Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

smentite da ricerche antropologiche. I padri come le madri sanno essere solleciti e attenti ai bisogni

dei figli piccoli sia in società semplici che in quelle industrializzate. Le ricerche suggeriscono che

entrambi i genitori sono in grado di esprimere un parenting efficace e sensibile anche se ci sono

alcune differenze nelle interazioni con il bambino. E' con lo sviluppo successivo del bambino che i

comportamenti genitoriali si differenziano. Nei primi 3 mesi di vita del figlio le madri dedicano più

tempo alle cure fisiche, lo tengono in braccio più spesso rispetto ai papà per accudirlo. I bambini

solitamente scelgono la madre per cercare conforto e sicurezza ma nel secondo anno di vita questa

preferenza diminuisce. E' stato osservato che i padri sono coinvolti più di frequente in attività di

movimento e stimolazione fisica. Sembra emergere, dunque, una sorta di specializzazione dei ruoli

di genere ma anche di intercambiabilità del parenting tra i due genitori,almeno in quei contesti

sociali in cui gli uomini sono partecipi alla gestione pratica della famiglia. La dimensione culturale

diventa ancora più palese in riferimento alla figura paterna quando si parla di gravidanza o

allattamento. La relazione materna in questo caso potrebbe sembrare scontata, mentre quella del

maschio non ha una legittimazione biologica evidente, ma parte dal riconoscimento della paternità.

Secondo alcuni studi la funzione materna garantisce: la cura materiale nel bambino attraverso

l'alimentazione e la difesa dai pericoli, il benessere psicologico mediante il contatto che consente al

piccolo di superare le paure, l'apprendimento a partire dall'osservazione della madre e lo sviluppo di

rapporti societari.

Per i teorici dell'attaccamento la responsività è quella reazione della madre pronta e contigente a

una serie di comportamenti specie-specifici (come il pianto). Quando l'adulto risponde con

sollecitudine ai segnali del bambino si pongono le basi per lo sviluppo di un attaccamento sicuro in

quanto il piccolo impara a riconoscere la madre come affidabile e prevedibile, mentre un

attaccamento insicuro è il risultato di insensibilità ai segnali del bambino. Se l'adulto, invece,

risponde raramente è possibile che non si sviluppi un legame stabile e significativo. Dal momento

che la gravidanza e allattamento coinvolgono la donna si potrebbe concludere che i processi

fisiologici della riproduzione siano all'origine del parenting materno. Secondo questa ipotesi la

gravidanza produce modificazioni ormonali che preparano la madre ad assistere la prole.

Secondo Freud la relazione con la madre è particolarissima, inconfondibile e inalterabile come

primo e più forte oggetto d'amore, che fungerà da prototipo per tutte le successive relazioni amorose

in entrambi i sessi. Le cure fisiche, soprattutto, sono espressione di quella preoccupazione primaria

che si sviluppa inconsapevolmente nel corso della gravidanza e che contribuisce alla nascita

psicologica del bambino.

Le cure materne buone non sono standard universali, però, ma devono essere comprese all'interno

delle condizioni e delle norme di quella determinata cultura. I modelli teorici recenti hanno fatto

un'analisi articolata delle funzioni genitoriali nei loro aspetti universali e adattivi nelle varianti

culturali. Secondo il modello di Whiting e Whiting le condizioni contestuali influenzano

l'organizzazione di vita delle famiglie, i ruoli assegnati agli adulti e i comportamenti quotidiani di

cura della prole. Gli autori hanno osservato che pur variando i contesti ecologici è possibile

rintracciare aspetti universali dei comportamenti materni: le cure materiali, l'addestramento, il

controllo e la socializzazione.

Un altro filone di ricerche culturali è stato sviluppato da Borstein il quale studia le connessioni tra le

pratiche educative in famiglia e lo sviluppo infantile: egli considera la socializzazione come il

risultato delle caratteristiche dei bambini e di quelle dei genitori che sulla base di credenze e valori

culturali organizzano l'ambiente di vita e li preparano a diventare adulti competenti. Le dimensioni

del parenting materno che prende in esame sono: la modalità sociale e la modalità didattica che

indirizza il bambino verso l'ambiente esterno. Questi diversi stili materni sono anche influenzati da

modelli culturali e dalle credenze della società in cui vivono le famiglie.

