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P

SICOLOGIA DEL CICLO DI VITA

Cap 1 – La psicologia del ciclo di vita

La psicologia del ciclo di vita si è sviluppata nel corso degli ultimi due decenni essa è una disciplina che si

occupa della descrizione, spiegazione e modificaizone sia del cambiamento intra-personale, sia della stabilità, a

partire dalla nascita fino alla morte, oltre che delle differenze delle analogie mostrate dagli individui nel

cambiamento intra-personale.

I Sono 2 elementi contemporaneamente presenti nel ciclo di vita.

L CAMBIAMENTO E LA

1 CONTINUITÀ Lo sviluppo è da considerarsi un processo e non uno stato.

 T : individua alcune condizioni quali: quando si ha la sensazione

HOMAS

di soddisfare i propri bisogni, quando il comportamento non lede i diritti

altrui etc.

 C @: vede lo sviluppo come una spirare e non come una linea

HAPLIN

retta.

2 L R : lo interpreta come un’espansione personale che proviene

O SVILUPPO OGERS

dall’apprendimento e come il risultato dei rischi che si affrontano

 F L : vedono lo sviluppo come un viaggio.

ORD E ERNER

R : la persona pienamente funzionante ha:

OGERS - Una crescente apertura alle esperienze

- Una crescente consapevolezza del presente

- Una crescente fiducia nel proprio organismo

3 ’ Occorre considerare anche l’età psicologica, sociale, funzionale e biologica.

L ETÀ

A : Ageism: è un termine che indica i pregiudizi sugli anziani.

GEISM I PREGIUDIZI

4 ’

SULL ETÀ

L Un intreccio di esperienze

E DIVERSE

5 IMMMAGINI DEL CORSO

DELLA VITA

6 I 1. L :

PRINCIPI O SVILUPPO È UN PROCESSO CHE CONTINTUA PER TUTTA LA VITA

2. : Lo sviluppo

FONDAMENTALI DEL UN PROCESSO MULTIDIMENSIONALE E MULTIDIREZIONALE

non procede necessariamente in maniera simultanea o equivalente su

CICLO DI VITA

Baltes tutti i fronti. Arcobaleno della vita di Super. 9 ruoli all’inizio è solo 1,

Inizialmente 4 punti quello di bambino, man mano, poi, aumentano.

poi divenuti 7 assunti 3. U : la plasticità si

N PROCESSO CARATTERIZZATO DALLA PLASTICITÀ

riferisce alla possibilità di modificare le traiettorie dello sviluppo

individuale.

4. U :

N PROCESSO CHE COMPRENDE GUADAGNI E PERDITE

5. U : Lo sviluppo è il risultato dell’interazione

N PROCESSO INTERATTIVO

tra individuo e ambiente. B facendo riferimento alle

RONFENBRENNER

teorie di K. Lewin, propone una visione ecologica più ampia

dell’ambiente. Egli definisce l’ambiente come “qualsiasi evento o

condizione esterna all’organismo che influenzi o sia influenzato dallo

sviluppo della persona”. Egli dipinge l’ambiente alla luce di un ordine

gerarchico, che prevede un’organizzazione basata su strutture

concentriche ognuna contenuta in quella successiva:

 M : livello di influenza più vasto che comprende le

ACROSISTEMA

tradizioni popolari, la lingua e le regole, ossia gli elementi

culturali che veicolano i valori e le priorità della società.

 E : raccoglie i microsistemi e i mesostimeni

SOSISTEMA

comprende le maggiori istituzioni di una società: Istruzione,

Governo, economia, mass media, religioni

 M : rete di sistemi personali interattivi di cui gli

ESOSISTEMA

individui fanno parte: interazioni dei contesti personali (es.

quando l’educazione di un figlio influenza o meno la scelta di

1

accettare o rifiutare un lavoro).

 M : interazioni tra singoli e il loro ambiente sociale

ICROSISTEMA

e fisico più immediato: casa, la scuola, lavoro.

6. U :

N PROCESSO CALATO NELLA REALTÀ STORICA E CULTURALE

7. U : antropologia, storia,

N CAMPO DI STUDI MULTIDISCIPLINARE

sociologia, psico sociale, psicologia, biologia.

L C’è la fase del nido vuoto. Può essere immaginata come quel braccio di altalena

E PROSPETTIVE

14 su cui siedono 2 bambini: la persona oscilla tra l’una e l’altra direzione o

RELATIVE ALLA MEZZA

’ mantiene il suo precario equilibrio.

