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→ Difese per paura della forza delle pulsioni: le più ostili, l’analista corre il rischio di annullare

le misure difensive dell’io senza potergli venire immediatamente in aiuto. L’io ha bisogno di

esser rafforzato, compito difficile.

3. IL RINNEGAMENTO NELLA FANTASIA

Meccanismi difensivi: aiutare l’io nella lotta contro la vita pulsionale, l’Io non accetta una parte del

suo Es; difendere l’Io e tenerlo lontano dal dispiacere.

L’io non si difende solo dal dispiacere proveniente dall’interno: già in età precoce apprende cosa

significa il DISPIACERE PROVENIENTE DALL’ESTERNO:

trova oggetti d’amore nel mondo esterno –> ne trae impressioni. Più sarà importante il mondo

esterno, più fonti di dispiacere ne trarrà.

Inizialmente il bambino agisce secondo il principio di piacere -> impara a conoscere il dispiacere:

MA periodo di immaturità e dipendenza in cui l’Io si sforza di difendersi dal dispiacere reale e dai

pericoli:

→ ancora troppo debole per prendere posizioni attive contro il mondo esterno

→ Troppo debole per difendersene o modificarlo

→ Capacità di comprensione limitate

→ Incapace fisicamente di darsi alla fuga

Gli sforzi infantili dell’Io infantile per evitare il dispiacere mediante opposizione alle impressioni

esterne sono NORMALI: possono incidere su formazione dell’Io e del carattere, MA non sono

patogeni (es piccolo Hans)

CASO 1: bambino di 7 anni si divertiva con fantasia di possedere un leone addomesticato che era il terrore

di tutti e voleva bene solo a lui: godeva nell’immaginare il terrore degli altri facendo fantasie (per esempio

portarlo al ballo mascherato) e nel credere che fosse una paura infondata visto che in realtà era buono.

Leone =sostituto del padre che temeva e odiava come rivale verso la madre. AGGRESSIVITà

TRASFORMATA IN ANGOSCIA E AFFETTO SPOSTATO DAL PADRE AD UN ANIMALE: NEGò UN FATTO

SPIACEVOLE E LO TRASFORMò CON LA SUA FANTASIA NEL SUO OPPOSTO PIACEVOLE.

CASO 2: bambina di 10 anni fantasticava spesso su storie di animali e ne scrisse anche alcune: immaginava

di essere padrona di un circo con animali feroci che lei era riuscita ad addomesticare senza la frusta.

Fantasia: ladro tra il pubblico spara a lei, animali la circondano per difenderla e catturano il cattivo per

punirlo: per tre anni punito, raccomandando di non farlo più ma trattandolo bene, cioè nutrendolo e

occupandosi di lui: IL PADRE TEMUTO DELLA REALTà VIENE TRASFORMATO IN ANIMALI PROTETTIVI

NELLA FANTASIA, PER RICOMPARIRE COME PADRE PERICOLOSO NELLA SCENA DEL LADRO;LA

FORZA DEL PADRE LA DIFENDEVA CONTRO IL PADRE STESSO.

FANTASIE INCONSCE PER SOSTIUTIRE IL PERICOLO REALE proveniente dall’esterno. Temi

universali presenti ad esempio nelle favole e in genere nelle storie dei bambini, dove il bambino

diventa vincitore, dominatore del potente padre e convertitore del cattivo in buono, capovolgendo

la realtà (es. cacciatore che viene ingiustamente cacciato dal regno; sul tragitto baratta cuccioli in

cambio della vita di animali che altrimenti aveva ucciso. Talmente tanti animali che torna indietro

per vendicarsi: il re gli dona mezzo regno e la figlia in sposa perché spaventato-> situazione reale

invertita, il figlio forte affronta il padre che spaventato si arrende e gli dà ciò che desidera).

RINNEGAMENTO DELLA FANTASIA: L’ Io del bambino si rifiuta di riconoscere una parte di

 realtà spiacevole:

rifiuto -> fuga -> negazione -> sostituzione con fatti immaginari opposti

→ Se la trasformazione ha successo: il bambino diventa insensibile a quella realtà, sfugge

dall’angoscia e non ha bisogno di ricorrere a misure difensive contro pulsioni né di ricorrere

a nevrosi!

