Dalla formazione al lavoro
Capitolo 1: Il lavoro oggi
Dimensioni e coordinate per l'orientamento
Nel corso dell'ultimo ventennio, il funzionamento e l'essenza del mercato del lavoro e delle organizzazioni sono profondamente cambiati, al punto che le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno trasformato il modo di imparare, lavorare e rapportarsi agli altri. I segni di tale frattura con il passato vengono infatti individuati nella rivoluzione dell'informazione e della comunicazione, e nella trasformazione del lavoro e dell'economia globale, in quella che oggi viene definita "new economy"; le cui dinamiche hanno abbattuto i pilastri fondamentali dell'autorità, della giustizia e della garanzia.
In un simile scenario di destabilizzazione, insicurezza e povertà del paese, la sempre più pressante emergenza economica, politica e sociale urge di un'attenta analisi del fenomeno e di un percorso di orientamento professionale per un'efficace collocazione della persona nel mercato del lavoro e per un'efficiente regolazione dei sistemi di relazione tra istituzioni, economia e soggetti.
I cambiamenti nel mercato del lavoro
La new economy ha tracciato una chiara linea di demarcazione in rapporto alle tradizionali dinamiche economiche, ed in particolare per ciò che riguarda i meccanismi di regolazione tra domanda e offerta di lavoro. Mentre nella vecchia società tradizionale il lavoro era confinato entro spazi specifici; dove il tempo veniva regolato dal ritmo della produzione; oggi esso segue altri ritmi e non possiede più confini spaziali. Infatti con l'irrompere delle forme virtuali di impresa, la vecchia immagine rassicurante del sistema di organizzazione del lavoro cede il passo ad un'estrema varietà di forme, nelle quali l'integrazione del lavoro non si realizza più per vicinanza spaziale rigida.
- Dal punto di vista relativo alla sfera personale del lavoratore, attraverso la crescente destrutturazione delle dinamiche spazio-temporali, si assiste ad una compenetrazione tra vita quotidiana e lavorativa.
- Dal punto di vista relativo all'organizzazione, l'idea che le imprese possano diventare un'entità virtuale è pericolosa, poiché vi è la possibilità che esse possano progressivamente perdere la propria corporeità e di conseguenza il capitale investito, il reddito prodotto e posti di lavoro.
Il principale effetto dell'abbandono delle consuete modalità di aggregazione fisica risiede nell'importanza sempre maggiore che assume la dimensione dell'informazione e della conoscenza: per cui se l'accesso a un'informazione sempre più diffusa diventa più facile, anche la conoscenza ne trarrà vantaggio, sia riguardo la vita del singolo soggetto che la stessa evoluzione dell'organizzazione lavorativa. Il lavoro dunque si è modificato.
Da ciò si evince:
- Una diffusione/dispersione spaziale e temporale del lavoro, attraverso la crescita del numero dei luoghi, la riduzione delle dimensioni delle sedi, la crescita della tipologia degli orari di lavoro e l'accentuazione di natalità e mortalità delle imprese;
- Una maggiore selettività della domanda di lavoro, in termini sia di flussi (contrazione del livello delle assunzioni) che di requisiti (maggiore enfasi su attitudini, quali l'iniziativa, la creatività, la cura);
- Una maggiore selettività dell'offerta di lavoro, in termini di status, istruzione, reddito ecc.
Gli effetti di natura psicosociale sui lavoratori
Questo processo di cambiamento nell'essenza del lavoro genera alcuni effetti di natura psicosociale:
- Relativamente alla variabile "età": la stabilizzazione lavorativa ancora oggi si attesta intorno ai 30 anni; si assiste inoltre all'innalzamento dell'età pensionabile e quindi della fascia dei lavoratori definiti middle-aged (45-59);
- Relativamente alla variabile "istruzione": di fronte alla tendenziale crescita dei livelli di scolarità, il mercato del lavoro presenta livelli sempre più flessibili per ciò che riguarda la coerenza tra bagaglio formativo e competenze richieste dal lavoro che si va ad occupare.
