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Psicologia clinica: Introduzione alla psicologia clinica, Eziologia dei disturbi mentali, Classificare i disturbi, Disturbi d'ansia, Valutazione e diagnosi

Concetto di disturbo mentale, Storia della psicologia clinica, Paradigmi (comportamentismo, cognitivismo, prospettiva sistemico familiare, paradigama umanistico esistenziale, terapia fondata sul cliente), Eziologia dei disturbi mentali (paradigma diatesi-stress,Epigenetica), Classificare i disturbi (DSM-IV, DSM-5), Validità e Attendibilità, Disturbi d'ansia, Fobie specifiche, Disturbo... Vedi di più

Esame di Psicologia clinica docente Prof. C. Lombardo

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La terapia fondata sul cliente

Non solo individuare le criticità e problemi, rischi, ostacoli ma anche, e soprattutto, valorizzare

le risorse (punti di forza) e le opportunità. Focus sul presente piuttosto che sul passato/futuro.

Vengono incoraggiate la fiducia, la riconsiderazione immediata di pensieri e sentimenti positivi, il

riconoscimento della libertà e responsabilità personale, l’impegno e il contributo alla vita delle

altre persone.

Eziologia dei disturbi mentali: Spiegare la psicopatologia

Il paradigma diatesi-stress costituisce una cornice che permette di:

1. Integrare la maggior parte dei paradigmi differenti fin qui esaminati

2. Spiegare, oltre che descrivere, l’insorgenza delle condizioni di disagio psicopatologico

3. Integrare i risultati della ricerca clinica condotta sull’eziologia dei disturbi mentali

Diatesi: Un disturbo insorge quando esistono nella persona o nel suo ambiente un insieme di fattori

di rischio o di vulnerabilità, fattori in grado di aumentare la probabilità di sviluppare un disturbo.

Fattore di rischio = elemento presente prima dell’insorgenza del disturbo che si associa ad

una maggiore probabilità di sviluppare quel disturbo (Kraemer 2001). Sono necessari studi

longitudinali o sperimentali. Si distinguono:

Fattori di rischio generali o trasversali o transdiagnostici: aumentano la probabilità di

• presentare una forma di disagio mentale. Complicazioni alla nascita e durante la gravidanza

Fattori di rischio specifici: aumentano specificamente la probabilità di presentare uno

• specifico disturbo.

Stress: Fattori Precipitanti Si associano all’esordio + Meccanismi di scompenso

Esempi: eventi di vita stressanti – eventi specifici (Jet-lag) – traumi

Epigenetica

Dal greco “al di sopra/al di fuori del gene”

Studia i cambiamenti stabili ed ereditabili ma reversibili nell’espressione dei geni senza

cambiamenti nella sequenza originale del DNA

Metodo del cross-fostering

Un fattore ambientale (cure materne) è responsabile dell’attivazione di un specifico gene e questo

cambiamento si trasmette da una generazione all’altra. (Topi che leccano cuccioli)

Implicazioni sulle cause dei disturbi mentali

- Fattori di protezione

- Fattori di rischio causale

Fattori di rischio, dati A e B: Sono fattori di rischio indipendenti: se uno non precede l’altro, non

sono correlati fra loro e sono co-dominanti. + A è un fattore di rischio prossimale (proxy risk

factor) di B per l’outcome: se uno non precede l’altro, sono correlati fra loro e A domina su B .

Moderatore: Variabile qualit o quantit che influenza la forza della relazione fra predittore e outcome

- Fattore di protezione: riduce l'impatto del fattore di rischio

- Fattore di potenziamento: amplifica l'impatto del fattore di rischio

Mediatore: E’ una variabile che spiega in che modo il predittore influenza l’outcome

Esperimento di Harlow con le scimmiette

- Fattore di rischio: oggetto degli interventi di prevenzione

- Fattore di mantenimento: oggetto di trattamento: se la manipolazione sperimentale di un fattore di

mantenimento produce una riduzione e incremento dei sintomi: fattore di mantenimento causale

3) Classificare i disturbi

Il DSM-5

Principali cambiamenti introdotti nel DSM-5:

