Apprendimento: definizione
Apprendimento: cambiamento non transitorio nel comportamento (o potenzialità comportamentale) che avviene come risultato di pratica rinforzata. Non è rilevabile da una sola circostanza. I due concetti controversi nella definizione sono:
- Potenzialità comportamentale (apprendimento e performance)
- Rinforzo
Modello classico nell'apprendimento di Pavlov
- Stimolo incondizionale (cibo, soffio d'aria, rumori improvvisi e forti)
- Risposta incondizionale (salivazione, chiusura degli occhi, risposte di difesa emotive ed intense – è una risposta indipendentemente dallo stimolo precedente)
- Stimolo neutro (un suono d'intensità modica, vista di un oggetto o una persona – sono irrilevanti e generalmente non sono presi in considerazione)
- Stimolo condizionato (un suono d'intensità modica, vista di un oggetto o una persona – sono stimoli originariamente neutri ma se associati prolungatamente con S.I. assumono gli stessi poteri degli S.I.)
- Risposta condizionata (salivazione, chiusura degli occhi, risposte di difesa emotive ed intense – sono risposte prodotte in seguito ad uno stimolo neutro; se questa risposta viene prodotta è possibile l'apprendimento)
L'essenza dell'apprendimento nel contesto di Pavlov è l'associazione dello stimolo neutro con lo stimolo incondizionale e la successiva sostituzione del primo al secondo. Le condizioni di presentazione dello stimolo neutro e dello stimolo incondizionale possono variare e dare adito a processi diversi che vanno sotto il nome di: delayed (dilazionato), simultaneous (simultaneo), trace (traccia). Questi sono i tre modi per presentare uno stimolo.
Procedimenti di insegnamento
Un procedimento di insegnamento di tipo delayed presuppone che:
- Lo S.I. inizi dopo lo S.N.
- Lo S.N. non si interrompa mai prima dell'inizio dello S.I.
- I due stimoli normalmente hanno un tempo di sovrapposizione
- Spesso terminano simultaneamente
Es. 1) battito di mani (S.N.) 3 SEC. 2) soffio d'aria (S.I.) 1 SEC. 3) sovrapposizione 1 SEC. (il terzo sec.) 4) terminano entrambi
Un procedimento di insegnamento di tipo simultaneous presuppone che:
- Lo S.I. inizi contemporaneamente allo S.N.
- Lo S.I. termini contemporaneamente allo S.N.
Es. Suono un campanello mentre esibisco la carne al cane
Un procedimento di insegnamento di tipo trace presuppone che:
- Lo S.I. inizi dopo che lo S.N. è terminato. C'è quindi un gap temporale tra i due stimoli e può variare in termini di lunghezza.
Questo modello ci introduce al processo di apprendimento su schema temporale.
I tre procedimenti di insegnamento a confronto
Trace: doppia possibilità di fallimento se il gap è troppo lungo. 1) I due stimoli possono non essere associati; 2) ci possono essere altri stimoli tra lo S.N. e lo S.I.
Simultaneous: per assicurarsi che il soggetto abbia appreso vanno fatti dei test presentando lo S.N. e tralasciando lo S.I. Se l'apprendimento è avvenuto il soggetto risponderà allo S.N. È un procedimento efficace ma poco pratico nella verifica dell'apprendimento.
Delayed: è il più funzionale in quanto non ci sono rischi particolari di fallimento e la verifica dell'apprendimento è rapida.
Tre concetti fondamentali
Estinzione: si ha quando lo stimolo incondizionale è omesso sistematicamente (cioè quando lo stimolo condizionato appare da solo). La possibilità che lo stimolo incondizionale possa causare la risposta si affievolisce e quindi scompare.
Discriminazione: è il processo attraverso il quale stimoli vengono riconosciuti come identici/simili oppure diversi dal quello/i condizionato/i.
Generalizzazione: uno stimolo che si differenzia dallo stimolo condizionato (o dagli stimoli condizionati) non necessariamente può generare la stessa risposta dello S.C. È una discriminazione a sua volta in quanto si tratta di riconoscere stimoli simili allo S.C.
Applicazioni diagnostiche
Una delle applicazioni del processo di apprendimento di Pavlov riguarda l'aspetto diagnostico. La diagnosi comportamentale delle capacità uditive di bambini con o senza difficoltà evolutive rappresenta un obiettivo importante per ciascuna persona coinvolta nel processo educativo-riabilitativo. La diagnosi comportamentale rimane importante malgrado le valutazioni di tipo elettrofisiologico (BERA, Brainstem Evoked Response Audiometry). La diagnosi comportamentale, qualora si serva di una risposta condizionata massiccia, può rappresentare un'occasione unica di individuare la conoscenza del suono del bambino.
