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Riassunto esame Psicologia Clinica, prof. Filippello, libro consigliato Metodi e Strumenti di Valutazione in Psicopatologia dello Sviluppo, Lucarelli

Riassunto per l'esame di Psicologia Clinica dello Sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Metodi e Strumenti di Valutazione in Psicopatologia dello Sviluppo di Lucarelli, Piperno e Balbo.
Gli OBIETTIVI specifici della valutazione in età evolutiva sono 1) identificare le ragioni e i fattori che hanno portato il bambino alla valutazione 2)... Vedi di più

Esame di Psicologia clinica dello sviluppo docente Prof. P. Filippello

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ESTRATTO DOCUMENTO

rapporto equilibrato tra la comprensione verbale e la produzione verbale. Il bambino impara a usare

e manipolare la produzione verbale per regolare le interazioni con l'altro.

- tra i 54-72 mesi(4,5-6anni), il bambino ha raggiunto stabilità nella comprensione del linguaggio e

nella produzione verbale, per cui può costruire un sistema logico-linguistico e consolidare un

sistema narrativo in cui vengono integrati prerequisiti cognitivi (permettono al bambino la

comprensione della successione temporale degli eventi e l'individuazione del nesso di causalità),

prerequisiti linguistici (il bambino espande e differenzia il patrimonio semantico) e i prerequisiti

logicolinguistici( permettono al bambino di formulare verbalmente un pensiero complesso, di

distinguere tra cosa dire e come dirlo, di sviluppare una consapevolezza sulla comprensibilità dei

propri enunciati).

- tra i 6-8anni: il bambino impara a usare il linguaggio per formulare e verificare delle operazioni

logiche. Il bambino crescendo utilizza e consolida il linguaggio come strumento autonomo di

pensiero, per capire gli altri, per immaginare, per pensare, raccontare e capire storie. In questa fascia

d'età è data particolare attenzione al racconto orale, funzione della capacità narrativa che

rappresenta un importante strumento linguistico per anticipare e verificare operazioni logiche. Saper

raccontare è una tappa evolutiva determinante nell'organizzazione del pensiero logico e del

ragionamento verbale.

DISTURBI SPECIFICI DI LINGUAGGIO (DSL)

Il linguaggio che ha una sequenza di sviluppo tipica in tutti i bambini può evidenziare nelle prime

fasi di maturazione una grande variabilità individuale sia rispetto alle traiettorie evolutive e ai ritmi

di sviluppo delle competenze implicate nello sviluppo linguistico; sia rispetto alle possibili atipie di

evoluzione, considerando che il linguaggio è un insieme di abilità che possono risultare ritardate o

deficitarie. Queste variabilità caratterizzano andamenti evolutivi tra loro diversificati per cui vi

possono essere:

- b con ritardo transitorio,con recupero entro 36-40 mesi(vengono definiti "latee bloomers"),sono b

"pigri" con svil del ling lento

- b con recupero tardivo(entro 48 mesi)

- b con evoluzione del DSL ,in quanto presentano un deficit specifico nello svil del ling(il ling è

assente/povero/atipico sia per la qualità delle parole,sia per il tipo di frase,sia per la qualità della

comunicazione.

I b con DSL hanno quindi difficoltà a esprimere,verbalmente,i propri pensieri e le proprie emozioni

che vengono invece agiti con l'azione e non sono mediate dal linguaggio. Nel DSM,i DSL sono

inclusi nella categoria dei Disturbi della Comunicazione e sono suddivisi in: 1)Disturbo della

Espressione del Linguaggio: marcata compromissione del ling espressivo che è inferiore rispetto

alla capacità intellettiva non verbale;il vocabolario appare notevolmente ristretto,sono presenti

errori di coniugazione del verbo,difficoltà nel ricordare le parole e nel produrre frasi complesse.

2)Disturbo Misto della Espressione e della Ricezione del Linguaggio: marcata compromissione sia

nella comprensione verbale sia nell'espressione del linguaggio.

3)Disturbo della Fonazione: difficoltà a produrre suoni verbali(errori/omissioni nella produzione

verbale,nell'uso,nella rappresentazione o nell'organizzazione dei suoni.

4)Balbuzie: scarsa fluenza e cadenza dell'eloquio,da frequenti ripetizioni o prolungamenti di suoni o

di sillabe,sostituzioni di parole.

5)Disturbo della Comunicazione Non Altrimenti Specificato(NAS): disturbi della comunicazione

che non soddisfano i criteri per alcun disturbo specifico della comunicazione.

TEST DI INDAGINE DEL LINGUAGGIO

In considerazione della complessità dei quadri che possono presentarsi,per un'indagine accurata e

mirata,il disturbo del linguaggio richiede l'utilizzo di test specifici che sappiano valutare le diverse

competenze linguistiche,indicare quelle compromesse e quelle più mature. Sulla base dei test viene

descritto un profilo dello sviluppo linguistico che va messo in rapporto con lo sviluppo delle altre

competenze. Sarà inoltre necessario osservare le modalità di comunicazione del b,ossia raccogliere

campioni di ling spontaneo che si confrontano con il ling posseduto nelle prove;infine il profilo ling

sarà confrontato con le notizie sull'ambiente familiare e sociale. In tal modo si costruisce un Profilo

di Sviluppo che permetterà di attivare interventi riabilitativi e funzionali.

I test in uso per la valutazione del linguaggio:

1)Test Primo Linguaggio(TPL)-età 12-36 mesi,Axia ->per la valutazione dello svil del ling

2)Prove di Valutazione della Comprensione linguistica (Rustioni-età 3-7 anni)->per comprensione

3)Peabody Test di Vocabolario Recettivo(PPVT-R)-età 3.3-18anni ->per la valutazione dello

sviluppo lessicale

4)Prova di Racconto Orale-età 5-7anni->per la valutazione dello sviluppo morfosintattico:

produzione e comprensione.

TEST DEL PRIMO LINGUAGGIO(TPL)

Il TPL è un test adatto all'esame di b dai 12 ai 36 mesi. E' un metodo diretto che descrive e valuta le

abilità linguistiche nella loro complessità. Il TPL è costituito da 3 scale(tutte con 2 subscale relative

alla comprensione e alla produzione) ognuna delle quali indaga aspetti specifici del linguaggio:

a)Scala comunicativa e pragmatica: esamina la capacità di usare il linguaggio in diverse situazioni

comunicative. Per analizzare il liv dello svil comunicativo sono state create delle situazioni-stimolo

di scambio tra il b e l'operatore.

-produzione: si valuta la capacità del b di elicitare spontaneamente richieste verbali e non di fronte a

2 differenti situazioni-stimolo comprendenti:i saluti e la richiesta di caramelle e di un giocattolo.

