Il piccolo Hans: analisi della fobia di un bambino di cinque anni
“Analyse der Phobie eines funfjahrigen Knaben” è un'opera scritta nel 1908 e pubblicata nel 1909 nel Jahrbuch für psychoanalytische und psychopathologische Forschungen. Rappresenta la prima analisi condotta su un bambino, anche se in condizioni particolari:
- Genitori amici e frequentatori della Società psicoanalitica, che su consiglio di Freud raccolgono informazioni sulla vita dei figli utili per lo sviluppo della disciplina nell'area infantile (queste informazioni verranno usate anche per scrivere Teorie sessuali dei bambini e Istruzione sessuale dei bambini).
- Famiglia benestante e assolutamente liberale, senza costrizioni educative, in contrasto con l'educazione tipica borghese dell'epoca (in linea con il pensiero freudiano).
- Madre: caso di nevrosi curata da Freud, all'inizio dell'amicizia; padre: musicista Max Graf, scrittore.
- Analisi condotta dal padre (Freud consiglia e guida, ma vedrà il bambino una sola volta): coincidenza padre-terapeuta, sicuramente una condizione speciale e vantaggiosa.
Introduzione
1.- Freud sottolinea che la storia non deriva da sue osservazioni dirette, ma da quelle del padre, nonché suo amico, Max Graf. Lo ringrazia: nessun’altra persona, secondo lui, sarebbe riuscita a indurre il bambino a tali confessioni; la conoscenza diretta del padre-terapeuta del proprio figlio è stata fondamentale, se non addirittura indispensabile (sollecitudine, legame affettivo + curiosità scientifica).
Fino ad ora, Freud ha studiato la nevrosi infantile e la sessualità del bambino solo a partire dall’analisi della nevrosi adulta (sessualità infantile come causa della futura patologia adulta): perché non analizzarla direttamente nel bambino? Chiede ai seguaci di raccogliere informazioni dalle loro esperienze personali, tra cui nota quelle del Piccolo Hans.
Note consegnate a Freud
- Prima dei tre anni: interesse particolarmente accentuato per “Fapipì” (chiede alla madre se lei ce l’ha, lo osserva negli animali). Interesse tipico per lo sviluppo sessuale del bambino, ma in Hans particolarmente accentuato: pratica autoerotismo.
- 3 anni e mezzo: sorpreso dalla mamma a toccarsi, “se fai questo faccio venire il dottor A. che ti taglia il fapipì” → inizio complesso di evirazione (paura di perdere il pene, che sorge nel bambino ogni qual volta venga fatta un’allusione del genere).
- Mette in rapporto tutto ciò che vede con il fapipì:
- Zoo di Schonbrunn: si sofferma ad osservare il fapipì del leone e degli altri animali: vero e proprio indagatore alla ricerca del pene.
- Perdita di acqua da una locomotiva: anche essa ha il fapipì, ma dov’è?
- Capisce la distinzione tra animato (ciò che ha il fapipì) e inanimato (ciò che non lo ha).
- Interesse verso i genitori: chiede ai genitori se anche loro hanno il fapipì, e se la mamma ha un “fapipì grande come quello di un cavallo” visto che è molto più grande di lui.
- Inventa il gioco del gabinetto, finge di urinare; spoglia una bambola per osservarla nei genitali; disegno sempre con fapipì (giraffa).
Nascita della sorellina Hanna
Alle 5 di mattina viene allontanato dalla stanza della mamma, al risveglio capisce che la cicogna sta arrivando (la storia della cicogna gli era stata narrata nei giorni precedenti, ma si mostra dubbioso verso ciò). Vede le bacinelle con il sangue: “ma con la pipì non esce sangue!” Tutto ruota sempre intorno al fapipì.
Forte gelosia verso la sorellina (durante la febbre urla “io non voglio una sorellina”). Gelosia per carenza di cure verso lui. La osserva durante il bagno: ha il fapipì piccolissimo ma pensa che diventerà più grosso quando crescerà.
Divorato dal problema dell’origine dei bambini, in più desidera averne: chiama le amiche “le mie bambine”.
Sorgono primi desideri di relazioni amorose
Sogna di stare a Gmunden con Mariedl. C’era stato l’estate prima, aveva fatto tanti amici, ultimamente trasformava questi ricordi in fantasie; chiama le amiche “le mie ragazzine”, mostra segni di omosessualità (abbraccia amico, “quanto ti voglio bene!”).
- 4 anni: gelosia superata, fratello tenero ma convinto della propria superiorità! Cambiano casa. Ancora segni di omosessualità: chi delle tue ragazzine ti piace di più? Fritzl (lo abbraccia e bacia!).
- Desideri erotici: Ripete spesso che vuole dormire con l’amica Mariedl: lo stare a letto con genitori porta a movimenti e desideri di stampo erotico che sfociano in questi desideri.
