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Fisiologia del sonno

Parleremo di quali sono le strutture che regolano sonno e veglia e quali sono le sostanze chimiche coinvolte nei processi di sonno REM e NREM.

La ricerca delle aree implicate ha una sua storia che parte nei primi del '900: Pavlov presenta un lavoro in cui sostiene che anche il sonno è legato a un fenomeno di condizionamento. In particolare, propone la teoria secondo cui uno stimolo condizionato, se è ripetuto in modo monotono senza esser seguito da rinforzo, induce uno stato di sonno nell'animale, un processo di inibizione interna che ha inizio in una specifica area corticale e poi si diffonde a tutta la cortex, alle strutture sottocorticali e a tutto il midollo.

Dopo la prima guerra mondiale, si diffonde l'encefalite letargica, caratterizzata durante l'insorgenza da grande eccitabilità e febbre, mentre dopo qualche settimana il quadro clinico cambiava, presentando stanchezza e sonnolenza. In pazienti deceduti, l'esame del tessuto cerebrale aveva mostrato lesioni a livello diencefalico, in particolare l'ipotalamo posteriore, e si ipotizzò quindi che l'ipotalamo avesse un ruolo importante nel regolare il ciclo sonno-veglia.

Lesioni ipotalamo posterioreipersonnia
Lesioni ipotalamo anterioreinsonnia

Da queste evidenze, Von Economo (1926) propose l'idea che l'ipotalamo posteriore sia adibito a regolare la veglia, mentre l'ipotalamo anteriore sia il centro del sonno. Negli anni '40 questa ipotesi trova una conferma sperimentale, con Nauta che operò delle lesioni nelle aree ritenute responsabili della regolazione del sonno.

Sonno attivo vs passivo

Oltre ad avere come scopo quello di cercare il centro della veglia e del sonno, l'altra grande questione era capire se il sonno fosse un fenomeno attivo o passivo.

  • Passivo: Derivato da progressiva scomparsa delle stimolazioni esterne.
  • Attivo: Se ci fossero centri nervosi che attivamente producevano sonno.

Lo studioso Hess fu uno dei fautori della teoria del sonno come fenomeno attivo attraverso una conferma sperimentale operata nel gatto. Grazie a elettrodi permanenti in regioni talamiche, osservò che, se questi gatti venivano stimolati a livello talamico, cercavano un posto per dormire.

Infine, nel '54 Pavlov rivede la sua teoria e postula il sonno come un fenomeno sia passivo (perché è implicata nella genesi del sonno una diminuzione della stimolazione sensoriale) che attivo, perché ci sarebbero strutture attive.

Aree importanti

  • Diencefalo: Ipotalamo, talamo
  • Mesencefalo
  • Ponte: Sonno REM, in particolare atonia muscolare.
  • Collicoli: Onde PGO
  • Da dove passano i vari nervi cranici. In particolare trigemino e vestibolo cocleare

Teorie passive

Sonno come fenomeno passivo dovuto a riduzione di afferenze sensoriali che sono in grado di mantenere la condizione di veglia. Ipotesi formulata negli anni '30 da Kleitman (scopritore del sonno REM) che ottiene conferma sperimentale dagli studi di Bremer, il quale creò due preparati sperimentali operando sezioni in diverse parti:

  • Cerveau Isolé: Sezione mesencefalica completa tra i collicoli superiori e inferiori → il cervello rimane isolato.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JulieDeCorrencon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del sonno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giganti Fiorenza.
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