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Psicologia del sonno: Il sogno

Appunti su un singolo argomento d'esame: Il sogno che sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della professoressa Giganti dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, facoltà di psicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia del sonno docente Prof. F. Giganti

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Vi sono anche definizioni più generiche come quella sopra, che però potrebbero essere criticabili, perché

considerano ogni tipo di esperienza mentale che si possa verificare nel sonno come sogno, anche quelle

attività mentali che il soggetto spontaneamente non riporterebbe come sogno.

La relazione tra sonno REM e sogno deriva proprio dal fatto che quando inizialmente sono stati svolti

questi studi, si otteneva elevati risultati di resoconti di sogni in sonno REM. Scarse percentuali di resoconti

da sogno NREM.=> questo fu interpretato come il fatto che noi sogniamo in fase REM.

Poi nel corso della storia ad un ricercatore venne in mente di cambiare consegna: non chiedeva più

“dimmi che stavi sognando prima che ti svegliassi” ma gli chiedeva “dimmi ciò che ti passava per la

mente prima che io ti svegliassi”

A questo punto il soggetto riporta anche quelle attività mentali che lui non definisce sogno. Sono attività

mentali che il soggetto non aveva riportato prima perché secondo lui non erano sogni. E quindi le

percentuali di resoconto da sonno NREM subiscono forte incrementoViene a cadere relazione tra REM e

sogno.

Poi effettivamente, come andremo a vedere, ci sono differenze qualitative nei due tipi di resoconti.

GLI INIZI

-Fine 800’Mary Calkins: comincia una raccolta sistematica di resoconti mediante una tecnica economica

ma efficace e tuttora utilizzata: prendere nota appena svegli dei propri sogni, giorno per giorno, per un

lungo periodo di tempo.

E’ una sorta di indagine sistematica che ha lo svantaggio di non essere molto precisa (lo faccio al risveglio,

non appena sogno).

-Alfred Maury (1865): usa la tecnica del risveglio provocato(precursore delle tecniche che usiamo oggi).

Maury si fa svegliare in certi momenti del sonno, in concomitanza con stimolazioni di varia natura (uditive,

tattili, visive), per cercare di capire i processi che portano alla formazione dei sogni e all’inclusione di

materiali-stimolo nel contesto del sogno. (es. all’aiutante chiedeva di suonare un campanello, poi gli diceva

di aspettare 10 minuti da quando l’aveva fatto sentire, poi si faceva svegliare per vedere se questo stimolo

era stato incorporato nel sogno).

-Nicolas Vaschide: Controlla la profondità del sonno, osservando le variazioni della motilità, delle

espressioni facciali,

dei ritmi respiratorio e cardiaco, allo scopo di metterla in relazione con la struttura dei sogni.

Lui classifica due tipi di sogni:

a) Sogni “veri” (immagini sensoriali e emozioni) e

b) “mezzi-sogni” in prossimità del risveglio.

Il sogno raccontato al risveglio finale è il prodotto di trasformazioni successive

Con la scoperta del sonno REM chiaramente lo studio del sogno si sposta in laboratorio, anche se tutt’oggi

i sogni vengono studiati con la tecnica del diario. Tecnica economica che ci può dare informazioni se, una

popolazione particolare di soggetti producono sogni qualitativamente diversi da una popolazione normale.

Altro filone che si è occupato di sogno è la PSICANALISI. Anche nel setting psicanalitico il paziente

racconta il suo sogno, come lo fa allo sperimentatore in laboratorio. Però in quel caso l’analista lo

INTERPRETA,cosa che invece lo sperimentatore non fa. Casomai lo psicologo sperimentale mette in atto

un’analisi linguistica, analizza quante frasi ci sono, quanti passaggi da io a altre persone. Anche se come

vedremo, l’analisi linguistica dei sogni ha risentito dell’influenza della psicanalisi perché ci sono delle scale

secondo le quali si valutano i contenuti dei sogni che un po’ prendono spunto dall’influsso psicanalitico.

=> Agli inizi del 900’ il Sogno viene soprattutto studiato in ambito psicanalitico, nel 1953 invece con la

scoperta del sonno REM(Kleitman e Aserinsky), lo studio del Sogno si trasferisce anche in laboratorio.

Viene subito creata associazione stretta tra sonno REM e Sogno. E il sonno REM viene visto come un

indicatore oggettivo della produzione del sogno.

Data questa correlazione il sogno veniva studiato in modo più “diretto” grazie alla tecnica dei risvegli

provocati, subito dopo la fase di REM.

