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Capitolo 1

L'assunto fondamentale della psicologia di comunità consiste nel ritenere che contesto e individuo interagiscano influenzandosi a vicenda. L'interesse della disciplina si basa infatti sull'interdipendenza delle componenti contestuali e individuali; essa sostiene che le storie e/o i problemi delle persone (alcolismo, disagio) non possono essere comprese se non inserite in un contesto (quello in cui le persone vivono).

Missione della disciplina

Si ritiene che la missione della disciplina possa essere ricondotta a due punti:

  • Aiutare le persone a diventare consapevoli del ruolo che hanno le condizioni in cui vivono, nel determinare il loro stato di salute e il loro benessere.
  • Aiutare le persone ad unirsi affinché si attivino e diventino protagoniste dei processi di cambiamento delle loro condizioni di vita.

Questo vuol dire che quando ci si interroga sui disagi della nostra società (come la povertà o le disuguaglianze sociali), le cause del disagio non devono essere attribuite all'individuo stesso ma riadattare le persone rispetto ad un disagio sistemico, del sistema che ha le radici nel funzionamento dei quartieri, delle città, delle comunità.

Brofenbrenner e l'evoluzione delle discipline psicologiche

Come sottolinea Brofenbrenner, l'evoluzione delle discipline psicologiche è stata segnata da una notevole attenzione data al concetto di personalità e agli stadi di sviluppo individuale ed uno scarso interesse per il versante ambientale/contestuale, alimentando la propensione a colpevolizzare il solo individuo per il proprio disagio. Per correggere tale tendenza individualista, la psicologia della comunità parte dall'assunto che il comportamento della persona possa essere meglio compreso se studiato in relazione ai contesti sociali che caratterizzano la sua vita quotidiana; ecco perché l'oggetto di studio diviene l'interfaccia tra individuo e ambiente e si crea una nuova unità d'analisi che prende il nome di 'persona nel contesto' → l'individuo e i contesti sociali sono considerati inseparabili, essi interagiscono influenzandosi a vicenda.

Interdisciplinarietà e aree di intervento

L'attenzione allo studio degli ambienti di vita crea una parziale sovrapposizione tra la psicologia di comunità e altri ambiti di intervento come:

  • La salute pubblica: con la quale condivide l'orientamento alla prevenzione ma dalla quale si discosta per l'attenzione posta al benessere sociale e psicologico e alle relazioni interpersonali.
  • Psicologia sociale e sociologia: con la quale condivide l'approccio basato sui sistemi sociali, ma si caratterizza per una maggiore applicazione verso i cambiamenti sociali.
  • La psicologia delle organizzazioni: dalla quale si discosta perché il suo focus è meno centrato su obiettivi aziendali, ma con la quale condivide l'importanza dei diritti di alcuni movimenti sociali e politici.

Interdisciplinarietà e confronto con altre discipline

La psicologia di comunità è caratterizzata da interdisciplinarietà data la complessità del suo oggetto di studio: da una parte l'analisi dei contesti di vita e del modo in cui questi influenzano il benessere delle persone inserite al loro interno, che non può prescindere dal non prendere in considerazione nozioni che provengono da altre discipline e dall'altra parte, lo studio della persona-nel contesto, legata ad evidenze che derivano dalla psicologia molto vicini alla psicologia di comunità (psicologia sociale, ambientale), ma spesso caratterizzati da un'ottica individualista centrata sullo studio dei processi emotivi e/o percettivi come la psicologia clinica. Il confronto con la psicologia clinica è fondamentale:

  • L'ottica proattiva è propria della psicologia di comunità: cerca di intervenire prima dell'insorgenza dei problemi per prevenire il disagio e promuovere il benessere.
  • L'ottica reattiva è propria della psicologia clinica: la quale interviene quando gli individui hanno sviluppato già una qualche forma di malessere psicologico.

Nelle due discipline sono diversi i modi di intervenire, ma anche differenti i luoghi in cui il problema viene collocato e affrontato. La psicologia clinica situa i problemi di salute mentale negli individui (o al massimo nel contesto famigliare) mentre la psicologia di comunità contrappone la ricerca di possibili 'minacce' al benessere psicologico negli ambienti sociali e nelle caratteristiche dei sistemi legislativi e politici che danno forma alle condizioni di vita degli individui; ambienti che possono essere modificati per migliorare l'adattamento tra la persona e i suoi contesti di vita.

Psicologia di comunità: salute e cambiamento sociale

La psicologia di comunità si concentra sulla salute e non sulla malattia ricercandone le risorse in grado di fornire sostegno e attivare cambiamenti. Questo rapporto tra utente e professionista richiama un po' l'alleanza terapeutica con la quale condivide la volontà di lavorare insieme per arrivare ad un obiettivo comune ma vi si discosta per il tentativo di creare legami caratterizzati da una grande simmetricità. Quindi, la psicologia di comunità e quella clinica sono in un rapporto di complementarietà analogo a quello presente tra gli interventi 'trasformativi' e 'migliorativi'.

