PSICOLOGIA DELLE RELAZIONI
“Psicologia dei legami familiari”
Le scienze psicosociali si sono occupate di famiglia dalle loro origini, ma fino agli
anni ’50 – ’60, sempre indirettamente: l’accesso alla famiglia è avvenuto infatti
attraverso il bambino.
LA FAMIGLIA TRA IDENTITA’ E MUTAMENTO
Due sono state le domande che hanno segnato il percorso storico – teorico sulla
famiglia: (cos’è la famiglia e come definirla)
- La domanda sull’identità (come si evolve la famiglia).
- La domanda sul mutamento familiare
teorizzazioni sui piccoli gruppi teoria dei
Possiamo individuare nelle e nella
sistemi gli approcci che più hanno contribuito a rispondere alla domanda
Family stress and coping Theory
sull’identità della famiglia e nella e nella
Family Development Theory quelli che maggiormente si sono occupati di
comprendere i mutamenti familiari.
L’esordio di tali approcci si situa nel secolo scorso, attorno agli anni ’50.
funzionamento della
A partire dagli anni ’80 l’interesse si sposta sul tema del
famiglia.
COME DEFINIRE LA FAMIGLIA: LA DOMANDA SULL’IDENTITA’
FAMILIARE
LA FAMIGLIA COME PICCOLO GRUPPO: ASPETTI DI SOMIGLIANZA E DI
DIFFERENZA
Quello che ha colpito gli studiosi quando hanno visto la famiglia come oggetto
scientifico è stata la sua “unità”. “unità di
esemplare la definizione che Burgess dava della famiglia come
persone interagenti”. ciò che fa degli individui un
Occorreva una nuova categoria mentale per cogliere
insieme.
È quello che riuscì a fare Kurt Lewin quando concepì il gruppo come fatto
psicosociale.
Kurt Lewin con la sua definizione di GRUPPO, offre una base concettuale che
ben si adatta alle caratteristiche sia strutturali, sia di funzionamento della
famiglia.
Ricordiamo i punti salienti:
Il gruppo è qualcosa di più, o meglio qualcosa di diverso dalla somma dei
suoi membri. 1
struttura fini relazioni
Il gruppo ha e peculiari e particolari con gli altri
gruppi.
l’interdipendenza
È tra i suoi membri che ne definisce l’essenza.
totalità dinamica
Il gruppo è definito come (il cambiamento di una parte
interessa le altre).
Dalla definizione di Lewin 2 sono gli aspetti innovativi che verranno
utilizzati: un’eccedenza.
Il 1° è l’idea che il gruppo sia
interdipendenza
Il 2° è il concetto di dei membri.
piccolo gruppo
La definizione di famiglia come si è diffusa così a partire dagli
anni ’50.
L’oggetto famiglia è parso assolvere pienamente alle caratteristiche richieste
gruppi sociali.
dai
Alcuni di questi criteri sono:
interazioni frequenti scopo
Presenza di orientate al perseguimento di uno
comune consapevolezza di
Presenza in ciascuno dei componenti dell’insieme, della
sé parti di un tutto (sentimento del “noi”)
e degli altri come natura sociale:
Altri riflettono in maniera più evidente processi di
struttura organizzativa orizzontale
Presenza di una che si esprime
nell’attribuzione di ruoli divisione di
e nella
compiti struttura gerarchica verticale,
Presenza di una con
status differenziati
comparsa di struttura normativa,
Presenza di una che
l’ideologia cultura
definisce e la del gruppo
(weness) appartenenza,
Il gruppo definito da un senso di “noità” e di
aspetti gerarchici, organizzativi
caratterizzato da e connotato
socioculturalmente, trova nella famiglia uno dei suoi esempi più efficaci.
vantaggio
il del gruppo/famiglia è dovuto al fatto che esso viene considerato
sistema sociale in miniatura
- un e inoltre
vantaggio metodologico
- vi è un rispetto allo studio di gruppi più ampi.
Il gruppo sociale è stato così concepito negli anni sempre più come contenitore
o sfondo dei processi di interazione tra i soggetti
divenuti il principale oggetto di studio, e il focus si
all’individuazione dei flussi di interazione.
sposta 2
Ecco come sono state individuate le differenze.
