Codice etico della ricerca e dell'insegnamento in psicologia
Commissione etica Associazione Italiana Psicologi
Dichiarazione di conformità al codice etico
Questo codice fa parte integrante del Regolamento dell'AIP e si propone di regolamentare gli aspetti etici dell'attività di ricerca e di insegnamento della psicologia. Le responsabilità di chi operi in psicologia in altro ambito (ad esempio quello libero professionale o sanitario pubblico) sono regolamentate dall'Ordine Professionale degli Psicologi alla cui normativa rimandiamo. Sono qui presi in considerazione solo gli aspetti generali della ricerca e dell'insegnamento in psicologia. Esso verrà integrato da codici specifici concernenti la ricerca con persone in età evolutiva, con persone disabili, con animali, nonché gli strumenti di valutazione e i test. Tali codici specifici, collegati al codice generale che qui presentiamo, potranno essere elaborati delle sezioni dell'AIP interessate direttamente al problema, qualora esse esistano e intendano farlo.
Principi generali
Competenza
Chi svolge ricerca in psicologia deve essere consapevole delle proprie competenze e dei limiti di queste e usare solo quei metodi e tecniche per le quali abbia una adeguata preparazione scientifica e una corrispondente esperienza pratica. Deve inoltre aggiornarsi sulle teorie e le tecniche inerenti al proprio ambito di ricerca. Nelle ricerche con persone o animali in cui sia possibile ipotizzare un potenziale danno fisico e/o psicologico (si veda il punto 3), devono essere comunque incluse nel gruppo di ricerca, o consultate, persone esperte dello specifico settore di indagine (per esempio di psicologia clinica, di neonatologia, di psicologia animale, e così via). In ogni caso, la preparazione di coloro che svolgono ricerca psicologica deve comunque essere tale da includere anche la capacità di evitare rischi per il benessere fisico e psicologico dei/delle partecipanti alla ricerca, siano questi persone o animali.
Integrità
Chi fa ricerca si deve qualificare esattamente per quanto riguarda i titoli di studio e professionali, la formazione culturale e le esperienze professionali precedenti, e l'attuale attività scientifica, di insegnamento e professionale. Le competenze devono essere rese esplicite in modo corretto alle persone che collaborano alla ricerca, o che vi partecipano, e in generale alle persone con cui si viene a contatto.
Responsabilità sociale
Le responsabilità primarie di chi svolge attività di ricerca includono i seguenti aspetti:
- Impegnarsi a rispettare, e a fare rispettare, le norme di legge vigenti in materia di sicurezza, di sperimentazione e di ricerca con persone e animali;
- Favorire la diffusione delle conoscenze allo scopo di aumentare il benessere della società e delle persone;
- Fare il possibile perché sia evitato un cattivo uso delle ricerche, delle teorie su cui si basano e delle tecniche che utilizzano. Ciò comprende il fornire strumenti e insegnare tecniche in sedi non appropriate o a persone non sufficientemente preparate ad applicarle (si veda anche il punto 9);
- Preoccuparsi dell'immagine che si dà della psicologia, sia in sedi scientifiche che attraverso i media (si veda anche il punto 8);
- Preoccuparsi del benessere psicologico di tutte le persone con cui si lavora, e con cui a vario titolo si entri in contatto nelle diverse fasi della ricerca (ad esempio collaboratori/trici, studenti/esse e ogni tipo di personale in formazione).
Norme etiche
1. Consenso informato e libertà della persona di ritirarsi dalla ricerca
In tutti i casi in cui si vogliano utilizzare dati ottenuti in una ricerca (per esempio video o audioregistrazioni, risposte a questionari o a interviste, e così via), è necessario ottenere il consenso delle persone che vi hanno partecipato, che devono, inoltre, essere informate in modo corretto e per loro comprensibile su tutti gli aspetti della ricerca che potrebbero indurle a ritirare il consenso. Deve anche essere chiaro il nome, l'eventuale istituzione di appartenenza e lo status scientifico e professionale di chi effettua la ricerca. Chi partecipa alla ricerca deve essere esplicitamente informato della libertà di ritirarsi in ogni momento. La libertà di partecipare alla ricerca deve essere accertata con particolare cura nel caso di persone istituzionalizzate, ospedalizzate o detenute. Nel caso in cui vi sia una relazione esplicitamente asimmetrica fra chi partecipa e chi effettua l'indagine (ne è un caso la relazione docente-studente), è necessario evitare che il rifiuto di partecipare comporti esiti negativi (anche se si trattasse della semplice privazione dei vantaggi creditconnessi all'accettazione come le diverse forme di che devono poter essere ottenuti anche con altre modalità).
A queste regole sono ammesse solo le seguenti tre eccezioni:
- Quando una persona non sia in grado di esprimere il consenso, esso va richiesto a chi ne ha la responsabilità (per neonati/e e per bambini/e ai genitori; per scolari/e e studenti/esse, nel caso in cui la ricerca si svolga in ambiente scolastico, alle autorità scolastiche; per i soggetti con handicap psichico).
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