- i saluti: si valutano i vari comp che il b mette in atto appena entrato nella stanza di valutazione e

quando va via. Vanno distinti in 4 categorie, mutualmente escludentesi: non comunica o esprime

disagio,esplora l'amb e non fa alcun tentativo per comunicare,saluta solo dopo una sollecitazione

dell'esaminatore,saluto spontaneo.

- Situazione-stimolo: entrambi gli ogg(caramelle e giocattolo)sono alla portata del b e si analizzano

i comp che attiva per ottenere gli stimoli proposti. In seguito i com vengono raccolti in 4

categorie:prende caramelle/giocattolo senza comunicare, guarda le caramelle/giocattolo senza

comunicare,chiede non verbalmente,chiede verbalmente.

-comprensione: si basano su alcune forme di richieste con cui vengono presentate al b due

situazioni-stimolo e si valuta la capacità di comprendere richieste verbali piu comunemente usate

dagli adulti con i b piccoli

- Richieste di facili informazioni: es. "come si chiamano i tuoi amici?"

- Richieste di eseguire semplici ordini

b)Scala del Vocabolario: valuta la capacità del b di comprendere e produrre parole. Il materiale

utilizzato è costituito da disegni che riproducono ogg che il b ritrova nella vita familiare.

-comprensione : 22 figure stimolo,vengono presentate 4 figure alla volta e si chiede al b di

individuare la parola denominata dall'adulto.

-produzione: 22 figure-stimolo,processo inverso:si dice al b"ora ti mostro una figura e tu mi dici il

nome". Il punteggio è dato dal numero di prove superate.

c)Scala della prima sintassi: La scala del primo sviluppo sintattico esamina la capacità del b di

comprendere e produrre verbi di azione.

-comprensione: 22 figure raffiguranti ciascuna un ogg con cui si può compiere un'azione

(occhi,telefono,letto). Al b si presentano 4 immagini alla volta,dove l'operatore dice al b a cosa

serve ciascuna figura e il b deve indicarla. Dopo 3 prove consecutive sbagliate,la prova viene

interrotta.La valutazione ha un punteggio dato dal num delle prove superate.

-produzione: 22 vignette in cui è raffigurato un personaggio che compie un'azione;il b è libero di

descrivere ciò che vuole. Dopo 3 risp negative,la prova viene interrotta. La valutaz ha un punteggio

piu articolato in quanto ad ogni vignetta viene dato un punteggio a seconda della lunghezza media

della frase prodotta,compreso tra 0 e 3. La somministrazione è individuale e avviene spesso in

presenza della madre In seguito alla somministrazione si procede alla siglatura delle risp date dal b

seguendo le istruzioni presenti nel Manuale. Si sommano i punteggi ottenuti in ciascuna delle 3

scale e si consultano le tabelle per individuare il valore percentile corrispondente ai punteggi

ottenuti dal b. Si ottengono,quindi,punteggi differenziati e specifici per le 3 scale che possono

essere confrontati tra di loro permettendo di evidenziare in quale area è collocata la caduta

linguistica di quel b.

TEST RUSTIONI

Il test Rustioni valuta il linguaggio di tipo recettivo,in particolare analizza il funzionamento della

comprensione verbale morfosintattica dai 3 agli 8 anni. Il test è formato da diversi protocolli

organizzate per diverse fasce d'età,ciascun protocollo include un diverso num di item,di tipologia di

frasi,disposte in senso progressivo in rapporto alla complessità. Questo test consente di identificare

il tipo di strategia usata dal b nella risoluzione di un compito. la somministrazione è individuale e

richiede 10-15 min Il materiale utilizzato è costituito da una serie di tavole,ciascuna comprendente

4 figure:il compito richiesto dal b è quello di indicare,tra le figure presenti,quella esatta

corrispondente alla frase detta dall'operatore. Si inizia con il protocollo corrispondente all'età

cronologica e si sommano i punteggi degli item risolti positivamente. Il punteggio numerico

ottenuto viene confrontato con il valore numerico più vicino,mediante l'apposita tabella presente nel

manuale. Si ottiene cosi un liv di funzionamento linguistico del b dal punto di vista della

comprensione verbale espresso in classe di merito(7 classi). Le tavole sono organizzate in 6

protocolli ognuno dei quali corrisponde all'età di somministrazione e fornisce un liv di

comprensione verbale.

PEABODY PICTURE VOCABULARY TEST-REVISED (PPVT-R)

Il PPVT-R è un test che permette di misurare la comprensione lessicale. E' composto da 175

immagini di parole-stimolo comprendenti sostantivi,verbi,aggettivi progressivamente più astratti. E'

utile per valutare sogg con deficit linguistici,che non leggono e b con problemi nel ling scritto.

Prima di iniziare la somministrazione(individuale),l'esaminatore deve calcolare l'età del sogg e il

test ha inizio,da punti diversi,ognuno corrispondente all'età del sogg. L'esaminatore denomina la

parola-stimolo e chiede al b di indicarla sulle immagini davanti a lui(4 immagini per volta). Dal

punto iniziale la richiesta dell'esaminatore va avanti fino a quando il sogg compie il primo errore;se

sono già state date 8 risp corrette consecutivamente è stato det il livello basale;in questo caso si

continuerà a somministrare il test fino al primo errore e si interromperà in presenza di 6 errori in

una sequenza di 8 item consecutivi(Ceiling). Non ci sono limiti di tempo. Nella valutazione si

trascrivono le risp nell'apposito protocollo. Il punteggio grezzo viene calcolato sottraendo il num di

errori dal num dell'ultima tavola presentata;poi si converte il punteggio grezzo in punteggio

standard equivalente per l'età. Il punteggio ottenuto definisce livelli maturi/non maturi di

comprensione lessicale.

ANALISI DELLA CAPACITà NARRATIVA:PROVA DI RACCONTO ORALE

La capacità narrativa è la capacità di comprendere e produrre storie. In questo processo sono

coinvolte numerose abilità e funzioni:il ling,la memoria,il processamento dell'info,gli schemi di

conoscenza,la metacognizione. Si tratta,quindi,di un'area di indagine ricca di interesse perche

rappresenta un punto di incontro di ampi settori significativi per la comprensione delle funzioni

psichiche superiori. In età evolutiva,uno dei modelli interpretativi più adatti e utilizzati è la

"grammatica delle storie"di Stein&Glenn(1979),che descrive come il presupposto fondamentale per

la comprensione delle storie è dato dallo schema mentale della storia e dalle categorie logiche del

pensiero. Il processo di comprensione del testo avviene attraverso la formazione di una

rappresentazione interna che riceve l'input dalle caratt stesse del testo e dalle conoscenze possedute

dal sogg. Le parti costitutive dello schema sono categorie,ossia parti che rispondono a funzioni

informative diverse e specifiche collegate tra loro da legami causali e temporali. Le categorie

fondamentali di ogni storia sono l' ambiente(A) si trova all'inizio del testo e ha la funzione di

introdurre il protagonista e il contesto fisico,soc e spazio-temporale in cui l'evento si colloca; e l'

episodio (E) si riferisce agli avvenimenti che riguardano il protagonista e si articola in una sequenza

di 5 categorie:

-evento iniziale(EI) descrive fatti o azioni che,turbando l'equilibrio precedente comportano un

cambiamento

-risposta interna(RI) consiste negli stai psicologici,cognitivi e emotivi che si innescano nel

protagonista

-i tentativi(T) descrive la strategia che il personaggio mette in atto per risolvere il problema

-le conseguenze(C)informano sui risultati ed esiti di tali tentativi,riusciti o meno

-la reazione(RE) chiude la storia esprimendo la risp emotiva-cognitiva del protagonista a quanto è

successo.