→ !!!: se in periodo di latenza: sviluppo di carattere anormale

→ !!!!!! ma grave se si ripresenta successivamente nella vita (es. stati confusionali acuti di

psicosi): la capacità dell’io di negare la realtà è incompatibile con l’altra capacità dell’Io di

riconoscere e sottoporre ad esame critico gli oggetti della realtà stessa; risultato:

compromissione rapporti Io - realtà. Permangono nell’adulto i SOGNI AD OCCHI APERTI

che servono solo per alleviare lievi disagi con momentanea illusione, perdendo l’effetto che

hanno invece durante l’infanzia.

4. IL RINNEGAMENTO MEDIANTE PAROLE E ATTI

Anche gli adulti utilizzano il rinnegamento di realtà nei confronti dei bambini per dar loro piacere:

come sei grande, la mamma torna subito, sei coraggioso come un soldato! Anche i regali offerti

dagli adulti ai bambini rinforzano queste illusioni: una borsa, una cucina, un martello. Tutto ciò

serve per realizzare desideri, offrire la possibilità di sublimazione e creare nelle menti dei

bambini piacevoli fantasie per dominare il mondo. (Froebel vs Montessori: quanto l’educatore

deve incoraggiare ad assimilare la realtà e quanto a sfuggire costruendo un mondo immaginario).

Per favorire queste finzioni, gli adulti hanno REGOLE FONDAMENTALI:

→ Non superare limiti

→ Esser pronta ad abbandonare immediatamente la fantasia per tornare alla realtà

L’adulto esce “dal gioco” quando:

→ La transizione tra fantasia e realtà non si effettua più prontamente e senza discussioni

→ Il bambino conforma il suo comportamento reale alle fantasie

→ L’immaginazione cessa di essere un gioco e diventa ossessione o automatismo

Caso 1: bambina forte invidia verso fratelli per il loro pene; mostra atteggiamenti di esibizionismo per

dimostrare che anche lei ha qualcosa da mostrare e per negazione del fatto di non avere il pene (mostra

qualcosa di inesistente). Inizia a chiamare le persone per mostrare cose che non esistono: comportamento

al limite dell’ossessivo, la madre capisce che non è più un gioco o scherzo.

Caso 2: bambino che si finge il padre prendendo a prestito cappello e bastone, e intimorito quando vede

uomo alto e robusto. Cattivo umore se provavano e levargli il cappello, non lo mollava mai e se non poteva

tenerlo in testa lo stringeva tra le mani.

IL COMPORTAMENTO OSSESSIVO E’ DIVERSO DALLA NEVROSI OSSESSIVA!

RINNEGAMENTO - COMPORTAMENTO NEVROSI OSSESSIVA

OSSESSIVO

Alla base: frustrazione o delusione obbiettiva Alla base: frustrazione o delusione obbiettiva

Conflitto mantiene legami con mondo esterno Conflitto interiorizzato

Difese messe in atto contro mondo esterno Difese messe in atto contro la vita pulsionale

fonte di frustrazione

Rinnegamento per evitare il dispiacere Rinnegamento per evitare il dispiacere

Rinnegamento rafforzato e completato con Rimozione assicurata da formazione reattiva

fantasie che capovolgono la realtà. Queste che si manifesta con il contrario del moto

formazioni reattive ossessive per esser pulsionale rimosso

mantenute richiedono dispendio costante di

energia (CONTROINVESTIMENTO)

→ Solo nei bambini, cioè finché può coesistere la facoltà di usare la prova della realtà senza

che questa ne sia disturbata. Condizionato esternamente: accettazione dall’ambiente che

lo circonda (normalità/anormalità del comportamento: giudicato dalle persone intorno),

compatibilità internamente con la funzione della prova della realtà.