Erikson affermo che il compito fondamentale dei genitori consiste nel prendersi cura dei figli.

Questa cura può essere di qualità materna quando si esprime nei comportamenti calorosi e assicura

un deposito di affetto, sicurezza e protezione e può essere paterna quando è collegabile al polo

etico, al rispetto della giustizia e della lealtà nelle relazioni. Attualmente, inoltre, non sorprende più

il fatto che alcuni compiti materni sono svolti dai padri.

Uno momento importante negli studi sulla genitorialità paterna sono gli anni settanta, dove si

assiste, nei paese industrializzati a grandi cambiamenti nel mondo del lavoro. A queste

trasformazioni segue una ridefinizione dei rapporti tra sessi e all'interno della famiglia si

modificano i ruoli e il padre inizia ad essere più coinvolto nella cura dei figli. Nascono cosi i primi

studi che considerano l'attaccamento paterno secondario rispetto a quello con la madre. Le

condizioni che sembrano favorire nell'uomo una stretta partecipazione alla vita della famiglia sono

la vicinanza e l'intimità di coppia, le strategie di sopravvivenza e i valori societari che assegnano a i

due sessi compiti diversi. Lamb distingue tre forme di attaccamento paterno:

 il contatto: interazione dirette con il bambino.

 L'accessibilità: disponibilità fisica.

 La responsività: come cura indiretta e attenzione nelle attività che riguardano il figlio.

Da alcuni studi è emerso che gli uomini sono meno coinvolti rispetto le donne nonostante la

trasformazione dei modelli di partecipazione familiare nelle società industrializzate.

I motivi per cui alcuni padri si trovano coinvolti direttamente nell'accudimento e nell'educazione dei

figli, rispetto ad altri, sembrano legati in parte alla personalità del genitore. I fattori che influenzano

il coinvolgimento paterno infatti sono molteplici e i più importanti sono: la percezione della

paternità, l'epoca della paternità e il genere del figlio e le aspettative legate al genere. Alcuni autori

hanno dimostrato che i padri tendono ad essere più affettuosi con le figlie femmine ma a stimolare

di più al problem solving i figli maschi. Altri ricercatori hanno preso in esame i fattori interni alla

famiglia, tra cui la soddisfazione coniugale il lavoro materno ed è venuto fuori che se entrambi

lavorano il coinvolgimento paterno è maggiore. La soddisfazione coniugale, invece, può essere

considerata sia come un antecedente che come un conseguente del coinvolgimento paterno: questa

dimensione indica non tanto la capacità dei coniugi di aiutarsi quanto il livello di appagamento che

essi ricevono dalla loro relazione di coppia e dalla condivisione di vita matrimoniale.

Secondo Belsky è stata la scoperta del ruolo del padre e del suo contributo alla crescita dei bambini

a condurre gli psicologi dello sviluppo ad occuparsi del matrimonio e a studiare il parenting nel

complesso sistema delle dinamiche familiari. L'armonia e la soddisfazione matrimoniale sono

associate a uno stile educativo autorevole, mentre il conflitto e l'ostilità tra moglie e marito rendono

le interazioni con i figli coercitive e inadeguate. La qualità del matrimonio sembra influenzare

anche lo sviluppo infantile: i bambini sicuri spesso provengono da famiglie dove i genitori hanno

una vita coniugale serena, mentre la disarmonia sfocia in litigi che nei figli generano un disagio che

si manifesta con sintomi emozionali come l'ansia, la depressioni, bassa autostima e difficoltà sociali.