-produzione:per la valutazione della produzione verbale,il racconto è stato valutato attraverso i 6

punteggi relativi all'esplicitazione dei singoli elementi della grammatica delle

storie(ambiente,EI,RI,T,C,RE).L'attribuzione del punteggio varia da 0 a 3 in base alla correttezza e

completezza delle categorie prodotte.

- comprensione: la comprensione verbale viene analizzata mediante 6 domande con cui si cerca di

valutare quanto il b abbia compreso degli elementi più significativi del racconto e i nessi temporali

e causali che legano gli eventi della storia. Poi viene attribuito un punteggio da 0 a 3,in base alla

completezza e correttezza delle risp fornite. Sia nelle prove di produzione che in quelle di

comprensione, viene anche valutata la presenza di:

-atipie:stravolgimenti con contenuto inerente alla storia stessa;possono essere Lievi o Gravi

-aggiunte:eventi narrati in più dal b rispetto alla storia e si dividono in Positive,Lievi e Gravi.

5.VALUTAZIONE E SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ

Per valutare lo sviluppo affettivo e la personalità de bambini vengono utilizzati metodi e strumenti

proiettivi. Tali metodi si chiamano così in quanto si basano sul meccanismo psicologico della

proiezione introdotto da Freud che consiste nell’attribuire ad altri o al mondo esterno sentimenti e

qualità proprie mediante un processo difensivo inconscio. Freud considerava la proiezione una

difesa dell’Io da aspetti di sé stessi inaccettabili che mediante questo meccanismo venivano

attribuiti ad altri. Sebbene la denominazione di test proiettivi sia stata concepita indicando una

prevalenza in questi strumenti del meccanismo di difesa descritto, successivi studi hanno messo in

luce come le risposte a questi test possano rilevare altri meccanismi di difesa come la rimozione o la

negazione. L’uso dei test proiettivi in età evolutiva e in psicopatologia dello sviluppo impone la

riflessione sulle caratteristiche della personalità di un bambino che cresce. Nel caso del bambino si

fa riferimento a come egli rappresenta se stesso, i suoi desideri, i conflitti con i genitori e come

manifesta la forza dell’Io e le sue difese. Le risposte al test non sono una rappresentazione diretta

degli aspetti della personalità del bambino poiché nel test convergono distorsioni e difese. Le

distorsioni caratterizzano il processo di proiezione ma sono anche in relazione e condizionate dal

livello maturativo delle difese quindi se da un lato le tecniche proiettive aiutano l’espressione

dell’immaginazione della fantasia degli aspetti regressivi, dall’altro mobilitano le difese proprio

contro i medesimi contenuti immaginati. Le tecniche proiettive forniscono elementi utili per capire

la qualità delle rappresentazioni che il bambino ha di se stesso e degli altri. Tuttavia poiché in età

evolutiva la psicopatologia nasce dall’incontro problematico tra il bambino e l’ambiente relazionale

è difficile capire quando il disagio è solo indice di vulnerabilità e quando può diventare

l’organizzatore di un disturbo definito, quando il sintomo è un limite o quando rappresenta un

movimento di crescita. Nel corso della crescita i bambini sviluppano la capacità di esprimere i

propri vissuti emotivi con il gioco, il disegno e per raccontare le proprie emozioni e la propria storia

affettiva. Verso i 4 anni i bambini cominciano a raccontare e da questa età possiamo somministrare

i test proiettivi di tipo verbale. Condizione essenziale perché un test possa chiamarsi proiettivo è che

la situazione stimolo proposta al soggetto sia poco strutturata, ambigua e senza un significato

preciso: infatti è nel processo di costruzione del materiale non strutturato che il soggetto rivela la

dinamica della propria organizzazione di personalità. Le tecniche proiettive si suddividono in test

grafici basati sul disegno (DdF) test tematico costruttivi basati sul racconto e/o costruzione (CAT,

TAT E PN) test strutturali basati sulle macchie (Rorscharch) e test di completamento di racconti

/frasi/ parole (asct) Le richieste “disegna una famiglia” o “racconta un storia” presuppongono che il

bambino abbia il controllo delle abilità visuo-percettive, linguistiche e delle funzioni simbolico

rappresentative.

IL DISEGNO

La conoscenza delle tappe di sviluppo grafico-simbolico del bambino è un prerequisito necessario

per interpretare il disegno del bambino nell’assessment psicodiagnostico. I disegni del bambino

cambiano in relazione allo sviluppo cognitivo del bambino e allo sviluppo globale della sua

personalità. Secondo Luquet un bambino inizia a disegnare quando traccia dei segni con

l’intenzione di rappresentare qualcosa. Sono due i presupposti perché nell’attività grafica possa

comparire un intenzionalità rappresentativa e sono l’acquisizione della capacità rappresentativa che

segue le fasi dello sviluppo mentale e la capacità di comprendere il valore simbolico dei segni

grafici. Luquet ha individuato alcune fasi evolutive del disegno infantile ancora oggi riconosciute:

fino ai 3 anni c’è la fase del realismo fortuito in cui il bambino inizia a guardare le proprie

produzioni grafiche cercando un analogia tra esse e una cosa reale, dai 3 ai 5 anni c’è la fase del

realismo mancato in cui il bambino decide quale oggetto rappresentare prima di eseguire il disegno

ma spesso ne risultano disegni incomprensibili anche a lui, dai 5 ai 7-8 anni c’è la fase del realismo

intellettuale in cui il bambino riesce ad eseguire disegni somiglianti alla realtà ma il disegno

contiene tutti gli elementi reali dell’oggetto senza la considerazione della prospettiva per cui se si

guarda da una parte certi elementi non sono visibili, verso gli 8-9 anni nella fase del realismo visivo

il bambino si rende conto delle contraddizioni tra il suo disegno e la realtà e cerca di adottare

un’unica prospettiva rappresentando ciò che è visibile per lui. A 3 anni il bambino produce il primo

abbozzo di figura umana nel disegno del noto “uomo testone” un cerchio con occhi, bocca, naso e

linee per braccia e gambe. Dai 4 anni il 50% dei bambini produce un disegno della figura umana

riconoscibile. Intorno ai 5-6 anni compaio schemi grafici più maturi con la differenziazione sessuale

dei personaggi, possono invece permanere fino a 8 /10 anni schemi più primitivi come la

trasparenza, espressione del pensiero concreto del bambino che disegna ciò che sa piuttosto che ciò

che vede. Soltanto dopo i 7 anni il bambino è in grado di crearsi un’idea grafica del movimento. Dai