- Relativamente alla variabile "differenza di genere", la femminilizzazione di alcuni settori del mercato del lavoro presenta ancora importanti punti deboli per ciò che riguarda la correzione delle disparità di trattamento e la doppia carriera (casalinghe-lavoratrici).
- Relativamente alla variabile "minoranze etniche", emerge la centralità delle politiche di integrazione sociale e culturale per ciò che riguarda l'inserimento lavorativo di tali gruppi.
Lavoro e innovazione tecnologica: le contraddizioni di un binomio di successo
Una delle variabili più importanti nell'analisi delle dinamiche del mercato del lavoro è l'innovazione tecnologica; che oggi istituisce una sorta di politica di "alfabetizzazione" tecnologica a qualunque livello. In ambito economico-aziendale, la "tecnologia" nel passato era considerata come: l'impiego di una serie di conoscenze scientifiche in procedimenti finalizzati a determinati scopi pratici nella sfera della produzione, dei trasporti e nella distribuzione. Il passaggio dalla meccanizzazione all'automatizzazione ed il successivo avvento dell'era digitale e delle tecnologie telematiche hanno prodotto una diversificazione tecnologica.
- Nucleo tecnologico: tipo di bene prodotto e servizio relativo all'organizzazione
- Alta tecnologia: nuove tecnologie e prodotti derivati da essa
- Tecnologia informatica: per la gestione e controllo dei sistemi organizzativi
Teorie sulla tecnologia:
- La teoria organizzativa modernista di Thompson e Woodword, concepisce i sistemi tecnologici come "artefatti chiusi, progettati sulla base di una razionalità strumentale, orientata allo scopo, e con previste modalità di utilizzo. Essi sono mezzi per conseguire scopi prestabiliti e non ambigui, e producono impatti prospettati in partenza".
- Mentre secondo la prospettiva costruzionista di Hatch, la dimensione psicosociale e tecnologica interagiscono dinamicamente in un processo in base al quale, per un verso, la tecnologia rispecchia ed è influenzata dalle scelte complesse che costituiscono la società; per un altro essa non è una pura applicazione della scienza, ma è anche influenzata da relazioni sociali, culturali, economiche che la precedono e le danno forma. Secondo Latour bisogna pensare all'innovazione tecnologica come all'anello di una lunga catena che rappresenta l'intera successione degli eventi che si sono accumulati nel tempo.
- Anche per i teorici post modernisti, il collegamento "tecnologia-società" è importante. Essi, tuttavia, ritengono che tale relazione vada letta cercando di capire come la tecnologia possa influenzare la società, dato che quest'ultima è spesso alla base di cambiamenti radicali.
La tecnologia informatica sta provocando trasformazioni epocali paragonabili a quelle causate in passato dall'avvento dei moderni mezzi di trasporto e dalle tecnologie dei mass-media. Questa rivoluzione ha dei risvolti culturali, anche se negativi. Infatti il passaggio dal moderno al post-moderno, è idealizzato da informazioni quasi perfette che la tecnologia del computer offre alla società. Così avendo a disposizione informazioni perfette, nella società odierna si rischia spesso di fare indigestione di notizie, per cui non ha più senso impararne nuove, ma occorre invece sistemarle in modo diverso. Tutto ciò ha determinato la nascita di un nuovo campo di ricerche che provvede allo studio delle possibilità di raccordo tra l'intelligenza naturale dell'uomo e quella artificiale della macchina.
Considerazioni conclusive
All'interno dello scenario odierno i percorsi di vita delle persone sono sicuramente più frammentati e non più lineari; si entra in un lavoro, si è poi costretti ad uscirne e a rientrare in formazione per aggiornarsi o per trovare un nuovo lavoro; molto spesso si studia e si lavora contemporaneamente, motivo per cui i momenti di scelta diventano continui, distribuiti per tutto l'arco della vita e non più concentrati in un particolare stadio della vita giovanile. In quest'ottica, l'orientamento si inserisce come sostegno a chi deve compiere una scelta scolastica o professionale, in modo da consentire una relazione dinamica tra le esigenze della persona e le opportunità offerte dalla formazione e dal mondo del lavoro.
Capitolo 2: Transizione dalla formazione al lavoro
L'orientamento può fare qualcosa?
