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7 RELAZIONE D’AIUTO OPERATORE/BAMBINO…..Pag 23

RELAZIONE D’AIUTO

8 OPERATORE/ADOLESCENTE

…………………………………………………………….Pag 24

RELAZIONE D’AIUTO OPERATORE/ANZIANO….Pag

9 25

RELAZIONE D’AIUTO OPERATORE/PERSONA

10 CON

HANDICAP………………………………………………Pag 26

11 RELAZIONE D’AIUTO OPERATORE/ MALATO

TERMINALE……………………………………………Pag 27 3

Premessa

Ho scelto quest’argomento perché vorrei sottolineare

l’importanza della relazione tra paziente e infermiere e i

benefici che può apportare una buona relazione d’aiuto

nel processo preventivo, curativo ,palliativo ed educativo

esercitato dall’operatore. Penso che molto spesso ci si

dimentichi che il paziente è anche una persona e deve

quindi essere considerato come tale e la relazione

terapeutica ci aiuta in questo. La mia tesina non si

sofferma però solo sulla relazione tra i due protagonisti,

ma anche su tutti quei piccoli aspetti in essa implicati che

ancora non ho avuto modo di sperimentare nel mio

tirocinio clinico. 4

INTRODUZIONE

Oggi, il lavoro in istituzioni socio-sanitarie pone agli operatori

problemi molto particolari infatti, le dinamiche che si vengono a

creare ,sono molto diverse da quelle relative ad altri ambiti

lavorativi. Gli operatori impegnati nelle cosiddette professioni di

aiuto devono applicare le loro competenze tecniche ma sono

soprattutto obbligati a coinvolgere loro stessi sul piano

dell’emotività per soddisfare i bisogni degli utenti e creare uno

spazio entro cui agire . Dunque , in questo rapporto

operatore/paziente detto RELAZIONE D’AIUTO ,ciò che

contribuisce a definirlo non sono solo le abilità tecniche ma

anche la personalità e le attese dell‘ operatore e ciò che ne

garantisce l’efficacia è il soddisfacimento dei bisogni di

entrambi i soggetti ovvero aiutare ed essere aiutato.

STATUS E RUOLO DEL MALATO

Qualsiasi relazione di aiuto deve considerare in primis la

dimensione psicologica dello status e del ruolo di malato. Lo 5

status di una persona è definito come l’insieme di comportamenti

che l’individuo si aspetta dagli altri nei suoi riguardi. Invece il

ruolo di una persona è l’insieme di comportamenti che gli altri si

aspettano nei loro riguardi dall’individuo. Per questo motivo sono

due posizioni complementari e reciproche. Per quanto riguarda il

ruolo e lo status del malato invece , sono condizioni accidentali e

transitorie in genere, in contrapposizione dunque con il ruolo e lo

status dell’operatore che è duraturo nel tempo. Questa

contrapposizione può perciò generare problemi nell’interazione

che riguardano le reazioni alla malattia , i vantaggi che derivano

dall’attribuzione del ruolo di malato e il significato soggettivo di

guarigione .

Vantaggi e svantaggi del ruolo del malato

Il ruolo di malato può comportare una serie di vantaggi e

svantaggi:

ESONERO DALLE RESPONSABILITA’

Qualsiasi dichiarazione medica che attesti una condizione

oggettiva di incapacità allo svolgimento di doveri sociali (ad

esempio il lavoro) sancisce indirettamente l ‘esonero dalle

responsabilità connesse ai diversi ruoli coperti abitualmente da

un soggetto. Il più elevato grado di esonero di responsabilità

determinato da uno stato di malattia è in genere

l’ospedalizzazione. Tale misura si concretizza nell’isolamento che

è rappresentato da uno stato di regressione implicito alle

circostanze determinanti il ricovero , infatti in ospedale tutte le

6

attività del soggetto anche le più intime a volte, sono esposte

all’osservazione degli operatori.

DIRITTO- DOVERE DI ESSERE AIUTATO

Poiché la malattia è un fatto involontario, deve essere garantito

a tutte le persone il diritto di essere aiutato indipendentemente

da etnie , religione, classe sociale. Ciò implica che la cura e

l’assistenza vadano a considerare lo stile di vita e i fattori

ambientali che influenzano il benessere individuale.

