Che materia stai cercando?

Psicologia del linguaggio - Psicologia Analitica Jung Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di psicologia del linguaggio della professoressa Stefania Zeroli, corso di laurea in scienze della comunicazione. Tra gli argomenti trattati la psicologia analitica di Jung, i concetti fondamentali, la terapia junghiana, l'inconscio...

Esame di Psicologia del linguaggio docente Prof. S. Zeroli

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Le immagini archetipiche di cui parla Jung sono rappresentazioni interiori di determinate prestrutture

ereditarie, definite archetipi, che l'Io costruisce a partire dall'incontro con la realtà esterna. Gli archetipi

sono presenti con la stessa simbologia nell'inconscio di ogni uomo, qualunque sia la sua cultura di

provenienza; essi sarebbero quindi transculturali e sarebbero funzioni di quella parte di incoscio che Jung

definisce inconscio collettivo, ovvero comune alla specie umana. Le immagini archetipiche più

importanti sono quelle di: Persona, Ombra, Anima/Animus e Sé. Esse compaiono spesso nei sogni e

hanno la funzione di rivelare al sognatore la possibilità di alternative di confronto con la propria realtà

esterna ed interna. La Persona rappresenta il ruolo definito che ogni individuo deve avere nella nostra

società; in questo senso essa può essere talora molto diversa dalla reale individualità di colui che la

interpreta, ma proprio per questo è funzionale a difendere l'individuo da un impatto troppo diretto tra la

realtà esterna e la realtà del proprio mondo interiore.

L'Ombra è simile al rimosso freudiano, ma non esattamente la stessa cosa. Essa non è realmente

inconscia e inconsapevole, ma soltanto non consapevole: pertanto se un individuo vuole realmente essere

onesto con se stesso è in grado di vedere la propria Ombra. Per Jung sono invece maggiormente connesse

con la realtà psichica più profonda altre immagini archetipiche: l'Anima (Animus o Anima), lo Spirito (il

Vecchio Saggio, la Magna Mater etc.) e l'immagine archetipica centrale della psiche, il Sé. L'Anima

rappresenta l'immagine interiorizzata che ogni uomo ha del femminile e l'Animus l'immagine interiorizzata

che ogni donna ha del maschile. Secondo Jung, Animus e Anima orientano la scelta dei nostri legami

affettivi e rappresentano le istanze più profonde della personalità, quelle che noi tendiamo a proiettare

sugli altri; per questo motivo costituiscono il reale strumento di conoscenza dell'incoscio. Il Sé viene

spesso rappresentato nei sogni da una persona di carattere eccezionale oppure da un animale, che

rappresenta la natura istintuale del sognatore ed i legami di questa con l'ambiente esterno in cui vive.

L'inconscio contiene dunque energia psichica che si manifesta nella spinta innata verso lo sviluppo della

coscienza di sé, la quale tende ad emergere dando luogo al processo di individuazione. L'individuazione

costituisce per Jung il naturale fine dell'esistenza umana e idealmente, nel corso di questo processo,

l'uomo dovrebbe giungere alla scoperta e alla realizzazione dei propri bisogni individuali più profondi. La

psicoterapia Junghiana, come sosteneva lo stesso autore, è indicata prevalentemente nelle crisi di mezza

età, o comunque per quei pazienti, in crisi per motivi morali, filosofici o religiosi, che sono alla ricerca del

senso della propria vita. Indipendentemente dalla gravità del disturbo e dalla sua diagnosi psicopatologica

(nevrosi o psicosi), la terapia junghiana mira a ottenere un riadattamento alla realtà, che sia però

inclusivo dei bisogni e delle motivazioni più profonde del soggetto.

La psicologia analitica di Jung si distingue nettamente dalla psicoanalisi per il suo atteggiamento positivo

nei confronti della religione, grazie al quale ha conquistato molte simpatie in ambienti religiosi. Infatti

l’affermazione dell’esistenza, anche se solamente psicologica, di certi archetipi religiosi può costituire la

base per un dialogo interdisciplinare, perché lo studio comparato di diverse forme di spiritualità offre

spunti stimolanti, ma non si deve dimenticare che Jung considera la metafisica unicamente come una

proiezione e professa una religiosità immanentistica. Il tentativo di fondare il suo sistema sull’esperienza

religiosa personale, indipendentemente da codificazioni teologiche, corrisponde a certe esigenze della

cultura del secolo XX e non stupisce il fatto che egli rappresenti uno degli autori più apprezzati nell’ambito

della nuova religiosità del New Age.