Premessa
I numerosi cambiamenti riguardanti il mondo del lavoro investono per lo più i soggetti adolescenti, che devono passare dalla formazione al lavoro, apportando delle modifiche all'evoluzione dei loro atteggiamenti e valori lavorativi, a prospettive ed attese verso il futuro. Tra gli adolescenti cresce la voglia di andare all'università; o perché si è attratti dalle nuove lauree brevi che promettono professionalizzazione in tempi ridotti; o perché tale soluzione costituisce una sorta di comodo parcheggio per chi non ha ancora un impiego o non sa cosa fare della propria vita futura.
Nel settore pubblico, i laureati sono richiesti soprattutto nei settori dell'organizzazione, informatica, comunicazione e gestione dei servizi telematici e informatici. Però, tale situazione è molto preoccupante dato che il sistema produttivo chiede laureati che servono a fare quello che già si sta facendo, e non invece, laureati capaci di apportare valore aggiunto nel gestire situazioni complesse con la capacità creativa che solo la cultura generale può fornire. L'attuale sistema formativo gode infatti di scarsa stima e considerazione tra chi ne dovrebbe usufruire; poiché vi è la consapevolezza della non corrispondenza tra richiesta del mondo del lavorativo e offerta del prodotto della formazione.
Cosa richiede il mondo del lavoro e cosa offre la formazione?
Negli ultimi decenni, i cambiamenti nel mondo del lavoro hanno riguardato un incremento dell'instabilità occupazionale con effetti psicosociali di sotto-utilizzazione delle risorse (specie giovanile), e modifiche dei significati del lavoro e dell'impegno ad esso relativo. Le modalità di lavoro sono cambiate, a diversi livelli:
- Come forme contrattuali: dato che oramai il posto di ruolo è stato sostituito dal lavoro precario (o flessibile), dai contratti a termine e dal lavoro in affitto.
- Come tempi: dato che vi sono sempre più difficoltà di inserimento delle fasce giovanili sotto i 30 anni a vantaggio di quelle più anziane, e maggiore incertezza relativa ai pensionamenti.
- Come contesti lavorativi: dato che le nuove emergenti esigenze di ristrutturazione aziendale privata e pubblica e la trasformazione degli stili gestionali producono conflitti personali e organizzativi difficili da risolvere.
Le ripercussioni psicosociali sono rilevanti, non solo a livello dei ritardi nella costituzione delle nuove famiglie, ma anche riguardo alla sicurezza personale e al cambiamento di atteggiamenti e attese nei confronti del lavoro. Le competenze più importanti per l'inserimento di un nuovo lavoratore sono: motivazione al lavoro, conoscenze informatiche, flessibilità negli orari di lavoro ed esperienza lavorativa di almeno un anno.
Il "sapere" ed il "saper fare" mescola così acquisizioni formali e pratica esperienzale, saperi procedurali, organizzativi e metodologici, apprendimenti cognitivi, motivazionali e relazionali. Ciò che il mondo del lavoro richiede riguarda:
- Autonomia ed indipendenza di giudizi e azione;
- Capacità di relazioni interpersonali e sociali;
- Flessibilità cognitiva e motivazionale;
- Problem solving efficace: uso del pensiero produttivo e creativo e logica sequenziale;
La formula in cui si può riassumere ciò che le aziende si aspettano dal potenziale lavoratore, è: Cioè: (METODO + ESPERIENZA) > conoscenze specifiche.
Capitolo 3: Dimensioni psicologiche e ipotesi di scelte lavorative
Premessa
Nei processi di scelta, ed in particolare quelli riguardanti la progettazione del proprio futuro formativo e professionale, vengono coinvolte tutte le dimensioni della personalità. L'obietto dell'azione orientativa non è solo quello di orientare la persona a compiere scelte consapevoli e coerenti, ma anche quello di sostenerla nel progettare quanto vi è di più necessario per portare avanti con successo tali scelte, raggiungendo gli obiettivi prefissati. Pertanto è indispensabile definire quali aspetti relativi alla personalità del soggetto vengono maggiormente coinvolti nei processi di orientamento al lavoro, per poi poter intervenire su di esse.
