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CAPITOLO 3

Lo sviluppo della funzione sessuale

La vita sessuale umana consiste nel mettere a contatto i propri genitali con quelli di una persona dell’altro sesso

(arrivando a questo attraverso manifestazioni accessorie come baciarsi). Tutto questo dovrebbe comparire con la

pubertà e mettersi a servizio della procreazione. In alcuni casi (ad esempio: persone attratte da altre dello stesso sesso,

persone dette pervertiti in quanto i loro desideri sessuali prescindono dagli organi sessuali e dal loro normale impiego e

bambini con un interesse precoce verso i loro genitali e con visibile ecitamento) le cose non sono cosi.

Le scoperte principali della psicoanalisi, hanno portato a capire che:

- la vita sessuale si instaura e si manifesta poco dopo la nascita

- è sempre il caso di distinguere il concetto di sessuale (ampio e che comprende attività che non hanno a che fare

sempre con i genitali) da quello di genitale

- la vita sessuale comprende la funzione di ottenere piacere da determinate zone del corpo (tutto questo viene poi

posto allo scopo della procreazione)

Nei primi anni di vita del bambino esistono indizi di attività sessuale collegati a fenomeni psichici che ritroviamo poi

nella vita degli adulti (es.gelosia). Questi fenomeni si evolvono fino al quinto anno di vita, poi, subentra un periodo di

pausa detto epoca di latenza in cui si fanno passi in dietro. La vita sessuale, riprende con la pubertà. Si possono quindi

distinguere due tempi della vita sessuale. Nel primo dei due, gli eventi sono soggetti ad amnesia infantile anche se in

questo periodo avvengono comunque evoluzioni, ad esempio:

- 1° fase: il primo organo ad essere considerato zona esogena, è la bocca la quale soddisfa la richiesta lipidica (in

questo caso richiesta di cibo). Man mano che il bambino continua a ciucciare, ha un bisogno di

soddisfacimento che prescinde dalla nutrizione e che, per tanto, viene considerato sessuale. Compiamo con i

denti i primi impulsi sadici.

- 2° fase: viene chiamata fase sadico-anale. Il soddisfacimento si cerca nell’aggressione e nella funzione di

escrezione. Per sadico, si intende un insieme di pulsioni di tendenza libidica.

- 3° fase: viene chiamata fase fallica. In essa hanno funzione solo i genitali maschili (il femminile rimane

sconosciuto per tempo). La sessualità raggiunge il suo apice. I destini del bambino e della bambina si separano.

Il bambino attraversa la fase edipica, manipola il pene ed elabora fantasie di attività sessuale sulla madre fino a

quando compare la minaccia di evirazione e la scoperta che il pene non è presente nella donna. Questo trauma

da il via all’epoca di latenza. La bambina invece, scopre di non avere il pene o meglio, scopre l’inferiorità

clitoridea e finisce cosi per distaccarsi dalla sessualità in genere.

Queste tre fasi, si sovrappongono e coesistono. Vi è in realtà anche un’altra fase in cui si raggiunge la piena

organizzazione delle pulsioni:

- 4° fase: questa, viene chiamata fase genitale. In questa fase, alcuni degli antichi investimenti libidici vengono

conservati, alti invece, vengono inglobati nella funzione sessuale come atti preparatori (per soddisfare il

piacere preliminare) altre invece, vengono represse o ripiegate nell’io dando luogo a certi tratti del carattere.

Questo processo, non si compie sempre in maniera impeccabile e può perciò dare luogo a fissazioni della libido il cui

impulso è detto perversione (es. omosessualità che spesso compare in chi rimane allo stato ltente). In alcuni casi, i

processi indispensabili ad ottenere un esito normale, si svolgono parzialmente. In questo caso, l’organizzazione genitale

viene raggiunta ma soffre perché, alcune componenti lipidiche, non hanno compiuto l’intero percorso. Quando vi è

mancato soddisfacimento genitale o vi sono difficoltà affettive, la libido regredisce a investimenti pregenitali.

