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Psicologia clinica e della salute

Essere coscienti del mondo che ci circonda, essere coscienti dei fatti che accadono intorno a noi è il risultato di uno dei processi più misteriosi ed importanti della nostra esistenza. Si tratta di un processo lento, inesorabile, progressivo e talvolta improvviso di costruzione (o sintesi) della mente umana. La mente è anche (certo non solo) coscienza e la coscienza serve per costruire una o più menti; si tratta di un processo così lungo da durare almeno l'intera esistenza di ogni singolo individuo e che sembra non finire se non con il cessare dell'esistenza biologica dell'individuo stesso.

La coscienza e la realtà

Cos’è la coscienza? A che cosa serve? Serve forse per rilevare e costruire un “ordine” degli eventi che definiamo con la parola “realtà”? Se la mente è anche coscienza e la coscienza si concretizza nella creazione della realtà, poiché esistono molte menti tutte diverse tra di loro, cos’è la realtà? Se esistono molte realtà, che cosa allora è reale e che cosa è illusorio? Allora quante realtà esistono?

Consapevolezza = avere intelligenza, giudizio, buon senso, essere saggio, prudente, assennato; sapere. Scio → Sapere, Capire. Coscienza = almeno tre livelli di processamento dell'informazione per la “costruzione delle rappresentazioni della realtà”.

Cognitivismo

L'ambiente circostante: “Io osservo la bottiglia che ho di fronte a me, io ascolto il cane abbaiare, ascolto quello che mi sta dicendo il mio amico.....”.

  • Rappresentazione di 1° Livello: abilità di percepire
  • Rappresentazione di 2° Livello: Self fulfilling processing
    • Esempio: Il problema della partita
    • FRAME 1 (Versione A): Avete deciso di andare alla partita e avete comprato un biglietto di ingresso per 50 euro. Al momento di entrare nello stadio vi accorgete di aver perso il biglietto. I biglietti non danno alcuna indicazione del posto né possono essere in alcun modo recuperati. Dal momento che vi sono ancora posti disponibili, paghereste altri 50 euro per comprare un nuovo biglietto per assistere alla partita?
    • FRAME 2 (Versione B): Avete deciso di andare alla partita ma non avete comprato il biglietto di ingresso che costa 50 euro. Al momento di entrare nello stadio vi accorgete di aver perso una banconota da 50 euro. Dal momento che vi sono ancora posti disponibili, paghereste altri 50 euro per comprare un nuovo biglietto per assistere alla partita?
    • I manager rispondono di sì nel 62% dei casi (A) e nell'83% (B). Dal punto di vista oggettivo le situazioni sono le medesime. Cambia il frame, ovvero perdita del biglietto vs perdita di banconota. Situazione A: la situazione viene concettualizzata come “spendere 100 euro per vedere una partita” e ad alcuni la cosa appare eccessiva. Situazione B: la perdita di 50 euro viene “tenuta fuori” dal costo del biglietto che rimane abbastanza ragionevole.
  • Rappresentazione di 3° Livello: Theory of mind - Abilità di pensare che esistono altre menti (o pensieri). Evolutivamente è una delle abilità che ha permesso e permette tuttora all'uomo di vivere in contesti organizzati, di costruire un destino individuale e collettivo e quindi una società.
    • Abilità: necessarie nel rapporto con la realtà;
    • necessarie alla costruzione della rappresentazione delle proprie abilità;
    • necessarie per le relazioni sociali.

Social Cognition

La social cognition (o cognizione sociale) corrisponde al paradigma scientifico più accreditato nell'ambito della psicologia sociale e consiste nell'attività mentale con la quale arriviamo a conoscere il mondo sociale. La cognizione sociale si occupa dello studio:

  • Dei processi attraverso cui le persone acquisiscono informazioni dall’ambiente, le interpretano, le immagazzinano in memoria e le recuperano da essa, al fine di comprendere sia il proprio mondo sociale che loro stesse e organizzare di conseguenza i propri comportamenti;
  • Di come il contesto sociale influenzi le prestazioni cognitive.

