Corso di Etica della Comunicazione e Deontologia
Professionale
La Com unicazione interrotta ( Fabio M erlini )
I. Com unicazione, politica e storia
1. La com unicazione è interrotta I
2. La com unicazione è interrotta II
3. La politica nella crisi del tem po storico
4. Poli tica e storia. L’im postura della fine delle ideologie
II. Saggezza, tecnica, salvezza
5. Scienza e saggezza. Scene da un divorzio
6. Cura di sé e cura del m ondo
7. Nuova era, quante storie
8. Tre prom esse della tecnica
III. Figure della storicità
9. Universalità, identit à e conflitti
10. M ondo, soggetto, senso
11. M ercato e utopia
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I. COM UNICAZIONE, POLITICA E STORIA
1. La com unicazione è interrotta I
1.1 INTRODUZIONE
Nell’epoca attuale dobbiamo annotare un fenomeno curioso: la frammentazione della
comunicazione interpersonale, data dal fatto di essere sempre raggiungibili dal flusso di messaggi
L’interruzione denota un presente senza memoria, e questo ha a che vedere con il modo con cui
oggi cambia il nostro disporci verso gli altri si è per gli altri invece di essere con gli altri
È difficile fare una riflessione sistematica su questi temi, perciò Merlini ha utilizzato la forma
dell’epistola, perché è arcaica e ci fa capire come i moderni mezzi di comunicazione destrutturano i
contenuti stessi della comunicazione
I^ PARTE Presente come unica risorsa temporale disponibile e rapporto identità/epoca
II^ PARTE Qualità presente del tempo
III^ PARTE Dov’è finita l’universalità della storia?
1.2 UNA LETTERA A FULVIO PAPI
Nell’attuale processo di costituzione dell’identità bisogna considerare il venir meno di una relazione
continuativa con il mondo
Questo fenomeno si verifica quando nelle relazioni con oggetti, persone e informazioni alla costanza
e alla durata subentrano istantaneità, discontinuità, precarietà…
Non si tratta però di un declino della persuasività del mondo, né l’effetto dell’invecchiamento delle
tradizioni, bensì questo è dovuto dal modo in cui oggigiorno ci rapportiamo agli oggetti di
consumo, all’informazione, alle conoscenze e ai legami sociali
Abbiamo quindi 4 poli (consumo, informazione, conoscenza e comunicazione) che collocano le
nostre esistenze all’interno di logiche temporali caratterizzate da alcuni tratti comuni rilevanti, come
il declino dell’esperienza, la frammentazione della linearità, la contrazione della durata…
Con la flessibilità del lavoro si è giunti all’invecchiamento delle conoscenze e viene meno la
linearità cumulativa giocata sul lungo periodo. Ci sono conoscenze acquisite nel corso di una vita
che ora sono da ostacolo al nuovo tipo richiesto di prestazioni professionali
FENOMENI ATTUALI
La frammentazione della linearità interessa le nostre vite a vari livelli: cognitivo, affettivo, pubblico,
privato, collettivo, individ. È ancora funzionale considerare l’identità in termini narrativi o bisogna
dar conto delle forme di identità che non si riconoscono più nel principio della narrazione lineare?
La contrazione della durata fa del tempo una struttura puntiforme (il rapporto con il mondo e se
stessi viene costruito su altre basi temporali). Questo si lega all’indebolimento dell’attenzione (durata
max ascolto di un msg 7 secondi!). La fedeltà spesso cessa di essere un valore
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L’accelerazione del divenire (forma dell’urgenza vissuta quotidianamente) ci fa capire come
l’appiattimento del tempo sul presente puntuale corrisponda all’appiattimento della coscienza
sull’attualità del vissuto L’IMPORTANZA DEL TEMPO
Dire e fare si condizionano a vicenda, sono fattori di stabilizzazione e di aggiustamento di
un’immagine del mondo che non esiste al di fuori dei contenuti e delle esperienze veicolati dalle
nostre parole e dalle nostre azioni quotidiane
L’asse attorno a cui ruotano i discorsi e le azioni della nostra quotidianità sembra essere quello
della discontinuità
Sono purtroppo infatti inflazionati negli ultimi tempi termini come incertezza, flessibilità,
frammentazione, rischio…
Il tempo non può essere affrontato con il metodo dell’oggettivazione, siamo di fronte piuttosto ad
una costruzione che chiede di essere colta in quanto elemento variabile della vita
Le dominanti comunicative secondo Papi sono i modi in cui il discorso dà forma al mondo, i poteri
del discorso
Il modo di vivere la temporalità è fondamentale per la forma di vita
Merlini si interessa a questo aspetto per riuscire a capire su quale figura del tempo la
comunicazione costruisce la sua reale possibilità di essere
Un pensiero continuamente vincolato all’essere presente delle cose corre il rischio di diventare
mero pensiero delle COSE
L’ideologia può rispuntare proprio là dove sono più raffinate le armi che il pensiero si è dato per
combatterla PRIORITÀ COMUNICATIVA E REPERIBILITÀ
In alcuni casi facciamo valere il principio di priorità comunicativa, mentre in altri no
Ad esempio se sono a pranzo con un amico e ne sopraggiunge un altro con cui dovrei parlare con
urgenza, evito di lasciare l’amico con cui avevo già intrapreso un discorso. Mi dimentico però di
spegnere il cellulare, e quindi la nostra comunicazione è interrotta più volte dalle chiamate
Per quale motivo, se da una parte diamo la precedenza alla comunicazione in corso, dall’altra ci
sentiamo però autorizzati ad interromperla lasciando costantemente aperto il canale che assicura
la nostra reperibilità in qualunque momento?
