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Psicologia della cognizione sociale, Docente Fulvia Castelli Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Psicologia della cognizione sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Fulvia Castelli:
"The student's Guide to Social Neuroscience, Jamie Ward".
Gli argomenti trattati sono:
Introduzione alle neuroscienze sociali, Il cervello sociale, Origini evoluzionistiche, Intelligenza sociale e grandezza cerebrale,... Vedi di più

Esame di Psicologia della cognizione sociale docente Prof. F. Castelli

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Prospettive storiche sulle emozioni

Nel corso della storia sono state proposte diverse teorie rivolte a spiegare e classificare le

emozioni. Le principali sono:

• Teoria evoluzionistica di Darwin: Secondo Darwin, le emozioni si manifestano attraverso

determinate espressioni e gesti corporei in maniera condivisa dalle specie. Di

conseguenza, queste emozioni sono innate ed hanno la funzione di interpretare stati

emotivi di altri animali ai fini della sopravvivenza.

• Teoria dell’inconscio di Freud: Freud divise in 3 istanze la mente umana: l’io, l’es e il

super-io. Di queste tre istanze, l’es conserverebbe istinti primordiali legati alla

sublimazione di bisogni emotivi di ordine inferiore come sesso, calore, nutrimento, ecc.

Nonostante questa teoria sia superata, rimane comunque valida l’idea che le emozioni si

manifestino in maniera inconscia sul comportamento. Infatti, diversi modelli cognitivi

concordano sul fatto che la maggior parte delle elaborazioni emotive avvengano

inconsciamente.

• Teoria di James-Lange: Secondo questa teoria la percezione di un cambiamento fisico

produce un’esperienza emotiva. Ad esempio, se vengo lasciato dalla tipa prima piango e

poi mi sento triste. Tuttavia, diverse ricerche dimostrano che dei cambiamenti somatici di

per sé non sono sufficienti per produrre un’emozione.

• Teoria di Cannon-Bard: Secondo questa teoria l’esperienza emotiva dipende dalla

risposta cerebrale elicitata dallo stimolo emotivo. In questi termini, secondo gli autori,

l’ipotalamo è il punto centrale della teoria, il quale riceverebbe input sensoriali e in

seguito manderebbe output alla corteccia, la quale darebbe il via all’esperienza emotiva.

• Teoria del circuito di Papez: Questa teoria estende la visione di Cannon e Bard includendo

nell’elaborazione emotiva diverse regioni sottocorticali, comprendenti corteccia cingolata,

talamo, ipotalamo e ippocampo. Questo circuito spiegherebbe la risposta viscerale

coinvolta nell’esperienza emotiva e il legame tra stimoli emotivi e ricordi.

• Teorie legate al cervello limbico: Queste teorie si appoggiano alla teoria di Papez, secondo

cui vi sono dei circuiti neurali che collegano la memoria alle emozioni. In questo senso,

MacLean attribuì all’amigdala e alla corteccia orbito-frontale il compito di dare una

valenza emotiva ai ricordi.

Correlati neurali delle emozioni

Vi sono diverse regioni cerebrali che sono state collegate all’elaborazione delle emozioni:

Amigdala

• Localizzazione: L’amigdala è composta da una serie di nuclei inseriti nella parte anteriore

dei lobi temporali.

• Funzione: Essa è coinvolta nell’apprendimento e nella decodifica della valenza emotiva di

uno stimolo.

Insula

• Localizzazione: L’insula è una regione della corteccia che giace sotto i lobi temporali.

• Funzione: Essa è coinvolta nella percezione del disgusto, del gusto e del dolore.

Corteccia cingolata anteriore

• Struttura: Comprende quella parte di corteccia situata sulla superficie mediale del

cervello, attorno al corpo calloso.

• Funzione: Essa è coinvolta nelle risposte corporee a seguito di alcuni stimoli emotivi. La

parte ventrale sembra essere coinvolta nei processi di mentalizzazione. Ma non vi è

accordo in lettera riguardo quest’ultimo punto. Inoltre, la parte dorsale è implicata nella

valutazione del rischio e della ricompensa legate ad un’azione.

Corteccia orbito-frontale

• Localizzazione: Comprende la superficie ventrale dei lobi frontali, sopra le orbite oculari.

• Funzione: Si occupa dell’elaborazione e della modificazione del valore attribuito alla

gratificazione e alla valenza emotiva degli stimoli, sulla base della propria motivazione e

del contesto.

Striato ventrale

• Localizzazione: Lo striato ventrale fa parte dei gangli della base e include il nucleo

accumbens.

• Funzione: Esso è coinvolto nel circuito limbico e si attiva di fronte ed in prossimità di una

ricompensa. Inoltre, sembra avere un ruolo nel riconoscimento della rabbia.