Inoltre, un matrimonio difficile deteriora la relazione educativa più nei padri che nella madri con

una sorta di vulnerabilità paterna alle difficoltà coniugali e mentre le donne compensano i

disaccordi con i mariti legandosi ancora di più ai figli, i mariti si ritirano rendendosi meno

disponibili. E' certo che i conflitti coniugali hanno effetti disastrosi sui figli, soprattutto se frequenti

e violenti, non solo perchè creano un clima emozionale spiacevole ma perchè interferiscono nei

bambini con l'apprendimento di capacità nel controllare le manifestazioni emotive. I bambini

sentono anche loro venir meno la sicurezza emotiva nei loro riguardi e pensano di non poter contare

sull'affetto dei genitori. Le ricerche indicano, inoltre, che non è solo la frequenza delle liti a rendere

sensibili i figli ma anche il contenuto di queste. I bambini cercano di dare una spiegazione a ciò che

succede creando anche fantasie e spesso si sentono responsabili delle liti creandosi sensi di colpa e

paure di abbandono. E' ovvio che frequenti liti precedono il divorzio che non è la separazione in sé

a essere negativa per i figli ma il senso di instabilità che porterà per molto tempo. Gli adolescenti di

genitori divorziati hanno maggiori probabilità di manifestare disturbi della condotta o di assumere

comportamenti a rischio. Gli effetti della separazione coniugale possono essere sia diretti che

indiretti e questi processi sono stati riassunti in un modello che pone in evidenza quali condizioni

possono scaturire dalla dissoluzione familiare e il ruolo centrale delle interazioni educative: un

primo cambiamento è nelle condizioni di vita e in particolare di un abbassamento nel tenore delle

risorse economiche. Inoltre genitori spesso tendono ad essere più distanti e meno disponibili.

Assistere a un conflitto in casa aumenta la propensione dei bambini verso l'aggressività e questi

comportamenti appresi dai genitori verranno poi estesi in altri contesti. Quando invece i genitori

imparano a controllare i livelli di aggressività si riducono questo tipo di comportamenti nei figli.

Un'altra situazione che può verificarsi è la “triangolazione”: un genitore può allearsi con il figlio

contro il coniuge, chiedere che prenda una posizione a proprio favore o usare il figlio stesso come

mediatore del conflitto.

Recentemente è stata introdotta la nozione di co-genitorialità che è stata applicata allo studio delle

dinamiche educative alla luce della teoria di Minuchin che considera non le singole relazioni

genitore-figlio o padre-madre ma i modelli più complessi di funzionamento della famiglia. Secondo

questa prospettiva non soltanto la relazione di armonia/conflitto influenza gli scambi interattivi con

i figli, ma qualunque cambiamento nel sistema modifica il livello delle interazione a due e il gruppo

familiare come insieme.

Le dinamiche più funzionali sono quelle di tipo costruttivo, in primo luogo la calorosità e la

cooperazione tra marito e moglie mentre i processi distruttivi si presentano come

ostilità/competizione o come coinvolgimento non bilanciato.

Capitolo 5 La variabilità individuale: gli stili educativi

La funzione genitoriale si esprime attraverso diversi comportamenti, tra loro correlati, che si

presentano in modo sincronico e influenzano le interazioni con i figli. Questi comportamenti creano

un contesto all'interno del quale i bambini crescono sviluppano abilità e competenze. Le idee

riguardo al modo più valido e efficace di allevare i figli cambiano non solo in funzione dei fattori

culturali ma anche tra le famiglie all'interno dello stesso contesto. Nelle culture alfabetizzate gli

adulti coinvolgono i bambini in maniera diretta, mentre nelle società meno industrializzate i

bambini apprendono dagli adulti con l'osservazione delle attività. Le modalità e gli stili educativi

cambiano anche in base ai periodi storici. In epoche recenti l'educazione era basata su forme

autoritarie e coercitive, attualmente invece l'educazione sembra orientata in senso democratico. Da

un punto di vista teorico non esiste una definizione di stile genitoriale anche se si può considerare

come il modo di essere di una persona come genitore. Diversi autori hanno cercato di specificare