CAPITOLO 4

Qualità psichiche

Il punto di partenza per capire ciò che caratterizza lo psichico (o che con esso coincide) è il dato di fatto della coscienza

che si sottrae a tentativi di spiegazione. Molti suppongono che lo psichico, sia rappresentato soltanto dalla coscienza in

modo da lasciare alla psicologia solo il compito di distinguere percezioni, sentimenti, volontà. Bisogna comunque

ammettere che ci sono processi fisici o somatici legati allo psichico, dal momento che alcuni di essi hanno processi

coscienti e altri no. La psicoanalisi, reputa che, processi di natura somatica, costituiscano il vero e proprio psichico

(prescindendo dalla qualità della coscienza). Molti studiosi concordavano con questo, molti altri invece, erano così

insoddisfatti dalla concezione di psichico, che pretesero l’introduzione del concetto di inconscio nel pensiero

psicologico. Questa pretesa, espressa in modo impreciso, non ebbe influsso sulla scienza. La decisione di attribuire il

termine psichico a fenomeni somatici o fisici, è diventata molto importante. La psicologia, si è sviluppata a partire dalla

concezione che psichico sia in se inconscio per diventare poi la scienza che si occupa dei processi in conoscibili che

ubbidiscono a leggi e che hanno tra di loro reciproche relazioni che gli consentono di giungere alla comprensione di

eventi naturali. Tutto questo, è stato possibile grazie alla formulazione di nuove ipotesi che hanno arricchito questa

scienza e che sono in attesa di arricchimenti che derivano dalla selezione delle esperienze. I concetti fondamentali e i

principi della psicologia, restano indeterminati per un lungo periodo, come quelle delle scienze più antiche (massa,

forza, ecc.). Le scienze, sono basate sulle osservazioni trasmesse dall’apparato percettivo (oggetto della psicologia) che

noi integriamo con ragionamenti attendibili, cercando di colmare ciò che è stato tralasciato dallo psichico, traducendolo

in cosciente. La certezza della psicologia è basata su questo procedimento. Ogni cosa che appartiene allo psichico, è per

noi inconscio. L’inconscio, è caratterizzato da quei contenuti che per diventare coscienti devono essere intuiti e poi

trasformati nel modo spiegato. Il preconscio, è invece caratterizzato da quei processi che diventano facilmente coscienti

per poi tornare in poco tempo a non esserlo più e ad esserlo nuovamente senza problemi (poiché ricordati o riprodotti).

La separazione di conscio, preconscio e inconscio, non è assoluta ne permanente in quanto:

- il preconscio può diventare conscio senza necessitare del nostro intervento

- l’inconscio può diventare cosciente grazie ai nostri sforzi

Quando intraprendiamo questo tentativo su un individuo, non dobbiamo dimenticare che, aver colmato le lacune della

percezione, non significa sempre riuscire a rendere cosciente tutto il contenuto inconscio (cosa possibile solo se

perseveriamo nei nostri sforzi e se non incontriamo forti resistenze al divenire cosciente, il che varia a secondo dei casi).

Nel trattamento analitico, il risultato dei nostri sforzi, può anche verificarsi spontaneamente. Il mantenimento delle

resistenze interne, è indispensabile a determinare una condizione di normalità ( si verificano nello stato di sonno

creando le condizioni per la formazione del sogno) mentre, quando un contenuto preconscio, viene reso inaccessibile o

se recede provvisoriamente nello stato inconscio si creano le basi per la nascita dei disturbi nevrotici. Il diventare

cosciente, è legato alle percezioni che i nostri organi di senso ricevono dal mondo esterno (fenomeno che si verifica

nell’io). Noi però, otteniamo informazioni consce all’interno del corpo dai nostri sentimenti ( che influenzano la vita

psichica). In alcune circostanze, anche gli organi di senso trasmettono sentimenti o sensazioni dolorose (oltre alle

percezioni). Negli uomini, anche alcuni processi interni all’io possono acquistare la qualità di coscienza grazie alla

funzione linguistica che stabilisce un collegamento tra i contenuti dell’io e i residui mnestici di percezioni visive e