Tale corrente, nata negli Stati Uniti nei 1970s, parte dall'assunto che le persone siano caratterizzate sin dai primi momenti della loro esistenza dal bisogno di "conoscere" la realtà che le circonda, costituita da altre persone, per orientare il proprio comportamento in modo adattivo all'ambiente in cui vivono. Viene preso in esame il modo in cui le informazioni sociali vengono organizzate in memoria. Per larga parte del suo sviluppo è stata dominante la concezione di un sistema cognitivo "ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo", guidato dalla necessità di selezionare le informazioni, attraverso processi di categorizzazione miranti alla semplificazione della massa di dati in arrivo.

  • Mentalizzare
  • Riconoscere emozioni
  • Conoscere le regole
  • Distinzione morale/convenzionale

Il diritto di mentire

(Kant e Constant) “Il diritto di mentire”. Due differenti scuole di pensiero: l'una pienamente radicata nella Francia del doporivoluzione (Constant), l'altra che proviene invece dalla vicina Germania (Kant).

1797 Constant, "Delle reazioni politiche": disquisisce intorno alla possibile legittimità, in precisi contesti, della menzogna. Alcuni esempi:

  • La polizia cerca il vostro più caro amico bussandovi alla porta perché ha ucciso una persona. Egli è in casa vostra. Voi che fate?
  • La polizia cerca il vostro più caro amico bussandovi alla porta perché ha rubato una mela per necessità. Egli è in casa vostra. Voi che fate?
  • La polizia cerca il vostro più caro amico bussandovi alla porta perché ha rubato una mela per fare una bravata. Egli è in casa vostra. Voi che fate?
  • La polizia cerca vostro/a figlio/a bussandovi alla porta perché ha ucciso una persona. Egli è in casa vostra. Voi che fate?
  • La polizia cerca vostro/a figlio/a bussandovi alla porta perché ha rubato una mela per necessità. Egli è in casa vostra. Voi che fate?
  • La polizia cerca vostro/a figlio/a bussandovi alla porta perché ha rubato una mela per fare una bravata. Egli è in casa vostra. Voi che fate?

Nella discussione filosofica l'intervento di Constant è centrato su un principio fondamentale, ovvero la necessità che i principi universali, per essere accettati anche sul terreno concreto, debbano a loro volta fondarsi su principi definiti "intermedi", tali cioè da permetterne la concatenazione con la realtà effettiva. Constant, mentre cerca di definire questa sua teoria, critica la riflessione di I. Kant, il quale afferma che "persino di fronte a degli assassini che vi chiedessero se il vostro amico, che loro stanno inseguendo, si sia rifugiato in casa vostra, la menzogna sarebbe un crimine". E il "filosofo tedesco" (così lo definisce Constant), chiamato in causa, risponde a par suo con "Su un presunto diritto di mentire per amore dell'umanità" nel quale ribatte punto su punto al "filosofo francese".

Morale, etica, identità

Morale: valori alla base del comportamento e delle scelte dell’uomo, quando questo è diretto od indirizzato da norme. “Guida” secondo la quale l'uomo agisce (o dovrebbe agire), aderendo a valori che sono intesi in senso trascendente (ispirandosi a valori che vengono valutati sul piano astratto del “bene” o del “male“), valori assoluti che costituiscono il fondamento delle relazioni con il mondo e tra gli uomini stessi. Insieme dei valori e delle regole di vita di un soggetto o di un gruppo non ben definito, come ad esempio l’essere umano, che non hanno valore relativo.

Comportamento etico: se i valori trascendenti (al di là dei sensi dell‘uomo) sono propri della Morale, i valori immanenti (quelli che si concretizzano) dell'individuo, fondati sulla valutazione di ciò che è Buono e ciò che è Cattivo (Giusto o Sbagliato) sono propri dell'Etica.

Etica: disciplina che studia e definisce in modo oggettivo e razionale le regole che consentono di poter classificare i comportamenti umani in comportamenti buoni (o giusti) e comportamenti cattivi (o sbagliati). Un comportamento può essere valutato come etico se viene valutato come adeguato alle regole che sono condivise da una comunità definita che le adotta.

Dimensione umana: valore di importanza sia morale che etica, pone in risalto la necessità di mettere in evidenza la centralità dell’uomo inteso sia come “individuo“ (entità trascendente, in quanto esiste), sia come “individuo in relazione con altri“ (entità in relazione con altre entità): il valore di ogni uomo rispetto alla società in cui vive dipende anche dal fatto che i sentimenti che prova, i pensieri che affollano la sua mente e le azioni che sceglie di compiere sono rivolte a promuovere il bene proprio congiuntamente a quello dei propri simili.

