Compendio di psicoanalisi
L'apparato psichico
Della psiche, ci sono note due cose: l’organo fisico e il suo scenario (ovvero il cervello) e gli atti di coscienza. Tutto ciò che si trova tra queste due cose è sconosciuto, non vi sono relazioni dirette tra questi due estremi del sapere e, se esistesse, definirebbe soltanto la localizzazione dei processi della coscienza. Noi supponiamo che la vita psichica sia funzione di un apparato (cui attribuiamo spazio e struttura) ma, se fosse vero, si tratterebbe di una novità scientifica. Nell’apparato psichico (conosciuto attraverso l’evoluzione dell’uomo) troviamo l’Es (antica istanza della psiche dove giace tutto ciò che si è ereditato e le pulsioni) ed un’evoluzione dell’Es che media appunto i rapporti di questo con l’esterno (si tratta dell’Io).
I caratteri principali dell'Io
L’Io dispone dei movimenti volontari ed ha come compito l’autoconservazione che viene assolto: all’esterno (imparando a conoscere gli stimoli e ad accumulare esperienze su di essi cercando di evitare quelli eccessivamente intensi) e all’interno, cioè nei confronti dell’Es (controllando le pulsioni e decidendo se soddisfarle, rimandare il loro soddisfacimento o reprimerle). Nella sua attività, l’Io è guidato da tensioni (presenti o introdotte) prodotte da stimoli. Quando queste tensioni si esaltano, si avverte dispiacere, quando al contrario si riducono, si avverte piacere (generalmente). L’io aspira al piacere sforzandosi di eludere il dispiacere. Quando il dispiacere aumenta (solitamente a causa di un pericolo), l’io risponde con un segnale di angoscia.
A volte, l’io allenta il suo legame con l’esterno per ritirarsi nello stato di sonno (qui modifica la sua organizzazione, ripartendo l’energia psichica). Il terzo potere di cui l’io deve tener conto, e con il quale talvolta si scontra, è il Super-io (in cui si sedimenta il protrarsi dell’età infantile e il dipendere dai genitori). Quando l’Io riesce a conciliare le pretese di Es, Super-io e realtà, allora la sua azione è corretta. Man mano che l’individuo cresce, il Super-io, accoglie ciò che proviene da persone che in qualche modo sostituiscono la figura genitoriale (es. insegnanti, ecc.). Es e Super-io rappresentano entrambi gli influssi del passato (ereditati o recepiti) l’Io invece si basa di più su ciò che si è sperimentato di persona.
La teoria delle pulsioni
Riepilogando: l’Es rappresenta l’intento dell’individuo di soddisfare i suoi innati bisogni, l’Io deve trovare il modo meno pericoloso per soddisfare i bisogni (tenendo conto del mondo esterno) e, il Super-Io, deve limitare il soddisfacimento dei bisogni. Le pulsioni sono quelle forze che stanno dietro alle tensioni provocate dai bisogni cioè sono le richieste che il corpo fa alla vita psichica, hanno natura conservatrice, sono un numero imprecisato e, possono mutare la loro meta trasferendo l’energia da una all’altra. Solitamente si ammettono solo due pulsioni: l’Eros (la cui meta è quella di unire insieme) e la pulsione di distruzione o di morte (la cui meta è quella di dissolvere e distruggere e di rendere quindi il vivente allo stato inorganico).
Biologicamente, queste due pulsioni agiscono l’una contro l’altra oppure si combinano insieme (Es. l’atto del mangiare consiste nella distruzione dell’oggetto al fine di incorporarlo mentre l’aggressione sessuale, propone la più profonda delle unificazioni). Il contrasto delle due pulsioni dà origine ai fenomeni dell’esistenza. Modificare il rapporto tra le due pulsioni può portare a gravi conseguenze. Le due pulsioni fondamentali devono essere sempre e ovunque rintracciabili e non confinati ad un lato o all’altro della psiche. Nello stadio iniziale, tutta la libido (energia dell’Eros) è presente nell’Io-Es (ancora indifferenziato) per neutralizzare le presenti tendenze distruttive. La pulsione distruttiva, rimane invece muta fino a che non si trasforma in pulsione di morte all’interno che viene però avvertita dall’individuo solo quando diventa distruttiva all’esterno. Questa pulsione è necessaria per la conservazione dell’individuo.
