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PREFAZIONE E INTRODUZIONE

Cosa sono gli studi psicoanalitici?

I clinici non possono interrogarsi sulle loro idee ma hanno bisogno di certezze nella pratica. Si va

ampliando un mito nel quale la conoscenza psicoanalitica sia solo una credenza speculativa. Ciò

comporta la necessità di andare fuori dalla clinica per giustificare le credenze e dichiararle come

conoscenze utili ed effettive. La psicoanalisi potrebbe essere qualcosa di parallelo alle scienze

naturali, una para-scienza. L’obiettivo del libro è di esplorare un modello logico al fine di

investigare ciò che valida la conoscenza psicoanalitica.

La psicoan. è la prima psicologia che si interessa all’esperienza umana in se stessa. Questioni

epistemologiche: à

1. Materiale esperienze soggettive dei pazienti (e non dati osservati e misurati)

à

2. Edificio teorico quasi inesistente a causa dell’incapacità di provare e confrontare le

teorie psicoan.

3. La qualità unicamente personale del materiale rende sospetti gli studi dei casi singoli.

PARTE PRIMA - INTRODUZIONE

1. TENERE IL CENTRO

La psicoan. è la più personale delle scienze e di sicuro la più personale delle psicologie. Le teorie

psicoan. sono disperse, ci troviamo in una Babele psicoan. in cui:

Le stesse parole nominano concetti differenti;

• Gli stessi concetti sono nominati da parole diverse;

• Vi è un numero di parole validate soltanto all’interno di un contesto di una data cornice di

• riferimento. à

Ciò fa sembrare la psicoan. poco convincente. Per questo deve affrontare alcune sfide di fondo 4

problemi fondamentali:

1. Soggettività: il campo di osservazione è soggettivo, e lo sono anche i mezzi di raccolta dei

dati (la persona dell’analista). Senza dati obiettivi potrebbe parlarsi di “scienza della

soggettività”;

2. Studi di casi singoli: il problema della generalizzazione dallo studio di un caso singolo

appare insormontabile e lascia la psicoan. in ritardo rispetto alla psicologia più sperimentale

che dipende da campioni;

3. Scienza come test: freud dipendeva dal pensiero induttivo per giustificare le sue teorie,

popper sviluppò un modello logico che escludeva il pensiero induttivo ed enfatizzava il test

deduttivo delle teorie (test di distruzione) al quale sosteneva che la psicoan. non può

conformarsi;

4. Raccolta dei dati: gruppi psicoanalitici separati con differenti teorie selezionano materiali

molto diversi a titolo di evidenze delle loro teorie.

2. RICERCA FUORI DAL LETTINO

à à

Processo di ricerca progetto di ricerca in psicoterapia menninger (PRP) l’intento era

ritrovare quali fattori fossero responsabili dell’efficacia dei risultati piuttosto che mere misurazioni

à

di risultati prodotti da quei fattori. 5 progetti registrati accuratamente e analizzati tematicamente

à

al fine di generalizzare Lo scopo era di trovare un supporto obiettivo alle generalizzazioni fatte

sulle psicoan. individuali e sui gruppi o sui concetti in esse utilizzati. Lo sviluppo delle evidenze è

tale da supportare la teoria psicoanalitica sulla base della logica induttiva, solo nel gruppo di mount

zion fu usata una logica deduttiva (se questo allora quello). In generali questi studi mirano a:

1. Lottare con la soggettività e l’intersoggettività del processo analitico per renderlo obiettivo;

2. Riunire i dati per sopportare induttivamente le teorie.

à

La ricerca etnografica nell’uso del gruppo focale ampio lavoro con gruppi di psicoanalisti per

discutere la natura degli eventi realizzati effettivamente nella pratica. Lavoro basato sulla

1

teorizzazione implicita che gli analisti fanno nell’immediatezza dell’attimo interpretativo in seduta.

(dibattito tra gruppo e presentante). Lo scopo è di verificare lo spettro delle teorie che vengono

effettivamente usate nella pratica, ciò che gli psicoanalisti credono che sia una conoscenza valida.

Critiche:

La psicoan. fa riferimento all’esperienza soggettiva e il problema è come sostenere questa

• soggettività nel paziente singolo (e nell’analista).

Nonostante i vantaggi del metodo induttivo, ciò non può essere la caratteristica di una

• scienza, poiché quest’ultima cerca delle prove delle teorie, oltre a fare generalizzazioni.

Solo le scienze umane e sociali possono produrre idee senza testarle, quindi potrebbe non

essere necessario includere tra queste la psicoan.