13-15 anni i disegni raggiungono un grado di completezza pari a quello dell’adulto. Machover ha

utilizzato per la prima volta il test del disegno di una persona Draw A Person (DAP) come test

proiettivo. Si presenta al bambino un foglio, una matita e una gomma e si chiede di disegnare una

persona, senza specificare né sesso né età. Quando il bambino finisce il disegno gli si chiede sesso

ed età, poi si dà un altro foglio e gli si chiede di disegnare una persona di sesso opposto. Al termine

dell’esecuzione viene fatta una breve inchiesta per definire i personaggi, età, la loro possibile

relazione e cosa stanno facendo. Si prende nota del tempo impiegato e di eventuali commenti

spontanei del bambino. Nell’analisi del DAP si tiene conto degli aspetti formali come la grandezza,

la posizione e l’espressione, la presenza di dettagli dell’immagine corporea, la dimensione della

figura rispetto al foglio, degli aspetti grafici come il tratto, la pressione e l’ombreggiatura, degli

aspetti di contenuto come la completezza del vestiario, i dettagli e omissioni di parti del corpo. Nel

disegnare una persona è possibile proiettare l’immagine di sé, il sé ideale, la rappresentazione di un

altro significativo. Per quanto riguarda i bambini è necessario ricordare che essi tendono a

rappresentare il loro vissuto attuale in quanto stanno costruendo la loro identità in rapporto alle

figure genitoriali: alcuni bambini possono rappresentare non solo figure in cui si identificano ma

anche figure con cui hanno un rapporto conflittuale. La presenza o meno di figure adulte rimanda a

un sereno rapporto con il mondo esterno mentre un bambino ansioso, concentrato su se stesso,

può disegnare la propria immagine con una aderenza alla realtà del suo corpo.

TEST GRAFICI: IL DISEGNO DELLA FAMIGLIA

Il DdF è un test proiettivo che permette al clinico di entrare in contatto con la percezione che il

bambino ha di sé, delle figure genitoriali e di entrare in contatto con alcuni indicatori di sviluppo in

merito all’organizzazione mentale. La rappresentazione grafica della famiglia è espressione

dell’esistenza di un modello interno nella mente del bambino che offre l’opportunità di

comprendere i modi con cui sono stati interiorizzati gli oggetti della relazione. La valutazione della

personalità che propone il test è basata sulla teoria psicoanalitica: il DdF valuta l’immagine che il

bambino ha di sé, la sua collocazione all’interno del nucleo familiare e la qualità delle relazioni

oggettuali, i conflitti e le difese. È adatto a essere utilizzato con soggetti dai 6 anni in poi. Il

materiale è costituito da una matita, una gomma e dei fogli formato A4. La somministrazione nel

lavoro clinico deve essere individuale e non prevede limiti di tempo. Esistono diverse modalità di

somministrare il disegno della famiglia: disegno della famiglia immaginaria, disegno della famiglia

cinetica, disegno della famiglia animale. La consegna “Disegna una famiglia inventata” favorisce il

processo primario del pensiero legato all’inconscio: il modo in cui il bambino esegue il disegno è

importante quanto il prodotto finale e lo psicologo deve prendere nota dei commenti spontanei del

bambino, delle reazioni emotive durante l’esecuzione, del punto del foglio in cui il bambino inizia a

disegnare, dell’ordine dei personaggi, delle esitazioni e del tempo di latenza prima di iniziare a

tracciare i personaggi, del tempo impiegato per ogni personaggio e del tempo impiegato per l’intero

disegno. Dopo il disegno si procede con l’inchiesta: lo psicologo chiede al bambino di parlargli

della famiglia che ha disegnato, di specificare il ruolo, il sesso e l’età di ogni personaggio. Inoltre

viene chiesto al bambino chi è il più simpatico, chi il meno simpatico, chi il più felice e chi il meno

felice e perché e attraverso il metodo delle preferenze e identificazioni si chiede al bambino chi

vorrebbe essere e chi non vorrebbe essere. Bisogna ovviamente conoscere la composizione reale del

nucleo familiare del bambino in esame. Nella valutazione bisogna tener conto del livello grafico che

indica lo stile cognitivo e la disposizione affettiva (tratto, ombreggiature, cancellature, pressione,

parte del foglio occupata dal disegno) del livello di contenuto (composizione della famiglia,

valorizzazione/svalorizzazione, collocazione del bambino rispetto ai famigliari) e del livello

formale (caratterizzazione dei personaggi, precisione e articolazione dello schema corporeo). Le

variabili prese in considerazione per l’interpretazione sono la grandezza che è un criterio di

valorizzazione di un personaggio rispetto ad un altro, la collocazione delle figure nel disegno che si

riferisce a come il bambino usa lo spazio del foglio per collocare sé stesso e le altre figure: la

vicinanza con alcuni personaggi indica sia il rapporto vissuto con quel personaggio sia un bisogno

affettivo. L’omissione o l’aggiunta di personaggi indica il livello di conflittualità con il personaggio

tralasciato, se vengono omessi i genitori è segno di grave angoscia relazionale, se viene introdotto

un personaggio nuovo o un animale immaginario può indicare la presenza di desideri e bisogni

affettivi da soddisfare, mentre l’omissione di se stessi è considerata espressione di marcati vissuti di

inadeguatezza e autosvalorizzazione. Il meccanismo utilizzato è quello della negazione.