caratteristiche più generali dei comportamenti genitoriali e Sears ha distinto due dimensioni: la

punitività (disciplina fisica) e la permissività (grado di tolleranza alle trasgressioni). Alcune madri

dichiaravano di essere poco tolleranti e intervenire prontamente denotando bassa permissività e alta

punitività. Altre erano tolleranti e punivano di rado e possedevano alta permissività e bassa

punitivtà. Altre ancora erano pazienti ma punivano ugualmente e possedevano alta permissività e

alta punitività. Infine c'erano le madri che tolleravano poco ma non intervenivano e possedevano

bassa permissività e bassa punitività. Riguardo le conseguenze sui figli era stato osservato che le

madri che dichiaravano uno stile altamente permissivo e punitivo avevano figli con alti livelli di

aggressività, mentre quelli con uno stile a bassa permissività e bassa punitività avevano figli con

comportamenti problematici meno gravi.

Diana Baumrind ha sviluppato il concetto di quello che potrebbe essere un parenting efficace:

promuove le qualità che risultano cruciali per la sopravvivenza e l'adattamento di ogni individuo

all'interno dello specifico contesto culturale in cui vive e si sviluppa. L'autrice all'inizio propone 4

dimensioni fondamentali: il controllo, le richieste di maturità, la chiarezza di comunicazione e la

sollecitudine. L'idea di fondo della Baumrind è che lo stile ottimale non equivalga a una specifica

dimensione tra questa ma possa essere descritto solo attraverso le loro combinazioni.

Lo stile autoritario combina alti livelli di controllo e richieste con bassi livelli di affettività e

chiarezza nella comunicazione. Il genitore autoritario si attende dal figlio una rigida adesione alle

regole e non incoraggia gli scambi verbali ne ascolta il punto di vista del figlio ma adopera comandi

per ottenere l'obbedienza.

Lo stile permissivo, invece, è basato su elevati livelli di accettazione e chiarezza nella

comunicazione, ma adopera bassi livelli di controllo e richieste di maturità.

Lo stile autorevole è caratterizzato da livelli elevati di ciascuna della 4 dimensioni. Questi genitori

forniscono ai figli regole chiare, mostrano rispetto per i loro desideri e sono sensibili e affettuosi.

Favoriscono gli scmabi verbali e adoperano il ragionamento piuttosto che la punizione.

L'obbedienza non è indotta attraverso la forza ma fa leva sulla comunicazione con cui i genitori

spiegano i motivi di alcune decisioni e questo stile educativo è caratterizzato dalla coerenza nel

tempo tra asserzioni e azioni che ne conseguono.

Maccoby e Martin hanno proposto una distinzione che descrive meglio lo stile permissivo in base al

livello di responsività, come affettività e sollecitudine del genitore, e di richieste e quindi al

controllo o alla libertà a lui accordata. Ne derivano due profili:

 Genitore permissivo-indulgente: non esprime richieste, non è diretto ma sollecito e

affettuoso.

 Genitore permissivo-trascurante: disimpegnato, si mostra scarsamente coinvolto fino a

rifiutare ogni responsabilità educativa.

Quest'ultima condizione rappresenta una delle premesse più gravi per lo sviluppo e il benessere dei

bambini che mostrano, da adolescenti e adulti, scarsa stima di sé, depressione e comportamenti

antisociali. Altri autori hanno ulteriormente differenziato nella dimensione del controllo l'aspetto

comportamentale da quello psicologico: il controllo comportamentale include diverse forme

disciplinari e influenza le azioni dei figli attraverso le regole, mentre il controllo psicologico cerca

di dirigere il comportamento altrui influenzandone i pensieri e gli stati emotivi. Questo stile

interferisce con lo sviluppo dell'autonomia del bambino.

Gli studi della Baumrid sembrano non lasciare dubbi al riguardo del fatto che i giovani che

raggiungono migliori successi scolastici sono indipendenti, possiedono fiducia in sé e sono più

dotati di autocontrollo e provengono da famiglie che prediligono uno stile autorevole.