→ Adulti: abbandonato quando l’Io diventa maturo e va incontro all’unificazione

→ !!!! se in adulto: grave disturbo del rapporto con la realtà (delirio psicotico)

Difesa fallisce->conflitto interiore; lotta difensiva si rivolge contro vita pulsionale-> nevrosi infantile;

meccanismo portato all’eccesso: deformazioni, eccentricità… dell’ Io

5. LIMITAZIONI DELL’IO

Esiste un parallelismo tra i metodi adottati dall’Io per allontanare il dispiacere proveniente

dall’esterno o dall’interno.

→ Bambino piccolo: RINNEGAMENTO su cui è basata la fantasia (capovolgimento della

realtà) per situazioni in cui sembra impossibile sfuggire al dispiacere esterno.

→ Bambino più grande: EVITAMENTO sviluppo facoltà fisiche e maggiore libertà di

movimento: non ha più bisogno del metodo complesso del rinnegamento=invece di

percepire la sensazione spiacevole e poi cancellarla ritirando l’investimento energetico,

L’IO HA LA FACOLTA’ DI EVITARE LA SITUAZIONE PERICOLOSA PROVENIENTE

DALL’ESTERNO, EVITANDO NEL VERO SENSO DELLA PAROLA QUALSIASI

OCCASIONE DI DISPIACERE (meccanismo primitivo, naturale e fortemente legato allo

sviluppo normale dell’io)

EVITAMENTO : il bambino interrompe quelle attività che gli causano dispiacere, fuggendo e

 ritirandosi dalla situazione e perdendo ogni interesse in esse, facendo sembrare che ci siano

proibizione ad impedire il loro normale corso (un bambino vede gli altri che disegnano meglio:

non vuole più disegnare, si isola, preferisce osservare gli altri), e nel contempo assumono

carattere ossessivo quelle attività in qui cui risulta bravo o superiore. NON TRASFORMA PIU’

LO SPIACEVOLE IN PIACEVOLE, MA LIMITA LE FUNZIONI DELL’IO RITIRANDOSI, A OVVIO

SVANTAGGIO DEL SUO SVILUPPO. Sempre più spesso nelle scuole in cui si favorisce il

lavoro individuale: tra bambini svegli e intelligenti e bambini intellettualmente meno sveglia, ci

sono quei bambini con intelligenza e sviluppo normale che non partecipano e si isolano ->

oziosi-> si annoiano-> conseguenze antisociali + litigi più frequenti.-> LIMITAZIONI DELL’IO

Caso 1: bambino colora un album; appena vede come colora il terapeuta, notevolmente meglio, si ritira,

affermando che preferisce “osservare quello che fa lui”

Caso 2: bambino con talento nel calcio, gioca già con i bambini più grandi e ne riceve gli elogi; sogno: un

altro ragazzo dava un calcio così forte che lui dovette spostarsi per evitare la palla: angoscia e paura che

gli altri fossero gelosi e iniziassero ad essere aggressivi nei suoi confronti. Perde talento e interesse nel

calcio, sostituito da letteratura e definisce lo sport come il minore dei suoi interessi

Caso 3: bambina di dieci anni al primo ballo, si innamora a prima vista di un ragazzo che ha il suo stesso

cognome ma nessun legame con lei di parentela: balla con lui ma lui la deride. Perde d’ora in poi ogni

interesse per vestiti, femminilità e per il ballo. In compenso, cercò di eccellere in campo intellettuale

PARALLELISMI E DIFFERENZE

NEVROSI - INIBIZIONE (PATOLOGICA) EVITAMENTO – LIMITAZIONI DELL’IO

Il sintomo non è legato ad un avvenimento Il sintomo non è legato ad un avvenimento

reale, ma ad un sostituto attuale di un reale, ma ad un sostituto attuale di un

interesse che è stato dominante nel passato: interesse che è stato dominante nel passato:

attività rinnegate perché collegate dall’Io con funzione sostitutiva, invidia nel vedere

attività sessuali passate che il soggetto ha qualcuno migliore o con maggior successo

respinto e che esse ora rappresentano

Difficile da modificare, soprattutto da Modifiche delle condizioni esterne posso

interventi esterni portare a cambiamento

Si difende da un moto pulsionale interno che Allontana le situazioni spiacevoli attuali

viene percepito come pericoloso: difesa provenienti dall’esterno perché potrebbero far