- Prima seduzione verso la madre: chiede alla mamma, durante il bagnetto, di mettergli il dito sul pisellino, ma lei risponde che “è una sudiceria”.
- Primo episodio di deformazione, sogno: uno dice “chi vuol venire da me?”. Allora un altro dice “io”. Allora gli deve far fare pipì (nella seconda versione raccontata successivamente mette il lei dice). Desiderio esibizionistico, piacere nell’esser aiutato a far pipì.
Ma qualcosa cambia: rimozione, inizia a chiedere di far pipì dietro casa per non esser osservato, e ciò è proprio ciò che si riflette sotto forma di desiderio nel sogno.
Malattia e analisi
2. Il papà manda altre note a Freud, rendendosi conto che negli ultimi giorni si sta verificando un disturbo nervoso in Hans.
- Max Graf sottolinea la colpa della madre, che avrebbe causato un sovraeccitamento nel figlio (lo accetta sempre nel letto e lo coccola) e che lo avrebbe portato a sviluppare il disturbo. Hans ripete di aver paura di esser morso da un cavallo per strada; il padre pensa che il figlio sia spaventato da un grosso pene (visto che Hans aveva notato le dimensioni del pene dei cavalli, usato poi come paragone verso la madre).
- Paura di uscire per strada.
- Angoscia e stato depressivo verso sera.
- Per il resto è sempre lui, sereno e allegro.
- 4 anni e 9 mesi: si sveglia piangendo dopo un sogno di angoscia: la mamma se n’era andata e lui non aveva più nessuno per coccolarsi (in realtà già l’estate prima: la sera mostrava stato nostalgico o di eccessivo sentimentalismo con la madre, che terminava con la possibilità di dormire con lei).
- Esce con la governante, costretto a tornare indietro: piange disperato, vuole le coccole della mamma. Prova allora quest’ultima a condurlo al solito Zoo: si fa persuadere, ma piange, non vuole, è visibilmente impaurito (“avevo paura che un cavallo di mordesse”). La sera piange: “il cavallo verrà nella mia camera”.
- La mamma lo raccomanda di non toccarsi nel letto.
Freud: ritiene questo l’inizio della fobia e dell’angoscia. Il disturbo comincia con pensieri contemporaneamente ansiosi e teneri. Con il sogno d’angoscia dell’abbandono della madre.
Alla base c’è quindi l’intensificazione del legame con la madre sottolineato dai due tentativi di seduzione (toccare il pisellino e vantarlo). Esaltata affezione per la madre → rimozione → angoscia (aspirazione erotica rimossa) inizialmente senza oggetto: piange quando non vuole camminare per strada, ma non sa realmente il perché, a parte sapere che sentiva il bisogno della mamma. All’inizio c’è solo ansia mista a tenerezza; la storia della fobia e dei cavalli è successiva.
Angoscia prima di dormire:
- Rafforzamento della libido, oggetto: madre, meta: dormire con lei. Inoltre era abituato che quando stava così la sera, la mamma poi lo portava a letto con sé!
- Rimozione del desiderio che porta ad angoscia anche in presenza dell’oggetto d’amore (la mamma).
- No angoscia perché si masturba prima di dormire, sottolinea Freud.
- No colpa della madre per tenerezze come dice il marito; piuttosto la si può rimproverare per aver affrettato il processo di rimozione respingendo troppo energicamente i suoi corteggiamenti.
Soluzione: si accorda con il padre di dire a Hans:
- Che la storia dei cavalli è una sciocchezza.
- Che la verità è che lui vuole bene alla mamma e vuole andare a letto con lei.
Dopo i consigli di Freud (primo intervento terapeutico)
- Si lascia persuadere abbastanza facilmente ad andare a passeggio per le strade. Diventa un elemento visivo: ha paura solo se guarda i cavalli.
- Ma: influenza a letto per due settimane → ritorno dei sintomi e peggioramento: esce solo sul balcone, scappa pure dal portone di casa.
- Inizia ad aver paura dei cavalli bianchi: ricorda una scena quando in vacanza il papà disse ad una sua amichetta “non mettere il dito sul cavallo bianco, che morde” e lega la sua paura a ciò. (sembrano però parole simili ai rimproveri della mamma quando si tocca il fapipì).
- Pensa che continua ad avere la sciocchezza perché si tocca il pisellino.
- Fantasia sulla mamma: ho visto la mamma tutta nuda e in camicia e ho visto il suo fapipì, allora ho fatto vedere a Greta quello che faceva la mamma e le ho fatto vedere il mio fapipì - usa la scusa della mamma per giustificare un desiderio.
- Non ha ancora accettato che le femmine non hanno il fapipì.
- Inizia ad aver paura di tutti gli animali grandi che hanno quindi un grande fapipì.
Freud:
Prima provava diletto nel guardare.
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