Psicologia sociale cognitiva
Capitolo 1 – La cognizione sociale
La cognizione sociale punta ad individuare i processi che caratterizzano il funzionamento del sistema cognitivo, e che guidano i giudizi e i comportamenti attuati nell’ambiente sociale. Nel tentativo di integrare elementi di psicologia sociale e di psicologia cognitiva generale, si arriva a definire la cognizione sociale: “la cognizione sociale si occupa dello studio scientifico dei processi con cui le persone acquisiscono informazioni dall’ambiente, le interpretano, le memorizzano e le recuperano dalla memoria, al fine di comprendere il mondo sociale e loro stessi, organizzando di conseguenza giudizi e comportamenti”
- Natura scientifica: ogni ipotesi è sottoposta a rigide verifiche sperimentali, con criteri condivisi, cercando di distinguere tra processi generali o specificatamente legati al contesto.
- Natura attiva nell’acquisizione delle informazioni dall’ambiente: esplorazione attiva dell’ambiente, con elaborazione (necessariamente selettiva) delle informazioni in ingresso.
- Interpretazione della realtà: le informazioni acquisite non hanno valore di per se stesse, ma per il significato che l’individuo gli assegna secondo le esperienze passate ed il proprio stato attuale. L’interpretazione ed attribuzione di significato sono quindi soggettive, e depositate in memoria per arricchire conoscenze ed esperienze che fungeranno da guida per ulteriori future interpretazioni.
Principi generali
- Bisogno di risparmio di risorse cognitive: a causa delle limitate capacità cognitive di elaborazione delle informazioni, al fine di risparmiare tempo e sforzi cognitivi, si attua:
- Categorizzazione: selezione delle info in ingresso e ricerca di sintesi, categorizzando e usando le info pregresse sulla categoria per conclusioni rapide e approssimative.
- Ricorso ad euristiche: scorciatoie di pensiero usate per formulare giudizi in contesti incerti. Quindi ricerca non più della soluzione ottimale in assoluto, ma di quella accettabile.
- Processi consapevoli e inconsapevoli:
- Processo consapevole (intenzionale, possibilità di controllo e consapevolezza delle fasi intermedie e dell’esito finale), può aver luogo se ci sono sufficienti risorse cognitive, processi tipicamente seriali, cioè eseguibili in successione a causa del dispendio cognitivo.
- Processo inconsapevole, o automatico, eseguibile con carico cognitivo attentivo limitato, e possibilità di esecuzione in contemporanea con altri processi (la categorizzazione è una delle prime operazioni inconsapevolmente attuata in ogni incontro sociale).
- Anche nei processi consapevoli rivolti ad analisi razionali, è praticamente impossibile quantificare l’influenza di altri fattori (inconsapevolmente attivati). Non esistono processi controllati puri, e si verifica sempre una compresenza in proporzioni variabili di componenti controllate ed automatiche (Bargh, 97).
- L'egocentrismo dei processi di pensiero: si manifesta in diverse forme:
- Tendenza a ritenere valida in assoluto la propria prospettiva.
- Illusione di trasparenza, credenza erronea che gli altri capiscano immediatamente e facilmente i nostri stati interni (spesso nei bambini, Piaget 1947, e nei rapporti di coppia).
- Raggiungimento e mantenimento dell’autostima, quindi tendenza sistematica verso giudizi e comportamenti tali da ottenere un’auto-rappresentazione positiva.
- Resistenza al cambiamento: processi e contenuti di pensiero tendono a resistere al cambiamento, anche a fronte di oggettive evidenze di erroneità. Accentua l’esplorazione selettiva, finalizzata alla conferma di proprie aspettative per mantenere stabilità, contro apertura allo stimolo al cambiamento.
- Accessibilità cronica: è la facilità con cui certi contenuti di pensiero si presentano nella nostra mente. Quelle croniche sono la chiave privilegiata di interpretazione della realtà e delle nuove esperienze.
- Accessibilità temporanea (il qui e ora): influenza sui processi mentali dello stato momentaneo dell’individuo (spesso inconsapevolmente). Le situazioni contingenti rendono alcuni contenuti di pensiero temporaneamente più accessibili di altri, e pervasivi nei giudizi-comportamenti. Insieme ai costrutti cronici, indirizzano i processi mentali e definiscono le coordinate di riferimento per interpretare il mondo sociale.