Centralità degli interessi nel processo orientativo
L'orientamento si basa essenzialmente sugli interessi degli individui. L'Interesse professionale è un atteggiamento favorevole del soggetto verso alcune tipologie di attività a preferenza di altre. Esso viene acquisito nel corso dell'esperienza personale, in quanto la persona in questione comincia a nutrire attrazione verso un certo obiettivo e la motivazione a raggiungerlo, poiché lo percepisce come consonante con i propri bisogni e le proprie esigenze. Interessi, credenze di autoefficacia e aspettative di risultato, si influenzano reciprocamente: le credenze di autoefficacia (la sensazione di potercela fare) e l'aspettativa di risultato (le conseguenze previste ed immaginate) incidono sulla formazione degli interessi professionali. Per cui, l'attrazione nei confronti di una certa attività crea nella persona che la prova e nell'ambiente in cui essa agisce, le condizioni ottimali per sperimentare situazioni di successo. Ripetuti successi agiscono in modo da favorire la stabilizzazione dell'interesse e la convinzione di sentirsi competenti in quello specifico ambito.
Caratteristiche di personalità: confronto fra generi e livelli di età
Ancora oggi, alcuni stereotipi legati al genere veicolano un'idea univoca delle caratteristiche richieste a uomini e donne relativamente ai ruoli sociali. Nonostante i movimenti culturali e sociali sulle pari opportunità di genere, le agenzie educative e i modelli con cui i giovani vengono a contatto continuano a trasmettere l'idea che la donna debba prepararsi soprattutto al ruolo di moglie e madre e l'uomo invece a quello di capofamiglia, poco incline ai sentimentalismi e molto centrato sui problemi pratici.
Rispetto alle dimensioni di personalità, mentre le ragazze da piccole possiedono maggiore equilibrio nella gestione delle relazioni con l'ambiente e capacità di instaurare rapporti soddisfacenti con gli altri (al contrario dei loro coetanei maschi), quando crescono mostrano difficoltà nel rapportarsi con gli altri e un disequilibrio nell'immagine di sé. Le adolescenti e le donne in genere sono per lo più caratterizzate dall'ansia e dalla preoccupazione per la propria immagine sociale e tendono ad evitare situazioni altamente stressanti. Comunque anche i maschi, essendo focalizzati sul sé e sui propri bisogni, mostrano difficoltà nell'adattamento interpersonale, anche se parrebbero avvantaggiati da un buon senso di autoefficacia e da sicurezza interiore.
Influenza sulle scelte
Le ragazze si sentono per lo più competenti negli ambiti organizzativi, relazionali e comunicativi e sono coloro che maggiormente proseguono gli studi. Rispetto alla scelta della tipologia di studi, i licei classici e psicopedagogici sono preferiti dalle ragazze; mentre gli istituti tecnici-professionali dai ragazzi. Ciò vale anche per la scelta universitaria prima e lavorativa dopo. Nelle età più giovani, la variabile "congruenza tra interessi e scelte" non evidenzia correlazioni significative con qualche dimensione di personalità, poiché gli interessi sono ancora fluidi e la personalità non completamente strutturata. Crescendo, al contrario, tale variabile si correla con valori, grado di soddisfazione nello studio, stili decisionali e caratteristiche di personalità. Chi ha compiuto scelte congruenti con i propri interessi:
- Considera più importante il prestigio sociale derivante dalla futura attività lavorativa;
- Considera meno importante l'aspetto economico, valore invece ritenuto basilare per gli studenti di terza media che non intendono proseguire gli studi;
- Al momento della scelta universitaria ha ascoltato le proprie aspirazioni e i propri desideri;
- Possiede un buon senso di autoefficacia collegato alla sensazione di padroneggiare le proprie risorse cognitive nel campo dello studio;
- Possiede bassi livelli d'ansia;
- Migliori capacità di adattamento interpersonale;
- Stili decisionali efficaci;
Anche la variabile "soddisfazione nello studio" è correlata a buone competenze organizzative, elevati livelli di autoefficacia e ricerca di un'attività lavorativa che conferisce prestigio sociale, perché i soggetti che seguono i propri desideri sono stimolati a compiere una scelta consapevole.
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