- Screening: valutazione grossolana, generale
- Test: valutazione più sistematica e approfondita
Frequenza e intensità
Stimolo incondizionale: ARIA → Risposta incondizionale: AMMICCAMENTO E DIFESA → Stimolo neutro: SUONO
L'intensità dello S.I. è importante sia ai fini dell'apprendimento sia ai fini della registrazione della risposta. La scelta dovrebbe ricadere su una reazione massiccia piuttosto che su un semplice sbalbettamento. La frequenza degli stimoli acustici si misura in Hz (cicli per secondo). Il linguaggio umano cade per lo più nel range tra 500 e 2000 Hz. Le frequenze più basse (250 e 500 Hz) sono più facili da sentire anche per persone con deficit uditivi (hanno problemi solo con le frequenze alte). L'intensità degli stimoli acustici si misura in dB (decibel). Le scale di intensità possono variare ma per praticità si può dire che il range varia da 0 a 120 dB.
Dopo quanto detto dovremmo essere nella condizione di selezionare gli stimoli acustici con cui fare una valutazione iniziale (BASELINE). La baseline ci serve per appurare che gli stimoli acustici che pensiamo di utilizzare all'inizio della procedura di insegnamento siano stimoli neutri. A questo punto è bene anche ricordare che stimoli più salienti sono preferibili ai fini dell'apprendimento.
Limiti alla procedura di insegnamento
La procedura di insegnamento prevede che si proceda attraverso sessioni che comprendono un numero di prove non eccessivo (max. 20 prove) con un intervallo minimo di 15-20 sec. tra una prova e l'altra. Quando un bambino risponde costantemente per circa 7 prove consecutive possiamo dire che l'apprendimento è avvenuto. Le sessioni non possono prescindere dallo stato generale del bambino. Spesso si pone un limite al numero di prove di insegnamento (max. 100 prove). Se il bambino non impara prima del limite si passa ad una procedura di insegnamento di controllo (ciò può avvenire se il bambino non sente lo stimolo neutro oppure perché ha problemi di apprendimento). Un esempio di tale procedura consiste nel sostituire uno stimolo neutro visivo allo stimolo neutro uditivo.
Esempi di procedure di insegnamento
- 1° suono: 250 Hz – 90 dB → 2° suono: ?? 500 Hz – 90 dB (perché lo stimolo deve essere quanto più simile al primo in modo che possa essere discriminato – vedi generalizzazione)
Se non risponde al secondo suono torniamo ad utilizzare il primo suono (250 Hz – 90 dB). Se continua a non rispondere significa che il bambino è stanco; se invece risponde al primo suono significa che il secondo non viene ritenuto come uno stimolo saliente.
Soglia: Una è un valore tra cui il bambino risponde sempre e quello in cui non risponde mai. Nelle situazioni di pazienti post coma vengono presentati diversi tipi di stimoli acustici. Quelli di 100 Hz sono seguiti da un getto d'aria, mentre quelli a 2000 Hz non sono seguiti da niente. La persona in situazione di minima coscienza sarà in grado di apprendere quest'associazione mentre se è in uno stato vegetativo non farà alcun tipo di associazione.
La possibilità di diagnostica dal punto di vista visivo è molto meno facile. Probabilmente una via da sviluppare è quella di investigare la capacità del bambino di cogliere cambiamenti modesti nel livello di luminosità. In questo caso il piccolo cambiamento verrebbe usato come stimolo neutro da condizionare. Dal momento che raccogliere piccoli cambiamenti potrebbe essere molto difficile, la valutazione inizierebbe con l'uso di cambiamenti marcati. Quando il bambino reagisce a questi cambiamenti come stimoli condizionati, la diminuzione di questi cambiamenti verrebbe ridotta.
Le paure nei bambini
Watson pensava che tutte le fobie fossero apprese. Il primo grande esempio di applicazione dei principi di Pavlov in termini di psicologia clinica è riportato da Mary Jones con il caso del piccolo Albert. Come era stata apprestata la procedura di trattamento?
- Progressivo avvicinamento degli stimoli che destavano ansia mentre il bambino era esposto ad una situazione (stimolo e risposta) contraria all'ansia. Questa situazione doveva avere la funzione di prevenire (contenere) le condizioni di ansia nei confronti degli stimoli precedentemente associati all'ansia.