3. LE POSSIBILITÀ

(vedi poi) PARTE SECONDA: COSA È CREDENZA, COSA È SCIENZA

4. SENTIRSI CONVINTI

Sentirsi convinti nasce da fattori interni, esterni, sociali e inconsci. Il convincimento è

un’esperienza molto definita ma non certo affidabile. Cosa la origina? 7 fonti di convinzione:

1. scienza sperimentale: impostare gli esperimenti in modo da confermare o disconfermare

una previsione sfruttando la logica deduttiva. Date le aspettative pubbliche sulla ricerca, un

approccio logico è parso come una scelta ovvia per la ricerca psicoan, anche se non dà

spazio a desideri, intenzionalità e decisioni dell’esperienza umana.

à

2. Generalizzazione induttiva: induzione processo che va dal particolare al generale, che

include la verifica. Il processo induttivo, data la sua base intuitiva, è più aperto al dibattito e

all’opposizione della logica, anche se entrambi i tipi di argomentazione possono generare

convincimento. à

3. Modelli e narrazioni: modello sentito come qualcosa che ha un significato. Trovare

modelli nel mondo esterno tuttavia non significa averne prova della corrispondenza reale. Il

riconoscimento dei modelli può produrre un intenso coinvolgimento in molte aree della vita,

anche quando sarebbe richiesta una verifica aggiuntiva che giustifichi il legame tra

convincimento e esistenza nella realtà (test).

4. Autorità personale degli esperti: convinzione che proviene dalla fiducia indotta dai

docenti, non è totalmente irrazionale perché accettare l’autorità di qualcuno con più

à

esperienza è ragiovevole qualcosa di misto.

5. Supporto sociale: la pressione del gruppo dei pari può essere estremamente influenzante.

à

Es. convinzione sociale: superstizione è inaffidabile ma spesso determina il

comportamento.

6. Difese personali: alcuni si aggrappano a delle convinzioni per proteggersi dal dolore del

dubbio e dell’incertezza.

7. Delirio psicotico: forma di convinzione che va evitata.

5. REALTÀ E OBIETTIVITÀ: SUL DIBATTITO PSICOANALISI COME SCIENZA.

Scoprire se la psicoanalisi sia o meno una scienza non è di molto interesse, ciò che interessa è

scoprire che genere di soggetto la psicoanalisi realmente è.

La scienza è ritenuta uno strumento di investigazione esclusivo della realtà materiale. Il mondo

dello spirito è per sua definizione fuori della sua area di efficacia, ma quell’area include anche la

psicologia della persona?

Oggi la scienza concerne in modo esclusivo il mondo fisico e i contenuti interni ad esso. Tuttavia, le

sole quantità misurabili che noi abbiamo sono i numeri dell’esperienza, però non il loro posto,

intensità o movimento. I dati che trattiamo riguardano le preoccupazioni essenzialmente mentali del

desiderio, della volontà, dell’intenzionalità, in tutta la loro soggettività.

2

Il riscontro di elementi nell’analista deve mantenere qualche relazione con il riscontro di elementi

nel paziente. La psicoanalisi sostiene un duplice problema derivante da:

Necessaria soggettività del campo di studio e

• Necessaria soggettività delle osservazioni dell’analista nel campo di studio.

I problemi sono:

Qual è il rapporto fra il riscontro degli elementi del paziente e il riscontro per l’analista;

• Come potrebbe farsi una convergenza perché tali elementi si presentino come dati ed

• evidenze?

L’obiettività scientifica si fonda nell’osservazione fatta dalla stessa soggettività umana che è

distorcente, abbiamo bisogno delle esperienze soggettive per percepire le nostre osservazioni

obiettive e lavorarci. L’esperienza rappresenta un alleato ambiguo che tenta di comprendere con

precisione quelle distorsioni senza soccombere a causa dei loro effetti.

Obiettività e casi singoli

Le forze che premono sulla gestione della cura e la pratica basata su evidenze che è andata

crescendo in medicina generale ha imperversato anche in psichiatria. La pressione è quella di

ottenere evidenza oggettiva simile a quella della scienza materiale, ammassando campioni grandi e

rappresentativi di una certa popolazione al fine di estendere i risultati del campione all’intera

categoria. Ciò si è rivelato difficile per la psicoanalisi: campioni, gruppi di controllo, ecc non sono

misurabili con la qualità molto personale e soggettiva della psicoanalisi.

Gli esperimenti scientifici devono procedere con molta attenzione in modo che la sequenza

dell’esperimento possa isolare la singola sequenza causa effetto:

1. Definizione dello stato iniziale à

Es: le uova sono fragili

2. Azione sperimentale (che è una causa) prova: colpirlo con un martello

3. Effetto sullo stato iniziale

Tuttavia, quando il numero di variabili aumentano, l’esperimento diventa più complesso. Inoltre, in

medicina e psicologia spesso le variabili non sono né ampie né note. L’accumulo di campioni

psicoanalitici idonei è quindi improbabile. Le prove cieche (prove che escludono gli effetti

psicologici osservando solo gli effetti fisiologici e farmacologici) sono

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valiuz89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Marinelli Stefania.
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