1) Da sistema multiassiale a sistema non assiale

DSM IV DSM 5

Asse I Disturbi Clinici e altre condizioni

d’attenzione clinica Diagnosi psichiatriche e mediche

Asse II Disturbi di Personalità e Ritardo

Mentale

Asse III Condizioni Mediche Generali

Asse IV Problemi Psicosociali ed Ambientali Si annota anche la presenza di problemi

psicosociali che possono aver influenzato o

influenzare la diagnosi

Asse V Valutazione Globale del Funzionamento Specifiche scale di valutazione per ogni

(Scala VGF) disturbo (Il riferimento alla valutazione ICF

della disabilità e del funzionamento)

2) Riorganizzazione delle diagnosi

- Il DSM-IV-TR raggruppava le diagnosi in base alla somiglianza fra i sintomi

- Le classi diagnostiche del DSM-5 sono state riorganizzate in modo da riflettere le conoscenze

acquisite nel tempo riguardo fattori di rischio-fattori etiologici condivisi e alti tassi di comorbilità

3) Altri cambiamenti

Nuove diagnosi + Diagnosi combinate + Migliorata corrispondenza con ICD-11

4) La considerazione dei fattori culturali ed etnici:

I disturbi mentali sono un fenomeno universale. Non esiste una sola cultura in cui non vi siano

persone che soffrono di qualche tipo di disturbo mentale. Tuttavia molte diverse influenze culturali

agiscono sui fattori di rischio per i disturbi mentali, sul tipo di sintomo che le persone esperiscono,

sulla loro volontà di cercare aiuto e sulla disponibilità dei trattamenti. Per aumentare la sensibilità

del sistema diagnostico agli aspetti culturali, nel DSM-5 sono stati aggiunti alcuni strumenti ad

esempio una sezione dedicata agli aspetti della diagnosi collegati alla cultura in pressoché tutti i

disturbi e un'appendice dedicata allo sviluppo di un intervista per l'inquadramento culturale.

5) Inclusione di una valutazione dimensionale

- Il DSM-IV-TR è una classificazione categoriale a tutti gli effetti: Se è soddisfatto un numero

minimo di criteri à il disturbo viene diagnosticato, altrimenti no

- La letteratura relativa a quale sia la frequenza minima di sintomi per riconoscere un disturbo o se i

cut-off stabiliti sono appropriati è scarsa

- Il DSM-5 mantiene l’approccio categoriale

- La categoria NOS (“Not Otherwise Specified”) risulta ancora presente (disturbi che mostrano

alcuni dei sintomi)

- Viene aggiunta, per ogni categoria, una valutazione dimensionale della gravità

- Viene aggiunta una categoria: altri disturbi specificati (oltre alla categoria NOS)

Il clinico può specificare le ragioni per cui la forma di disagio presente non rientra in una categoria

diagnsotica specifica.

PDM: Questo tipo di sistema diagnostico mal si addice a molti approcci teorici caratteristici della

psicologia in quanto tiene conto solo della fenomenologia-sintomatologia e poco o affatto di altre

caratteristiche come, ad esempio, il riferimento a processi mentali inconsci e alle difese.

Alternativa psicodinamica.

Validità e Attendibilità

In generale per Validità si intende: quanto le nostre affermazioni, incluse quelle circa la causalità,

si approssimano alla verità.

In riferimento ai test: Per Validità si intende: quanto il test misura il costrutto che intende misurare.

La Validità di un test si valuta verificando se e quanto il test è soggetto ad errori sistematici

La validità di un test può essere misurata come

- Concordanza fra la misurazione fatta dallo strumento e altre misure indipendenti (giudizio di

esperti, altro test che misura la stessa cosa) Validità concorrente

- Corrispondenza fra le dimensioni identificabili nella misurazione e le dimensioni ipotizzabili

sulla base della teoria Validità di costrutto

- Capacità di prevedere cambiamenti nel tempo o insorgenza di disturbi o esiti. Validità predittiva

Per Affidabilità si intende: quanto il test è soggetto ad errori di misura.

