Che cos'è un'emozione?
È un fenomeno complesso, perché implica numerose componenti e numerosi processi tra loro interdipendenti e dinamico, perché in continuo movimento.
Le componenti delle emozioni
- Evento elicitante, che può essere di natura esterna o interna
- Appraisal: valutazione intuitiva dell’ambiente e della rilevanza dell’evento
- Valutazione affettiva con relativa valutazione della qualità edonica (relativa al piacere/dispiacere)
- Reazioni e risposte neurofisiologiche
- Manifestazioni e risposte espressive (intenzionali e non)
- Preparazione all’azione (strategia che comporta la regolazione emotiva)
- Regolazione dell’attività cognitiva (attenzione, memoria), dei comportamenti (motivazioni, azioni sociali) e dell’attività fisiologica
La regolazione emotiva
La regolazione emotiva permette di modulare l’intensità della richiesta emotiva andando ad incidere:
- Sull’appraisal primario: l’intervento è sull’antecedente emotivo e comporta il riconoscimento e la discriminazione della rilevanza della situazione per il proprio benessere (effetto a breve termine)
- Sull’appraisal secondario: l’intervento è sulla risposta emotiva e comporta la valutazione di strategie efficaci per fronteggiare la situazione, quindi esprimere emozioni in maniera adeguata, inibire comportamenti inappropriati, smorzare le risposte fisiologiche (effetto a lungo termine)
- Sul coping o sulla strategia d’azione: l’intervento comporta la valutazione degli effetti dell’azione di coping e la riorganizzazione in vista di una nuova risposta emotiva
La regolazione può avvenire richiamando fattori intrinseci o estrinsechi (caregiver); durante il primo anno è l’adulto ad offrire la struttura regolatoria; dai 36 mesi si può parlare di vera e propria autoregolazione. L’emozione prevede sempre una naturale spinta all’adattamento sociale e al benessere individuale; il neonato nasce pre-adattato all’intersoggettività.
Forme di intersoggettività
- Primaria: interazione diadica che necessita consapevolezza complessa, da parte del bambino
- Secondaria: sviluppo dell’intenzionalità e introduzione dell’attenzione verso un oggetto di interesse da condividere con l’altro
Competenza emotiva
La capacità di raggiungere un’organizzazione emotiva e comportamentale negli scambi interpersonali è denominata competenza emotiva. Le componenti della competenza emotiva sono:
- La consapevolezza del proprio stato emotivo, correlata allo sviluppo del senso del sé
- La capacità di riconoscere e discriminare le emozioni altrui, che permette lo sviluppo dell’empatia
- L’uso di un linguaggio riferito ad emozioni, coerente con la propria cultura e coi diversi ruoli sociali, associato alle abilità sociali e alle capacità rappresentative
- La capacità di discriminare fra l’esperienza emotiva interna e l’espressione emotiva esterna, che si collega allo sviluppo delle mentalizzazioni
- La capacità di far fronte ad emozioni negative, che si associa ad abilità di autoregolazione
Attraverso le emozioni si sviluppa un senso di coscienza della propria soggettività e dei propri stati di coscienza (desideri, emozioni, intenzioni) → mentalizzazione (o teoria della mente).
Sistemi motivazionali interpersonali (SMI)
- Sistema dell’attaccamento: sistema a radice biologica, presente in tutte le persone, indipendentemente dai fattori socio-culturali. L’attaccamento risulta funzionale nella regolazione delle emozioni interpersonali a valenza affettiva. Consiste nella ricerca e mantenimento della vicinanza protettiva in seguito a situazioni di vulnerabilità. I segnali disattivanti sono il raggiungimento della vicinanza protettiva o l’attivazione di un altro sistema motivazionale. Se per un periodo prolungato non si riesce a raggiungere la vicinanza protettiva, si verifica un vissuto di distacco emotivo.
- Sistema dell’accudimento: complementare a quello dell’attaccamento. Riguarda la capacità di riconoscere i bisogni dell’altro e di farsene carico. I segnali attivanti riguardano la richiesta di protezione e di cura, i segnali disattivanti sono manifestazioni di sicurezza e sollievo. Se questo sistema è predominante nel rapporto di coppia, l’attrazione sessuale è più bassa, perché prevale un senso di tenerezza, piuttosto che una relazione composta da diversi sistemi.
- Sistema agonistico: si verifica quando si ha l’impressione che una risorsa c’è ma è limitata. Si attiva quando si riconoscono messaggi interpersonali di sfida, ridicolizzazione, giudizio, umiliazione; si disattiva a fronte di segnali di resa o con l’attivazione di un altro sistema motivazionale.
- Sistema sessuale: comprende le regole per il raggiungimento del piacere sessuale e le regole che organizzano l’accoppiamento ai fini riproduttivi. I segnali attivanti sono l’attrazione reciproca e il coinvolgimento a livello sessuale e ormonale; i segnali disattivanti sono rappresentati dall’accoppiamento o dall’attivazione di un altro sistema motivazionale.
- Sistema di cooperazione: si attiva quando si percepisce una risorsa in maniera non limitata e perseguibile con uno sforzo comune. Segnali attivanti possono essere stimoli non verbali, come il sorriso o il tono della voce; segnali disattivanti possono essere il venir meno della fiducia interpersonale, oppure l’attivazione di un altro sistema motivazionale.
Il modello operativo interno (MOI)
Riguarda la rappresentazione mentale dei nostri legami d’attaccamento. È il modo in cui percepiamo l’informazione significativa proveniente dal nostro caregiver. È associato anche alla capacità di richiamare i ricordi autobiografici emotivamente significativi e alle aspettative che abbiamo sull’interazione fra noi e l’altro significativo. È un meccanismo automatico e non consapevole di ricerca intersoggettiva di sicurezza e di mantenimento di quelle strategie comportamentali che permettono di mantenere la disponibilità emotiva e l’accessibilità psicologica del caregiver, attraverso 3 indicatori di funzionamento:
- La regolazione emotiva
- La regolazione degli stati di coscienza e memoria
- Le aspettative relazionali
Il sistema d’attaccamento è definibile dal primo anno di vita; a partire dal terzo anno il bambino è in grado di narrare eventi e di conseguenza di esprimere contenuti emotivi.
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