contro l’interno sorgere dispiacere o qualcosa di spiacevole:

difesa contro l’esterno

Desiderio pulsionale dietro al meccanismo: Fissazione non sull’attività ma sul piacere p

l’ostinazione degli impulsi dell’Es trasforma dispiacere che provoca

l’inibizione in un sintomo nevrotico fisso,

segno della lotta tra Es e Io. Fissazione

sull’attività

→ Bambino: La limitazione dell’io non appartiene al quadro nevrotico, anzi è uno stadio

normale nello sviluppo del bambino (Io giovane e plasmabile: ritiro da un’attività

compensato da un altro interesse)

→ !!!! Con crescita: Io rigido e non più in grado di sopportare il dispiace. Se adotta la fuga

come metodo di difesa, l’ io perderà troppi interesso e il soggetto presenterà nello sviluppo

DIFESE CONTRO DISPIACERE O PERICOLO OGGETTUALE -> PROFILASSI CONTRO

NEVROSI (a rischio e pericolo dell’Io, poiché le misure protettive adottate sono esposte a possibili

attacchi provenienti dall’esterno)

• PUNTO DI VISTA PEDAGOGICO: rischio che il bambino scelga le attività non per interesse

o predisposizione, ma per fuga da possibile angoscia o dispiacere. La troppa libertà di

scelta, senza guida, rischia quindi non arricchimento ma impoverimento dell’Io.

• RUOLO IMPORTANTE DEGLI ADULTI: favorire o allontanare pericolo di nevrosi

6 IDENTIFICAZIONE CON L’AGGRESSORE

.

Facile distinguere meccanismi usati separatamente o per combattere pericoli specifici; si complica:

→ quando vengono messe in atto più misure difensive contemporaneamente

→ quando uno stesso meccanismo viene usato sia contro una forza interna che esterna

IDENTIFICAZIONE : importante nel dominio delle pulsioni, ma anche potente arma dell’io

 nella lotta contro oggetti esterni generatori di angoscia.

Caso 1: alunno di scuola elementare, maestro lamenta il suo comportamento: quando veniva rimproverato o

sgridato, faceva smorfie causando le risate di tutti i compagni. Maestro crede si burlasse di lui, oppure che

fosse affetto da un tic. Anche durante la consultazione il bambino comincia a fare smorfie. Da osservazione

di un dialogo bambino-insegnante: smorfie erano caricatura dell’espressione arrabbiata del maestro,

dominava la paura del rimprovero imitandolo involontariamente. IL BAMBINO SI IDENTIFICA CON IL

MAESTRO: ASSIMILAZIONE O IDENTIFICAZIONE CON L’OGGETTO ESTERNO TEMUTO

Caso 2: bambina, invidia verso pene gestita con gesti magici, imitando coscientemente i gesti che invece il

bambino svolgeva inconsciamente. Paura della bambina di attraversare l’ingresso per fantasmi: correva con

gesti particolari: basta che pensi di esser tu il fantasma che avresti potuto incontrare.

L’identificazione è un mezzo di difesa primitivo dell’Io assolutamente normale, riprodotto ad

esempio anche nei giochi infantili (la paura, tramite metamorfosi da soggetto in oggetto temuto,

viene trasformata in piacevole sicurezza). L’IMITAZIONE FISICA RAPPRESENTA

L’ASSIMILAZIONE DI UNA SOLA PARTE DELL’ESPERIENZA ANGOSCIANTE! : bambino di 6

anni, si beffa del dentista, prende in giro coloro che ne hanno paura. Un giorno sente dolore dal dentista,

diventa di cattivo umore, ostile e contrariato: se la prende con gli oggetti nella stanza, rompendo tagliando o

distruggendo cose: il bambino si era identificato non con la persona dell’aggressione (dentista) ma con

l’aggressione stessa. – a scuola era andato a sbattere contro il pugno che l’istruttore teneva proteso. Il

giorno dopo torna con aria spavalda, e vestito da militare con pistola e sciabola. “volevo esser vestito cosi

per giocare con te” ma non fa nessun gioco. Non stava personificando il maestro, ma la forza del maestro.