DIRITTO-DOVERE DI DESIDERARE LA GUARIGIONE

L’esonero e l’isolamento possono assumere anche una funzione

protettiva oltre che una funzione penalizzante. Infatti si

possono ottenere una serie di vantaggi secondari , di cui alcuni

socialmente ammessi come l’interruzione del lavoro o la delega

ad altri, mentre quelli che vengono usati dal paziente per fini

utilitaristici e strumentali assumono significati patologici.

DIRITTO –DOVERE DI ADERENZA ALLE PRESCRIZIONI

La collaborazione , la condivisione delle scelte terapeutiche ,

assegnano al paziente un ruolo attivo nella gestione della propria

salute . Pertanto la mancata aderenza alle prescrizioni può

essere riferibile ad una serie di ragioni che possono

comprendere anche la figura e il comportamento dell‘operatore ,

inteso dunque come fonte di non aderenza. 7

IL LEGAME ATTACCAMENTO-ACCUDIMENTO

E’ una delle componenti fondamentali della relazione d’aiuto ed è

l’esigenza innata di instaurare un legame con un altro individuo .

Tale legame si concretizza nell’esistenza di due individui che

assumo ruoli speculari : l’essere accudito e il poter accudire. Di

questi individui dunque uno è in difficoltà in una situazione di

sofferenza , di malattia e di disagio, l’altro si pone in relazione

con lui per svolgere un ruolo terapeutico di aiuto e di assistenza.

Questo legame rispecchia il legame di attaccamento tra la

madre e il bambino , legame che si forma nei primi momenti di

vita. Infatti nell’età adulta ,ogni qualvolta l’individuo avverte la

propria vulnerabilità e percepisce una sensazione di minaccia (ad 8

esempio soffre per una malattia ) riemerge il desiderio di

vicinanza con la persona riconosciuta come più forte o più saggia.

ATTEGGIAMENTO PEDAGOGICO

Le persone nel corso della vita strutturano una serie di

percezioni, convincimenti ed equilibri utili a creare e sostenere

la propria identità, quando però si verifica un evento- malattia ,

vi sono nuovi apprendimenti che vanno a costituire una nuova

identità che è quella di persona- malata! Ciò avviene perché si

vanno a modificare o a interrompere la maggior parte delle

abitudini di vita . In caso di ospedalizzazione, chi si prenderà

cura del paziente, proprio come se fosse un bambino sono gli

operatori che assumono una funzione pedagogica ,infatti

aiuteranno il paziente nel processo di crescita e nel progressivo

recupero della propria autonomia. Ogni apprendimento è però

facilitato se associato a delle tecniche e in questo caso tornano

utili le tecniche comportamentiste:

promting shaping modeling ,

Il , e si rivelano particolarmente utili

nella frammentazione delle informazioni in piccole unità, in tal

modo il paziente è in grado di comprendere e assimilare meglio.

L’istruzione sistematica ovvero la somministrazione dei rinforzi

si rivela efficace qualora vi sia la necessità di addestrare il

paziente nello svolgimento di attività di vario genere.

gruppi di auto-aiuto

Anche la sollecitazione a partecipare a è

utile per condividere le proprie esperienze con persone che 9

hanno gli stessi problemi ,infatti così si va ad instaurare un aiuto

reciproco.

Queste tecniche se però non sono accompagnate da un

atteggiamento empatico , non si dimostrano totalmente efficaci.

L’EMPATIA

E’ la capacità di spogliarci dei nostri panni per metterci nei panni

dell’altro ,condividendo le sue emozioni per capirle. E’ dunque il

sentire dentro di sé lo stato emotivo di un’altra persona . In

base al minore o maggiore livello di mediazione cognitiva ,

inversamente proporzionale alla condivisione emotiva, è possibile

individuare varie tipologie di interazione a connotazione più o

meno empatica.