ETA T : C H 1961. la teoria ha come

EORIA DEL DISIMPEGNO UMMING E ENRY

fondamento due serie di dati: una relativa ai cambiamenti nella personalità

durante l’invecchiamento e l’altra relativa all’interazione dei singoli con

l’ambiente. La prima questione emersa è quella relativa al crescere

dell’attenzione verso se stessi piuttosto che verso l’esterno; inoltre il numero dei

ruoli nei quali l’individuo era impegnato da giovane, diminuiscono. Gli autori

sono giunti alla conclusione che nell’età anziana si verifica un processo di

disimpegno, e che questo è universale, normale e naturale, ossia la giusta via

dell’invecchiamento

T ’ : R. H : questa teoria suggerisce che

EORIA DELL ATTIVITÀ AVINGHURST

L nell’età anziana le persone raggiungono la massima soddisfazione quando

E PROSPETTIVE

15 ’ riescono a mantenere i pattern di attività e i valori che avevano caratterizzato la

RELATIVE ALL ETÀ loro vita adulta.

ANZIANA M B : prevede un generale processo di

ODELLO SVILUPPATO DA ALTES

adattamento che persiste durante tutta la vita, ma che assume un particolare

significato nell’età anziana:

1. L : concentrare le proprie energie sugli ambiti della vita

A SELEZIONE

ritenuti più rilevanti.

2. L’ : strategie che le persone utilizzano per migliorare il

OTTIMIZZAZIONE

loro potenziale.

3. L : es. il pianista anziano intervistato da Baltes, che

A COMPENSAZIONE

invece di eseguire tutto il repertorio si concentra nell’esecuzione di

pochi brani al meglio.

C 2 – L one

AP A RACCOLTA DEI DATI SULLA VITA DELLE PERS

* Osservazione: sia naturalistica che controllata

1 I * Testimonianze dirette dei partecipanti: interviste, questionari e test.

METODI * Autobiografia, racconto, diari, narrazione.

L’oservazione naturalistica può avvenire:

 D ESCRIZIONI DIARISTICHE

 D : sequenze di comportamento.

ESCRIZIONI DI SPECIMEN

I METODI 

2 C : es. osservare comportamenti dei bambini

AMPIONATURA TEMPORALE

OSSERVAZIONALII per 30 secondi ogni mezzora.

 S : es. osservare solo quando il

TRATEGIA DI RILEVAZIONE PER EVENTI

bambino è aggressivo.

I principali metodi di self reporto sono:

* Interviste

M * Questionari

ETODI BASATI SUL

3 * Test standardizzati: Sono questionari concepiti per misurare una serie di

SELF REPORT costrutti psicologici come l’intelligenza e la personalità che vengono

usati per scopi diagnostici e di ricerca.

4 L Denzin ha individuato 4 tipi di triangolazione, ai quali Janesick ne ha aggiunto

A TRIANGOLAZIONE un quinto:

1. Triangolazione delle fonti: impiego di varie fonti di dati. Es. intervista

anche ai membri della famiglia.

2. Triangolazione del ricercatore: impiego di varie fonti vari ricercatori.

2

3. Triangolazione metodologica: impiego di vari metodi di ricerca.

4. Triangolazione teorica: impiego di prospettive multiple per interpretare

una sola serie di dati.

5. Triangolazione interdisciplinare: impiego del contributo di fonti, dati e

teorie di altre discipline .

5 I Riguarda il momento in cui raccogliere i dati.

L DISEGNO DI RICERCA Questo studio prevede una ricerca su un gruppo di soggetti che viene seguito

L

A RICERCA

6 nel tempo, ponendo particolare enfasi sui cambiamenti delle caratteristiche che

LONGITUDINALE vengono prese in esame.

L Nello stesso momento vengono esaminate persone di diverse età. Nel 2000 si

A RICERCA

7 esaminano 20enni, 30enni, 40enni.

TRASVERSALE

L - Prende in esame gruppi di persone della stessa età provenienti da coorti diverse:

A RICERCA TIME LAG

8 ( es. trentenni del ’50, ’60, 70. Viene utilizzato per indagare le differenze di

INTERVALLO

) coorte: es. bambini di oggi più obesi.

TEMPORALE Schaie: :

MODELLO EVOLUTIVO GENERALE

 D : esamina le sequenze longitudinali in

ISEGNO SEQUENZIALE DI COORTE

due o più coorti. Combina le caratteristiche dello studio longitudinale e

dello studio basato sul time lag..

 S : esamina i campioni trasversali in

EQUENZA TEMPORALE SEQUENZIALE

L 2 o più occasioni. Combina le caratteristiche dei progetti trasversali e

A RICERCA

9 dei progetti basati sul time-lag. Es. studio che analizza un campione di

SEQUENZIALE trentenni, quarantenni e cinquantenni nel 1990 e un diverso campione di

trentenni, quarantenni e cinquantenni nel 2000.

 D :combina le caratteristiche degli

ISEGNO SEQUENZIALE TRASVERSALE

studi longitudinali, trasversali e del time-lag. Es. esaminando un

campione di trentenni, quarantenni nel ’80, 90 e 2000.