IL BAMBINO INTROIETTA ALCUNE DEI CARATTERI DELL’OGGETTO ANSIOGENO,

ASSIMILANDO COSì UN’ESPERIENZA ANGOSCIANTE APPENA PROVATA: assumendo il

ruolo dell’aggressore e i suoi attribuiti o imitando la sua aggressione, il bambino si

trasforma da minacciato in minacciante.

→ Passaggio da ruolo passivo ad attivo per assimilare un’esperienza spiacevole: diventando

attivo, fa subire la sue esperienza sgradevole a qualcun altro, attuando una sorta di vendetta.

→ Spesso applicato anche su eventi futuri: attacco verso colui da cui ci aspetta di esser

attaccati (bambino timido e riservato; quando inizia a parlare di masturbazione e fantasie con

analista diventa aggressivo: gira con frusta,gioca con coltelli...Aveva introiettato l’aggressione

degli adulti che si aspetta di ricevere come punizione in seguito al senso di colpa per la

masturbazione)

È uno stadio normale dello sviluppo normale del Super Io, in quanto il bambino INTERIORIZZA

le punizioni o le possibili critiche al suo comportamento, fornendo materiale al Super Io per

formarsi. Ma il bambino non è ancora in grado di accettare il Super Io , la critica non viene

trasformata in autocritica: essa viene quindi trasformata in un attacco diretto al mondo esterno.

L’IDENTIFICAZIONE CON L’AGGRESSORE RAPPRESENTA DA UNA LATO UNA FASE

PRELIMINARE NELL’EVOLUZIONE DEL SUPER IO E DALL’ALTRO UNA FASE INTERMEDIA

NELLA FORMAZIONE DEGLI STATI PARANOIDI

A) Fase preliminare dello sviluppo del Super Io: COMBINAZIONE di

1. Introiezione della critica esterna; la minaccia di punizione o l’offesa commessa non sono

ancora associate nella mente del paziente.

2. Proiezione della colpa: la critica interiorizzata viene respinta verso l’esterno. Il Super Io si

sviluppa, impara a distinguere ciò che deve esser condannato ma si tutela dall’autocritica

spiacevole: l’indignazione verso gli altri lo protegge dal senso di colpa.

Piena moralità: la critica interiorizzata coincide con la percezione delle proprie mancanze da

parte dell’Io. Super Io più severo, meno intollerante verso l’esterno, nascita autocritica e senso

di colpa. !!!!: arresto ad una fase intermedia nello sviluppo del Super Io: no interiorizzazione

del processo di critica -> il soggetto, pur percependo la colpa, continua a comportarsi in modo

aggressivo verso gli altri.

B) Normale verso oggetti ansiogeni, patologico se verso vita amorosa: non aggressività, ma

fissazione ossessiva nei confronti del partner (gelosia determinata dalla proiezione del

desiderio di tradimento); nel caso omosessuale: delirio paranoide. Annullamento:

eliminazione della paura del castigo e del Super Io.

Caso: giovane paziente rimprovera sempre analista di esser taciturna, riservata e la tormentava con

domande personali. Periodi in cui rimproveri attenutati, per poi riprendere. Due fasi: 1) a causa di una

inibizione che le impediva di esprimersi, la paziente eliminava una parte dei contenuti che avevano

carattere molto personale. Si aspettava così il rimprovero dell’analista. 2) introiettava il rimprovero

immaginario e, assumendo un ruolo attivo, lo riversava sull’analista. Criticava cioè l’analista per quella

mancanza di cui lei stessa finiva per rendersi colpevole.

6. UNA FORMA DI ALTRUISMO

.

