Nel modello psicoanalitico ritroviamo tre strutture, denominate ES, IO e SUPER-IO.
L'ES rappresenta i nostri istinti e i nostri desideri. Il SUPER-‐IO rappresenta la morale, frutto
dell'introiezione dell'immagine paterna (intesa in senso molto ampio). L'IO è quella istanza in
parte cosciente ed in parte no che cerca di trovare dei compromessi tra le necessità dell'ES e
l'inclinazione alla tirannia del SUPER-‐IO. Come se non bastasse dover affrontare il rapporto
spesso conflittuale tra questi due poli opposti che talvolta obbligano il singolo individuo ad
una vera e propria quadratura del cerchio, l'IO deve anche tenere da conto i bisogni della
realtà esterna (della famiglia, degli amici, della cultura, dell'ambiente ecc.). L'IO rappresenta
un paciere, un moderatore, che in definitiva rischia di prendere calci da ogni parte.
Va da sé che queste istanze sono predisposte ad entrare in conflitto. Questo succede quando
l'ES ha la profonda esigenza di manifestare un suo impulso, il SUPER-‐IO non glielo acconsente
non potendolo sopportare e l'IO non riuscendo a gestire questa situazione, cerca con dei
meccanismi di difesa inconsci di reprimere l'impulso, dando così ragione al SUPER-‐IO. Il
conflitto che si genera così tra l'ES e le difese dell'IO porta de facto all'impedimento da parte
dell'ES di manifestare l'istinto incriminato. L'energia associata a questo stimolo si accumula
pericolosamente e l'ES deve cercare delle soluzioni alternative per liberarla. Attraverso la
sublimazione o un sintomo, la natura peccaminosa dell'istinto ora trasformato in qualcosa di
più innocuo, non viene più riconosciuta dal SUPER-‐IO rendendo così superflue le difese
dell'IO. Per concretizzare meglio la struttura della psiche secondo il modello psicoanalitico
conviene avvalersi dell'aiuto di un esempio. Si pensi ad una donna del tardo 1800 che
camminando per i giardini cittadini veda un uomo di suo interesse. L'ES impone il suo
desiderio di un contatto fisico e sessuale con quell'uomo, il SUPER-‐IO lo rinnega
dittatorialmente e l'IO cerca con dei meccanismi di difesa di rimuovere l'istinto dell'ES. Però
l'energia e il desiderio sessuale continuano a persistere ed anzi si accumulano. A questo punto
questa donna ha almeno due possibilità per venire a capo con questo conflitto. O ritorna a
casa e libera la sua energia sessuale in forma sublimata (attraverso per esempio la
composizione di un'opera artistica) oppure libera la stessa energia con l'ausilio di un sintomo,
per esempio una reazione somatica, quale una temporanea cecità dall'occhio che
precedentemente aveva visto quell'uomo, oppure attraverso lo sviluppo di una fobia, che le
faccia evitare il giardino, così che il conflitto non abbia a riproporsi
La psicoanalisi freudiana ha notevolmente influenzato vari ambiti della cultura, dalla
letteratura di cui lo stesso Freud era un estimatore perché a suo avviso nei testi poetici erano
contenute profonde intuizioni sull’inconscio, all’ arte, alla sociologia ed infine alla filosofia ed
antropologia. Lo studioso tedesco, come egli stesso nota “ non fu lo scopritore dell’ inconscio “
prima di lui la letteratura e l’ arte avevano colto come nell’ uomo la coscienza fosse una delle
parti della psiche, ciò che fa divenire Freud una figura di spicco nella cultura del Novecento è il
tentativo di aver applicato una metodologia scientifica allo studio dell’ inconscio. La medicina
ottocentesca di matrice positivista non prendeva seriamente in considerazione i disturbi
psichici, l’isteria, venne studiata con particolare interesse da
J. M. Charcot che applicava il
metodo ipnotico come terapia;
J. Breuer radicalizza l’ uso della terapia ipnotica per
richiamare alla memoria fatti dimenticati. Freud distanziandosi dal metodo cosiddetto
catartico di Charcot e Breuer, comprese come l’ inconscio fosse il centro conflittuale meta –
coscienziale da cui provenivano le lacerazioni interne alla psiche, una dimensione privilegiata
e nello stesso tempo complessa da cui osservare la psiche umana.