Capitolo 2 – La percezione sociale
Formazione impressioni processo sequenziale, 2 modelli:
- Modello algebrico (Anderson, 65): la priorità è sui dati in ingresso, e sulla valutazione delle valenze dei singoli dati acquisiti per formare un’impressione complessiva come media algebrica.
- Modello configurazionale (Asch, 46):
- La priorità è data alle operazioni mentali eseguite sui dati in ingresso e ai significati attribuiti, anche secondo le altre info presenti.
- Tratti centrali, per la loro vaghezza influenzano e sono influenzati a seconda del contesto.
- Effetto di priorità (primacy effect): i primi elementi acquisiti creano lo sfondo interpretativo e le fondamenta su cui costruiamo e diamo significato alle altre informazioni successive (vale sia per le caratteristiche sia per le competenze percepite).
Asch è più accreditato, ma anche il modello algebrico ha una valenza quando non c’è forte motivazione a impressione, effetto recency, le ultime info hanno maggiore peso, se non c’è motivazione o se c’è gap temporale tra info ricevute.
Comportamento non-verbale
- Movimenti del corpo, sguardi, espressioni del volto, inclinazione del corpo, quantità di contatti oculari, contatto.
- Significato non-assoluto, funzione di cultura di appartenenza, e di status sociale relativo (asimmetrie).
- Differenze nelle capacità di codifica dei comportamenti non verbali: le donne più abili degli uomini, per varie possibili spiegazioni: di tipo evoluzionistico (accadimento della prole), o di “teoria del ruolo sociale” di A. Eagly, maggiormente di servizio agli altri, che hanno predisposto la donna a maggiore sensibilità verso chi è più in alto nella scala sociale.
- Invio/ricezione di segnali non verbali continuo e inconsapevole, quindi spesso indicatore di menzogne: poiché l’attenzione cognitiva viene sottratta al controllo del comportamento non-verb.
Effetto persistenza
Resistenza al cambiamento e conservatorismo con cui opera il sistema cognitivo, anche davanti ad evidenze di infondatezza delle nostre prime impressioni <<= Ross, Lepper, Hubbard (1975), feedback casuali ai partecipanti dopo una serie di prove, ad alcuni molto buoni, ad altri molto negativi, e dopo ammissione della casualità, l’impressione sulla prestazione restava negativa per quelli del feedback negativo >>
Teorie implicite della personalità
Credenze di associazione tra tratti di personalità e relativa inferenza da alcune caratteristiche su altre, per arricchimento di impressione e risparmio cognitivo.
Aspetto fisico
Indicatore di caratteristiche di personalità, partendo da teorie ingenue di associazione tra tratti di personalità e caratteristiche fisiche (esempio la baby-faceness).
Ricerca attiva e selettiva di informazioni
Ricerca attiva e selettiva di informazioni nell’ambiente, con strategia di conferma delle ipotesi iniziali, o di disconferma delle stesse ipotesi <<= Snyder e Swann (1978) indagano la strategia preferita, chiedono a metà dei partecipanti di capire se l’interlocutore è estroverso/introverso, scegliendo 12 domande da una lista di 26, di cui parte estroverse e parte introverse, e nota che le domande scelte sono a confermare le proprie ipotesi
Profezie che si auto avverano
In modo dinamico, le aspettative e le ipotesi formulate, vanno a predisporre comportamenti coerenti con quell’impressione, producendo appropriate risposte nell’interlocutore, che probabilmente confermano l’ipotesi iniziale. Costruzione della realtà. <<= Rosenthal e Jacobson, 1968, test di intelligenza a studenti e feedback casuale agli insegnanti sugli studenti più promettenti, che effettivamente a fine anno davano prestazioni migliori, e riscontro che gli insegnanti interagivano con questi in modo più produttivo, favorendo l’aspettativa =>>
Similarità percepita
La similarità percepita incide positivamente sulla qualità dell’impressione formulata, intesa come similarità di interessi, di origini, di modo di valutare gli altri, di comportamenti non verbali (effetto camaleonte). L’imitazione può essere strategia per fluide e gradevoli interazioni.