Nei primi studi veniva chiesto “dimmi cosa hai sognato prima che ti svegliassi”

Quello che suscitò interesse da parte del pubblico meno dentro a questi aspetti, il fatto di aver pensato di

trovare il momento in cui si sognava nel sogno REM ci poteva dare molte risposte:

• l’idea di quante volte si sognava nell’episodio di sonno, cioè 4-5 volte per notte perché abbiamo 4-5

fasi REM,

• ci poteva dare indicazioni su quanto lungo fosse il sogno=> quanto l’episodio di REM in cui veniva

prodotto,e

• potevo vedere come scorre il tempo nel sogno perché potevo mettere in relazione il resoconto del

sogno con la durata dell’episodio di REM.

I metodi per raccogliere il materiale onirico sono:

-Risvegli provocati (con la poligrafia)

-Diari, interviste

Il resoconto più essere esplicitato sia in forma libera (“raccontami ciò che hai sognato”) o in forma guidata

(dando indizi al soggetto) Quest’ultima tecnica viene soprattutto usata al risveglio, gli do’ indizi se al mattino

non ricordano ciò che hanno raccontato durante la notte.

Ci sono metodi per analizzare il materiale onirico:

-ANALISI PSICOLINGUISTICA

-SCALE DI CONTENUTO per valutare gli elementi che caratterizzano il resoconto.

Vi possono essere elementi visivi,uditivi,cambi di identità,ambienti reali/fantasia.

Classificazione lasciata al soggetto stesso, oppure effettuata da uno o più giudici esterni.

Raccolgo il resoconto del sogno, poi a dei giudici esterni passo l’analisi del resoconto senza dirgli da che

tipo di sonno viene quel sogno.

Scale: Scala di Hall e Van de Castle (1966) The Content Analysis of dreams: 2 tipi di categorie, empiriche

(es: “oggetti”, “personaggi”, “interazioni amichevoli” o “aggressive”, “successi” o “fallimenti”… ) e teoriche

(es: “forza dell’Io”, “analità”, “genitalità”, “regressione”, “angoscia di castrazione” (teorie psicanalitiche).

“ Dream-like Fantasy Scale ” (Foulkes, 1970): scala ordinale a otto livelli, che vanno da “nessun contenuto” a

“contenuto percettivo allucinatorio, bizzarro o non abituale, scenico”.

Le scale sono molto più neutre e il resoconto è collocato su uno degli otto livelli da due giudici indipendenti.

Scala dell

’ ambiente ( per descrivere l’ambiente in cui si svolge il sogno)

Scala degli oggetti (per classificare ogni oggetto concreto)

Scala dei personaggi (per classificare persone o animali)

Scala dell ’

interazione sociale (per misurare anche la natura di tali interazioni) ecc..

Ci possono poi essere scale usate per scopi specifici: ad esempio per valutare l’intensità di emozioni

positive o negative durante il sogno.

Poi ci sono le scale della bizzarria che vanno a indagare in modo più puntuale il contenuto bizzarro.

DATI NORMATIVI: (ottenuti da queste scale)

Differenze di genere.

• Donne: % > di ambienti interni e familiari. > n di personaggi (gentili e familiari).

Gioielli, vestiti, oggetti casalinghi, fiori. Interazioni in cui spesso sono vittime. > attività verbale ed emozioni.

• Uomini: % > di ambienti aperti e sconosciuti. Personaggi non familiari. Automobili, utensili, armi e denaro.

Interazioni sociali e fisiche violente. >sogni a carattere sessuale

i giudici per essere imparziali non devono sapere se il sogno viene da una donna o da un uomo.

Differenze di età

I bambini sognano più gli animali

Differenze in base all’ambiente in cui si svolge il sonno

Quando racconto un’attività onirica svolta in laboratorio a livello di contenuto può essere diversa rispetto a

quella che si verifica nella propria abitazione

ANALISI PSICOLINGUISTICA:

Quali sono gli elementi a cui si fa riferimento?

-lunghezza del resoconto (quante parole sono state riportate)

-quante immagini visive/uditive

-scale che valutano la bizzarria

Subisce soprattutto l’influenza dei principi teorici proposti da CHOMSKY (Grammatica generativo-

trasformazionale)

=>Struttura superficiale vs struttura profonda. Secondo questa teoria il soggetto riesce a distinguere frasi

accettabili da frasi inaccettabili anche quando mai sentite prima o prive di senso. Questo grazie alla

“competenza sintattica”

L’analisi psicolinguistica vuole vedere se c’è un effetto diverso nell’incorporazione nel sogno di frasi

accettabili e inaccettabili.

Andando ad utilizzare quindi la consegna “cosa ti passava per la mente prima che io ti svegliassi” i

resoconti in ottica psicolinguistica vengono classificati come contentful report (ossia che contengono

almeno una frase relativa al

contesto dell’esperienza mentale) vengono suddivise in frasi (= entità linguistiche con un significato e

separate dalla frase seguente mediante una pausa)

=>Quando si ha il resoconto del sogno da parte del soggetto si segnano anche le pause che fa il soggetto

nel suo resoconto che mi aiutano anche a distinguere le unità sintattiche del sogno.