L’omissione di parti del corpo o deformazione del corpo indica una deprivazione affettiva o un

grave conflitto familiare, l’assenza di particolari indica inibizione emotiva e inibizione nella

comunicazione affettiva. Nell’interpretazione sono importanti le identificazioni: la scelta da parte

del bambino di un personaggio che rappresenta le sue aspirazioni è un’identificazione di desiderio,

ma il bambino può esprimere un’identificazione di difesa per esempio se si identifica con un padre

autoritario e forte che punisce o può esprimere un’identificazione sul piano di realtà quando si

identifica con sé stesso. Anche disegnare un personaggio per primo è un indicazione della scelta di

identificazione. In una ricerca il Ddf è stato somministrato a un gruppo di bambini maltrattati e a un

gruppo di controllo composto da bambini con sviluppo tipico ed è stato evidenziato che: La

maturità grafico-rappresentativa è inferiore nei bambini maltrattati rispetto ai bambini con sviluppo

tipico. Nel gruppo di bambini maltrattati lo schema corporeo è accennato, stilizzato e mancano i

particolari. La povertà grafica e l’immaturità del disegno sono indicatori di una sofferenza che

investe le funzioni mentali nell’ambio simbolico-rappresentativo. Nel gruppo di bambini con

sviluppo tipico i disegni sono articolari il corpo è ricco di particolari le figure complete e adeguate

all’età. Identificazioni I bambini maltrattati nel 67% si identificano con sé stessi ed escludono i

genitori dalle loro scelte indice che si devono distaccare dagli adulti che vedono come inaffidabili e

aggressivi. I bambini con sviluppo tipico si identificano nel 50% dei casi con i genitori e anche con

i fratelli Personaggi omessi/aggiunti I bambini maltrattati omettono i genitori e aggiungono

personaggi esterni al gruppo familiare, oggetti, animali e coetanei mentre i bambini con sviluppo

tipico non omettono i genitori che invece vengono valorizzati. Vicinanza affettiva Nei bambini

maltrattati si assiste ad una negazione dei legami primari: questi bambini si disegnano isolati come

indice di un vuoto relazione i bambini con sviluppo tipico invece si disegnano vicino o in mezzo

alla coppia genitoriale. Omissioni parti del corpo /deformazioni del corpo Nei bambini maltrattati è

frequente l’omissione o la deformazione del volto: la deformazione rimanda a un corpo fisicamente

attaccato espressione di angoscia relazionale. L’abuso fisico risulta dunque esprimersi attraverso

un’alterata e distorta rappresentazione dell’immagine corporea, un’immagine poco consistente,

fragile e priva del rispecchiamento fornito da genitori responsivi. Nei bambini con sviluppo tipico la

rappresentazione del corpo è adeguata all’età di sviluppo. Il DdF deve essere inserito in un

articolato percorso di valutazione in quanto dal disegno non si potrà risalire alle cause anche in

presenza del più angosciante prodotto grafico di un bambino: si può riconoscere il grave disagio ma

non collegarlo a un fatto specifico. Il test permette di comunicare disagi emotivi che non possono

essere comunicati con le parole

IL COMPLETAMENTO DI STORIE NELLA VALUTAZIONE DELL’ATTACCAMENTO

L’ASCT valuta la qualità delle relazioni di attaccamento del bambino (MOI) secondo i principi

della teoria di attaccamento. Si può somministrare a bambini dai 3 agli 8 anni fino anche agli 11

anni. Il test può essere utilizzato in tutte quelle situazioni in cui sia rilevante valutare la qualità

dell’attaccamento del bambino. Il materiale include una casetta giocattolo o un piano su cui viene

posta una famiglia Playmobil composta da padre, madre, nonna, bambino più grande e bambino più

piccolo e da un cane. I bambini sono dello stesso sesso del soggetto esaminato. I personaggi

possono essere posizionati chiaramente dai bambini: il materiale è disposto secondo le istruzioni di

ogni singola storia. Le storie indagano vari temi tra cui la trasgressione delle regole e la visione del

genitore come figura di autorità (succo di frutta caduto), la perdita e la riunione con i genitori

(viaggio e ritorno dei genitori), l’empatia nei confronti della madre (mal di testa tv), la lealtà nei

confronti degli amici, il tema edipico (disegno per mamma o papa?) il conflitto edipico l’esclusione

e l’obbedienza (vai via, da soli si baciano) la capacità di risoluzione di conflitti tra pari senza/con

l’intervento dei genitori (scelta tra amico o fratello nel gioco), il conflitto tra la disciplina impartita

dal genitore e il suo atteggiamento di cura (il sugo bollente) la risposta del bambino al conflitto

genitoriale (litigio dei genitori per le chiavi) la trasgressione delle regole e la vergogna (ruba

caramelle viene scoperto) l’obbedienza alla madre vs l’empatia fraterna (cerotto su

mensola/biscotto non dirlo a mamma). La somministrazione è individuale, l’intera procedura viene

videoregistrata e successivamente trascritta per la codifica. Sono importanti la connotazione

emozionale dell’azione (aggressiva, arrabbiata gentile), il tono di voce e le espressioni emozionali

del bambino. Prima della somministrazione della procedura è necessario che si sia creato un

rapporto tra l’intervistatore e il bambino attraverso il gioco libero. Il genitore può essere presente

solo durante questa fase di familiarizzazione poi durante la somministrazione deve uscire dalla

stanza. L’operatore chiede al bambino di giocare insieme al lui e di aiutarlo a raccontare delle storie

sulle situazioni che gli proporrà. La consegna (che cosa succede adesso? raccontami come va avanti

la storia) dopo una fase di riscaldamento è che il bambino deve mostrare all’intervistatore cosa

succederà in seguito. L’interpretazione delle storie è basata sull’ipotesi che la capacità di discutere i

temi dell’attaccamento in maniera aperta e coerente dipenda dalla sicurezza dei modelli operativi

interni del sé e dell’altro e quindi avviene sulla base del contenuto della storia, della coerenza

narrativa e della descrizione dei personaggi. I sistemi di codifica del completamento di storie fanno

riferimento a 4 aree principali 1) il contenuto o il tema della storia 2) la coerenza del tema 3)

l’espressione emozionale 4) l’interazione con l’intervistatore. La valutazione di tipo qualitativo

permette l’attribuzione a una delle categorie principali dell’attaccamento (sicura, evitante,

ambivalente, disorganizzata). Ogni storia viene codificata in due modi a) attribuzione di una

classificazione secondo i contenuti messi in scena. La relazione si classificherà come Sicura se il

protagonista della storia viene descritto come meritevole e importante e la relazione con il genitore

affettuosa, se è presente un comportamento di empatia e lealtà nelle situazioni difficili e se il

bambino si rivolge al genitore per ottenere sicurezza. L’esito della storia è positivo e il racconto è

coerente. Evitante se il protagonista viene descritto come isolato o rifiutato e non viene data

importanza alla relazione. Il bisogno di aiuto può venire negato o la storia ha un esito negativo, il

bambino sembra non provare difficoltà nel raccontare la storia. Ostile /negativa (disorganizzato) se

il protagonista viene coinvolto in comportamenti violenti, ostili negativi o bizzarri o se è la

relazione con la famiglia ad avere queste caratteristiche. b) si valutano le caratteristiche della

narrazione dando alti punteggi a storie fluide e bassi punteggi se il bambino evita il tema.

