dalla valutazione delle

probabilità estreme-->gli individui tendono a assegnare un’importanza trascurabile agli eventi

altamente improbabili oppure valutano la loro probabilità di manifestarsi molto maggiore di quanto

in realtà non accada:anche lo scarto esistente tra certezza e probabilità elevata tende a non essere

preso in considerazione oppure tende a essere amplificato

ATTEGGIAMENTO NEI CONFRONTI DEL RISCHIO

Le scelte dovrebbero essere orientate a evitare eventi rischiosi soprattutto in contesti che implicano

perdite(Friedman e Savage), del tutto coerente con l’andatura concava della curva dell’utilità. Il

principio del rifiuto del rischio non può essere generalizzato ala molteplicità dei comportamenti di

scelta dell’individuo:spesso lo stesso individuo può scegliere linee d’azione non riconducibili allo

stesso atteggiamento nei confronti del rischio. Per esempio gli eventi rari hanno un impatto sulla

decisione più forte delle obiettive probabilità di occorrenza di quegli eventi.

TEORIE E PRINCIPI DESCRITTIVI

I casi descritti hanno messo in luce la scarsa qualità predittiva della teoria dell’utilità. Di qui

l’esigenza di abbandonare quei criteri per intraprendere studi che mirano all’individuazione di

meccanismi psicologici responsabili del comportamento di scelta. Anni 70:studio del come la gente

prende decisioni al fine di rilevare meccanismi che rendessero conto di quel comportamento e ne

consentissero la previsione-->tentativi ancorati all’esigenza di apportare aggiustamenti ai parametri

dei modelli normativi,ma che può essere utilizzata per costruire mezzi adeguati di aiuto per la

decisione.

Lichtenstein e Slovic:fenomeno del rovesciamento delle preferenze-->primo lavoro consistente del

nuovo ramo:fenomeno ricondotto alle differenti strategie di elaborazione dell’info indotte dalle

diverse modalità con cui viene richiesta la risposta ai soggetti.

Khaneman e Tversky:teoria de prospetto pone l’accento sul modo in cui gli esiti vengono codificati

e su come tale codifica sia responsabile del diverso atteggiamento degli individui rispetto al

rischio(antagonista più convincente della teoria dell’utilità):gli individui interpretano e valutano le

prospettive o opzioni in termini di scarto da un dato punto di riferimento-->tali valutazioni saranno

diverse a seconda del fatto che si riferiscono a guadagni o perdite. Descrive il modo in cui i pesi di

decisione(P)si combinano con i valori(V)di ogni esito(X). Il valore complessivo sarà

V(X,p;y,q)P(p)V(X)+P(q)V(y)

La teoria consta di una parte quantitative e una puramente descrittiva:la parte quantitativa coincide

con la cosiddetta funzione del valore di V(X),la parte descrittiva riguarda il processo di scelta vero e

proprio nel quale vengono descritte una fase di strutturazione e organizzazione del problema e una

di valutazione -->la prima fase è di particolare importanza perché è proprio dal modo in cui gli

individui organizzano il problema che dipende il comportamento di scelta;la valutazione riguarda la

stima di prospetti in vista della scelta del prospetto che dimostra il valore più elevato:tale scelta

avviene su criteri descritti dalla funzione di valore.

-la funzione del valore:descrive il valore che ha per l’individuo un qualche cambiamento di stato

prodotto dal verificarsi di un determinato esito:v misura il valore delle deviazioni positive o

negative che gli esiti del prospetto producono rispetto a un punto di riferimento neutro che

costituisce il punto zero. Il valore è definito in termini di guadagni o perdite di ricchezza o di

benessere rispetto a quel punto di riferimento. Due caratteristiche:

-nella regione dei guadagni,quella sopra al punto di riferimento,la funzione esprime una curva

concava,mentre nella regione delle perdite è convessa-->la gente attribuisce un valore soggettivo

differente ai mutamenti relativi di benessere,sia in termini di guadagni che di perdite:la funzione

esprime la proprietà che una variazione marginale decresce via via che ci si allontana dal punto di

riferimento

-avversione per le perdite--> la curva dei valori cresce meno rapidamente nell'area dei guadagni di

quanto diminuisca nell'area delle perdite:l'intensità di piacere che gli individui provano quando

vincono una certa quantità di denaro è minore dell'intensità di dispiacere che gli stessi individui

provano quando perdono la stessa quantità di denaro..