Effetto falso consenso
Tendenza a sovrastimare diffusione negli altri di proprie idee e atteggiamenti. È un’euristica di giudizio, per prevedere opinioni altrui in condizioni di incertezza. <<= Ross, 1977, lo dimostra con gli studenti che accettano di andare in giro con cartello appeso al collo, e che stimano probabile che altri facciano lo stesso, oppure caso contrario, o anche esperimenti fuori dal supermercato =>>
- Esposizione selettiva a persone con idee simili alle nostre, quindi tendenza alla sovrastima.
- Egocentrismo e motivazione a ritenere i propri pensieri condivisi da una maggioranza.
- Maggiore disponibilità del proprio pensiero e relativa proiezione.
Impressioni sui gruppi sociali
Correlazione illusoria: distorsione di percezione, per cui si ritiene che due eventi infrequenti e simultaneamente presenti siano tra loro associati anche in assenza di qualunque associazione reale, a causa della loro co-occorrenza, possibile causa di stereotipi dei gruppi sociali. <<= Hamilton e Gifford, 1976, 39 frasi con comportamento positivo/negativo e riferimento a gruppo A o B, con maggiore numero di comportamenti positivi, e del gruppo A, ma in uguale rapporto, per cui nessun gruppo migliore dell’altro, ma le percezione del gruppo B erano più negative =>>
Euristiche
Scorciatoie di pensiero grazie alle quali si cerca di formulare un giudizio o una previsione, a partire da condizioni di incertezza e di informazioni limitate (e/o non diagnostiche).
- Euristica della disponibilità: si basa sul recupero dalla memoria di specifici esempi disponibili, per formulare un giudizio o una previsione. In generale gli esempi vivi, recenti e salienti risultano meglio codificati in memoria e quindi più facili da recuperare, quindi rischio errore e distorsione (es. “effetto solo”, che porta a confondere frequenza con salienza). Questa euristica può anche essere usata per stimolare il cambiamento personale, cercando di immaginarsi in situazioni future diverse, e stimolando quindi l’impegno in tale direzione.
- Euristica della rappresentatività: entra in gioco l’immagine prototipica associata, e si sovrastima la probabilità di un certo giudizio semplicemente per somiglianza a questa rappresentazione, senza tenere conto delle effettive probabilità di base (baserate fallacy). Esempi errore di congiunzione, percezione dei gruppi sociali (distorte dallo stereotipo), diagnosi cliniche distorte da uno specifico disturbo, ecc.. <<= Tversky e Kahneman, 1974, dopo lettura di brano con tratti di personalità, 3 gruppi di partecipanti devono stimare le % di studenti su alcune facoltà, oppure stimare la somiglianza col prototipo di ogni facoltà universitaria, oppure stimare la probabilità di frequenza di ognuna delle facoltà, e si evidenzia la correlazione tra gruppo 2 e 3, cioè la somiglianza col prototipo è il criterio per stimare la probabilità senza considerare la probabilità di base.
- Euristica dell’ancoraggio e dell’accomodamento: scarsa capacità delle persone di liberarsi dalle ancore di giudizio che vengono loro fornite, quindi rispetto ad un punto di riferimento per formulare il giudizio, le successive approssimazioni e aggiustamenti per arrivare al giudizio finale restano limitati. (esempio, i verdetti giudiziari, che partono dalla considerazione sulla pena minima o massima).
- Euristica della simulazione: si attiva con il pensiero controfattuale, un'attività immaginativa che smonta il passato e ricostruisce mentalmente il futuro che si sarebbe potuto realizzare se (..). Questo tipo di pensieri influenza il nostro modo di interpretare gli eventi, le nostre risposte emozionali, e a volte anche le decisioni che prendiamo riguardo il futuro. (esempi, perdo l’aereo di pochi minuti, 2° e 3° classificato a una gara sportiva, o propensione a vendere una schedina anche con incentivo ecc.).
L’attribuzione causale
Nel tentativo di spiegare i comportamenti (verbali e non-verbali), ci sono molti elementi di ambiguità. L’elemento cardine delle teorie...
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