TEST PROIETTIVI TEMATICI

Nelle prove proiettive tematiche il bambino deve narrare delle storie partendo da stimoli figurativi

basati su situazioni familiari e identificabili. In generale la consegna “immaginare una storia a

partire dalla tavola” richiede di elaborare una storia coerente e contemporaneamente di lasciare

libero corsa all’immaginazione e alla fantasia del bambini. I test tematici offrono un trampolino

rispetto all’argomento e la figura può aiutare nel caso di inibizione emotiva o intellettiva. Le

produzioni del bambino nelle storie possono riflettere desideri, tendenze, atteggiamenti personali,

ma anche questi ultimi sono modellati da meccanismi di difesa. Il CAT e il PN comportano

sollecitazioni su temi pre-edipici, mentre il TAT mira ad individuare lo sviluppo delle relazioni

oggettuali e la mobilitazione di difese più mature.

PATTE NOIRE

È un test proiettivo tematico per bambini da 4 a 12 anni. Si fonda sull’ipotesi che i bambini si

identifichino con gli animali, in questo caso un maialino con la sua famiglia. Il PN si propone di

esplorare la personalità profonda, i conflitti interiori e le motivazioni inconsce del comportamento

del bambino. Il test si basa sulla teoria psicoanalitica, facendo riferimento alla personalità e alla

teoria delle istanze psichiche Io, Es e Super Io. Il materiale è costituito da 18 tavole più l’immagine

del frontespizio che viene presentata sempre all’inizio della somministrazione. Ogni tavola si

propone di sollecitare specifiche tematiche. Il test si propone di evidenziare gli stadi evolutivi della

teoria psicoanalitica: orale (incertezza, cucciolata, capra, poppata I e II) edipica (abbraccio, sogno

della madre, sogno del padre, notte) aggressività (oca, baruffa) aggressività verso i genitori (trogolo,

giochi nel fango, capra) rivalità fraterna (cucciolata, oca, poppata II, baruffa, carretto)

dipendenza/indipendenza (carretto, partenza) colpevolezza (buca, oca, carretto ) rapporto con il

padre (scaletta). La somministrazione che richiede 1 ora e ½ è individuale e prevede diverse fasi: 1)

presentazione del frontespizio dopo aver messo a propri agio il bambino gli si mostra il frontespizio

con l’immagine in cui sono rappresentati 5 maialini e si sottolinea che si tratta di un gioco e che il

bambino può indicare sesso età e ruolo di ciascun personaggio 2) racconto spontaneo si presentano

tutte le tavole del test (tranne quella della fata) in ordine sparso e si invita il bambino a scegliere

quelle che preferisce e a raccontare un storia sulle avventure di PN. Se vuole il bambino può

raccontare anche le tavole che ha scartato 3) fase della proiezione/identificazione terminato il

racconto si riuniscono tutte le immagini sia quelle accettate che quelle rifiutate e si chiede al

soggetto di dividerle in due gruppi quelle che gli piacciono e quelle che non piacciono, quindi

mostrando quelle amate si chiede quella che piace più di tutte e si chiede quale personaggio

vorrebbe essere. Si procede chiedendo la successiva preferita e la relativa identificazione. Si

procede in questo modo anche con le tavole meno amate chiedendo qual è quella che piace di meno

e chi vorrebbe essere il soggetto 4) domande di sintesi Infine per indagare i sentimenti del bambino

verso i vari personaggi della storia si procede con l’inchiesta, per tutte le domande si chiede il

perché: chi è il più/meno felice? chi è il più/meno simpatico? Il padre preferisce qualcuno della

famiglia? La madre? E i maialini bianchi? E PN? Tu chi preferisci? Che cosa diventerà PN? Che

cosa farà da grande? Che cosa pensa PN della sua macchia nera? 6)presentazione della tavola della

fata Si spiega al bambino che si tratta della fata buona di PN e si invita a indovinare quali desideri

potrebbe rivolgerle PN. I desideri ovviamente sono attribuibili al bambino. L’interpretazione

dovrebbe seguire una doppia strada: rintracciare i vissuti che il soggetto esprime rispetto ai suoi

temi conflittuali e decifrare le difese che mascherano tali conflitti. È necessario confrontare la

composizione della famiglia di PN, che corrisponde a una famiglia desiderata, con l’organizzazione

della famiglia reale. Per ogni immagine si deve trascrivere l’identificazione e il rifiuto del soggetto.

La tavola preferita rappresenta la situazione sulla quale il soggetto investe maggiormente e che il

tema lo riguarda da vicino anche se accompagnato da affetti negativi che turbano il soggetto.

Vengono conteggiate le identificazioni con ciascuno dei personaggi della storia e le eventuali

elusioni con oggetti marginali della narrazione (fiore, scoiattolo, luna): si definiscono

identificazioni di tendenza quando il soggetto realizza un identificazione con l’eroe dell’azione

principale o identificazioni di elusione quando il soggetto fugge dal tema identificandosi con

personaggi marginali all’azione principale, con oggetti o rifiutando di identificarsi. Il test permette

di evidenziare i meccanismi di difesa utilizzati che vengono individuati in seguito al rifiuto

dell’immagine, al rifiuto affettivo dell’immagine, al rifiuto di identificarsi con l’eroe. Quando i

meccanismi di difesa sono molto accentuati il bambino tende a identificarsi con uno dei protagonisti

non responsabili dell’accaduto. L’immagine di sé si deduce attraverso la connotazione positiva o

negativa delle prospettive per il futuro di PN, l’attribuzione di significato alla macchia e i desideri

della fata oltre che dalla qualità delle azioni di PN. Il resoconto finale si propone di descrivere le

istanze di personalità del soggetto, l’immagine di sé, le rappresentazioni dei genitori, i conflitti e le

difese.