Così la gente tenderebbe a evitare il rischio quando si tratta di prospettive di guadagno mentre è più

disponibile ad accettare il rischio se i prospetti implicano una perdita

-strutturazione del prolema:la preferenza per l'una o l'altra alternativa del problema decisionale

dipende da come viene interpretato il problema e dalle modalità di organizzazione degli esiti e delle

alternative:due problemi simili giungono a soluzioni differenti per effetto della differente

formulazione. La determinazione circa il fatto che un'opzione corrisponda a un guadagno o a una

perdita viene effettuata in funzione di un punto di riferimento:ci sono casi in cui il punto di

riferimento corrisponde a un'attesa relativa,a una posizione sperata che differisce dallo status quo

che può variare a seconda del modo in cui viene strutturata la situazione problematica;lo

spostamento dal punto di riferimento da un livello a un altro determina una modificazione

dell'ordine delle preferenze dal momento che trasforma i guadagni in perdite

-organizzazione del problema:6 operazioni principaligrazie alle quali gli individui riducono la

confusione insita nei problemi di decisione-->

CODIFICA:determinazione di un guadagno o perdita in funzione di un punto di riferimento (effetti

cambiamento da uno stato neutro a un altro)

SEGREGAZIONE:consente di isolare le componenti non rischiose delle decisioni che implicano

rischio

CANCELLAZIONE:per eliminare le componenti condivise dai prospetti offerti

COMBINAZIONE:vengono raggruppati esiti equivalenti

SEMPLIFICAZIONE:arrotondamento delle probabilità o dei valori nominali delle alternative o di

entrambi

RILEVAZIONE DELLA DOMINANZA:per determinare quali sono i prospetti dominati da

altri,poichè i primi saranno eliminati senza altre considerazioni

Uno degli aspetti che la teoria non considera è il modo con cui (i processi sottostanti)gli individui

interpretano il problema nella sua veste superficiale.:il cambiamento dei contenuti e degli scenari

della struttura superficiale influisce sulla comprensione della struttra profonda del problema.Le

operazioni di strutturazione indicate dalla teoria del prospetto non sembrano adeguate a rendere

conto di questi dati,poichè esse si riferiscono a operazioni che agiscono sulle probabilità e sugli esiti

costanti.

La teoria del prospetto può essere utilizzata per spiegare due effetti che costituiscono la violazione

della teoria standard della decisione

effetto sunk cost:tendenza a basare le proprie scelte su ciò che è stato scelto in precedenza,tenendo

conto dei costi sommersi,piuttosto che sulle valutazioni delle conseguenze future:quando i costi

sommersi entrano a far parte di un corso d'azione che ha prodotto delle perdite e tali costi

possiedono ancora un valore nella direzione originariamente indicata oppure devono ancora essere

ammortizzati mantengono ancora il loro peso sulla decisione attuale-->il beneficio addizionale

sembra avere più peso della piccola perdita addizionale

effetto endowement:tendenza a ritenere che gli poggetti posseduti abbiano un valore superiore a

quello che avevano al momento dell'acquisto oppure a manifestare ritrosia a cedere un oggetto per il

semplice fatto di possederlo

TEORIA DELL'IMMAGINE(teoria naturalistica della decisione)

propensione descrittiva. spesso le condizioni oggettive impediscono l'applicazione dei principi

normativi,il decisore può ricorrere solo a decisioni prese in precedenza modulandone le

caratteristiche in base alla particolare situazione attuale Klein-->modello basato di decisione basata

sul riconoscimento sollecitato dal contesto(recognition-primed decisione model):4 elementi

essenziali:

riconoscimento della situazione

comprensione della situazione

valutazione delle azioni che possono essere adottate per risolvere il problema

simulazione dei risultati per valutarne il potenziale

Decisori esperti basano le loro decisioni sul riconoscimento delle situazioni a uno stadio molto

precoce del processo decisionale

Beach e Mitchell:teoria degli schemi decisionali-->immagini:schemi specifici del comportamento di

decisione in cui sono rappresentati i principi guida del decisore rilevanti per un determinato ambito

di fatti,gli obiettivi che il decisore si prefigge mettendo in atto tattiche adeguate e il modo in cui egli


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per l'analisi e la valutazione clinica dei processi cognitivi
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Processi cognitivi e decisionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ferlazzo Fabio.

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