Nell'adolescenza, inoltre, sembrano meno inclini a comportamenti a rischio.

Le conseguenze psicologiche e sociali delinquenziali sembrano derivare dalla trascuratezza e dal

disinvestimento educativo. Un contesto educativo di tipo autoritario sembra favorire nei figli

l'obbedienza, anche se però a scuola non sono allievi brillanti e incontrano difficoltà nelle

interazioni sociali. Inoltre, la scarsa abilità di rapportarsi ai coetanei li rende ostile, mentre mostrano

alto grado di dipendenza dai genitori.

Lo stile permissivo, invece, sembra favorire l'espressività e la creatività a non lo sviluppo

dell'autocontrollo e pertanto questi bambini possono essere aggressivi e mostrare problemi di

adattamento.

Anche se può sembrare strano alcuni esiti negativi sembrano accomunare questi due stili opposti

poiché entrambi non creano occasioni che imparino ai bambini a gestire le situazioni di frustrazioni

e la gestione dello stress. Un problema comune è una riduzione della capacità dei figli di reagire ai

divieti trovando un equilibrio tra i propri desideri e le circostanze concrete.

Baumrind coglie, in questo caso, l'aspetto cardine della funzione genitoriale: la giusta misura tra il

controllo, il richiamo delle regole sociali e l'attenzione ai bisogni del bambino.

L'adozione di un elevato controllo e di regole rigide da parte dei genitori si accompagna ad un

aumento di conflittualità nelle relazioni, mentre vi è una maggiore soddisfazione familiare quando i

fili ritengono di ricevere supporto da parte dei genitori. Cambia però la percezione dei due genitori:

la madre è il riferimento costante, favorisce l'autonomia ma è anche più esigente nel rispetto delle

regole. Il papà sembrerebbe più flessibile ma anche meno aperto soprattutto verso le figlie

femmine. Il sostegno da parte dei genitori rimane invariato all'aumentare dell'età dei figli mentre

diminuisce il controllo che essi percepiscono.

Secondo Steinberg il genitore autorevole è anche capace di concedere ai figli autonomia in modo

graduale, trasmettendo fiducia e consentendo loro di assumersi responsabilità maggiori. In questo

modo viene rafforzata la capacità di autodeterminazione del ragazzo e la sua capacità di contrastare

le influenze esterne. Non è detto però che un genitore autorevole non può modificare il registro

educativo nel tempo. Lo stile educativo non è un tratto stabile della personalità. A volte è il contesto

a determinare un cambiamento nello stile del parenting e le stesse azioni del bambino possono

spingere l'adulto ad adottare uno stile piuttosto che un altro. Il livello di controllo sembra legato a

variabili come l'istruzione o le credenze sull'educazione. Patterson e altri hanno notato che bambini

con un temperamento difficile spesso provocano reazioni autoritarie, mentre bambini ipersensibili

spingono la figura di attaccamento a essere più permissivo. I lavori della Baumrind hanno messo in

luce importanti differenze comportamentali tra i genitori, classificabili all'interno delle tre tipologie.

Tuttavia, i ricercatori hanno richiamato l'attenzione sulla variabilità intraindividuale dei

comportamenti familiari.

Capitolo 6 La valutazione del parenting

L'azione educativa dei genitori è ritenuta il fattore cruciale responsabile dello sviluppo e del

benessere fisico e psicologico dei figli. Il parenting subisce l'influenza delle norme culturali e

sociali, del tipo di relazione coniugale e delle caratteristiche delle persone coinvolte. Prendere in

esame questi fattori, però, non è valutare il parenting. Le difficoltà di valutazione finora incontrate

sono riconducibili alla mancanza di chiarezza nella definizione di parenting. Ricercatori e

professionisti sottolineano la necessità di individuare misure attendibili per evidenziare le

caratteristiche disfunzionali del parenting e fissare criteri universali ai quali ricondurre la

competenza educativa genitoriale. Alcune rassegne e ricerche possono aiutarci a individuare quali