Le emozioni di base

La teoria di Paul Ekman sulle emozioni è una delle teorie più influenti e accreditate in letteratura

ed afferma che vi sono 6 emozioni di base:

• Gioia

• Tristezza

• Disgusto

• Rabbia

• Paura

• Sorpresa

Per giungere a tale conclusione Ekman condusse una serie di studi cross-culturali comparando le

risposte fisiologiche alle emozioni. I risultati mostrano che vi sono una serie di espressioni

facciali condivise tra le diverse etnie e culture corrispondenti allo stesso vissuto emotivo.

Per quanto riguarda le altre emozioni vi sono prospettive diverse:

• Inclusione: Secondo questa prospettiva le altre emozioni sono incluse all’interno dello

spettro delle emozioni di base. (es. Soddisfazione, orgoglio, divertimento, rientrano

nell’emozione gioia)

• Somma: Secondo questa prospettiva, le altre emozioni sono una somma di più emozioni di

base. (es. gioia + paura = colpa, paura + sorpresa = spavento).

• Costruzione cognitiva: Secondo questa prospettiva invece le altre emozioni originerebbero

da una costruzione composta da un’emozione di base ed una percezione cognitiva. In

questo modo si possono spiegare come prendono vita le emozioni morali, ovvero

emozioni che richiedono l’attribuzione di stati mentali all’altra persona. (es. Per provare

un senso di colpa bisogna collegare un vissuto emotivo al fatto di pensare sé stessi in

relazione con altre persone).

L’amigdala e la paura

Uno degli studi più importanti condotti sull’amigdala è quello di Kluver & Bucy. In esso veniva

osservato il comportamento di scimmie con lesione bilaterale dell’amigdala. Il comportamento

manifesto è quello che corrisponde alla sindrome di Kluver-Bucy e consiste nei seguenti sintomi:

• Docilità

• Insensibilità emotiva

• Tendenza ad esaminare oggetti con la bocca

• Cambiamenti nella dieta

• Perdita della posizione gerarchica sociale

Questi sintomi sono tutti in linea con una perdita della capacità di apprendere la valenza emotiva

degli stimoli. Tuttavia, negli esseri umani, lesioni dell’amigdala non compromettono così

profondamente la sfera sociale, probabilmente perché i comportamenti sociali ed emotivi

coinvolgono anche altre parti cerebrali.

Studi successivi invece mostrano che l’amigdala si occupa in maniera specifica dell’apprendimento

e dell’immagazzinaggio degli stimoli legati alla paura, come ad esempio le espressioni facciali

legate ad essa.

Empatia

Per meglio comprendere il concetto di empatia bisogna prima chiarire cosa si intende con stati

mentali e con mentalizzazione o teoria della mente.

• Stati mentali: Si tratta di conoscenze, credenze, pensieri, intenzioni, sentimenti e desideri

provati da un individuo.

• Mentalizzazione: Si riferisce alla capacità di attribuire stati mentali ad un’altra persona.

• Teoria della mente: Anche se si riferisce alla stessa capacità della mentalizzazione, in

realtà il termine viene utilizzato per indicare che c’è un meccanismo specifico che si

occupa della capacità di attribuire stati mentali.

L’empatia può esser definita in maniera più ampia come una reazione emotiva o una

comprensione dello stato d’animo di un’altra persona. Con una definizione così ampia tuttavia, vi

possono essere modi diversi di intendere l’empatia:

1. Riconoscere lo stato interno dell’altra persona, compresi pensieri e sentimenti Questa

à

definizione comporta il riconoscimento ma non la condivisione dello stato mentale.

2. Avere la stessa postura o la stessa risposta cerebrale della persona osservata Questa

à

definizione comporta maggiormente la condivisione, ponendosi in linea con il

funzionamento dei neuroni specchio. Spiegherebbe di più fenomeni come il contagio.

3. Provare una reazione emotiva, anche differente, di fronte ad una situazione altrui à

Questa definizione comporta il riconoscimento ma non la condivisione di uno stato

mentale.

4. Immaginare come mi sarei sentito/avrei reagito in una determinata situazione Questa

à

definizione comporta un riconoscimento ed una condivisione più sulla base di una

similarità tra le persone più che su un’effettiva comprensione dello stato d’animo altrui.

5. Immaginare come l’altra persona si sarebbe sentita/avrebbe reagito in una determinata

situazione Questa definizione comporta un riconoscimento ed una condivisione dello

à

stato d’animo altrui, focalizzandosi sul mettersi nei panni dell’altra persona cercando di

comprenderla.

Queste definizioni differenti di empatia riflettono la moltitudine di metodi per misurarla. I diversi

strumenti si possono riassumere in 2 categorie:

• Questionari: Questi principalmente misurano una disposizione ad essere empatici.

• Esperimenti comportamentali: Questi principalmente misurano l’abilità ad empatizzare.