Infine, la psicologia di comunità è una disciplina interessata alla ricerca come all'intervento, guidata da un equilibrio tra valori collettivi e individuali e orientata al cambiamento sociale. È eterogenea perché ha una duplice funzione: speculativa e di aiuto da una parte e disciplina accademica dall'altra, come area di ricerca.

Importanza dei valori nella psicologia di comunità

La psicologia applicata ha spesso trascurato la dimensione etica e valoriale, basti pensare ad alcune terapie comportamentali basate sui sistemi di premi e punizioni. Al contrario, i valori nella psicologia di comunità sono fondamentali e questo per il rapporto dialettico che hanno con la ricerca scientifica: la scienza non può trascendere dai valori e questi non sono indipendenti dall'evidenza empirica. La psicologia di comunità, in quanto disciplina orientata al cambiamento sociale, fonda teoria, ricerca e azione sia sulle evidenze empiriche che sui valori: i valori dicono alla scienza 'come dovrebbe essere' e la scienza indica quali metodi utilizzare per arrivare al cambiamento sociale.

Mayton, Loges e Ball-Rockeach definiscono i valori come: una serie di credenze che sostengono la superiorità di un certo modello di condotta o di alcune finalità di vita, rispetto a modalità alternative; tali credenze fungono da guida nella vita quotidiana e indirizzano nella scelta degli obiettivi da perseguire e strategie più adeguate per raggiungerli.

Categorie di valori

Nonostante i valori su cui si fonda la psicologia di comunità possano essere raggruppati in tre categorie, sono interdipendenti ed operano in maniera sinergica e informano interventi efficaci solo quando è presente un certo equilibrio tra interessi personali e benessere collettivo; la sfera relazionale ha un ruolo centrale perché funge da ponte tra realtà individuale e quella collettiva. I valori sono:

  • Valori personali: che permettono il raggiungimento del benessere individuale e sono rappresentati da, autodeterminazione (che si riferisce alla possibilità di perseguire in maniera autonoma i propri obiettivi di vita e di sperimentare un certo controllo sulle condizioni che ne permettono il raggiungimento), la salute (che può essere definita come uno stato di benessere fisico e psicologico che ha un certo significato per la capacità di autodeterminazione del soggetto) e la cura e l'interesse (che permettono di soddisfare bisogni come empatia, attaccamento e solidarietà).
  • Valori relazionali: che congiungono la sfera individuale con quella collettiva e sono rappresentati da, collaborazione (che fa riferimento alla capacità di instaurare relazioni basate su processi collaborativi tra individui e gruppi) e il rispetto per la diversità (complementare all'instaurarsi di relazioni di collaborazione in quanto sostiene il diritto di ogni persona ad avere un'identità sociale unica).
  • Valori collettivi: valori che promuovono il benessere attraverso un'equa distribuzione delle risorse all'interno della comunità e che ne garantiscono l'accesso a tutti i membri.

Adottare contemporaneamente valori che mirano sia al benessere personale che a quello collettivo, mette in evidenza come il perseguimento di uno non è in contrapposizione con l'altro ma solo che il benessere individuale può avere delle ricadute positive sui contesti con cui la persona entra in contatto; l'interdipendenza permette quindi alla psicologia di comunità di integrare la visione individualista con quella collettivista, dimostrando come interessi privati e collettivi possano sostenersi reciprocamente.

Validità dei valori nella psicologia di comunità

I valori non sono dotati tutti dello stesso livello di validità e la psicologia di comunità ha scelto valori che permettano di promuovere il benessere a vari livelli di analisi, senza che uno di questi venga privilegiato a spese degli altri.

La psicologia di comunità più che una precisa opzione teorica, rappresenta una prospettiva, un modo di osservare fenomeni, da cui poi derivano le pratiche professionali. Il modo in cui i problemi vengono definiti ed affrontati dalla psicologia di comunità dipende da una serie di principi su cui si fonda la disciplina e che rappresentano una guida per la ricerca e l'intervento, dove possono essere applicati alla promozione del benessere a livello personale, relazionale e collettivo. Essi sono:

La metafora ecologica

La metafora ecologica è stata introdotta da James Kelly per superare il paradigma riduzionistico della psicologia tradizionale che scompone l'individuo in processi di base (cognizione, percezione, emozione), sostenendo che la metafora di un ecosistema sia più adeguata per comprendere l'interazione individuo-ambiente attraverso lo studio delle relazioni con i contesti che caratterizzano la sua vita.

Secondo tale metafora, le comunità sono sistemi composti da vari livelli interconnessi tra loro e il comportamento delle persone può essere compreso quando viene studiato in relazione ai diversi livelli di analisi. Questo si riflette nel lavoro dello psicologo di comunità in quanto implica un'assunzione fondamentale: le cause dei problemi vengono considerate come il risultato dell'interazione nel tempo, tra individui, setting e sistema e possono essere affrontati portando dei cambiamenti nei contesti di vita e promuovendo le capacità delle persone, di utilizzare le proprie risorse. Questi aspetti si ripercuotono sui luoghi in cui sono attuati gli interventi (contesti sociali importanti per la vita degli individui): quartieri, comunità, scuole e sulle metodologie adottate.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silviag91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia di comunità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Leone Giovanna.
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