Campione casuale:

10 I L CAMPIONAMENTO Campionamento mirato:

11 L I dati raccolti devono essere il più possibile attendibili.

A VALUTAZIONE 4 criteri:

1. V : la misura in cui le variazioni di una variabile

ALIDITÀ INTERNA

dipendente possono essere attribuite alla variazione controllata di una

variabile indipendente.

2. V : si riferisce alla generalizzabilità, vale a dire alla

ALIDITÀ ESTERNA

12 L possibilità di estendere i risultati della ricerca anche per altri gruppi e

A VALIDITÀ contesti.

3. A : riguarda la stabilità e la replicabilità dei risultati della

FFIDABILITÀ

ricerca. L’affidabilità è una precondizione della validità.

4. O : si riferisce alla neutralità della ricerca: il distacco del

BIETTIVITÀ

ricer catore dai dati e l’assenza di preconcetti.

G sostituisce i precedenti criteri con:

UBA

1. C : impegno prolungato, osservazione continuativa,

REDIBILITÀ

discussione di sintesi tra pari, analisi dei casi negativi, soggettività

progressiva controllo da parte dei partecipanti, triangolazione e

13 L’ATTENDIBILIT À cristallizzazione.

2. T RASFERIBILITÀ

3. A DERENZA

4. C :

ONFERMABILITÀ

Lincoln e Guba: per loro, la ricerca è un processo di apprendimento. Per

valutare la misura dell’apprendimento occorre considerare 4 aspetti:

Autenticità ontologica:

14 L’ AUTENTICITÀ Autenticità educativa

Autenticità catalitica

Autenticità tattica:

3

 Il consenso

 L’inganno

 La discussione di sintesi

 Il ritiro della ricerca: i ricercatori devono chiarire ai partecipanti che

possono ritirarsi quando vogliono dalla ricerca.

G LI ASPETTI ETICI  La riservatezza

15 DELLA RICERCA  La protezione dei partecipanti

 La ricerca osservazionale: i partecipanti devono esserne informati.

 I consigli

 I colleghi: i ricercatori hanno l’obbligo di controllare anche il lavoro dei

colleghi.

Cap 3 – Gli stadi età e le linee della vita

L’approccio basato sugli stadi di età utilizzato per esaminare il percorso della vita rappresenta la posizione

trasversale (quasi un’istantanea di un determinato momento), quello tematico la posizione longitudinale (es.

come lo sviluppo cognitivo progredisce nel tempo).

1. P 0-2 anni: già prima della nascita ha inizio

RIMA INFANZIA

l’interazione tra bambino e ambiente. La prima infanzia è caratterizzata

da uno sviluppo di rapidità ed estensione veramente sorprendente.

Sviluppano abilità motorie, sociali e personali.

2. P 2-6 anni: anche questo periodo è

ERIODO PRESCOLASTICO

caratterizzato da grandi cambiamenti a livello fisico, cognitivo,personale

e sociale.

3. I : 6-12 anni: questo periodo è caratterizzato da un grande

NFANZIA

sviluppo cognitivo. La famiglia rimane un contesto importante, ma

aumenta il tempo trascorso con i pari.

4. A : 12-18 anni: L’adolescenza rappresenta un ponte tra

DOLESCENZA

l’infanzia e l’età adulta. Pubertà e spesso conflitti in famiglia.

G ’ 5. P : 18-40 anni: raggiungere l’intimità, operare scelte

LI STADI DELL ETÀ LA RIMA ETÀ ADULTA

1 professionali conseguire successi sul lavoro sono le sfide fondamentali

TRAMA DELLO dell’età adulta. Gestire le sfide di questo periodo in maniera positiva può

SVILUPPO incrementare la fiducia in se stessi e l’indipendenza.

6. E : 40-60 anni: in questa fase la memoria può

TÀ ADULTA MEDIA

iniziare a diminuire. Rughe, minore prestazioni fisiche, ma spesso è il

significato che la società associano a questi cambiamenti che accresce la

loro importanza. L’attenzione si rivolge maggiormente verso il mondo

interiore.

7. E : 60-75 anni: diminuisce il numero di ruoli

TÀ ADULTA AVANZATA

sociali e anche in questa fase dovranno essere rinegoziate le relazioni

con il partner. Fondamentale è l’accettazione della propria vita per ciò

che è e ciò che non sarà più.

8. T : oltre i 75 anni. Neugarten ha distinto gli anziani

ARDA ETÀ ADULTA

giovani dagli anziani anziani.

U L’età cronologica fornisce una struttura di base utile per dipingere una

NA PANORAMICA

2 ’ panoramica dell’intero corso della vita.

DEGLI STADI DELL ETÀ  C

L : AMBIAMENTO

E LINEE DELLA VITA  C

3 ’ ONTINUITÀ

L ORDITO DELLO  C

SVILUPPO AOS

4 I E’ visto da gran parte della psicologia evolutiva, come una serie di stadi

L CAMBIAMENTO

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lore.to di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Tassi Fulvio.
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