CONTAGIO EMOTIVO 10

È la situazione che si verifica in caso di massima condivisione

emotiva e in assenza di mediazione cognitiva .Qui i confini tra sé

e l’altro sono annullati come nei primissimi stadi dello sviluppo

individuale dove, la tendenza imitativa è finalizzata al

mantenimento della vicinanza alla figura di attaccamento . Il

contagio può però ricomparire in ogni età come nella condizione

di innamoramento o nei gruppi ad ispirazione religiosa. Nel caso

però di un eccessivo coinvolgimento personale la capacità di

realizzare interventi di aiuto ,è molto ridotta perché le persone

sono concentrate sull’evento e sulla propria reazione.

CONDIVISIONE PARALLELA

E’ una forma di condivisione più evoluta rispetto alla precedente

in quanto consiste nella capacità di riconoscere in modo

differenziato lo stato emotivo di un’altra persona . Ricerche su

operatori sanitari hanno evidenziato che nel caso in cui la

condivisione possa essere fonte di disagio , sono due i

meccanismi di difesa utilizzati :

la negazione ,dell’emozione osservata nell’altro;

l’indifferenza ,con probabile emissione di risposte stereotipate;

La cecità nei confronti del dolore altrui deriva soprattutto dal

timore di non essere in grado di esercitare una condivisione

sufficientemente distaccata e quindi dal timore che il dolore

altrui possa diventare anche il proprio dolore. 11

CONDIVISIONE PARTECIPATORIA

Indica la capacità di rappresentazione del vissuto dell’altro ,

indipendentemente dall’evento a cui tale vissuto è correlato. E’ il

saper condividere in maniera sostitutiva le emozioni dell’altro

separate dalle proprie ed è dunque per questo motivo la forma di

empatia più evoluta.

L’empatia può essere perciò descritta adesso come un fenomeno

multidimensionale che si colloca lungo un continuum che va dal

contagio automatico e privo di mediazione cognitiva, fino a forme

più differenziate e mediate di condivisione partecipatoria.

I PRECURSORI/MEDIATORI DELL’EMPATIA

Sono dei processi che possono essere cognitivi e affettivi e

facilitano l’attivazione e la modulazione dell’esperienza empatica.

PRECURSORI/MEDIATORI COGNITIVI

comunicazione referenziale

Tra questi abbiamo la che

rappresenta l’abilità cognitiva che consente la comunicazione

dell’empatia. Il soggetto empatico infatti non solo deve essere in

grado di vicariare l ‘esperienza emotiva di un’altra persona ma

deve anche essere in grado di inviare un feedback che comunichi

all’altro in modo chiaro che il suo stato d’animo è stato recepito

e accolto. I cardini della relazione d’aiuto sono pertanto

sicuramente comunicazione e ascolto, l ‘essere ascoltati infatti è

un’esigenza innata che serve a mantenere il nostro equilibrio 12

,ossia aiuta a sentirci completi e aiuta a chiarire i nostri pensieri

e sentimenti .

PRECURSORI/MEDIATORI AFFETTIVI

Nella prospettiva affettiva dell’empatia, la differenziazione tra

sé e l’altro è molto importante e devono essere analizzati la

proiezione e l’introiezione.

La proiezione, definita come l’attribuzione ad un’altra persona

dei propri atteggiamenti ,dei propri pensieri, dei propri

sentimenti, comporta una riduzione della differenziazione tra sé

e l’altro e quindi non può essere considerato un valido precursore

dell’empatia.

L’introiezione, al contrario, fa riferimento alla capacità umana di

incorporare e contenere sentimenti, atteggiamenti e pensieri

altrui. Quindi nella complessa relazione tra se e l’altro, la

capacità introiettiva facilità l’ empatia.

La disponibilità sociale ,consiste nella capacità di aprirsi

all’altro differenziato da sé ,per accogliere e fare proprio il suo

vissuto emotivo.

I fattori che promuovono la disponibilità empatica sono ad

esempio la capacità genitoriale di soddisfare i bisogni emotivi

dei propri bambini ,infatti gioca un ruolo importante per lo

sviluppo dell’interesse per gli altri e per il successivo sviluppo

delle capacità empiriche . Anche i genitori che rispondono con

partecipazione ai sentimenti di disagio espressi dai propri figli ,

13

insegnando loro a esprimere tali sentimenti ma anche a

rispondervi .