L’errore rappresenta il risultato di tutte quelle variabili non connesse con la caratteristica che si

vuole misurare ma che agiscono in modo “teoricamente” casuale, aumentando o riducendo il

punteggio misurato e allontanandolo, così, da quello vero

- Omogeneità o coerenza interna (inercorrelazione media degli item fra loro)

- Metodo delle forme parallele (correlazione fra forme simili dello stesso test)

- Metodo dello split-half (correlazione fra due metà del test)

- Metodo del test-retest (correlazione fra due somministrazioni dello stesso test)

Il concetto di affidabilità applicato al processo diagnostico

- Fa riferimento alla coerenza interna (ovvero l’uniformità delle manifestazioni entro un dato

quadro diagnostico) e la stabilità (nel tempo e fra gli operatori), di una diagnosi.

- Fa riferimento all’accuratezza della diagnosi. Definire quanto la diagnosi sia precisa (sensibilità e

specificità) e quanto un determinato inquadramento diagnostico sia differente dagli altri

(esclusione di altre possibili diagnosi)

Validità: previsioni univoche

Relazioni eziologiche + concorrenti + predittive (nel tempo)

Etichetta diagnostica: Vulnerabilità biologica – Stimoli scatenanti psicosociali – Caratteristiche

cliniche – Funzionamento sociale – Decorso dei sintomi – Risposta al trattamento

Affidabilità intesa come coerenza interna

Disomogeneità dei quadri sindromici inclusi entro una stessa classe. Non tutti i quadri clinici

inclusi all’interno dello stesso disturbo sono simili da tutti i punti di vista.

Affidabilità intesa come concordanza intersiglatore

Dottori X e Y stessa diagnosi per stesso paziente => diagnosi affidabile

Disturbi d'ansia

- Ansia: Senso di apprensione che si prova nell’anticipazione di un certo problema.

- Paura: Reazione a un pericolo immediato.

Ansia e paura implicano uno stato di arousal (attivazione del sistema nervoso simpatico).e hanno

un valore adattivo. La paura è fondamentale per le risposte di lotta o fuga (fight or flight)

L’ansia ci aiuta a individuare e prepararci per future minacce, ci fa essere più pronti ad affrontare gli

eventi, ci aiuta ad evitare situazioni potenzialmente pericolose e a tenere conto di potenziali

problemi prima che si presentino. Nei disturbi d’ansia, la persona non è in grado di riconoscere

l’ambiente come “sicuro”.

Fobie specifiche

Paura sproporzionata, provocata da un oggetto o situazione particolari (paura di volare, paura dei

serpenti). La persona riconosce che la sua paura è eccessiva e tuttavia è disposta a fare sforzi

notevoli pur di evitare l’oggetto o la situazione che la provoca.

A. Paura marcata e sproporzionata provocata sistematicamente da particolari oggetti o situazioni

Nota: Nei bambini, la paura o l'ansia può essere espressa piangendo, con scoppi di ira, freezing

B. L' oggetto o la situazione fobica provoca quasi sempre paura immediata o ansia

C. L'oggetto o la situazione temuta viene attivamente evitata o sopportata con intensa ansia

D. La paura o ansia è sproporzionata al pericolo reale rappresentato dall'oggetto o situazione

specifici e rispetto al contesto socio-culturale

E. La paura, l'ansia o l'evitamento sono persistenti, di solito della durata di 6 mesi o più

F. La paura, l'ansia o l'evitamento causano disagio clinicamente significativo o menomazione nella

area sociale, lavorativa o di altre aree importanti del funzionamento

G. Il disturbo non è meglio spiegato da sintomi di un disturbo mentale, tra cui la paura, l'ansia e

l’evitamento di situazioni associate con i sintomi tipo panico o altri sintomi invalidanti

(agorafobia): oggetti o situazioni relativi a ossessioni (disturbo ossessivo- compulsivo), i ricordi

di eventi traumatici (Disturbo da Stress Post-traumatico); separazione da casa o dalle figure di

attaccamento (Disturbo d'Ansia da Separazione) o situazioni sociali (Disturbo d'Ansia Sociale).

Specificare se: Animali, Ambiente naturale, Sangue, Iniezioni, Ferite, Situazionale, Altro.

Disturbo d’ansia sociale

Paura marcata e intensa, irrazionale e persistente, delle situazioni sociali che potrebbero implicare

l’essere sottoposti al giudizio di persone sconosciute o anche soltanto esposti alla loro presenza.