siano le dimensione del parenting sulle quale centrare l'attenzione. Ad esempio alcuni autori

mettono in evidenza un forte legame tra misure di coinvolgimento e supervisione parentale e

comportamenti antisociali dei figli. Altri tra i fattori di rischio prossimali per il maltrattamento

fisico del minore inseriscono l'impulsività della madre. Patterson ha dimostrato come a un parenting

disfunzionale nelle pratiche disciplinari sia riconducibile il disturbo oppositivo-provocatorio, i

disordini della condotta e i comportamenti delinquenziali. Alcuni autori hanno individuato un

sostanziale accordo dei ricercatori su alcuni effetti prodotti da alcune abilità genitoriali:

 calore, sensibilità e accettazione sono caratteristiche cruciali del parenting associati a esiti

positivi della socializzazione.

 Un parenting duro e coercitivo è considerato dannoso.

 Il coinvolgimento parentale appare migliore del non coinvolgimento.

 Il controllo in un contesto si grande sensibilità è associato a un migliore adattamento sociale

dei figli.

 Le strategia di disciplina di maggiore successo sono quelle che permettono al figlio di

interiorizzare il messaggio.

Gli autori,inoltre, elencano 4 categorie comportamentali: affetto positivo, strategie disciplinari per

l'obbedienza, coinvolgimento nelle attività del figlio e controllo. Ed è su queste che i ricercatori

hanno concentrato la propria attenzione.

Locke e Prinz hanno dedotto, invece, che le pratiche genitoriali più rilevanti sono la disciplina, le

pratiche di allevamento della prole e il monitoring. Gli autori considerano le pratiche di allevamento

come quella categoria di azioni genitoriali che genera e mantiene un'atmosfera positiva all'interno

della relazione genitore-figlio ed è funzionale allo sviluppo emotivo del bambino. Esistono due

tendenze principali: da un lato lo studio dei benefici che queste pratiche portano ai figli e dall'altro

uno sforzo per concettualizzarle in due dimensioni di efficacia o inefficacia. Gli autori inoltre

definiscono la disciplina come a capacità da parte di un genitore di farsi obbedire dal proprio figlio

grazie al ricorso a pratiche punitive. Le pratiche giudicate più efficaci sono l'uso di regole chiare, la

sottrazione di privilegi e l'aiuto al ragionamento. Infine Locke e Pinz definiscono il monitoring

parentale come un insieme di comportamenti correlati di parenting che implicano l'attenzione e il

rilevamento dei luoghi, delle attività e degli adattamenti del figlio. Gli autori si soffermano su due

tipi ti attività conoscitive:attenzione e rilevamento. Ma si basano sull'idea che un monitoring è

realmente efficace se più che essere unicamente un'attività del genitore è in realtà il risultato dei

comportamenti del figlio, che svela se stesso spontaneamente.

Il parenting è una relazione che subisce l'influenza di un'ampia gamma di fattori e questi a loro volta

dipendo in parte da norme culturali e sociali. Inoltre credenze e comportamenti possono essere

connessi ad altri fattori, come lo stress o elementi specifici nel contesto. Altre determinanti

ambientali e relative al genitore sono la psicopatologia genitoriale, il conflitto coniugale.

L'interazione di questi fattori causali può fare aumentare il rischio di un parenting disfunzionale.

Una valutazione del parenting non è una valutazione di credenze, atteggiamenti, esperienze e


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

12

PESO

75.73 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Psicologia dei processi di socializzazioneParenting. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Le cure genitoriali, Ecologia del parenting, Transazioni evolutive e parenting, Madri e padri, La variabilità individuale: gli stili educativi, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dei processi di socializzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Ingrassia Massimo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia dei processi di socializzazione

Psicologia dei processi di socializzazione – Sviluppo sociale
Appunto
Psicologia dei processi di socializzazione – Sviluppo
Appunto
Psicologia dei processi di socializzazione – Sviluppo sociale
Appunto
Psicologia dei processi di socializzazione – Socializzazione
Appunto