Psicologia cognitiva
Memoria
1) Esplicita: dichiarativa che si divide in: episodica e semantica.
2) Implicita: procedurale.
L’approccio di Roediger si è rivelato importante in quanto ha messo in evidenza alcuni dei processi fondamentali implicati nell’apprendimento e nella memoria. Alcune evidenze sperimentali sono a favore dell’applicazione della teoria dell’elaborazione appropriata al trasferimento all’amnesia ed i pazienti amnestici presentano in genere una compromissione dell’elaborazione concettuale piuttosto che di quella percettiva.
Tuttavia, un numero sempre maggiore di evidenze conferma l’ipotesi che la compromissione della MLT nei pazienti amnesici dipende più dalla memoria esplicita che dell’elaborazione concettuale. Cohen e Squire (1980) hanno proposto una spiegazione basata sulla distinzione tra:
- Apprendimento dichiarativo: sapere che (conoscenze generali) e memoria semantica ed episodica rientrano nella memoria dichiarativa. (Esempio: sappiamo di aver mangiato della zuppa a colazione e che Parigi è la capitale della Francia). Per Cohen è un sistema in cui l’informazione viene elaborata, poi immagazzinata in maniera esplicita e poi recuperata. La memoria dichiarativa corrisponde più o meno alla memoria esplicita.
- Procedurale: (Esempio: priming, condizionamento classico di Pavlov). Sapere come fare qualcosa e la capacità di eseguire azioni che richiedono certe abilità (esempio: andare in bicicletta ecc) senza richiedere un ritardo cosciente, la memoria procedurale corrisponde più o meno alla memoria implicita. Per Cohen, questa c’è quando le esperienze influenzano l’organizzazione dei processi senza aver accesso alla consapevolezza.
Secondo Cohen, i pazienti amnesici hanno una grave compressione del sistema di memoria coinvolto nell’apprendimento dichiarativo, ma un sistema di apprendimento procedurale relativamente intatto. (I pazienti amnesici non sono in grado di formare nuove memorie episodiche o semantiche e le conoscenze dichiarative consistono in memorie episodiche o semantiche; dall’altro canto, acquisiscono numerose abilità motorie con la stessa abilità dei normali).
Squire, Knoelton e Musen (1993): le principali aree cerebrali alla base della memoria dichiarativa o esplicita si trovano nell’ippocampo e nelle strutture collegate anatomicamente nei lobi temporali mediali e nel diencefalo; la corteccia è il magazzino finale della memoria dichiarativa.
McKee e Aquire (1992): i pazienti amnesici con lesioni del lobo temporale mediale mostrano tassi d’oblio simili a quelli dei pazienti amnesici con lesioni diencefaliche per intervalli di ritenzione di 10 minuti al giorno.
Memoria procedurale
Diverse aree alla base della memoria procedurale sono:
- I gangli della base
- Cervelletto
L’apprendimento di abilità percettive interessa la corteccia parietale dx e occipitale temporale inferiore sx. La sindrome amnesica è causata da deficit dei diversi tipi di memoria a seconda dell’area lesionata (esempio: HM) dallo studio dei pazienti amnesici si sono viste distinzioni tra memoria episodica e semantica. Secondo Tuluing, la sindrome è dovuta ad un deficit della memoria episodica ma quella semantica funziona.
Critica: Gabriell, Cohen e Corkin (1988): la natura della sindrome non sostiene la distinzione tra sistemi indipendenti di memoria episodica e semantica, ma l’uso della memoria semantica in pazienti deriva dall’uso di informazioni semantiche acquisite prima del trauma.
Grafi et al. (1984): 4 test di memoria:
- 3 espliciti: fanno male (rievocazione e riconoscimento)
- 1 implicito: bene (compito di completamento)
Pazienti amnesici sono in grado di mostrare apprendimento normale in diversi compiti. Squire (1992): definisce quei compiti in cui gli amnesici apprendono come compiti di memoria procedurale (esempio: priming) anche se non ricordano di averli compiuti (per lui è dovuto ad un deficit nella memoria dichiarativa). Critica: è possibile che la memoria procedurale sia a sua volta scomponibile in una serie di sistemi di memoria diversa.