A. Marcata paura o ansia rispetto a una o più situazioni sociali in cui l'individuo è esposto al

possibile giudizio degli altri. Gli esempi includono le interazioni sociali (nel corso di una

conversazione, conoscere persone non familiari), di essere osservato (mangiare o bere) e le

performance di fronte ad altri (un discorso).

Nota: Nei bambini, l'ansia deve manifestarsi con i coetanei e non solo con gli adulti

B. L’individuo teme di mostrare i sintomi di ansia e che verranno valutati negativamente

C. Le situazioni sociali provocano quasi sempre paura o ansia

Nota: Nei bambini la paura o l'ansia può essere espressa piangendo, con scoppi di ira, freezing o

stare in disparte in situazioni sociali

D. Le situazioni sociali vengono evitate o sopportate con intensa paura o ansia

E. La paura o ansia è sproporzionata alla minaccia reale rappresentata dalla situazione sociale e al

contesto socio-culturale

F. La paura, l'ansia o l'evitamento sono persistenti, di solito della durata di 6 mesi o più

G. La paura, l'ansia o l'evitamento causano disagio clinicamente significativo o menomazione nel

funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti del funzionamento

H. La paura, l'ansia o l'evitamento non è imputabile agli effetti fisiologici di una sostanza o di

un'altra condizione medica

I. La paura, l'ansia o l'evitamento non sono meglio spiegati con i sintomi di un altro disturbo

mentale, come il Disturbo di Panico, Disturbo da Dismorfismo Corporeo o da un Disturbo dello

Spettro Autistico

J. Se è presente un’altra condizione medica (morbo di Parkinson, l'obesitàà o lesioni), la paura,

l'ansia o l'evitamento è chiaramente non correlata o eccessiva

Specificare se: Solo Performance: se la paura è limitato a parlare o esibirsi in pubblico

Disturbo da attacco di panico

Caratterizzato da frequenti attacchi di panico, non collegati a situazioni specifiche e dalla

preoccupazione di soffrire di attacchi.

Cluster sintomatologici

1- Sintomi cardiorespiratori (tachicardia, senso di oppressione al petto, di affogare, dispnea)

2- Sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, mal di stomaco, tensione e dolori addominali, diarrea)

3- Sintomi vestibolari (sensazione di instabilità, vertigini, sensazione di svenimento)

4- Sintomi psicosensoriali (derealizzazione, depersonalizzazione, disorientamento, sensazione di

camminare sulla gomma piuma o di gambe molli)

A. Attacchi di panico inaspettati e ricorrenti. Un attacco di panico è un improvviso aumento di

intensa paura o disagio che raggiunge un picco in pochi minuti, durante i quali si verificano

quattro (o più) dei seguenti sintomi:

Palpitazioni, sensazione di cuore in gola o tachicardia + Sudorazione + Tremori o agitazione +

Sensazioni di mancanza di respiro + Sensazioni di soffocamento + Dolore o fastidio al petto +

Nausea o disturbi addominali + Sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di

svenimento + Brividi o sensazioni di calore + Parestesia (intorpidimento o formicolio) +

Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi) + La

paura di perdere il controllo o di "impazzire “ + Paura di morire

B. Almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese (o più) di uno o di entrambi i seguenti:

1. Preoccupazioni persistenti relative al verificarsi degli attacchi di panico o alle loro

conseguenze (perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, "impazzire ”)

2. Un significativo cambiamento disadattivo relativo ai comportamenti legati agli attacchi

(comportamenti atti ad evitare gli attacchi di panico, per esempio evitare l’esercizio fisico o

situazioni non familiari)

C. Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici di una sostanza o di un'altra condizione medica

(ipertiroidismo, disturbi cardiorespiratori)

D. Il disturbo non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale (Disturbo d'Ansia Sociale; Fobia

Specifica; Disturbo Ossessivo Compulsivo; Disturbo Post-Traumatico da Stress; Disturbo

d'Ansia da Separazione)

L’attacco di panico può verificarsi nel corso di qualsiasi disturbo d'ansia e altri disturbi mentali

(disturbi depressivi, disturbo post-traumatico da stress, disturbi da uso di sostanze) e di alcune

condizioni mediche (cardiache, respiratorie, vestibolari, gastrointestinali).

