Filogenesi del sonno
Si possono osservare alcune caratteristiche comportamentali fisiologiche, a livelli di complessità diversi a seconda dell’organismo a cui mi riferisco, in relazione al comportamento di sonno e di veglia negli animali. Lo studio del sonno e di un comportamento più generale di riposo è stato svolto in tante specie animali che ha dimostrato che in fondo un comportamento di riposo e attività è comune a tutte le specie, anche nelle piante.
Caratteristiche comuni del comportamento di riposo e attività
Quello che possiamo concludere è che c’è un comportamento di riposo e attività che si alternano negli invertebrati, nei pesci e rettili e queste caratteristiche si arricchiscono fino ad arrivare ai mammiferi. È anche importante tenere presente le variabili che usiamo per definire lo stato di sonno: man mano che regredisco nella scala filogenetica il numero di variabili utilizzabili diminuisce rispetto all’uomo (ad esempio non andrò a vedere caratteristiche EEG ma mi soffermerò su variabili macroscopiche, comportamentali più che fisiologiche).
Infatti, come abbiamo visto, il sonno è uno stato comportamentale. Comportamento che si lega alle capacità dell’animale di adattarsi alle esigenze ambientali; questi cicli di attività-riposo, infatti, sono anche adattivi nella misura in cui permettono all’animale di trascorrere quei periodi nei quali potrebbe essere più facilmente vittima di predatori esterni in un ambiente sicuro che gli consente di difendersi e recuperare energie.
Sonno come comportamento istintivo
Sonno=Comportamento istintivo (Tinbergen) L’istinto incontra due fasi:
- Consumatoria
- Appetitiva
Posizioni e rituali
Posizioni diverse. Alcuni mammiferi usano rituali come la volpe che compie movimenti circolari, oppure il famoso “fare il pane” prima di dormire. Anche la postura può essere indicativa del tipo di sonno in cui si trova l’animale e può variare da specie a specie (pipistrello dorme a testa all’ingiù). Alcuni sono acciambellati altri arti distesi, alcuni modificano la postura in base alla temperatura ambientale, per esempio se fa molto caldo si mette in posizione supina, gli uccelli non dormono mai di fianco.
Il gatto in alcune fasi del sonno dorme rannicchiato su un lato del fianco, altri si accucciano per terra ma possono anche dormire in piedi in certe fasi (cavalli). Avendo visto che alcune posizioni sono quelle che assumiamo anche noi, la domanda successiva è stata chiederci se questi animali presentano stadi del sonno simili all’uomo. Per poter rispondere a questa domanda bisogna andare a registrare una serie di variabili simultaneamente (registrazione poligrafica).
Osservazioni sul sonno in diversi animali
Gatto: REM → ci sono movimenti oculari e atonia, l’EEG presenta una frequenza più elevata e ampiezza più bassa di quella che osservo nel NREM. La cosa interessante è che la postura può essere indicativa della fase di sonno perché il NREM è accompagnato dalla posa accovacciata, quando si passa in REM cambia posizione. È quindi possibile distinguere le fasi del sonno? In quasi tutti i mammiferi è stato distinto il sonno REM dal NREM, ad eccezione di alcuni, come i delfini.
Ratto: possiamo anche qui visualizzare uno stato di veglia e uno di sonno come per l’uomo e assumono posizioni diverse a seconda del tipo di sonno. L’EEG e EMG diminuiscono nella fase di addormentamento e in fase REM nel ratto troviamo spasmi muscolari e movimenti delle vibrisse. Le registrazioni fatte sul ratto hanno mostrato che riposa in tutti circa 12h, di queste 10h sono di sonno NREM e 2 di REM. La cosa interessante però è che in questo periodo ci sono anche dei periodi di veglia che in tutto ammonta a 2h, perché il sonno del ratto è definito sonno polifasico, cioè ci sono tanti episodi di sonno interrotti da tanti episodi di veglia, quindi il sonno del ratto dura pochi minuti e poi è interrotto da pochi minuti di veglia. Anche nel ratto il sonno inizia con la fase NREM e poi segue il REM. Il ciclo è molto più basso, dura circa 10 minuti.
Luoghi scelti per il sonno
Abbiamo detto che da una specie all’altra variano le posizioni, ma non solo le variazioni possono cambiare, ma anche il luogo scelto per il sonno. Solitamente scelgono luoghi dove si sentono sicuri, per esempio la volpe e gli orsi scelgono luoghi che siano difficilmente accessibili a eventuali predatori, quindi preferiscono caverne, le foche cercano caverne marine, i roditori cercano tane, gli uccelli alberi. Quindi da specie a specie cambiano:
- Le caratteristiche del sonno
- Le posizioni
- I luoghi
Il sonno è uno stato fisiologico e comportamentale molto antico e comune a numerose specie animali. Le differenze però che noi possiamo osservare riguardano le caratteristiche di complessità: uno stato più complesso negli animali più evoluti, meno in quelli meno evoluti. Le differenze riguardano però anche le quantità di sonno, la durata dei cicli. Queste caratteristiche variano in base al metabolismo dell’animale e al grado di encefalizzazione dell’animale.
Conclusioni sul metabolismo e il sonno
- Al metabolismo correla la quantità di sonno → animali più piccoli che hanno metabolismo più veloce. Probabilmente in questi animali il sonno serve per non consumare eccessivamente le risorse energetiche
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Psicologia generale
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Psicologia del sonno: Memoria
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Psicologia generale
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Psicologia del sonno: Neurochimica