Grazie al Super Io, alcuni importi della pulsione aggressiva vengono fissati nell’Io operando in senso autodistruttivo. Trattenere l’aggressività è comunque malsano anche perché poi si finisce per sfogarla su noi stessi. Una parte di autodistruzione resta comunque nell’individuo finché non riesce ad ucciderlo. Si pensa infatti che l’individuo muoia per conflitti interni mentre la specie, muoia per le sconfitte (contro il non riuscito adattamento) inferte dal mondo esterno. Non si conoscono quali siano i comportamenti della libido nell’Es e nel Super Io, in quanto essa è concentrata nell’Io dando vita al narcisismo primario assoluto che finisce per trasformarsi (quando l’io investe libidicamente la rappresentazione di alcuni oggetti) da libido narcisistica a libido oggettuale. Durante l’innamoramento, la libido viene trasferita sull’oggetto che finisce per mettersi quasi al posto dell’io. Al concetto di mobilità della libido si contrappone il concetto di fissazione della libido a determinati oggetti.
Le fonti della libido sono somatiche, arriva quindi all’io da vari organi e zone del corpo. Tutto questo si può vedere molto bene in un comportamento della libido chiamato eccitamento sessuale (le zone da cui deriva questo comportamento sono le zone erogene, tutto il corpo lo è).
Lo sviluppo della funzione sessuale
La vita sessuale umana consiste nel mettere a contatto i propri genitali con quelli di una persona dell’altro sesso (arrivando a questo attraverso manifestazioni accessorie come baciarsi). Tutto questo dovrebbe comparire con la pubertà e mettersi a servizio della procreazione. In alcuni casi (ad esempio: persone attratte da altre dello stesso sesso, persone dette pervertiti in quanto i loro desideri sessuali prescindono dagli organi sessuali e dal loro normale impiego e bambini con un interesse precoce verso i loro genitali e con visibile eccitamento) le cose non sono così.
Le scoperte principali della psicoanalisi, hanno portato a capire che:
- La vita sessuale si instaura e si manifesta poco dopo la nascita
- È sempre il caso di distinguere il concetto di sessuale (ampio e che comprende attività che non hanno a che fare sempre con i genitali) da quello di genitale
- La vita sessuale comprende la funzione di ottenere piacere da determinate zone del corpo (tutto questo viene poi posto allo scopo della procreazione)
Nei primi anni di vita del bambino esistono indizi di attività sessuale collegati a fenomeni psichici che ritroviamo poi nella vita degli adulti (es. gelosia). Questi fenomeni si evolvono fino al quinto anno di vita, poi, subentra un periodo di pausa detto epoca di latenza in cui si fanno passi indietro. La vita sessuale riprende con la pubertà. Si possono quindi distinguere due tempi della vita sessuale. Nel primo dei due, gli eventi sono soggetti ad amnesia infantile anche se in questo periodo avvengono comunque evoluzioni, ad esempio:
- 1° fase: il primo organo ad essere considerato zona esogena, è la bocca la quale soddisfa la richiesta lipidica (in questo caso richiesta di cibo). Man mano che il bambino continua a ciucciare, ha un bisogno di soddisfacimento che prescinde dalla nutrizione e che, per tanto, viene considerato sessuale. Compiamo con identi i primi impulsi sadici.
- 2° fase: viene chiamata fase sadico-anale. Il soddisfacimento si cerca nell’aggressione e nella funzione di escrezione. Per sadico, si intende un insieme di pulsioni di tendenza libidica.
- 3° fase: viene chiamata fase fallica. In essa hanno funzione solo i genitali maschili (il femminile rimane sconosciuto per tempo). La sessualità raggiunge il suo apice. I destini del bambino e della bambina si separano. Il bambino attraversa la fase edipica, manipola il pene ed elabora fantasie di attività sessuale sulla madre fino a quando compare la minaccia di evirazione e la scoperta che il pene non è presente nella donna. Questo trauma dà il via all’epoca di latenza. La bambina invece, scopre di non avere il pene o meglio, scopre l’inferiorità clitoridea e finisce così per distaccarsi dalla sessualità in genere.
Queste tre fasi, si sovrappongono e coesistono. Vi è in realtà anche un’altra fase in cui si raggiunge la piena organizzazione delle pulsioni:
- 4° fase: questa, viene chiamata fase genitale. In questa fase, alcuni degli antichi investimenti libidici vengono conservati, altri invece, vengono inglobati nella funzione sessuale come atti preparatori (per soddisfare il piacere preliminare) altre invece, vengono represse o ripiegate nell’io dando luogo a certi tratti del carattere.
Questo processo, non si compie sempre in maniera impeccabile e può perciò dare luogo a fissazioni della libido il cui impulso è detto perversione (es. omosessualità che spesso compare in chi rimane allo stato latente). In alcuni casi, i processi indispensabili ad ottenere un esito normale, si svolgono parzialmente.
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