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Psicologia dei processi di socializzazione – Socializzazione

Appunti di Psicologia dei processi di socializzazioneSocializzazione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Influenze extrafamiliari, Un tempo gli psicologi tentarono di fornire una spiegazione delle caratteristiche del processo di socializzazione limitandosi a osservare esclusivamente il... Vedi di più

Esame di Psicologia dei processi di socializzazione docente Prof. M. Ingrassia

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una proporzione di bambini cresciuti in condizione disagiata riescono ad evitare le

conseguenze negative.

In molti bambini la povertà riduce l’autostima,i soggetti si sentono inferiori rispetto agli altri e

sviluppano sentimenti di inutilità e depressione ma non necessariamente deve verificarsi ciò.

In molti società del mondo esistono gruppi di maggioranza e gruppi di minoranza,la minoranza che

più è stata oggetto di ricerca è quella degli afro-americani l’esperienze dei bambini appartenenti a

questo gruppo tendono ad essere in vari casi plasmate da determinate caratteristiche:la povertà che

comporta implicazioni per lo sviluppo dei bambini e tende a diminuire le opportunità nella vita .I

genitori single ,la condizione dei genitori single è associata a una serie di stress, tra i quali la

povertà. I bambini cresciuti in famiglia con ragazze madri avranno probabilmente un rendimento

scolastico peggiore,e più probabilità di essere coinvolti in attività antisociali. La struttura della

famiglia estesa, in molte famiglie afro americane non è presente il padre ma un certo numero di

altri parenti,la famiglia estesa rappresenta una fonte di sostegno,ad es. la disponibilità dei nonni

fornisce un supporto alle madri inoltre tale situazione offre ai bambini una maggiore gamma di

interazioni sociali. Le nonne afro americane tendono ad essere più coinvolte nella cura dei

bambini,in questi casi il bambino trae beneficio dalla presenza del parente che si traduce in un

migliore rendimento scolastico e minori probabilità di sviluppare problemi di comportamento

rispetto ad altri bambini educati da ragazze madri. Uno stile parentale autoritario molti genitori

afro americani adottano uno stile autoritario il quale è associato solitamente a un minore rendimento

scolastico,mentre lo stile parentale autorevole è solitamente associato a buoni risultati del bambino,

ma è meno frequente tra gli afro americani e anche tra le famiglie di origine europea. Un aspetto

comune a ogni gruppo di minoranza è l’elevata probabilità di andare incontro a qualche forma di

pregiudizio a volte riscontrabile anche in bambini molto piccoli,il pregiudizio è la tendenza a

considerare in maniera negative tutte le persone diverse da te .

I sistemi sociali come le famiglia e il gruppo dei coetanei sono accessibili al bambino e capire come

funzionano non rappresentano una difficoltà eccessiva,tuttavia la società all’interno della quale vive

il bambino contiene molti altri sistemi remoti e astratti:le istituzioni politiche ,le istituzioni

economiche(negozi)l’entità geografiche (paese e città).I bambini sono in grado di comprendere le

relazioni tra i concetti di città,regione e nazione solo verso gli 10-11 anni di età.Il processo che

porta il bambino a comprendere i concetti relativi alle istituzioni economiche,al commercio alle

banche è ancora più complesso e lungo,già da molto piccoli i bambini vanno a fare la spesa con i

genitori ma la comprensione di ciò che avviene all’interno dei negozi come es.il fatto che i genitori

porgano del denaro è molto limitata.I bambini dv raggiungere i 7 o 8 anni prima di capire il

concetto di profitto. Furth:

1. comprensione assente (5-6 anni).I bambini hanno un quadro di riferimento all’interno del

quale inserite e interpreta gli aventi sociali osservati.Così il denaro viene creduto

liberamente disponibile e le transizioni sono considerati un rituale privo di significato.