Psicologia analitica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La psicologia analitica (o psicologia del profondo) è una teoria psicologica e un metodo di indagine

del profondo elaborato dall'analista svizzero Carl Gustav Jung e dagli allievi della sua scuola.

Dalla psicoanalisi alla psicologia analitica

Nata da una costola della psicoanalisi di Freud, di cui Jung fu allievo e collaboratore dal 1906 al

1913, la psicologia analitica se ne distacca, perché Jung incomincia a sostenere che la libido, non si

manifesta solo nelle istanze pulsionali individuali, ma é invece, attraverso il simbolo, sia la

manifestazione individuale del substrato archetipico profondo dell'umanità, sia il motore della 2

trasformazione del singolo, che Jung chiama processo di individuazione.

Per la psicologia analitica junghiana, tale processo di individuazione archetipica costituisce la

finalità dell'esistenza di ogni persona.

La psicoanalisi freudiana ricerca e riconosce, all'attività dell'inconscio e in particolare al disturbo

psichico, delle cause, applicando all'indagine psicologica il modello concettuale ed il metodo di

indagine meccanicistici tipici del positivismo. In questo senso essa si definisce come scienza,

postulando la possibilità di determinare la concatenazione dei pensieri che conducono al sintomo

psichico.

La psicologia analitica junghiana segue invece nella propria indagine un metodo finalistico, il cui

obiettivo è la ricerca del significato dei processi inconsci e della sofferenza psichica.

La sistematizzazione del pensiero junghiano fu lunga e complessa: a differenza di Freud, Jung non

aveva il dono della scrittura brillante e rapida, e l'elaborazione di alcuni dei suoi lavori principali lo

accompagnò per moltissimi anni. Si vedano in particolare i tempi di pubblicazione di alcune sue

opere fondamentali, riportate in bibliografia.

Principi teorici essenziali

l'Inconscio

L'inconscio personale non è, come per Freud, il "luogo del rimosso", cioè un contenitore psichico

vuoto alla nascita, che man mano si popola di complessi causati da episodi traumatici infantili. Per

Jung anzitutto l'inconscio non è vuoto, ma è il contenitore di forme archetipiche universali

ereditarie, all'interno del quale si organizzano le esperienze individuali.

Inoltre esso precede la formazione dell'Io cosciente, e contiene il progetto esistenziale dell'individuo

che ne è portatore, come - diremmo oggi - una sorta di DNA psichico.

Idea non nuovissima, di ascendenza schiettamente neoplatonica, già presente, ad esempio, nelle

fantasie di Michelangelo a proposito che la figura da scolpire fosse già inscritta nel blocco di pietra

su cui stava lavorando. Quest'idea però non era ancora mai stata applicata alla scienza psicologica,

come farà Jung.

Fermo restando che, per Jung come per Freud, l'inconscio non è direttamente osservabile, Jung

enuncia una rappresentazione metaforica dell'inconscio come popolato da figure interiori, i cui

rapporti e conflitti generano le dinamiche psichiche: Animus/Anima, Persona/Ombra, Puer/Senex e

così via.

L'analisi e il processo di individuazione

Come dice Jung stesso in Ricordi, sogni e riflessioni, parlando della situazione che aveva trovato

all'inizio della professione nell' Ospedale Psichiatrico di Berna:

"Il medico trattava un paziente X con una lunga serie di diagnosi bell'e pronte e una minuziosa

sintomatologia. Il paziente era catalogato, bollato con una diagnosi, e, per lo più, la faccenda finiva

così. La psicologia del malato mentale non aveva nessuna parte da adempiere."

L’innovazione che Jung portò nella pratica psichiatrica fu dunque innanzitutto la consapevolezza

che la funzione del terapeuta non era nell'applicare un metodo, ma nel porre attenzione alla storia del

3


PAGINE

5

PESO

177.75 KB

AUTORE

Menzo

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Zeroli Stefania.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia del linguaggio

Psicologia del linguaggio - Pragmatica della comunicazione umana di Watzlavick
Appunto
Psicologia del linguaggio - Psicologia del linguaggio e della comunicazione
Appunto
Psicologia del linguaggio - neuropsicologia del linguaggio
Appunto
Psicologia del linguaggio - ES, IO e SUPER IO
Appunto