L’uso della proiezione fin dall’infanzia è normale per l’Io

→ Rinnega atti e desideri che diventano pericolosi

→ Addossa la responsabilità a qualcuno o qualcosa al di fuori

→ L’Io mette davanti sé, evitando punizioni o dispiaceri, mettendo sotto accusa gli altri(sui

quali è avvenuta la proiezione)

!!!!: non va bene quando si proietta gelosia sugli altri, attribuendo loro la nostra stessa aggressività

(anche se può anche esser positiva per stabilire legami positivi e validi per consolidare i rapporti

umani): “RESA ALTRUISTICA”

Caso clinico: istitutrice , quando era bambina ossessionata da avere bei vestiti e avere tanti bambini

(fantasie ossessive sulla realizzazione). Voleva esser sempre migliore e al di sopra delle altre (“anch’io”

ripeteva sempre). Desideri sempre insaziabili e ostinati. Da grande: modesta, poche pretese dalla vita, vestiti

consumati e poco appariscenti, no ambiziosa, no figlia, no competitiva. Come se si fosse sviluppata in modo

opposto ai suoi desideri, sostituiti o rimossi.(formazioni reattive: riservatezza al posto di ambizione e

competizione). Prima ipotesi: rimozione di una proibizione della sessualità. NO! Rifiuto della sessualità, ma

interesse affettuoso nei confronti delle storie amore delle amiche; era interessata all’abbigliamento delle

amiche; no figli, ma affettuosa verso i figli degli altri, anzi in modo esagerato interesse nei confronti degli

altri. Sembrava non aver interessi o desideri: AL POSTO DI USARE LE ENERGIE PER SE STESSA, LE

USAVA NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI ANCHE IN MODO ECCESSIVO; VIVE LA VITA DEGLI ALTRI, NON

LA SUA.

Legami famigliari infantili: super io eccessivamente rigido a causa della rinuncia precoce alla pulsione: il suo

desiderio di possedere un pene che si rivelava sotto forma di ambiziose fantasie virili era proibito al pari del

suo desiderio femminile di avere dei figli o di esibirsi nuda o vestita davanti a suo padre per ottenerne

l’ammirazione. QUESTI DESIDERI NON FURONO PERO’ RIMOSSI DEL TUTTO, MA TROVARONO DEI

SOSTITUTI NEL MONDO ESTERNO CHE DIVENNERO DEPOSITARI DEI SUOI DESIDERI, CIOE’

PROIETTAVA SUGLI ALTRI I SUOI MOTI PULSIONALI PROIBITI. La paziente però non si staccava da

Il suo super io condannava l’impulso se legato al suo

propri sostituti, ma anzi, si identificava con essi.

io, ma era tollerante se si manifestava negli altri: SODDISFACEVA LE PULSIONI PARTECIPANDO

AL SODDISFACIMENTO DEGLI ALTRI -> PROIEZIONE + IDENTIFICAZIONE, IN UN

COMPORTAMENTO ALTRUISTICO. AVEVA RINUNCIATO, IN FAVORE DEL PROSSIMO, AL

DIRITTO DI VEDER SODDISFATTI I SUOI DESIDERI.

L’IDENTIFICAZIONE SI RIVELA IN UN IMPROVVISO SENSO DI SOLIDARITA’ CHE PERSISTE

FINCHE’ IL PROPRIO BISOGNO VIENE SODDISFATTO CON UNA MODALITA’ SOSTITUTIVA.

Origine: conflitto infantile con l’autorità dei genitori a proposito di una soddisfazione pulsionale;

affressività liberata quando sono desideri altrui

Scelta dell’oggetto su cui trasferire i moti pulsionali:

a) Percezione di un impulso proibito in un’altra persona: occasione per l’Io di mettere in atto la

difesa

b) Persona sostitutiva che è già stata oggetto di invidia

c) Su un oggetto meglio qualificato ai fini del soddisfacimento

Scopi:

a) Partecipare alle soddisfazioni delle pulsioni degli altri per soddisfare indirettamente le

proprie, nonostante l’opposizione del super io

b) Liberare l’aggressività e le attività inibite originariamente designate alla soddisfazione dei

propri desideri pulsionali.

!!! = Esiste un legame tra RINUNCIA ALTRUISTICA – PAURA DELLA MORTE : COLORO CHE

HANNO PROIETTATO IN GRAN MISURA SUGLI ALTRI I PROPRI MOTI PULSIONALI NON

CONOSCONO QUESTA PAURA. Non si preoccupano della propria vita o morte, ma sono


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher desidesi92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Ugazio Valeria.

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