In pratica Mary Jones si preoccupa di fare alcune cose essenziali quali:
- Creare una situazione in cui il livello di ansia del bambino sia molto basso e quindi digeribile così che il bambino sia in grado di tollerarlo;
- Abbinare questa situazione di ansia limitata ad un coinvolgimento costruttivo del bambino ed alla sua gratifica (es. il comportamento del bambino di attendere agli stimoli presenti quali il piatto ed il cibo porta alla degustazione del cibo preferito)
- Sostituire quindi l'associazione esistente con la nuova
- Manipolare la situazione d'ansia
Quali erano i meccanismi messi in atto in questo studio?
- Il principio di inibizione reciproca (coinvolgere la persona in una situazione contraria allo stato d'ansia)
- Desensibilizzazione graduale in vivo (avvicinamento progressivo dell'oggetto d'ansia alla persona)
Se una risposta che inibisce l'ansia può essere procurata in presenza degli stimoli che evocano l'ansia ci sarà un indebolimento del nesso fra quegli stimoli e l'ansia. Qui si può anche parlare del concetto di contro-condizionamento.
Perché affrontare le cose in una maniera così complicata e non servirsi del processo di estinzione? In pratica si potrebbe pensare che la presenza della situazione ansiogena senza stimolo incondizionale dovrebbe portare all'estinzione della risposta d'ansia. Due punti sono importanti:
- L'estinzione potrebbe non funzionare (almeno a breve)
- L'estinzione è un processo molto dispendioso e spiacevole per il soggetto esposto
Flooding: usato negli ambiti psichiatrici per curare le fobie. È un processo di estinzione brutale e mette la persona in una condizione stressante e invivibile (es. chi ha la fobia dei ragni viene circondato dai ragni in una stanza finché non grida più).
Il più grande contributo nel tradurre Pavlov in termini clinici è stato dato da Joseph Wolpe. Uno dei suoi esperimenti iniziali aveva a che fare con 12 gatti domestici. I gatti erano posti in delle gabbie ed esposti a suoni seguiti da shock elettrici. In conseguenza di ciò i gatti svilupparono una grande ansia nei confronti delle gabbie. Quest'ansia si manteneva anche in assenza dei suoni e degli shock. L'ansia dei gatti era tale che essi non si nutrivano più nelle gabbie. Dato che il concetto di estinzione non sembrava funzionare (mantenere i gatti nella gabbie senza shock) non portava ad una riduzione dell'ansia ed un atteggiamento di alimentazione, Wolpe doveva risolvere il problema diversamente.
La prima fase dell'intervento consisteva nel trovare un ambiente diverso abbastanza dalle gabbie suddette in cui i gatti seppur un po' spaventati mangiassero (riferimento al concetto di discriminazione dello stimolo). A quel punto la questione era quella di costruire una serie di ambienti progressivamente più simili alle gabbie originali. Insomma, la questione era di percorrere una desensitizzazione. Tale desensitizzazione aveva come fine di portare i gatti a mangiare nelle loro gabbie (superando l'ansia che aveva impedito loro un tale comportamento). Superfluo dire che il fine è stato raggiunto con tutti i gatti. È forse importante aggiungere che bastava l'uso del suono inizialmente usato con gli shock per riportare i gatti a mostrare reazione d'ansia. Per ridurre lo stato d'ansia dovuta al suono andava effettuata una procedura di desensitizzazione graduale anche per il suono.
Caso 1
Supponiamo che un bambino abbia paura dei cani. Un modo per procedere potrebbe essere simile a quello descritto per il piccolo Albert. Un altro modo di procedere potrebbe essere quello di avere il bambino impegnato a giocare intensamente con altri bambini (come situazione inibitoria) e quello dell'avvicinamento progressivo del cane come situazione standard di desensitizzazione. Un altro modo ancora potrebbe essere quello di vedere un altro bambino (modello) avere interazioni gradualmente più intense con un cane. Questo processo termina quando il bambino riesce a convivere con il cane senza reazione di fuga. Tale processo implica che lo S.I. (es. un rumore) non sia più attivo (altrimenti non avvicineremo mai il bambino al cane).
