Disturbi d'ansia
Ansia e disturbi d'ansia
I disturbi d'ansia includono: ansia, paura e rimuginio. L'ansia è una risposta normale ed innata alla minaccia (alla persona, all'autostima) o all'assenza di persone o oggetti che assicurano e significano sicurezza. Kandel 1983.
- Componenti dell'ansia:
- Attivazione di psiche e soma
- Diffusa e orientata al futuro
- Sensazione generica di apprensione per situazioni/pericoli futuri
Sintomi cognitivi/emotivi
- Nervosismo
- Risposte di allarme esagerate
- Difficoltà di concentrazione
- Sensazione di "testa vuota"
- Incapacità a rilassarsi
- Difficoltà ad addormentarsi
- Irritabilità
- Apprensione
- Paura di morire
- Paura di perdere il controllo
- Paura di non riuscire ad affrontare le situazioni
- Affaticabilità
- Irrequietezza
Sintomi somatici
- Dispnea e sensazione di soffocamento
- Palpitazioni
- Sudorazione, mani fredde/sudate
- Bocca asciutta
- Vertigini, sbandamento
- Nausea, diarrea
- Vampate di calore, brividi
- Pollachiuria
- Disfagia, nodo alla gola
- Tremori
- Dolori muscolari
Emozione preminente tra i disturbi d'ansia: la paura
- Primordiale
- Reattiva
- Immediata
- Limitata nel tempo
- Si estingue quando viene meno ciò che l'ha provocata
- Relativa a un pericolo esterno o a un contesto fisico definito e chiaramente riconosciuto dal soggetto
- Accompagnata da evitamento
Nella paura si identifica un oggetto stimolo chiaramente definito, nell'ansia solo talvolta. La paura non è proiettata al futuro, l'ansia sì, è un'attesa per un evento proiettato nel futuro, non attuale o effettivamente percepito.
Componenti cognitive, soggettive, fisiologiche e comportamentali di paura e ansia
La risposta di attacco-fuga, attivazione del sistema nervoso:
- Sistema nervoso simpatico: aumento battito cardiaco e frequenza respiratoria per migliorare l'efficienza, permette di usare tutte le risorse disponibili per la fuga o l'attacco.
- Sistema nervoso parasimpatico: rallenta il battito cardiaco e il ritmo respiratorio, riportando il corpo allo stato di quiete.
L'assenza di ansia o di paura sarebbe totalmente disfunzionale, come l'assenza di dolore, ma se diventa eccessiva può diventare disfunzionale.
Ansia adattiva o fisiologica
Prepara ad un pericolo potenziale e contribuisce ad affrontare le situazioni difficili, con crescita personale. Si caratterizza per comprensibile reattività, transitorietà e funzione adattiva. La curva di Yerker-Dodson: relazione tra ansia e rendimento. Con l'aumento dell'attivazione la performance migliora fino ad un certo punto. Se l'ansia supera il livello ottimale si hanno effetti debilitanti.
Ansia disfunzionale o patologica
- Intensità inappropriata: risposta ansiosa sproporzionata rispetto allo stimolo scatenante e tale da provocare un grado di sofferenza non sopportabile
- Autonoma: insorge in corrispondenza a nessun evento o eventi neutri, non pericolosi. Si manifesta senza alcuna correlazione con apparenti cause esterne scatenabili
- Inappropriatamente persistente
- Disturba il funzionamento psichico globale: comporta riduzione della capacità di adattamento dell'individuo e interferisce sulle prestazioni.
Ansia di stato e ansia di tratto
- Ansia di stato: attivazione di uno stato d'allarme al momento dello stimolo, indipendentemente dalla presenza di una base personologica ansiosa.
- Ansia di tratto: caratteristica permanente di personalità, il soggetto adotta un modello generalizzato stimolo-risposta improntato all'ansia.
Tipi di ansia
- Libera: non legata ad un contenuto
- Anticipatoria: breve, scatenata quando si prospetta l'eventualità di affrontare una situazione temuta
- Generalizzata: sentimento durevole di tensione, sganciato da particolari stimoli, nelle personalità ansiose è l'ansia di tratto
- Situzionale: si manifesta solo con particolari circostanze
Caratteristiche comuni dei disturbi d'ansia
- Paure o ansie irrealistiche, irrazionali
- Significativo disagio/compromissione
- Intensità soverchiante
Classificazione dei disturbi d'ansia nel DSM 5
- Disturbo di panico: ricorrenti attacchi di panico inattesi, con preoccupazione persistente.