I PICCOLI GRUPPI appaiono caratterizzati da:
setting artificiali
alto livello di manipolazione da parte del ricercatore
controllo massimo delle variabili
Mentre la FAMIGLIA rappresenta:
setting naturale “per eccellenza” (gruppo primario)
minimi livelli di manipolazione e controllo
forma sociale primaria
è una poiché sta all’origine della civilizzazione e
assolve funzioni fondamentali secondo Murdock tali funzioni sono:
sessuale
riproduttiva
Tali caratteristiche la
educativa
distinguono da qualsiasi altro
economica
gruppo “artificiale”
salute
(dalla sua tenuta dipende la della società).
Anche gli scopi sono differenti: sviluppo
la FAMIGLIA ha come scopo lo dei suoi membri e della famiglia
compiti intergenerazionali
come un “tutto” e l’assolvimento dei suoi
produttività all’efficienza
i PICCOLI GRUPPI sono finalizzati alla e
Per tale motivo differente è anche la gestione del potere:
leader
esercitata da un nel caso del PICCOLO GRUPPO
suddivisa tra membri,
nel caso della FAMIGLIA, con aspetti di dominanza
e di responsabilità differenti a seconda dei ruoli da essi ricoperti e della
posizione intergenerazionale occupata. dimensione
Inoltre un suo tratto rilevante è rappresentato dalla
storico – temporale: la famiglia si caratterizza per il fatto di essere un
gruppo con storia condivisa del passato e con legami che si estendono nel
futuro. “piccolo gruppo con storia”.
Famiglia come
In sintesi, L’IDENTITÀ DELLA FAMIGLIA viene individuata:
gruppo naturale/primario caratteristiche dei
1. nel suo essere dotato delle
gruppi; struttura, fini
2. nell’avere sue specificità per quanto riguarda la i e la
dimensione temporale. PICCOLI GRUPPI FAMIGLIA
Tipo di gruppo Artificiale (gruppo ad hoc) Naturale 3
Laboratorio (setting Casa (setting naturale)
Setting artificiale)
Manipolazione da Massima Minima
parte del
ricercatore e
controllo delle
variabili Efficienza e produttività Sviluppo dei singoli
Scopo membri e della famiglia
come un “tutto”
Assolvimento dei compiti
intergenerazionali
Dimensione di Leadership Dominanza e
responsabilità a seconda
potere del ruolo e delle posizioni
Prevalenza della relazione intergenerazionali ricoperte
tra pari e presenza di Presenza di diversi livelli
figure che gestiscono la generazionali con
leadership dominanza della coppia
genitoriale
Per nulla significativa nei Importanza della storia
Dimensione gruppi ad hoc passata, presente e futura
temporale Di qualche rilevanza nei
gruppi di lavoro
Le relazio. Le relazioni sono
terminano/trasformano virtualmente permanenti
quando termina il compito
LA FAMIGLIA COME SISTEMA: IL “CALEIDOSCOPICO” CONTRIBUTO
DELLA TERAPIA FAMILIARE
La nostra ricerca dell’identità della famiglia incontra una concettualizzazione
importante:
la famiglia come sistema.
È negli anni ’50 del 900 che si situa la nascita della terapia familiare.
I fondamenti epistemologici sono:
- il 1° filone è rappresentato dalla psicoanalisi molte e diverse sono le
teorie psicoanalitiche che individuano nelle relazioni interpersonali
l’origine della mente individuale.
Si pensi per esempio alla prospettiva interpersonale dello psichiatra
e al lavoro di che nel 1948 sviluppa il concetto di
Sullivan, Reichmann,
“madre schizofrenogena” per caratterizzare l’influenza della madre nel
causare la schizofrenia al figlio (si tratta di un tentativo – per quanto
maldestro – tentativo di indagare questa grave sofferenza psicotica
spostando l’attenzione alle relazioni significative per la vita della persona ).