THEMATIC APPERCEPTION TEST – TAT

È un test proiettivo tematico e valuta lo sviluppo psichico e della personalità. La valutazione della

personalità che propone il test fa riferimento alla teoria dei bisogni di Murray e/o alla teoria delle

relazioni oggettuali. Murray ritiene che il test sia somministrabile dai 4 anni in poi, ma prevale

l’opinione di non usarlo sotto gli 11 anni. È necessario prima di somministrare il TAT stimare le

capacità del bambino di inventare una storia coerente a partire da immagini che rappresentano

situazioni interpersonali relativamente complesse. Il materiale include 31 tavole (30 in bianco e in

nero e una tavola bianca) che rappresentano un ampia gamma di situazioni con immagini dal

significato ambiguo e che variano in funzione del sesso e dell’età del soggetto (maschi adulti,

femmine adulte, ragazzi e ragazze sotto i 14 anni). La consegna implica la creazione di una storia

che ha per oggetto ciò che il soggetto crede stia avvenendo nella figura della tavola: “per ognuna di

queste figure dovrai inventare una storia , devi raccontare quello che sta succedendo nella figura,

che cosa è successo prima e come va a finire la storia” nella storia sono presenti quindi elementi del

passato, del presente e del futuro. In seguito attraverso l’inchiesta si chiariscono i passaggi poco

chiari o se viene dimenticato un elemento della storia, per esempio il finale, viene richiesto in

questa fase. La durata del test dipende dalla lunghezza delle storie create. La somministrazione è

individuale e le risposte devono essere trascritte per intero insieme alla note sul comportamento

tenuto dal soggetto durate la somministrazione del test come esclamazioni, pause, grado di

coinvolgimento e cambiamento nell’inflessione della voce. La registrazione è funzionale quindi a

valutare le reazioni del soggetto alle tavole. Ci sono vari sistemi di scoring. Il TAT è stato

sviluppato da Murray sulla base dei costrutti della sua teoria sui bisogni-pressioni della personalità.

L’autore sostiene che il comportamento della persona sia il prodotto di forze interne (bisogni) e

forze esterne ovvero influenze ambientali (pressioni) che l’individuo deve integrare per poter

ottenere uno stato di benessere psicologico. La loro interazione dinamica è all’origine dei temi

significativi nella storia di ogni persona: l’identificazione di questi temi è possibile attraverso

l’analisi delle narrazioni e dell’immaginazione del soggetto. Il metodo raccomandato da Murray per

l’analisi del contenuto delle storie del TAT si fonda sull’individuazione in ciascun avvenimento

delle forze provenienti dal protagonista e delle forze provenienti dall’ambiente. Il primo passo per

analizzare la storia è individuare il personaggio con cui il soggetto sembra essersi identificato cioè

l’eroe, il secondo passo consiste nell’osservare quello che ciascun personaggio sente, pensa, teme e

fa classificando le reazioni degli eroi in base alle finalità dell’azione cioè i suoi bisogni e le reazioni

degli stessi alle pressioni ambientali: queste interazioni tra bisogni e pressioni vengono esaminate in

base ai loro risultati (successi o fallimenti del protagonista) formando un unità di analisi che Murray

definisce tema semplice. Il metodo di interpretazione di BELLAK si basa sull’analisi del contenuto

delle storie. I soggetti reagiscono a queste situazioni come se fossero reali e per questo possono

esprimersi con maggiore libertà senza aderire alle norme di comportamento convenzionali: le loro

risposte quindi riveleranno il loro sentimenti più autentici. Il TAT permette dunque di comprendere

i modelli attuali del comportamento sociale e di ricostruire la loro genesi. SHENTOUB si discosta

dal metodo di Murray e individua nelle tavole del test un contenuto manifesto e un contenuto latente

e proprio ponendosi nell’ottica del contenuto latente che l’autrice considera le tavole come

configurazioni del fantasma edipico. L’autrice analizza i procedimenti discorsivi ovvero le modalità

di espressione linguistica utilizzati dal soggetto per la costruzione delle storie: questi riflettono

differenti modi di funzionamento mentale e le modalità difensive utilizzate nell’affrontare ed

elaborare specifiche situazioni conflittuali e riflettono il rapporto dinamico tra processo primario e

processo secondario ovvero tra il controllo degli affetti e l’emergere delle fantasie e della scarica

affettiva. Inoltre si valuta la leggibilità del racconto: se è buona si è di fronte a un lavoro armonioso

tra le strutture inconsce e consce e ad un organizzazione mentale ricca e normativa che si manifesta

attraverso storie strutturate, a meccanismi di difesa adeguati per elaborare il conflitto e ad affetti

legati alla rappresentazioni. Westen propone la Social Cognition And Object Relations Scale per la

valutazione multidimensionale delle social cognition e delle relazioni oggettuali attraverso l’analisi

qualitativa e quantitativa delle produzioni TAT. La Scors è composta da 4 scale: complessità delle

rappresentazioni degli altri cioè la tendenza a rappresentare gli altri in modo ricco ed elaborato

distinguendo le loro esperienze e i loro punti di vista soggettivi tono affettivo dei paradigmi

relazionali cioè la qualità affettiva del mondo oggettuale e delle aspettative interpersonali e va da

malevolo a benevolo capacità di investimento emotivo nelle relazioni e negli standard morali cioè la

tendenza alla gratificazione dei propri bisogni vs l’investimento in valori ideali e relazioni

reciproche e comprensione della causalità sociale cioè la tendenza ad attribuire le cause dei

comportamenti ai pensieri e alle emozioni in modo complesso logico e accurato. A eccezione del

tono affettivo le altre scale valutano lo sviluppo delle dimensioni da un livello primitivo a un livello

relativamente maturo. Alcune ricerche con questo strumento hanno rilevato un alta correlazione tra

le esperienze di abuso sessuale e un mondo oggettuale eccessivamente malevolo e una scarsa

capacità di investire emotivamente le relazioni e gli standard morali (orientamento alla

gratificazione dei propri bisogni). La Scors di Westen si sta affermando come griglia interpretativa

valida.

CHILDREN’S APPERCEPTION TEST – CAT

È un test proiettivo tematico creato da Leopold e Bellack come estensione verso il basso del TAT

per studiare la personalità dei bambini dai 3 ai 10 anni, le loro difese e i conflitti tipici dell’età

evolutiva facendo riferimento alla teoria psicoanalitica. Il materiale è comporto da 10 tavole in

bianco e nero con diverse sfumature di grigi che riproducono immagini di animali domestici o

selvatici, alcuni antropormorfizzati altri tipicamente animali, in diverse situazioni tipicamente

umane (solo in due tavole sono tipicamente animali). La somministrazione è individuale e nella

consegna (“adesso faremo un gioco in cui racconteremo delle storie, ti mostrerò delle figure e tu

racconterai una storia su ciascuna dei queste figure”) si spiega al bambino che dovrà raccontare una

storia a partire dalle immagini che gli verranno presentate. Il bambino verrà invitato a dire per

ciascuna di queste figure cosa è accaduto prima e cosa accadrà in seguito. Le tavole andranno

presentate secondo l’ordine prestabilito. Le storie narrate devono essere trascritte accuratamente

annotando osservazioni relative al comportamento del bambino durante la prova. La durata varia da

caso a caso in base alla lunghezza delle storie narrate. Il CAT si propone di esplorare temi classici

della teoria psicoanalitica relativi all’oralità, alla fase anale, al rapporto con i genitori come coppia e

alla triangolazione edipica, alla rivalità fraterna e alla pulizia. Rispetto a ogni tavola l’analisi prende

in considerazione tre dimensioni principali: 1) struttura inconscia e bisogni fondamentali che si

valutano a partire dal tema principale, dall’eroe principale, dai bisogni e pulsioni dell’eroe 2) idee

riguardo la realtà e percezione di persone significative in riferimento alla variabili concezione

dell’ambiente, atteggiamenti verso le figure parentali, i pari e le figure più giovani 3) dimensioni

rilevanti della personalità che si valutano in riferimento alle variabili conflitti significativi, natura

dell’angoscia, principali difese contro l’angoscia e le paure, integrità dell’Io e adeguatezza del