auditive. La parte della corteccia celebrale con il compito di percepire, può essere stimolata anche dall’interno, infatti,

anche i processi ideativi possono farsi coscienti. Quindi, si può dire che la percezione, non si possa più definire uguale

alla realtà e che, errori di questo tipo, si identificano con le allucinazioni. L’io ha come caratteristica il preconscio (che

può sia accedere alla coscienza che collegarsi con i residui linguistici). L’io si è sviluppato dall’es per l’influsso del

mondo esterno. L’Es ha come unica ed esclusiva qualità dominante l’inconscio. Originariamente, era tutto Es, poi,

alcuni dei suoi contenuti hanno assunto uno stato preconscio e sono stati accolti dall’Io, altri invece, ne sono rimasti

immutati costituendo il nucleo inaccessibile dell’Es. L’Io invece, ha riconvertito nello stato inconscio contenuti prima

accolti e poi respinti (che hanno lasciato traccia solo nell’Es) e che nell’es costituiscono il rimosso. Possiamo supporre

che nella vita psichica sia operante una specie di energia (anche se non se ne hanno prove) e che, l’energia nervosa o

psichica sia presente in due forme (mobile e legata). La trasformazione della prima forma di energia nella seconda, è

dovuta solo ad un sovrainvestimento dei contenuti psichici. Del processo primario, fanno parte tutte quelle leggi cui

obbediscono i processi nell’inconscio o nell’Es, del processo secondario invece, fanno parte tutte quelle leggi che

regolano i decorsi nel preconscio o nell’Io.

CAPITOLO 5

Spiegazione in base all’interpretazione dei sogni

L’investigazione di stati normali, nei quali le frontiere tra io ed es sono salvaguardate da resistenze, non chiarisce le

cose. Lo fanno invece gli stati di conflitto e rivolta che vedono il contenuto inconscio dell’es penetrare nell’io (che però

si oppone a questa irruzione) facendosi largo nella coscienza. In questo caso, possiamo compiere importanti

osservazioni. Di questi stati, fa parte il sonno notturno, durante il quale si svolge l’attività psichica che viene da noi

percapita sottoforma di sogni (che si verificano nella vita di persone normali e non è materiale patologico). Il sogno,

può essere di diversi tipi: confuso, incomprensibile o assurdo. Nel caso dei sogni, ci comportiamo come i pazzi perché

attribuiamo al sogno realtà obiettiva. Il processo di comprensione del sogno, comincia quando, al risveglio, supponiamo

che ciò che ricordiamo sia il vero e proprio processo onirico anche se si tratta di una facciata dietro alla quale il

processo si cela. Dividiamo quindi i pensieri onirici latenti (lavoro onirico) dal contenuto onirico manifesto. Lo studio

del lavoro onirico ci fa comprendere come il materiale inconscio dell’ Es (rimosso) si imponga all’ Io, diventi

preconscio e subisca l’opposizione dell’Io e la modifichi in deformazione onirica. Esistono occasioni di due specie per

la formazione del sogno, abbiamo quindi: sogni provenienti dall’Es (nel sonno si fanno valere nell’Io) e sogni

provenienti dall Io (nel sonno si rafforzano ad opera di un elemento inconscio). In tutti e due i casi, il meccanismo della

formazione onirica è lo stesso. L’Io è derivato in un secondo periodo dall’Es ma, nello stato di sonno, si torna alla

condizione di Es (quasi come se tornasse nel seno materno). Questo processo è chiamato Pulsione di sonno. Durante lo

stato di sonno, l’Es inconscio, svolge una parte importante nella formazione onirica:

- La memoria onirica è più estesa di quella dello stato vigile. Il sogno reca ricordi dimenticati o inaccessibili

nella vita vigile.

- Il sogno utilizza simboli linguistici di cui il sognatore ignora il significato. Essi, potrebbero risalire al periodo

anteriore all’evoluzione linguistica.

- La memoria onirica riproduce spesso impressioni che risalgono alla piccola infanzia del sognatore.


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DETTAGLI
Esame: Psicologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Zeroli Stefania.

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