Agorafobia

Paura di situazioni da cui potrebbe essere difficile o imbarazzante allontanarsi, nel caso si

manifestassero i sintomi d’ansia. Paura di non poter fuggire

A. Marcata paura o ansia in due (o più) delle seguenti situazioni:Con i mezzi pubblici + Trovarsi in

spazi aperti + Essere in luoghi chiusi + Stare tra la folla + Non stare bene fuori di casa

B. L’individuo prova paure o evita queste situazioni al pensiero che potrebbe essere difficile fuggire

o potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di sintomi tipo panico o altri sintomi invalidanti o

imbarazzanti (paura di cadere degli anziani; paura di incontinenza)

C. Le situazioni agorafobiche provocano quasi sempre paura o ansia

D. Le situazioni agorafobiche sono attivamente evitate, implicano la presenza di un compagno o

sono sopportate con intensa paura o ansia

E. La paura o l’ansia risultano sproporzionate al pericolo reale e al contesto socio-culturale.

F. La paura, l'ansia o l'evitamento sono persistenti, di solito della durata di 6 mesi o più

G. La paura, l'ansia o l'evitamento causano disagio clinicamente significativo o menomazione nel

sociale, lavorativa o di altre aree importanti del funzionamento

H. Se è presente un’altra condizione medica (infiammazione intestinale, morbo di Parkinson) la

paura, l'ansia o l'evitamento sono chiaramente eccessivi

I. La paura, l'ansia o l'evitamento non sono meglio spiegati con i sintomi di un altro disturbo

mentale, i sintomi non si limitano a Fobia Specifica, Disturbo d'Ansia Sociale, Disturbo

Ossessivo-compulsivo, Disturbo da Dismorfismo Corporeo, Disturbo Post- traumatico da

Stress, Disturbo d’Ansia da Separazione.

Nota: agorafobia è diagnosticata indipendentemente dalla presenza di disturbo di panico. Se la

manifestazione dei sintomi soddisfa i criteri per il disturbo di panico e agorafobia, devono essere

fatte entrambe le diagnosi

Disturbo d’ansia generalizzato (GAD)

La principale caratteristica è la preoccupazione persistente.

Le persone che soffrono di GAD sono costantemente preoccupate, spesso per cose di minore

importanza.

A. eccessiva ansia e preoccupazione (attesa apprensiva), che si verificano per almeno il 50% dei

giorni per almeno 6 mesi, relative ad un gran numero di eventi o attività.

B. L'individuo ha difficoltà a controllare la preoccupazione

C. L'ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei seguenti sei sintomi

Nota: nei bambini è richiesto un solo un elemento.

Restlessness (irrequietezza/sindrome delle gambe senza riposo) + Facile faticabilità + Difficoltà

di concentrazione o vuoti di memoria + Irritabilità + Tensione muscolare + Disturbi del sonno

(difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno o irrequietezza)

D. L'ansia, la preoccupazione, o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o

menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti

Paura della paura

La radice comune ai disturbi d’ansia: la persona esposta alla situazione stimolo proverebbe

un’emozione che è ritenuta insopportabile, che potrebbe far impazzire o morire

- Anxiety Sensitivity: disposizione a diventare ansiosi in seguito all’arousal autonomico

neurovegetativo

- Ansia di tratto: tendenza generale ad essere spaventati di fronte ad un ampio spettro di stimoli


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DESCRIZIONE APPUNTO

Concetto di disturbo mentale, Storia della psicologia clinica, Paradigmi (comportamentismo, cognitivismo, prospettiva sistemico familiare, paradigama umanistico esistenziale, terapia fondata sul cliente), Eziologia dei disturbi mentali (paradigma diatesi-stress,Epigenetica), Classificare i disturbi (DSM-IV, DSM-5), Validità e Attendibilità, Disturbi d'ansia, Fobie specifiche, Disturbo d’ansia sociale, Disturbo da attacco di panico, Agorafobia, Disturbo d’ansia generalizzato, Valutazione e diagnosi


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e processi sociali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Lombardo Caterina.

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