La percezione
La percezione è definita come un'organizzazione immediata, dinamica e significativa dei dati della realtà.
Percipiente e percetto
Stimolo: segmentare il flusso continuo dell'esperienza in unità distinte con le loro proprietà e relazioni immediatamente evidenti.
Errore di stimolo → attribuire al percetto ciò che si sa del corrispondente fisico.
Errore dell'esperienza → attribuire alla realtà fisica certe proprietà che sono proprie del vissuto ingenuo.
Errore del processo → descrivere meccanismi fisiologici reali o presunti anziché i vissuti nella loro autenticità.
Catena psicofisica della vista
Retina → trasmissione neurale → incrocio nel chiasma ottico → corteccia visiva (lobo occipitale).
Occhio = Cornea + Cristallino + Pupilla + Retina (macula).
Recettori = bastoncelli e coni.
Accomodazione del cristallino e dei muscoli che regolano la rotazione dei globi → cogliere grado lontananza oggetto.
Dopo chiasma ottico c'è fusione per non vedere doppio.
Visione stereoscopica → profondità.
La disparità binoculare è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dell'oggetto dall'osservatore e diventa pressoché nulla a grandi distanze.
L'occhio non è una macchina fotografica (realismo ingenuo).
Mondo percepito – fenomenico – reale.
Aspetti di base e descrittivi comuni a tutti (coni e bastoncelli).
Caratterizzazione (dipende da esperienza).
Il mondo percettivo non è la copia diretta dell'ambiente ma il risultato di una serie di mediazioni svolte dall'organismo tra organi percettivi / conoscenza e realtà esterna.
Kohler → Stimolo come foro di canna fucile.
Percetto come foro fatto nel bersaglio.
Percetto non dipende solo da stimolo ma anche da percipiente.
Indeterminazione della grandezza
Ottica inversa → Da immagine retinica a percetto.
Grandezza determinabile solo conoscendo distanza.
Ottica diretta → Da percetto a immagine retinica.
Immagine univocamente determinata dall'ottica geometrica.
Dal realismo ingenuo al realismo critico
- Assenza fenomenica ma presenza di oggetto (luce ultravioletta).
- Non corrispondenza tra fenomeno ed oggetto (triangolo di Kanizsa).
- Presenza fenomenica ma assenza di oggetto (buio).
Indici che caratterizzano la visione
- Convergenza → Quando viene fissato un oggetto che progressivamente si avvicina, i globi oculari ruotano simmetricamente e sincronicamente verso l'interno. Quando l'oggetto dista da noi oltre i 25m, i globi oculari sono paralleli.
- Disparità binoculare (parallasse binoculare) → Tridimensionalità e vicinanza. Diversità esistente fra immagini ottenute attraverso l'uno o l'altro occhio i quali fissano un oggetto vicino da due punti di vista diversi.
- Disparità monoculare → Disparità tra immagine che precede rispetto a quella che segue quando osservatore o oggetto cambiano di posizione.
- Accomodazione → Aumento della curvatura del cristallino, processo di automatica messa a fuoco effettuato in funzione della distanza dall'oggetto.
- Forma → Dare il senso della profondità partendo da composizioni in realtà bidimensionali. Se le direttrici decorrono obliquamente tendendo a convergere verso uno o più punti di fuga, il campo viene a strutturarsi come tridimensionale. Prospettiva lineare: conferire senso di profondità a partire da situazione bidimensionale.
- Grandezza (Prospettiva dimensionale) → Se due oggetti di ugual forma hanno dimensioni diverse, vengono collocati a due distanze diverse.
- Colore → Caratteristiche del colore delle superfici possono costituire indici per la localizzazione in profondità dell'oggetto e di sue parti: Tono: tonalità di colore meno cupo fanno in modo che gli oggetti sembrino più vicini (accade però il contrario per gli sfondi). Intensità: una differenza di intensità cromatica tra due oggetti tende ad attenuarsi per dar luogo a una differenza nella dislocazione in profondità. Purezza e luminosità. Prospettiva cromatica (aerea): oggetti meno nitidi sembrano più lontani.
- Chiaro-scuro e ombre → Ombre proprie e ombre portate danno informazioni su volume e posizione spaziale.
- Interposizione → Considerati in posizione anteriore gli oggetti incompleti. Tende a essere visto come sovrapposto l'oggetto più grande, più semplice e in movimento.
- Altezza del campo visivo → Più lontane immagini che appaiono in zona superiore di campo visivo.
- Familiarità con l'oggetto → Un oggetto mai visto difficilmente è localizzabile in profondità in assenza di uno schema di riferimento.
- Tendenza all'unità formale → Tutti i fattori in base ai quali ha luogo l'organizzazione di una figura come unità che si staglia davanti ad uno sfondo, sono anche fattori di profondità.
- Tessitura → Tessitura degli oggetti: informazioni su volume, orientamento e distanza. Quanti più sono i dettagli di un oggetto, tanto più questo appare vicino. Tessitura ambientale: in una situazione percettiva nella quale da una zona del campo ricca di oggetti e dettagli grandi e radi, si passi a zone con elementi sempre più piccoli e fitti, si creerà un'immediata impressione di profondità.
- Movimento → Un oggetto in movimento è in una posizione di risalto rispetto allo sfondo. Dati due oggetti uguali sullo stesso piano, quello che si muove appare anteriore.
- Schemi di riferimento particolari → Gli indici di profondità possono distinguersi in indici forniti dall'ambiente ed indici forniti dall'oggetto. Se li poniamo fra loro in contrasto, i primi prevalgono.
Esiste un rapporto costante tra grandezza percettivamente attribuita all'oggetto e la sua distanza apparente rispetto all'osservatore.
Pattern e sagoma
Pattern = insieme di stimoli in successione.
Sagoma = tipo di pattern utilizzato per riprodurre una serie di oggetti simili. Quando il sistema visivo incontra un particolare pattern di stimoli visivi, ricerca.
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Psicologia cognitiva
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Psicologia dei processi cognitivi
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