Super Io. Le 11 variabili che vengono valutate sono: il tema principale che accomuna più storie,

l’eroe principale cioè il personaggio attorno al quale ruota la storia (in genere è il personaggio in cui

il bambino si identifica), come sono visti gli altri personaggi come li vive, come si relaziona e

reagisce rispetto ad essi, l’identificazione del bambino con un membro della famiglia e il tipo di

identificazione (età, sesso) introduzione di oggetti personaggi e particolari circostanze (vigili),

oggetti e personaggi omessi nella tavola, natura dell’ansietà per esempio paura di solitudine, della

perdita del’affetto e dell’approvazione di figure significative, paura delle punizioni e paura del

dolore fisico, conflitti importanti, punizione della colpa che esamina il livello di sviluppo del Super-

Io valutando il rapporto tra la colpa commessa e la gravità della punizione inflitta, sviluppo delle

storie che serve ad indagare se la storia finisce bene, in modo realistico e ottimistico oppure al

contrario, livello di maturazione valutato sulla base dell’uso del linguaggio e del livello di

strutturazione e di concettualizzazione espressi nel racconto delle storie. Il test valuta le funzioni

esame di realtà, capacità di giudizio, senso di realtà, regolazione e controllo delle pulsioni, relazioni

oggettuali, processo di pensiero, funzionamento difensivo, funzionamento autonomo e capacità di

gestire gli eventi. L’analisi del racconto si articola su tre livelli: livello formale (caratteristiche della

narrazione, lunghezza della storia, articolazione del racconto) livello di contenuto (temi evocati

dalle tavole e contenuti narrati) livello psicodinamico di tipo qualitativo - interpretativo: si basa

sulla distinzione tra contenuto manifesto e latente analizzando il conflitto evocato e le difese usate

per fronteggiarlo. Il conflitto viene classificato in non identificato, identificato ma evitato,

identificato e risolto male, identificato e ben risolto.

TEST PROIETTIVI STRUTTURALI : TEST DI RORSCHACH

È un test di personalità che valuta l’organizzazione della personalità nel suo complesso e non

singoli tratti di essa. Si può somministrare a partire dai 6 anni anche se è un test nato per gli adulti.

Leichtman propone una definizione secondo cui l’approccio del bambino al Rorscharch è

caratterizzato da un processo di sviluppo che procede per stadi : il primo stadio a 2-3 anni è

connotato da un modello perseverativo in cui il bambino ripete la stessa interpretazione per ogni

tavola, il secondo stadio a 3 -4 anni è caratterizzato da uno stile confabulatorio in cui il bambino

tende a produrre più risposte ma sovrapponendole e seguendo un processo che procede per

associazioni e non per legami logici. È solo nel terzo stadio a 5-7 anni che si può applicare il test

come tecnica psicodiagnostica. Il test si compone di 10 tavole standardizzate che riproducono

immagini simili a quelle che si ottengono facendo cadere gocce di inchiostro su un figlio che poi si

piega in due. Delle 10 tavole, 5 sono acromatiche e presentano le caratteristiche del chiaroscuro,

due sono caratterizzate da un bicromatismo rosso /nero e tre sono colorate. La

somministrazione è individuale e non prevede limiti di tempo ma deve essere applicata dopo un

colloquio clinico finalizzato alla raccolta anamnestica. La consegna è “adesso le farò vedere delle

figure dovrebbe dirmi che cosa ci vede, a che cosa potrebbero assomigliare. Non ci sono risposte

buone o cattive, ha tutto il tempo che vuole. Quando non vede più niente mi può ridare la tavola

così passiamo a quella successiva”. Le tavole devono essere presentate nel loro ordine dal I alla X

senza interruzioni. L’esaminatore deve riportare su un foglio tutto quello che il soggetto dice

annotando anche il comportamento non verbale: per ogni tavola vanno annotati i tempi di latenza

(tra la consegna della tavola e la prima interpretazione) e il tempo totale (tra la consegna e la

restituzione della tavola). Alla fine va condotta l’inchiesta: si ripresentano le tavole e si chiede al

soggetto in quali particolari ha visto l’immagine che ha riferito. Ogni risposta deve essere tradotta in

una sigla secondo quattro categorie: localizzazione che considera l’area della macchia in cui è stata

vista la risposta e può essere globale G se è stata considerata l’intera macchia nella sua globalità o

risposta di dettaglio D se si riferisce solo a una parte, o piccolo dettaglio Dd se la parte è molto

ridotta. C’è anche la possibilità che il dettaglio sia intramaculare Dim cioè uno spazio bianco che in

genere viene considerato sfondo. La determinante valuta che cosa abbia indotto la risposta tra la

forma F il colore C il movimento M o il chiaroscuro Clob, il contenuto cioè cosa rappresenta

l’immagine vista può essere umano H animale A oggetto Obj una parte anatomica Anat una

costruzione architettonica Arch o piante Bot e la frequenza che si riferisce alla frequenza della

risposta data nella popolazione ci sono quindi risposte banali o volgari V oppure Originali O.

esistono poi due grandi categorie gli Choc e le Manifestazioni particolari che si riferiscono alla

verbalizzazione delle risposte per esempio la risposta “un orso che si riflette nell’acqua” è una

manifestazione particolare. La siglatura delle risposte dà luogo alla costruzione degli Indici su cui si


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Mary1789

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Psicologia Clinica dello Sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Metodi e Strumenti di Valutazione in Psicopatologia dello Sviluppo di Lucarelli, Piperno e Balbo.
Gli OBIETTIVI specifici della valutazione in età evolutiva sono 1) identificare le ragioni e i fattori che hanno portato il bambino alla valutazione 2) ottenere un quadro del funzionamento evolutivo del bambino sia rispetto ai punti di forza che alle difficoltà 3) capire quali sono i fattori individuali, ambientali e familiari che influenzano le difficoltà del bambino diminuendole e supportandole 4)
stabilire se è presente un anomalia dello sviluppo e nell’eventualità fare una diagnosi differenziale 5) se necessario un trattamento sviluppare le linee guida del percorso terapeutico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienza dell'educazione e della formazione (MESSINA, NOTO)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary1789 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Filippello Pina.

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