- Disturbo d'ansia generalizzato: almeno 6 mesi di ansia e preoccupazioni persistenti ed eccessive
- Fobie:
- Agorafobia
- Fobia specifica: ansia provocata dall'esposizione a un oggetto o a una situazione temuti, che determina spesso condotte di evitamento
- Disturbo d'ansia sociale: ansia provocata dall'esposizione a certi tipi di situazioni o di prestazioni sociali, che spesso determina condotte di evitamento.
- Disturbo d'ansia da separazione: paura o ansia rispetto alla separazione da figure di attaccamento per almeno 4 settimane nei bambini e adolescenti e 6 mesi negli adulti.
- Mutismo selettivo: persistente incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche, nonostante si sia in grado di parlare in altre situazioni.
Paura, tra fobie e panico
- Fobie: paura di specifici oggetti o situazioni, grave e invalidante, associata a evitamento.
- Panico: comparsa improvvisa di paura intensa apparentemente senza motivo, interpretata come malattia fisica ed associata ad evitamento.
Rimuginio → ansia generalizzata: attesa apprensiva, aspettativa di eventi negativi relativi a vari ambiti della vita. Costante e diffuso, non puntiforme e specifico come la fobia.
Prevalenza e caratteristiche
- Prevalenza life time USA: 29%
- Disturbi più comuni nelle donne e secondi negli uomini. Disturbi più diffusi in assoluto.
- Esordio medio: 11 anni, età più bassa di tutti i disturbi mentali
- No differenze etniche
- Altissimi costi economici e sociali
- Frequente comorbilità
- Associata a patologie mediche come asma, ipertensione, malattie cardiovascolari e gastroenteriche.
Attacco di panico
A. Comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano almeno 4 tra:
- Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
- Sudorazione
- Tremori fini o grandi scosse
- Dispnea, soffocamento
- Sensazione di asfissia
- Dolore o fastidio al petto
- Nausea o disturbi addominali
- Vertigini, instabilità, testa leggera o svenimento
- Brividi o vampate di calore
- Parestesie
- De realizzazione o depersonalizzazione
- Paura di perdere il controllo o impazzire
- Paura di morire
Un singolo attacco di panico non è un disturbo e la sua presenza non costituisce un criterio sufficiente per la diagnosi di disturbo di panico. L'attacco di panico può manifestarsi come parte di disturbi d'ansia, disturbi depressivi, uso di sostanze e condizioni mediche generali (CMG).
Diagnosi differenziale
- Nessuna rilevanza clinica: panico dovuto a esposizione a situazione realmente pericolose come guerre, incidenti, violenze sessuali.
- Attacchi di panico occasionali: 23% popolazione generale sperimenta attacchi di panico isolati ed occasionali.
- Fobie: nella fobia l'attacco di panico è scatenato da uno stimolo specifico.
- Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC): attacco di panico in caso di esposizione allo sporco, "contaminazione".
- Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS): sintomi di panico indotti da stimoli collegati alla situazione traumatica.
- Disturbo d'ansia indotto da sostanze: cocaina o caffeina possono indurre sintomi di panico.
- CMG come l'ipertiroidismo possono indurre attacchi di panico.
- Disturbi psicotici: sintomi di panico in risposta a deliri e allucinazioni.
Attacco di panico come specificatore: attacchi di panico possono verificarsi in qualsiasi disturbo d'ansia così come nel contesto di altri disturbi mentali e di alcune CMG, quando in questo caso viene identificata la presenza di attacchi di panico dovrebbe venir identificato come uno specificatore ("disturbo da stress post-traumatico con attacchi di panico").
Tipi di attacchi di panico
- A seconda dei sintomi:
- Maggiore
- Minore (paucisintomatico)
- Dalla presenza o meno di una situazione scatenante:
- Inaspettati o spontanei: non associati a cause scatenanti, compaiono dal nulla. Può essere difficile rilevarli, gli anziani spesso li associano a circostanze ambientali.
- Legati ad un evento: immediata conseguenza o anticipazione di uno evento scatenante a cui il soggetto è sensibile (solo lui).
- Predisposti da una situazione: attacchi di panico che si verificano in situazioni scatenanti ma non sono invariabilmente associati ad esse.
Agorafobia e disturbo di panico
Disturbo di panico
- Attacchi di panico ricorrenti e inaspettati, con la persona persistentemente preoccupata, almeno un mese, con almeno 4 di 13 sintomi.