Caso 2
Prendiamo l'esempio semplicissimo di un bambino che ha paura di uomini con la barba o baffi. Due procedure potrebbero essere usate con facilità:
- Principio di inibizione reciproca
- Desensibilizzazione graduale in vivo
Per quanto riguarda il primo punto potremmo optare per situazioni quali:
- Essere in un gioco preferito insieme ad un genitore
- Essere in braccio ad un genitore
- Mangiare un cibo preferito insieme ad una persona di fiducia.
Per quanto riguarda il secondo punto, l'uomo con barba potrebbe essere presentato a una notevole distanza all'inizio e a distanze gradualmente minori successivamente.
Caso 3
Prendiamo l'esempio di una bambina che ha paura dei temporali. La procedura di inibizione reciproca potrebbe prevedere l'occupazione in un gioco preferito in presenza di stimoli acustici e/o possibili flash di luce modesti che non destano particolari condizioni d'ansia. La procedura di desensitizzazione procede con l'aumento graduale di rumori e di flash. Questi possono aumentare in maniera parallela. L'aumento avviene sempre una volta che la bambina non mostra reazione d'ansia al livello precedente. L'ultimo gradino dovrebbe poter avere la bambina tranquilla nel suo gioco anche in presenza di rumori molto forti (90 dB o più) e di flash anche forti e ripetuti.
Caso 4
Prendiamo l'esempio di un bambino autistico spaventato dai giochi elettronici (e quindi con problemi di intelligenza). Procedere con sessioni di intervento di 15 min.
- Prendiamo i giochi preferiti e li mettiamo a 6 metri di distanza da quelli che destano ansia
- I bambini possono prendere gli oggetti e allontanarli maggiormente
- Tre sessioni consecutive nel quale i bambini spendono il 90% del tempo evitando di allontanarsi dalle fonti d'ansia
- Se il passaggio precedente è superato, passare dai 6 metri ai 5 metri (distanza ravvicinata a tal punto da tollerarne la presenza) impostando il gioco in modo da distrarlo e interromperlo.
Obiettivo: evitare reazioni d'ansia e quindi comportamenti socialmente problematici.
Caso 5
Prendiamo l'esempio di un bambino che ha reazioni di grande paura nei confronti di procedure mediche invasive quali le iniezioni. La procedura di inibizione reciproca potrebbe suggerire l'utilizzo di giochi preferiti seguiti da attenzione dei genitori ed altre persone importanti in presenza di una situazione stimolo tollerabile (es. vista di siringhe o materiale affine). La procedura di desensibilizzazione suggerisce che si passi dalla situazione iniziale di vista degli stimoli all'evento finale delle iniezioni in maniera graduale.
Ecco i gradini per portare a compimento il processo:
- Avvicinare il suddetto materiale al bambino durante il gioco
- Avere parte del materiale nel contesto del gioco
- Si potrebbe avere a che fare con una prima parte di simulazione (esempio: massaggiare la zona come prima dell'iniezione)
- Abbassare i pantaloni e massaggiare la zona
- Introduzione di una siringa con un ago grande di plastica IRREALE
- Uso di questo ago in aggiunta a quanto detto sopra
- Usare una siringa con un ago più verosimile da usare come sopra
- Quanto sopra ma con l'aggiunta che si produce un piccolo colpo con la siringa come nell'occasione dell'iniezione ma senza provocare alcun dolore
- Usare una crema anestetica in aggiunta a quanto sopra
- Uso della crema anestetica seguito a distanza dall'iniezione REALE.
Una volta eliminato lo S.I. (il dolore), la situazione si normalizza e si procede quindi senza che lo S.I. entri in gioco affiancato dallo S.N. (la siringa).
Caso 6
Prendiamo l'esempio di un bambino che ha paura di sedersi sul water. Il processo di inibizione reciproca potrebbe prevedere un gioco preferito da fare con una persona preferita in un ambiente poco preoccupante quale la zona antistante al bagno. La procedura di desensibilizzazione prevede che si passi da questa situazione iniziale a quella standard di seduto sul water.
- Iniziare il gioco all'ingresso della stanza del bagno.
- Proseguire il gioco un po' più vicino al water.
- Aumentare la vicinanza al water.
- Inserire che parte del materiale intorno al water.
- Far giocare il bambino ad un gioco seduto su una piccola sedia o sgabello.
- Mettere la sedia sia vicina al water.
- Mantenere la posizione seduta questa volta sul water.
A volte portare il bambino a sedersi sul water potrebbe essere solo marginalmente utile alla risoluzione del problema in quanto potrebbe avere difficoltà ad espellere dovuta alla sensazione spiacevole dell'atto.
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