COMUNICAZIONE OPERATORE – UTENTE

La comunicazione tra due persone che interagiscono in un

contesto non casuale come la relazione operatore utente è una

metacomunicazione ovvero comunicazione non solo di

informazioni ma anche di emozioni e dove può essere definita il

mezzo attraverso cui trasferiamo ad altri il nostro modo di

essere di sentire e di pensare .

Assiomi della comunicazione

Attraverso vari studi sono stati individuati vari assiomi della

comunicazione:

è impossibile non comunicare

1 , spesso un gesto la postura del

corpo la distanza fisica tra gli interlocutori , la mimica del viso

hanno una potenzialità comunicativa maggiore delle parole .

Perfino il silenzio è un messaggio-segnale in grado di comunicare

lo stato emotivo e il pensiero individuale in modo più incisivo ed

esplicito di un rifiuto o dissenso .

ogni messaggio ha un aspetto di contenuto e un aspetto di

2

relazione significa che qualsiasi comunicazione non deve

trasmettere solo informazioni e quindi contenuti ma anche 14

l’aspetto relazionale poiché è proprio questa a determinare i

parametri di interpretazione del contenuto.

La comunicazione può essere verbale e non verbale .

3 Abbiamo

due tipi di linguaggi:

linguaggio dialogico , è un veicolo poco efficace per esprimere la

qualità della relazione e per esprimere i sentimenti riguarda ,

piuttosto la trasmissione del contenuto o dell’informazione

tramite i segnali linguistici ( parole, frasi , discorsi ) è un

sistema formale basato su regole e sintassi.

Linguaggio analogico , è privo di regole sintattiche e riguarda

l’aspetto para linguistico , con nota il significato linguistico in

senso tipicamente emozionale. Diverse sono le componenti

paralinguistiche della comunicazione, l’uso della foce ( tono,

volume, velocità) l’espressione corporea indicata da posture e

movimenti del corpo , dalla gestualità dalla mimica facciale , dal

contatto oculare e perfino dalle modalità di abbigliamento .

Il significato di una sequenza di comunicazioni è dato dal

4

punto di vista dei parlanti , la natura di una relazione non

dipende da lineari sequenze di comunicazione tra gli

interlocutori quanto dalla punteggiatura ( il punto di vista ) che

essi vi attribuiscono. Questa è il fattore che organizza il modo

in cui ciascuno recepisce il messaggio e vi assegna un significato .

Per quanto riguarda invece le modalità e gli atteggiamenti degli

operatori socio-sanitari che più si possono incontrare nelle varie

situazioni quotidiane , vi è da sottolineare che in genere questi 15

sono connotati da un elevato grado di mediazione cognitiva ossia

dal rispetto delle regole formali delle componenti linguistiche a

scapito ad un’adeguata partecipazione emotiva .

COMUNICAZIONE OPERATORE-PAZIENTE NON

CLASSIFICABILE COME EMPATICA

Alcune delle possibili modalità in cui la comunicazione operatore-

paziente non è classificabile come empatica sono :

COMUNICAZIONE SUGGESTIVA

È quella modalità che risulta inefficace perché comporta il

proporre un modello di comportamento che applica una certa

costrizione . Questo tipo di rapporto soddisfa le esigenze di tipo

sadico da parte dell’operatore depositario di un potere ,

favorisce l’esigenza del paziente di mantenere dipendenza da

parte dell’operatore che sviluppando aspettative di tipo “ magico

“ e ciò sicuramente interferisce nel processo di autonomia.

COMUNICAZIONE INTERPRETATIVA

Anche in questo caso l’operatore si pone come depositario di un

sapere e si evidenzia ogni volta che l’operatore traduce idee e

comportamenti del paziente svelandone le cause profonde e

mantenendo comunque una discreta distanza emotiva . Questa

tipologia rischia però che l’operatore imponga i propri valori non

permettendo al paziente di esprimersi liberamente.

COMUNICAZIONE INFORMATIVA 16


PAGINE

33

PESO

1.08 MB

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filomenita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cordella Barbara.

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