- Ricorrenti attacchi di panico inaspettati, comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti, con almeno 4 dei sintomi:
- Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
- Sudorazione
- Tremori fini o grandi scosse
- Dispnea o sensazione di soffocamento
- Sensazione di asfissia
- Dolore o fastidio al petto
- Nausea o disturbi addominali
- Sensazione di vertigine, instabilità, testa leggera o svenimento
- Brividi o vampate di calore
- Parestesie
- De realizzazione o depersonalizzazione
- Paura di perdere il controllo o impazzire
- Paura di morire
- Almeno uno degli attacchi di panico è seguito da 1 mese o più con almeno uno tra:
- Preoccupazione persistente per l'insorgere di altri attacchi di panico o per le loro conseguenze
- Significativa alterazione disadattiva del comportamento correlata agli attacchi (comportamenti di evitamento)
- No sostanze o CMG
- Gli attacchi di panico non sono spiegati da un altro disturbo mentale
- Attacco di panico + preoccupazione, evitamento → disturbo da attacchi di panico
Decorso del disturbo
- Intensa crisi che rimane nella memoria del paziente in modo indelebile seguita da ulteriori episodi critici sempre più frequenti
- Intensi sintomi somatici e paura di morire che portano a ipocondria e continua ricerca di rassicurazione
- Timore che le crisi possano ripetersi, ansia anticipatoria
- Il perdurare delle crisi, nel 70% dei casi, porta a evitamento
- Eventuale insorgenza di abusi alcolici o di ansiolitici
- Eventuale depressione secondaria
Condizioni distinte
- Disturbo di panico ed evitamento sociali secondario: l'ansia sociale e i comportamenti di evitamento sociale sono dirette conseguenze degli attacchi di panico spontanei e del timore che questi possano mettere in imbarazzo
- Fobia sociale e disturbo da panico
Agorafobia
Paura per stare in luoghi affollati, file, con possibili attacchi di panico, paura delle proprie sensazioni corporee quindi con evitamento delle attività che creano attivazione, come sport, film horror, caffeina o rapporti sessuali. Col tempo si arriva all'evitamento di svariate situazioni, arrivando ad essere completamente invalidante.
Criteri
- Paura o ansia marcate in 2 o più tra:
- Uso dei trasporti pubblici
- Trovarsi in spazi aperti
- Trovarsi in spazi chiusi
- Stare in fila o tra la folla
- Essere fuori casa da soli
- L'individuo teme o evita queste situazioni perché pensa che sarebbe difficile fuggire o che potrebbe non essere disponibile soccorso.
- La situazione agorafobica provoca paura o ansia
- Le situazioni agorafobiche vengono attivamente evitate, o richiedono un accompagnatore, o vengono sopportate con paura o ansia intense
- La paura o l'ansia sono sproporzionate rispetto al pericolo reale
- La paura, l'ansia o l'evitamento sono persistenti per almeno 6 mesi
- La paura, l'ansia o l'evitamento causano disagio
- Se è presente una CMG la paura, l'ansia o l'evitamento sono chiaramente eccessivi
- La paura, l'ansia o l'evitamento non dipendono da un altro disturbo mentale.
Prevalenza, età di esordio e differenze di genere
Circa il 4.7% della popolazione ha sofferto di disturbo di panico con o senza agorafobia. Insorge tra i 20 ed i 40 anni, ed una volta manifesto tende ad avere decorso cronico e invalidante. Meno del 50% dei pazienti affetti da disturbo di panico con agorafobia risultava libero da sintomi 12 anni dopo, ed il 58% di quelli che non presentavano più sintomi aveva avuto una recidiva. È più presente nelle donne. La spiegazione delle marcate differenze di genere nell'agorafobia è socio-culturale: nella nostra cultura, è più accettabile per le donne che sperimentano panico evitare le situazioni che temono e necessitare di un compagno fidato che le accompagni quando affrontano tali situazioni. Gli uomini che soffrono di panico sono più inclini a sopportare con coraggio a causa delle aspettative della società e del loro approccio alla vita più assertivo e strumentale. Gli uomini con disturbo di panico tendono ad automedicarsi con nicotina o alcool.
Comorbilità con altri disturbi
L'83% delle persone affette da disturbi di panico ha almeno un disturbo in comorbilità, più spesso Disturbo d'Ansia Generalizzato (DAG), fobia sociale, fobia specifica, Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS), depressione e disturbi da uso di sostanze.
Cause dei disturbi legati al panico
Fattori genetici: moderata componente ereditabile, 30-34%. Panico e cervello: aumento dell'attività nell'amigdala; la stimolazione del nucleo centrale dell'amigdala attiva sia il locus coeruleus sia le altre risposte autonomi che, neuroendocrine e comportamentali osservate negli attacchi di panico. L'amigdala è l'area centrale coinvolta nel "circuito della paura" con connessioni a locus coeruleus e con la corteccia prefrontale. Gli attacchi di panico si verificano quando si attiva il circuito.
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