- In Italia è la Palazzoli a dare un contributo importante allo sviluppo della
clinica familiare. 4
matematica, biologia fisiologia
Sono le discipline quali la la e la
ad offrire nuovi strumenti per occuparsi di disagio psichico,
contesto relazionale.
collocandolo nel suo
In queste discipline si fa strada il concetto di SISTEMA,
che emerge negli anni ’40 a partire da 2 linee teoriche:
La cibernetica (Wiener)
nasce come branca della
matematica che si occupa dello
studio della
comunicazione e del controllo nell’animale
processi di
e nella macchina, e dunque dei
.
scambio dell’informazione
La teoria generale dei sistemi (von Bertalanffy) è una teoria generale
perché si applica
a qualunque sistema
indipendentemente dalla sua base
materiale. SISTEMA
QUALI SONO I PRINCIPI CHE DEFINISCONO UN ?
non sommatività:
La gli scambi tra le parti del sistema non avvengono in
regole implicite
modo casuale, essendo organizzati secondo
il sistema in quanto totalità
coincide con le regole implicite che lo governano,
equilibrio interno
mantenendolo in una condizione di
(omeostasi). meccanismi di autoregolazione
La perpetuazione dell’omeostasi avviene tramite
(feedback),
che consentono di evitare cambiamenti percepiti come destabilizzanti.
Il mantenimento della stabilità del sistema
natura circolare
è fondato sulla del passaggio dell’informazione all’interno del
sistema,
l’azione comunicativa retroazione
così che è sempre seguita da una
(feedback).
regolazione omeostatica feedback negativo,
La è realizzata da meccanismi di
sistema verso l’instabilità e il cambiamento feedback positivo.
mentre il è mosso dal
causalità circolare
La prevede che ogni azione
sia anche un effetto o reazione, 5
influenzamento reciproco.
in un costante processo di
In virtù di questa complessità,
diversi possono essere gli sbocchi evolutivi del sistema, anche a
partir da condizioni analoghe
principio di equifinalità
( ).
L’applicazione di questi principi in ambito umanistico si deve all’importante
lavoro di Bateson, di sua moglie Margaret Mead e del gruppo di ricercatori di
Palo Alto, in California.
Tra i principali esponenti ricordiamo: Haley, Watzlawick, Jackson, Weakland
ecc. scambi comunicativi,
Nei primi anni, il lavoro si concentra sugli
con riferimento alle famiglie con membro schizofrenico.
“Verso una teoria della
Ne deriva un articolo del 1956,
schizofrenia”, in cui si propone il concetto di doppio legame, caratterizzato da
messaggi contradditori.
si tratta di una “rivoluzione copernicana” che sposta il focus
ciò che accade tra i
dell’attenzione dalla psiche individuale a
soggetti. principi di
La prospettiva sistemica, con i
causalità lineare equifinalità,
e di vede la
sofferenza psichica come:
- prodotta da una complessa interazione di fattori e
- aperta a molteplici esiti.
Ciò che accade tra i soggetti è visto
però secondo diverse prospettive:
qui ed ora:
alcuni si occupano del
in questo senso i modelli
tengono vivo il dialogo con il
comportamentismo; (il 6
terapeuta è un osservatore) con Cigoli potremmo ricondurre questi
modelli al ceppo cibernetico – organistico, che si avvale del concetto
generale di sistema per descrivere la famiglia.
Un altro importante ceppo è quello psicodinamico – generazionale.
Ci riferiamo al lavoro di Ackerman, Nagy, Framo, in Italia a Andolfi,
Cigoli e Scabini.
Questo propone una visione della relazione quale matrice entro cui la
legame
mente individuale si costituisce, e che implica il con le generazioni
precedenti. Occuparsi del simbolico significa
sia riaprire la black box,
sia riconoscere la dimensione latente della relazione umana.
Mentre la 1° visione tratta la famiglia secondo principi generali,
vale a dire descrittivi e costitutivi di qualsiasi sistema
la 2° affronta l’identità della famiglia.
COME CAMBIA LA FAMIGLIA: LA DOMANDA SUI MUTAMENTI
FAMILIARI
Le teorizzazioni che hanno posto attenzione al tema del cambiamento familiare
sono identificabili:
Teoria dello stress and coping (FSCT): si concentra sugli eventi
imprevedibili che la famiglia può incontrare nel suo cammino
Teoria dello sviluppo familiare: si occupa del ciclo di vita familiare, degli
eventi prevedibili e normativi che punteggiano il percorso.
l’interesse tende nel tempo ad unificarsi entro una prospettiva comune che
considera sia gli eventi prevedibili, sia quelli imprevedibili che innescano il
cambiamento e le modalità che la famiglia utilizza per affrontarli (coping) –
coping adattamento.
integra in sé e
I CAMBIAMENTI FAMILIARI SECONDO LA FAMILY STRESS AND COPING
THEORY (FSCT)
Family Stress and Coping Theory (teoria dello stress e del suo
La
fronteggiamento) concentra la sua attenzione sugli effetti causati da
sconvolgimenti imprevisti interni esterni
alla famiglia o ad essa. effetti della
Un modello storico è il modello ABCX di Hill (1949) che spiega gli
separazione familiare a causa della guerra secondo tale modello la crisi (X) è
il risultato dell’interazione tra:
un evento stressante (A),
la maggiore o minore capacità della famiglia nel trovare
risorse (B) e 7 7
la definizione che la fam. dà dell’evento/gravità (C o
percezione dell’evento).