2. comprensioni di alcune funzioni elementari(7-8 anni).I bambini iniziano a comprendere gli

aspetti della società con i quali sono stati direttamente a contatto.Sanno che i soldi servono

per scambiare mercanzie:capiscono perché a volte parte dal denaro viene restituita;ma non

sanno come il come il commerciante utilizzi il denaro.

3. comprensione di parti del sistema(9-11 anni).Il bambino tenta di fornire spiegazioni coerenti

e logiche sul modo in cui funziona il sistema social.I bambini sono in grado di dedurre le

relazioni come per es.quella tra commerciante e fornitore,senza bisogno dell’osservazione

diretta.

4. comprensione logica(dopo 11 anni) a questo stadio il bambino comprende i meccanismi di

base in atto nella società. Attraverso l’applicazione del pensiero logico può riuscire a capire

come funzionano diversi sistemi sociali e la sua comprensione può essere rallentata solo

dalla mancanza di informazioni. A quest’età i ragazzi sanno perché esiste un governo e

quale ruolo svolge anche se non sono in grado di spiegare i vari dettagli del processo

considerato.

L’ESPERIENZA SOCIALE E LE SUE CONSEGUENZE capitolo 8

L’idea che i primi anni siano i più suscettibili alle influenze altrui sembra in a prima vista un luogo

comune.

L’idea che gli eventi traumatici che si verificano nell’infanzia producono degli effetti sulla

personalità è stata facilmente accettata. Freud si convinse dell’importanze delle esperienze infantili

mentre tentava di delineare le origini dei disturbi nervosi. Credeva che sulla base dei ricordi raccolti

da pazienti adulti nel corso della terapia fosse possibile ricostruire la natura delle esperienze precoci

e stabilire a quali eventi i bambini sono più sensibili,questi sono principalmente di natura

somatica:il tentativo del neonato di cercare il seno materno,le frustrazioni degli orari e dello

svezzamento. Se alcune di tali esperienze risultano o meno stressanti dipende dalla fase dell’allibito

che il bambino sta attraversando:così nella fase orale il bambino è proiettato in attività come la

sessione,se nel contesto di tale attività si sarà imbattuto in frustrazioni eccessive egli rimarrà fermo

in quello stata e da adulto manifesterà una personalità particolare(il carattere orale contraddistinta

da caratteristiche come dipendenza e passività. I traumi verificatesi durante l’infanzia determinano

effetti irreversibili che si manifestano in età adulta.

Si è molto discusso che nello sviluppo umano i riscontrano periodi critici(o sensibili). Per es.

l’inizio dell’attaccamento è stato collegato a uno stadio di rapido sviluppo,con l’ulteriore

implicazione che il bambino permane in questo stadio solo per un periodo limitato di tempo e che

un ritardo rispetto a questo periodo rende impossibile l’attaccamento. Bowlby ha sostenuto che ogni

bambino privato dell’opportunità di sviluppare l’attaccamento avrebbe sviluppato un carattere

affettivo,in seguito B. ha suggerito che l’opportunità di istaurare l’attaccamento dv verificarsi nella

fase iniziale dello sviluppo,il concetto di periodo critico che consente in un tempo oltre il quale i

bambini non sono più in grado di sviluppare un attaccamento emotivo verso qualcuno e che termina

nel 3 anno di vita non è confermato da questi risultati. Le prime esperienze non producono

necessariamente effetti irreversibili ad es. è stata considerata una delle peggiori esperienze che un

bambino può fare cioè il suicidio di un genitore. 2 psichiatri hanno analizzato questi

bambini,inizialmente erano molto addolorati,parecchi anni dopo tutto il gruppo risultava

caratterizzato da problemi psicologici ,alcuni risultavano disturbati e davano motivi di

preoccupazioni,mentre altri avevano un comportamento normale. Laddove il genitore morto era un

alcolista,un violento e nel caso in cui questo comportamento aveva provocato problemi coniugali o

altri problemi familiare appariva più probabile che i bambini mostrassero negli anni successivi

problemi emotivi,l’esperienza traumatica deve essere considerata nel contesto della qualità della

vita dei bambini negli anni. Un ‘esperienza comune nella prima infanzia fonte di grande angoscia è

la separazione dei genitori,nel momento in cui per es.il bambino è ricoverato in ospedale.