Se il mezzo viene confuso con lo scopo l’etica corre il rischio di morire; ovvero se una scelta, un comportamento non ha una radice morale, la scelta di comportarsi in un certo modo può essere razionalmente spiegabile ma essere del tutto non etica.

Teorico dell' “Identità fluida” – Zigman Bauman: se si perdono alcuni riferimenti essenziali per il proprio Io, si vanno a perdere i propri confini identitari, ossia culturali, religiosi, etnici, etc.

Definizione di salute

Nel 1946 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute come uno "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Un individuo può presentare uno stato di benessere anche in presenza di malattia e può esperire uno stato di disagio anche in assenza di un disturbo specifico. Viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. Gli Stati dovrebbero farsi carico di individuare e cercare di modificare quei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli.

Nella IV Conferenza Internazionale sulla promozione della salute (Dichiarazione di Jakarta, 1997) l'OMS riconosce come principale minaccia per la salute la povertà e che tra i prerequisiti per la salute vanno individuati pace, casa, istruzione, sicurezza sociale, relazioni sociali, cibo, reddito, ecosistema stabile, risorse ecosostenibili, giustizia sociale, rispetto dei diritti umani ed equità. Ogni anno malattie e malnutrizione uccidono quasi 10 milioni di bambini di età inferiore a 5 anni, e in metà dei casi i decessi si concentrano nelle prime settimane di vita. In alcuni paesi dell'Africa subsahariana, la mortalità infantile è talmente elevata che 1/5 dei bambini muoiono prima di compiere cinque anni: un tasso cinquanta volte superiore a quello che si registra in Italia. In metà dei casi, gli effetti della malattia sono resi letali da uno stato di debilitazione complessiva dovuto alla malnutrizione o a carenze vitaminiche.

Promozione della salute

Promozione della salute = processo che consente alla gente di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. La salute si esplica in 3 componenti: Capacità di agire, Sentimento di benessere e Assenza di sintomi o segni di malattia.

Nel 1979 nasce la “Divisione 38 Health Psychology” all’interno dell’APA (American Psychological Association)

Definizione: “La psicologia della salute è l’insieme degli specifici contributi (educazionali, scientifici e professionali) della disciplina psicologica alla promozione ed al mantenimento della salute, alla prevenzione e al trattamento della malattia, all’identificazione dei correlati eziologici e diagnostici della salute, delle malattie e delle disfunzioni connesse, e all’analisi e al miglioramento del sistema assistenziale e della formazione in politica sanitaria”.

  • 1986 Tilburg: Prima conferenza europea di psicologia della salute
  • 1986 Ottawa: Primo Congresso Internazionale sulla Promozione della salute
  • Carta di Ottawa: “Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo (o un gruppo) deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, cambiare l’ambiente circostante o farvi fronte”.
  • Italia 1987 – Roma: Congresso Internazionale “Il ruolo della psicologia della salute: riflessioni e proposte a confronto tra realtà europee”
  • 1993 Istituzione di un corso di perfezionamento post-laurea in Psicologia della Salute (Università di Roma)
  • 1993 Orvieto: 1° congresso italiano di Psicologia della Salute
  • 1997 Inserimento nella tabella didattica nazionale del curriculum universitario italiano
  • 1997 Costituzione www.psicologiasalute.org
  • 1999 Rivista “Psicologia e Salute”

Medicina comportamentale

(Behavioral Medicine): campo di studio interdisciplinare che si occupa dello sviluppo e dell’integrazione delle conoscenze e delle tecniche comportamentali e biomediche rilevanti per la salute e la malattia, nonché dell’applicazione di queste conoscenze e di queste tecniche alle attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.