Capitolo 7: La conoscenza: proposizioni ed immagini
In che modo può venir rappresentato il mondo esterno dentro la nostra mente? Tramite le rappresentazioni mentali.
Una rappresentazione esterna: è qualunque segno o rotazione o insieme di simboli che ci ‘’ri-presenta’’ qualche cosa in assenza della cosa stessa. (Sia un oggetto del mondo interno che esterno). La rappresentazione mentale riguarda il ‘’che cosa’’ ed il ‘’come’’ viene costruita la rappresentazione nella mente. In generale è possibile operare varie distinzioni tra le rappresentazioni:
- Rappresentazioni esterne: della vita quotidiana (scritti, disegni, diagrammi) e possono assumere due forme:
- Pittoriche: disegni, diagrammi.
- Linguistiche: parole o altre nozioni scritte.
- Le nostre rappresentazioni interiori, mentali: possono essere considerate da due punti di vista:
- Rappresentazioni simboliche
- Rappresentazioni analogiche
Tuttavia, con la nascita del connessionismo, gli studiosi hanno suggerito l’esistenza di rappresentazioni mentali sub-simboliche: che sono rappresentazioni:
- Distribuite
- Immagazzinate come pattern di attivazione nelle reti connessioniste
Rappresentazioni scritte e pittoriche
Cose che entrambe hanno in comune: che rappresentano solo alcuni aspetti della realtà (esempio: nessuna delle due ci fornisce informazioni sul colore, spessore o sul luogo in generale, questo perché non sono indispensabili al nostro scopo).
Differenze: le due classi di rappresentazioni esterne (diagrammi e parole) differiscono tra loro poiché i diagrammi sembrano cogliere una maggiore quantità di aspetti caratteristici del mondo rispetto alle descrizioni linguistiche. Disegni e diagrammi mantengono una relazione più stretta con la realtà perché la loro struttura mantiene la somiglianza con la struttura del mondo. (Esempio: la configurazione spaziale delle stanze nel disegno è uguale alla posizione nello spazio delle stanze reali; tale somiglianza strutturale è definita come analogica).
Diverse le rappresentazioni linguistiche non hanno proprietà analogiche perché, come ha mostrato Ferdinand de Saussure, la relazione tra un segno linguistico e l’oggetto cui esso si riferisce è arbitraria. La rappresentazione linguistica: è costituita dalla composizione di simboli discreti; le parole possono essere scisse in lettere (non possono essere scisse), ma queste sono i componenti ultimi dei segni linguistici.
Diverse in una rappresentazione pittorica: non è possibile individuare unità ultime: essa può essere divisa in parti in modo del tutto arbitrario e ciascuna di queste parti può tuttavia essere usata come simbolo (l’angolo di un tavolo, metà del dorso di un libro, o anche solo un punto in un disegno). (Non ci sono cioè simboli discreti: la rappresentazione pittorica può venir divisa in parti in modo arbitrario e ogni parte può essere usata come simbolo).
Una rappresentazione linguistica contiene simboli espliciti che stanno al posto delle cose cui si riferiscono. Diverso in un disegno, non ci sono simboli distinti per le cose rappresentate (è implicito: non ci sono simboli distinti per indicare le relazioni; la relazione appare implicitamente dalle posizioni).
Nelle rappresentazioni linguistiche i simboli sono organizzati sulla base di uno specifico insieme di regole (una grammatica); le regole di combinazione sfruttano il fatto che vi sono diverse classi di simboli (nomi e verbi). Diversamente le immagini non hanno una struttura basata su regole grammaticali nel senso che:
- Possiedono classi di simboli meno distinte
- Se vi sono delle regole di combinazione, si tratta di regole molto meno vincolanti rispetto a quelle delle rappresentazioni linguistiche. (Non ci sono regole definite).
L’informazione contenuta in una rappresentazione linguistica è astratta, cioè può essere stata raccolta attraverso qualsiasi canale percettivo (tattile, visivo) e non ha relazione diretta con una specifica modalità sensoriale. Diversamente l’immagine è una rappresentazione più concreta, perché anche se l’informazione che essa rappresenta possono derivare da una grande varietà di fonti sensoriali, esse sono strettamente associate alla modalità visiva.
Rappresentazioni interne o mentali
Differenze tra le due rappresentazioni...