All’incirca tra i sei mesi e i 5 anni di vita i bambini sono particolarmente vulnerabili,qualsiasi

interruzione dei legami che comporti una minore disponibilità dei genitori costituisce un notevole

trauma soprattutto nel caso in cui il bambino viene affidato a persone poco conosciute in un

ambiente non familiare. D’altra parte separazioni ripetute producono un effetto che tende ad essere

cumulativo nel correlare i dati corrispondenti all’adattamento psicologico del bambino con

l’esperienza di ospedalizzazione. La combinazione di 2 o più stress aumenti la probabilità che il

bambino sviluppi delle psicopatologie,possiamo concludere che non è un particolare trauma a

determinare la patologia ma la situazione familiare preesistente e alla quale il bambino fa

ritorno.Molti ricercatori hanno elencato gli effetti che il divorzio provoca sui bambini,i dati

principali sono:quasi tutti i bambini a qualsiasi età sono influenzati negativamente da questa

esperienza almeno per un breve periodo,il tipo,l’intensità e la durata di tali effetti variano da

bambino e bambino,gli effetti sono maggiori tra ragazzi che ragazze,questi effetti sono più marcati

nella media infanzia,gli effetti si manifestano sia dentro che fuori casa e coinvolgono il rapporto con

i fratelli,con i coetanei,molti bambini si abituano al divorzio in 2 o 3 anno ma questi dipende dal

genitore a cui si è stati affidati e dalle condizioni economiche della famiglia. L’aspetto critico è

assistere ai conflitti dei genitori prima,durante e spesso anche dopo la separazione.Bambini che

vivono in una famiglia unita dove esistono contrasti,mostrano più problemi in famiglie dove non vi

sono contrasti,bambini che vivono in famiglie separate,senza contrasti sono più adattabili di

bambini in famiglie unite ma oppressi da conflitti,è più probabile che presentino effetti negativi i

bambini privati da un genitore a causa del divorzio piuttosto che i bambini che hanno perso un

genitore a causa della sua morte. I bambini i cui genitori stanno divorziando e hanno imparato a

evitare i conflitti aperti concorrono meno rischi di avere problemi comportamentali;più ci sono

conflitti in una famiglia più sono probabili per il bambino conseguenze indesiderabili.I problemi

comportamentali appaiono spesso prima del divorzio dei genitori,questo è dovuto all’atmosfera di

discordia e di tensione che esisteva quando i genitori vivevano insieme. Quando i bambini sono

esposti a episodi di conflitto mostrano una reattività maggiore,quando i bambini sono esposti a

scene violente è probabile che la loro capacità di controllare le emozioni si indebolisca :invece di

migliorare il controllo di manifestazioni emotive come l’aggressività essi continueranno ad

esprimerle apertamente spinti dal modello comportamentale dei genitori,gli stimoli emotivi

sperimenti dai bambini testimoni delle liti e delle discussioni dei genitori rappresentano degli effetti

diretti ma vi sono anche effetti indiretti,quando i genitori sono stressati a causa di problemi

coniugali anche il rapporto con il bambino ne risente,ne consegue una mancanza di disciplina e

maggiore invadenza e controllo,i conflitti coniugali riducono quindi la qualità della funzione

genitoriale e aumentano i problemi comportamentali.Non tutti i ragazzi reagiscono allo stesso

modo,alcuni cercano di far fronte alla patologia e evitarla anche in situazioni familiari di elevato

conflitto, è stato rilevato che ragazzi di 9-12 anni cercano punti di contatto con un fratello e il

confidarsi con gli amici l’offrire conforto ai genitori. È stato rilevato anche che i ragazzi

normalmente si riprendono dalla separazione dei genitori dopo 2-3 anni e imparano ad adattarsi alla