Il processo riadattativo comprende 3 fasi:
- Un periodo di disorganizzazione
- Un periodo attivo di ricerca
- Il raggiungimento di un nuovo livello di organizzazione.
teoria dello stress
Antonovsky contribuisce alla definendo il paradigma di
“salutogenico” “patogenico”.
riferimento come in opposizione al paradigma
SALUTOGENICO <> PATOGENICO
L’esperienza dello stress può contribuire al rafforzamento degli individui e delle
famiglie. “sintomi di benessere”.
Si analizzano così i teoria dello stress
Dalla fine degli anni ’70 i modelli elaborati all’interno della
and coping analizzano i fattori ed i meccanismi adattativi che fungono da
“mediatori dello stress”. (Family Adjustment and
McCubbin e Patterson mettono a punto il FAAR
Adaptation Response Model), un modello di spiegazione del funzionamento
sistema continuamente
familiare secondo il quale la famiglia va intesa come un
sottoposto a sfide eventi stressanti
che si presentano sottoforma o di o di
tensioni. fasi
secondo gli autori ogni famiglia attraversa cicli ripetuti caratterizzati da
di funzionamento crisi familiari fasi di
intervallate da e da conseguenti
adattamento. fase di funzionamento
La è un periodo di vita familiare
relativamente stabile e prevedibile; la famiglia può utilizzare a
strategie
questo livello di: negazione sottostima
EVITAMENTO: comporta la o la delle
richieste, nella
speranza che queste si risolvano in maniera
automatica. sbarazzarsi
ELIMINAZIONE: è il tentativo di delle richieste o di
minimizzare il
significato in modo tale che la fam. non debba
cambiare.
ASSIMILAZIONE: è la modalità più evoluta di affrontare le
richieste: la famiglia
accetta di modificarsi per accogliere le domande,
cambiamenti struttura
ma i lasciano intatta la e 8
pattern di
modificano solo parzialmente i
interazione.
crisi
La vera e propria emerge quando la famiglia è sottoposta ad
una serie di sfide che eccedono le risorse e si crea uno squilibrio
profondi cambiamenti
persistente che richiede dell’organizzazione
familiare.
processo di cambiamento
Il include diverse componenti:
nuova consapevolezza
- una da parte dei familiari della
necessità di cambiare qualcosa all’interno della famiglia;
definizione condivisa
- i tentativi di arrivare ad una
dell’evento stressante; cambiamenti strutturali
- la ricerca o il rafforzamento di nel
sistema fam.; strategie
- l’attivazione di messe in atto per governare le
tensioni;
strategie
Tali mirano a uno o più obiettivi:
numero l’intensità
Ridurre il o delle richieste;
Acquisire risorse
direttamente non ancora disponibili;
Mantenere riutilizzare risorse
e in maniera nuova le già disponibili;
elaborare sopportare
Imparare ad e a le tensioni che accompagnano la
fase di adattamento;
Cambiare significato
il modo di vedere la situazione e quindi il da
crisi meno minacciosa più gestibile;
attribuire alla per renderla e
strategie di coping
L’analisi delle presenta un versante di tipo cognitivo –
emotivo ed un versante più pragmatico – comportamentale. teoria dello
Lo sviluppo di questo modello segna un passaggio cruciale della
stress and coping, che sempre più concentra la sua attenzione sui
caratteristiche
comportamenti di coping familiare individuandone le
fondamentali. Fra tali fattori emergono:
coesione
- La
L’adattabilità
- comunicazione familiare
- La capacità di
forza coppia coniugale
- La della confini familiari
- La capacità di definire con chiarezza i
problem solving.
- L’abilità di l’abilità adeguata coping
Antonovsky ritiene che di dipenda dal senso di
sentimento
coerenza definito come “un orientamento globale
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Psicologia
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Psicologia generale
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Psicologia sociale della famiglia - Psicologia
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