Con l’attuale tecnologia ci dobbiamo porre il problema della disponibilità alla COMUNICAZIONE
Ciò che importa non è comunicare, ma essere integrati in un sistema di flussi comunicativi e
informativi dai quali deve essere sempre possibile farsi raggiungere
Viene meno la condizione spaziale: sono qui che parlo con te, ma allo stesso tempo posso
interagire con altre persone
Questo significa superare il qui in direzione dell’ovunque
Ciò che viene meno è l’assenza. Essere IRRAGGIUNGIBILI vuol dire contravvenire al principio di
disponibilità
Si tratta di un processo iniziato negli anni ’40 (omologazione del valore: tutto diventa ugualmente
risorsa)
Heidigger legge il fenomeno della contrazione dello SPAZIO e del TEMPO come ciò che permette
di trasformare il mondo in una serie di equivalenze che rendono tutto (natura, uomini, cose)
disponibile nella stessa misura
Quando non vi è più lontananza, c’è vicinanza?
Di che natura può essere una comunicazione che confonde la vicinanza con l’(omni)presenza?
Che cosa può comunicare una comunicazione che rinuncia alla dialettica tra presenza e assenza?
2. La com unicazione è interrotta II
2.1 LA RISPOSTA DI FULVI O PAPI - I M ESSAGGI
La massima disponibilità e la possibilità di ascoltare messaggi in “tempo reale” coincidono con
l’incapacità di dire qualcosa
I messaggi saranno in futuro destinati ad avere per lo più un breve carattere performativo (poche
informazioni facili da comprendere, interpretazione lineare)
I messaggi pubblicitari devono essere brevi per essere efficaci. Questa norma si sta estendendo a
tutti i messaggi che vogliano indurre a certi comportamenti (politica in tv…)
Il rapporto tra durata del messaggio ed efficacia crea implicitamente un’educazione dello stile di
ascolto
Ciascuno è prigioniero dei limiti delle possibilità d’uso del messaggio
Virtuale e reale tendono a mantenersi sulla stessa onda comunicativa
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Un tempo nella lettera venivano utilizzate tutte le potenzialità di una grande enciclopedia scritturale,
mentre ora ciò non può accadere perché la formazione dell’identità è mutata molto e ogni identità
ha un numero limitato di rappresentazioni a disposizione.
2.2 L’ESSERE SOCIALE
Secondo Marx è l’essere sociale a determinare la coscienza
L’essere sociale va analizzato nella complessità degli elementi che lo costituiscono
La parola coscienza appare però troppo sintetica e poco vicina alle figure contingenti della nostra
vita sociale
La famiglia non è più edipica, sono anzi spesso i padri che cercano di imitare i figli, situazione di
melanconica invidia
La scuola è la pratica dell’inserimento produttivo, con l’inglese come lingua franca e l’uso dei
computer. È darwinianamente diventata vita
Sono sempre più le modalità lavorative, tutte mutevoli all’interno dello stesso settore e con nuovi
settori. Vengono quindi richieste disponibilità, adattamento, capacità di ricominciare
Il lavoro diventa così pura performance: da quest’esperienza non si può ricavare un’identità, ma solo
un’abilità contingente
L’informazione viene inoltre ridotta sempre a spettacolo, a seduzione sensibile (prevalenza
immagini sulla scrittura)
Si formano quindi identità persuase di sé solo secondo presenti brevi, prive di accumulo
memoriale 2.3 IL TEM PO E LA M EM ORI A
Il TEMPO, se deve essere compreso oggettivamente, non può che esserlo quale elemento
coerente che appartiene ad una teoria
La struttura fondamentale della temporalità che entra a costituire l’identità è molto simile a una
continua ripetizione del presente
Oggi la MEMORIA non è un esistenziale investito di importanza, è semmai importante la
conservazione di fatti che possano essere usati in modo performativo
La memoria tuttavia non è mai immediatamente performativa
La memoria è una figura variabile dell’esistenza, una qualità temporale, non una dotazione
La memoria, come elemento costitutivo dell’identità, non è utile in assoluto: utile e inutile sono
infatti aggettivi che hanno un senso vitale solo entro determinate prassi
La temporalità odierna è caratterizzata da un’identità puntiforme, in cui mancano i vuoti, le pause,
l’identità dialettica, la disarmonia tra progetto e risultato…
Tempo fa erano presenti in tutti i soggetti, anche in quelli più poveri, delle temporalità potenti e
immaginarie 2.4 L’IDENTITÀ
Nietzsche pensava alla figura di artisti della vita, capaci in ogni momento di un eterno ritorno al
proprio essere
Questo tema ha avuto delle parodie sociali e fenomenologie letterarie, ma la colpa non va data
all’autore, perché gli effetti sono sempre proprietà degli intepreti
Il personaggio dell’identità priva di tempo (e della comunicazione senza narrazione) è stato
plasmato da Papi sulle premesse di Merlini
Un personaggio costruito tra desiderio indeterminato, lavoro precario, informazione spettacolare,
presenza totale sul nulla dura 20-30 anni di forza lavoro e poi Papi lo immagina privo di vita propria,
senza ricordi, senza radici
3. La politica nella crisi del tem po storico
3.1 PROLOGO
Sono da condividere le accuse di storicismo e le critiche di idealismo al pensare per epoche
Epoca è un termine il cui impiego in campo filosofico connota strategie di pensiero talvolta riduttive e
semplificatrici, in cui prevale la pratica della sintesi
È impossibile attuare una comprensione analitica delle diverse congiunture stor
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Psicologia del linguaggio - La comunicazione interrotta di Fabio Merlini cap. 1-11
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Psicologia del linguaggio - Psicologia Analitica Jung
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Psicologia generale
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