nuova vita. Diversi studi sul comportamento dei bambini in situazioni stressanti mostrano

l’esistenza di una grande variabilità di reazioni in risposta a circostanze apparentemente

identiche,alcuni individui vengono annientati altri ne escono illesi per lungo tempo l’attenzione si è

concentrata sulle vittime,ovvero su coloro che soccombono alle deprivazioni e ai maltrattamenti e

abusi,però l’attenzione si è spostata anche sui sopravvissuti,ovvero su bambini che nonostante

abbiano avuto esperienze traumatiche ne sono usciti incolumi,ciò indica che il trauma non è una

causa sufficiente per spiegare la comparsa della patologia,evidentemente altri fattori entrano in

gioco,sia fattori di rischio che aumentano la probabilità di esiti negativi in risposta a situazioni

stressanti sia fattori protettivi che hanno un effetto opposto e proteggono i bambini da tali esiti.

I bambini seguono gli stessi percorsi,bisogna tener conto delle diversità delle esperienze che

portano i bambini a esiti differenti .Per far questo bisogna condurre degli studi longitudinali che

delineano l’intera sequenza,studi di questo genere prendono molto tempo.Tra i più noti troviamo 2

studi avviati in California il primo è l’Oakland Growth Study basati su bambini nati intorno al

1930-31 e il secondo il Berkeley Guidance Study basato su bambini nati nel 1928-29,casualmente

entrambi i campioni sono stati esposti a un lungo periodo di difficoltà iniziato a causa della grande

depressione,gli effettivi variano a seconda dell’età e del sesso,i bambini appartenenti al gruppo di

Oakland stavano già entrando nell’adolescenza al tempo della crisi in conseguenza dell’improvviso

calo delle entrate economiche vennero coinvolti nei diversi avvicendamenti di ruoli economici,i

padri che non rappresentavano più la fonte di sostegno economico divennero figure

periferiche,mentre le madri ma anche i figli adolescenti dovettero assumersi diverse

responsabilità .Tra i figli maschi un gran numero ottenne lavori pagati anche se erano lavori pare

time e non qualificati,alle ragazze invece venne richiesto soprattutto di occuparsi delle faccende

domestiche.I risultato fu che questi ragazzi a differenza di coloro che non ebbero la necessità

raggiunsero più velocemente lo status di adulti:essendosi dovuti lasciare alle spalle il mondo

dell’infanzia così presto divennero più efficienti,più orientati verso valori adulti,rispetto a ragazzi

della stessa età,gli effetti però differiscono tra i ragazzi e le ragazze,i ragazzi avendo ottenuto un

lavoro al di fuori della famiglia si libereranno prima delle restrizioni.Una volta diventati adulti essi

mostrarono di aver mantenuto fede all’operosità e di essere poco propensi di passare da un lavoro

all’altro.Per quanto riguarda le ragazze ,l’aumento degli impegni domestici le costrinse a essere più

attaccati alla casa e alla famiglia,l scarsa disponibilità economica diminuì i loro acquisti che le

ragazze desideravano da adolescenti.Osservati negli anni seguenti queste ragazze dimostravano di

essere orientate alla casa e alla famiglia,si sposarono più giovani ed ebbero figli più presto delle

loro coetanee provenienti dalle famiglie benestanti.

C’è quindi una relazione causale tra le difficoltà economiche e l’adattamento dei bambini,che viene

influenzato sia un modo diretto che indiretto della reazione dei genitori alla crisi,la disoccupazione

e i problemi finanziari provocano nei genitori cambiamenti di umore a cui i bambini rispondono in

modo negativo.