Ogni pausa mi va a delineare una sequenza verbale, all’interno di ogni sequenza verbale io identifico le

Kernel Sentences (frasi nucleari costituite da una sequenza di 6 unità morfologiche).

Poi ogni Kernel Sentences viene classificata come:

a) come completa (contiene tutte le 6 unità morfologiche) o incompleta;

b) come sleep-related (riferita all’esperienza mentale durante il sonno) o

c) wake-related (riferita allo stato del soggetto dopo il risveglio)

Cioè per esempio il soggetto può dire di aver sognato di essere in un campo da calcio e che stava giocano

con un amico, in effetti oggi ho un partita di calcio. Quest’ultima frase effettivamente fa parte del resoconto ,

però poi la devo attribuire a un’altra categoria che è appunto wake-related.

Per analizzare il processo di recupero vengono usati i seguenti indici:

-frequenza dei resoconti contentful o contentless sul resoconto globale;

-lunghezza del resoconto,

- frequenza delle frasi kernel relative alla veglia sulresoconto globale,

-lunghezza media delle frasi,

-frequenza delle pause tra due kernel

Perché si parla di analizzare il processo di recupero? Perché solitamente si va a fare un’analisi di quello

che il soggetto mi ha raccontato quando lo svegliavo nel corso della notte, poi gli chiedo il resoconto finale.

A questo punto posso fare la differenza tra ciò che lui si ricorda a livello finale e quello che mi ha raccontato

durante l’episodio di sonno. Perché succede che il soggetto nel recupero finale si è perso delle cose che

invece mi aveva raccontato durante il sonno. Questo ovviamente può essere visto sia dando al soggetto

degli indizi, sia non dandoglieli.

Indicatore di pianificazione semantica e difficoltà nel NREM

Si va a valutare la frequenza tra le kernel sentences di pause, più pause il soggetto mette più sarà elevato

l’INDICATORE DI PIANIFICAZIONE SEMANTICA, il soggetto cioè fa la pausa per pianificare il resoconto

successivo.

Andando ad analizzare questo paramero l’unica differenza tra i due tipi di sonni è che c’è maggior difficoltà

di pianificazione semantica dei sogni dal NREM. Cioè quando sveglio il soggetto da NREM ho un numero

di pause maggiori e più lunghe. Questo potrebbe indicare un minor grado di consolidazione mnestica dei

contenuti dei sogni. Si parla i consolidazione mnestica perché si pensa che il sogno venga

progressivamente consolidato nel corso del sonno.

Infine vi ricordo l’importanza della consegna, cioè quando sono state identificate attività mentali anche da

sonno NREM, soprattutto queste tecniche di analisi psicolinguistica sono state utilizzate perché si doveva

mettere in evidenza se vi fossero differenze qualitative tra sogni da REM e da NREM. Anche perchè

l’idea era che se fossero state trovate queste differenze come effettivamente sono state trovate l’idea era

che ci potessero essere meccanismi di produzione diversi tra REM e NREM.

Cosa hanno confrontato i ricercatori?

-Lunghezze dei resoconti

-quante parole

-informazioni di contenuto, quindi ad esempio hanno esplorato se ci fossero relazioni tra ciò che aveva

svolto in veglia e contenuto del sogno. Si sono ottenuti risultati interessanti: Si poteva pensare che tanto

più facevo una cosa in veglia tanto più era probabile che la sognassi, e invece questo non è stato

verificato.

Fattore importante nella storia del compito:l’importanza di una consegna.

• Nel 57’ dopo la scoperta del sonno REM i ricercatori chiedevano “cosa stavi sognando”? Questo

tipo di approccio porta a una certa frequanza di resoconti Risultati80% di sogni da REM vs 7%

sogni da NREM

Ovviamente i ricercatori pensarono che i sogni si verificassero esclusivamente in REM.

• Negli anni 60’ cambia la consegna e anche i risultati ottenuti “cosa ti passava per la mente prima

del risveglio”? Risultati La percentuale dei sogni da NREM oltrepassa il 60% avvicinandosi a

quella ottenuta da risvegli da REM. Ormai tutti oggi applicano questa ultima consegna.

Però ci sono differenze che riguardano gli ASPETTI QUALITATIVI e che hanno portato:

A) SOGNO REM è stato descritto come DREAM LIKE, cioè quelli che si avvicinano di più al nostro

stereotipo di sogno (elementi visivi,cinestetici,uditivi,cambiamenti di identità,ambienti strani e

contenuti bizzarri)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JulieDeCorrencon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del sonno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Giganti Fiorenza.

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