Applicando invece una definizione più stretta di empatia, si può definire meglio il costrutto e

differenziarlo da altri processi come il contagio, il cambio di prospettiva e la simpatia. Nel

dettaglio, si prova empatia quando:

• Una persona prova uno stato affettivo (differenziandosi dal cambio di prospettiva il quale

non necessariamente richiede il trovarsi in uno stato affettivo)

• Lo stato affettivo provato è uguale a quello provato dall’altra persona (differenziandosi

dalla simpatia la quale comporta anche una condivisione dello stesso stato affettivo)

• Lo stato affettivo può essere provato sia osservando che immaginando lo stato di

un’altra persona

• Si è consapevoli che la causa del proprio stato affettivo proviene da un’altra persona

(differenziandosi dal contagio)

Teorie sull’empatia

Vi sono diverse teorie rivolte a spiegare i meccanismi alla base dell’empatia:

• Teorie basate sull’imitazione: Secondo queste teorie l’empatia è un meccanismo

automatico sulla percezione e sulla riproduzione delle azioni svolte dall’altra persona.

Una prova dell’esistenza di un simile meccanismo è data dalla presenza dei neuroni

specchio. Inoltre, un’ulteriore prova della validità di queste teorie proviene dalla

psicologia sociale e consiste nell’effetto camaleonte, il quale prevede la mimica

spontanea dei gesti e della postura durante interazioni sociali di natura positiva. Questo

discorso è valido persino per le emozioni, infatti studi dimostrano che vedere persone che

provano dolore attiva gli stessi circuiti neurali nella persona che osserva.

• Teorie socio-affettive: Secondo queste teorie alla base dell’empatia giocano un ruolo

importante le credenze che si hanno sulla persona che si sta osservando. Ad esempio,

l’empatia provata può variare se una persona è giudicata buona o cattiva. Questo spiega

anche come l’uomo sia capace di atti di inumanità (genocidi) e meccanismi come il

disimpegno morale.

Di conseguenza, unendo le prospettive di entrambe le teorie, l’empatia può essere intesa come

un costrutto multi-dimensionale, comprendente meccanismi cognitivi, influenze sociali e

meccanismi neurali. Nel dettaglio comprende:

• Condivisione di stati mentali basati sull’imitazione

• Consapevolezza che se stessi e l’altro sono 2 entità simili ma separate

• Capacità di auto-regolazione tali da riuscire a porsi nei panni dell’altro, comprendendo i

suoi stati mentali e inibendo le proprie credenze e conoscenze.

Teoria della mente

Grazie alla teoria delle mente si possono capire gli stati mentali altrui. Per meglio comprendere

questa definizione, bisogna prima chiarire cosa sia effettivamente uno stato mentale. Esso è uno

stato intenzionale prodotto dagli individui che si differenzia dagli stati fisici per il fatto di andare

oltre ciò che un oggetto o un fatto sono realmente. Ad esempio, si può credere che l’h2o sia

tossica ma l’acqua sia potabile, oppure si può esser convinti di venire da saturno.

La teoria della mente è alla base dell’interazione sociale, infatti capire stati mentali altrui

permette di spiegarsi e di prevedere il comportamento di chi ci sta intorno.

I primi studi sulla teoria della mente sono stati condotti da Premack & Woodruff nel 1978, e

consistevano nel mostrare un video ad uno scimpanzé di nome Sarah nel quale un uomo cercava

di raggiungere una banana posta in alto rispetto alla sua posizione. In seguito, la scimmia doveva

prevedere il comportamento futuro dell’uomo selezionando alcune foto. Se avesse scelto le foto

che raffiguravano l’uomo prendere una scatola per poter raggiunger la banana, allora Sarah

avrebbe capito l’intenzionalità dell’uomo. Tuttavia, queste prove non fanno altro che testare la

regolarità di un comportamento, in accordo con credenze vere e di conseguenza prevedibile a

prescindere da intenzionalità e stati mentali. Per questo, Dennet nel 1978 afferma che un

requisito fondamentale per un test della teoria della mente deve essere la previsione di un

comportamento in contrapposizione alla realtà soggettiva, in accordo con una falsa credenza.

Una prova di questo tipo è il compito di Sally & Anne. I risultati mostrano che la capacità di

prevedere il comportamento altrui sulla base di una falsa credenza si acquisisce universalmente

dopo i 4 anni. Tuttavia, studi condotti in maniera differente dimostrano come la capacità di

attribuire stati mentali compaia prima, ad esempio nei bambini di 2 anni attraverso il gioco della

simulazione. Studi di neuro-immagine, sembrano localizzare la teoria della mente nella corteccia

mediale pre-frontale e nella giunzione temporo-parietale.


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Riassunto per l'esame di Psicologia della cognizione sociale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dalla docente Fulvia Castelli:
"The student's Guide to Social Neuroscience, Jamie Ward".
Gli argomenti trattati sono:
Introduzione alle neuroscienze sociali, Il cervello sociale, Origini evoluzionistiche, Intelligenza sociale e grandezza cerebrale, Apprendimento sociale e imitazione, Neuroni specchio e imitazione, Emozioni, Correlati neurali emozioni, Empatia, Teoria della mente, Autismo, Interagire con gli altri, Altruismo, Game theory


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lavir di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della cognizione sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Castelli Fulvia.

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