I padri stressati dalle difficoltà economiche aumentano le punizioni nei confronti dei figli e questo a

sua volta aumenta la probabilità che sviluppano comportamenti aggressivi e sentimenti di

depressione.Per lungo tempo si è pensato che uno degli eventi che precede la depressione possa

essere la perdita di un genitore durante l’infanzia.I risultati mostrano che donne che prima dei 17

anni avevano perso la madre per morte o a causa di una separazione erano considerate a rischio di

sviluppo per una depressione clinica,ciò nn era vera per la perdita del padre.Le donne

maggiormente a rischio erano quelle che avevano sviluppato separazioni anomali ovvero dovute no

alla morte o al divorzio,ma alla negligenza e al rifiuto materno,le circostanze in cui avveniva la

perdita sembrano essere più importanti della perdita in se stessa.Il terzo fattore che risulta essere più

importante nel predire il futuro manifestarsi della depressione era la carenza di cure genitoriali

soddisfacenti dopo la perdita che i bambini avevano subito.

La perdita della madre durante l’infanzia predispone l’individuo a cadere in depressione negli anni

successivi solo se tale perdita è seguita da una carenza di adeguate cure genitoriali.

I bambini che vengono privati di cure genitoriali adeguati si trasformano in genitori inadeguati,ci

sono delle eccezioni,non tutte le donne provenienti da un ambiente carente hanno dimostrato di

essere madri inadeguate,.

Bisogna ammettere la presenza di continuità e cambiamenti durante lo sviluppo,ci sono diversi tipi

di cambiameto,alcuni di carattere quantitativo come l’ampliamento del vocabolario altri richiedono

l’adozione di un approccio all’ambiente qualitativamente differente,quando la continuità viene

valutata in termini di manifestazioni identiche in età differenti,la relazioni tra misure di personalità

precedenti e successive è generalmente positiva,ma raramente forte,soprattutto per quando vengono

usate misure ottenute durante la prima infanzia.Una delle ragioni principali di questa bassa

prevedibilità è che la stessa tendenza può manifestarsi in modi differenti nelle diverse

età,l’aggressività ad esempio si manifesta in forma fisica diretta nella prima infanzia,mentre in anni

successivi si osserva soprattutto in forma verbale.A llo stesso modo quozienti di sviluppo mostrati

nella prima infanzia non hanno alcun rapporto con i quozienti intellettivi misurati in anni

successivi.Un es. di questa situazione è il rapporto tra attaccamento sicuro durante l’infanzia e la

successiva competenza nell’interazione con i coetanei,un altro es. è dato dalla relazione tra

iperattività,distrazione e impulsività nella prima infanzia e aggressività negli anni successivi.Le

domande sulla continuità diventano urgenti quando si riferiscono al comportamento deviante.I

problemi comportamentali si possono manifestare fin dalla più tenera età quando appaiono

preoccupano anche in relazione al significato che possono assumere nel futuro.

Diventa importante anche stabilire quali problemi abbiano una maggiore probabilità di persistere

negli anni e quali condizioni li sostengono. È stato rilevato che sindromi da esteriorizzazione

persistono maggiormente rispetto alle sindromi di interiorizzazione,da qui risulta che bisogna

concentrarsi meno sul grado di continuità e più sulle condizioni che portano alla continuità e allora

discontinuità.La continuità sembra più evidente per alcuni sintomi in particolare l’irrequietezza e

l’iperattività è emerso da studi che sono segni di un esito negativo che sfocia in un comportamento

antisociale negli anni successivi.Studiosi hanno rilevato che alcuni sintomi di interiorizzazione

come l’eccessiva apprensione hanno una correlazione con successivi problemi di carattere

nevrotico.Sembra che la continuità dipende dalla stabilità dell’amnbiente e ciò appare vero nei

primi anni di vita.Tale stabilità ambientale è collegata alla situazione familiare e questa a sua volta


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Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia dei processi di socializzazioneSocializzazione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Influenze extrafamiliari, Un tempo gli psicologi tentarono di fornire una spiegazione delle caratteristiche del processo di socializzazione limitandosi a osservare esclusivamente il contesto famigliare in particolare relazione madre bambino. Solo gradualmente si è iniziato a prendere in considerazione...


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dei processi di socializzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Ingrassia Massimo.

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