In questo modo Freud, distrugge definitivamente la certezza cartesiana che il pensare
coincida con l’ avere coscienza di farlo, già Leibinz con la teoria delle “piccole percezioni “
intuì la possibilità che vi fossero pensieri nella mente umana a livello non conscio, Hume ne “
Il Trattato sulla natura umana “ criticò aspramente l’unità dell’ Io, definendolo un mero fascio
di percezioni. Fichte e Schelling, con le loro riflessioni parlarono dell’ atto primario dell’ Io o 1
dello Spirito come di un processo inconscio reso cosciente solo dopo una serie di passaggi
dialettici.
Le strutture nelle quali, Freud espone la struttura della psiche umana sono definite da lui
stesso topiche, la prima è contenuta nel settimo capitolo de “ l’Interpretazione dei sogni “, la
seconda è successiva al 1920. La prima topica segue una suddivisione triadica: inconscio (
Ucs ), preconscio ( Pcs ) ed infine
conscio ( Cs ). L’ inconscio è la dimensione portante e meta
– coscienziale che sorregge la psiche, è l’ unione di una serie di fenomeni psichici mantenuti
stabilmente inconsci dalla rimozione; il preconscio è l’ agglomerato di fenomeni mentali in
sospensione che possono divenire consci con uno sforzo del soggetto, infine il conscio è la
dimensione più limpida della psiche umana. Se l’ inconscio è la chiave della mente, come si
accede ad essa? Inizialmente Freud utilizza l’ ipnosi, ma conseguentemente a scarsi risultati
passa alla metodologia delle “ associazioni libere “, disponendo il paziente su un lettino al fine
di creare un’ atmosfera rilassata e tranquilla, si cerca di indebolire le barriere della psiche che
si dischiudono in un processo che può risultare difficoltoso. Tale analisi si compie solo a patto
che sussista una piena cooperazione tra paziente e psicoterapeuta, nel mentre po’ avvenire il
fenomeno del transfert o traslazione, che consiste nel trasferire sul medico sentimenti
ambivalenti provati nell’ infanzia nei confronti del padre o della madre. Se il paziente
identifica il dottore curante con una figura amata, si realizza un processo di compiacimento ed
obbedienza.
La seconda topica risalente al 1920, è impostata triadicamente in: l’ Es ( inconscio ), il polo
pulsionale – caotico della personalità, sussiste al di là della personalità, dello spazio – tempo e
della logica ( Freud parla a proposito di un “ caos, un calderone di eccitamenti ribollenti “ , è
interessante notare come lo stesso Nietzsche nelle sue opere utilizzasse il termine Es per
indicare ciò che c’è in noi di oscuro ); il Super -Io, è la coscienza morale interiorizzata
costituitasi sulla sedimentazione durante i primi anni di vita degli insegnamenti e delle
proibizioni dei genitori, infine l’
Io è colui che deve coordinare una psiche altamente
complessa condizionata dalle morse dell’ Es, del Super – Io e della realtà esterna. Il Super – Io
e l’ Io a differenza dell’ Es, sono in connessione sia con la sfera del conscio che con quella dell’
inconscio.
La coppia concettuale normalità – nevrosi, si fonda sul rapporto che l’ Io, inteso come centro
coordinatore riesce ad impostare tra l’ Es ed il Super – Io, lo stato di nevrosi sorge quando il
rapporto si sbilancia o dalla parte dell’ Es o da quello del Super – Io.
Risulta interessante notare come l’ individuo sia vissuto dall’ Es, la dimensione della coscienza
non è altro che la punta di un immenso iceberg, o schopenhauerianamente la
rappresentazione è solo un velo Maya che nasconde una realtà cieca ed irrazionale.
L’ “
Interpretazione dei sogni ” ( 1899 ), segna una svolta rivoluzionaria nello studio freudiano
dell’ inconscio, gli stati onirici divengono la porta di accesso privilegiata per lo psicanalista. La
definizione che Freud, offre per il sogno è fondamentale per comprendere a pieno la sua
teoria: il sogno è un appagamento camuffato di un desiderio rimosso.
Il sogno in questa accezione presenta un
contenuto manifesto, ciò che nel sogno si presenta,
ed un contenuto latente, la struttura profonda legata al territorio oscuro dell’ inconscio.
Perché il desiderio, si presenta nel soggetto in maniera camuffata? Il desiderio non si svela &n
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