C’è stato un cambiamento del quadro epidemiologico (principali cause di mortalità), per via di fattori economici (per ridurre la spesa sanitaria è più conveniente investire sulla prevenzione), per via dello sviluppo delle teorie e degli strumenti della psicologia (metodi di intervento efficaci), ma anche per una maggior consapevolezza del ruolo dei fattori psicologico-comportamentali sulla salute e sulla malattia, per via dell’impulso della psicologia moderna (consapevolezza del ruolo dei fattori psicologico/comportamentali sulla malattia, metodi di intervento efficaci e approcci scientifici applicabili all’ambito della salute, sviluppo delle neuroscienze).

Limiti e vantaggi delle valutazioni soggettive

Limiti dei contenuti soggettivi: Instabili (variano nel tempo e al variare della situazione), Incomparabili (persone diverse si basano su criteri diversi per definire i contenuti) e Inintellegibili (cause inconsapevoli).

Limiti delle valutazioni soggettive: Bassa affidabilità, Bassa validità (che cosa misurano effettivamente?)

Vantaggi delle misurazioni soggettive: Maggiore accuratezza del fenomeno (influenzano il comportamento e quindi lo stato di salute), Inclusività dello stato di salute e dei fattori di rischio, Dinamismo.

Ricerche che testimoniano l’importanza delle valutazioni soggettive: Le valutazioni soggettive del proprio stato di salute sono dei predittori di mortalità (Idler e Benyamini, 1997) e variano in funzione del livello di funzionamento e della percezione di controllo (Arnold et all., 2005). Soggetti disabili con serie limitazioni nelle attività quotidiane sostengono di avere una buona o eccellente qualità di vita (Albrecht et Devlieger, 1999). Soggetti con patologie croniche riportano cambiamenti positivi di personalità, maggiore spiritualità, relazioni più intime con gli altri, revisione delle priorità di vita (Sodergren et Hyland, 2000; Urcuyo et all., 2005). Cambiamenti positivi di tal genere influenzano la salute a lungo termine (King et Miner, 2000). La percezione di cambiamenti positivi contribuisce a mobilitare il sistema immunitario (LeShan, 1994). I livelli di qualità di vita percepita, registrati mediante l’utilizzo della WHOQOL-100, permettono di predire esiti clinici futuri (Idler et Benyamini, 1997). Soggetti che riportavano un punteggio più basso di qualità di vita mostravano una maggiore probabilità di andare incontro ad esiti clinici avversi, quali ipertensione e infarti (Riede t all., 2006). Il benessere soggettivo calcolato sulla base della SWLS (Satisfaction with Life Scale) e della PANAS (Positive and Negative Affect Scale) permette di predire salute fisica (Okun et al., 1984), relazioni soddisfacenti (Russell et Wells, 1994), gestione adeguata delle proprie condizioni di salute (Aspinall, 1988) e longevità (Danner, Snowdon et Friesen, 2001).

Il modello bio-medico

Approccio di matrice positivista, occidentale, consolidatosi tra la fine dell’800 e i primi del 900, si basa sull’idea di un sapere medico-scientifico potenzialmente incrementabile all’infinito e in grado di debellare ogni tipo di malattia. È l’approccio ancora oggi dominante e si fonda sempre più sull’innovazione tecnologica. La medicina è una scienza oggettiva che scopre le cause delle malattie ed i rimedi per riportare la salute. Il livello di salute di una popolazione dipende dal livello delle sue conoscenze medico scientifiche (e tecnologiche) e dalla sua disponibilità di risorse mediche. È centrato sulla malattia, che è al polo opposto della salute. L’attenzione è focalizzata sulla patologia e sugli agenti patogeni. La salute è assenza di anormalità fisiologiche. Nelle diagnosi non entrano i fattori comportamentali e socio-psicologici, che vengono spiegati con processi biochimici e neurofisiologici disturbati e non come cause potenziali di malattia. I processi biologici sono separati da quelli psicosociali e sono gli unici responsabili nella genesi di una malattia.

  • Dualismo mente-corpo
  • Metafora meccanica → il corpo è una macchina
  • Imperativo tecnologico
  • Riduzionismo biologico = fenomeni complessi derivano da un singolo principio primario
  • Eziologia specifica

Critiche al modello biomedico

  • La forte riduzione della mortalità da malattie infettive è correlata solo parzialmente all’intervento medico: un ruolo importante è stato giocato dal generale miglioramento delle condizioni di vita a tutti i livelli sociali.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessioBellatoOfficial di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Prior Massimo.
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